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Giudice di Pace di Marsala, Sentenza n. 128/2024 del 29-02-2024

... dalla non avvenuta formalizzazione del contratto di acquisto dell'autovettura e successiva trascrizione al PRA del medesimo, vettura che, allo stato, risulta ancora intestata all'odierno opposto), sono da condividere le ragioni degli opponenti in ordine in ordine al perfezionamento, per il caso di specie, di un vero e proprio contratto estimatorio tra il defunto ### (titolare del salone ### di Salemi cui l'opposto aveva consegnato la propria autovettura ### 208 ai fini della vendita a terzi) e quest'ultimo avente, appunto, ad oggetto la consegna del predetto veicolo ai fini della vendita (circostanza questa peraltro non contestata in atti dall'opposto e per ciò stesso da potersi ritenere adeguatamente provata nel presente giudizio); trattasi, pertanto, di un vero e proprio acquisto in conto (leggi tutto)...

N.RG 629 / 2020 REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI Marsala
Sezione ### SEZIONE UNICA
Il Giudice di ### di Marsala Dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al n. 629 / 2020 Ruolo Generale contenzioso dell'anno 2020
 Parte istante: ### (###) rappr. e dif. dall'Avv. ### (###)
Parte istante: ### (###) rappr. e dif. dall'Avv. ### (###)
 Controparte: D'### (###) rappr. e dif. dall'Avv. ### (###)
Ragioni di ### e di ### della Decisione -Le parti, all'udienza del 18.01.24, rassegnavano le conclusioni come i atti ------------------
Deve preliminarmente darsi atto che la presente sentenza viene redatta ai sensi dell'art. 118 comma 1° disp. att. c.p.c., come sostituito dall'art. 52 comma 5 della L. 69\09, con motivazione consistente “……nella succinta esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi…..”. -Esaminati gli scritti difensivi delle parti regolarmente costituite in giudizio, la documentazione dalla stessa prodotta e le predette spiegate conclusioni, acquisito il fascicolo del monitorio (D.I.n. 232\20, n. 308\20
R.G.), riunito al presente giudizio quello portante il n. 702\20 giusta
Ordinanza resa all'udienza del 13.01.22, espletata l'attività istruttoria a mezzo l'esame della predetta documentazione e la prova orale con il teste ### (udienza del 12.12.23), rinviata la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza del 18.01.24 e trattenuta in decisione alla medesima udienza, ritiene l'odierno Decidente l'opposizione fondata e, pertanto, meritevole di accoglimento. -Con l'opposto D.I. dichiarato provvisoriamente esecutivo si ingiungeva agli odierni opponenti la consegna immediata all'opposto, formalmente proprietario, dell'autovettura ### 208 tg. ### dagli opponenti detenuta in ragione, a loro dire, dell'acquisto fattone a mezzo l'intermediazione di terzi, certo sig. ### poi deceduto nelle more della avvenuta contrattazione; a tale accordo era seguita l'avvenuta consegna agli stessi della predetta autovettura previo pagamento dell'intero prezzo di € 8700,00 ma non era seguito il perfezionamento del contratto (a mezzo la stipula dell'atto di vendita e della successiva trascrizione al ### stante il rifiuto da parte dell'opposto a fornire la documentazione all'uopo necessaria; seguiva il ricorso per D.I. ai fini della consegna del predetto veicolo e, successivamente, ottenuto il D.I. provvisoriamente esecutivo, l'insaturazione della presente controversia; l'opponente ### chiedeva, in via preliminare, volersi dichiarare il proprio difetto di legittimazione passiva ritenendosi del tutto estraneo alla vicenda che, a suo dire, avrebbe riguardato solamente l'opposto e la sorella sig.ra ### e, pertanto, la revoca nei suoi confronti del D.I. opposto; l'opponente ### chiedeva, in via preliminare, declaratoria di incompetenza per valore del giudice adito, in via principale la revoca del
D.I. opposto e, in via riconvenzionale, accertare la proprietà del predetto veicolo in capo alla stessa con condanna dell'opposto alla consegna di tutta la documentazione necessaria alle formalità relative al passaggio di proprietà e trascrizione; l'opposto contestava tutto quanto ex adverso dedotto e richiesto ritenendosi proprietario della predetta autovettura e contestando che la medesima fosse stata in alcun modo acquistata dagli opponenti. -Preliminarmente, va disattesa l'eccezione di incompetenza per valore tempestivamente sollevata in atti dall'opponente ### indipendentemente infatti dal valore della predetta autovettura oggetto del presente giudizio (indicato in atti in € 8700,00), la domanda riconvenzionale così come spiegata ha comunque ad oggetto esclusivamente l'accertamento o meno della proprietà del veicolo in capo alla stessa nulla emergendo in atti in ordine a contrasti tra le parti circa il valore del medesimo, circa l'effettivo non contestato ammontare della somma di acquisto né in ordine all'avvenuto pagamento del prezzo; peraltro, nelle more del presente giudizio, la c.d. “Riforma Cartabia” ha modificato l'art. 7 del c.p.c. incrementando il limiti della competenza di questo Giudice con la conseguenza che , dal 01.03.23, la competenza è passata da € 5000,00 ad € 10.000,00 per tutte le liti (come per il caso di specie) relative a beni mobili. -Sempre preliminarmente va accolta l'eccezione avanzata dall'opponente ### in ordine al difetto di legittimazione passiva dello stesso con riferimento al D.I. opposto e a quest'ultimo notificato con conseguente declaratoria di revoca nei suoi confronti della relativa ingiunzione di consegna; dagli stessi atti difensivi delle parti, infatti, oltre che dalla documentazione prodotta e dall'attività istruttoria espletata, è emerso chiaramente come la vicenda contrattuale di cui in oggetto ha riguardato esclusivamente l'odierno opposto e l'opponente ### la quale è l'unica ad aver avuto la disponibilità del veicolo e ad aver sborsato le somme per l'acquisto del medesimo ed essendosi l'odierno opponente ### esclusivamente limitato ad interessarsi, per conto della predetta ####, a compiere una serie di attività volte alla ricerca e successivo acquisto della autovettura. - Nel merito, (indipendentemente dalla non avvenuta formalizzazione del contratto di acquisto dell'autovettura e successiva trascrizione al PRA del medesimo, vettura che, allo stato, risulta ancora intestata all'odierno opposto), sono da condividere le ragioni degli opponenti in ordine in ordine al perfezionamento, per il caso di specie, di un vero e proprio contratto estimatorio tra il defunto ### (titolare del salone ### di
Salemi cui l'opposto aveva consegnato la propria autovettura ### 208 ai fini della vendita a terzi) e quest'ultimo avente, appunto, ad oggetto la consegna del predetto veicolo ai fini della vendita (circostanza questa peraltro non contestata in atti dall'opposto e per ciò stesso da potersi ritenere adeguatamente provata nel presente giudizio); trattasi, pertanto, di un vero e proprio acquisto in conto vendita in cui il contratto si realizza con l'accordo tra il rivenditore (nel caso di specie il deceduto ### e l'acquirente (nel caso di specie l'opponente ### e che si perfeziona con la consegna del bene all'acquirente e con il pagamento del prezzo da parte di quest'ultimo e ciò senza necessità alcuna che intervenga nella trattativa il tradens (odierno opposto proprietario) se non successivamente ai fini della formalizzazione del passaggio di proprietà e della conseguenziale trascrizione al ### è chiaramente emerso nel corso del giudizio dalla documentazione prodotta dalle parti e dalla espletata attività istruttoria (corroborata dal contenuto della dichiarazione testimoniale in merito resa dal teste ### sentito all'udienza del 12.12.23, sulla cui attendibilità e genuinità non vi è motivo di dubitare anche alla luce delle ulteriori risultanze istruttorie) come, accertata per quanto anzidetto la avvenuta consegna della predetta autovettura ai fini della vendita a terzi da parte dell'opposto al ### titolare del salone ### di ### altrettanto pacifica è emersa nel corso del giudizio la prova circa le avvenute contrattazioni tra il ### e il ### (il quale interveniva nell'interesse della sorella ### che avrebbe dovuto acquistare l'auto), circa l'accordo raggiunto tra i due sia in termini di acquisto della autovettura che del prezzo di vendita concordato in € 8700,00, circa l'avvenuto pagamento, prima della consegna del mezzo, nei confronti del predetto ### successivamente deceduto, d parte della ### dell'intera predetta somma di acquisto a mezzo un acconto iniziale di € 200,00 e n. 2 bonifici di € 3500,00 ciascuno del 18.11.19 e 10.12.19 (V. doc. allegati al fascicolo di parte opponente), circa i contatti tra il ### e l'opposto in ordine alle modalità di consegna del veicolo alla opponente ### circa l'effettiva consegna a quest'ultima, da parte dell'opposto, della predetta autovettura (nel mese di gennaio 2020) e dopo che lo stesso avesse previamente provveduto al cambio targa e alla revisione (i primi giorni del mese di gennaio 2020), circa i solleciti della predetta opponente tramite il predetto ### affinchè l'opposto si attivasse per il disbrigo delle pratiche per il passaggio di proprietà del veicolo e trascrizione al PRA nonché, a causa della prematura intervenuta scomparsa del ### circa l'intervenuta interruzione dei rapporti tra le parti e il non compimento delle predette formalità relative, si sottolinea, ad una autovettura già consegnata dall'opposto alla opponente e da quest'ultima interamente pagata.
Ritiene, pertanto, l'odierno Decidente che, secondo le disposizioni di cui all'art. 1556 e ss. c.c., si siano verificate, per il caso di specie, tutte le condizioni normativamente previste ai fini della stipula (indipendentemente dalla forma scritta peraltro non necessaria) di un contratto estimatorio tra le parti (### e D'### stante la accertata avvenuta consegna del proprio veicolo da parte di quest'ultimo al ### ai fini della vendita, stante la accertata avvenuta vendita del mezzo all'odierna opponente ### che ne ha interamente pagato il prezzo al ### e stante la accertata avvenuta consegna del mezzo alla predetta opponente da parte dell'opposto (e dai cui, appunto, il D.I. opposto mirante ad ottenere da parte del D'### la riconsegna dell'autovettura già in possesso della ###; è vero che tra le obbligazioni dell'accipiens (nel caso di specie del ### vi era quella di pagare al tradens (nel caso di specie l'opposto D'### il prezzo del bene (circostanza presumibilmente non verificatasi a causa della prematura scomparsa del ### il quale, comunque, ha incassato l'intero prezzo della concordata vendita), ma è altrettanto vero che le questioni e\o problematiche inerenti i rapporti economici e\o commerciali tra i due, ovviamente aggravati dalla prematura scomparsa del ### e, pertanto, dall'impossibilità (ovvero dalla ritenuta non opportunità da parte dell'opposto) di chiamare in causa nell'odierno procedimento gli eredi di quest'ultimo ai fini della restituzione delle somme dal ### incassate per la vendita dell'autovettura, non possono in alcun modo gravare sulla odierna opponente ### la quale, personalmente ed anche a mezzo intermediari (###, ha comunque adempiuto a tutte le obbligazioni direttamente correlate al predetto contratto ricevendo peraltro regolarmente dall'opposto la consegna dell'autovettura dopo averne pagato interamente il prezzo e rimanendo vincolata all'opposto esclusivamente per le formalità cui quest'ultimo avrebbe dovuto provvedere ai fini del passaggio di proprietà e successiva trascrizione al
PRA. -Pertanto, previa declaratoria di difetto di legittimazione passiva dell'opponente ### e in accoglimento dell'opposizione proposta da ### va revocato nei loro confronti il D.I. opposto e, in accoglimento della domanda riconvenzionale proposta dall'opponente ### va dichiarata la proprietà del veicolo ### 208 telaio n. ### in capo a ### con conseguenziale condanna dell'opposto D'### alla consegna alla predetta opponente della suindicata autovettura (qualora nelle more, vista la provvisoria esecuzione del D.I. opposto, la medesima dovesse essere tornata nella disponibilità e\o detenzione e\o possesso di quest'ultimo) e di tutta la documentazione inerente e necessaria alla effettuazione del passaggio di proprietà e successiva trascrizione al ### - La natura ed oggetto del procedimento e la complessità delle questioni giuridiche trattate giustificano la declaratoria di compensazione integrale tra le parti delle spese del presente giudizio ricorrendone giusti motivi ex art. 92 comma 2° c.p.c. -Tutto ciò considerato P.Q.M Il Giudice di ### definitivamente pronunciando, sulla domanda proposta da ### , ### , nei confronti di
D'### , ogni altra istanza, deduzione ed eccezione disattesa, così provvede: - Dichiara il difetto di legittimazione passiva dell'opponente ### e, conseguentemente, revoca nei suoi confronti il D.I. opposto - Accoglie l'opposizione così come incoata dall'opponente ### e, conseguentemente, revoca nei suoi confronti il D.I. opposto. - In accoglimento della domanda riconvenzionale proposta dall'opponente ### dichiara in capo e in favore di quest'ultima la proprietà del veicolo ### 208 telaio n. ### e, pertanto, condanna l'opposto D'### alla consegna alla predetta opponente della suindicata autovettura (qualora nelle more, vista la provvisoria esecuzione del D.I. opposto, la medesima dovesse essere tornata nella disponibilità e\o detenzione e\o possesso di quest'ultimo) e di tutta la documentazione inerente e necessaria alla effettuazione del passaggio di proprietà e successiva trascrizione al ### -Compensa interamente tra le parti le spese e compensi del giudizio. - Dichiara la presente Sentenza provvisoriamente esecutiva.
Cosi deciso in ### lì 29-2-2024
Il Cancelliere 

