blog dirittopratico

2.993.374
documenti generati

v4.54
Motore di ricerca Sentenze Civili
CSPT
torna alla pagina iniziale

Banca Dati della Giurisprudenza Civile

La Banca Dati gratuita "autoalimentata" dagli utenti di Diritto Pratico!

 
   
   
 
 
Legenda colori:
Corte di Cassazione
Corte d'Appello
Tribunale
Giudice di Pace
già visionate
appuntate
1

Tribunale di Messina, Sentenza n. 487/2024 del 01-03-2024

... attuale dei luoghi ritengo di potere affermare che non è possibile, cosi come richiesto, tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della pretesa servitù che sia meno gravoso per il fondo servente di quello attualmente esistente. Il percorso alternativo indicato dalla parte attrice, con perizia giurata agli atti di causa, non può essere preso in esame poiché il relativo tracciato ricade su terreni di proprietà di altre ditte” (v. pag. 9 della relazione). In assenza, pertanto, dei presupposti necessari per il trasferimento della servitù in luogo diverso, la relativa domanda deve essere rigettata. Le spese di lite seguono il principio della soccombenza, come per legge, e dunque gli attori vanno condannati in solido alla rifusione in favore della convenuta. Le suddette spese vanno (leggi tutto)...

 TRIBUNALE di MESSINA Prima sezione civile _________________ VERBALE di ### (art. 281 sexies c.p.c.) Il giorno 1 marzo 2024, all'udienza tenuta dal G.U., dott.ssa ### viene chiamata la causa civile iscritta al n. 90000166/2011 R.G.. 
E' comparso, per gli attori, l'avv. ### il quale insiste nei propri atti difensivi e chiede che la causa venga decisa. 
E' comparso, per la convenuta, l'avv. ### in sostituzione dell'avv. ### la quale si riporta in atti, sui quali insiste; chiede che la causa venga decisa. 
IL G.U. 
Dispone darsi corso alla discussione orale; le parti discutono la causa. All'esito della camera di consiglio, il Tribunale pronuncia sentenza, con contestuale motivazione, dandone lettura in udienza.   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il giudice della prima sezione del Tribunale di Messina, dott.ssa ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n. 90000166 del ruolo generale per gli affari contenziosi dell'anno 2011, vertente TRA ### nato a ### il ###, C.F.: ###, ### nata a ### il ###, C.F. ###, e ### nata a ### il ###, C.F. ###, tutti residenti in ### via ### 145, elettivamente domiciliat ###presso lo studio dell'Avv. ### che lo rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente all'Avv. ### BERRITTA, giusta procura in atti; ATTORI
E ### nata a ### il ###, C.F.: ###, ivi residente ###, elettivamente domiciliata in #### n° 54, presso lo studio dall'Avv.  ### giusta procura in atti; CONVENUTA
OGGETTO: Servitù.  CONCLUSIONI: i procuratori delle parti hanno concluso come da verbale. 
CONSIDERATO IN FATTO Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., #### e ### proponevano actio negatoria servitutis nei confronti di ### chiedendo inibirsi alla stessa il passaggio sui terreni oggetto di causa.   A sostegno delle proprie pretese esponevano di essere proprietari di vari appezzamenti di terreno, siti nel Comune di ####, distinti in catasto al foglio 9 particelle 143, 153, 455, 498, 499, 502, 503 e 504; che con provvedimento del Tribunale di ### - ### di ### del 14.06.2010 (confermato in sede di reclamo il ###) erano stati condannati alla reintegra nel possesso della servitù di passaggio della ricorrente sulla stradella che, facendo ingresso dal loro terreno e attraversando anche altri fondi di proprietà di terzi, permetteva l'accesso a quello della ### che, pur essendo stato accertato lo spoglio a causa della realizzazione di un cancello di accesso sull'appezzamento di loro proprietà, ritenevano inesistente il diritto di passaggio della convenuta sui terreni sopra specificati. 
In particolare, lamentavano gli attori che i terreni di proprietà della ### non erano interclusi e che l'attuale passaggio sulla stradella di che trattasi, anche con mezzi pesanti, arrecava nocumento agli attori tenuto conto dei lavori che erano in procinto di iniziare su detti terreni, in esito all'approvazione di un piano di lottizzazione. 
Si costituiva in giudizio ### contestando le domande e proponendo, a sua volta, domanda riconvenzionale al fine di ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione del diritto di servitù di passaggio sul fondo dei ricorrenti. 
Al riguardo eccepiva preliminarmente l'inammissibilità della domanda ai sensi dell'art. 705 c.p.c., non avendo gli attori - secondo la ricorrente - dato completa esecuzione alla decisione emessa in sede ###avere provveduto al pagamento delle spese giudiziali liquidate in giudizio. 
Deduceva, in ogni caso, l'acquisto per usucapione del diritto di servitù di passaggio sulla stradella in questione, avendone sempre avuto il possesso sin dal 1987 e trattandosi, nel caso di specie, di ipotesi di servitù apparente derivante sia dall'esistenza del tracciato che dalla presenza di una sbarra di accesso, ribadiva l'interclusione del proprio fondo e negava l'esistenza di altre strade di accesso al suo terreno, compresa quella realizzata solo nel maggio 2010 da ignoti. 
All'udienza del 06.07.2011, tenuto conto che la proposizione di domanda riconvenzionale comportava un'istruzione non sommaria della causa, veniva disposto il mutamento del rito. 
All'udienza del 23.05.2011 venivano assegnati alle parti i termini di cui all'art. 183 comma 6 c.p.c. 
Con memoria ex art. 183 comma 6 n. 1 c.p.c. gli attori contestavano la fondatezza dell'eccezione di inammissibilità spiegata ex adverso, alla luce della natura della domanda proposta nonché per l'accessorietà delle statuizioni relative alle spese del giudizio, che esulano dal merito della pronuncia possessoria; riferivano di avere solo per mera tolleranza consentito il passaggio sulla strada e di avere autorizzato la ### all'apposizione della barra di protezione all'ingresso, senza riconoscimento di alcun diritto; deducevano infine la facoltà di avvalersi del diritto, riconosciutogli dall'art. 1068 c.c., di ottenere lo spostamento della servitù al fine di evitare i danni relativi all'utilizzazione economica del proprio fondo, offrendo alla convenuta un percorso alternativo ugualmente comodo. 
Con provvedimento dell'11.02.2013 il GOT ammetteva le prove testi dedotte dalla parte convenuta e, all'esito dell'escussione, in scioglimento della riserva assunta all'udienza del 21.05.2014 veniva ammessa anche consulenza tecnica d'ufficio allo scopo di accertare lo stato dei luoghi e tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della servitù, meno gravoso per il fondo servente, stante la richiesta formulata dagli attori ai sensi dell'art. 1068 comma 2 In data ### veniva depositato l'elaborato peritale. 
All'udienza del 20.01.2016 le parti precisavano le conclusioni e la causa veniva rinviata per la discussione orale. 
Seguivano alcuni differimenti fino all'udienza del 22.12.2021 - la prima davanti a questo giudicante frattanto subentrato nel ruolo - e la causa veniva rinviata per necessità di riorganizzazione del ruolo e studio delle cause mature per la decisione, con preferenza delle cause ultradecennali, all'udienza del 19.10.2022, successivamente rinviata per carico di ruolo fino all'udienza odierna, in cui la causa veniva assunta in decisione. 
RITENUTO IN DIRITTO Va preliminarmente esaminata la questione della inammissibilità del giudizio petitorio per la mancata esecuzione, all'atto della proposizione della presente azione, della decisione possessoria di cui alla ordinanza del Tribunale di ### del 28.12.2010, atteso il divieto di cui all'art. 705 c.p.c.. 
Al riguardo deve osservarsi che l'art. 705 c.p.c. sancisce il divieto per il convenuto nel giudizio possessorio di proporre il giudizio petitorio fino a quando il primo non sia stato definito e la decisione eseguita. 
Sul punto rileva la convenuta che gli attori non avrebbero dato completa esecuzione al provvedimento emesso all'esito del giudizio possessorio, stante il mancato pagamento da parte dei sigg. ### delle spese giudiziali liquidate dal Tribunale. 
Ciò posto, ritiene questo giudice che l'eccezione de qua debba essere rigettata. 
Ed infatti, come dedotto dagli attori, occorre innanzitutto evidenziare che la mancata esecuzione lamentata dalla convenuta riguarderebbe esclusivamente la statuizione del provvedimento possessorio riguardante le spese del giudizio e non anche il merito della pretesa (nel caso di specie sostanziatosi nella rimozione del lucchetto del cancello), avvenuto - per come riferito dalla stessa ### - in data ###.  ### parziale del provvedimento nei suddetti termini non può integrare gli estremi del divieto di cui all'art. 705 c.p.c., stante la pacifica natura accessoria della statuizione sulle spese giudiziali nonché tenuto conto della stessa ratio della norma, ispirata all'esigenza di ordine pubblico del ripristino immediato della situazione possessoria lesa o compromessa, che nel caso di specie è stata soddisfatta. 
Ed ancora si evidenzia che, traducendosi il divieto di cui all'art. 705 c.p.c. in una temporanea impossibilità di esercitare la giurisdizione, con una pronuncia sul merito della domanda per mancanza di una condizione di proponibilità della domanda medesima per effetto dell'indicata pendenza del procedimento possessorio (vedi Cass. civile n. 5679/85), deve riconoscersi efficacia sanante alla sopravvenuta esecuzione della decisione possessoria, posto che, ove insussistenti al momento della proposizione della domanda, le condizioni dell'azione possono utilmente sopravvenire in corso di causa, essendo sufficiente che esse sussistano al momento della decisione. 
Nel caso in esame la convenuta riferisce nelle note conclusionali che gli attori hanno successivamente proceduto, nel settembre 2014, al pagamento spontaneo delle spese giudiziali e deve, pertanto, affermarsi la proponibilità del presente giudizio petitorio. 
Nel merito gli attori hanno agito ai sensi dell'art. 949 c.c. (“Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la condanna al risarcimento del danno”) per accertare l'inesistenza di alcun diritto di servitù di passaggio a carico del loro fondo e a favore di quello della convenuta. 
Quest'ultima, dal canto suo, ha formulato la domanda riconvenzionale avente ad oggetto l'accertamento dell'intervenuto acquisto per usucapione del diritto di servitù di passaggio, che deve essere esaminata prioritariamente. 
