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Corte di Cassazione
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Corte di Cassazione, Ordinanza n. 22685/2025 del 05-08-2025

... riesame della controversia attenendosi ai principi di diritto sopra esposti. P.Q.M. La Corte, accoglie il primo ed il secondo motivo del ricorso, assorbito il terzo; cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte di giustizia tributaria di sec ondo grado del ### in diversa composizione. Così deciso in ### nella camera di consiglio del 30 gennaio 2025. (leggi tutto)...

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Giudice/firmatari: Perrino Angelina Maria, Paolitto Liberato

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Giudice di Pace di Lecce, Sentenza n. 3925/2026 del 22-06-2026

... sensi degli artt. 1490 ss. c.c., con conseguente diritto dell'acquirente alla risoluzione del contratto. La circostanza che la vendita sia avvenuta per conto del sig. ### non esclude, pertanto, la responsabilità della convenuta, avuto riguardo al ruolo da questa concretamente svolto nella negoziazione e all'affidamento ingenerato nell'acquirente. Deve, pertanto, essere accolta la domanda attorea limitatamente alla restituzione della somma complessiva di € 1.500,00, corrisposta a titolo di prezzo e spese di trasferimento. La domanda risarcitoria ulteriore non può, invece, trovare accoglimento, in difetto di specifica prova del danno. Le spese del giudizio seguono la soccombenza. P.Q.M. Il Giudice di ### definitivamente pronunciando, così provvede: - dichiara la risoluzione del contratto di compravendita avente ad oggetto l'autovettura ### targata ### concluso in data ###; - condanna la convenuta ### S.r.l. alla restituzione, in favore dell'attore, della somma di € 1.500,00, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo; - rigetta la domanda risarcitoria ulteriore per difetto di prova; - condanna la convenuta al pagamento delle spese di lite, in favore del difensore (leggi tutto)...

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causa n. 6799/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Antonella Santoro

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Giudice di Pace di Campobasso, Sentenza n. 183/2026 del 03-05-2026

... ricorso va accolto per i seguenti motivi. Si osserva in diritto. La regola del giudizio nel procedimento amministrativo sanzionatorio a seguito di opposizione segue la regola che l'opposta deve dimostrare la responsabilità dell'opponente. In effetti sembrerebbe una deroga dell'onere della prova sancito dall'art.2697 c.c., che prevede che ciascuno debba provare i fatti costituivi della propria pretesa, mentre incombe su colui che eccepisce dei fatti estintivi, modificativi o impeditivi l'onere di provarli. A ben vedere non si tratta di alcuna regola diversa da quella ordinaria, come avviene nell'opposizione a decreto ingiuntivo, dove è l'opposto creditore che deve dimostrare i fatti costitutivi della sua pretesa creditoria. Pertanto, nelle opposizioni a sanzione amministrativa, deve essere l'amministrazione a provare i fatti costitutivi della propria pretesa sanzionatoria, ovvero la sussistenza della condotta e la sua riferibilità all'intimato. Si osserva altresì, che il termine di cui all'art. 7, comma 7, del D. Lgs. N.150 del 2011, relativo al deposito del verbale e degli atti relativi all'accertamento, alla sua notificazione e della relazione di servizio, in difetto di espressa (leggi tutto)...

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causa n. 3483/2025 R.G. - Giudice/firmatari: Carlo Cennamo

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Giudice di Pace di Campobasso, Sentenza n. 184/2026 del 03-05-2026

... ricorso va accolto per i seguenti motivi. Si osserva in diritto. La regola del giudizio nel procedimento amministrativo sanzionatorio a seguito di opposizione segue la regola che l'opposta deve dimostrare la responsabilità dell'opponente. In effetti sembrerebbe una deroga dell'onere della prova sancito dall'art.2697 c.c., che prevede che ciascuno debba provare i fatti costituivi della propria pretesa, mentre incombe su colui che eccepisce dei fatti estintivi, modificativi o impeditivi l'onere di provarli. A ben vedere non si tratta di alcuna regola diversa da quella ordinaria, come avviene nell'opposizione a decreto ingiuntivo, dove è l'opposto creditore che deve dimostrare i fatti costitutivi della sua pretesa creditoria. Pertanto, nelle opposizioni a sanzione amministrativa, deve essere l'amministrazione a provare i fatti costitutivi della propria pretesa sanzionatoria, ovvero la sussistenza della condotta e la sua riferibilità all'intimato. Si osserva altresì, che il termine di cui all'art. 7, comma 7, del D. Lgs. N.150 del 2011, relativo al deposito del verbale e degli atti relativi all'accertamento, alla sua notificazione e della relazione di servizio, in difetto di espressa (leggi tutto)...

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causa n. 3484/2025 R.G. - Giudice/firmatari: Carlo Cennamo

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Tribunale di Bologna, Sentenza n. 3271/2026 del 16-04-2026

... l'accertamento della cittadinanza iure sanguinis costituisca un diritto “permanente”, “imprescrittibile” e “giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita di cittadino italiano” (Cass., unite, 25317/2022) da ciò non discende automaticamente la possibilità di richiedere sempre l'accertamento in via giudiziale. La giurisdizione in materia di cittadinanza non ha infatti natura di giurisdizione volontaria ma contenziosa. Il processo di cognizione presuppone ontologicamente una lite, ovvero una controversia su un diritto, altrimenti disconosciuto, o comunque la necessità di far accertare nei confronti di una controparte una situazione giuridica oggettivamente destinata all'incertezza (art. 100 c.p.c.). In linea generale, può pertanto affermarsi che la parte, anziché adire direttamente l'AG, è tenuta ad esperire la procedura amministrativa e, solo in caso di diniego o del silenzio della P.A., può esercitare azione diretta nei confronti del Ministero dell'### È “frutto di equivoco processuale ritenere che, per il solo fatto che si verta in tema di diritti soggettivi, sia in ogni caso ipotizzabile la via giudiziaria, anche (leggi tutto)...

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causa n. 12286/2024 R.G. - Giudice/firmatari: Breschi Chiara

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