Il Giudice
di ### Dott.


causa n. 629/2020 R.G. - Giudice/firmatari: Pellecchia Alberico

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Tribunale di Trapani, Sentenza n. 354/2024 del 22-05-2024

... per cento (3,81%) indicato nello stesso contratto di mutuo 9. previa dichiarazione di nullità della relativa clausola prevista in contratto, rideterminare il ### al tasso dei BOT pari al due virgola sedici per cento (2,16%) 2,16%), tasso registrato alla data di emissione del 15/12/2004, con conseguente conformazione del piano di ammortamento originale a quello ricalcolato dal ### in ulteriore subordine 10. accertare e dichiarare la nullità del predetto contratto in quanto manca l'indicazione del ### (###; 11. accertare e dichiarare che tale mancanza determina l'applicazione dei tassi sostitutivi bot, ai sensi dell'art. 117, comma ### T.U.B.; 12. previa dichiarazione di nullità della relativa clausola prevista in contratto, rideterminare il contratto di mutuo al tasso dei BOT pari al due (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI TRAPANI Il Tribunale, nella persona del Giudice dott.ssa ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. r.g. 2459/2020 promossa da: ### (c.f. ###), rappresentato e difeso dagli Avv.ti ### e #### ATTORE contro ### S.P.A. (p.i. ###), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avv.  #### Conclusioni: come da note scritte autorizzate per l'udienza di precisazione delle conclusioni. 
Ragioni di fatto e di diritto della decisione Con atto di citazione ritualmente notificato, ### rappresentava di aver stipulato con la convenuta ### S.p.A., in data ###, il contratto di mutuo fondiario 2850, avente ad oggetto la somma di € 215.000,00, a garanzia del quale era stato concesso in ipoteca l'immobile acquistato dalla moglie in pari data al prezzo di € 202.242,00. 
Lamentava la violazione del limite di finanziabilità statuito dall'art. 38 T.U.B., asserendo che, sulla base del valore reale dell'immobile ipotecato, la ### avrebbe dovuto concedere la somma massima di € 160.000,00. 
Pertanto, invocava la declaratoria di nullità del contratto di mutuo, in quanto contrario a norma imperativa, dunque della connessa ipoteca. 
Eccepiva, inoltre, la nullità parziale del mutuo, rilevando l'errata determinazione del T.A.E.G., nel cui computo non erano stati ricompresi tutti gli interessi, oneri e spese collegati al finanziamento, tra cui: “1. Premio unico assicurazione rischio incendio: euro 648,00; 2. Premio unico assicurazione multirischi: euro 15.000,12; 3. Spese perizia di stima immobile oggetto di ipoteca: euro 279,12”. 
In subordine, rilevava la mancata indicazione del T.A.E. e l'indeterminatezza della clausola afferente agli interessi. 
Così concludeva: “1. Ritenere e dichiarare la nullità del mutuo de quo, per la violazione dell'art. 38 TUB, alla luce della delibera del ### 22.04.1995, e conseguente violazione dell'art.1418, com. 1 A fronte di quanto espresso in parte motiva; 2. ritenere e dichiarare la nullità dell'ipoteca trascritta sull'immobile meglio descritto nel contratto di mutuo, a causa della nullità del contratto di mutuo fondiario, stante l'unicità dell'operazione negoziale; 3. ritenere e dichiarare che parte attrice, a causa della nullità del negozio, nulla deve a titolo di interessi, spese e commissioni; 4. conseguentemente, 5. epurare dal contratto di mutuo per cui è causa qualsivoglia interesse, spesa e commissioni; 6. alla luce delle superiori epurazioni, accertare se persista una differenza tra le somme versate alla ### e il capitale del mutuo che era effettivamente dovuto e, qualora l'importo totale delle somme versate sia maggiore della somma erogata dalla ### all'opponente, accertare quanto la mutuante è tenuta a restituire in ragione di quanto percepito indebitamente, alla luce del mutuo fondiario invalido, ovvero rimodulare il piano di ammortamento alla luce delle epurazioni effettuate. 
In subordine, 7. ritenere e dichiarare che il ### debba essere calcolato tenendo conto dei costi dell'assicurazione e di ogni altra spese ed onere collegato al finanziamento; 8. accertare e dichiarare, in virtù di quanto espresso in narrativa, che il reale ### che tenga conto di tutti i costi collegati al finanziamento, ovvero anche il costo delle polizze assicurative e della perizia, è pari al quattro virgola cinquantotto per cento (4,58%) 4,58%), anziché al tre virgola ottantuno per cento (3,81%) indicato nello stesso contratto di mutuo 9. previa dichiarazione di nullità della relativa clausola prevista in contratto, rideterminare il ### al tasso dei BOT pari al due virgola sedici per cento (2,16%) 2,16%), tasso registrato alla data di emissione del 15/12/2004, con conseguente conformazione del piano di ammortamento originale a quello ricalcolato dal ### in ulteriore subordine 10. accertare e dichiarare la nullità del predetto contratto in quanto manca l'indicazione del ### (###; 11. accertare e dichiarare che tale mancanza determina l'applicazione dei tassi sostitutivi bot, ai sensi dell'art. 117, comma ### T.U.B.; 12. previa dichiarazione di nullità della relativa clausola prevista in contratto, rideterminare il contratto di mutuo al tasso dei BOT pari al due virgola sedici per cento (2,16%) 2,16%), tasso registrato alla data di emissione del 15/12/2004, con conseguente conformazione del piano di ammortamento originale a quello ricalcolato dal ### in estremo subordine, 13. accertare e dichiarare l'indeterminatezza della clausola afferente il tasso di interesse del mutuo in esame, in quanto non prevede il regime di capitalizzazione degli interessi; 14. rideterminare il piano di ammortamento al tasso legale con applicazione della capitalizzazione semplice; A tal fine, 15. a seguito di tutti i superiori ricalcoli, verificare se, in ragione di quanto già pagato, il mutuo risulta estinto per adempimento, ovvero se l'istituto convenuto deve restituire quanto dallo stesso percepito in eccedenza; 16. Con vittoria di spese e competenze professionali del presente giudizio”.  ***** 
Si costituiva in giudizio la ### S.p.A., contestando integralmente in fatto e in diritto le deduzioni avversarie e chiedendo il rigetto delle domande spiegate. 
Preliminarmente, eccepiva l'improcedibilità delle domande per il mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, nonché l'intervenuta prescrizione. 
Nel merito, affermava il rispetto del limite di finanziabilità adducendo che, alla stipula del mutuo, il valore dell'immobile era superiore ad € 268.750,00. 
Affermava, poi, che l'attore aveva fornito garanzie aggiuntive (polizza assicurativa “rischio incendio” e polizza assicurativa “Multirischi”), tali da giustificare l'asserito superamento della soglia dell'80%. 
Contestava, ad ogni modo, il fondamento della domanda volta ad ottenere la nullità dell'intero contratto, ritenendo semmai applicabile la nullità parziale della clausola avversata. 
In subordine, chiedeva la conversione del contratto di mutuo fondiario in ordinario con mantenimento del privilegio ipotecario. 
In ulteriore subordine ed in via riconvenzionale subordinata, chiedeva la condanna dell'attore alla restituzione ed al pagamento del capitale residuo ancora dovuto, oltre interessi legali ex art. 1284 dalla data di proposizione della domanda sino al soddisfo o, ancora, “al pagamento dell'ulteriore somma di € 55.051,31, obbligo di pagamento questo avente titolo sia nell'obbligo di corresponsione degli interessi legali comunque maturati sul capitale mutuato a far data dal 12/02/2005 (€ 49.584,36), sia nell'obbligo di risarcimento del maggior danno patito dalla ### ai sensi dell'art. 1224 c.c. (€ 5.466,95), il tutto oltre interessi legali ex art. 1284 c.c. dalla data di proposizione della presente domanda riconvenzionale sino all'effettivo soddisfo”. 
Sosteneva la correttezza del proprio operato, sia in fase precontrattuale che in fase esecutiva, rilevando la predeterminazione delle poste applicate, dettagliatamente indicate nel contratto, e contestando l'operatività di interessi superiori a quelli previsti ex lege o, comunque, contrattualmente previsti. Negava, inoltre, la dedotta discrasia tra il T.A.E.G. pattuito e quello applicato, sostenendo la corretta mancata inclusione delle spese assicurative non obbligatorie e di perizia e, comunque, ritenendo un siffatto difetto inidoneo a rendere nullo il contratto. 