Tutti i testimoni escussi in giudizio hanno riferito sui fatti di causa per averne avuto conoscenza diretta: ### (marito della convenuta) per avere utilizzato la strada in questione insieme alla moglie per raggiungere il terreno di proprietà della stessa; ### e ### per avere lavorato presso la campagna della ### rispettivamente 1-2 volte l'anno e 5-6 volte l'anno, utilizzando la stradella per raggiungere i fondi della convenuta.  ### che ### hanno confermato il passaggio sulla strada sin dal 1987, mentre ### ha riferito “ho effettuato i lavori in detti fondi circa 15 anni fa” (rispetto alla data dell'udienza di escussione dei testi, avvenuta il ###); tutti i testi escussi hanno inoltre riconosciuto nelle foto esibite la sbarra con lucchetto apposta nel punto di accesso dalla strada provinciale sul fondo dei ### riferendo - il ### - di averla apposta lui stesso, su autorizzazione dei ### con relativo lucchetto al fine di potervi passare solo loro e i sigg. ### e ### che trovavano la sbarra aperta o, in caso contrario, provvedeva a farli passare il ### In merito all'interclusione del fondo della #### ha poi affermato: “il terreno di mia moglie non è servito da strada pubblica e l'unico punto di accesso è quello di cui ho riferito”. 
La prova orale espletata, della cui attendibilità non v'è motivo di dubitare, ha quindi permesso di concludere per l'esercizio del passaggio della convenuta sulla stradina in esame sin dal 1987 per l'accesso al fondo di sua proprietà. 
La CTU espletata nel corso del giudizio ha inoltre individuato la strada oggetto di causa. 
In particolare il consulente, ing. ### ha rilevato che “La stradella oggetto di causa, su cui la controparte ### rivendica il diritto di passaggio, si diparte dalla ### 11 attraversa prima la particella 502 di proprietà degli odierni attori, successivamente la particella 150 di proprietà ### - ### e termina all'interno della particella 145 di proprietà ### -### ubicata a valle del Torrente Sciarrudda. […] La stradella si presenta a fondo naturale, non recintata, e nel suo sviluppo da valle verso monte presenta una larghezza variabile compresa tra circa ml 2,20 e circa ml 2,30. 
All'ingresso dalla ### sono presenti un cancello carrabile in ferro a due ante della larghezza di circa ml 3,60 e subito dopo una sbarra in ferro della larghezza di circa ml 4,10, entrambi ubicati all'interno della proprietà ### mentre nella parte terminale a monte è presente altro cancello carrabile a due ante in ferro (colore verde) della larghezza di circa ml 3,60, ubicato questo all'interno della proprietà ### -### Lo sviluppo della stradella tra i due cancelli risulta pari a circa ml 11, di cui solo circa ml 45 all'interno della proprietà degli attori ### impegnando una superficie di circa mq 102.50.” (pag. 5 relazione di consulenza tecnica). 
Le risultanze della CTU non fanno altro che suffragare le dichiarazioni rese dai testi escussi, i quali hanno riferito che la convenuta percorreva sempre la stradella in esame per raggiungere il suo fondo. 
La servitù de qua risulta peraltro di natura apparente, come può evincersi dalle foto prodotte in atti, dalle risultanze della prova testi espletata nonché dalle stesse dichiarazioni degli attori. 
Il requisito dell'apparenza si identifica nella presenza di opere visibili e permanenti che per struttura e consistenza si rivelino in modo inequivoco destinate all'esercizio della servitù stessa e, rappresenta profilo del tutto distinto dalla conoscenza meramente soggettiva che il proprietario del fondo servente abbia dell'esercizio, in atto, della servitù (Cass. 8 febbraio 2023 n. 7900\2018, Cass. Sez. 2, Sentenza n. 12898 del 04/09/2003, Rv. 566542; negli stessi termini, cfr. anche Sez. 2, Sentenza n. 5020 del 30/05/1996, Rv. 497896). 
Non basta, dunque, che esistano opere o segni che consentano l'esercizio del diritto reale, ma occorre, altresì, “... la manifesta destinazione delle opere stesse per l'esercizio della servitù, in modo che i segni o le opere, nel contesto in cui si collocano, costituiscano un indice univoco del peso imposto al fondo vicino. Tale esigenza, nel caso di opere che ricadano interamente nel fondo servente, implica la presenza di un raccordo, almeno funzionale, dell'opera con il fondo dominante, in modo che risulti con chiarezza che l'opera è anche in funzione della utilità di questo” (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 6357 del 14/07/1997, Rv. 505933). 
Occorre, in altri termini, la dimostrazione di un quid pluris idoneo a dimostrare la specifica ed inequivoca destinazione delle opere all'esercizio della servitù (cfr.  Sez. 2, Sentenza n. 2994 del 17/02/2004, Rv. 570163; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 15447 del 10/07/2007, Rv. 598552). 
Nel caso di specie tale requisito dell'apparenza è riscontrabile nella sbarra di accesso in ferro, collocata all'interno della proprietà ### apposta proprio dal marito della convenuta per permettere il passaggio ad uso esclusivo al fine di raggiungere il fondo della ### La suddetta circostanza risulta essere stata provata dalla convenuta tramite le dichiarazioni dei testi escussi, nonché attraverso la produzione documentale che attesta l'esistenza della sbarra già nell'anno 1990 (all. 3 del fascicolo di parte convenuta) e non è stata oggetto di specifica contestazione da parte degli attori. 
Dunque, in presenza dei relativi presupposti, la domanda riconvenzionale della convenuta va accolta, e va dichiarato l'intervenuto acquisto per usucapione della servitù di passaggio a favore del fondo di sua proprietà, individuato al catasto terreni al foglio 9 del Comune di ### dalle particelle 114, 115, 490, 491, 133 e 134, e a carico del fondo identificato al ### del Comune di ### al foglio 9 particella 502, di proprietà di #### e #### sulla porzione di stradella che attraversa detto ultimo fondo per una superficie complessiva di mq 102.50, riportata negli allegati elaborati grafici (### 2 e 3) della relazione del #### della domanda riconvenzionale comporta il rigetto delle domande degli attori, logicamente incompatibili con l'accoglimento della prima. 
Rispetto alla dedotta facoltà, ai sensi dell'art. 1068 c.c., del proprietario del fondo servente di ottenere lo spostamento della servitù se l'originario esercizio è divenuto più gravoso per il fondo servente o se impedisce di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, si osserva quanto segue.  ###. 1068 c.c. subordina il trasferimento di una servitù prediale in un luogo diverso o su un fondo diverso da quello originario alla duplice condizione che l'originario esercizio sia divenuto più gravoso per il fondo servente, ovvero impedisca al proprietario di questo di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, e che venga offerto al proprietario del fondo dominante un luogo egualmente comodo. 
Nel caso di specie, all'esito della prova orale, stante l'offerta delle parti attrici in tal senso, è stata disposta CTU proprio al fine di tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della servitù che sia meno gravoso per il fondo servente. 
Il consulente, ing. ### ha rassegnato sul punto le seguenti conclusioni: “sulla base della conformazione attuale dei luoghi ritengo di potere affermare che non è possibile, cosi come richiesto, tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della pretesa servitù che sia meno gravoso per il fondo servente di quello attualmente esistente. Il percorso alternativo indicato dalla parte attrice, con perizia giurata agli atti di causa, non può essere preso in esame poiché il relativo tracciato ricade su terreni di proprietà di altre ditte” (v. pag. 9 della relazione). 
In assenza, pertanto, dei presupposti necessari per il trasferimento della servitù in luogo diverso, la relativa domanda deve essere rigettata. 
Le spese di lite seguono il principio della soccombenza, come per legge, e dunque gli attori vanno condannati in solido alla rifusione in favore della convenuta. 
Le suddette spese vanno liquidate secondo il D.M. n. 147/2022, recante modifiche al decreto 10 marzo 2014 n. 55, facendo applicazione dell'art. 15 c.p.c. il quale prevede al primo comma che “il valore delle cause relative a beni immobili [812 c.c.] è determinato moltiplicando il reddito dominicale del terreno e la rendita catastale del fabbricato alla data della proposizione della domanda”. Il terzo comma prosegue disponendo che “se per l'immobile all'atto della proposizione della domanda non risulta il reddito dominicale o la rendita catastale, il giudice determina il valore della causa secondo quanto emerge dagli atti; e se questi non offrono elementi per la stima, ritiene la causa di valore indeterminabile”. 
In considerazione del fatto che non è presente in atti documentazione da cui è possibile ricavare il reddito dominicale dei fondi oggetto della controversia, al fine di applicare lo scaglione di riferimento indicato dalle parti attrici entro € 1.100,00, ritenendo la causa di valore indeterminabile, complessità bassa, ed applicando i valori minimi in ragione della effettiva complessità della controversia, le spese di lite vanno liquidate in € 3.809,00 (di cui € 851,00 per la fase di studio, € 602,00 per la fase introduttiva, € 903,00 per la fase istruttoria, ed € 1.453,00 per la fase decisoria), oltre spese spese generali, IVA e CPA come per legge da distrarsi in favore dell'avv. ### il quale ha reso la relativa dichiarazione.   Le spese di CTU sono poste definitivamente a carico degli attori in solido tra loro, e ne va disposta la proporzionale rifusione in favore della convenuta, ove da questa anticipate.  P. Q. M.  Il Tribunale, definitivamente pronunciando nel giudizio n. 90000166/2011 R.G.  vertente tra #### e ### contro ### così provvede: 1. Accoglie la domanda riconvenzionale della convenuta e per l'effetto dichiara l'intervenuto acquisto per usucapione della servitù di passaggio a favore del fondo di proprietà di ### individuato al catasto terreni al foglio 9 del Comune di ### dalle particelle 114, 115, 490, 491, 133 e 134, e a carico del fondo identificato al ### del Comune di ### al foglio 9 particella 502, di proprietà di #### e ### sulla porzione di stradella che attraversa detto ultimo fondo per una superficie complessiva di mq 102.50, riportata negli allegati elaborati grafici (### 2 e 3) della relazione del ### 2. rigetta le domande degli attori; 3. condanna gli attori in solido alla rifusione in favore della convenuta delle spese di lite, che liquida in € 3.809,00, oltre spese spese generali, IVA e CPA come per legge da distrarsi in favore dell'avv. ### il quale ha reso la relativa dichiarazione; 4. pone le spese delle espletate C.T.U. definitivamente a carico degli attori in solido tra loro, e ne dispone la proporzionale rifusione in favore della convenuta, ove da questa anticipate. 
Manda alla ### per quanto di competenza.   Così deciso in ### lì 24 gennaio 2024 Letto in udienza alle ore 20,00 Il Giudice (dott.ssa ### Alla redazione del presente provvedimento ha partecipato la dott.ssa ### funzionario addetto all'ufficio per il processo presso la I ### del Tribunale di ### 

