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Tribunale di Roma, Sentenza n. 2136/2024 del 06-02-2024

... “- accertare e dichiarare l'inadempimento di ### già ### di ### in persona del ### p.t., in relazione al mancato pagamento degli oneri di custodia inerenti le vetture in giacenza nei depositi del C.L.T. sino alla data 3 novembre 2015 ed in ogni caso per le motivazioni in atto;- per l'effetto, condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento della somma di ### 1.170.986,36 o a quell'importo maggiore o minore che sarà riconosciuto dal Tribunale adito;- condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento di tutti gli ulteriori danni, subiti dal C.L.T. per effetto del mancato ritiro dei veicoli in giacenza. - Con vittoria di spese, competenze ed onorari di lite”. Con comparsa depositata in data 15-6- 2021 (rispetto alla prima udienza del 16-6-2021) si è (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA ### Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di I ### iscritta al n. r.g. 57421/2020 promossa da: C.L.T. CONSORZIO LAZIALE TRAFFICO A R.L. (C.F. ###), in persona del legale rapp.te p.t., con sede in ### alla ### 31, elettivamente domiciliata in ### 47, presso lo ### dell'Avv. ### dal quale è rappresenta e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, all'Avv. ### come per mandato in atti -.  ATTORE ### (GIÀ ### (C.F. ###), in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall'Avv. ### (C.F.  ###) in virtù di procura generale alle liti per atto del Dott. #### in ### rep. 1353 del 1°luglio 2020, e presso lo stesso elettivamente domiciliata negli uffici dell'### sita in ### via del ### di ### n. 21 - CONVENUTO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E ### Con atto di citazione notificato in data ### C.L.T. ### S.r.l. ha convenuto nel presente giudizio civile ### al fine di sentir accolte le seguenti conclusioni: “- accertare e dichiarare l'inadempimento di ### già ### di ### in persona del ### p.t., in relazione al mancato pagamento degli oneri di custodia inerenti le vetture in giacenza nei depositi del C.L.T. sino alla data 3 novembre 2015 ed in ogni caso per le motivazioni in atto;- per l'effetto, condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento della somma di ### 1.170.986,36 o a quell'importo maggiore o minore che sarà riconosciuto dal Tribunale adito;- condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento di tutti gli ulteriori danni, subiti dal C.L.T. per effetto del mancato ritiro dei veicoli in giacenza. - Con vittoria di spese, competenze ed onorari di lite”. Con comparsa depositata in data 15-6- 2021 (rispetto alla prima udienza del 16-6-2021) si è costituito in giudizio il convenuto ### di ### rassegnando le seguenti conclusioni: “In via principale, respingere integralmente la domanda di condanna avanzata da parte attrice, perché infondata in fatto e in diritto e comunque non provata. In via subordinata, nella denegata ipotesi in cui ###mo Tribunale dovesse ritenere sussistenti i crediti vantati dal C.L.T., accertare e/o dichiarare che nulla è dovuto a causa della lesione dei doveri di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto. In via ulteriormente subordinata, ridurre le pretese in misura proporzionale all'incidenza di tale violazione. In via istruttoria, disporre, se necessario, CTU contabile al fine di effettuare i relativi conteggi. Il tutto, con riserva di meglio precisare e/o integrare le proprie eccezioni, deduzioni, di merito ed istruttorie, nonché conclusioni, in sede di memorie ex art. 183, co. 6, c.p.c., anche in ragione dell'ulteriore eventuale attività difensiva svolta da c.p. Con vittoria di spese e compensi del grado di giudizio”. Il giudice ha concesso i richiesti termini ex art. 183 VI comma c.p.c., poi ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni. In seguito al trasferimento del primo istruttore ad altro ufficio, è subentrato dal 5-9-2022 nel ruolo il Dott.  ### il quale all'udienza di definitive conclusioni del 13-9-2023 ha trattenuto la cuasa in decisione concedendo alle parti i termini di cui all'art. 190 c.p.c. (60 + 20 gg.) per il deposito di comparse conclusionali e repliche. 
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione Le tappe dei rapporti intercorsi tra la parte attrice e ### parte convenuta sono documentate ed indicate come segue in citazione: “- nel 2005 il CLT è risultato aggiudicatario della gara per il servizio rimozioni con durata biennale; - nel 2008 è stata indetta una nuova gara ad evidenza pubblica dichiarata deserta; - successivamente, nel 2010 è stata indetta una nuova procedura di gara ad evidenza pubblica; - tale procedura è stata impugnata con ricorso proposto dal ### ricorrente (#### II, R.G. 109/2011) con il quale lo stesso CLT ha contestato la totale assenza di remuneratività della gara; nel corso del giudizio è stata espletata una verificazione che ha dimostrato proprio la contestata assenza di remuneratività, in esito alla quale l'### ha annullato in autotutela gli atti di gara; - in esito all'annullamento in autotutela, l'### ha indetto una nuova procedura di gara nel 2014; - anche tale procedura di gara è stata impugnata dal ### (#### II, R.G. 12275/2014) per le medesime ragioni ed annullata dal ### con sentenza del 4.8.2015, 10610, che ha rilevato ancora una volta la assenza di remuneratività della gara [...] Nelle more della pubblicazione della sentenza del ### da ultimo menzionata, che ha annullato […] la precedente procedura di gara, l'### è corsa nuovamente ai ripari indicendo la nuova procedura d'urgenza. - In data ### è stato pubblicato dal ### di ### di ### l'Avviso di cui al ### n. 109157, al fine di avviare una indagine esplorativa, ai sensi dell'art. 57, comma 6, del D.Lgs. n. 163/2006, per l'acquisizione di manifestazioni d'interesse aventi ad oggetto la partecipazione ad una gara informale per la concessione, ex art. 30 del D.Lgs. n. 163/06, del servizio di rimozione veicoli in sosta d'intralcio e/o pericolo nel territorio di ### ed attività connesse. 
La procedura è stata indetta al fine di consentire la continuità del servizio nelle more della decisione del ### relativa al ricorso presentato da CLT per l'annullamento della gara precedentemente bandita ed anche in considerazione dell'imminente avvio del ### straordinario. La durata della concessione è stata indicata in 17 mesi. - Al predetto Avviso del 18.05.2015 ha risposto il CLT manifestando il proprio interesse alla partecipazione - In esito a tale manifestazione il ### ha ricevuto ### di invito ### n. 123284 del 5.6.15 con la quale è stato invitato a presentare la migliore proposta, secondo le modalità di cui al già menzionato invito ed ai relativi allegati (### e #### di contratto, ### - ### economico). - ### ha presentato la propria offerta nei termini e secondo le modalità indicate nella disciplina di gara. - In data ###, all'esito della riunione della ### preposta alla valutazione delle offerte, è stata provvisoriamente disposta l'aggiudicazione della concessione nei confronti del ### unica azienda ad aver presentato offerta. - Con successiva ### n. 855 del 26.6.15 è stata formalizzata l'aggiudicazione con riserva e con nota ### n. 143231 del 26.6.15 il CLT è stato invitato ad avviare in urgenza il servizio dal 1.7.15 (ovviamente in continuità con il servizio mai interrotto), nelle more delle necessarie verifiche da espletarsi da parte della stazione appaltante […] Tuttavia, all'esito di tale fase, la stazione appaltante ha adottato la ### n. 1498 del 3.11.2015 con la quale, dopo aver ritenuto non accoglibili le controdeduzioni esposte da CLT e dalle interessate, ha disposto l'esclusione di CLT ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. g), del D.Lgs.  163/2006, in ragione delle violazioni ravvisate in capo ai due consorziati, non convalidando l'aggiudicazione provvisoria e dichiarando la gara deserta ed #### ATTIVITÀ ### E ##### CONTRATTUALE”. ###à svolta dal ### attore, in esecuzione dei sopra menzionati rapporti di appalto di servizi, è stata “il servizio di rimozione delle autovetture e/o il bloccaggio dei veicoli nonché la gestione delle operazioni complementari e successive come a titolo esemplificativo la custodia dei mezzi rimossi e operazioni c.d. di “svincolo” ovvero la materiale restituzione del veicolo rimosso al proprietario con incasso delle tariffe dovute per il servizio di rimozione e custodia nei depositi giudiziari delle varie consorziate”. Nell'atto di citazione è stato, altresì evidenziato che sussistono tuttora in deposito “innumerevoli vetture in custodia”, trattandosi di “mezzi non reclamati dai legittimi proprietari”, “in assenza di atti amministrativi autorizzativi alla demolizione (atto finale delle procedure iniziate con gli atti di diffida)”. Il corrispettivo previsto per il suddetto servizio, descritto in citazione, è consistito “nella misura delle tariffe corrisposte dal contravventore al momento del ritiro dell'auto sulla base delle tariffe comunali in vigore. La fattura era emessa a nome del CLT che tratteneva l'intero importo e versava all'amministrazione una quota parte rappresentata del “ribasso d'asta” ovvero dalla percentuale indicata in sede di partecipazione al bando di gare di appalto”. Circa le modalità di pagamento del corrispettivo, sempre in base agli assunti della citazione e degli allegati, le stesse si realizzavano “attraverso la riscossione diretta, ad opera del ### della tariffa al pubblico vigente determinata (ed aggiornata) dall'### comunale, salvo il successivo versamento al ### da parte del ### delle somme corrispondenti ai ribassi offerti”. Dal punto di vista del pagamento del corrispettivo, pertanto, il negozio intercorso tra le parti, come descritto dalla parte attrice in citazione, ha caratteristiche più affini al rapporto concessorio, essendo concesso alla parte contraente della ### di poter realizzare l'utile d'impresa mediante l'incasso della tariffa dovuta dal pubblico trattenendone una parte e rimettendo al ### di ### le somme corrispondenti ai ribassi offerti. In base all'art. 9 del ### di appalto, secondo la difesa di ### a carico del concessionario sarebbe gravato ogni onere conseguente al mancato ritiro dei veicoli. Non risultando prospettate modalità alternative di remunerazione e/o di pagamento del corrispettivo per il servizio appaltato, in riferimento alle prestazioni non previste come suscettibili di remunerazione in modo alternativo (ovvero mediante previsione espressa in contratti scritti con la pubblica amministrazione), non può configurarsi nel caso di specie azione contrattuale di adempimento o di pagamento del corrispettivo in denaro come preteso e quantificato in citazione. Pertanto, non risultando formulata in modo esplicito nel presente giudizio domanda ex art. 2041 c.c., la domanda attorea di pagamento (con modalità diversa rispetto al meccanismo del recupero tariffario) va dichiarata inammissibile non potendo direttamente scaturire dai contratti descritti in citazione. Considerata la tardiva costituzione in giudizio di ### con le conseguenti decadenze di rito, tenuto conto altresì dell'andamento delle vicende dei rapporti contrattuali intercorsi, delle controversie giudiziali tra le parti, dell'oggettiva difficoltà della materia trattata, nonché dei comportamenti reciproci delle parti, che hanno determinato negli anni il protrarsi di situazioni non ancora definite, si reputano sussistenti giustificati motivi per la compensazione delle spese del presente giudizio.  P.Q.M.  Dichiara inammissibile la domanda di parte attrice C.L.T. ### a r.l.. Spese compensate.  ### 5-2-2024 

Il giudice
Dott. ### n. 57421/2020


causa n. 57421/2020 R.G. - Giudice/firmatari: Persico Pietro

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Corte d'Appello di Napoli, Sentenza n. 921/2024 del 26-02-2024

... avvenuta in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali, così grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro, laddove invece il comportamento tenuto dalla lavoratrice era stato sempre improntato alla correttezza ed alla buona fede contrattuale, nonché connotato sia dalla disponibilità alla trasformazione del contratto di lavoro (da full-time a part-time), espressa al datore di lavoro già a Giugno 2020, sia dalla assenza di volontà di nascondere i veri motivi del rifiuto al trasferimento presso la nuova sede di lavoro, come evincibili dalle prove documentali fornite dalla lavoratrice e mai contestate dal datore di lavoro, tra cui, in particolare, quelle relative alla situazione familiare della dipendente, con le quali erano state fornite (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI SEZIONE CONTROVERSIE DI LAVORO E ### composta dai magistrati: 1. dr.### 2. dr. ### B. Cristofano Consigliere rel.  3. dr. Maristella Agostinacchio Consigliere A seguito di trattazione scritta ,riunita in camera di consiglio, ha pronunciato in grado di appello, all'esito della riserva del 22.2.2024 ,la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 2745 /2022 del ruolo generale lavoro TRA ### nata a ### di #### il ###, res.te in Meta ### alla ### n. 15, C.F. ###, rapp.ta e difesa dall'Avv.  ### (c.f. ###), e con questi elett.te dom.to in Napoli alla ### di ### n. 82, presso lo studio dell'Avv. ### giusta procura in calce e congiunta all'atto di reclamo secondo le regole tecniche (fax 081/8074304 - casella p.e.c. ###, per comunicazioni di rito) Reclamante E ### S.p.A. (c.f. ###), di seguito definita “Società”, in persona del ### del ### dott. ### giusta procura per notar ### di ### del 29.12.2006 n. rep. 13116, rappresentata e difesa, con procura in calce alla memoria difensiva di costituzione nella fase sommaria, dall'avv. ### (c.f.  ### - pec ###), con il quale elettivamente domiciliat ###Napoli, #### - fax. 081.7879306 ### : reclamo avverso la sentenza n.1302/2022 emessa inter partes dal Tribunale di ### ,in funzione di Giudice del ### in data ### e depositata in pari data ### E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Con ricorso, depositato in data ###, nell'ambito del rito speciale ex L.  92/2012, ### adiva il Giudice del ### del Tribunale di ### al fine di sentire dichiarare la nullità, l'inefficacia, l'illegittimità e l'invalidità e/o inefficacia del licenziamento per giusta causa comunicatogli dalla datrice di lavoro ### S.p.A. con provvedimento prot. N. 197-2021 del 16.07.2021, per assenze ingiustificate da lavoro commesse nelle giornate dal 15.06.2021 al 30.06.2021, con ulteriore contestazione di recidiva relativa alle assenze ingiustificate da lavoro dei giorni 04, 07, 08, 09, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 25, 26, 27, 28, 29, 30 Gennaio, 01, 02, 03 e 04 Febbraio 2021, precedentemente sanzionate con la multa pari all'importo di 4 ore della retribuzione. Per l'effetto chiedeva, in via principale, l'immediata reintegra presso la sede di lavoro originaria ovvero, in subordine, la reintegra presso altra filiale societaria di parte resistente, purché ubicata nella provincia di residenza della ricorrente e raggiungibile con mezzi di trasporto pubblico, compatibilmente con le primarie esigenze familiari rappresentate e la condanna della società al risarcimento dei danni quantificati in una indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto percepita, dal giorno del licenziamento al giorno di effettiva reintegra e pari a 12 mensilità, oltre che al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali, sempre dal giorno del licenziamento a quello di effettiva reintegra, maggiorati degli interessi in misura legale, vinte le spese. 
In particolare la ### eccepiva l'insussistenza della giusta causa, essendo il provvedimento di licenziamento illegittimo perché scaturente da precedente provvedimento a sua volta illegittimo, ossia il provvedimento con il quale il datore di lavoro aveva disposto il trasferimento di essa ricorrente dalla sede di ### a quella di ### distante oltre 60 km dal proprio domicilio, priva di ogni collegamento con il trasporto pubblico e in assenza di riscontro alcuno alle giustificazioni addotte dalla lavoratrice, motivate anche da ragioni familiari ed assistenziali, confluite in impugnativa giudiziale, definita con sentenza di rigetto n. 1936/2021 del 22.12.2021, appellata. 