La causa veniva istruita tramite approfondimento estimatorio e tecnico-contabile; indi, avviata a decisione.  ***** 
Ciò posto, preliminarmente si osserva che la trattazione del merito non è impedita dall'eccezione di prescrizione sollevata dall'istituto di credito convenuto, peraltro genericamente spiegata. Sul punto, è sufficiente osservare che, come di recente argomentato dalla Cassazione (v. Cass. ord. n. 4232/2023), il frazionamento del debito in singole rate non intacca l'unitarietà del contratto stesso di mutuo, motivo per il quale la decorrenza del termine prescrizionale di dieci anni rimane ancorata alla scadenza dell'ultima rata. 
Passando, ora, all'eccepito superamento del limite di finanziabilità e alla connessa domanda di riqualificazione del contratto, le ### nel loro più recente arresto in materia pertinentemente richiamato dalla convenuta (### sent.  ###/2022), hanno negato al limite di finanziabilità ex art. 38 co.2 T.U.B. carattere di elemento essenziale del contenuto del contratto, “non trattandosi di norma determinativa del contenuto del contratto o posta a presidio della validità dello stesso, ma di un elemento meramente specificativo o integrativo dell'oggetto del contratto”, posto che, diversamente argomentando, si giungerebbe a “pregiudicare proprio l'interesse che la norma intendeva proteggere, che è quello alla stabilità patrimoniale della banca e al contenimento dei rischi nella concessione del credito” (cfr. sentenza citata). 
Null'altro, dunque, occorrendo ormai aggiungere, sul punto, confermandosi sotto tale profilo la validità del contratto de quo, possono essere richiamate le deduzioni del C.T.U. contabile, supportate dai necessari rilievi di specifica competenza e che ha, inoltre, esaustivamente risposto alle osservazioni pervenute ( sent. n. 282/2009). 
Ebbene, il nominato perito ha proceduto al vaglio della documentazione in atti ed ha effettuato i controlli richiesti sui dati di soglia e di validità parziale. Del resto, come è noto, spetta al giudice verificare ex officio (Cass. n. 14828/2012) la nullità delle clausole comportanti applicazione di interessi anatocistici, per contrasto a norme imperative, qualora vi sia contestazione - ancorché per ragioni diverse - sul titolo posto a fondamento della domanda degli interessi stessi (Cass. n. 19882/2005), ed analogamente in ordine alla pattuizione di tassi usurari (cfr. Cass. n. 350/13). 
Il consulente ha, inoltre, effettuato una doppia verifica e, nell'ipotesi di inclusione delle spese assicurative ai fini del computo del tasso; tuttavia, deve ritenersi corretta la versione con i tassi pattuiti e con inclusione, tra i costi del credito, di quelli assicurativi, trattandosi di spesa contestuale avente connotazione remunerativa e non facoltativa, bensì condizionante, giacché inserita tra le condizioni del mutuo. 
Infatti, nel contratto (doc. 2 allegato alla citazione), l'articolo n. 9 del capitolato, indicato come “parte integrante e sostanziale del contratto di mutuo” prevede l'obbligo del mutuatario di “assicurare e mantenere assicurati per congruo valore contro i danni dell'incendio i fabbricati gravati dall'ipoteca, presso una delle ### convenzionate con la Banca” e, a rafforzare il carattere di obbligatorietà della polizza, che “### il mutuatario non provveda a quanto sopra ed in particolare al puntuale pagamento dei premi di assicurazione od al rinnovo del contratto, la ### potrà provvedere direttamente con diritto di rivalsa delle spese; in tal caso la ### avrà anche la facoltà di stipulare con una delle ### convenzionate il contratto di assicurazione a proprio nome, sempre con diritto di rivalsa delle spese”. 
Ed allora, può farsi ossequio all'insegnamento di recente esplicitato dal S.C. ed a tenore del quale “Ai fini della valutazione dell'eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, in conformità con quanto previsto dall'art. 644 c.p., comma 4, essendo, all'uopo, sufficiente che le stesse risultino collegate alla concessione del credito. La sussistenza del collegamento può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova ed è presunta nel caso di contestualità tra la spesa di assicurazione e l'erogazione del mutuo” (cfr. Cass. sent. n 8806/2017: il principio è stato confermato successivamente in Cass. sent. n. 3025/2022 e ###/22). 
Ad ogni modo, anche includendo tale voce il CTU ha calcolato “un ### pari al 4,552%., pervenendo comunque ad affermare che ### così determinato risulta inferiore al tasso soglia usura rilevato da ### d'### per il periodo 01/04/2005 - 30/06/2005 per le operazioni classificate come ### VARIABILE”. 
All'esito di dette verifiche operate sul contratto, il perito ha così potuto affermare che “gli interessi pattuiti in contratto al momento della sua stipula, avvenuta il ###, sommate le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo, le spese connesse (escluse solo imposte e tasse), e considerati gli interessi di mora, risultano non usurari dato che complessivamente non sono (o non possono essere) superiori al limite di legge (tasso soglia)”. 
Né può ritenersi configurabile un vizio di indeterminabilità, avendo il C.T.U. agevolmente ricostruito già dagli atti a disposizione il contenuto delle clausole determinative delle poste passive: così, non ricorrono profili di indeterminatezza, per la presenza di chiari parametri che hanno infatti consentito la concreta individuazione del ### da parte del ### ed il motivato riconoscimento della conformità al regolamento negoziale, condiviso dalle parti con atto pubblico, della modalità di costruzione delle rate. 
Dette considerazioni valgono inoltre sia per quanto concerne la previsione del tasso mediante riferimento al cd. EURIBOR - trattandosi di riferimento ad un tasso ufficiale e pubblico, come tale determinato e verificabile, sia per la mancata enunciazione riassuntiva del cd. I.S.C. (indice sintetico di costo). 
Invero, deve ritenersi che l'eventuale inesattezza informativa rispetto a tale dato sintetico, a fronte di una formale indicazione per iscritto degli oneri di provenienza unilaterale dalla banca e non già noti al cliente (come l'assicurazione) sia idonea a refluire (in astratto, ed ammesso che se ne provi la concreta rilevanza del modesto scostamento) sul piano delle regole di condotta e non su quelle di validità. 
Ciò, pure tenendo conto della recente attenzione ai cd. oneri di forma informativa, che tuttavia non può che riflettersi sugli elementi essenziali come individuati dalla legge: è appena il caso di rammentare che la fondamentale norma di cui all'art. 1346 cc. non connette necessariamente la valida descrizione dell'oggetto del contratto alla sua determinatezza, ma anche soltanto alla sua effettiva determinabilità. 
Ed anche a tale riguardo, il C.T.U. ha concluso: “In definitiva, il contratto in oggetto risulta pienamente rispondente alle norme di legge, sia sotto il profilo della disciplina anti-usura che delle norme civilistiche attinenti la determinabilità dell'oggetto e la trasparenza delle condizioni economiche praticate”. 
Pertanto, alla luce degli accertamenti effettuati, le domande di parte attrice vanno integralmente respinte.  ***** 
Le spese di lite possono essere compensate, attese le oscillazioni giurisprudenziali sul motivo di contestazione principale, considerata la data di introduzione del giudizio, così come quelle occorse per l'espletamento degli accertamenti peritali.  P.Q.M.  Il Tribunale di Trapani, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa e/o assorbita, così provvede: - respinge le domande spiegate da ### - compensa le spese di lite; - ripartisce al 50% tra le parti le spese occorse per la predisposizione delle consulenze tecniche d'ufficio, liquidate con separati contestuali decreti. 
Trapani, 20 maggio 2024 ### 