causa n. 90000166/2011 R.G. - Giudice/firmatari: Fama Giovanna, Monforte Simona

1

Tribunale di Napoli, Sentenza n. 4935/2024 del 28-06-2024

... tal ché si può per tal via affermare che di essa in astratto sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio - la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento - che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”. Sotto il secondo profilo, nell'ordinanza della ### pronunciata il ###, nell'ambito della causa C-450/2021, su pronuncia pregiudiziale circa l'interpretazione della clausola 4, punto 1 e della clausola 6 dell'### quadro sul lavoro a tempo determinato, nell'ambito di un giudizio del tutto sovrapponibile a quello in esame, la ### ha evidenziato che: a) la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sancisce il divieto, per quanto riguarda le condizioni di (leggi tutto)...

TRIBUNALE DI NAPOLI ### REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice del Tribunale di Napoli in funzione di Giudice del ###ssa M. Rosaria Lombardi ha emesso a seguito di note depositate ex art 127 ter cpc la seguente SENTENZA nella causa n. 4199 del 2024 del R.G. L.,ART 1 Ln 107 del 2015 ,cui è stata riunita la n 4200 del 2024 vertente: TRA ### , ### rappresentati e difesi dall' Avv.Giovanna Sarnacchiaro RICORRENTI E MINISTERO DEL### E ### persona dei legale rappresentante pro tempore, RESISTENTE FATTO E DIRITTO Con distinti ricorsi del 20 febbraio 2024 riuniti per identità di materia i ricorrente in epigrafe convenivano in giudizio il resistente Ministero sopra indicato, chiedendo a questo Giudice l'accoglimento delle seguenti conclusioni: 1) Accertare e dichiarare l'illegittimità dell'art.1, comma 121, della L. n. 107/2015, con disapplicazione nella parte in cui non riconosce il diritto dei docenti a tempo determinato ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui tramite la ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente; 2) Per l'effetto accertare e dichiarare il diritto di parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con condanna dell'### convenuta all'attribuzione in favore del docente, per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 (###1) di € 500,00 (carta elettronica) PER CIASCUN ANNO SCOLASTICO in favore del ### e 2020/2021 e 2021/202 di € 500,00 (carta elettronica) PER CIASCUN ANNO SCOLASTICO in favore del ### 3) Per l'effetto, accertare e dichiarare l'illegittimità del comportamento dell'amministrazione resistente, e per l'effetto condannare il Ministero dell'### all'attribuzione in favore di parte ricorrente della carta elettronica per gli anni scolastici sopra specificati quale contributo economico alla formazione/aggiornamento della docente 4) ### il Ministero dell'### alla rifusione delle spese processuali, comprensivi di diritti, onorari, spese non imponibili, spese generali, come per legge da distrarsi in favore del sottoscritto avvocato che se ne dichiara anticipatario. 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024
In punto di fatto esponevano. ### di essere docente con contratto a tempo indeterminato presso la scuola ### attualmente in servizio presso l'istituto comprensivo NA 30 “Parini” di Napoli ### e di avere prestato servizio per cinque anni con contratti a tempo determinato negli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 , il ### decente tempo determinato per la scuola secondaria di secondo grado attualmente in servizio presso l'istituto superiore “G. Siani” di Napoli e di avere prestato servizio con contratti a tempo determinato negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024 Lamentavano di non avere pertanto mai ricevuto - in quanto insegnante precaria - la cd. ### prevista ai sensi dalla ### n. 107 del 13 luglio 2015 (###, art. 1 comma 121, istitutiva della stessa “### elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo nelle istituzioni scolastiche”, dell'importo nominale di € 500,00 (cinquecento/00) per ciascun anno scolastico. 
Evidenziavano che la carta docente, sin dalla sua istituzione, in applicazione del D.P.C.M. n. ### del 23.09.2015 sostituito dal D.P.C.M. del 28.11.2016, veniva assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti in periodo di formazione e prova, e quelli dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'art. 514 del D.lgs. del 16.04.1994 n. 297, e successive modificazioni, nonché quelli posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari con la sola esclusione dei docenti a tempo determinato. 
Sottolineava, inoltre, di avere svolto funzioni analoghe, se non identiche, a quelle svolte dai colleghi assunti a tempo indeterminato. 
In punto di diritto, deduceva la violazione dell''obbligo di formazione previsto dagli artt. 29, 63 e 64 del C.C.N.L. e della clausola 6 dell'accordo quadro del 18.03.1999 del principio di buon andamento della PA, di cui all'art. 97 della ### del divieto di discriminazione tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato, sancito nell'art. 3 della ### e ribadito nella clausola 4 dell'accordo quadro del 18.03.1999 e negli artt. 20 e 21 della ### Non si costituiva il Ministero per cui ne veniva dichiarata la contumacia.. 
A seguito del deposito di note di trattazione ex art 127 ter cpc, la causa veniva decisa. 
Preliminare all'esame del merito è l'esame della giurisdizione. 
Al riguardo si ritiene conformemente ai più recenti arresti della Corte di Cassazione, di applicare il criterio del petitum sostanziale che, “va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta pronuncia che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della "causa petendi", ossia della intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio ed individuata dal giudice con riguardo ai fatti allegati ed al rapporto giuridico del quale detti fatti costituiscono manifestazione” (ex multibus: Cass. civ. a Sezioni Unite, 12441/2022; cfr. anche Cass. ord. sez. un. civ. n. 25840/2016). 
Il ricorrente chiede l'erogazione del beneficio economico della “### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” strettamente legato alle condizioni di impiego, come si dirà, e previa disapplicazione del D.P.C.M. esplicativo della norma istitutiva dello stesso, fattispecie rientrante pienamente nei poteri del giudice ordinario in funzione di Giudice del #### del personale con contratto a tempo determinato dal beneficio della ### del docente viene censurata sotto i profili dell'irragionevolezza e della contrarietà ai principi di non discriminazione e di buon andamento della P.A. 
Tali profili denotano l'illegittimità degli atti di cui si chiede la disapplicazione rispetto ai parametri di sia di diritto interno desumibili dagli artt. 3, 35 e 97 ###, sia di diritto dell'### europea (e, in specie, alle clausole 4 e 6 dell'### quadro allegato alla direttiva n. 1999/70/CE). 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024
La normativa nazionale, art. 1, comma 121, della l. 13 luglio 2015, n. 107 (recante la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione), prevede che: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la ### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. ### dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del ### nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla ### non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. 
Il successivo comma 122, dell'art. 1 citato, demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ### di concerto con il ### dell'### dell'### e della ### e con il ### dell'### e delle ### la definizione dei criteri e delle modalità di assegnazione e di utilizzo della ### in questione. Il comma 124, dal canto suo, al primo periodo stabilisce che: “Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale”. 
In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.P.C.M. 23 settembre 2015, rubricato “modalità di assegnazione e di utilizzo della ### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”.  ###. 2 del citato D.P.C.M. individua i destinatari della suddetta ### elettronica, indicandoli al comma 1 nei “docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le ### scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova”. Il successivo comma 4 ribadisce che “la ### è assegnata, nel suo importo massimo complessivo, esclusivamente al personale docente a tempo indeterminato di cui al comma 1”.  ###. 4 del medesimo D.P.C.M. elenca, inoltre, le modalità di utilizzo della ### riproducendo in buona sostanza le previsioni dell'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015. 
Con il successivo D.P.C.M. del 28 novembre 2016, il ### ha quindi confermato che “la ### è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle ### scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari” (così l'art. 3). In base alla disciplina sopra riportata, dunque, il Ministero ha ritenuto che i docenti non di ruolo e con contratto a tempo determinato fossero esclusi dalla cerchia dei destinatari della ### di cui trattasi. 
La Suprema Corte nella recente pronuncia n 29961 del 2023 ha enunciato i seguenti principi di diritto cui questo Giudice intende uniformarsi 1) ### di cui alla L. 107 del 2015, art. 1, comma 121, spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dellaL. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1, o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 2, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al Ministero.  2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui allaL. n. 107 del 2015, art. 1, comma 121, non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024 diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della ### secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione. 
Posto che la funzione docente è connessa alla formazione in servizio, obbligatoria, permanente e strutturale e che, peraltro, nessuna norma collettiva di settore prevede una distinzione, tra le attività formative del personale a tempo determinato e quelle del personale a tempo indeterminato, si condivide la ricostruzione della giurisprudenza di merito e di quella amministrativa, immune da vizi logici, nella quale si riscontra che la normativa nazionale disciplinante la carta elettronica docente è stata recentemente oggetto di esame da parte della Corte di Giustizia dell'### con esame di tutte le questioni rilevanti, anche in merito alla fattispecie in esame (### di Torino, ### Lav., 17 giugno 2022, n. 1009/2022; ### Stato, VII sez., 16 marzo 2022, n. 1842/2022). Sotto il primo profilo, va condiviso quanto argomentato dal ### di Stato, nella citata pronuncia, a proposito della disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal C.C.N.L. di categoria: “questa va letta in chiave non di incompatibilità, ma di complementarità rispetto al disposto dell'art.  1, commi da 121 a 124, della l. n. 107/2015.   ### di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'### l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la ### del docente,- trattasi pertanto di un beneficio economico volto precipuamente al piano formativo e di aggiornamento e non a quello delle dotazioni lavorative individuali in senso stretto,-di tal ché si può per tal via affermare che di essa in astratto sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio - la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento - che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”. 
Sotto il secondo profilo, nell'ordinanza della ### pronunciata il ###, nell'ambito della causa C-450/2021, su pronuncia pregiudiziale circa l'interpretazione della clausola 4, punto 1 e della clausola 6 dell'### quadro sul lavoro a tempo determinato, nell'ambito di un giudizio del tutto sovrapponibile a quello in esame, la ### ha evidenziato che: a) la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sancisce il divieto, per quanto riguarda le condizioni di impiego, di trattare i lavoratori a tempo determinato in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile, per il solo fatto che essi lavorano a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive; b) per quanto riguarda la nozione di «condizioni di impiego» ai sensi di tale clausola 4, punto 1, il criterio decisivo per determinare se una misura rientri in tale nozione è proprio quello dell'impiego, vale a dire il rapporto di lavoro sussistente tra un lavoratore e il suo datore di lavoro e che l'indennità ex art. 1 c. 121 della L. 107/2015 deve essere considerata come rientrante tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro; c) spetta al giudice del rinvio, che è il solo competente a valutare i fatti, stabilire se il lavoratore/la lavoratrice, nei periodi in cui era alle dipendenze del Ministero in forza di contratti di lavoro a tempo determinato, si trovasse in una situazione comparabile a quella dei lavoratori di ruolo nel corso del medesimo periodo.  ### dopo aver stabilito, sulla base degli elementi forniti dal giudice del rinvio, la piena comparabilità della situazione della ricorrente nel procedimento principale, con quella dei docenti assunti a tempo indeterminato, ha rilevato, al punto 46, che non esiste una ragione oggettiva che giustifica la differenza di trattamento tra i docenti stabilmente inseriti nell'organico del Ministero Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024 dell'### ai quali la carta elettronica è stata riconosciuta, ed i docenti assunti in forza di contratto a tempo determinato, a cui la carta predetta è stata negata e che la “mera natura temporanea del lavoro (…) non può dunque costituire di per sé una ragione oggettiva, ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro”. 
Inoltre, con riferimento alle condizioni di impiego, la ### nella sentenza citata ha ribadito che «33- … per quanto riguarda la nozione di «condizioni di impiego» ai sensi di tale clausola 4, punto 1, dalla giurisprudenza della Corte risulta che il criterio decisivo per determinare se una misura rientri in tale nozione è proprio quello dell'impiego, vale a dire il rapporto di lavoro sussistente tra un lavoratore e il suo datore di lavoro (sentenza del 20 giugno 2019, ####/18, punto 25 e giurisprudenza ivi citata). 34- La Corte ha pertanto ritenuto che rientrino in detta nozione, tra l'altro, le indennità triennali per anzianità di servizio (v., in tal senso, sentenza del 22 dicembre 2010, ### e ####/09 e ###/09, punto 50, e ordinanza del 18 marzo 2011, ####/10, non pubblicata, punto 32), le indennità sessennali per formazione continua (v., in tal senso, ordinanza del 9 febbraio 2012, ####/11, non pubblicata, punto 38), la partecipazione a un piano di valutazione professionale e l'incentivo economico che ne consegue in caso di valutazione positiva (ordinanza del 21 settembre 2016, Álvarez ####/15, punto 36), nonché la partecipazione a una carriera professionale orizzontale, che dà luogo a un'integrazione salariale (ordinanza del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez, ###/17, non pubblicata, punto 47). 35- Nel caso di specie, anche se spetta, in linea di principio, al giudice del rinvio determinare la natura e gli obiettivi delle misure in questione, occorre rilevare che dagli elementi del fascicolo sottoposto alla Corte da tale giudice risulta che l'indennità di cui al procedimento principale deve essere considerata come rientrante tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro. 36- Infatti, conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il Ministero, e di valorizzarne le competenze professionali. Inoltre, dall'adozione del decreto-legge dell'8 aprile 2020, n. 22, il versamento di detta indennità mira a consentire l'acquisto dei servizi di connettività necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il Ministero, dei loro compiti professionali a distanza. Il giudice del rinvio precisa altresì che la concessione di questa stessa indennità dipende in modo determinante dall'effettiva prestazione del servizio da parte di tali docenti. 37- Orbene, tutti questi elementi soddisfano il criterio decisivo richiamato al punto 33 della presente ordinanza.» ### ha pertanto concluso, dichiarando che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di euro 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”. 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024
Occorre, quindi, in applicazione dei principi suesposti, considerata la natura delle mansioni del tutto equiparabili, anche sotto il profilo delle competenze professionali richieste, a quelle svolte dal personale docente di ruolo, ritenere l'arbitrarietà dell'esclusione dei ricorrenti dal beneficio indicato fondato sulla mera temporaneità del rapporto essendo il nucleo essenziale dell'attività di docente l'insegnamento. 
In particolare i giudici di legittimità nell'analizzare la normativa hanno precisato che “l'impostazione della norma è stata invece diversa, nei termini appunto di sostegno alla didattica su un piano di durata almeno annuale, ritenendosi (v. il collegamento con il ### che fosse in tal modo da perseguire l'interesse ultimo all'educazione cui anche la formazione del docente è indubbiamente finalizzata (v. anche, sul nesso tra formazione attraverso ### e servizio scolastico, Cass. 31 ottobre 2022, n. ###, con cui l'istituto è stato ritenuto da applicare anche ai c.d. "educatori").” E quindi, “ è allora evidente che l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'"anno scolastico" non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”. 
In tale prospettiva come sottolineato dalla Suprema Corte “ verrebbe ingiustificatamente alterata se ad individuare i presupposti per il godimento del beneficio bastasse una mera sommatoria di giorni numericamente pari a quelli che un certo docente, con particolari condizioni di lavoro quali il part time, deve svolgere o se addirittura il raffronto andasse verso chi non svolge al momento attività didattica o se ancora dovesse valorizzarsi, al fine di estendere a tutti il beneficio, il fatto che un docente di ruolo occasionalmente inizi a prestare servizio ad anno scolastico in corso” Sicuramente la discriminazione sussiste nella fattispecie di cui all'art 4 comma 1 e 2 della L.n 124 del 1999. 
Calando i suddetti principi nella fattispecie concreta può senz'altro affermarsi il diritto dei ricorrente al beneficio per gli anni indicati in ricorso essendo stati stipulati i contratti sino al 30 giugno Tutto ciò premesso, deve essere dichiarato il diritto dei ricorrenti ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 tramite la ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con riferimento agli anni scolastici 2019 .2020; 2020-2021; 2021 -2022.per il Barbaro mentre per il ### solo per l'anno scolastico 2021/2022 . 
Non può infatti riconoscersi per l'anno 2020 -2021 trattandosi di supplenza terminata al 9 giugno 2024 . 
Si condivide , infatti la Suprema Corte che anche di recente cfr Ordinanza di inammissibilità il 24 marzo 2024 sulla questione di pregiudizialita emessa dal ### presidente della Corte di cassazione in relazione al presente quesito”se il beneficio di cui all'art. 1, commi 121 e 122 della legge n. 107 de13 luglio 2015 (“### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”), spetti ai titolari di contratti di supplenze temporanee di cui all'art. 4, terzo comma, l. n. 124/1999 .In particolare ### ha sottolineato che lo strumento di formazione in oggetto è connesso temporalmente alla didattica annua ed infatti “sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari” che espletano il loro lavoro secondo analoga taratura, cosicché essi “allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile” con i docenti di ruolo “devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento. 
I giudici di legittimità hanno quindi precisato che: “un giudizio comparativo svolto su situazioni lavorative particolari finisce per astrarre completamente il raffronto da quanto sta alla base della scelta legislativa, il che non appare corretto”, poiché “la connessione dell'attribuzione della ### ad una didattica annua verrebbe ingiustificatamente alterata se ad individuare i presupposti per il Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024 godimento del beneficio bastasse una mera sommatoria di giorni numericamente pari a quelli che un certo docente, con particolari condizioni di lavoro quali il part time, deve svolgere o se addirittura il raffronto andasse verso chi non svolge al momento attività didattica o se ancora dovesse valorizzarsi, al fine di estendere a tutti il beneficio, il fatto che un docente di ruolo occasionalmente inizi a prestare servizio ad anno scolastico in corso”. 
Risulta difficile riscontrare quindi in presenza di contratti di supplenza breve successivi, per insegnamenti con oggetto differente o impartiti presso istituti scolastici diversi o scuole di ordine diverso, quella situazione che è alla base delle scelte del legislatore che ha riconosciuto il beneficio in questione . 
Nella fattispecie in esame come si evince dalla documentazione prodotta il ricorrente in ragione della data di cessazione non avrebbe partecipato alla fase relativa agli scrutini finali né agli esami al termine del percorso che comporta una diversità di situazioni che giustifica il mancato riconoscimento dellacarta nelle annualità indicate In ogni caso al di del contratto prodotto non vi è prova che la parte abbia preso servizio alla data indicata diversamente dai successivi . 
Conformemente a quanto deciso da Giudice dalla Cassazione nella sentenza n 29961 del 2023 essendo i ricorrenti interni al sistema scolastico pubblico alla stessa compete l'attribuzione della ### secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione La domanda è, dunque, fondata nei limiti di cui in motivazione . 
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in applicazione dei minimi tabellari, attesa la serialità della controversia PQM Così provvede : 1) Accoglie per quanto di ragione il ricorso e dichiara il diritto di ### per gli anni scolastici; 2018/2019 2019/2020, 2020/2021 2021/2022 2022 /2023 ed il diritto di ### per l' anno scolastico, 2021/2022 ad usufruire nel rispetto dei vincoli di legge, con le medesime modalità ed alle stesse condizioni con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, del beneficio della ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente 2) ### parte resistente al pagamento delle stesse liquidate in € 1600,00 oltre CU spese generali IVA e CPA se dovuti con attribuzione Si comunichi Napoli 27 giugno 2024 IL GIUDICE Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024