Denunciava, inoltre, in assenza di prove, che la comunicazione di licenziamento conteneva soltanto una elencazione di comportamenti tenuti dalla dipendente e dalla stessa sempre puntualmente giustificati da oggettivi motivi di impedimento al trasferimento nella nuova sede di lavoro di ### fatti ad essa non imputabili e per l'effetto comportanti l'applicazione della tutela reintegratoria, prevista e disciplinata dall'art. 18, comma 4 dello ### dei ### come novellato dalla ### n. 92/2012 (art. 1, comma 42). 
Si costituiva ### S.p.A. chiedendo il rigetto del ricorso, eccependo la legittimità del licenziamento e, prima ancora, la legittimità del provvedimento di trasferimento della lavoratrice dalla filiale societaria di ### a quella di ### dettato da obiettive ragioni economiche determinatesi per l'effetto della emergenza epidemiologica da ### concludeva per il rigetto del ricorso e la condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio, anche in considerazione del carattere temerario della lite. 
A conclusione della fase sommaria , con ordinanza del 15.5.2022 , il Giudice adito preliminarmente rigettava la richiesta di sospensione del giudizio in attesa della decisione sull'impugnazione della sent. n. 1936/2021 del 22/12/2021, con la quale lo stesso Giudice del ### aveva rigettato il ricorso di ### avverso il suo trasferimento disposto dalla società resistente, dalla filiale societaria di ### a quella di ### ; nel merito, dichiarava infondato il ricorso proposto avverso il provvedimento di licenziamento, sul presupposto che la lavoratrice non era riuscita a provare l'esistenza di elementi tali da giustificare le proprie assenze dal lavoro, nel periodo contestato dal datore di lavoro. 
Nella successiva fase di opposizione ritualmente attivata, ai sensi dell'art. 1, commi 51-57, legge 92/2012 dalla lavoratrice soccombente con ricorso depositato il ### ,la ### chiedeva di revocare l'ordinanza impugnata insistendo in ordine alla illegittimità del licenziamento, adducendo quali motivazioni, in via preliminare, l'errata valutazione del rapporto tra causa pregiudicante e causa pregiudicata ai fini della sospensione del giudizio e nel merito la violazione del principio di valutazione della gravità del fatto e della sua proporzionalità rispetto alla sanzione espulsiva irrogata, avendo la lavoratrice sempre tenuto un comportamento ispirato ai principi della correttezza e della buona fede, avendo fornito elementi concreti, oggettivi e soggettivi, anche attinenti a concrete condizioni di vita familiare, per giustificare il suo rifiuto ad accettare il trasferimento, imposto illegittimamente dal datore di lavoro e, quindi, le sue assenze dal lavoro presso la filiale societaria di ### Si costituiva ### la quale contestava il ricorso in opposizione, sostenendo la legittimità del provvedimento di licenziamento e del precedente provvedimento di trasferimento della lavoratrice dall'originaria sede lavorativa di ### alla nuova sede lavorativa di ### dettata da obiettive ragioni economiche determinatesi per l'effetto della emergenza epidemiologica da ### Con la sentenza in epigrafe indicata il Giudice di prime cure rigettava l'opposizione con compensazione delle spese. 
A fondamento del decisum il Tribunale adito, disattesa ancora una volta la richiesta di sospensione del presente procedimento in attesa della decisione sulla impugnazione della sentenza del medesimo Tribunale n. 1936 /2021 del 22/12/2021, riteneva che parte ricorrente avesse riproposto le medesime argomentazioni formulate a base del ricorso ex art. commi 47-48 L. n. 92/2012, le quali dovevano pertanto ritenersi infondate per i medesimi motivi già espressi nella precedente ordinanza opposta; riteneva altresì che la massima sanzione irrogata fosse giustificata perché avvenuta in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali tale da incidere in negativo sull'elemento fiduciario. 
Con reclamo tempestivamente depositato presso questa Corte in data ### ai sensi dell'art.1 comma 58 della l. n. 92/2012, ### ha impugnato la predetta sentenza: ripercorsi i fatti, ha richiamato le linee essenziali della vicenda inerente il provvedimento espulsivo , deducendo l'erroneità della decisione in ordine alla ricostruzione fattuale e giuridica operata dal Tribunale.   In particolare ha fondato l'impugnazione su quattro motivi di doglianza. 
Con il primo motivo, la reclamante ha impugnato la sentenza gravata nella parte in cui il Tribunale di primo grado ha escluso la sussistenza di motivi tali da giustificare la sospensione del giudizio sull'impugnativa di licenziamento, ai sensi dell'art. 337 c. 2 c.p.c., in attesa dell'esito del giudizio di appello (recante RG 1043/2022) promosso dalla stessa lavoratrice avverso la sent. n. 1936/2021 del 22.12.2021 che aveva ritenuto legittimo il suo trasferimento dalla filiale societaria di ### a quella di ### Con il secondo motivo, ha dedotto l'erroneità della sentenza impugnata per omessa motivazione sulle concrete esigenze di vita e di interessi economici dedotti e documentati dalla lavoratrice, quali motivi di giustificazione delle assenze presso la nuova sede di lavoro - ivi compresa la sua espressa disponibilità alla trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time, essendosi limitato il Giudice di prime cure a ripetere le argomentazioni già svolte nella sentenza sul provvedimento datoriale di trasferimento. 
Con il terzo motivo, ha eccepito l'erroneità della sentenza impugnata per omessa valutazione dei mezzi istruttori articolati e richiesti con il ricorso di primo grado, nella parte in cui nulla era stato argomentato e motivato sul rigetto delle istanze istruttorie, avendo la lavoratrice chiesto l'ammissione di prova testimoniale e l'acquisizione di documentazione, in possesso esclusivo del datore di lavoro, al fine specifico di provare la natura legittima delle sue assenze dal lavoro, nelle giornate contestate dal datore di lavoro e poste a fondamento del provvedimento di licenziamento per giusta causa del 16.07.2021. 
Con il quarto ed ultimo motivo ha lamentato l'erroneità della sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto sussistente la giusta causa di licenziamento perché avvenuta in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali, così grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro, laddove invece il comportamento tenuto dalla lavoratrice era stato sempre improntato alla correttezza ed alla buona fede contrattuale, nonché connotato sia dalla disponibilità alla trasformazione del contratto di lavoro (da full-time a part-time), espressa al datore di lavoro già a Giugno 2020, sia dalla assenza di volontà di nascondere i veri motivi del rifiuto al trasferimento presso la nuova sede di lavoro, come evincibili dalle prove documentali fornite dalla lavoratrice e mai contestate dal datore di lavoro, tra cui, in particolare, quelle relative alla situazione familiare della dipendente, con le quali erano state fornite giustificazioni oggettive alle assenze dal lavoro contestate e poste a base del provvedimento di licenziamento. 
Ha , quindi, concluso chiedendo , preliminarmente e in rito ,la trattazione congiunta del presente procedimento a quello recante RG numero 1043/2022 pendente tra le stesse parti dinanzi all' intestata Corte d'appello ovvero di disporre la sospensione del presente procedimento in attesa della definizione del summenzionato procedimento ; nel merito - in riforma della impugnata sentenza ,di dichiarare la illegittimità del licenziamento intimato per insussistenza della giusta causa con tutte le conseguenze reintegratorie e risarcitorie formulate in prime cure ; con vittoria di spese e competenze del doppio grado di giudizio con attribuzione al procuratore antistatario ### nuovamente il contraddittorio, parte reclamata ha resistito al gravame con propria memoria, chiedendone il rigetto alla luce dell'avvenuto accertamento della legittimità del trasferimento della lavoratrice come dichiarato dal Tribunale con sentenza n. 1936/2021 avendo essa reclamata fornito prova riguardo alla impossibilità di utilizzo delle energie lavorative della ### in sedi dell'azienda più vicine a ### rispetto a quella di ### così come la fondatezza degli addebiti posti a base del recesso datoriale. 
Indi, all'odierna udienza, sostituita dalla trattazione scritta , previo deposito di note scritte ,la causa è stata riservata per la decisione. 
In via preliminare occorre evidenziare che, essendo la causa in questione assoggettata, sotto il profilo del rito nonché sostanziale, alle previsioni dell'art. 1, comma 48 e ss., della legge n. 92/2012 (cd. rito Fornero), le modalità della decisione sono quelle previste dal comma 60 (che interessa in maniera specifica il reclamo dinanzi alla Corte d'Appello) “La sentenza, completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giorni dall'udienza di discussione”, non essendo prevista la lettura del dispositivo. 
Mette conto, poi, osservare che il reclamo, a differenza del giudizio di opposizione, è un vero e proprio giudizio di natura impugnatoria, assoggettato, in quanto tale, alle regole specifiche del grado di appello, sicché lo stesso va esaminato esclusivamente nei limiti del devoluto e delle critiche mosse alla sentenza di prime cure. 
Tanto premesso, la Corte giudica il reclamo infondato per le ragioni che si vanno ad esporre. 
Occorre da subito evidenziare che la dedotta e più volte reiterata richiesta di sospensione del presente giudizio in attesa della definizione del giudizio pendente in appello in ordine al trasferimento della lavoratrice (recante RG 1043/2022), può ritenersi superata dalla pronuncia della adita Corte territoriale intervenuta nelle more del giudizio che ha confermato la piena legittimità del trasferimento impugnato dalla lavoratrice (v. Corte di Appello sent. n.157 del 13.2.2024 in atti).  ### appellante ,con enfasi, ha più volte sottolineato nei propri scritti che la decisione sulla legittimità del trasferimento è idonea ad influenzare la decisione sulla legittimità del licenziamento della stessa lavoratrice, configurandosi il secondo provvedimento ### quale conseguenza del primo provvedimento ###, inquanto originato dagli stessi fatti contestati dallo stesso datore di lavoro alla stessa lavoratrice ( v.in particolare pag 56-57 del reclamo ).   Nel caso di specie, appare dunque chiaro che le assenze ingiustificate da lavoro, causa del licenziamento operato, trovino il loro antecedente fattuale nel disposto trasferimento di sede per la lavoratrice presso il punto vendita di ### Ebbene sul punto vanno richiamate le motivate e condivisibili argomentazioni di cui alla citata sentenza della Corte di Appello di Napoli n 157/2024 che, alla luce dell'istruttoria svolta nel primo grado del giudizio, ha ritenuto la piena legittimità del provvedimento di trasferimento sussistendo sia quelle “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” di cui all'art. 2103 c.  ossia la riduzione di organico presso l'originaria sede lavorativa di ### resasi necessaria a fronte del notevole calo del fatturato registratosi nell'anno 2020 rispetto all'anno 2019, derivante principalmente dalla nota emergenza sanitaria da ###19, sia l'impossibilità di collocare la lavoratrice in sedi diverse e più vicine rispetto a quella di ### sia la correttezza della condotta datoriale nella scelta del personale da trasferire. 
Ritenuto , pertanto, la piena legittimità del disposto trasferimento , correlativamente del tutto illegittimo si appalesa il rifiuto opposto dalla stessa lavoratrice in ordine alla non accettazione del mutamento della sede ###sussistendo i presupposti legittimanti l'eccezione sollevata ex art 1460 c.c inademplenti non est adimplendum. 
Ne deriva ulteriormente che , poichè le assenze addebitate alla lavoratrice di cui alla contestazione disciplinare dell' ### e poste a base licenziamento per cui è causa, trovano il loro fondamento nel disposto trasferimento, esse risultano del tutto ingiustificate.   Con specifico riferimento al licenziamento disciplinare per assenze ingiustificate, come appunto nel caso di specie, si deve richiamare l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione secondo cui "Il datore di lavoro, su cui a norma dell'art. 5 della l. n. 604 del 1966 grava l'onere della prova della condotta che ha determinato l'irrogazione della sanzione disciplinare, può limitarsi, nel caso in cui l'addebito sia costituito dall'assenza ingiustificata del lavoratore, a provare il fatto nella sua oggettività, mentre grava sul lavoratore l'onere di provare elementi che possano giustificarlo" ((Cass. sez. lav. n. 1659/2018). 
Nella specie , premesso che il fatto materiale nella sua oggettività, ossia l'assenza della lavoratrice nei periodi di cui alla contestazione disciplinare, risulta un dato pacifico e non contestato , era onere della ricorrente dimostrare la ricorrenza di quegli elementi che potessero giustificare tali assenze. 
Orbene, dalla documentazione in atti, deve ritenersi che tale prova da parte della lavoratrice non sia stata raggiunta. 
Si è già detto della sentenza della Corte di Appello di Napoli n.157/2024 , con cui è stato rigettato il ricorso di ### avverso il suo trasferimento, disposto dalla odierna reclamata , dalla filiale societaria di ### a quella di ### per la acclarata sussistenza di ragioni di carattere tecniche, organizzative e produttive . 
Ribadito il riconoscimento dell'autorità della predetta decisione, vanno ora esaminati quegli altri motivi di cui al secondo motivo di reclamo ossia la sussistenza di concrete esigenze di vita e di interessi economici dedotti quali motivi di giustificazione delle assenze presso la nuova sede di lavoro, a dir della reclamante , non esaminati dal primo giudice .   Ebbene , in merito alla necessita di accudire il familiare, sig.ra D'### (suocera, di anni 74), persona disabile ai sensi della legge 104/92 e relativa richiesta di applicazione dell'art. 33 di detta legge (secondo la quale il lavoratore che assiste persona con handicap non può essere trasferito senza consenso), parte appellante non ha dimostrato le specifiche esigenze di assistenza della disabile essendosi limitata ad allegare il verbale attestante il riconoscimento dello stato di handicap ai sensi della legge 104/92, ma senza offrire ulteriori elementi volti a dimostrare la necessità materiale ed effettiva di assistenza. 
In accordo con quanto già statuito dal giudice del trasferimento in sede ###è decisiva la gravità della disabilità, bensì occorre aver riguardo alla natura dell'handicap, come afferma la Suprema Corte che, con sentenza 25379/16, è intervenuta a chiarire che il concetto di gravità dell'handicap richiamato dal co. 5, art. 33, ### 104/92. ### la Corte, l'handicap: “va valutato sotto il profilo specifico della necessità di assistenza. Pertanto, il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del famigliare che egli assiste non si configuri come grave, ma richieda semplicemente assistenza avendo avuto riguardo alla natura dell'handicap, a meno che il datore di lavoro non provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti”. Tale orientamento è stato da ultimo confermato dal Supremo Collegio con l'Ordinanza 25836/2022. 
In altri termini , il bilanciamento tra diritti e interessi del lavoratore e del datore, aventi entrambi copertura costituzionale, deve essere fatto valorizzando le esigenze di cura e assistenza del disabile ed evitando riflessi pregiudizievoli ogni volta che le esigenze tecniche, organizzative e produttive non risultino effettive e comunque suscettibili di essere diversamente soddisfatte. 
Nel caso di specie, si è visto, come siano risultate effettive e quale rilevanza abbiano avuto le esigenze tecniche, produttive, organizzative sottese al trasferimento dell'odierna reclamante presso la sede di ### , sì da ritenersi assolutamente prevalenti rispetto alla dedotta e per nulla dimostrata necessità materiale ed effettiva assistenza del familiare disabile . 
Sul punto mette conto osservare che anche l'### , per ben due volte, aveva respinto la richiesta dell'odierna reclamante di assistenza al familiare disabile come peraltro ben rappresentato dalla società nella stessa lettera di contestazione del 1.7.2021 laddove si legge -“ ….La Sua posizione giustificativa risulta ancor più ingiustificabile nella misura in cui in data 25 giugno 2021 l'#### di ### di ### informava l'azienda - ed in copia Lei e la ###ra D'### - di aver respinto anche il Suo secondo tentativo di vedersi riconoscere per il periodo dal 20 maggio 2021 al 15 luglio 2021 un ### per assistere il familiare con disabilità grave (art. 42, comma 5, D.lgs. 151/2001), da Lei nuovamente presentato all'istituto previdenziale - sede ###data 20 maggio 2021 mediante domanda n. ###…” Le dedotte ragioni personali ostative al trasferimento che , a dir della reclamante , giustificherebbero le assenze, non risultano , dunque, affatto comprovate. 