causa n. 2459/2020 R.G. - Giudice/firmatari: Lo Vasco Arianna

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Tribunale di Roma, Sentenza n. 5792/2024 del 03-04-2024

... le parti è intercorso un rapporto di contratto estimatorio per cui il dovuto ammontava a soli € 336,00 pari a 1.200 pezzi di portachiavi in plastica venduti a fronte dei 90.000 pezzi forniti al prezzo di 0,28 cad. e che la ### non aveva provveduto al ritiro della merce invenduta come da regolamento riportato nelle condizioni d'acquisto della casa editrice, malgrado le diffide inviatele a tal riguardo. ### preliminarmente assumeva che stante il contratto estimatorio intercorso tra le parti, il decreto ingiuntivo non avrebbe potuto essere emesso in difetto dei requisiti di liquidità, certezza ed esigibilità e deduceva al riguardo che: • l'accordo sarebbe stato raggiunto per il tramite della sig.ra ### delegata dalla #### in qualità di tradens; • la opponente accettava in conto vendita (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI ROMA SEDICESIMA SEZIONE CIVILE in composizione monocratica, nella persona del Giudice Dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa civile in primo grado, iscritta al n. 21808 del ruolo generale per gli affari contenziosi dell'anno 2020 decisa ai sensi dell'art. 281 quinquies c.p.c. e vertente TRA ### S.P.A (C.F. ###), ed elettivamente domiciliato invia ### 38 Roma, presso lo studio dell'avv.  ### , giusta procura depositata in atti; -Parte opponente - E ### S.R.L.S ( ### ), in persona del legale rappresentante pro tempore elettivamente domiciliata, alla via ### di ### 14 Roma, presso lo studio dell'avv. ### , che la rappresenta e difende giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta.   -Parte opposta - Oggetto: Opposizione a decreto ingiuntivo di pagamento.  CONCLUSIONI: Parte opponente: “### e porre nel nulla nonchè dichiarare privo di ogni effetto giuridico il decreto ingiuntivo opposto, emesso dal Tribunale di Roma, per i motivi di cui in narrativa; -### e dichiarare, l'esatto dare-avere tra le parti sulla base della esatta riclassificazione del rapporto in essere tra le stesse oltre che della documentazione e delle risultanze istruttorie; Il tutto con condanna della convenuta alle spese, competenze ed onorari di giudizio.” Parte opposta: “ -### il decreto ingiuntivo opposto, per le esposte ragioni di fatto e diritto, correggendone la ragione sociale del creditore in #### srls; -In via subordinata, condannare la società ### p.a. al pagamento della somma di ####,00 oltre interessi ex DM 522/2014 o della diversa maggiore o minore somma che sarà provata in corso di causa oltre accessori; -Con vittoria di spese e competenze.”.  RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE In via di premessa si osserva che gli art.132 cpc e 118 disposizioni attuazione del cpc prevedono che la sentenza deve contenere <la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione> la quale <consiste nella succinta esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi>, così che debba ritenersi conforme al modello normativo richiamato (il quale prevede la sinteticità della motivazione quale corollario del dovere di assicurare la ragionevole durata del processo) la motivazione c.d. per relationem (cfr., da ultimo, 26 luglio 2012 n. 13202), nonché l'esame e la trattazione nella motivazione delle sole questioni - di fatto e di diritto - “rilevanti ai fini della decisione” concretamente adottata, dovendo le restanti questioni eventualmente esposte dalle parti e non trattate dal giudice essere ritenute non come “omesse” (per l'effetto dell' error in procedendo), ma semplicemente assorbite (ovvero superate) per incompatibilità logico-giuridica con quanto concretamente ritenuto provato dal giudicante. 
Richiamati, in ordine alla ricostruzione dei profili fattuali della presente vicenda controversa, il contenuto assertivo della citazione in opposizione, quello delle comparsa di risposta, nonché tutta la documentazione allegata in atti, delle memorie autorizzate e di tutti gli altri atti di causa e dei provvedimenti istruttori assunti dal giudice in corso di causa, si osserva quanto segue in ordine alla decisione. 
Con decreto n. 3504/2020 ( ###8242/2020), emesso in data ### e notificato in data ###, il Tribunale di Roma ingiungeva a #### S.P.A, il pagamento a favore di ### S.R.L.S della somma di euro 30.744,00, oltre interessi e spese di procedura, quale corrispettivo dovuto per la vendita di portachiavi in plastica. 
Avverso detto decreto con citazione notificata il 03 aprile 2020 proponeva opposizione ### S.P.A, sostenendo che tra le parti è intercorso un rapporto di contratto estimatorio per cui il dovuto ammontava a soli € 336,00 pari a 1.200 pezzi di portachiavi in plastica venduti a fronte dei 90.000 pezzi forniti al prezzo di 0,28 cad. e che la ### non aveva provveduto al ritiro della merce invenduta come da regolamento riportato nelle condizioni d'acquisto della casa editrice, malgrado le diffide inviatele a tal riguardo.  ### preliminarmente assumeva che stante il contratto estimatorio intercorso tra le parti, il decreto ingiuntivo non avrebbe potuto essere emesso in difetto dei requisiti di liquidità, certezza ed esigibilità e deduceva al riguardo che: • l'accordo sarebbe stato raggiunto per il tramite della sig.ra ### delegata dalla #### in qualità di tradens; • la opponente accettava in conto vendita dei portachiavi in plastica, al costo di ### 0,28 al pezzo, da abbinare quale gadget ai propri prodotti, creando dei c.d.  paccotti ”### Moon” da vendersi nelle edicole nella stagione primaverile; • la opposta consegnava 90.000 portachiavi, accettati dall'opponente che veniva rassicurata sul fatto che non sarebbero sorti problemi né sulle date, né sui quantitativi di merce, evidenziando che ogni termine decorreva dall'inizio della commercializzazione dei paccotti; • la merce era consegnata il 25 ottobre 2018 unitamente alla fattura n. 10 della medesima società ### srls, contestata nell'imminenza dall'opponente che evidenziava come i pagamenti avrebbero dovuto essere in conto vendita; • i c.d. paccotti venivano immessi sul mercato a fine aprile 2019 e vi rimanevano sino a fine luglio 2019, per essere ritirati i primi giorni del mese di agosto; • a settembre 2019 venivano calcolati i resi, per cui risultavano venduti solo 1200 pezzi, esitandone che la somma da fatturare e da pagare alla società sarebbe stata pari a 336 ### da corrispondersi entro 120gg e quindi entro fine gennaio 2020; • quindi l'opponente sollecitava l'opposta a ritirare la merce attraverso la sig.ra ### e ad emettere la fattura per ### 336,00; • l'opponente provvedeva a stoccare la merce rimanente nei propri magazzini per l'importo di ### 2.034,00. 
Instauratosi il contraddittorio, con comparsa di risposta ### si costituiva in giudizio la società opposta per contestare tanto la ricostruzione dei fatti operata dalla opponente, rappresentando che gli unici fatti che l'opposta riconosce come rispondenti alla realtà degli accadimenti, sono quelli, pure affermati dalla controparte, per cui la ### spa accettava 90.000 porta chiavi che la #### consegnava in data 25 Ottobre 2018, al prezzo di vendita di ### 0,28 al pezzo. 
Chiedeva il rigetto della spiegata opposizione, negando che tra le parti sia giammai intercorso un contratto estimatorio, ma solo un normale contratto di compravendita dei portachiavi in plastica che furono ordinati dal ### a corredo del prodotto dell'opponente e per spingere la vendita dei propri blue moon, e che ciò si può anche desumere dal fatto di non aver mai concordato con la società opposta che quest'ultima potesse restituire la merce ove fosse rimasta invenduta, e ciò né in proprio, né per il tramite della sig.ra ### che mai ha rappresentato la società ### srls, né fu da questa delegata per assumere accordi diversi dalla vendita di merce, concordati direttamente dall'amministratore unico della ### srls. Assumeva inoltre come nessuna contestazione sia stata mai sollevata dall'opponente una volta emessa la fattura e che la ### provvedeva a rassicurare più volte la venditrice che avrebbe eseguito il pagamento. 
Ciò posto l'opposizione non è fondata e deve essere respinta. 
Preliminarmente va rilevato che l'eccezione di nullità del decreto ingiuntivo opposto, perché emesso in difetto dei requisiti di liquidità, certezza ed esigibilità sollevata dalla società editrice, appare palesemente priva di rilevanza in considerazione del fatto che l'opposizione a decreto ingiuntivo dà luogo a un giudizio ordinario di cognizione nel quale il giudice non deve limitarsi a verificare la legittimità della pronunziata ingiunzione di pagamento, relativamente alle condizioni stabilite dagli articoli 633 e ss c.p.c., per l'emanazione del provvedimento monitorio, ma deve accertare il fondamento della pretesa creditoria fatta valere con il ricorso per ingiunzione. Ne deriva l'irrilevanza, ai fini di detto riscontro di fondatezza, di eventuali vizi della fase monitoria, compresi quelli attinenti alla sufficienza e alla validità degli elementi probatori alla stregua dei quali la domanda d'ingiunzione è stata a suo tempo accolta ( sul punto v. Cass. civ., 4974/2000). 
Avuto poi riguardo alla valutazione dei fatti costitutivi della domanda, va rilevato che dalle emergenze istruttorie è emerso che il rapporto intercorso tra le parti deve ricondursi al contratto di compravendita e non, invece come sostenuto da parte opponente, al contratto estimatorio disciplinato dall'art. 1556 Al riguardo, va evidenziato come non risulta che parte opponente abbia dimostrato i fatti costitutivi che ne hanno determinato l'origine ai sensi dell'art. 2697 cod. civ., né con le prove documentali né tantomeno con quelle orali. 