causa n. 4199/2024 R.G. - Giudice/firmatari: Lombardi Maria Rosaria

1

Tribunale di Latina, Sentenza n. 821/2024 del 27-06-2024

... docente, sicché per tale via si può affermare che della medesima devono ritenersi destinatari anche i docenti a tempo determinato, così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l. 107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio -la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamentoche consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna. Pertanto, non essendovi ostacolo insormontabile nel tenore letterale del disposto dell'art. 1, comma 121, cit., anche in ragione delle statuizioni ed argomentazioni svolte dalla Corte di Giustizia può e deve essere adottata una interpretazione conforme al diritto eurounitario ed alla ### con estensione del beneficio anche ai docenti tempo determinato (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI LATINA ### in persona del giudice del lavoro ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al numero 2845 nel ruolo generale dell'anno 2022 promossa da NAPOLITANO MICHELANGELA, rappresentata e difesa dall'Avv.to ### CONTRO MINISTERO DEL###, in persona del legale rappresentante pro tempore, convenuto contumace.  MOTIVI DELLA DECISIONE 1. La presente sentenza, pronunciata all'esito dell'udienza svolta ex art. 127 ter, c.p.c., depositata in via telematica, viene redatta senza la concisa esposizione dello svolgimento del processo e con una motivazione limitata alla succinta enunciazione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi, così come previsto dagli artt. 132 n. 4) c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c. nonché sulla scorta del criterio della “ragione più liquida”, in forza del quale la causa può essere definita sulla base di una questione ritenuta di più agevole soluzione, in quanto assorbente, senza che sia necessario esaminare tutte le questioni in contestazione tra le parti (v. Cass. VI-L ord. 28/05/2014, n. 12002, Cass. sez. un. 9936/14; in senso conforme da ultimo n. 25509/2014 e Cass. n. 27953/2018).  2. Con ricorso depositato in data ###, la parte ricorrente in epigrafe conveniva in giudizio il Ministero dell'### al fine di sentire accogliere le seguenti conclusioni: “1) Accertare e dichiarare l'illegittimità dell'art.1, comma 121, della L. n. 107/2015, nella parte in cui non riconosce il diritto dei docenti a tempo determinato ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui tramite la ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente; 2) Per l'effetto accertare e dichiarare il diritto della ricorrente ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con condanna dell'### convenuta al pagamento in favore della ricorrente per 3 anni scolastici della complessiva somma di €1.500,00………(€ 500,00 PER CIASCUN ANNO, ### accessori come per legge; 3) Per l'effetto, accertare e dichiarare l'illegittimità del comportamento dell'amministrazione resistente, e per l'effetto condannare il Ministero dell'### al pagamento in favore della ricorrente dell'importo di € 1.500,00, oltre accessori come per legge, quale contributo alla formazione del ricorrente”. 
Il tutto con il favore delle spese di lite, da distrarsi in favore del procuratore dichiaratosi antistatario.  3. Il Ministero, benchè regolarmente convenuto, restava contumace.  4. Istruita documentalmente, la causa veniva rinviata per la discussione all'odierna udienza e, all'esito della stessa (celebrata con modalità di trattazione scritta) decisa mediante deposito telematico della sentenza completa di contestuale motivazione.  5. Il ricorso è fondato e deve trovare accoglimento per le ragioni di seguito concisamente esplicitate.  6. Deve prioritariamente essere affermata la giurisdizione dell'intestato Tribunale, atteso che parte ricorrente agisce non per ottenere l'annullamento di atti di macro-organizzazione, bensì per conseguire riconoscimento di un diritto soggettivo che assume derivi direttamente dalla legge, da interpretare in conformità al principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori precari, sancito dalla direttiva europea 1999/70/CE.  7. Sempre in via preliminare deve rilevarsi come la parte ricorrente abbia documentato di non essere fuoriuscita dal sistema scolastico, in tal guisa rendendo effettivamente prospettabile un concreto ed attuale pregiudizio alla propria professionalità laddove perduri l'inibizione alla fruizione della carta, circostanza, questa, che radica l'interesse attoreo a coltivare il presente giudizio. 
Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione, nella recente sentenza n. 29961/2023 (cui si farà ampio rinvio anche nel prosieguo del percorso motivazionale) ha avuto modo di chiarire che “nel caso di docenti precari cui la ### non sia stata attribuita tempestivamente, impone di connettere l'effetto estintivo non all'ultimarsi della supplenza, ma alla fuoriuscita di essi dal sistema scolastico. È infatti in quel momento che si verifica il venir meno dell'interesse bilaterale alla formazione che governa appunto il momento estintivo del diritto alla fruizione delle utilità conseguenti all'attribuzione della ### Docente”.  8. Ciò posto, volgendo allo scrutinio del merito della controversia, giova prima di tutto ricostruire brevemente il dettato normativo inerente al beneficio rivendicato in ricorso, denominato “### del Docente” e, di seguito, anche solo “Carta”.  ###. 1, comma 121, L. 107/2015 che ha introdotto la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, così dispone: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la ### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. ### dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del ### nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla ### non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.”. 
Con previsione del tutto coerente, il ### n. ### del 25.09.2015, adottato ai sensi del comma 122, nel definire le modalità di assegnazione e di utilizzo della ### ha indicato come suoi destinatari i docenti di ruolo a tempo indeterminato delle scuole statali. Altresì la nota del Ministero dell'### n. 15219 del 15.10.15, nel fornire alcune indicazioni operative in ordine alla ### ha ribadito la sua assegnazione unicamente ai docenti di ruolo, escludendo, invece, i docenti a tempo determinato. 
Le disposizioni in esame, quindi, prevedono coerentemente tra loro l'assegnazione della carta elettronica al solo personale docente di ruolo assunto con contratto a tempo indeterminato, espungendo dall'alveo dei possibili aventi diritto i docenti assunti dall'amministrazione scolastica con contratto a tempo determinato, in violazione della legge nazionale e di settore propria. 
La richiamata disciplina, come correttamente rilevato in ricorso, determina una violazione del principio di cui alla clausola 4 dell'### quadro sul lavoro a tempo determinato (CES - ### - ### che al 1° comma dispone “Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”. 
Il tenore dell'indicata normativa induce quindi a ritenere, in ragione di un'interpretazione di carattere sistematico, che il diritto-dovere formativo proclamato e ribadito dalle citate disposizioni riguardi non solo il personale di ruolo, ma anche i precari, non essendovi nessuna distinzione tra le due tipologie di lavoratori nella normativa citata e considerato altresì che entrambe le categorie di docenti parimenti garantiscono la qualità del servizio scolastico in ragione del loro aggiornamento professionale.  ### della carta elettronica al solo personale docente di ruolo si rileva, dunque, una scelta legislativa illegittima in quanto contraria al dettato degli artt. 3, 35 e 97 Cost. 
In merito è intervenuta la Corte di Giustizia Europea, che, con ordinanza del 18 maggio 2022, ha così deciso: “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro #### e ### sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero dell'istruzione, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l 'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”. 
La menzionata pronuncia della Corte di Giustizia ha valorizzato il fatto che dalle norme interne, in particolare dall'art. 282 del d.lgs. n. 297/1994 nonché dall'art. 63 e dall'art. 1 della l. n. 107/2015, emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale. Ed infatti, il comma 1 del predetto art. 282 stabilisce che “l'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente (…) inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari; come approfondimento della preparazione didattica; come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didatticopedagogica”; l'art. 395, comma 2, lett. a), del medesimo ### specifica, altresì, che “I docenti delle scuole di ogni ordine e grado, oltre a svolgere il loro normale orario di insegnamento, espletano le altre attività connesse con la funzione docente, tenuto conto dei rapporti inerenti alla natura dell'attività didattica e della partecipazione al governo della comunità scolastica. In particolare, essi: a) curano il proprio aggiornamento culturale e professionale, anche nel quadro delle iniziative promosse dai competenti organi”. 
A loro volta gli artt. 63 e 64 del ### del ### prevedono rispettivamente che (art. 63) “La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica di sviluppo delle risorse umane. L'### è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio. La formazione si realizza anche attraverso strumenti che consentono l'accesso a percorsi universitari, per favorire l'arricchimento e la mobilità professionale mediante percorsi brevi finalizzati ad integrare il piano di studi con discipline coerenti con le nuove classi di concorso e con profili considerati necessari secondo le norme vigenti. Conformemente all'### sottoscritta il 27 giugno 2007 tra il ### per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e le ### sindacali, verrà promossa, con particolare riferimento ai processi d'innovazione, mediante contrattazione, una formazione dei docenti in servizio organica e collegata ad un impegno di prestazione professionale che contribuisca all'accrescimento delle competenze richieste dal ruolo” e che (art. 64) “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”. 
Tali previsioni pongono a carico dell'### l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, "strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio" (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). 
Tra tali strumenti può e deve essere compresa la ### del docente, sicché per tale via si può affermare che della medesima devono ritenersi destinatari anche i docenti a tempo determinato, così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l.  107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio -la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamentoche consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna. 
Pertanto, non essendovi ostacolo insormontabile nel tenore letterale del disposto dell'art. 1, comma 121, cit., anche in ragione delle statuizioni ed argomentazioni svolte dalla Corte di Giustizia può e deve essere adottata una interpretazione conforme al diritto eurounitario ed alla ### con estensione del beneficio anche ai docenti tempo determinato assimilabili a quelli a tempo indeterminato, essendo indubbio che la cd. carta docente rientri nelle «condizioni di impiego» che, ai sensi della clausola 4 dell'### quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato, i quali «non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive, in un' ottica interpretativa costante nella giurisprudenza della Suprema Corte (v. 
Cass 27/7/2018, n. 20015 e precedenti ivi richiamati al punto 5, nonché Cass 5/3/2020, 6293)” Da ultimo, a dirimere ogni eventuale residuo dubbio ermeneutico, è intervenuta la Suprema Corte con la recentissima sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023, emessa a seguito di rinvio pregiudiziale ex art. 363bis c.p.c., pronuncia (cui questo Tribunale ritiene di aderire condividendone le motivazioni ex art. 181 disp. att. c.p.c.) che ha chiarito che “la destinazione della ### ai soli insegnanti di ruolo, che si è detto costituire uno dei profili di indirizzo del nuovo istituto, intercetta tuttavia il tema, più intrinseco alla disciplina dei rapporti di lavoro, del divieto di discriminazione dei lavoratori a termine. 
La Corte di Giustizia 18 maggio 2022, sulla premessa che il beneficio della ### attenga all'ambito delle “condizioni di impiego” (punti 35-38) ed escludendo che il solo fatto della durata dei rapporti possa costituire ragione obiettiva (punto 46), ha ritenuto che, in presenza di un «lavoro identico o simile» e quindi di comparabilità (punti 41-43), la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro allegato alla ### 1999/70/CE ed il principio di non discriminazione ivi sancito ostino ad una normativa nazionale che riservi quel beneficio ai soli docenti a tempo indeterminato. In breve, la ### pur introdotta con quei fini generali di tutela di una certa dimensione temporale del servizio educativo, che non vanno dimenticati perché frutto di una scelta del legislatore, si interseca con il piano dei rapporti di lavoro dei singoli, con quanto ciò comporta sotto il profilo della cura della parità di trattamento in questo ambito. È allora evidente che l'avere il legislatore riferito quel beneficio all' “anno scolastico” non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura. Quanto appena detto consente dunque di dire, muovendosi lungo i concetti propri della Corte di Giustizia, che sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari. Essi, infatti, allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile, devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento”. 
In relazione al profilo temporale, e quindi al concetto della cd. “didattica annua”, afferma la Corte nell'indicato pronunciamento che l'annualità didattica richiesta dal legislatore ai fini dell'attribuzione della carta elettronica risulta soddisfatta in caso di supplenze annuali ex art. 4 commi 1 e 2 della legge 124/1999: “Il comma 1 di tale disposizione prevede che «alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento che risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l'intero anno scolastico (c.d. vacanza su organico di diritto, n.d.r.), qualora non sia possibile provvedere con il personale docente di ruolo delle dotazioni organiche provinciali o mediante l'utilizzazione del personale in soprannumero, e sempreché ai posti medesimi non sia stato già assegnato a qualsiasi titolo personale di ruolo, si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale docente di ruolo». Il richiamo all' “annualità” della supplenza, intesa in senso di annualità didattica è qui esplicito. Ma, non diversamente, il comma 2 stabilisce che «alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento non vacanti che si rendano di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell'anno scolastico (c.d. vacanza su organico di fatto, n.d.r.) si provvede mediante il conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche», ivi compreso il caso in cui vi sia necessità di copertura per ore di insegnamento che non concorrono a costituire cattedre o posti orario. La relazione tra supplenze e didattica annua è dunque anche qui chiaramente enunciata. Si tratta, in entrambi i casi, di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo. Rispetto a queste tipologie di incarico, che sono quelle che qui fa valere il ricorrente, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo. In estrema sintesi, l'obiettivo di politica scolastica ed educativa che calibra quello speciale beneficio sul piano della “didattica annua” non consente, per i docenti a tempo determinato che, essendo chiamati a lavorare sul medesimo piano didattico temporale e risultano quindi, da ogni punto di vista, comparabili, un diverso trattamento.”. 
Il giudice di legittimità ha quindi concluso: “###. 1, co. 121 cit. è dunque in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4, punto 1, dell'### È stato del resto ripetutamente affermato che la clausola 4 dell'### esclude in generale ed in termini non equivoci qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato, sicché la stessa ha carattere incondizionato e può essere fatta valere dal singolo dinanzi al giudice nazionale, che ha l'obbligo di applicare il diritto dell'### e di tutelare i diritti che quest'ultimo attribuisce, disapplicando, se necessario, qualsiasi contraria disposizione del diritto interno (v.  28 novembre 2019, n. ###, con richiamo a Corte di Giustizia 8 novembre 2011, ### quest'ultima da inserire in un costante indirizzo che in ultima analisi risale fino a Corte di Giustizia 9 marzo 1978, ### in senso analogo, v., anche Corte Costituzionale 11 luglio 1989, n. 389 e, ancor prima, Corte Costituzionale 5 giugno 1984, n. 170). Nel caso di specie, la disapplicazione non deve, però, essere totale, ma limitata, come indicato anche dal Pubblico Ministero, all'esclusione dei lavoratori precari - qui nei termini di cui si è detto - dal beneficio. In altre parole, l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'### quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla ### ai solo insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L. 124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio.”. 
Pronunciamento, quello sopra riportato, cui consegue disapplicazione della normativa interna, ovvero dell'art. 1, comma 121, L. 107/2015, in quando in palese contrasto con la clausola 4 dell'### e, per l'effetto, il riconoscimento ai docenti destinatari di supplenze annuali ovvero fino al termine delle attività didattiche del diritto ad usufruire della carta elettronica. 
Invece, laddove venga stipulato un contratto temporaneo ex art. 4, comma 3, l. n. 124/1999, l'impegno richiesto ha un orizzonte temporale limitato, per cui non potrebbe attivarsi la ### (l'attivazione avviene infatti all'inizio dell'anno scolastico: v. art. 5 ### 28.11.2016) in difetto della certezza, al momento della stipula, di una prestazione funzionalmente connessa ad attività didattica di durata almeno annuale. 
La circostanza che, poi, di fatto, le supplenze temporanee si protraggano fino al termine delle attività didattiche costituisce evento che non potrebbe comunque giustificare ex post l'attribuzione del beneficio poiché, come detto, questo è strutturalmente concepito come sostegno che accompagna una attività che deve svolgersi continuativamente affinché la programmazione didattica possa raggiungere le sue finalità.  9. Rapportando i principi appena enunciati alla concreta fattispecie dedotta in giudizio, disapplicata la normativa interna contrastante con quella comunitaria, il Tribunale ritiene che sussistano i presupposti per l'equiparazione della parte ricorrente ai docenti di ruolo, essendo stata documentalmente asseverata la prestazione del servizio presso l'amministrazione per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 in forza di incarichi annuali, ovvero fino al termine delle attività didattiche, non rilevando la natura a termine degli incarichi svolti né la pluralità di sedi di servizio.  9.1. Ne discende, quindi, l'accertamento del diritto della parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la carta elettronica di cui all'art.1 comma 121 L. n. 107/2015 per gli anni scolastici sopra indicati.  10. Di conseguenza dev'essere accolta anche la domanda di condanna per come formulata nelle conclusioni, potendosi desumere che con la locuzione “pagamento (…) quale contributo alla formazione del ricorrente” la parte ricorrente abbia inteso chiedere l'attribuzione in forma specifica del vantaggio economico mediante accredito sulla ### dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico.  ### infatti, ha una destinazione vincolata che non appare suscettibile di conversione nel corrispondente valore monetario, il quale una volta ricevuto, potrebbe essere dal beneficiario distratto verso spese non inerenti la propria formazione professionale. 
Anche su questo profilo si è espressa la Corte di Cassazione nella sentenza sopra richiamata (n. 29961/2023), ove è stato chiarito che “ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della ### secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L.  724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione”. 
Ne consegue il riconoscimento del diritto della parte ricorrente, per gli aa.ss. 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, alla fruizione del bonus di € 500,00 annui tramite l'attribuzione della ### di cui all'art. 1 comma 121 della legge 107/2015, per un totale di € 1.500,00 oltre interessi e rivalutazione dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.  11. Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano nella misura indicata in dispositivo in relazione ai parametri indicati dal D.M. n. 55 del 2014, come modificato dal D.M. 147 del 2022, in considerazione del valore della causa (scaglione € 1.101 - € 5.200), dell'attività processuale svolta (assenza di fase istruttoria), liquidate nei minimi in considerazione della serialità del contenzioso. 
In punto di spese si osserva che il valore parametrico fissato nel DM 55/2014, pur a seguito delle modifiche introdotte dal d.m. 37/2018, in base al quale la liquidazione deve ritenersi inadeguata ove inferiore ai parametri minimi indicati nel d.m., trova il suo limite in ogni caso nell'eccezionalità della situazione riscontrabile nel caso specifico, nel quale si ritenga opportuno operare una diversa valutazione, da esplicitare attraverso puntuale motivazione, che sia tuttavia rispettosa del principio di adeguatezza del compenso in relazione all'importanza dell'opera prestata ed al decoro della professione che l'art. 2233 comma 2 pure impone di considerare (arg. Corte d'Appello di Roma sez. lav. 17.11.2022 n. 4368). 
Per le ragioni sopra esposte le spese di lite possono essere liquidate nella misura indicata in dispositivo la quale risulta - in considerazione della serialità del contenzioso e tenuto conto altresì dell'importanza, natura, difficoltà dell'affare, risultati conseguiti, numero e complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate - congrua rispetto dell'attività difensiva svolta.  P.Q.M.  Il Tribunale di Latina, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da NAPOLITANO MICHELANGELA nei confronti di MINISTERO ### (R.G. 2845/2022), ogni contraria domanda, eccezione e difesa respinte, così provvede: - accerta il diritto della parte ricorrente ad usufruire per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 della ### elettronica del docente di cui all'art.1, comma 121, L.  107/2015; - condanna il Ministero convenuto ad attribuire alla parte ricorrente il beneficio economico tramite la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente nella misura di € 1.500,00, oltre accessori come in parte motiva; - condanna il Ministero convenuto alla rifusione in favore di parte ricorrente delle spese di lite, che liquida in euro 800,00, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge, da distrarsi. 
Così deciso in ### 27/06/2024 