Né ovviamente assume rilevanza l' espressa disponibilità della lavoratrice alla trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time presso la sede di provenienza , a fronte -come si è detto -- di una condotta datoriale conforme ai principi di buona fede e correttezza, avendola società dimostrato l'impossibilità di collocazione della lavoratrice in altra sede, rispetto a quella individuata, nonché dimostrato che il trasferimento era sostanzialmente diretto a preservare il posto di lavoro. 
Per il resto va osservato che la ricorrente non ha assolutamente indicato eventuali provvedimenti dell'### di autorizzazione alle assenze contestate, limitandosi in questa sede a ribadire le sue istanze come formulate all'ente; né tan meno risultano adeguatamente documentate richieste di autorizzazione ad astenersi dalla prestazione lavorativa inoltrate alla società reclamata . 
Alla luce delle considerazioni sin qui esposte il comportamento posto in essere dalla reclamante assume dunque chiara valenza disciplinare considerato che le assenze ingiustificate dal posto di lavoro , ben 16 giorni nel mese di giugno 2021, al netto di condotte non contestate o punite con precedenti sanzioni conservative, integra un'ipotesi di inadempimento del lavoratore che legittima la giusta causa posta alla base del licenziamento ai sensi dell' art. 48 del CCNL commercio , terziario , distribuzione e servizi del 12.9.2018 il quale contempla ,tra le altre ipotesi ,il licenziamento per giusta causa per “assenza ingiustificata oltre tre giorni nell'anno solare”. 
Ora al di là della tipizzazione del ### la giurisprudenza della Corte di Cassazione sulla giusta causa di licenziamento ha affermato - “ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, si è affermato che rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento, denotando scarsa inclinazione all'attuazione degli obblighi in conformità a diligenza, buona fede e correttezza” (Cass.19.8.2020 n. 17321).  - Nella presente vicenda i gravi addebiti contestati si rivelano, ad una valutazione sia specifica che complessiva di tutte le circostanze, sicuramente tali da precludere alla parte datoriale la possibilità di riporre ulteriormente la fiducia nel puntuale adempimento delle obbligazioni ricadenti sulla dipendente. 
I fatti addebitati alla reclamante si connotano da profili di indubbia responsabilità sia sotto l'aspetto oggettivo ( assenze ingiustificate protrattesi per un significativo arco temporale dal 15.06.2021 al 30.06.2021, ben oltre quello previsto dal ### , e per di più , inserite all'interno di un quadro di recidiva nella stessa mancanza, essendo stata contestata la recidiva relativa alle assenze ingiustificate da lavoro dei giorni 04, 07, 08, 09, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 25, 26, 27, 28, 29, 30 Gennaio, 01, 02, 03 e 04 Febbraio 2021, precedentemente sanzionate con la multa), sia sotto l'aspetto soggettivo ( non v'è dubbio che la cronologia degli eventi esclude la buona fede della lavoratrice , poiché le assenze sono riconducibili ad una scelta volontaria della lavoratrice di non presentarsi al lavoro presso la nuova sede di lavoro ).   Essi , pertanto , si presentano di tale gravità da scuotere irrimediabilmente il vincolo fiduciario sotteso al rapporto di lavoro per il contesto e le modalità con le quali si era esplicato, per la qualità del rapporto intercorso fra le parti, la posizione che in esso rivestiva la lavoratrice , la qualità ed il grado di fiducia che quel rapporto comportava . 
La Suprema Corte con una recente pronuncia ( v. l'ordinanza n. ### del 01.12.2022), ha ritenuto che è legittimo il licenziamento irrogato al dipendente anche per una giornata di assenza ingiustificata, se detto episodio si inserisce in una fattispecie ben più complessa costituita dalla recidiva nella medesima mancanza. ### i ### di legittimità, detta condizione giustifica la massima sanzione espulsiva, così come prevista da una apposita declaratoria del contratto collettivo applicato al rapporto. 
Può dunque affermarsi, con apprezzamento sovrapponibile a quello già espresso dal giudice di prima istanza, che la sanzione espulsiva comminata sia assolutamente proporzionata alla gravità dei fatti ed idonea a sorreggere la giusta causa del licenziamento. 
Quanto infine all'ultimo motivo di doglianza relativa alla mancata ammissione dell'istanze istruttorie ( prova testimoniale e acquisizione documentale ) ,la Corte ne rileva l' assoluta infondatezza attesa la superfluità e per certi versi irrilevanza di detti mezzi istruttori alla luce sia delle deposizioni testimoniali già rese nel giudizio sul trasferimento nonché della stessa documentazione prodotta dalla società odierna appellata , idonea a dimostrare la crisi aziendale.   In conclusione, il reclamo deve essere rigettato con conferma integrale della sentenza gravata. 
Le spese del grado seguono la soccombenza e vanno liquidate nella misura indicata nel dispositivo. 
Deve darsi atto della sussistenza dei presupposti del versamento, da parte della reclamante, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, a norma del comma 1 quater dell'art. 13 D.P.R. 115/2002 (introdotto dall'art. 1 comma 17 della legge di “stabilità” n. 228 del 2012), trattandosi di procedimento di impugnazione iniziato in dopo il 30 gennaio 2013, se dovuto.  P.Q.M.  La Corte così provvede: a) rigetta il reclamo; b) condanna parte reclamante al pagamento, in favore della società reclamata, delle spese del presente grado, che liquida in complessivi 2.400,00 comprensivi di rimborso forfettario, oltre Iva e contributi di legge.   Dà atto della sussistenza dei presupposti del versamento, da parte della reclamante, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, a norma del comma 1 quater dell'art. 13 D.P.R. 115/2002, se dovuto. 
Così deciso in Napoli, il ### Il Consigliere est.rel. ###ssa ### dott.ssa ### presente provvedimento viene redatto su documento informatico e sottoscritto con firma digitale dagli antescritti magistrati in conformità alle prescrizioni di cui al combinato disposto dell'art. 4 del d.l. 29 dicembre, n. 193 convertito con modif.  dalla legge 22 febbraio 2010 n. 24 e del decreto legislativo 7 marzo 2005, 82###, e nel rispetto delle regole tecniche stabilite con d.m. della Giustizia 21 febbraio 2011, n. 44 e succ. modifiche. 
RG n. 2745/2022

causa n. 2745/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Catalano Anna Carla, Cristofano Rosa Bernardina, De Lucia Maria Grazia

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Corte d'Appello di Torino, Sentenza n. 1068/2023 del 21-11-2023

... in primo grado; il riferimento all'inadempimento contrattuale è del tutto generico, non essendo allegato quale specifica condotta o omissione integri inadempimento e quale obbligazione contrattuale risulti inadempiuta. Il Giudice di primo grado non ha poi rigettato la domanda proposta dalle sig.re ### e ### nei confronti di ### perché le stesse non hanno esteso la domanda anche nei confronti del ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 progettista e direttore dei lavori arch. ### chiamato in causa da ### si è invece limitato a prendere atto che tale domanda non è stata formulata. Le appellanti hanno ribadito in appello che non intendevano estendere la domanda di manleva nei confronti dell'arch. ### Essendo infondata la domanda di manleva proposta nei confronti di ### diviene superfluo (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE ### DI TORINO SEZIONE TERZA CIVILE La Corte d'Appello, riunita in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: Dott.ssa ####ssa ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta in secondo grado al n. r.g. 1177/2021 avente ad oggetto: responsabilità extracontrattuale promossa da: ### (C.F. ###) e ### (C.F.  ###), elettivamente domiciliate presso l'Avv.  ### , che le rappresenta e difende per procura in atti; APPELLANTI Contro COMUNE DI SARRE ### (C.F. ###, P.I. ###), in persona del ### pro tempore ### elettivamente domiciliato dall'Avv. ### che lo rappresenta e difende per procura in atti; APPELLATO E contro ### (C.F. ###), elettivamente domiciliato presso l'Avv.  ### che lo rappresenta e difende per procura in atti; APPELLATO Registrato il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75
E contro ### S.P.A. (C.F. ### e P.I. ###), in persona dei legali rappresentanti dott. ### e dott. ### rappresentata e difesa dall'Avv.  ### per procura in atti; APPELLATA E contro ### (C.F. ###), elettivamente domiciliato presso l'Avv. ### che lo rappresenta e difende unitamente all'Avv. ### per procura in atti; APPELLATO Udienza di precisazione delle conclusioni del 6.7.2023.  CONCLUSIONI ### Voglia l'Ecc.ma Corte d'Appello di Torino, in riforma dell'impugnata Sentenza del Tribunale di Aosta 231/2021 emessa e pubblicata in data 23 luglio 2021, notificata all'appellante in data 28 luglio 2021: Nel merito In via principale: - rigettare in toto le domande formulate in primo grado dal Comune di ### In via di subordine: - accertare le somme effettivamente da rimborsare alla P.A. di ### per le opere di bonifica e messa in sicurezza dei luoghi interessati dall'evento franoso; - in ogni caso, dichiarare tenuto e condannare il #### a manlevare e a tenere indenne le ###re ### e ### da ogni onere, spesa o risarcimento posto a loro carico. 
In via istruttoria: - ammettere c.t.u. volta ad accettare le cause che hanno determinato il crollo verificatosi in #### nella notte tra il 5 e il 6 novembre 2008, e le conseguenti responsabilità, e ciò anche alla luce della documentazione agli atti, prodotta dalle ###re ### e #### Voglia l'Ecc.ma Corte di Appello, -rigettate le eccezioni, deduzioni ed istanze avversarie, confermare integralmente la sentenza 231/2021 resa dal Tribunale di Aosta, pubblicata in data ###; -con il favore delle spese di entrambi i gradi di giudizio. 
Registrato il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 ### Voglia l'Ecc.ma Corte d'Appello di Torino: - In via principale dichiarare inammissibile e/o rigettare l'appello proposto dalle sig.re ### e ### e comunque rigettare ogni avversaria domanda formulata nei confronti di ### o in subordine ridurla comunque a quanto sarà accertato in causa; - In via di subordine per la denegata ipotesi in cui fosse accertato che i fatti all'origine delle domande del ### di ### e delle chiamanti ### e ### degli eventi franosi e/o crolli e/o danni occorsi, siano imputabili alla ditta ### di ### in relazione a condotte, anche omissive, attività, lavori o opere da essa eseguiti o a qualunque altro titolo, previa riduzione delle domande avverse a quanto sarà accertato in corso di causa, accertare e comunque dichiarare la responsabilità esclusiva e diretta del progettista e direttore dei lavori #### quale unico obbligato nei confronti delle chiamanti in causa sigg.re ### e ### con conseguente condanna a suo esclusivo e diretto carico o, in subordine o all'occorrenza, dichiarandolo comunque tenuto a manlevare il sig. ### delle somme che questi sia a sua volta tenuto a pagare alle chiamanti in causa; - in via di ulteriore subordine, nell'ipotesi di accoglimento, anche parziale, delle domande formulate nei confronti del sig. ### ridurre comunque la condanna a quanto sarà quantificato in corso di causa, e ove dovesse emergere una concorsualità nella responsabilità, determinare l'eventuale grado di responsabilità direttamente riconducibile al sig. ### limitando la condanna all'accertanda percentuale di responsabilità; - in via di ulteriore subordine e nella denegata ipotesi di affermata responsabilità di ### e conseguente sua condanna, anche parziale, previa all'occorrenza declaratoria di inapplicabilità o illegittimità o inefficacia delle clausole d'esclusione della responsabilità o inoperatività della copertura invocate o invocande dall'### chiamata in causa, previo accertamento che l'evento e danni sono ricompresi tra quelli garantiti ai sensi di polizza dichiarare tenuta e condannare la ### in persona del legale rappresentante pro-tempore a manlevare e tenere indenne il sig. ### da ogni onere, spesa o risarcimento o altra somma posta a suo carico, ai sensi di polizza e nei limiti del massimale previsto nel contratto di assicurazione; - con il favore di spese ed onorari per entrambi i gradi di giudizio. 
Insiste altresì nella richiesta di c.t.u., limitatamente a quanto non risulti già svolto nell'espletata consulenza, e nelle istanze istruttorie così come formulate nella medesima comparsa di costituzione e risposta.  ### S.P.A.: Registrato il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75
Voglia l'Ecc.ma Corte d'Appello, ### ogni contraria istanza, eccezione e deduzione; Principalmente -### il gravame avversario e confermare in toto, o quanto meno nella parte dispositiva, l'impugnata sentenza.  -Viste le eccezioni di polizza di cui sopra, di cui al contratto di assicurazione intercorso tra i geom.  ### e ### s.p.a., e di cui in atti, dichiarare l'inoperatività del contratto medesimo. 
In via subordinata -### l'accoglimento delle domande proposte nei confronti del geom. ### nei rigorosi limiti del giusto e del provato.  -Viste le eccezioni di polizza di cui sopra, di cui al suddetto contratto di assicurazione, e di cui in atti, dichiarare l'inoperatività del contratto medesimo, ovvero, in via gradata, contenere l'accoglimento della eventuale domanda di manleva (che il geom. ### dovesse riproporre in questo grado nei confronti di ### s.p.a.) tenuto conto di tutte le condizioni, e con i massimali, gli scoperti, le franchigie e le esclusioni (e comunque nei limiti tutti) di cui al contratto assicurativo, secondo quanto in esso, sopra, e in atti tutti meglio precisato. 
In ogni caso -Con vittoria delle spese - anche forfetarie - del giudizio, oltre alle eventuali spese di c.t.u. e c.t.p., oltre a CPA e IVA come per legge. Ovvero con compensazione, integrale o parziale, delle spese di lite.  ### Chiede che l'###ma Corte d'Appello voglia respingere l'avversario appello, con conferma della sentenza impugnata, dichiarando l'inammissibilità delle domande avversarie o comunque rigettarle per i motivi dedotti in atti. 
Con favore di spese di entrambi i giudizi.  MOTIVI DELLA DECISIONE I.Con atto del 3.12.2019 il ### di ### evocava in giudizio ### e ### allegando che: a seguito delle intense piogge verificatesi nella notte tra il 5 e il 6 novembre 2008, che provocavano il cedimento di un muro di contenimento del terreno a monte del sentiero comunale “### - Le Clou”, nonché del muro di sostegno della suddetta via pubblica in ### con conseguente smottamento di terra e sassi verso valle, il ### emetteva l'ordinanza n. 102/2008 con la quale ordinava alle sig.re ### e #### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 proprietarie dei terreni causa dello smottamento (mappali nn. 498-499 ### e 852 ###, di provvedere immediatamente alla messa in sicurezza del luogo interessato dall'evento franoso e di procedere con urgenza alla ricostruzione dei manufatti murari crollati e di quelli lesionati; le sig.re ### e ### non eseguivano alcun intervento, per cui il ### doveva provvedere direttamente in luogo delle medesime all'esecuzione dei lavori necessari alla bonifica e alla messa in sicurezza dei luoghi a seguito dell'evento franoso, onde salvaguardare la pubblica incolumità; dalle sentenze del ### d'### e del Consiglio di Stato, che rigettavano i ricorsi proposti dalle sig.re ### e ### avverso l'ordinanza sindacale, emergeva che l'evento franoso e le sue conseguenze erano imputabili in via esclusiva alle sig.re ### e ### nonché la piena legittimità dell'ordinanza sindacale e dell'intervento sostitutivo del ### le spese sostenute dal ### come risultanti dalle fatture ### s.r.l. e ### tecnico ### erano di € 107.099,94. 