Risulta infatti che i documenti versati in atti dalla stessa opponente con i numeri 9,11,12 e 13 siano stati tutti tempestivamente contestati e disconosciuti da ### e pertanto non utilizzabili dalla opponente come prova documentale; in particolare i documenti 9 (l'ordine di acquisto ai fini dell'effettiva fatturazione attestante il preteso venduto e reso) e 11 risultano che siano stati emessi unilateralmente dalla stessa opponente e, tra l'altro, non vi è prova che la società opposta li abbia effettivamente ricevuti e accettati, mentre invece le mail documenti nn. 12 e 13 risultano irrilevanti in quanto trattasi di corrispondenza intercorsa con persona che non risulta provato rappresenti la ### Passando ora alle prove orali, non possono ritenersi sostanzialmente rilevanti le dichiarazioni rese dai dipendenti della casa editrice in quanto testi de relato actoris, risulta infatti che i testi abbiano riferito su fatti e circostanze di cui sono stati informati dalla stessa parte che ha proposto il giudizio di opposizione ed oltretutto smentiscono la tesi attorea. 
La teste ### all'udienza del 18 marzo 2022 ha dichiarato : “non ero presente, ma dapprima ho sentito parlare del progetto, successivamente mi è stata data la fattura e mi hanno detto che fosse in conto vendita”. Si chiede alla teste da chi avesse sentito discutere del progetto in questione. ADR: “ho sentito parlare del progetto dalla dott.ssa ### in particolare ho sentito attraverso le pareti dell'ufficio che è accanto alla mia postazione, che la dott.ssa ### ne discuteva con la dott.ssa ### In seguito, la dott.ssa mi ha esposto il progetto dicendomi che non era come immaginavo io vedendo la fattura di importo così alto, ma che fosse in conto vendita per questo progetto che volevano fare insieme con la dott.ssa ### di distribuzione di gadget, mediante i quali hanno composto questi “paccotti” con la ### che è una casa editrice”. ADR: “non abbiamo mai avuto conoscenza del personale della ### all'infuori della Dott.ssa Del vecchio, che era la nostra referente”. Ancora come siano state contattate queste società? ### “### via mail con il contatto della dott.ssa Del Vecchio”. 
Se ne deduce, quindi, come la teste ### ascoltando la conversazione intercorsa tra la dott.ssa ### e la dott. ### dalle sottili pareti che separa la sua postazione di lavoro da quella del vicepresidente dott.ssa ### abbia “immaginato” (vedendo anche la fattura di importo così alto), che si trattasse di vendita e che solo successivamente la dott.ssa ### la tranquillizzava dicendole che si trattava invece di merce in conto vendita. Ancora, se ne deduce che nessun accordo in tal senso veniva fatto direttamente tra ### e ### ( e quindi del fatto di non aver mai concordato la restituzione della merce ove fosse rimasta invenduta), non essendosi le parti mai incontrate e come quest'ultima avesse ricevuto la fattura di € 30.000 più iva dal venditore, senza mai contestarla. Il resto della testimonianza verte su circostanze irrilevanti ai fini de decidere trattandosi di rapporti con terzi e quindi non incidenti sulla sfera giuridica della società opposta. 
Stesse considerazioni vanno fatte per le dichiarazioni rese dal teste ### all'udienza del 14 ottobre 2022, con le quali il teste ha confermato l'avvenuta ricezione della fornitura dei 90.000 portachiavi e di essere venuto a conoscenza delle circostanze inerenti il rapporto commerciale di cui trattasi direttamente dal presidente dott. ### e dalla di lui figlia ### Devono invece ritenersi puntuali e più rispondenti alla realtà dei fatti, le dichiarazioni rese dalla dott.ssa ### la quale all'udienza del 18 marzo 2022, ha reso testimonianza dimostrando di essere amica da lungo tempo di entrambe le parti e di essersi adoperata solo per favorire l'incontro delle volontà delle parti, dal momento che da una parte c'era la domanda e dall'altra l'offerta. 
Infatti ha dichiarato che “ La dott.ssa ### della ### spa cercava dei gadget da mettere nei paccotti ### Feci presente che la #### aveva dei portachiavi da vendere a buon prezzo. La dott.ssa ### li chiese subito per acquistarli. La società #### era disponibile ad una rateizzazione del prezzo di vendita a decorrere da Gennaio 2019, per agevolare la vendita. Preciso che io non avevo alcun rapporto di lavoro con nessuno delle due parti. ### spa fece una richiesta e fu fatta una consegna urgente da parte della #### A tutt'oggi non vi è stato alcun pagamento.”. A.D.R. “Conosco le condizioni di vendita perché li ho messi in contatto io”. A.D.R. “All'incontro tra le parti eravamo presenti io e la dott.ssa #### questo incontro le parti si sono parlate telefonicamente per l'ordine, perché la dott.ssa ### diceva che i gadget le piacevano e li voleva mettere in circolazione a dicembre.” A.D.R. “Quando è arrivata la merce, le spese di consegna sono state pagate subito. Io ero presente.” A.D.R. “Io non avevo alcun interesse economico nella vicenda. Ho fatto tutto a titolo di amicizia.” Ancora A.D.R. “ Il collegamento da me operato tra le due società è avvenuto in maniera del tutto casuale, perché ero andata a trovare il #### ed in quella sede mi disse che cercava i gadget che io mostrai nella circostanza perché ne avevo uno con me.”. A.D.R. “Mi pare che i gadget fossero circa 90 mila. Chiesi alla sig.ra ### se era sicura del numero così elevato. Lei mi disse di sì.” Alla luce delle considerazioni di cui prima, va affermata la legittimità della domanda monitoria, poiché il decreto è stato emesso sulla scorta di adeguata documentazione scritta, rappresentata dall'estratto autentico del libro iva e dalla fattura nr. 10 del 25/10/2018 con indicazione del prezzo e della quantità dei gadget. 
A tal ultimo riguardo e per completezza dell'esame della fattispecie concreta, va osservato che pur volendo ritenere che il rapporto contrattuale intercorso fra le parti, possa essere ricondotto a quello del contratto estimatorio, la domanda risulta parimenti infondata. 
Al riguardo va osservato che benché in calce alla fattura in questione viene riportata la dicitura in conto vendita, non vi è alcun accordo scritto che regolamenti l'accordo che ha dato origine a tale fattura. 
Ciò premesso, è noto che nel contratto estimatorio una parte ### consegna una o più cose mobili all'altra ###, la quale a sua volta si obbliga a pagarne il prezzo o a restituirle nel termine stabilito (art. 1556, cod. civ.); quest'ultimo elemento non rientra fra gli essentialia negotii, quindi può anche mancare, senza che la fattispecie sia incompleta o non più riconducibile al negozio tipico previsto all'art. 1556 Nella ipotesi che non sia stato individuato alcun termine ( come nel caso di specie ), né questo sia stabilito dagli usi, l'accipiens può quindi avvalersi della procedura di carattere generale fissata dall'art. 1183 cod.civ. (se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente. Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal giudice), o mettere in mora il tradens nelle forme e nei modi di cui agli artt. 1206 e ss.  c.c. ### dell‘accipiens, infine, non deve ritenersi alternativa, ai sensi degli artt. 1285 e ss. cod. civ., in quanto essa consiste primariamente nel pagamento del prezzo corrispondente al valore di stima dei beni; il decorso del termine per la restituzione fa solo venire meno nell‘accipiens il diritto di esercitare la facoltà di restituire la cosa, e in tal caso la sua obbligazione non può essere altrimenti adempiuta che con il pagamento del prezzo, così come nel caso di perimento dei beni prima della scadenza, avendo il legislatore addossato all‘accipiens tale rischio. In caso di impossibilità di restituzione dei beni nella loro integrità, infatti, la parte che li ha ricevuti in consegna non è liberata dall‘obbligo di pagarne il prezzo, se la restituzione di esse nella loro integrità è divenuta impossibile per causa a lui non imputabile (art. 1557, cod. civ.). 
Ciò posto, nel caso in esame non risulta provato che la società opponente si sia avvalsa delle procedure previste dagli artt. 1183-1206 e ss c.c., né l'opponente ha dimostrato l'esistenza di un accordo fra le parti in base al quale sarebbe spettato alla ### effettuare il richiamo della merce, in deroga alla disciplina legale che, invece, pone a carico dell'attrice l'onere di liberarsi della prestazione mediante restituzione della merce o pagamento del prezzo corrispondente; anzi parte opponente ha ammesso, sin dall'atto di citazione, di aver proceduto ad immagazzinare il materiale invenduto, pertanto è senz'altro tenuta al pagamento del prezzo corrispondente, nell'importo indicato nel decreto ingiuntivo. 
Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, ex D.M.  147/2022 , in base al valore della controversia e tenuto conto dell'attività processuale effettivamente svolta.  P.Q.M.  Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone: Preso atto della correzione materiale del decreto ingiuntivo opposto laddove è riportata l'indicazione della ragione sociale da ### srls in quella corretta di ### srls, 1) rigetta l'opposizione e per l'effetto conferma il decreto ingiuntivo n. 3504/2020 (N.RG 8232/2020 emesso dal Tribunale di Roma il ### e già dichiarato provvisoriamente esecutivo con provvedimento riservato del 22 aprile 2022; 2) condanna parte opponente a rimborsare alla convenuta-opposta le spese di giudizio che si liquidano in € 3.809,00 per compensi professionali, oltre iva e cpa come per legge. 
Così deciso in ### 16/02/2024 Il Giudice dr. ### 