IL GIUDICE
dr.ssa ### n. 2845/2022


causa n. 2845/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Avarello Valentina

Giudice di Pace di Frattamaggiore, Sentenza n. 815/2024 del 22-07-2024

... un veicolo non sarebbe sufficiente ad affermare la sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l'investitore dimostri che l'anomalia della condotta del primo, non sia ragionevolmente prevedibile e che il conducente abbia adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.(Cass. civ. n. ###/17). ESAME STRUMENTALE NON INDISPENSABILE NEI DANNI DA MICROPERMANENTI Per la ### III del 26.05.20 n. 9865) l'esame clinico strumentale non è l'unico mezzo utilizzabile dal medico legale, salvo che ciò si correli alla natura della patologia (Cass. Civ. Sez. III n. 1272 del 19.01.18 -Sez. III n. 5820 del 28.02.19). Restando esclusa solo una valutazione di tipo meramente probabilistico, la Corte (leggi tutto)...

Dr. ### D'### -Giudice di ### di Frattamaggiore ### - n.r.g. 1384/21 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO ### (NA ### di ### di ####,nella persona del dr. ### D'### ha pronunciato la seguente : S E N T E N Z A nella causa civile avente ad oggetto:risarcimento danni derivante da incidente stradale,ex art. 283 comma I lett. b) d.l.gs 209/05,iscritta a ruolo con il n.r.g. 1384/21 e riservata per la decisione, all'udienza del giorno 03.06.24,con termine per il deposito di note fino al 03.06.24,vertente: T R A ###C.F. ### nato il ###, a Napoli rapp.to e difeso dall'Avv. ### di ### C.F ###,presso il quale elett.te domicilia in #### alla ### n. 51.   ATTORE
CONTRO ### Compagnia di ### s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S.,per la Regione Campania,in persona del legale rapp.te p.t.,rapp.ta e difesa Avv. ### C.F ###,presso il quale elett.te domicilia in Napoli,alla Via Solimena113.  CONVENUTA CONCLUSIONI COME DA ATTO INTRODUTTIVO E VERBALI DI CAUSA. 
APPLICAZIONE DEL### 132 C.P.C. NOVELLATO DAL###. 45- CO 17 -### 69/09 Questi Giudicante in primis rileva osservare,altresì,che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in puntuale applicazione della norma dettata dall'articolo 132, c.p.c.,come novellato dall'articolo 45 comma 17 della legge 69 del 18.06.09, entrata in vigore il ###,con applicazione immediata anche ai giudizi pendenti in primo grado, ai sensi dell'articolo 585 2° comma, della citata legge.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 DECISIONE BASATA SUL### DEL PRINCIPIO DELLA “CD. RAGIONE PIÙ LIQUIDA” ### 276 C.P.C. 
Inoltre rileva che, per le pregiudiziali,per motivi di economia processuale, al fine di consentire una più rapida ed agevole soluzione della controversia, seguirà il principio della “cd. ragione più liquida” .Sicchè per esse di carattere assorbente,sintetizzerà l'analisi delle questioni logicamente preordinate dall'art. 276 c.p.c. 
Ordunque : ### : Con atto di citazione,regolarmente notificato,### conveniva in giudizio,innanzi a questo ### ex art. 283 comma I lett. b) d.l.gs 209/05,###proprietario del veicolo ### 600 tg: ### privo di copertura assicurativa) e per tale la ### di ### s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S.,per la Regione Campania,in persona del legale rapp.te p.t., per ottenere il risarcimento delle lesioni riportate alla propria persona, nel sinistro verificatosi il ### alle ore 9:00 ### in località ####, alla ### . 
QUALIFICAZIONE GIURIDICA Per sgombrare il campo da ogni equivoco,va precisato,che l'interpretazione della domanda è operazione riservata al giudice del merito,il cui giudizio,risolvendosi in un accertamento di fatto, è censurabile in sede di legittimità solo quando ne risulti alterato il senso letterale o il contenuto sostanziale dell'atto, in relazione alle finalità che la parte intende perseguire. Cass. 19 08.00 n. 11010. 
In altri termini il giudice di merito, nell'esercizio del suo potere di interpretazione e qualificazione giuridica della domanda, non è in alcun modo condizionato dalle formule adottate in concreto dalla parte, dovendo egli tener conto, al fine di identificare correttamente l'oggetto sostanziale della emananda pronuncia (desumibile dalla situazione dedotta in causa e dalle eventuali precisazioni formulate nel corso del giudizio), del solo contenuto effettivo della pretesa (oltre che del provvedimento richiesto in concreto), senza conoscere altri limiti che quelli del rispetto del principio di consonanza tra il chiesto ed il pronunciato. Cass. civ. sez. I 15.01.99, n. 383. 
Rebus sic stantibus ,questo ### annuncia che l'azione presente ,così come proposta, va inquadrata nella fattispecie prevista dall'art. 283 comma 1 lett. b) dlgs 209/05 . 
Così la lettera b) del comma 1: 1. Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, costituito presso la ### risarcisce i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali vi è obbligo di assicurazione, nei casi in cui: b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 STATUS DECIDENDI ### 276 C.P.C.- “LEGITTIMATIO AD CAUSAM” La legittimazione delle parti risulta accertata,“per tabulas”,ovvero attraverso l'esibizione di opportuna documentazione,agli atti depositata,nonché dalle risultanze istruttorie. 
VERIFICA DELLA REGOLARITA' DEL CONTRADDITTORIO VOLUTA DAL###. 102 C.P.C. 
Va dato atto della regolarità dell'azione promossa nei confronti di tutti i convenuti .  “ ###144 D.LGS 209/05 -### 1 Regolare risulta,infatti,l'azione diretta nei confronti dell'impresa assicuratrice ex art.144 d.lgs 209/05. 
Così Il comma 1 : Il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un veicolo o di un natante, per i quali vi è obbligo di assicurazione, ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell'impresa di assicurazione del responsabile civile, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l'assicurazione.  “LEGITTIMATIO AD CAUSAM” ### 287 - D.LGS 209/05 Nel caso che ci occupa tale legittimazione spetta al fgvs, ex 287 - d.lgs 209/05 Invero ,n base ad esso disposto,in caso di veicoli non assicurati,l'azione risarcitoria va proposta nei confronti del ### ed è esercitabile purchè siano decorsi 60 giorni (anche per le lesioni) dalla data in cui il danneggiato abbia richiesto alla ### designata ed alla ### il risarcimento del danno.  “LITISCONSORZIO NECESSARIO DEL RESPONSABILE DEL DANNO -### 3 Regolare risulta il necessario litisconsorzio nei confronti del responsabile del danno ex art.144 (c.d.a.). 
Così il comma 3 : 3. Nel giudizio promosso contro l'impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile del danno. 
Invero:”Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, il responsabile del danno,che deve essere chiamato nel giudizio sin dall'inizio, assume la veste di litisconsorte necessario, poiché la controversia deve svolgersi in maniera unitaria tra i tre soggetti del rapporto processuale (danneggiato,assicuratore e responsabile) e coinvolge inscindibilmente sia il rapporto di danno, originato dal fatto illecito dell'assicurato,sia quello assicurativo,con la conseguenza che il giudizio deve necessariamente concludersi con una decisione uniforme per tutti i soggetti che vi partecipano. 
Cass. n. 25770/19.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 VERIFICA DEL RISPETTO DEI TERMINI PREVISTI DAL###. 318 C.P.C. 
Va dato atto della regolarita' del rispetto dei termini previsti dall'art. 318 c.p.c. 
Così l'art. 318 c.p.c. al comma I e II : 1. La domanda, comunque proposta, deve contenere, oltre l'indicazione del giudice e delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto.  2. Tra il giorno della notificazione di cui all'articolo 316 e quello della comparizione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall'articolo 163-bis, ridotti alla metà.  “### CONTUMACIA” Or ora va dichiarata la contumacia del convenuto ###regolarmente citato e non comparso.  ### ex art. 182 c.p.c.  ### risulta,invece,la costituzione della ### di ### s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S.,per la Regione Campania così come voluto dall'art. 182 c.p.c. 
GIURISDIZIONE La giurisdizione rientra nei paramenti di questo giudicante (R.D. n. 12/41= titolo I -### I-art. 1: lett. a). 
COMPETENZA PER MATERIA### E ### Risultano centrate,altresì : a) la competenza per materia - ex art. 7 comma 2 d.gs 205/05 ; b) la competenza territoriale - ex art. 18.19.20 e 1182 c.p.c. (III e IV comma) ; c) la competenza per valore - ex art. 7 comma 2 d.gs 205/05 .   “### PROPONIBILITÀ-AMMISSIBILITÀ -PROCEDIBILITÀ ### ” La domanda,al vaglio del presente ###risulta proponibile,ammissibile e procedibile,atteso che l'istante ha fornito la prova di aver adempiuto agli obblighi di cui agli 145-148-144-143 d.lgs. 209/05.  ### 145 D.LGS 109/05. 
Va dato atto del regolare invio della richiesta di risarcimento voluta dall'art. 145 d.lgs 209/05 (c.d.a.). 
Così il comma 1 : ### delle ### (artt. 145-148-149 d.lgs. n. 209/05) dispone che, prima di agire in giudizio per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, sia necessario inviare all'assicurazione la richiesta di risarcimento del danno a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ritorno.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 ### DI ESSO DOCUMENTO EX ART. 148 D.LGS 109/05. 
Va dato atto del regolare invio della richiesta di risarcimento voluta dall'art. 148 d.lgs 209/05 (c.d.a.): Così il comma 1 : Per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento deve recare l'indicazione degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili, per non meno di cinque giorni non festivi, per l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno .  ### 143 D.LGS 209/05. 
Va dato atto del modulo CAI allegato alla richiesta di risarcimento voluto dall'art. 143 d.lgs 209/05.  ##### 142 ### 2 D.LGS 209/05 . 
Altrettanto vale circa l'art. 142 comma 2 d.lgs 209/05 regolarmente rispettato . 
Così il secondo comma : 2. Prima di provvedere alla liquidazione del danno, l'impresa di assicurazione e' tenuta a richiedere al danneggiato una dichiarazione attestante che lo stesso non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie. Ove il danneggiato dichiari di avere diritto a tali prestazioni, l'impresa di assicurazione e' tenuta a darne comunicazione al competente ente di assicurazione sociale e potra' procedere alla liquidazione del danno solo previo accantonamento di una somma idonea a coprire il credito dell'ente per le prestazioni erogate o da erogare. 
Così il terzo comma : 3. Trascorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione di cui al comma 2 senza che l'ente di assicurazione sociale abbia dichiarato di volersi surrogare nei diritti del danneggiato, l'impresa di assicurazione potra' disporre la liquidazione definitiva in favore del danneggiato. ### di assicurazione sociale ha diritto di ripetere dal danneggiato le somme corrispondenti agli oneri sostenuti se il comportamento del danneggiato abbia pregiudicato l'azione di surrogazione.  ### D.L. 132/14 ### 162/14. 