Chiedeva pertanto di condannare le sig.re ### e ### al pagamento della somma di € 107.099,94 oltre agli interessi legali dalla data di messa in mora all'effettivo saldo.  ### e ### costituendosi, contestavano la pretesa creditoria dell'### comunale nell'an, rilevando che la responsabilità dell'evento franoso non era imputabile alle convenute e agli interventi edilizi eseguiti sulle loro proprietà, ma a cause estranee alle medesime, evidenziate dalle prodotte relazioni tecniche geologiche; contestavano la pretesa anche nel quantum, eccependo che l'impresa incaricata dei lavori aveva eseguito opere diverse da quelle affidatele dal ### con determinazione n.85 del 25.11.2008 e non rientranti nell'ambito dell'ordinanza sindacale; che ai sensi dell'art. 15 ter L.R. 12/1996 il ### avrebbe potuto fare ricorso diretto ad una determinata impresa solo per importi non superiori a € 40.000,00; che il corrispettivo congruo per l'esecuzione dei lavori di ripristino dei manufatti murari crollati ammontava a € 19.443,59, dovendo pertanto essere disposta c.t.u.; in subordine chiedevano di essere manlevate dal geom. ### in qualità di titolare dell'impresa esecutrice dei lavori edili eseguiti sui fondi di loro proprietà.  ### si costituiva, eccepiva preliminarmente il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo, nel merito chiedeva di rigettare le pretese fatte valere nei suoi confronti in quanto infondate nell'an e nel quantum; in subordine, chiedeva di essere manlevato da ### s.p.a., quale compagnia assicuratrice per la responsabilità civile in forza di polizza “### Impresa” n. 13087214, e dall'arch. ### quale progettista e direttore dei lavori eseguiti dalla sua impresa sulle proprietà delle convenute.  ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 ### s.p.a. si costituiva, aderiva nel merito a tutte le difese svolte dal geom. ### contestava l'operatività della polizza invocata da quest'ultimo, in subordine chiedeva di contenere la manleva nei limiti del contratto assicurativo.  ### si costituiva, eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, eccepiva la decadenza delle controparti ex artt. 1667 e 1669 c.c., e chiedeva di dichiarare inammissibili le domande svolte nei suoi confronti o comunque di rigettarle in quanto infondate nel merito. 
Il Tribunale di ### con sentenza n. 231/2021 pubblicata il ###, riteneva sussistere la giurisdizione del giudice ordinario, rilevando che la presente vertenza non rientrava tra quelle devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 133 lett. f) c.p.a., trattandosi di un'ipotesi di “esecuzione in danno” foriera di un'obbligazione di diritto privato, avente il proprio fondamento nell'inerzia dell'obbligato all'esecuzione di ordinanze sindacali contingibili e urgenti emesse a protezione dell'incolumità e della salute pubblica. Nel merito, riteneva fondata la domanda attorea, rilevando che: vi era giudicato amministrativo sulla legittimità dell'ordinanza sindacale, con conseguente sussistenza, sotto il profilo dell'an debeatur, della responsabilità delle convenute destinatarie della predetta ordinanza; nel giudizio amministrativo era infatti stata definitivamente accertata la legittimità dell'adozione dell'ordine di immediata messa in sicurezza del luogo interessato dalla frana e di ricostruzione dei muri crollati o lesionati, a fronte dell'esistenza di un concreto pericolo per la pubblica incolumità originato dallo smottamento di terreni di loro pertinenza; gli accertamenti compiuti nel giudizio amministrativo si basavano sulle risultanze di una verifica tecnica, oggetto di analisi da parte del giudice, che aveva escluso la configurabilità di altre cause dell'evento franoso, pur ipotizzate dalle ricorrenti odierne convenute; le spese allegate dal ### erano documentate e congrue, gli interventi posti in essere attraverso l'impresa ### dovevano ritenersi necessari al fine di ripristinare lo status quo ante, ed erano comunque ricollegabili, anche se non oggetto di espresso incarico, agli interventi oggetto della determinazione n. 85/2008 e, in ogni caso, erano stati dichiarati ragionevoli da parte del ### le contestazioni mosse dalle convenute circa la legittimità della procedura di incarico dei lavori de quibus, erano attinenti alla sfera amministrativa e non inerenti al diritto privatistico dell'### di ripetere le spese sostenute per l'intervento sostitutivo.  ### dunque, le convenute, in solido tra loro, a pagare al ### la somma di € 107.099,94, oltre interessi legali di mora fino al saldo effettivo, e oltre alla rifusione delle spese di lite. 
Il Tribunale rigettava la domanda di manleva proposta dalle convenute nei confronti di ### rilevando che le convenute non avevano assolto all'onere probatorio gravante su di loro, da considerarsi particolarmente rigoroso a fronte della posizione assunta in sede di giudizio amministrativo, in cui avevano negato ogni addebito anche con riferimento alle attività riconducibili ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 all'impresa esecutrice dei lavori ed al progettista/direttore dei lavori stessi, come risultante dalla perizia di parte; e che le stesse non avevano dedotto specifici elementi oggettivi atti a fondare l'asserita responsabilità di ### né tantomeno dell'arch. ### sempreché si potesse ritenere, circostanza invero esclusa, che la domanda di manleva fosse stata da loro estesa all'architetto dopo la sua chiamata in causa da parte del geom. ### Compensava integralmente le spese relative al rapporto processuale coinvolgente le convenute e gli altri soggetti chiamati in causa. 
Con atto di appello ritualmente notificato, ### e ### impugnavano la sentenza del Tribunale, chiedendone la riforma previa sospensione ex art. 283 c.p.c., per i motivi di seguito illustrati, e formulavano le conclusioni riportate in epigrafe.  ### di ### costituendosi, chiedeva di respingere l'appello in quanto infondato e di confermare la sentenza, formulando le conclusioni riportate in epigrafe.  ### costituendosi, eccepiva l'inammissibilità dell'appello o la sua infondatezza nel merito, formulando le conclusioni riportate in epigrafe e rinnovando, in caso di accoglimento della domanda nei suoi confronti, la domanda di manleva nei confronti di ### s.p.a. e dall'arch. #### s.p.a., costituendosi, chiedeva di rigettare l'appello e di confermare la sentenza impugnata, formulando le conclusioni riportate in epigrafe.  ### costituendosi, chiedeva di rigettare l'appello e di confermare la sentenza impugnata, formulando le conclusioni riportate in epigrafe. 
Con ordinanza emessa all'udienza del 17.2.2022 questa Corte sospendeva l'efficacia esecutiva della sentenza impugnata. 
II. Le appellanti hanno articolato tre motivi di gravame, di cui il primo e il terzo relativi all'accoglimento da parte del Tribunale della domanda proposta dal ### di ### nei loro confronti, il secondo relativo al rigetto della domanda da loro proposta nei confronti di ### Il primo e il terzo motivo vengono esaminati congiuntamente. 
Con il primo motivo -“### - ### - ### di presupposti in fatto ed in diritto”- le appellanti censurano la sentenza di primo grado nella parte in cui il Tribunale ha ritenuto fondata la domanda del ### di ### di pagamento della somma di € 107.099,94 in forza dell'ordinanza sindacale n.102/2008, in quanto il TAR e il Consiglio di Stato avevano ritenuto legittima l'adozione di tale ordinanza; allegano che: il giudizio amministrativo si è svolto solo con riferimento alla sussistenza dei presupposti in fatto e in diritto per l'emanazione dell'ordinanza contingibile e urgente a carico delle sig.re ### e ### non con riferimento alla legittimità dell'intervento sostitutivo posto in essere dal ### di ### e al conseguente preteso diritto al rimborso delle spese; il Tribunale avrebbe ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 dovuto procedere all'accertamento dell'an e del quantum della pretesa attorea tramite apposita c.t.u., richiesta dalla stessa P.A.; inoltre il ### con determinazione n.85 del 25.11.2008 ha affidato l'incarico di eseguire le necessarie opere di bonifica e messa in sicurezza all'impresa ### s.r.l., che ha eseguito anche opere ulteriori rispetto all'incarico affidato, opere che quindi non avrebbe potuto e dovuto eseguire in quanto esulanti dall'ambito della contingibilità e urgenza; non sono state rispettate le regole di pubblica evidenza per reperire un contraente, a fronte dell'art. 15 ter L.R. 12/1996 che prevede la possibilità di ricorrere direttamente ad una determinata persona o impresa soltanto nei casi di somma urgenza e per importi non superiori a € 40.000,00, ampiamente superati nel caso di specie; le regole di pubblica evidenza hanno una rilevanza privatistica perché l'espletamento di una gara avrebbe consentito alla P.A. di individuare quella che tra le varie offerte era la più vantaggiosa economicamente; né il ### ha mai verificato la corrispondenza tra quanto realizzato dall'impresa ed il corrispettivo preteso nonché la corretta quantificazione dello stesso in base al prezziario regionale; il Tribunale avrebbe pertanto dovuto ritenere inesigibile nei confronti delle odierne appellanti il corrispettivo maturato dall'impresa ### per le opere non oggetto di formale incarico. 
Con il terzo motivo - “### - ### di presupposti in fatto ed in diritto”- le appellanti censurano la parte di sentenza in cui il Giudice ha ritenuto che le spese richieste dal ### nell'importo di € 107.099,64, erano documentate e congrue; allegano che: la documentazione prodotta a supporto della pretesa creditoria non è idonea ad assurgere ad elemento di prova poiché è di formazione unilaterale, al pari di un qualsiasi altro documento fiscale e/o contabile; a fronte delle contestazioni mosse, il ### avrebbe dovuto provare il proprio credito diversamente e in modo più circostanziato - ad esempio tramite una relazione tecnica sui lavori effettivamente svolti, certificazioni e/o verifiche in fatto da parte dell'### - ma ciò non è avvenuto; la congruità è ritenuta sussistente dal Tribunale in forza della ragionevolezza degli ulteriori interventi eseguiti, ma tale ragionevolezza non è dimostrata e non emerge dalla documentazioni in atti, tanto più che il Giudice non ha ammesso la c.t.u. richiesta sul punto; le somme pretese da controparte non sono affatto congrue, innanzitutto perché non è chiaro il computo che ha condotto all'ammontare di € 107.099,94, considerato che il computo estimativo acquisito da una loro impresa di fiducia quantifica il corrispettivo per i lavori svolti dalla ### in € 19.443,59; in secondo luogo perché il ### non si è limitato a ripristinare lo status quo ante dei luoghi, ma ha realizzato opere diverse e migliorative degli stessi, i cui costi non possono essere addebitati alle sig.re ### e #### di ### rileva l'infondatezza dei motivi e richiama le argomentazioni svolte nella sentenza impugnata, in accoglimento delle proprie tesi; in particolare evidenzia che il Giudice, dal giudicato ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 amministrativo non contestato nei motivi di appello e formatosi sulla legittimità dell'ordinanza sindacale 102/2008 che intimava il ripristino, desume che le sig.re ### e ### si sono rese inadempienti costringendo la P.A. all'intervento sostitutivo di rispristino; in merito al quantum, il Giudice motiva adeguatamente in punto prova documentale e congruità delle spese e spiega bene perché tutte le opere eseguite sono pertinenti e necessarie per ripristinare la sicurezza del sito, in ossequio all'ordinanza; il Giudice si è basato su un compendio probatorio documentale chiaro e quantitativamente cospicuo, dal quale emerge che la P.A. ha agito in totale trasparenza e ha eseguito gli interventi, nonché pagato i vari stati di avanzamento, sulla scorta di relazioni della ### e del ### le appellanti non hanno impugnato gli atti amministrativi che hanno portato il ### ad impegnare le spese relative, decadendo dal potere di contestarle; sono irrilevanti, tardive e infondate le deduzioni avversarie in ordine alle asserite illegittimità amministrative del procedimento di affidamento dell'incarico di realizzazione delle opere di ripristino; la documentazione prodotta dimostra che il ### ha operato in maniera ineccepibile con controlli sulle lavorazioni da parte della ### e con collaudo finale delle opere, il cui ammontare non poteva essere predeterminato in ragione dell'urgenza e delle esigenze via via presentatesi per salvaguardare l'incolumità pubblica. 
I motivi sono parzialmente fondati, dovendo la domanda del ### essere accolta nei limiti dell'importo di € 61.455,56. 
Si premette che: -con ordinanza contingibile e urgente n.102/2008, il ### del ### di ####, “preso atto che a seguito delle intense piogge dei giorni 3, 4 e 5 novembre si è verificato il cedimento di un muro di contenimento del terreno a monte del sentiero comunale ‘### - ### nonché del muro di sostegno della suddetta via pubblica, in fraz. ### con conseguente smottamento di terra e sassi verso valle”, considerato che dalla relazione dell'ing. Asiatici “risulta chiaramente che le cause sono da imputarsi esclusivamente ad opere eseguite ed in corso di realizzazione a monte della proprietà comunale” sui terreni di proprietà di ### per i mappali n.498 e n.499 e di ### per il mappale n.852, riconosciuta “l'urgente necessità di procedere alla messa in sicurezza dell'area interessata dallo smottamento in questione nonché all'immediato sgombero dei detriti, al ripristino dei manufatti murari crollati ed al rifacimento del tratto di acquedotto danneggiato”, visto l'art. 54 D.Lgs. 267/2000, ha ordinato a ### e a ### “di provvedere immediatamente alla completa messa in sicurezza del luogo interessato dall'evento franoso con sgombero dei detriti e pulizia delle aree interessate”, di “procedere quindi urgentemente alla ricostruzione dei manufatti murari crollati e di quelli lesionati con ripristino delle recinzioni e ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 protezioni preesistenti nonché al rifacimento del tratto di acquedotto danneggiato”, presentando alla fine dei lavori la relazione di collaudo statico dei muri eseguiti, tenuto conto “che i muri dovranno risultare in muratura di pietrame”; avvertendo che in caso di inottemperanza, il ### “provvederà direttamente all'esecuzione dei lavori, con addebito ai proprietari sopra identificati dei relativi oneri maggiorati delle ulteriori spese previste per legge” (doc. 2 del ###; -le sig.re ### e ### hanno impugnato l'ordinanza avanti al TAR della ### d'### che ha rigettato il ricorso con sentenza n.35/2010, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n.1767/2017 (docc. 22 e 25 del ###; -non avendo le sig.re ### e ### eseguito i lavori ordinati, il ### di ### vi ha provveduto mediante affidamento diretto dei lavori di bonifica e messa in sicurezza alla ### s.r.l.  e ha sostenuto un esborso complessivo di € 107.099,94, come da fatture emesse dall'impresa esecutrice dei lavori e dallo ### quest'ultimo incaricato della redazione di perizia e della direzione dei lavori (docc. 5-19 del ###; -il ### ha agito giudizialmente, dopo vane richieste stragiudiziali, per ottenere dalle sig.re ### e ### il recupero dell'intera somma corrisposta di € 107.099,94 oltre interessi; -sussiste la giurisdizione del giudice ordinario (v. Cass. civ. S.U. 11258/2022: “spetta al giudice ordinario la giurisdizione sulla controversia relativa al recupero delle spese per l'effettuazione d'ufficio da parte di un comune di opere a tutela della pubblica incolumità…oggetto di ordinanza contingibile e urgente rimasta ineseguita dal destinatario”). 
La domanda del ### è fondata nell'an debeatur. 
E' coperto dal giudicato amministrativo l'accertamento dell'obbligo in capo alle appellanti di eseguire i lavori oggetto dell'ordinanza contingibile e urgente. 