causa n. 21808/2020 R.G. - Giudice/firmatari: Vincenzo Giuliano

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Tribunale di Taranto, Sentenza n. 1283/2024 del 30-04-2024

... a quanto asserito come ### pattuito nel contratto, che per altro aspetto, contempla esplicitamente una certa tipologia di materiale (###, su cui parte opponente, nulla ha osservare dal punto di vista formale, di modo che il documento relativo (offerto in visione sub allegazione n. 1 in fascicolo di parte opposta), deve ritenersi comprovante che nella convenzione intercorsa non fosse contemplato un materiale diverso da quello specificato. Cio' depone a detrimento della differente versione ermeneutica del contratto sposata dall' opponente. La ricostruzione dell' opposta pare rivestire una certa attendibilita e credibilita' anche in via concludente, considerato, in effetti, che l' opponete non ha mai contestato in tempi non sospetti la qualita' della merce consegnata precedentemente (che dalla (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI TARANTO - ### II CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice Delegato, in composizione monocratica, nella persona del G.O. Dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa civile in primo grado, iscritta nel ruolo contenzioso civile al n. 3961/22 R.G., avente ad oggetto opposizione a decreto ingiuntivo, in adempimento dell' obbligo di pagamento del corrispettivo in rapporto contrattuale, riservata per la decisone all' udienza del 16/4/24, vertente tra: ### srl, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difeso in giudizio dall' avv. ### per mandato in atti ### E ### srl (ora ### srl), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa in giudizio dall' avv. ### per mandato in atti CONVENUTA OPPOSTA All' udienza designata, le parti precisavano le conclusioni come da relativo verbale di causa ### Con atto ritualmente notificato, la soc. ### srl opponeva il decreto ingiuntivo di pagamento 857/22 R. Ing., emesso dal Tribunale di sede in data ###, notificatole dall' opposta in data ###, per l' importo di € 20744,71, oltre accessori e spese, lamentandone l' illegittimita' in via principale, senza disconoscere esplicitamente in rapporto dalle stesse rappresentato, per inidoneita' delle fatture poste a base dell' ingiunzione a fungere da prova della fornitura di materiale da imballaggio, alternativamente per difformita' dello stesso rispetto alla qualita' pattuita, evidenziando che la stessa fornitrice aveva riconosciuto tale, emettendo anche nota di credito in favore della societa' rifornita, datata 3/11/21, per l' importo di € 842,67, lamentando in via subordinata, che il vizio di qualita' avrebbe causato, causa cedimento delle relative strutture portanti, la rovina dei prodotti forniti ai clienti, quindi pretendendo una riduzione del compenso per l' acquisto, nei limiti accertandi. 
Rappresentava che l' anomalia si ripetesse anche successivamente (il ###), evidenziando che, nonostante la specializzazione della ditta fornitrice nell' attivita' di produzione di materiale di imballaggio (peraltro determinante nella scelta del fornitore), avendo esigenza di assicurare alle ditte rifornite che i materiali utilizzati per gli imballaggi destinati a contenere prodotti naturalmente fragili - ortofrutticoli - fossero affidabili), il materiale utilizzato per le pedane e gli imballaggi stessi si rivelasse scadente ed inadatto, tanto da ricevere, a mezzo del mediatore, lamentele da parte dei clienti. 
Evidenziava che, in seguito a tanto, provvedesse legittimamente a sospendere i pagamenti, e che, successivamente, intervenissero trattative per risolvere il problema (in un contesto, a suo dire, di lealta' commericiale), lamentadosi il mancato utilizzo di “masonite” per la realizzazione del prodotto, ferma la disponibilita' al pagamento, sebbene scontato in proporzione al pregiudizio subito, di € 2744,00. 
Eccepito, quindi l' inesatto adempimento della fornitrice, “rea” di aver consegnato merce da imballaggio inadeguata rispetto alla destinazione specifica della stessa, di cui la parte opponente, quale fornitrice di fiducia, avrebbe dovuto tenere conto, trattandosi di rapporto fondato sull' intuitus personae, esclusa valenza dimostrativa alle fatture commerciali poste a base del ricorso monitorio, attribuito l' onere di provare gli elementi costitutivi della pretesa di pagamento al creditore opposto, qui sostenuti come mancanti, domandava accertarsi in negativis l' avanzato diritto di credito, con conseguente revoca del provvedimento opposto, gradatamente per la riduzione del dovuto nei limiti di giustizia, vinte le spese in favore dell' antistatario procuratore. 
La pretesa veniva contrastata dalla ricorrente, la quale, in limine, teneva a precisare al strumentalita' dell' opposizione, avendo la societa' avversante provveduto ad onorare regolarmente le altre fatture emesse nell' anno 2021, periodo cui si riferivano anche quelle contestate, mai, invece, contestate, sicche' rimarrebbero incontestabili anche gli importi richiesti in monitorio, egualmente fatturati. 
In tal modo, sarebbe del tutto destituita di fondamento l' eccezione di inadempimento, anche non provata nei suoi elementi costitutivi, evidenziando, in merito, che la nota di credito non sarebbe riferibile alle fatture qui in contraddittorio, e facendo presente che il danno, nemmeno quantificato, e solo asserito non sarebbe mai stato denunciato, in ogni caso emulativo, trattandosi, secondo l' asserto, di qualche cassetta rotta, plausibilmente anche per sovraccarico. 
Negava anche la pretesa in ordine all' assunta pattuizione di utilizzo della masonite per il relativo confezionamento (facendo riferimento le fatture a casse in ### materiale precisato anche nel contratto), sicche' alcun inadempimento sarebbe stato perpetrato, come dimostrato, peraltro, dalla proposta di sconto, avanzata dalla stessa opponente, per un importo irrisorio rispetto all' intero dovuto, anche considerato che i presunti vizi riguarderebbero solo parte del materiale fatturato, soffermandosi anche sulla sussistenza di prova della consegna, dimostrata dalle sottoscrizioni di ricezione. 
Su tali postulati difensivi, concludeva, previa concessione della provvisoria esecuzione, per il rigetto delle contrapposte ragioni, e quindi conferma del decreto opposto, vinte le spese con aggravio da lite temeraria., Trattata ai sensi dell' art. 183 cpc, sesto comma, negata l aprovvisoria esecuzione ex art. 648 cpc, istruita come in atti, la causa veniva rimessa a decisione ex art. 190 cpc, rinunciati esplicitamente i termini di difesa conclusionale.  MOTIVI Dato atto, in limine, dell' avvenuta rimozione della causale di improcedibilita' (essendo stata esperita ritualmente in corso di causa la negoziazione assistita, seppur fallita), le ragioni creditorie, all' esito dell' espletata istruttoria, parrebbero trovare una dimensione di fondatezza, non scalfita dalle pur pertinenti difese interposte dall' opponente, che, tuttavia, non trovano riscontro giudiziale nella chiave inibitoria della altrui pretesa, o perche' manifestamente inattendibili o, comunque, non provate, avuto riguardo alle regole ripartitorie applicabili al caso in concreto prospettatosi. 
In primis pare doveroso significare che l' impianto oppositivo si snoda in uno sviluppo composito, in formulazione gradata, con cui l' avversante contesta, in via principale, le fatture poste a base dell' ingiunzione, ritenute (peraltro a ben ragione), inidonee a comprovare il rapporto e l' oggetto dello stesso, noto ed indiscusso principio che tali documenti, di provenienza unilaterale, pur aventi valenza in fase monitoria, degradano, in caso di opposizione, a meri elementi indiziari, rimanendo, quindi, intatto l' onere dell' opposto creditore, attore in senso sostanziale, di provare la pretesa obbligazionaria. 
E anche vero che, nel caso, l' opponente societa', pur disconoscendo le fatture e contestando la debenza degli importi domandati, non ha inteso contestare l' effettiva esistenza del rapporto, ne' la ricezione della merce nelle stesse rappresentata, anzi, ne ha dato riconoscimento implicito nel momento in cui ha contestato la difformita' del prodotto rispetto alle pattuizioni, senza, in effetti, mai eccepire alcunche' in ordine alla quantita', per altro profilo documentata dalla sottoscrizione per ricezione apposta sulle stesse, come ben evidenziato da chi resiste all' opposizione. 