Risulta regolarmente eseguita la negoziazione assistita voluta nel caso di specie dall'art. 2 del d.l. 132/14 conv nella legge 162/14, (ai fini della procedibilità ex art. 3 di detto decreto),regolarmente avanzata e del tutto disattesa nel termine di gg. 30 secondo il disposto di cui all'art. 4 del detto decreto. 
Atteggiamento che sarà ,ovviamente valutato, da questo giudicante ai fini delle spese del giudizio circa l'applicazione dell'articolo 96 comma III c.p.c.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 ### Uguale a dirsi circa l'indicazione del teste ### presente sul luogo teatro del sinistro realizzata nel verbale di ammissione della prova. 
Invero :l'art. 244 c.p.c. stabilisce che la prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali ciascuna deve essere interrogata.   “### 148 ### 1 D.LGS 209/05 “. 
Agli atti,poi,non risulta prodotto invito da parte della convenuta assicurazioni a provvedere alla visita medica dell'istante nei termini voluti dalla legge (gg. 5 dalla richiesta di risarcimento ex art. 148 co. 1 d.lgs 209/05). 
Da qui il : “MERITO” ### fa rilevare che nel merito la domanda è fondata ed in pari misura va accolta . 
RATIO DECIDENDI Le deposizioni del teste di parte attorea,apparso attendibile,la documentazione prodotta ed il grafico (eseguito,su richiesta di questo giudicante) hanno consentito di ricostruire la reale dinamica del sinistro ed hanno permesso di accertare che effettivamente il sinistro ebbe a verificarsi secondo il dettato esposto dall'istante.  circa l'accadimento:”… Era il 20 giugno 2020 verso le ore 9:00 circa ### alla via ### nelle prossimità del bar dante quando ho assistito ad un sinistro stradale ovvero un investimento di un ragazzo di circa 20 25 anni causato da un'autovettura ### 600 condotta da un uomo di circa 60/65 anni….il ragazzo stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando dalla sua sinistra ad alta velocità proveniva la ### 600 che stante la velocità sostenuta non si avvedeva dell'attraversamento perdonale ed andava ad investire il ragazzo…..i punti di impatto furono il lato anteriore della ### 600 con la parte sinistra del corpo del ragazzo che poi cadeva al suolo sulla destra....” ; circa la velocità :”…. la ### 600 proveniva a velocità sostenuta”…. ; circa la manovra di emergenza:”.… attraversando la strada sulle strisce pedonali...“; circa le lesioni riportate:”… a seguito dell'impatto col suolo il ragazzo si faceva male su tutta la parte destra del suo corpo ed in particolare lamentava di avere dolori alla spalla, ginocchio, caviglia destra e presentava escoriazioni su tutto il corpo….” ; circa la copertura assicurativa del veicolo investitore:” il conducente della 600 dichiarava di non avere l'assicurazione. ....”.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 ULTERIORI OSSERVAZIONI CIRCA ###' ### Va,all'uopo osservato che,il testimone di un sinistro è attendibile anche se ricorda pochi dettagli, specie se nessuno gli pone delle domande più dirette (Cass. Civ. sentenza n. 17981/2020)”. 
In altri termini,il ### deve limitarsi a verificare l'intrinseca attendibilità della testimonianza stessa, partendo però dal presupposto che, il teste fino a prova contraria riferisce fatti obiettivamente veri o da lui ragionevolmente ritenuti tali” (Cass. Civ. sentenza n. 27185/2014). 
Del resto cosa hanno fornito i convenuti a loro carico ?. Nulla di chè ! Invero:“Il comportamento processuale ed extraprocessuale delle parti può costituire elemento di valutazione delle risultanze processuali acquisite specialmente nell'ambito di procedimenti (nella specie: giudizio davanti al giudice di pace) caratterizzati da un più immediato contatto tra le parti ed il giudice e miranti alla formazione di un giudizio secondo equità,o quando la prova verta su rapporti giuridici di modesto valore o su pratiche piccolonegoziali per le quali non si richieda la presenza di testimoni o la formazione di precostituite prove documentali. (Cass. Civ. sez. II - 04.04.00, n. 4085). 
Del resto:“###deve desumere argomenti già dal contegno delle parti nel processo,(mancata comparizione delle parti,mancato interrogatorio libero o formale ecc.) che assurge a dignità di prova, né tanto meno, il ### è obbligato a dare spiegazione di tutti gli elementi probatori offerti dalle risultanze processuali." (Cass. civ. n. 58/98). 
Insomma tutto fa pensare (o perlomeno questo è il convincimento di questo giudicante) che effettivamente la collisione ebbe a verificarsi,secondo la dinamica prospettata dall'attore. 
In ogni caso va rilevato che:”E' devoluta al giudice del merito l'individuazione delle fonti del proprio convincimento e, pertanto, anche la valutazione delle prove,il controllo della loro attendibilità e concludenza,nonché la scelta,fra le risultanze istruttorie,di quelle ritenute idonee ad acclarare i fatti oggetto della controversia, privilegiando in via logica taluni mezzi di prova e disattendendone altri,in ragione del loro diverso spessore probatorio,con l'unico limite della adeguata e congrua motivazione del criterio adottato; conseguentemente,ai fini di una corretta decisione,il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze processuali,né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate dalle parti. Cass. civ.  ###.04.01 n. 5964. 
NESSO DI CAUSALITA CON PROBABILITA' ### Va,infine ricordato che,in tema di responsabilità da sinistri stradali, il nesso di causalità può essere dimostrato anche in via di "qualificata probabilità" che va verificata attraverso ulteriori elementi idonei a tradurre in
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 certezza giuridica le conclusioni espresse in termini probabilistici. Ciò significa che il nesso causale può essere ritenuto sussistente non solo quando il danno possa ritenersi conseguenza inevitabile della condotta, ma anche quando ne sia conseguenza altamente probabile, non già una mera possibilità astratta. Invero, il rapporto causalistico è improntato alla logica del "più probabile che non", diversamente da quella penale che è invece fondata sul principio della credibilità razionale e dell'oltre ogni ragionevole dubbio.” (Corte d'Appello di Lecce Sentenza 22 .08.18, n. 808).  “RESPONSABILITÀ” In definitiva,alla luce di quanto è emerso dalla ricostruzione delle modalità dell'incidente, nessun dubbio può esservi circa la condotta colposa di guida del conducente il veicolo ### 600 tg: ### Rebus sic stantibus va conclamata la validità della procedura ex art. 283 comma I lett. b) d.l.gs 209/05 e per converso la legittimazione passiva della ### di ### s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S.,per la Regione Campania,che va condannata pertanto,al risarcimento delle lesioni subite dall'istante. 
SUPERAMENTO PRESUNZIONE DI CORRESPONSABILITÀ ### 2054 Resta,quindi,superata la presunzione di corresponsabilità di cui all'art. 2054 c.c.,essendo risultata incontestabile l'esclusiva colpa del conducente il veicolo sconosciuto,nella qualità ut sopra. 
Non è emerso,infatti, alcun elemento di colpa concorrente da parte del veicolo investito,che,nella fattispecie non ebbe a creare alcun intralcio all'auto antagonista. Invero: La presunzione di colpa, posto dall'art. 2054 del c.c., a carico dei conducenti dei veicoli in caso di scontro dei medesimi, ha funzione meramente sussidiaria e opera solo se non sia possibile accertare in concreto le rispettive responsabilità. Qualora si accerti che lo scontro si è verificato per colpa di uno dei conducenti e che nessuna colpa è ravvisabile nel comportamento dell'altro, il medesimo resta esonerato dalla presunzione e non è tenuto a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (Cass. n. 5250/97). 
INVESTIMENTO DI PEDONE - PRESUNZIONE JURIS TANTUM DEL CONDUCENTE Va,ancora, aggiunto che l'art 2054 c.c. comma 1,nel caso di circolazione di veicoli senza guida di rotaie, pone una presunzione di colpa “juris tantum” a carico del conducente. Questi è responsabile dei danni provocati a persone o a cose e di conseguenza anche dei danni provati ai pedoni durante la circolazione. Tale presunzione,ribadiamo, definita “juris tantum” può essere vinta in toto sola dalla prova che il pedone si è imprevedibilmente posizionato sulla traiettoria di marcia del veicolo. Solo questa azione, dunque, serve a deresponsabilizzare totalmente il conducente.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 Ogni altra azione posta in essere dal pedone in violazione delle regole poste dal codice della strada, come violare l'obbligo di dare precedenza ai veicoli in transito se si attraversa fuori dalle strisce pedonali, serve a diminuire solo la responsabilità del conducente secondo il criterio del concorso di colpa stabilito dall'art 1227 c.c. Cass. civ. n. 24472 del 18.11.14 .   CONDOTTA ANOMALA DEL PEDONE RILEVANTE SOLO SE NON RAGIONEVOLMENTE PREVEDIBILE In altri termini,l'accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo non sarebbe sufficiente ad affermare la sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l'investitore dimostri che l'anomalia della condotta del primo, non sia ragionevolmente prevedibile e che il conducente abbia adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.(Cass. civ. n. ###/17). 
ESAME STRUMENTALE NON INDISPENSABILE NEI DANNI DA MICROPERMANENTI Per la ### III del 26.05.20 n. 9865) l'esame clinico strumentale non è l'unico mezzo utilizzabile dal medico legale, salvo che ciò si correli alla natura della patologia (Cass. Civ. Sez. III n. 1272 del 19.01.18 -Sez. III n. 5820 del 28.02.19). Restando esclusa solo una valutazione di tipo meramente probabilistico, la Corte ribadisce il principio di diritto secondo cui, in tema di risarcimento del danno biologico da cd. micropermanente, ai sensi dell'art. 139, co. 2 del d.lgs. n. 209 del 2005, la sussistenza dell'invalidità permanente non può essere esclusa per il solo fatto di non essere documentata da un referto strumentale per immagini, sulla base di un mero automatismo che ne vincoli il riconoscimento ad una verifica strumentale, ferma restando la necessità che l'accertamento della sussistenza della lesione dell'integrità psico-fisica avvenga secondo criteri medico-legali rigorosi ed oggettivi (Cass. Civ n. 22066/18- Cass. Civ n. 5820/19- Civ. n. 10816/19- Cass. Civ. n. 11218/19- Cass. Civ. n. 26249/19): ovvero anamnesi, esame obiettivo, ispezione, palpazione, percussione, auscultazione, esame strumentale, non gerarchicamente ordinati tra loro. 
RISARCIBILITÀ DEL DANNO MORALE EX ART. 2059 CC. COMBINATO CON L'### 185 C.P.  #### III, 17 SETTEMBRE 2010, N. 19816 Da tale liquidazione non può essere escluso il danno morale. Invero,la la ### del 17.09.10- n. 19816 ha ribadito ancora una volta la legittimità del risarcimento del danno morale . Invero partendo proprio dalla sentenze a S.U. n. 26972 e 26973/08, la stessa ha affermato che proprio queste ultime,pur non ammettendo la creazione di diverse tipologie autonome e a sé stanti di danno non patrimoniale (ed in particolare di quella del danno c.d. esistenziale), per attribuire una specifica somma in risarcimento di ognuna, sanciscono che il giudice deve comunque tenere conto - nel liquidare l'unica somma spettante in riparazione - di tutti gli aspetti che il danno non patrimoniale assume nel caso concreto (danno alla vita, alla salute, ai rapporti