Nel giudizio avanti a TAR e Consiglio di Stato è stata definitivamente accertata la legittimità dell'ordinanza per la sussistenza dei presupposti di legge, sia sotto il profilo dell'urgenza, della proporzionalità e dell'adeguatezza del provvedimento, finalizzato ad affrontare una situazione di carattere eccezionale e imprevista costituente concreta minaccia per la pubblica incolumità, sia sotto il profilo dell'imputabilità dei crolli e smottamenti alle sig.re ### e ### nei cui confronti l'ordinanza è stata emessa. 
Sussiste pertanto l'obbligo delle sig.re ### e ### di pagare al ### l'importo corrispondente alle spese sostenute per le opere necessarie per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi oggetto dell'ordinanza, che le stesse non hanno provveduto ad eseguire e che sono state eseguite in loro sostituzione, legittimamente e doverosamente, dal ### (che vi doveva provvedere in considerazione dei profili già accertati nel giudizio amministrativo dell'urgenza e della concreta ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 minaccia per la pubblica incolumità), come preannunciato nella stessa ordinanza. Ai fini dell'an debeatur, nel presente giudizio avanti al giudice ordinario, è irrilevante il rispetto o meno da parte del ### delle regole per reperire il contraente e dell'art. 15 ter L.R.. 
Non è invece coperto dal giudicato amministrativo il quantum della pretesa del ### non oggetto dell'ordinanza su cui si è svolto il giudizio amministrativo. 
La circostanza dedotta dal ### appellato, secondo cui le appellanti non hanno impugnato gli atti amministrativi che hanno portato il ### a impegnare le spese relative ai lavori eseguiti, è irrilevante nel presente giudizio, ove spetta al giudice ordinario accertare non la legittimità degli atti amministrativi del ### ma l'ammontare del diritto di credito dell'ente nei confronti delle sig.re ### e ### per le opere fatte eseguite e le prestazioni ottenute, nei limiti di quanto necessario per il ripristino e la rimessione in sicurezza dei luoghi oggetto dell'ordinanza contingibile e urgente e della congruità (sulla base del prezziario regionale, indicato come da applicarsi nella stessa determinazione del ### di affidamento diretto dei lavori del 25.11.2008) dei corrispettivi richiesti e pagati; come rilevato da Cass. civ. S.U. 11258/2022, nella controversia relativa al recupero delle spese per l'effettuazione d'ufficio da parte di un ### di opere a tutela della pubblica incolumità oggetto di ordinanza contingibile e urgente rimasta ineseguita dal destinatario, al giudice ordinario compete stabilire “solo se sussista il diritto soggettivo dell'amministrazione a essere rimborsata…per non essere stata la spesa eccessiva in relazione all'obiettivo perseguito e determinato nel provvedimento”, mentre la controversia non involge “i provvedimenti amministrativi a monte di quella pretesa” creditoria della P.A.. 
Nel presente giudizio d'appello questa Corte, non condividendo la valutazione svolta dal Giudice di primo grado secondo cui le spese sostenute dal ### risultano congrue senza necessità di apposita attività peritale, a fronte di specifiche contestazioni svolte dalle odierne appellanti circa l'avvenuta esecuzione da parte dell'impresa di lavori ulteriori rispetto a quelli oggetto dell'incarico inizialmente affidato, esulanti dall'ambito della contingibilità e urgenza, della non corretta quantificazione del corrispettivo in base al prezziario regionale, del mancato conseguimento di un corrispettivo inferiore non essendo stata espletata una gara per l'individuazione dell'impresa, ha disposto c.t.u. sul seguente quesito: “viste le fatture emesse dalla ### s.r.l. e dallo ### per i lavori fatti eseguire dal ### di ### e vista la richiesta di pagamento inviata dal ### di ### alle sig.re ### e ### oggetto di causa (prot. 5710 del 20.6.2018), ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 -accerti quali delle opere eseguite dalla ### s.r.l. e delle prestazioni rese dallo ### erano necessarie per il ripristino o la rimessione in sicurezza dei luoghi oggetto di ordinanza n.102/2008 del 11.11.2008 emessa dal ### del ### di ### -determini, in base al prezziario regionale all'epoca applicabile, il corrispettivo di tali opere anche tenuto conto dell'urgenza di provvedere; -verifichi pertanto la congruità dell'importo richiesto dal ### di ### alle sig.re ### e Pastoret”. 
Il c.t.u. ing. ### ha accertato che: -tutte le opere eseguite dalla ### s.r.l. (elencate a pag. 38 della relazione peritale) sono necessarie e rientrano appieno nelle opere chieste dal ### con l'ordinanza n.102/2008, ad esclusione della scala in calcestruzzo rivestita in pietra, di accesso alla proprietà privata di valle, in quanto l'originario accesso pedonale avveniva tramite semplice rampa in terra; -le prestazioni professionali rese dall'ing. Asiatici dello ### (relazione preliminare, documentazione contabile, certificato di regolare esecuzione) sono conformi a quanto richiesto dal ### e necessarie rispetto all'ordinanza n.102/2008; non risultano redatti elaborati grafici e di calcolo di progettazione strutturale, nè elaborati grafici di progettazione generale-architettonica; -l'importo richiesto dal ### alle appellanti appare congruo nei limiti di € 61.455,56 già comprensivi di oneri accessori, di cui € 54.340,37 per lavori svolti dall'impresa ### s.r.l. e € 7.115,19 per prestazioni professionali rese dallo ### -il corrispettivo dei lavori è stato ricalcolato mediante contabilizzazione ex novo “a misura” delle opere eseguite (come da tabella allegato 6) - anziché seguire il criterio “in economia” esposto negli atti contabili e non verificabile - con applicazione del prezzario regionale all'epoca applicabile; sull'importo ottenuto di € 60.378,18 al netto di oneri accessori, non è stato applicato alcun aumento per l'urgenza, rilevandosi che l'affidamento dei lavori è del 25.11.2008 con contestuale consegna lavori, l'ultimazione lavori è indicata dal D.L. al 16.11.2009 con contabilità finale datata 29.12.2009, le opere non sono quindi state eseguite con urgenza (anche a voler tenere conto di una ultimazione lavori a inizio luglio 2009, data dell'ultima annotazione contabile) per cui non si ritiene di necessario apportare modifiche all'importo sotto tale profilo; per lo stesso motivo è stato applicato il ribasso del 25% - ribasso medio corrente - che il ### avrebbe potuto verosimilmente ricavare in condizioni di libera contrattazione sul mercato; -il corrispettivo per le prestazioni professionali è stato calcolato tenuto conto delle prestazioni rese e dell'importo netto dei lavori stimato in € 60.378,18 (ante ribasso di mercato e al netto dell'###.  ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75
La c.t.u. risulta correttamente svolta e adeguatamente motivata, con convincente confutazione delle contrarie osservazioni dei c.t.p.; questa Corte ritiene pertanto condivisibili le conclusioni assunte, rinviando alla relazione peritale per l'esposizione approfondita dei criteri seguiti e dei conteggi svolti. 
Prendendo in esame le contestazioni specifiche alla c.t.u. svolte dalle appellanti negli atti conclusivi (e prima nelle note scritte 27.1.2023) si rileva quanto segue. 
Le appellanti contestano la valutazione del c.t.u. secondo cui i nuovi muri di sostegno, sia nella parte strutturale in calcestruzzo armato, sia nel loro rivestimento in pietra, rientrano appieno nelle opere chieste dal ### di ### rilevano che dalla lettura dell'ordinanza comunale è chiaro che i manufatti murari crollati e lesionati avrebbero dovuto essere ricostruiti non in calcestruzzo ma in muratura di pietrame; che l'interpretazione del c.t.u. è contraria al tenore letterale dell'ordinanza, ove si parla di ricostruire i muri crollati e non di realizzarli ex novo con materiali diversi, e si pone in contrasto con il principio generale di economicità dell'azione amministrativa. 
Contestano che i muri in c.a. realizzati fossero necessari per il ripristino o la messa in sicurezza dei luoghi; rilevano che per il ripristino o la messa in sicurezza dei luoghi erano sufficienti dei manufatti in pietrame e malta, come dimostrato dal c.t.p. attraverso appositi calcoli e verifiche; che il c.t.u. ne ha contestato gli esiti, ma dalle osservazioni redatte dal c.t.p. successivamente al deposito della relazione peritale risulta invece che tutte le verifiche anzidette sono corrette e idonee a confermare la stabilità dei muri in pietra e malta, mentre analoga stabilità non è stata accertata con riferimento ai muri in c.a.  perché nessuna verifica strutturale è stata compiuta, i muri sono stati realizzati senza il supporto di elaborati grafici, architettonici, strutturali e di calcolo, pur obbligatori per legge, la loro realizzazione non è avvenuta secondo le regole dell'arte, non sono mai stati collaudati sotto il profilo statico. 
Contestano che l'importo congruo sia di € 61.455,56 (di cui 54.340,37 per lavori svolti dall'impresa ### e € 7.115,19 per le prestazioni professionali rese dallo studio ###; rilevano che l'importo congruo è invece quello indicato dal c.t.p., ovvero € 40.673,05, di cui € 36.057,88 per lavori (detraendo € 13.564,05 per opere non necessarie) e € 4.615,17 per spese tecniche (detraendo costi per perizia tecnica redatta dall'ing. Asiatici sulle cause del dissesto, non dovuti). 
Siffatte contestazioni sono infondate, avendo il c.t.u. risposto con motivazione adeguata e convincente sotto tutti i profili. 
La questione principale concerne il fatto che l'impresa e il ### hanno ritenuto conforme all'ordinanza la realizzazione di muri con struttura in calcestruzzo armato e rivestimento in pietra, mentre le appellanti sostengono che i muri crollati dovessero essere ricostruiti così com'erano, in pietrame e malta, con costi asseritamente inferiori.  ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75
Il c.t.u. ha spiegato in modo chiaro e condivisibile che la realizzazione di muri con struttura in calcestruzzo armato e rivestimento in pietra è conforme all'ordinanza contingibile e urgente. 
La stessa impone alle appellanti di provvedere “alla completa messa in sicurezza del luogo interessato dall'evento franoso”, “alla ricostruzione dei manufatti murari crollati e di quelli lesionati con ripristino delle recinzioni e protezioni preesistenti” (oltre “al rifacimento del tratto di acquedotto danneggiato” qui non rilevante), precisando “che i muri dovranno risultare in muratura di pietrame”. 
E un muro destinato a sostenere un terrapieno può essere realizzato in calcestruzzo armato oppure in pietrame con giunti a secco o con malta, ove il primo tipo in c.a. consente di realizzare un'opera meno massiva e con spessori ridotti, mentre il secondo tipo (che rientra tra quelli definiti “a gravità”) richiede un'opera di mole maggiore, così da evitare che le sezioni del manufatto presentino zone in tensoflessione, ma solo in presso-flessione; il muro può “risultare in muratura di pietrame” sia realizzandolo totalmente in pietrame (quindi le funzioni strutturali ed estetiche sono assolte entrambe dalla pietra), sia realizzandolo in c.a. (funzione strutturale) e rivestendolo in pietra (funzione estetica); il ### ha pertanto lasciato al destinatario dell'ordinanza la possibilità di scegliere la tipologia di muro nella sua componente strutturale, imponendo però il risultato estetico di un paramento a vista in pietrame. 
Peraltro la scelta della tipologia strutturale (in calcestruzzo armato oppure in pietrame a gravità) non può limitarsi (come invece espone il c.t.p.) soltanto ad una valutazione economica del costo di costruzione, ma deve considerare anche la durabilità e l'affidabilità del manufatto che si intende costruire; e realizzare un muro a gravità in pietra di circa 4 metri di altezza sarebbe anacronistico rispetto alle usuali e correnti tecnologie, certamente sarebbe meno affidabile nel tempo ed avrebbe in sé un'alea realizzativa che invece il manufatto in calcestruzzo armato non presenta. 
Pertanto questa Corte rileva che i muri realizzati in calcestruzzo armato e rivestiti in pietra rientrano nelle opere previste nell'ordinanza contingibile e urgente e sono necessari per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi, in quanto: si tratta di muri che esteticamente risultano in muratura di pietrame; l'ordinanza non impone affatto di ricostruire i muri interamente con gli stessi materiali utilizzati in precedenza per il muro crollato; l'intervento deve essere volto alla completa messa in sicurezza del luogo interessato all'evento franoso; il diverso materiale utilizzato rende il manufatto più affidabile nel tempo, oltre a non avere l'alea realizzativa che avrebbe un muro a gravità in pietra, che tra l'altro sarebbe anacronistico rispetto alle usuali e correnti tecnologie. 
Le contestazioni svolte dal c.t.u. in ordine ai calcoli e alle verifiche effettuate dal c.t.p. delle appellanti (pagg. 31-33 relazione peritale) si riferiscono alla ravvisata sottostima del costo del manufatto individuato dal c.t.p., sulla base di dimensioni del muro che il c.t.u. ritiene non sufficienti per la stabilità del manufatto. Le considerazioni ulteriori svolte dal c.t.p. dopo il deposito della relazione ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 peritale, riprese negli atti conclusivi, sono pertanto irrilevanti, non dovendo essere esaminata la questione relativa al costo del muro ove realizzato in pietrame e malta, per i motivi illustrati. 
Inoltre si rileva che nel corso delle operazioni peritali il c.t.p. delle appellanti non ha mai contestato la stabilità dei muri realizzati o l'esistenza di vizi dei medesimi; né tali circostanze sono state dedotte dalle appellanti nell'atto introduttivo del giudizio di primo grado nè d'appello; al contrario, tanto il c.t.p. quanto le appellanti hanno affermato che sono state realizzate opere diverse, implementative e migliorative rispetto a quelle preesistenti, pertanto più costose; le deduzioni svolte sul punto negli atti conclusivi e nelle osservazioni del c.t.p. successive al deposito della relazione peritale sono quindi inammissibili in quanto tardive.  ### congruo per lavori e prestazioni professionali è quello determinato dal c.t.u., risultando dovuti anche il corrispettivo per la realizzazione dei muri in c.a. rivestiti in pietra (per i motivi esposti) ed il compenso per la relazione preliminare redatta dall'ing. Asiatici, trattandosi di relazione sullo stato dei luoghi, la dinamica dell'evento, le cause e gli effetti dello stesso, necessaria per far fronte alla tutela della pubblica incolumità con il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi. 
La sentenza di primo grado viene conseguentemente riformata riducendo l'importo dovuto dalle appellanti al ### di ### a € 61.455,56. 