In un assetto dialettico ambivalente, la stessa opponente ha, in questo modo, implicitamente riconosciuto il rapporto di fornitura e la relativa esecuzione, ed anche che la merce di cui alle fatture sarebbe solo in parte viziata, come dimostrato dalla proposta riduttiva del tutto parziale avanzata in fase ante causam, per un importo estremamente ridotto rispetto alla quantita' in considerazione, tanto da indurla ###, a formulare gradata domanda di riduzione del dovuto in proporzione, evidentemente, presupposta sempre la mancanza di qualita', alla quantita' assertivamente rovinata, ovvero ai costi relativi alle cassette che sarebbero collassate in occasione del loro utilizzo. 
Interpretata le contestazioni sollevate in via impeditiva quale eccezione di inadempimento, in via principale, e gradatamente, quale obiezione di inesatto e, quindi, parziale inadempimento, secondo lo schema di cui all' art. 1218 c.c. (non potendo spiegarsi il motivo per cui l' avversante avrebbe domandato la riduzione del dovuto nei limiti accertandi con esplicito riferimento a quelle cassette che, rompendosi, avevano determinato l' avaria dei prodotti ortofrutticoli), o, alternativamente, secondo lo schema estimatorio - quanti minoris - (in effetti, astrattamente compatibile con l' impianto “accusatorio” gradato), va osservato che nell' azione di responsabilita' da inadempimento contrattuale, incombe ordinariamente sulla parte che assuma l' altrui inadempimento, in applicazione dei noti principi enucleabili dalle fattispecie in evidenza, l' onere di mera allegazione del rapporto e dell' inadempimento (o inesatto o erroneo adempimento), mentre chi eccepisce l' esimente impeditiva del fortuito, deve provare che esso non sia dipeso da causale a lui imputabile, salvo il caso in cui, come quello di specie, si disconoscano i fatti vertenti sugli esatti contenuti della convenzione intercorsa, intersecandosi in tale precisa situazione le regole ripartitorie ordinarie con quelle che tipicamente caratterizzano le ipotesi di inversione, avuto riguardo anche alla trasversale previsione che pone in capo a che eccepisce l' onere di provare gli assunti che configurano la contestazione. 
Rimane fermo (per quanto strettamente afferente all' alternativa causale risarcitoria - o estimatoria) in capo all' assunto danneggiato, in ogni caso, l' onere di dimostrazione, rispettivamente, o del danno lamentato ed il nesso causale con l' evento, o del vizio riduttorio. 
Per quanto qui occupa, pare evidente che parte opposta ne abbia fatto contestazione integrale, negando i rappresentati contenuti della pattuizione e dell' oggetto della prestazione, sollevando, dunque, contestazione di infondatezza dei fatti ascritti, precisando che la merce fosse conforme all' oggetto dell' intercorsa convenzione, e che la rottura di poche cassette, non avrebbe intaccato il comunque corretto operato della fornitrice, se non, a tutto concedere, in termini estremamente parziari, negando recisamente di essere stata inadempiente in rapporto alla quantita' (in realta' mai specificatamente negata da controparte, come sopra argomentato) e qualita' pattuita, alludendo anche all' inimputabilita' in ordine alla rottura delle cassette, insinuata come riconducibile, verosimilmente, a fattori estranei alla propria sfera di responsabilita'. 
Pacificamente acquisito, dunque, l' oggetto della prestazione contrattuale e l' avvenuta consegna della merce nei termini di cui alle fatture, all' esame della prova orale emerge un quadro da cui non possono ricavarsi elementi determinanti in favore della posizione difensiva opponente, non emergendo dalla deposizione testimoniale che la rottura delle cassette sia ricollegabile a merce difettosa o priva delle qualita' convenute. 
Orienta in tale direzione la deposizione del teste indicato dall' opposta, ### da ritenersi soggetto, quantunque socio della compagine societaria qui opposta, capace di testimoniare (sciogliendosi la riserva osservata in fase istruttoria), noto che i soci sono compatibili con tale posizione, come da consolidata quanto innegabile giurisprudenza, anche di legittimita', soffermatasi in materia (ex pluribus Cass. 1595/16), cosi' come indiscutibilmente sussiste la capacita', a maggior ragione, del dipendente (###. 
Emerge dalle dichiarazioni del teste ### (confermate in parte qua anche dal ###, che vi fosse una certa continuita' nei rapporti tra le parti nel corso degli anni, in cui la merce da imballaggio fornita fosse stata sempre della stessa qualita' durante il pluriennale rapporto intrattenuto, che, peraltro, non era mai stata contestata. 
Le deposizioni, lineari ed esenti da contraddizioni significativamente incidenti sulla loro attendibilita', possono essere poste a base della presente definizione. 
In tal modo si connoterebbe di infondatezza l' eccezione di difformita' del prodotto rispetto a quanto asserito come ### pattuito nel contratto, che per altro aspetto, contempla esplicitamente una certa tipologia di materiale (###, su cui parte opponente, nulla ha osservare dal punto di vista formale, di modo che il documento relativo (offerto in visione sub allegazione n. 1 in fascicolo di parte opposta), deve ritenersi comprovante che nella convenzione intercorsa non fosse contemplato un materiale diverso da quello specificato. 
Cio' depone a detrimento della differente versione ermeneutica del contratto sposata dall' opponente. 
La ricostruzione dell' opposta pare rivestire una certa attendibilita e credibilita' anche in via concludente, considerato, in effetti, che l' opponete non ha mai contestato in tempi non sospetti la qualita' della merce consegnata precedentemente (che dalla deposizione risulta della stessa qualita' di quella qui in contestazione e, si ribadisce, da considerarsi conforme alle condizioni pattuite) evidenziato che, come acutamente osservato dalla difesa opposta, l' acquirente ebbe a pagare nel periodo di riferimento tutte le altre fatture, comprendenti, incontestatamente, prodotti finiti da imballaggio delle stesse funzioni e qualita'. 
Non inducono in senso contrario le deposizioni dei testi indicati dall' opponente, che, pur dimostrando che parte delle cassette ebbero a cedere, non contengono elementi utilizzabili nella prospettiva causale sostenuta (ovvero mancanza di qualita' = cedimento), non essendo, invero, dimostrato che il cedimento fosse causalmente riconducibile alla lamentata mancanza di qualita', ove la stessa fosse stata riscontrata. 
Se ne deve concludere che la tesi causale dell' opponente societa', in definitiva, si connota, oltre che indimostrata per quanto inerente gli aspetti di cui essa era onerata sotto il profilo dimostrativo, di intrinseco scarso impatto persuasivo, tenuto conto, come gia' anticipato, che proprio la parte avversante aveva domandato uno sconto del tutto parziale in fase ante causam, verosimilmente (in difetto di miglior specificazione) in proporzione ai danni dati dalla rottura delle cassette, implicitamente ammettendo, in tal modo, che il resto della merce fosse esente da vizi, o comunque, non avesse arrecato alcun danno, se anche ve ne fossero stati. 
La rottura solo parziale delle cassette, avvalora, peraltro, l' ipotesi dell' opposta, per cui il loro cedimento sarebbe stato del tutto fortuito, ovvero determinato da fattori estrinseci. 
L' opposizione va, dunque, disattesa, con conferma integrale del decreto ingiuntivo opposto, e regolamento delle spese secondo soccombenza. 
Va disattesa, infine, la pretesa di temerarieta', avanzata dall' opposta, in effetti irricevibile in mancanza di ogni allegazione degli elementi costitutivi che ne caratterizzano la struttura, e, in ogni caso, priva di ogni dimostrazione del danno subito, egualmente immancabile in ogni ipotesi risarcitoria, compresa la fattispecie ex art. 96 cpc.  PQM Il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda in atti, respinta o assorbita ogni contraria istanza ed eccezione, rigetta le ragioni oppositive in tutte le formulazioni avanzate, confermando il decreto ingiuntivo opposto e condannando parte opponente al pagamento delle spese di lite in favore della convenuta, che si liquidano, applicati i criteri qualitativi e quantitivi di cui alla tariffa, in € 3500,00, oltre 15% ed IVA e ### se dovuti, come per legge. 
Cosi' deciso, ### 27/4/24 il go A. ### 