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 affettivi e familiari, sofferenze psichiche, ecc.). 
DANNO MORALE RIDUCIBILE AD UN 1/5 DEL DANNO BIOLOGICO. 
Va osservato che relativamente al danno morale ,la Corte Suprema nella sentenza del 28.02.19 n. 5820 ha ribadito quanto già affermato il ### nella sentenza n 7513 ovvero che...” costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del “danno biologico” e del “danno dinamico-relazionale”, atteso che con quest'ultimo si individuano pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale)”.... 
Tuttavia, non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del “danno biologico” e del “danno morale”, ossia quel pregiudizio rappresentato dalla sofferenza interiore (quale, ad esempio, il dolore dell'animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione). 
Ne deriva che, ove sia dedotta e provata l'esistenza di uno di tali pregiudizi, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione. 
Alle medesime conclusioni era pervenuta la Corte Costituzionale nella pronuncia n. 235/14, predicativa della legittimità costituzionale dell'art. 139 del codice delle assicurazioni ,precisamente: “....la norma denunciata non è chiusa … alla risarcibilità anche del danno morale: ricorrendo in concreto i presupposti del quale, il giudice può avvalersi della possibilità di incrementare l'ammontare del danno biologico, secondo la previsione e nei limiti di cui alla disposizione del comma 3 (aumento del 20%). 
Ancora...” l'introdotto meccanismo standard di quantificazione del danno - attinente al solo, specifico e limitato settore delle lesioni di lieve entità - lascia comunque spazio al giudice per personalizzare l'importo risarcitorio risultante dall'applicazione delle predisposte tabelle eventualmente maggiorandolo fino a 1/5 in considerazione delle condizioni soggettive del danneggiato...”. 
Cosi anche l'ultima ordinanza n. 6443 del 03.03.23. 
Rebus sic stantibus,questo giudicante ritiene non discostarsi da tale indicazione (ovvero ranch del danno morale fino ad 1/5 del danno biologico),considerato quanto dedotto e provato circa lo status lavorativo , “pretium doloris “ o patema d'animo (inconfutabile in caso di trauma subito) e l'inevitabile vulnus psicologico-resiliente patito dall'istante . 
LESIONI Di poi,va precisato che il criterio utilizzato come parametro di liquidazione sarà quello previsto ex art. 139 dlgs 209/05 relativo al calcolo del danno biologico di lieve entita' (sotto i 9 punti di invalidità permanente).
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 DANNI RIVENDICATI Relativamente alle lesioni riportate,va osservato che l'istante ha richiesto una somma nei limiti della competenza per valore di questo giudicante. 
Per azzerare ogni ombra questo giudicante ,ebbe a disporre C.T.U. medico-legale al fine di chiarire nesso e quant'altro . 
Dal che : “DANNI LIQUIDATI” Va,all'uopo,osservato che gli esiti invalidanti,vengo valutati sulla scorta della C.T.U.. medico-legale redatta dal dr. ###che questo ### ritene far sua per l'obiettività con cui è stata redatta. ### stessa è stato riconosciuto esistente il nesso di causalità ed indicati il danno biologico e la invalidità (temporanea e permanente) in questi termini:danno biologico: 7.0 %- 7 gg. di I.T.T. al 100%, 00 gg. di I.T.P. al 75%,20 gg. di I.T.P. al 50% e 33 gg di I.T.P. al 25% ed € 0,00 per ulteriori spese.  “ELEMENTI CONSIDERATI AI FINI DELLA SCELTA DEL PUNTO”. 
La scelta del punto fu stata partorita da elementi quali :l'età dell'istante-(anni 26)-(nato il ###) all'epoca del sinistro 20.06.20 (tipo di lesione riportate, status lavorativo e sofferenze patite).  “DANNI LIQUIDATI” Ebbene ,alla luce di quanto operato questo giudicante ritiene equo liquidare la somma di € 13882,85.  ### Essa somma è scaturita dal seguente prospetto : DANNO BIOLOGICO PERMANENTE per 7.0 % - € 11.499,15 DANNO BIOLOGICO relativo (7 gg. di I.T.T. al 100% (€ 54,80) gg.) € 383,60 DANNO BIOLOGICO relativo a (00 gg. di I.T.P. al 75% (€ 54,80) gg.) € 0,00 DANNO BIOLOGICO relativo a (20 gg. di I.T.P. al 50% (€ 54,80) gg.) € 548,00 DANNO BIOLOGICO relativo a (33 gg di I.T.P. al 25% (€ 54,80) gg.) € 452,10 DANNO MORALE (fino ad 1/5 del danno biologico) ex art. 139 co. 3 d.lgs. n. 209/05 1.000,00 Spese documentate 0,00 TOTALE COMPLESSIVO € 13882,85 “### E ### Ad essa somma,poi,(liquidata all'attualità) vanno aggiunti i soli interessi legali dalla presente.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 ### E COMPENTENZA DI GIUDIZIO Circa tale liquidazione,va osservato il DM 55/2014,facendo uso della locuzione "di regola",conferisce carattere assolutamente non vincolante alle variazioni minimi e massimi,che non sono espressamente indicati nelle tabelle allegate al DM,ma sono stati ottenuti applicando ai "valori medi" tabellari le variazioni in aumento e in diminuzione previste dall' art. 4, comma 1, vale a dire: -diminuzione fino al 50% e aumento fino all'80%, -diminuzione fino al 70% (**) e aumento fino al 100% per la sola fase istruttoria. 
Tale concetto è stato ribadito più volte anche nella relazione illustrativa ministeriale. 
Dal chè appare assolutamente possibile determinare liberamente l'importo di ciascuna fase modificando il valore della colonna "compenso". Proprio in virtù del carattere non vincolante delle variazioni,il valore del compenso può anche superare gli importi suggeriti come minimo e massimo. 
Del resto tale principio è stato ribadito anche dalla sez. III della Suprema Corte nella sentenza del 29.01.14.  n. 1972. In essa sentenza viene precisato che,il quinto comma dell'art. 60 al Il R.D.L. n. 1578 del 1933, consente al giudice di liquidare importi superiori al massimo od inferiori al minimo tariffario purchè tale decisione sia motivata. Ad ogni modo,nel caso di specie,tale principio non viene disatteso. 
In pratica le spese di giudizio vengono determinate secondo il criterio del compenso unico voluto sulla base del nuovo D.M. n. 147 del 13.08.22 pubblicato sulla G.U. n. 236 del 08.10.22 ed in vigore dal 23.10.22, applicando i "valori nei limiti " dello scaglione di riferimento di seguito specificato.  ### In ogni caso,il secondo comma dell'articolo 2233 del codice civile,vieta di liquidare compensi irrisori stabilendo che "in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione".(### VI Civ.-ordinanza 30.11.16 n. 24492). 
Il Supremo Collegio aveva già osservato che la facoltà di ridurre fino alla metà il compenso del difensore per l'opera prestata nelle controversie incontra un limite nell'art. 2233, comma 2, c.c., che preclude di liquidare, al netto degli esborsi, somme praticamente simboliche, non consone al decoro della professione (Cass. Civ. Sez. VI 22 dicembre 2015 n. 25804). In altra pronuncia (Cass. Civ. Sez. VI 31 marzo 2016 n. 6306), aveva aggiunto che i compensi del professionisti, quando sono riferiti a più fasi del giudizio, devono essere liquidati distinguendo ciascuna fase di esso, in modo da consentire la verifica della correttezza dei parametri utilizzati ed il rispetto delle relative tabelle.
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 ### Pertanto,questo giudicante,tenuto conto dello scaglione di valore dell'opera prestata,nonché degli esiti raggiunti, determina tale compenso sulla base del nuovo D.M. n. 147 del 13.08.22 pubblicato sulla G.U. n. 236 del 08.10.22 ed in vigore dal 23.10.22. 
Precisamente: fase di studio € 425,00 fase introduttiva € 352,00 fase istruttoria € 851,00 fase decisoria € 746,00 TOTALE € 2374,00 Aumento 30% su 2374,00 (per ogni presenza in più nel processo (art. 4 co. 1 D.M. 55/14) € 710,78 TOTALE COMPLESSIVO 3084,78 spese, (ivi compreso contributo di pertinenza, se versato). € 300,00 Per gli aumenti applicati ,va rimarcato quanto segue : 1) circa l'aumento del 30%:la regola del compenso unico aumentabile in caso di difesa di più parti è stata estesa dall'art. 4, comma 2,del decreto n. 55/14 (mod. dal D.M. 08.03.18 n. 37),anche al caso della difesa di una parte contro più parti. Infatti la norma statuisce che “la disposizione di cui al periodo precedente si applica quando più cause vengono riunite, dal momento dell'avvenuta riunione e nel caso in cui l'avvocato assiste un solo soggetto contro più oggetti”.  ### C.T.U. 
Alle spese liquidate dovrà aggiungersi anche la somma occorsa per la C.T.U. già liquidata in € 450,00 a favore del dr. ### e posta carico della convenuta ### assicuratrice. 
MAGG. 15 % ### A tale compenso,dovrà essere aggiunta la maggiorazione reinserita dall'art. 2 del menzionato decreto. Essa voce accessoria,intesa quale ulteriore riconoscimento sulle spese generali,viene determinata nella misura del 15 %. Importo dovuto anche in assenza di espressa richiesta e menzione nel dispositivo della sentenza.  n. 17046 del 20.08.15. 
ATTRIBUZIONE Viene riconosciuta,su richiesta,l'attribuzione,all'Avv. ### di ###
Dr. ### D'### -### di ### di #### - n.r.g. 1384/21 I.V.A E C.P.A. 
Vanno aggiunti,infine, (solo se dovuti “ope legis”) ,l'I.V.A. e C.P.A.  ### : che va da € 5.200,01 ad € 26.000,00. 
Per quanto attiene il criterio di valutazione e di applicazione del compenso liquidato,questo giudicante si è attenuto allo scaglione dettato dalla nuova normativa e che va da € 5.200,01 ad € 26.000,00.  P. Q. M.  ### di ### di ####,nella persona del dr. ### D'### definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da ### contro ### e ### di #### s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S.,per la Regione Campania,in persona del legale rapp.te p.t.,nella causa civile avente ad oggetto:risarcimento danni derivante da incidente stradale,ex art. 283 comma I lett. b) d.l.gs 209/05,iscritta a ruolo con il n.r.g. 1384/21,così provvede: 1. accoglie la domanda ; 2. dichiara il convenuto ### unico ed esclusivo responsabile del sinistro de quo ; 3. dichiara,la legittimazione passiva della ### di ### s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S.,per la Regione Campania,ex art. 283 comma I lett. b) d.l.gs 209/05; 4. per converso, condanna la stessa, a pagare a ### la somma di € 13882,85 .  5. Ad essa somma,poi,(liquidata all'attualità) vanno aggiunti i soli interessi legali dalla presente ; 6. condanna,altresì,essa soccombente,al pagamento delle spese giudiziali così fissate:€ 3084,78 per compenso ed € 300,00 per spese, (ivi compreso contributo di pertinenza, se versato) .  7. A tale compenso,dovrà essere aggiunta la maggiorazione,nella misura del 15 %.  8. Viene riconosciuta,su richiesta,l'attribuzione,all'Avv. ### di ### .  9. Vanno aggiunti,infine, (solo se dovuti “ope legis”) ,l'I.V.A. e C.P.A.  10. Alle spese liquidate dovrà aggiungersi anche la somma occorsa per la C.T.U. già liquidata in € 450,00 a favore del dr. ### e posta carico della convenuta ### assicuratrice.  11. Dichiara la sentenza provvisoriamente esecutiva, ex lege . 
Così deciso in #### il #### di ### di #### dr. ### D'