Con il secondo motivo - “### - ### - ### applicazione dell'art. 1218 c.c.”- le appellanti censurano la sentenza nella parte in cui ha respinto la domanda di manleva da loro proposta nei confronti di ### rilevano che: hanno adempiuto all'onere di allegazione (e non di prova) spettante al creditore in tema di responsabilità contrattuale, avendo debitamente allegato l'inadempimento del debitore (risultante dalle sentenze amministrative, che hanno accertato che l'evento franoso è riconducibile esclusivamente alle opere eseguite e in corso di realizzazione sulle proprietà delle sig.re ### e ###, il danno evento (corrispondente alla somma rivendicata dal ### nei loro confronti) e l'elemento soggettivo (ovvero la colpa del geom. ### essendo l'evento franoso riconducibile ai lavori edili eseguiti dalla sua impresa sui terreni di loro proprietà); il tutto suffragato dal fatto che il ### non ha fornito alcun elemento idoneo a superare la presunzione di colpa a suo carico; hanno provato il titolo su cui si fonda la pretesa, costituito dal contratto stipulato con l'impresa ### del sig. ### in forza del quale quest'ultima si è obbligata ad eseguire i lavori edili in questione, ed il danno, corrispondente alla somma oggetto della pretesa del ### in ogni caso insistono nella richiesta di c.t.u. volta ad accertare le cause del crollo e le conseguenti responsabilità, contestando l'argomentazione del Tribunale che l'ha ritenuta meramente esplorativa alla luce della posizione, da loro assunta dinnanzi ai giudici amministrativi, di esclusione della ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 riconducibilità della frana ai lavori eseguiti sui fondi di loro pertinenza; il coinvolgimento della ### quale soggetto responsabile in relazione alle modalità di esecuzione degli interventi, si poneva in contrasto con l'impostazione difensiva da loro assunta in sede amministrativa, impostazione però disattesa in virtù degli accertamenti svolti, che costituirebbero l'oggetto della c.t.u. richiesta; quanto alla statuizione del Tribunale relativa alla mancata estensione della domanda di manleva nei confronti dell'arch. ### in ossequio all'orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte le odierne appellanti non erano obbligate a farlo, ben potendo limitare la loro domanda all'impresa esecutrice dei lavori, con l'unica conseguenza che il solo soggetto tenuto a rispondere nei loro confronti è il geom. ### dunque il Giudice non poteva far discendere l'infondatezza della domanda di manleva da loro formulata dal fatto che non avessero esteso tale domanda anche nei confronti dell'architetto.  ### rileva l'inammissibilità o l'infondatezza del motivo, richiamando le argomentazioni svolte nella sentenza impugnata, di cui chiede la conferma; in particolare contesta l'opponibilità del giudicato amministrativo nei suoi confronti, non essendo egli stato parte dei giudizi dinnanzi al TAR e al Consiglio di Stato, e sostiene che la sussistenza di una sua eventuale responsabilità in ordine alla causazione dei fatti dedotti in giudizio deve essere dimostrata in questa sede. 
Il motivo di appello è infondato. 
Come correttamente ritenuto dal Tribunale, la domanda di manleva proposta dalle sig.re ### e ### nei confronti di ### in quanto titolare dell'impresa ### che aveva eseguito lavori edili nella loro proprietà, è infondata per difetto di allegazioni di elementi idonei a configurare la responsabilità del sig. ### Si premette che nel giudizio amministrativo le sig.re ### e ### hanno allegato che le cause del crollo non erano imputabili ad opere eseguite e in corso di realizzazione sui terreni di loro proprietà, situati a monte, come indicato nell'ordinanza del ### ma che “il dissesto si è sviluppato a valle del passaggio comunale per un cedimento del muro di sostegno, il cui crollo ha poi coinvolto anche il muro di controripa” con la conseguenza che “le cause del crollo sono da ricercare, oltre che nelle condizioni non ottimali dei muri, nelle pressioni indotte dalle forti piogge e probabilmente anche nelle perdite dell'acquedotto comunale, il cui tubo si è rilevato in pessime condizioni, o di altri tubi privati che erano interrati al di sotto del vicolo” come da relazione tecnica di parte; il giudice amministrativo, sulla base della verificazione geologica disposta, ha invece accertato che causa unica del crollo è stato “l'intervento di sopraelevazione del muro unitamente al passaggio dei mezzi di cantiere” nelle proprietà ### e ### con esclusione di altri fattori quali cause concomitanti dell'evento; così ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 statuendo che l'ordinanza impugnata non muoveva da presupposti erronei quanto all'imputabilità dell'evento franoso. 
Nella comparsa di costituzione nel giudizio in primo grado, le sig.re ### e ### hanno eccepito l'infondatezza della domanda di recupero del ### deducendo che l'evento franoso non era imputabile a loro responsabilità e non derivava dai lavori edili nelle loro proprietà, sulla base delle stesse argomentazioni fatte valere nel giudizio amministrativo, ovvero che la relazione tecnica geologica aveva chiarito che il dissesto si era sviluppato a valle del passaggio comunale per un cedimento del muro di sostegno, il cui crollo aveva coinvolto anche il muro di controripa, e che le cause del crollo erano da ricercare nelle condizioni non ottimali dei muri, nelle pressioni indotte dalle forti piogge, nelle perdite dell'acquedotto comunale o di altri tubi privati, e aveva concluso che i dati rilevabili non supportavano in alcun modo l'indicazione, quali responsabili del dissesto, dei proprietari degli appezzamenti sui quali erano in corso lavori di ristrutturazione. In subordine hanno domandato di essere manlevate da ### allegando unicamente che lo stesso era titolare della <<### esecutrice dei lavori edili eseguiti sui fondi di proprietà delle convenute, ossia l'### di ### posto che dalle sentenze rese dal ### d'### e dal Consiglio di Stato è emerso che “che l'intervento di sopraelevazione del muro unitamente al passaggio di mezzi di cantiere è stato l'unica causa del crollo”>>. 
Nessuna allegazione ulteriore è stata svolta in comparsa di costituzione e nelle memorie ex art. 183 comma 6 c.p.c.. 
Né elementi idonei a configurare la responsabilità del sig. ### si evincono dalla relazione geologica richiamata nell'atto introduttivo, che esclude qualsivoglia responsabilità ricollegabile ai lavori edili svolti sulle proprietà delle convenute. 
Si condivide la valutazione espressa dal Tribunale secondo cui le sig.re ### e ### “non hanno addotto specifici elementi oggettivi atti a fondare la dedotta responsabilità (con riferimento, ad esempio, alle modalità di svolgimento dei lavori ed alla loro eventuale difformità rispetto a quanto commissionato o alla loro non corretta esecuzione rispetto al progetto autorizzato o alle indicazioni ricevute in cantiere)”. 
E, a fronte di tale valutazione, ancora nel motivo di appello non vengono evidenziati specifici elementi idonei a configurare la responsabilità del sig. ### eventualmente trascurati in primo grado; il riferimento all'inadempimento contrattuale è del tutto generico, non essendo allegato quale specifica condotta o omissione integri inadempimento e quale obbligazione contrattuale risulti inadempiuta. 
Il Giudice di primo grado non ha poi rigettato la domanda proposta dalle sig.re ### e ### nei confronti di ### perché le stesse non hanno esteso la domanda anche nei confronti del ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 progettista e direttore dei lavori arch. ### chiamato in causa da ### si è invece limitato a prendere atto che tale domanda non è stata formulata. Le appellanti hanno ribadito in appello che non intendevano estendere la domanda di manleva nei confronti dell'arch. ### Essendo infondata la domanda di manleva proposta nei confronti di ### diviene superfluo esaminare le difese e argomentazioni ampiamente articolate anche in appello dall'arch. ### e da ### s.p.a.. 
III.### viene conseguentemente accolto parzialmente, riducendo l'importo dovuto dalle appellanti al ### di ### da € 107.099,94 a € 61.455,56. 
Tenuto conto dell'esito complessivo della causa, del parziale accoglimento dell'appello e del debito accertato delle appellanti nei confronti del ### vengono compensate integralmente le spese processuali del primo grado e del giudizio di appello tra le sig.re ### e il ### di ### Per gli stessi motivi le spese di c.t.u. sono definitivamente poste per il 50% a carico delle appellanti e per il 50% a carico del ### di ### Nel rapporto tra le sig.re ### e gli altri appellati (##### s.p.a.) le spese di primo grado restano compensate come da sentenza, non oggetto sul punto di specifico motivo di gravame. Nel giudizio di appello, in applicazione del principio di soccombenza, le spese sono poste a carico delle appellanti e vengono liquidate ai sensi del D.M. 55/2014, come modificato con D.M. 147/2022, tenuto conto del valore di causa (scaglione da € 52.000,01 a € 260.000,00), nei seguenti importi per ciascuna parte appellata, corrispondenti a valori ridotti rispetto ai valori medi (tenuto conto che il quesito peritale non è stato esteso alla responsabilità di ### e ### e stante l'assenza di elementi di complessità della vertenza): € 1.489,00 per fase di studio, € 956,00 per fase introduttiva, € 2.163,00 per fase istruttoria, € 2.552,00 per fase decisionale, per totali € 7.160,00 per compensi; oltre al 15% rimborso forfettario spese, CPA e IVA se dovuta.  P.Q.M.  La Corte d'Appello di Torino, Sezione Terza Civile, ogni altra istanza, eccezione e deduzione respinta, definitivamente pronunciando, -in parziale accoglimento dell'appello proposto da ### e ### avverso la sentenza n. 231/2021 del Tribunale di ### pubblicata il ###, e in parziale riforma di tale sentenza, ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75 -accerta che le sig.re ### e ### sono debitrici nei confronti del ### di ### della minor somma di € 61.455,56 in luogo di quella indicata in sentenza, e condanna le medesime, in solido tra loro, al pagamento a favore del ### di ### di tale somma, oltre agli interessi legali di mora fino al saldo effettivo; -compensa integralmente le spese processuali del giudizio di primo grado tra tutte le parti; -conferma per il resto la sentenza impugnata; -compensa integralmente le spese processuali del giudizio d'appello tra le appellanti e il ### di ### -condanna le appellanti, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali del giudizio d'appello a favore delle parti appellate ##### s.p.a., che liquida per ciascuna di esse in € 7.160,00 per compensi, oltre al rimborso forfettario spese in misura del 15%, CPA ed IVA se dovuta; -pone definitivamente le spese di c.t.u. per il 50% a carico delle appellanti e per il 50% a carico del ### di ### Così deciso in ### nella camera di consiglio del 17.10.2023 dalla Terza Sezione Civile della Corte d'Appello.  ###ssa ###ssa ### il: 17/06/2024 n.14338/2024 importo 208,75

causa n. 1177/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Lo Mundo Michele, Orlando Silvia, Bonfilio Anna

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Tribunale di Velletri, Sentenza n. 1399/2024 del 20-06-2024

... la conseguenza dell'illecito o dell'inadempimento ascritto all'asserito responsabile, perdita che, sola, può giustificare il riconoscimento di un ristoro per equivalente pecuniario, ai sensi dell'art. 1223 cit., tenuto conto della funzione non già puramente sanzionatoria, bensì appunto “riparatoria” che il sistema della responsabilità civile attribuisce al rimedio del risarcimento del danno (cfr. per tutte, Cass. civ. S.U. n. 15350/2015). In altri termini, il diritto al risarcimento non ricorre senz'altro, in maniera “automatica”, a fronte di un fatto illecito o un inadempimento che pure sia stato accertato a carico del convenuto, dal momento che “Pacificamente… va distinto il momento della violazione degli obblighi contrattuali da quello relativo alla produzione del danno da (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI VELLETRI ### Il Tribunale, nella persona del Giudice dott.ssa ### ha pronunciato la presente SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n. 7333/2021 r.g.a.c., trattenuta in decisione all'udienza del 22.02.2024, senza l'assegnazione di termini ex art. 190 c.p.c. (ratione temporis applicabile), stante la rinuncia manifestata dalle parti agli stessi, tra ### (C.F. ###), ### (C.F.  ###), entrambi rappresentati e difesi dall'avv. ### ed elettivamente domiciliati presso il suo studio, sito in ### via ### n. 9, come in atti; parte attrice e ### S.P.A. (C.F. ###), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. ### ed elettivamente domiciliata presso il suo studio, sito in ### viale ### n. 96, come in atti; parte convenuta ### risarcimento danni per responsabilità contrattuale. 
Conclusioni delle parti: le parti hanno concluso come da verbale di udienza di precisazione delle conclusioni del 22.02.2024 (per gli attori: “### e dichiarare che l'illegittimità dell'operato dell'istituto di credito convenuto per le ragioni addotte in tutti gli atti della presente controversia poste in essere in violazione degli articoli 119 IV T.U.B., nonché 1175 c.c., e 1375 c.c., già riconosciuto e dichiarato con l'emissione dei decreti ingiuntivi nn° 517/11 e 559/11, ha cagionato danno ingiusto a ### e ### e per l'effetto, ### la ### convenuta al risarcimento dei danni patrimoniali subiti nella misura indicata nella in atti e comprovata dalla consulenza tecnica di parte a o nella maggiore o minore somma individuata e determinata in maniera discrezionale ed equitativa dall'adito magistrato in relazione sia al comportamento gravemente omissivo colposo e negligente dell'istituto di credito oggi convenuto, sia in relazione al danno comunque provocato alla attività professionale ed imprenditoriale di parte attrice; nonché al danno morale e biologico sempre a questi ultimi cagionati; oltre interessi e rivalutazione monetaria. Con vittoria di competenze professionali”; per la convenuta: “dichiarare inammissibili tutte le domande proposte da ### e ### con la citazione notificata in data ### e in ogni caso rigettarle perché prescritte, infondate e non provate. Con vittoria delle spese di giudizio ed oneri di legge”). 
