CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 1732/2020 del 27-01-2020
principi giuridici
Ai fini della configurabilità della contravvenzione di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti di cui all'art. 187 cod. strada, lo stato di alterazione del conducente non deve necessariamente essere accertato mediante specifica analisi medica, potendo il giudice desumerlo dagli accertamenti biologici dimostrativi dell'avvenuta precedente assunzione dello stupefacente, unitamente all'apprezzamento delle deposizioni raccolte e del contesto in cui il fatto si è verificato.
L'alterazione richiesta per l'integrazione del reato di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti di cui all'art. 187 cod. strada, esige l'accertamento di uno stato di coscienza modificato dall'assunzione delle predette sostanze, non coincidente necessariamente con una condizione di intossicazione.
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testo integrale
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sintesi e commento
Guida sotto l'Influenza di Stupefacenti: Sufficienza degli Indizi e Alterazione Psico-Fisica
La pronuncia in esame affronta il tema della guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, delineando i confini tra accertamento dell'uso di sostanze e prova dell'alterazione psico-fisica del conducente.
La vicenda trae origine da un verbale elevato nei confronti di un soggetto, sorpreso alla guida di un veicolo e trovato positivo ai cannabinoidi a seguito di analisi delle urine. La Prefettura aveva disposto la sospensione della patente di guida. L'ordinanza prefettizia veniva impugnata, ma il Giudice di Pace rigettava il ricorso. Il Tribunale, in grado di appello, ribaltava la decisione, annullando il decreto prefettizio. Secondo il Tribunale, non era sufficiente accertare l'assunzione di sostanze stupefacenti, ma era necessario provare uno stato di alterazione psico-fisica derivante da tale assunzione, ritenendo che gli elementi raccolti (dichiarazioni del soggetto, circostanze rilevate dagli agenti accertatori e analisi delle urine) avessero valore di semplici indizi, insufficienti a dimostrare l'incidenza delle sostanze sullo stato psico-fisico del conducente al momento del controllo.
Il Ministero dell'Interno ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando la violazione e falsa applicazione dell'articolo del Codice della Strada che disciplina la guida sotto l'influenza di stupefacenti e delle norme sull'onere della prova. Il ricorrente sosteneva che, alla luce degli elementi indiziari raccolti (uso di cannabinoidi, sintomi di eccitazione e occhi lucidi, dichiarazione di aver fatto uso di stupefacenti il giorno precedente), il Tribunale avrebbe dovuto ritenere sussistente lo stato di alterazione, salvo prova contraria.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e rigettando l'appello originario. I giudici di legittimità hanno ribadito che, per la configurabilità del reato di guida sotto l'influenza di stupefacenti, è necessario accertare sia l'assunzione di sostanze, sia l'alterazione psico-fisica derivante da tale assunzione. Tuttavia, hanno precisato che lo stato di alterazione non deve necessariamente essere accertato mediante una specifica analisi medica, potendo il giudice desumerlo dagli accertamenti biologici dimostrativi dell'assunzione, unitamente alle deposizioni raccolte e al contesto in cui il fatto si è verificato. L'alterazione richiesta, inoltre, non coincide necessariamente con una condizione di intossicazione, ma con uno stato di coscienza semplicemente modificato dall'assunzione delle sostanze. La Corte ha censurato l'erronea valutazione del Tribunale, che aveva dato eccessivo rilievo alla mancanza di elementi sulla quantità di sostanze assunte e aveva ritenuto insufficienti gli elementi di prova raccolti. Secondo la Cassazione, l'assunzione di sostanze stupefacenti determina inevitabilmente un'alterazione psico-fisica, e in assenza di elementi che indichino una causa diversa, non può essere esclusa la dipendenza tra l'assunzione e l'alterazione riscontrata.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.