causa n. 3961/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Antonio Taurino

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Corte d'Appello di Bologna, Sentenza n. 409/2024 del 26-02-2024

... il contratto per cui è causa in estimatorio, regolato dall'art. 1556 c.c., e quindi accertando la mancata determinazione del prezzo, non risultante dal testo contrattuale, e neppure la sua determinabilità. Oltre tutto in una richiesta stragiudiziale di pagamento avanzata dal legale del ricorrente, sarebbe stata chiesta la somma di euro 12.000,00 diversa da quella richiesta in ricorso. In aggiunta non sarebbe stata data prova dell'avvenuta vendita dei beni con conseguente diritto della ### ad ottenere la somma indicata in € 15.000,00 nel contratto, “a vendita avvenuta” (ultimo rigo contratto). Appellava la sentenza la soccombente chiedendo la riforma dell'ordinanza; non si costitutiva in giudizio l'appellata che veniva dichiarata contumace con ordinanza dell'8 marzo 2022. Con (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte di Appello di Bologna seconda sezione civile La Corte nelle persone del Signori Giudici Dott. ### - Presidente Dott. ### - Consigliere Dott. Giampaolo Borgioli - ### ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa civile in grado di appello iscritta al n. 1853 del ruolo generale dell'anno 2021 trattenuta in decisione con ordinanza del 11.7.23 promossa da ### rappresentata e difesa dall'avv. ### giusta procura in atti - appellante - ### - appellata contumace - appello contro la ordinanza resa il ### e pubblicata il ### nella causa recante n. 812/21 del Tribunale di Forli CONCLUSIONI Come da rispettivi fogli di p.c. 
LA CORTE udita la relazione della causa fatta dal relatore Giudice Ausiliario dott.  ### udita la lettura delle conclusioni rese dei procuratori delle parti; letti ed esaminati gli atti e i documenti del processo, ha così deciso SVOLGIMENTO DEL PROCESSO ### chiedeva con ricorso ex art. 702 bis c.p.c. la condanna della ### al pagamento della somma di euro 15.000 oltre interessi e rivalutazione per l'avvenuto acquisto da parte di quest'ultima deve indicati nel contratto stipulato tra le parti in data ###. 
Rimaneva contumace la resistente e la causa veniva istruita solo documentalmente. 
All'esito il Tribunale respingeva il ricorso. 
Motivava la decisione inquadrando il contratto per cui è causa in estimatorio, regolato dall'art. 1556 c.c., e quindi accertando la mancata determinazione del prezzo, non risultante dal testo contrattuale, e neppure la sua determinabilità. 
Oltre tutto in una richiesta stragiudiziale di pagamento avanzata dal legale del ricorrente, sarebbe stata chiesta la somma di euro 12.000,00 diversa da quella richiesta in ricorso. 
In aggiunta non sarebbe stata data prova dell'avvenuta vendita dei beni con conseguente diritto della ### ad ottenere la somma indicata in € 15.000,00 nel contratto, “a vendita avvenuta” (ultimo rigo contratto). 
Appellava la sentenza la soccombente chiedendo la riforma dell'ordinanza; non si costitutiva in giudizio l'appellata che veniva dichiarata contumace con ordinanza dell'8 marzo 2022. 
Con ordinanza dell'11.3.23 la causa veniva trattenuta in decisione.  MOTIVI DELLA DECISIONE Col primo motivo l'appellante lamenta la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. in relazione all'art. 1566 c.c. risultando il prezzo della merce determinato e, comunque, determinabile in euro 15.000,00. 
A suo dire dal contratto emergerebbe la circostanza, pertanto il Tribunale ne avrebbe travisato l'interpretazione. 
Col secondo motivo lamenta erroneità nella dichiarazione di insussistenza della condizione della prova dell'avvenuta vendita della merce e violazione dell'interpretazione degli artt. 9 e 10 del contratto. 
A suo dire il pagamento dei beni da parte dell'appellata a vantaggio dell'appellante, non sarebbe condizionato all'avvenuta vendita degli stessi dal momento che, alla scadenza del termine concordato, tre mesi, l'appellata avrebbe dovuto comunque versare la somma indicata in contratto all'appellante. 
Col terzo motivo, come sotto accertato assorbito dall'accoglimento dei precedenti, lamenta mancata statuizione sull'azione di indebito arricchimento. 
Il primo ed il secondo motivo sono fondati ed assorbono il terzo. 
Dall'esame del contratto di conto vendita, per la verità molto criptico e di non facile interpretazione, emerge che ### riconosceva a ### “il 20% del prezzo convenuto per la vendita dell'oggetto sopra descritto” (art. 8 contratto) e il diritto a ricevere “a vendita avvenuta la somma di € 15.000,00 come saldo” (ultimo rigo contratto). 
È pertanto evidente che il valore della merce era stato dalle parti concordemente individuato nella somma di € 18.000,00 di cui euro 3.000,00, pari al 20%, in caso di vendita dei beni sarebbe spettato a ### ed il residuo, pari all'80%, a ### Seppure sia quindi vero che il prezzo non è stato espressamente indicato dalle parti esso è ben determinabile. 
Relativamente poi alla prova dell'avvenuta vendita dei beni, carente secondo il Tribunale, seppur l'accertato sia condivisibile, esso è del tutto irrilevante dal momento che, seppur con un linguaggio quasi incomprensibile, nel contratto è espressamente stabilito, si riporta testualmente e fedelmente, che “la ditta ### garantisce al cliente che al termine stabilito del suddetto contratto la liquidazione dei beni venduti e invenduti” (art. 9) e che “il tempo accordato tra le parti e di 3 mesi” (art.10). 
Dovendo procedersi a interpretare il contratto, indagando quale sia stata la comune intenzione delle parti come previsto dall'art. 1362 c.c., emerge che le stesse abbiano voluto concedere tre mesi di tempo a ### affinché lo stesso procedesse alla vendita dei beni, nel qual caso trattenendo il 20% dell'incassato, e, in carenza, che avrebbe proceduto essa al pagamento della somma di € 15.000,00 alla ### per i “beni venduti e invenduti”, non potendosi d'altronde dare altro significato all'obbligo assunto dalla ### in relazione a quest'ultimi, se non quella di accettare il rischio della mancata vendita. 
Per quanto sopra accertato deve accogliersi sulla domanda di pagamento avanzata, con condanna dell'appellata al pagamento a favore dell'appellante della somma di euro 15.000,00, oltre interessi legali dalla data del 8.9.20 (tre mesi dalla conclusione del contratto art. 10), senza rivalutazione monetaria trattandosi di debito di valuta. 
Le spese di lite di entrambi i gradi seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, considerando la mancata attività istruttoria e le poche questioni di diritto trattate P.Q.M.  La Corte, definitivamente pronunciando sull'appello proposto da ### contro #### avverso la ordinanza resa il ### e pubblicata il ### nella causa recante n. 812/21 del Tribunale di Forli A) accoglie l'appello e, in totale riforma dell'ordinanza impugnata, condanna l'appellata a pagare all'appellante la somma di euro 15.000,00, oltre interessi legali dalla data del 8.9.20; B) condanna l'appellata a rifondere all'appellante le spese di lite di entrambi i gradi di giudizio che liquida, quanto al primo grado, in € 145,50 per spese ed € 3.000,00 per compensi oltre rimborso forfetario 15%, cap ed iva come per legge e, quanto al presente grado, in € 204,75 per spese ed euro 3.900,00 per compensi oltre rimborso forfetario 15%, cap ed iva come per legge, con distrazione a favore del procuratore che si è dichiarato antistatario. 
Così deciso nella camera di consiglio del 23.1.24 ### IL PRESIDENTE ###3/2021

causa n. 1853/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Fiore Giampiero, Simili Alessandra, Giampaolo Borgioli

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