Ragioni di fatto e di diritto della decisione Con atto di citazione notificato in data ###, ### e ### hanno convenuto in giudizio la ### del ### S.p.a. (nel prosieguo anche solo “BNL”, per brevità), chiedendo di: “-### e dichiarare che l'illegittimità dell'operato dell'istituto di credito convenuto per le ragioni addotte nella narrativa di cui al presente atto di citazione, e perché poste in essere in violazione degli articoli 119 IV T.U.B., nonché 1175 c.c., e 1375 c.c., già riconosciuto e dichiarato con l'emissione dei decreti ingiuntivi emessi dal Tribunale di Velletri nn° 517/2011 e 559/2011 , ha cagionato e un danno ingiusto determinato dal comportamento omissivo dell'istituto di credito de quo, che non ha consentito di far fronte in modo pieno e completo all'accertamento azionato dalla ### delle ### con gli atti menzionati nel corpo dell'atto di citazione, e nella allegata consulenza tecnica di parte determinando con ciò un ingiusto addebito di imposte e sanzioni e interessi. -### per l'effetto la ### convenuta al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti che vengono indicati per la parte ricostruibile da parte attrice in € 855.267,57 o nella maggiore o minore somma che verrà individuata in corso di causa in ragione dei mezzi istruttori richiesti e che si riterrà di acquisire, o che verrà determinata in maniera discrezionale ed equitativa dall'adito magistrato in relazione sia al comportamento gravemente omissivo colposo e negligente dell'istituto di credito oggi convenuto, sia al danno comunque provocato alla attività professionale ed imprenditoriale di parte attrice, nonché al danno morale e biologico sempre a questi ultimi cagionati; oltre interessi e rivalutazione monetaria. Con vittoria di diritti spese ed onorari”.   A fondamento di tali domande, gli attori hanno sostenuto, in sintesi: - di svolgere, nella loro qualità di dottori commercialisti, sia in proprio, sia attraverso la società della quale sono soci, la ### 90 S.r.l., attività di consulenza fiscale e tributaria in favore di imprese e liberi professionisti a ### e provincia; per lo svolgimento dell'attività e la gestione della liquidità necessaria per pagamenti, incassi ed operazioni correlate, la suddetta società ha utilizzato conti correnti bancari accesi presso vari istituti di credito e, tra questi, anche conti correnti intestati ad essi attori, segnatamente, il n. 3788 in essere tra il ### e la BNL e il n. 1154 instaurato sempre con tale istituto bancario dal ### e dalla ### - che nel corso del 2008 e 2009 la ### di #### di ### ha sottoposto essi istanti a un approfondito controllo fiscale, dal quale sono scaturiti i processi verbali di contestazione del 17.07.2008 e 25.06.2009; nel corso di tali verifiche, ai fini di una compiuta ricostruzione della base imponibile e delle operazioni poste in essere dalla società sopra indicata, per il periodo dal 01.01.2005 al 20.05.2008, i militari hanno poi autorizzato gli esponenti a richiedere agli istituti di credito copia della documentazione bancaria, talché con riferimento ai due conti correnti sopra indicati si è resa necessaria la collaborazione della ### alla quale il ### e la ### si sono prontamente rivolti, onde ottenere copia di tutti i documenti riguardanti le singole operazioni afferenti tali due c/c nel periodo oggetto della verifica fiscale; - che peraltro la documentazione fornita dalla BNL si è rivelata estremamente generica, perché riguardante soltanto la data e l'ammontare di ogni operazione, senza indicazione della sua natura, né del mittente e del destinatario, mentre è evidente che poter contraddire ai rilievi della ### di ### e giustificare le dichiarazioni fiscali sarebbe stato necessario avere compiuta rappresentazione di ciascuna operazione, ed anche successivamente, pur a dispetto delle ripetute richieste di integrazione, tali ulteriori documenti non sono stati consegnati da parte della banca; a tale fine, sono stati proposti, inoltre, due ricorsi per ingiunzione ed all'esito questo Tribunale ha emesso i decreti ingiuntivi n. 559/2011 e n. 217/2011, con i quali è stato ingiunto alla BNL di consegnare senza dilazione la documentazione bancaria riferibile ai due conti correnti suindicati, e tali decreti non sono stati opposti da quest'ultima, la quale, tuttavia, ha fornito soltanto in minima parte, e comunque in ritardo, i documenti ad essa richiesti, non consentendo così agli attori di giustificare agli organi accertatori il maggior reddito presuntivamente non assoggettato a regolare tassazione, se non in mima parte; - che, dunque, la condotta tenuta dalla banca si è posta in violazione dell'art. 1194 TUB, il quale onera l'istituto bancario di fornire al cliente che lo richieda, previo pagamento delle relative spese ed entro un congruo termine non superiore a novanta giorni, la riproduzione degli atti relativi alle operazioni realizzate negli ultimi dieci anni; - che, inoltre, la parziale ed esigua consegna della documentazione ha provocato al ### e alla ### “gravissime conseguenze in termini di danno patrimoniale e in termini di danno non patrimoniale”; all'esito delle verifiche fiscali condotte sulla ### 90 S.r.l. la ### di ### ha emesso, infatti, la contestazione di cui al verbale del 25.06.2009 e ne sono seguiti quattro avvisi di accertamento, per maggiori imposte per #### e ### e relative sanzioni pecuniarie per gli anni dal 2005 al 2008, e specificamente, per ciò che concerne i due conti correnti nn. 1154 e 3788 sono state accertate e liquidate, per imposte, interessi e sanzioni, rispettivamente, per il c/c 1154, le somme di € 286.840,00 per l'anno 2005, di € 191.719,00 per l'anno 2006, di € 45.917,93 per l'anno 2007 e di € 236.334,63 per l'anno 2008, mentre per il c/c n. 3788, la somma di € 162.005,00 per l'anno 2006, l'importo di € 31.887,45 per l'anno 2007 ed € 10.426,00, per l'anno 2008, per un totale complessivo pari a € 965.130.01 s.e.o.; - che ottenuta parte della documentazione è stato appurato, invece, che con la disponibilità dei documenti dovuti dalla banca avrebbero potuto giustificarsi gran parte dei movimenti contabili contestati, ed in particolare, come rilevato dall'analisi compiuta dai consulenti incaricati da essi attori, in relazione al c/c n. 1154, “- a fronte di un accertamento per l'anno 2005 pari ad € 286.795,00 con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 171.687,00; - a fronte di un accertamento per l'anno 2006 pari ad € 191.673,42 € con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 94.016,25; - a fronte di un accertamento per l'anno 2007 pari ad € 46.050,80 con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 23.654,80; - a fronte di un accertamento per l'anno 2008 pari ad € 236.334,63 con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 236.334,63”, e analogamente, in relazione al c/c n. 3788, “- a fronte di un accertamento per l'anno 2006 pari ad € 162.005,00 con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 162.0045,00; - a fronte di un accertamento per l'anno 2007 pari ad € 31.918,96 con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 31.918,96; - a fronte di un accertamento per l'anno 2008 pari ad € 10.393,00 con la documentazione ottenuta si sarebbe potuta giustificare la somma di € 9.393,00”, conseguendone pertanto “…un danno patrimoniale valutato e calcolato complessivamente in € 728.989,63 (sanzioni ed imposte maggiori non dovute) ovvero differenziale rispetto alle somme accertate da attribuire al comportamento colposo ed omissivo della banca”; - che “…peraltro il danno patrimoniale testé evidenziato (sanzioni ed imposte maggiori di quelle dovute) costituisce solo una prima sia pur fondamentale voce di danno patrimoniale subito dagli odierni attori, ma, certamente non l'unica, atteso che al predetto differenziale occorre necessariamente aggiungere i costi le spese sostenute nelle diverse sedi giudiziarie (civili e tributarie) nei diversi gradi di giudizio tributario che necessariamente sono state attivate e che vengono individuate nella perizia di parte allegata in € 26.277,94”, con un pregiudizio patrimoniale complessivo pari, pertanto, a € 755.264,57; - che, altresì, essi istanti hanno inevitabilmente subito anche conseguenze e disagi tali da compromettere la loro attività professionale e il loro stato di salute, dal momento che “Le maggiori e non dovute imposte applicate hanno causato ripercussioni sotto ogni punto di vista, in primo luogo nei rapporti con gli istituti di credito che hanno immediatamente reciso ogni tipo di rapporto fiduciario e patrimoniale”, con una “grave situazione di tensione finanziaria determinata dal venir meno di affidamenti e utilizzazione di conti correnti” ed il verificarsi, altresì, di “segnalazioni alle banche dati”, segnalazione effettuata, d'altra parte, anche dalla BNL e nondimeno “da considerarsi illegittima, nella misura in cui essa è posta a corredo di un comportamento dannoso di cui l'istituto stesso è parte principale e primo colpevole” e “…come tale risarcibile nella misura equitativa individuata di 50.000,00 da valutarsi in relazione alle circostanze teste menzionate, nonché, in relazione alla rilevante e sostanziale differenza tra le imposte richieste e quelle realmente dovute, se l'istituto de quo avesse posto in essere un comportamento virtuoso e rispondente ai dettati delle disposizioni di legge”; - che, infine, da tale situazione sono scaturiti anche danni biologici a carico di essi esponenti, considerata, “come evidenziato nella perizia depositata, l'improvvisa sottoposizione a stress emotivo, a procedure esecutive come indiretta conseguenza delle cartelle di pagamento ricevute, la necessità di dedicare larga parte del tempo a disposizione a vicende giudiziarie, il tracollo economico che ne è derivato”, i quali hanno ingenerato una condizione di “disturbo post traumatico da stress, ovvero sintomatologia ansiosodepressiva causalmente dipendente dalla vicenda descritta in narrativa e chiaramente imputabile per una parte all'istituto di credito convenuto”.   Si è costituita tempestivamente in giudizio la ### contestando le avverse deduzioni e richieste e sostenendo, sinteticamente: - che le domande attoree sono del tutto sfornite delle relative necessarie condizioni d'ammissibilità, in particolare sotto il profilo dell'interesse ad agire, considerato che, così come emerge dalle prospettazioni e dai documenti forniti dai ### - ### il solo soggetto destinatario delle verifiche e delle contestazioni della ### di ### è stata la ### 90 S.r.l., mentre l'acquisizione della documentazione bancaria dei conti personali dei due soci, ### e ### è stata autorizzata dalla ### di ### soltanto al fine di consentire un'eventuale “riconciliazione” e giustificazione di alcune delle movimentazioni in entrata e in uscita della società ed evitare la presunzione di maggiori ricavi dalla stessa non contabilizzati, tenuto conto dell'acclarato utilizzo effettuato da quest'ultima anche dei conti bancari personali dei suoi soci per operazioni afferenti l'attività d'impresa e la conseguente confusione tra i relativi patrimoni; è quindi infondato l'assunto degli attori secondo cui “la documentazione richiesta avrebbe consentito “di poter definire la propria posizione fiscale oggetto di controllo ed accertamento”… poiché il soggetto indagato in quanto autore delle violazioni è stato soltanto l'ente societario ### 90 s.r.l. e non i soci”; - che, d'altro canto, tale società, per i medesimi fatti oggetto della presente causa ed al fine di ottenere il risarcimento di analoghi danni a lei asseritamente cagionati, ha già instaurato un precedente giudizio, nel 2013, innanzi a questo Tribunale, all'esito del quale le sue domande sono state respinte con la sentenza n. 1012/2019, non essendo stata fornita alcuna prova del pregiudizio a suo dire arrecato, e ad oggi tale giudizio pende ancora in sede d'impugnazione, stante l'appello proposto dalla ### 90 S.r.l. e la sua richiesta, ivi avanzata, volta a un risarcimento quantomeno in via equitativa; nell'ambito della suindicata sentenza, contrariamente a quanto sostenuto dagli attori, non sono state poi operate statuizioni con riferimento alla loro posizione, essendo gli stessi estranei al suddetto giudizio, mentre in questa sede i predetti, stante l'esito negativo del pregresso procedimento, vengono a lamentare “…di aver subìto in proprio un pregiudizio dall'indagine tributaria fatta al terzo soggetto”, con una sostanziale duplicazione della medesima pretesa risarcitoria e, comunque, in una situazione di evidente “difetto di legittimazione attiva”, stante la distinta personalità giuridica della ### 90 S.r.l. rispetto a quella dei suoi soci e l'impossibilità per questi ultimi di far valere, in proprio o in luogo della società, una pretesa in tesi spettante a quest'ultima; - che, in via subordinata rispetto alle eccezioni che precedono, l'asserito diritto al risarcimento dei danni fatto valere dagli attori si è comunque estinto, altresì, per l'inutile decorso del termine prescrizionale decennale, dal momento che nessun atto interruttivo è stato posto in essere nei dieci anni dalla data del 28.07.2009, allorquando è stata inviata ad essa convenuta una missiva per contestare la mancata consegna della documentazione e per rappresentarne la necessità rispetto all'indagine avviata dalla ### di ### sulla ### 90 S.r.l., missiva con la quale è stato espressamente riservato, infatti, l'esercizio del diritto al ristoro dei danni asseritamente subìti, già noto agli istanti da tale momento; al più, la decorrenza del termine di prescrizione dovrebbe farsi risalire, altrimenti, alla data di presentazione dei ricorsi per ingiunzione per ottenere la consegna a loro dire omessa dei documenti di cui si tratta, del 28 e 29/04.2011, ed anche in tal caso il diritto risarcitorio azionato dai ### si sarebbe estinto per prescrizione, essendo già trascorsi dieci anni alla data della notifica del loro atto di citazione; - che, inoltre, le domande attoree sono comunque prive di fondamento, atteso che non è veritiero che la banca abbia tenuto una condotta inadempiente, avendo invece collaborato con la ### di ### e che in ogni caso non è sufficiente il solo inadempimento in sé a giustificare una pretesa al risarcimento del danno, la quale presuppone, invece, anche l'allegazione e la dimostrazione del pregiudizio che sarebbe stato patito in concreto dall'interessato quale conseguenza di tale asserita inadempienza, e nel caso di specie difetta la specifica indicazione e la prova di danni patiti in proprio dai ### - ### sia di natura patrimoniale, sia non patrimoniali; - che, infine, anche l'assunto relativo all'asserita illegittima segnalazione in ### è del tutto generico, non essendo stato precisato dagli attori neppure il tipo di segnalazione che la banca avrebbe effettuato e/o quale errata informativa la stessa avrebbe fornito al sistema, e non essendo sufficiente, in ogni caso, lamentare anche qui che vi sia stata un'asserita segnalazione illegittima, senza la deduzione e la prova dei pregiudizi che ne sarebbero in concreto derivati.   Sulla scorta di tali deduzioni, ha quindi richiesto la BNL di “dichiarare inammissibili tutte le domande proposte da ### e ### con la citazione notificata in data ### e in ogni caso rigettarle perché prescritte, infondate e non provate”, oltre al rimborso delle spese processuali.   Così radicatosi il contraddittorio, sono stati concessi i termini ex art. 1836 c.p.c. come richiesti e nel primo degli stessi è stata depositata una memoria dai ### nella quale hanno contestato le avverse eccezioni e conclusioni, sostenendo che “il danno lamentato dalla parte attrice non costituisce affatto una duplicazione della domanda risarcitoria, non è richiesto di analizzare i conti correnti societari, non è richiesto di valutare il danno subito dalla società ### 90 srl. È invece richiesto di valutare il danno subito in proprio dagli attori, a causa della comprovata mancata consegna della documentazione bancaria”, e ciò in quanto “…corrisponde al vero che la società ### 90 srl è stata oggetto di verifica fiscale, pur tuttavia ### 90 srl è società di consulenza composta da due professionisti che operavano all'interno della società, ma attraverso propri conti personali… gli attori, offrivano le loro prestazioni professionali siano esse consulenze, ricorsi, contabilità societarie, in maniera personale facendo confluire i compensi tanto sui conti correnti intestati alla ### 90 srl quanto sui loro conti personali (oggetto oggi di contestazione), analogamente facevano prelievi personali e lavorativi sui medesimi conti correnti. In altre parole vi era assoluta confusione tra le attività compiute dagli attori in qualità di professionisti ed in qualità di soggetti aventi un conto corrente intestato… il controllo fiscale ha quindi riguardato ### 90 srl ma si è esteso per converso anche agli odierni attori che ne hanno subito inevitabilmente le conseguenze…”. Quanto alla prescrizione, hanno dedotto, inoltre, gli attori che la stessa non si è in realtà verificata, essendosi attivati, successivamente alla missiva del luglio 2009, per ovviare all'inadempimento perpetrato dalla banca, con la proposizione dei ricorsi monitori, così interrompendo il decorso del termine prescrizionale, mentre a seguito dei decreti ingiuntivi ottenuti il ### e il ###, la BNL ha omesso la consegna della documentazione richiestale ed è da tale omissione che origina la presente controversia, non potendo il termine prescrizionale che farsi decorrere dalle date appena indicate, termine poi interrotto con la presentazione della domanda di mediazione del 05.05.2021. Richiamate, quindi, le deduzioni del loro atto introduttivo ed ulteriormente ribadite le loro pretese risarcitorie, anche con il richiamo a quanto indicato nella loro perizia contabile di parte, i ### - ### hanno insistito in tale memoria nelle conclusioni già rassegnate nell'atto di citazione.   