causa n. 1384/2021 R.G. - Giudice/firmatari: D'Aniello Luigi

1

Corte d'Appello di Napoli, Sentenza n. 157/2024 del 13-02-2024

... la sig.ra ### Il teste, si limitava ad affermare che le due lavoratrici, ### e ### non lavoravano più presso le sedi di destinazione. Dunque, così esaminate non emerge alcuna contraddizione nelle dichiarazioni rese dal teste, che invece, come detto, confermano le deduzioni aziendali. Tra l'altro, la circostanza che le altre colleghe della ### non lavorassero più presso le sedi di destinazione appare irrilevante, alla luce del fatto che l'appellante non aveva mai lamentato la mancata destinazione presso le sedi di ### o di Napoli, ma piuttosto, lamentava una generica e non precisata ricollocazione presso sedi più vicine a ### Dunque, tutti i motivi ostativi dedotti dall'appellante non inficiano la legittimità del trasferimento, atteso che la condotta datoriale appare conforme ai principi di (leggi tutto)...

R.G. 1043/2022 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI sezione controversie di lavoro e di previdenza ed assistenza composta dai magistrati: Dott.ssa ###ssa ### rel.  ###ssa ### riunita in camera di consiglio ha pronunciato in grado di appello all'udienza dell'11.1.2024 la seguente SENTENZA nella causa iscritta al n° 1043/2022 R.G. sez. lav. 
TRA ### rappr. e dif. dall'Avv. P. ### come da procura in atti ### E ### S.P.A., in persona del legale rapp.te p.t., rappr. e dif. dall'Avv. P. Rizzo, come da procura in atti, ### SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con ricorso depositato presso questa Corte in data ###, ### proponeva appello avverso la sentenza n. 1936/2021 del Giudice del ### del Tribunale di ### pubblicata il ###, la quale rigettava la sua domanda volta all'accertamento dell'illegittimità del trasferimento della sede lavorativa disposto dalla società datrice di lavoro. 
Nel giudizio di primo grado, l'odierna appellante deduceva di essere dipendente della società ### S.p.A. con mansioni di addetta alle operazioni ausiliarie alla vendita, impiegata sin dall'inizio del rapporto presso la filiale sita in ### al ### n. 191; deduceva che, in data ###, l'azienda datrice di lavoro le aveva comunicato il trasferimento dalla sede di ### a quella omologa di ### causa la soppressione della posizione lavorativa presso la filiale di ### Dunque, ritenendo illegittimo il trasferimento, l'odierna appellante lo impugnava adducendo la sussistenza di vari motivi ostativi. 
Il Giudice di prime cure rigettava la domanda proposta dalla lavoratrice ritenendo che il datore di lavoro avesse assolto all'onere di provare l'impossibilità di utilizzo delle energie lavorative della dipendente in sedi più vicine rispetto a quella di destinazione. 
Inoltre, il ### rilevava l'infondatezza dell'eccezione di illegittimità del trasferimento fondata sulla violazione dell'art. 33 della L. 104/92 (assistendo la ricorrente persona disabile ai sensi della L. 104/92), in quanto tal norma non era applicabile al caso in esame, non presentando la disabile la connotazione di gravità ai sensi dell'art. 3, comma 3 della L. 104/92. Infine, il Giudice di prime cure rilevava che non sussistevano condizioni formali e sostanziali per configurare il trasferimento in oggetto come un dissimulato licenziamento collettivo, come invece, sostenuto dalla ### Dunque, con il gravame proposto, l'odierna appellante censurava la sentenza di primo grado per i seguenti motivi: a) erroneità della sentenza impugnata per aver ritenuto legittimo il provvedimento datoriale di trasferimento della lavoratrice; b) erroneità della sentenza per omessa o inadeguata motivazione sulle concrete esigenze di vita della lavoratrice quali motivi di impedimento oggettivo al trasferimento; c) erroneità della sentenza gravata per omessa istruttoria, nonché per errata valutazione delle prove testimoniali; d) erroneità della sentenza per mancato assolvimento dell'onere probatorio gravante sulla datrice di lavoro, circa l'impossibilità di trasferimento della lavoratrice presso sedi più vicine rispetto a quella di ### Per tali motivi, l'appellante chiedeva la riforma della sentenza gravata, con vittoria di spese di lite. 
Ricostruito il contraddittorio, si costituiva la società ### S.p.A., la quale deduceva l'inammissibilità e l'infondatezza dell'appello proposto con conseguente richiesta di conferma della sentenza di primo grado con vittoria di spese di lite. 
All'odierna trattazione scritta la Corte ha deciso la causa come da dispositivo.  MOTIVI DELLA DECISIONE ### proposto è infondato per i motivi che saranno di seguito esposti. 
Occorre preliminarmente evidenziare quelle che sono le norme di riferimento, nonché i principi di diritto consolidati in giurisprudenza in materia di trasferimento del lavoratore. 
Ai sensi dell'art. 2103 c.c., comma 8: “Il lavoratore non può essere trasferito da un'unità produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”. 
In materia di trasferimento del lavoratore, la Suprema Corte di Cassazione ha più volte affermato che il controllo giurisdizionale delle comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive che legittimano il trasferimento del lavoratore subordinato deve essere diretto ad accertare che vi sia corrispondenza tra il provvedimento adottato dal datore di lavoro e le finalità tipiche dell'impresa, trovando un preciso limite nel principio di libertà dell'iniziativa economica privata, garantita dall'art. 41 Cost.. 
Ne consegue che tale controllo non può essere dilatato fino a comprendere il merito della scelta operata dall'imprenditore; quest'ultima, inoltre, non deve presentare necessariamente i caratteri dell'inevitabilità, essendo sufficiente che il trasferimento concreti una delle possibili scelte, tutte ragionevoli, che il datore di lavoro può adottare sul piano tecnico, organizzativo e produttivo (ex multis, Cass. 2 gennaio 2001 n. 27; Cass. 2 agosto 2002 11624; Cass. 29 luglio 2003 n. 11660; Cass. 18 aprile 2005 7930; Cass. 28 aprile 2009 n. 9921; Cass. 2 marzo 2011 n. 5099). 
Dunque, muovendo da tali principi, esaminando il caso in esame, deve rilevarsi che appare corretta la statuizione del Giudice di prime cure. 
La società datrice di lavoro motivava il trasferimento della lavoratrice (nonché di altre due dipendenti) sulla base della riduzione di organico resasi necessaria a fronte del notevole calo del fatturato che si era registrato nell'anno 2020 rispetto all'anno 2019, derivante principalmente dalla nota emergenza da ### 19; a tal uopo, produceva i dati contabili dai quali si evinceva il dedotto dato economico. 
Ebbene, la circostanza posta a base del provvedimento di trasferimento è documentalmente provata dalla società datrice di lavoro, avendo prodotto i dati contabili relativi al fatturato ed avendo dettagliatamente indicato anche le altre voci relative al conto economico della società. Sul punto, si rileva che l'appellante, in primo grado, non ha mai contestato i suddetti dati economicocontabili, così come prospettati dalla controparte, ma soltanto in sede di gravame si è limitata ad evidenziare la voce relativa ai costi del personale, che dalla lettura dei dati apparivano inferiori nel 2020, rispetto al 2019. Tale rilievo è del tutto irrilevante, atteso che la motivazione principale posta a base del trasferimento risulta il calo del fatturato, circostanza questa non contestata dalla lavoratrice. 
Dunque, sotto tale profilo si rinviene la corrispondenza tra il provvedimento di trasferimento e la finalità aziendale, ovvero quella di conservare il posto di lavoro, soppresso per ragioni di natura economica.  ### poi contestava la scelta datoriale, ritenendola illegittima, soprattutto alla luce di una serie di motivi ostativi al trasferimento. In particolare, deduceva di essere l'unico membro del nucleo familiare a prestare assistenza continuativa a familiare (la suocera, di anni 74 all'epoca del provvedimento di trasferimento), già invalida ai sensi della ### n. 104/92; nonché di essere madre di due figli minori, iscritti presso istituti scolastici di ### di ### (quindi nei pressi della sede originaria di lavoro dell'appellante); adduceva, inoltre, che la sede di destinazione indicata dall'azienda, alla luce della notevole distanza rispetto alla residenza, nonché degli scarsi collegamenti pubblici, andava ad incidere in maniera considerevolmente peggiorativa sia sul piano economico che familiare. 
In virtù della sussistenza di tali motivi ostativi, dunque, a parere dell'appellante, la società datrice di lavoro, con il provvedimento di trasferimento, avrebbe violato gli obblighi di buona fede e correttezza, nonché l'obbligo di repêchage, non ricollocandola in una sede più vicina rispetto a quella di ### dissimulando, in tal modo dei licenziamenti collettivi. 
Sul punto, deve rilevarsi che posta l'insindacabilità dell'opportunità del trasferimento, il datore di lavoro, in applicazione dei principi generali di correttezza e buona fede (art. 1375 cod. civ.), qualora possa far fronte a dette ragioni avvalendosi di differenti soluzioni organizzative, per lui paritarie, è tenuto a preferire quella meno gravosa per il dipendente, soprattutto nel caso in cui questi deduca e dimostri la sussistenza di serie ragioni familiari ostative al trasferimento (Cass. 28 luglio 2003 n. 11597). 
Ebbene, nel caso in esame, deve ritenersi legittimo il provvedimento datoriale anche sotto il profilo della sede ###quanto, l'azienda, tramite l'istruttoria espletata ha dimostrato l'impossibilità di collocare la lavoratrice in sedi diverse e più vicine rispetto a quella di ### così come dedotto dalla stessa. 
Infatti, in primo grado, il teste escusso, #### della società appellata, confermava le deduzioni della stessa, dichiarando che: “### che tutte le filiali più vicine a ### rispetto a quella di ### erano al completo al momento del trasferimento della ricorrente. ### che le sedi limitrofe a ### non hanno la possibilità di assorbire un'ulteriore unità lavorativa, soprattutto in ragione dei costi e della variabilità dell'andamento economico post emergenza pandemica”; “Ribadisco che non vi è altra sede più vicina di ### per impiegare la ricorrente”.  “### non ha assunto nuovo personale da destinare alle sedi limitrofe a ### al momento del trasferimento della ricorrente. 
Nemmeno è stato disposto alcun trasferimento in dette sedi”; “non lavorano più presso le sedi di ### e Napoli (via ### sia la sig.ra ### che la sig.ra Monzo”. 
Il teste escusso deve ritenersi attendibile, in quanto, in virtù del ruolo ricoperto nell'azienda datrice di lavoro (### per tutta la ###, era a conoscenza diretta dei fatti e della situazione globale e complessiva dell'azienda su tutto il territorio regionale. 
Infatti, come si legge nella memoria difensiva della società datrice di lavoro, proprio il teste ### nella spiegata qualità di ### unitamente al ### del personale, all'epoca del trasferimento, avevano incontrato le risorse in organico per rappresentare le difficoltà del momento e la necessità di riduzione dell'organico. 
Nelle dichiarazioni del teste non si intravede la contraddittorietà rispetto alle deduzioni della società datrice di lavoro, lamentata dall'appellante in sede di gravame.  ### deduceva che non vi erano altre sedi disponibili ad accogliere nuovo personale, tranne quella di ### in ### (dove veniva trasferita la dipendente ### e quella di Napoli, in ### dove era destinataria del provvedimento di trasferimento la sig.ra ### Il teste, si limitava ad affermare che le due lavoratrici, ### e ### non lavoravano più presso le sedi di destinazione. Dunque, così esaminate non emerge alcuna contraddizione nelle dichiarazioni rese dal teste, che invece, come detto, confermano le deduzioni aziendali. 
Tra l'altro, la circostanza che le altre colleghe della ### non lavorassero più presso le sedi di destinazione appare irrilevante, alla luce del fatto che l'appellante non aveva mai lamentato la mancata destinazione presso le sedi di ### o di Napoli, ma piuttosto, lamentava una generica e non precisata ricollocazione presso sedi più vicine a ### Dunque, tutti i motivi ostativi dedotti dall'appellante non inficiano la legittimità del trasferimento, atteso che la condotta datoriale appare conforme ai principi di buona fede e correttezza, avendo dimostrato l'impossibilità di collocazione della lavoratrice in altra sede, rispetto a quella individuata, ed avendo dedotto e dimostrato che il trasferimento era sostanzialmente diretto a preservare il posto di lavoro. 
Inoltre, anche sotto il profilo della scelta del personale da trasferire, la condotta aziendale pare incensurabile, avendo quest'ultima reso palesi i criteri adoperati e trasposti poi in specifica graduatoria compiutamente allegata nella memoria difensiva, dalla quale emergeva la correttezza delle scelte operate. 
Infine, in merito alla necessita di accudire persona disabile, ai sensi della legge 104/92 e relativa richiesta di applicazione dell'art. 33 di detta legge si rileva quanto segue. 
Il Giudice di prime cure negava la violazione dell'art. 33 della legge 104/92 (secondo la quale il lavoratore che assiste persona con handicap non può essere trasferito senza consenso) sulla base del fatto che la disabile in questione non aveva la connotazione di gravità (art. 3, comma 3, legge 104/92). 
Tale motivazione non appare corretta nel senso che non è decisiva la gravità della disabilità, bensì occorre aver riguardo alla natura dell'handicap, così come afferma la Suprema Corte la quale, con la sentenza n. 25379/16, è intervenuta a chiarire che il concetto di gravità dell'handicap richiamato dal co. 5, art. 33, ### 104/92.  ### la Corte, l'handicap: “va valutato sotto il profilo specifico della necessità di assistenza. Pertanto, il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del famigliare che egli assiste non si configuri come grave, ma richieda semplicemente assistenza avendo avuto riguardo alla natura dell'handicap, a meno che il datore di lavoro non provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti”. 
Tale orientamento è stato da ultimo confermato con l'Ordinanza 25836/2022 con la quale la Suprema Corte censura l'indirizzo che offre un'interpretazione strettamente letterale della norma e richiede, quale presupposto per l'operatività del divieto di trasferimento, che il familiare assistito versi in condizione di handicap grave. 
Al contrario, occorre operare una lettura costituzionalmente orientata della norma, ponendo in rilievo la funzione preminente di tutela della persona disabile, concludendo che il trasferimento del lavoratore richiede il previo consenso anche se la disabilità del familiare non è connotata da gravità. 
Tuttavia, nel caso in esame, parte appellante non ha dimostrato le specifiche esigenze di assistenza della disabile essendosi limitata ad allegare il verbale attestante il riconoscimento dello stato di handicap ai sensi della legge 104/92, ma senza offrire ulteriori elementi volti a dimostrare la necessità materiale ed effettiva di assistenza. 
Per i motivi esposti, assorbito ogni altro motivo di gravame, l'appello va rigettato con conferma della sentenza gravata. 
Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo. 
Va da ultimo evidenziato che, nella specie, è applicabile ratione temporis l'art. 1 comma 17 legge n. 228/2012 che ha modificato il DPR n.115/2002 (inserendo all'art. 13, dopo il comma 1 ter, il comma 1 quater) in ordine al versamento del doppio del contributo unificato dovuto nel caso in cui “l'impugnazione, anche incidentale, sia respinta integralmente o dichiarata inammissibile o improcedibile”, poiché il successivo comma 18 stabilisce che le disposizioni di cui al comma 17 si applicano ai ### procedimenti iniziati dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della medesima legge n. 228/12 (1° gennaio 2013), sicché il comma 17 riguarda i casi di procedimenti pendenti a far luogo dal 31 gennaio 2013. Esula dalle valutazioni di competenza del giudicante il tema dell'eventuale sussistenza di condizioni ### di esenzione.  P.Q.M.  La Corte così provvede: - Rigetta l'appello e, per l'effetto, conferma l'impugnata sentenza.  - Condanna parte appellante al pagamento delle spese del presente grado di giudizio che liquida in € 1984,00 oltre ### CPA e spese generali.  - Si dà atto, ai fini della valutazione di competenza di questo Collegio, della sussistenza per l'appellante dei presupposti di cui al primo periodo dell'art. 13 1 quater DPR 115/2002, come introdotto dall'art. 1 comma 17 L. 228/2012. 
Napoli 11.1.2024 ### est. ###ssa ###ssa ### n. 1043/2022

causa n. 1043/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Genovese Raffaella, Totaro Vincenza, Monaco Marina

Quanto ritieni utile questo strumento?

4.4/5 (15879 voti)

©2013-2024 Diritto Pratico - Disclaimer - Informazioni sulla privacy - Avvertenze generali - Assistenza

pagina generata in 0.127 secondi in data 23 luglio 2024 (IUG:MA-C16E86) - 229 utenti online