La causa è stata istruita con i soli documenti depositati dalle parti e, ritenuta matura per la decisione in virtù delle questioni sollevate, è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni, senza l'espletamento della CTU richiesta dai ### e con assegnazione ai contendenti di un termine sino a dieci giorni prima dell'udienza per il deposito di memorie conclusive, in funzione dell'eventuale discussione orale ex art. 281 sexies c.p.c.   All'udienza del 22.02.2024, fissata per l'incombente, le parti sono state, infine, invitate alla precisazione delle conclusioni secondo le modalità di cui all'art. 281 quinquies co. 1 c.p.c. (nel testo ratione temporis applicabile) e sulle conclusioni dalle stesse rassegnate il fascicolo è stato trattenuto in decisione, senza l'assegnazione di termini ex art. 190 c.p.c., stante la rinuncia manifestata in tal senso dai contendenti.   Tanto premesso, in massima sintesi, sullo svolgimento del giudizio e i fatti di causa, ritiene il decidente che le domande attoree non possano trovare accoglimento, in virtù delle considerazioni che seguono.   Preliminarmente, occorre rammentare che è possibile che una domanda venga decisa anche sulla base di una questione che, per quanto logicamente subordinata rispetto ad altre, si presenti, tuttavia, di più pronta e rapida soluzione, in applicazione del principio processuale della cd.  ragione più liquida, desumibile dagli artt. 24 e 111 Cost. Come è stato ripetutamente evidenziato, infatti, anche dalla giurisprudenza di legittimità, a tutela di esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio, è consentito al giudice di privilegiare un approccio che sostituisca il profilo dell'evidenza a quello dell'ordine logico-giuridico delle questioni da trattare ai sensi dell'art. 276 c.p.c., potendo lo stesso pronunciarsi, pertanto, su una questione che appaia di immediata risoluzione e che sia idonea a dirimere l'intera controversia, senza previamente esaminare anche gli ulteriori profili della contesa, che pure sarebbero logicamente preliminari ma che risultino assorbiti dalla definizione della questione suddetta (cfr. tra le più recenti, Cass. civ. n. 9309/2020, Cass. n. 363/2019).   Sempre in via generale, deve poi rimarcarsi che è ben noto che la nozione di “danno risarcibile” fatta propria dall'ordinamento non si identifichi con la lesione che sia stata, in tesi, arrecata a una determinata situazione giuridica, atteso che tale lesione costituisce, semmai, il presupposto per l'eventuale ricorrenza di un pregiudizio giuridicamente rilevante, riportato dall'interessato quale conseguenza di tale lesione e come tale suscettibile di concreto ristoro, ex art.  1223 Al fine di far valere una pretesa risarcitoria è quindi onere del preteso danneggiato - sia nel caso in cui venga lamentata una violazione del divieto generale del neminem laedere di cui all'art.  2043 c.c., sia nell'ipotesi in cui sia fatta valere l'inottemperanza agli obblighi gravanti sulla controparte nell'ambito di un preesistente rapporto con la stessa instaurato, ai sensi dell'art. 1218 c.c. - non soltanto allegare di avere patito una determinata lesione a un proprio diritto, ma anche dedurre specificamente, e quindi dimostrare, che per effetto di quest'ultima si sia verificata una qualche concreta perdita a suo carico, sia essa di natura patrimoniale o di altro tipo, costituente la conseguenza dell'illecito o dell'inadempimento ascritto all'asserito responsabile, perdita che, sola, può giustificare il riconoscimento di un ristoro per equivalente pecuniario, ai sensi dell'art. 1223 cit., tenuto conto della funzione non già puramente sanzionatoria, bensì appunto “riparatoria” che il sistema della responsabilità civile attribuisce al rimedio del risarcimento del danno (cfr. per tutte, Cass. civ. S.U. n. 15350/2015).   In altri termini, il diritto al risarcimento non ricorre senz'altro, in maniera “automatica”, a fronte di un fatto illecito o un inadempimento che pure sia stato accertato a carico del convenuto, dal momento che “Pacificamente… va distinto il momento della violazione degli obblighi contrattuali da quello relativo alla produzione del danno da inadempimento, essendo quest'ultimo eventuale, in quanto il danno non è sempre diretta conseguenza della violazione di un dovere. In base ai principi generali dettati dagli artt. 2697 e 1223 c.c., è necessario individuare, quindi, un effetto della violazione incidente su di un determinato bene perché possa configurarsi un danno e possa poi procedersi alla liquidazione (eventualmente anche in via equitativa) del danno stesso”, risultando imprescindibile, in tal senso, che venga effettuata, anzitutto, da parte dell'attore “una specifica allegazione sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio lamentato” (cfr. tra le più recenti, anche Cass. civ. n. 13536/2021).   Inoltre, anche ove venga prospettata una responsabilità di natura contrattuale, è altrettanto noto che incomba pur sempre sul preteso danneggiato l'onere di dedurre e dimostrare adeguatamente l'esistenza del nesso causale tra la condotta del soggetto asseritamente inadempiente e il danno di cui richieda il risarcimento.   Ed infatti, se nell'ambito della responsabilità di cui all'art. 1218 c.c. il creditore dell'obbligazione asseritamente non adempiuta è esonerato dal provare la colpa del debitore, potendo limitarsi ad allegare (sia pure, necessariamente, in maniera concreta e specifica) l'inadempienza che quest'ultimo avrebbe posto in essere, di contro resta comunque a carico del primo l'allegazione e la prova del nesso di causalità tra tale inadempienza e il danno specificamente lamentato, “con la conseguenza che se, al termine dell'istruttoria, non risulti provato il nesso di causa del danno lamentato anche solo perché rimasta incerta, la domanda deve essere rigettata” (cfr. tra le più recenti, Cass. civ. n. 20707/2023).   Ebbene, ciò premesso in linea generale, si è anticipato che nel caso che occupa i #### abbiano agito lamentando che la BNL avrebbe omesso di consegnare parte della documentazione richiestale, in violazione dell'art. 1194 TUB, relativa ai due conti correnti intestati ai predetti, ed in particolare del c/c n. 3788 intrattenuto con la banca dal ### e del c/c 1154 intestato al ### e alla coniuge ### e che in conseguenza di tale mancata consegna sarebbe stato impedito l'utilizzo della relativa documentazione nell'ambito ed ai fini delle verifiche fiscali avviate dalla ### di ### a carico della ### 90 S.r.l. . Da tale inadempimento sarebbero derivati, quindi, pregiudizi anzitutto di natura patrimoniale, da individuare - secondo quanto sostenuto dai ### nel loro atto introduttivo e, nei fatti, ribadito poi, come meglio si dirà nel prosieguo, anche nella memoria ex art. 1836 n. 1 c.p.c. - nelle maggiori imposte, interessi e sanzioni pecuniarie addebitati a seguito di tali verifiche e che sarebbero stati almeno in parte evitati con la disponibilità della documentazione in parola, oltre che nelle spese sostenute “nelle diverse sedi giudiziarie (civili e tributarie) nei diversi gradi di giudizio tributario che necessariamente sono state attivate”. Sarebbero, inoltre, scaturiti da tale vicenda anche dei danni “non patrimoniali”, questi ultimi ravvisabili - avuto riguardo a quanto opinato dai ### nei loro scritti difensivi - in considerazione delle ripercussioni che sarebbero seguite “sotto ogni punto di vista” alle “maggiori e non dovute imposte”, dalle quali è derivata, infatti, a loro dire, una situazione di “compromissione finanziaria” e, conseguentemente, per un verso, una “illegittima segnalazione”, effettuata oltretutto dalla stessa BNL alla ### con un'impossibilità di accedere ulteriormente al credito bancario, la necessità di “rientrare” dai finanziamenti e dagli affidamenti in essere e financo la sottoposizione a procedimenti di esecuzione da parte dei relativi istituti creditizi, e per altro verso, un “danno strettamente biologico”, per il “disturbo post traumatico da stress” originato da “l'improvvisa sottoposizione a stress emotivo, a procedure esecutive come indiretta conseguenza delle cartelle di pagamento ricevute, la necessità di dedicare larga parte del tempo a disposizione a vicende giudiziarie, il tracollo economico che né derivato”.   A fronte delle pretese risarcitorie così fatte valere dagli attori nei confronti della ### quest'ultima ha peraltro lamentato, inter alia, sin dalla sua costituzione, che questi ultimi sarebbero, in realtà, privi di “legittimazione” ad esigere il ristoro dei pregiudizi che sarebbero asseritamente conseguiti dall'inadempimento a lei ascrivibile per l'omessa consegna di parte della documentazione afferente i due c/c, trattandosi di danni che sarebbero stati riportati, al più, dalla ### 90 S.r.l., quale unico soggetto che è stato destinatario delle verifiche fiscali e delle contestazioni che ne sono scaturite, e tale eccezione, per quanto qualificabile, più propriamente, in termini di carenza di titolarità sostanziale (piuttosto che come un difetto di legittimazione in senso tecnico, ex art. 81 c.p.c., avendo comunque gli odierni istanti prospettato, per parte loro, l'esistenza di danni riportati in proprio e non già riferiti, nei loro assunti, alla società; si v. per tutte, Cass. civ. S.U. n. 2951/2016), si presenta senz'altro meritevole di seguito, ad avviso del giudicante, con riferimento ai pregiudizi patrimoniali lamentati dai ### nei termini e per le ragioni che si vengono ad illustrare.   Ed invero, emerge dalla documentazione prodotta dagli attori che a far tempo dal maggio 2008 sia stata intrapresa dalla ### di ### - ### di ### una verifica fiscale nei confronti della ### 90 S.r.l., ai fini dell'accertamento del rispetto della normativa in materia di IVA e profili connessi concernenti le imposte sui redditi e altri tributi, verifica all'esito della quale sono stati emessi i processi verbali di constatazione del 17.07.2008 e del 25.06.2009, quest'ultimo redatto a seguito delle ulteriori indagini finanziarie finalizzare a una più compiuta ricostruzione della base imponibile, eventualmente non assoggettata dalla ### 90 S.r.l. a tassazione (cfr. all. 1 sub doc. 1 fasc. attoreo).   Nell'ambito di tale attività, è stata quindi autorizzata l'acquisizione anche di copia della documentazione inerente i conti bancari e postali della società e tale autorizzazione è stata estesa pure agli odierni attori, rispettivamente soci e, quanto al ### anche amministratore unico della ### 90 S.r.l., e ai conti correnti a loro intestati, onde consentire di effettuare un eventuale riscontro delle operazioni via via poste in essere nel tempo dalla società e di giustificare così, se del caso, le movimentazioni effettuate nel periodo assoggettato a verifica. ### canto, come è stato rilevato dai militari nel secondo dei menzionati p.v.c., redatto il ###, “…i rapporti bancari personali, intestati a ### vengono utilizzati anche per operazioni legate all'attività di impresa (sia della ### 90 ### sia della d.i. come professionista)”, talché è stato operato anche l'esame della documentazione dei c/c formalmente intestati al predetto e alla coniuge convivente, onde completare l'accertamento in merito alle eventuali violazioni perpetrate dalla società, violazioni poi puntualmente rilevate mediante tale p.v.c., così come anche con il precedente verbale di contestazione del 2008, a carico della ### 90 S.r.l., per quanto emerso e non giustificato da quest'ultima nel corso di tali indagini (cfr. all. 1 sub doc. 1 fasc. attoreo).   Orbene, avuto riguardo a tali risultanze documentali, emerge con immediata evidenza che le verifiche in parola e la contestazione delle violazioni che ne è scaturita abbiano riguardato, appunto, esclusivamente la ### 90 S.r.l., e di tanto è stato dato atto, per la verità, financo nella relazione tecnica di parte prodotta dai ### a preteso “supporto” delle loro pretese, per quanto in quest'ultima sia stato evidenziato - estrapolando, a ben vedere, in maniera del tutto acritica, un passaggio del suddetto verbale di contestazione del 25.06.2009 - che “le persone giuridiche e fisiche interessate dalla suddetta autorizzazione hanno dunque riguardo ### 90 S.r.l. … DE ### … ### Sabrina”, rilievo che, nondimeno, si riferisce soltanto all'acquisizione che è stata consentita, come detto, nel corso delle verifiche finanziarie espletate, anche della documentazione bancaria dei due soci (cfr. perizia sub doc. 1 cit. fasc. attoreo).   Alcun concreto coinvolgimento degli odierni attori in proprio risulta esservi stato, invece, nell'ambito delle suindicate indagini fiscali e nelle violazioni che, all'esito delle stesse, sono state accertate dalla ### di ### e tantomeno risulta essere stato allegato dagli stessi, sia nell'ambito degli scritti difensivi depositati, sia nella menzionata relazione tecnica di parte, alcun concreto e specifico “effetto”, di ordine patrimoniale, verificatosi a loro carico a seguito di tali verifiche e, per quel che qui interessa, dell'indisponibilità dell'integrale documentazione inerenti i due conti correnti sopra indicati, da ascrivere, a loro dire, all'inadempimento perpetrato dalla ### Invero, è sufficiente scorrere le allegazioni formulate dai ### per avvedersi che nessun effettivo e concreto pregiudizio di tipo patrimoniale è stato da loro anche soltanto dedotto quale conseguenza riportata in proprio a seguito dei suddetti accertamenti e della lamentata omessa consegna della documentazione richiesta alla convenuta, ed analogamente è a dirsi con riferimento alla loro relazione contabile di parte, dal momento che i soli danni patrimoniali asseritamente verificatisi per effetto di tale lamentata inadempienza della BNL sono stati ivi individuati avendo riguardo alla “parte di “responsabilità” nell'accertamento” che dovrebbe “attribuirsi” a ciascuno dei conti correnti bancari o, per meglio dire, al differenziale tra i redditi assoggettati a tassazione e quelli che avrebbe potuto, invece, giustificarsi in sede di indagini finanziarie in presenza di una tempestiva consegna della documentazione bancaria, con conseguenti minori imposte e sanzioni, oltre che alle spese (anche qui in termini “differenziali”) “sostenute nelle diverse sedi e nei diversi gradi di giudizio” che sarebbero conseguiti a tali accertamenti.   E tuttavia, con riferimento al primo di tali danni patrimoniali, si è detto come emerga per tabulas (sulla scorta delle stesse produzioni effettuate dagli attori con il loro atto introduttivo) che il solo soggetto che è stato destinatario di tali accertamenti e della contestazione delle violazioni che ne è conseguita sia stato la ### 90 S.r.l. ed è pertanto a tale società, e non già di certo agli odierni attori, che risultano essere stati addebitati maggiori imposte, interessi e sanzioni, lamentati in questa sede ###essendo stato, a ben vedere, neppure prospettato (prima ancora che dimostrato) alcunché di diverso da questi ultimi negli scritti difensivi depositati (si v. al riguardo, in particolare, all. 1 cit. sub doc. 1 fasc. attoreo, pag. 17 - 29 processo verbale di contestazione 17.07.08 e pag. 50 - 59 processo verbale di contestazione 25.06.09).   E non a caso - così come ha puntualmente lamentato la BNL sin dalla sua costituzione - è pacifico, e comunque documentato, che sia già stato instaurato, in realtà, un precedente giudizio nei confronti dell'odierna convenuta da parte della ### 90 S.r.l., svoltosi innanzi a questo Tribunale al n. 5549/2013 R.G., nell'ambito del quale risultano essere stati lamentati da tale società, ed ascritti dalla stessa alla responsabilità della banca anche per la mancata consegna della documentazione inerente i due c/c di cui qui si discute, danni patrimoniali individuati proprio nella “differenza tra quanto la società attrice avrebbe dovuto pagare in verità e quanto è tenuta oggi a pagare (a causa delle omissioni degli ### di credito)”, al di là del relativo differente conteggio ivi prospettato, danni poi ritenuti non dimostrati in quella sede, nella loro concreta esistenza ed entità, dal relativo decidente e che, ad oggi, risultano essere stati portati, peraltro, dalla ### 90 S.r.l. alla cognizione della Corte d'Appello di ### innanzi al quale la stessa ha impugnato la sentenza n. 1012/2019 del 28.05.2019, resa da questo Tribunale, coltivando la propria pretesa volta al risarcimento dei pregiudizi patiti, anzitutto “in termini di maggiori imposte e correlate sanzioni” (cfr. doc. 2, 3, 4 fasc. convenuta).   Di talché, per quanto non sia prospettabile, come è ovvio, un'identità tra le domande proposte nelle due sedi (e dunque, una litispendenza o continenza in senso tecnico), tenuto conto della diversità dei soggetti che le hanno proposte (essendo i ### rimasti, invero, del tutto estranei al giudizio suindicato e a qualsivoglia statuizione operata, anche in punto di “legittimazione”, nella citata sentenza n. 1012/2019, a dispetto di quanto gli stessi sembrerebbero aver preteso nel presente giudizio; si v. ancora doc. 3 cit. fasc. convenuta, nonché all. 2 sub doc. 1 cit. fasc. attoreo), è evidente che anche tale risultanza (oltretutto richiamata e documentata dagli stessi istanti nei loro scritti difensivi) contribuisca a far escludere (se non altro in assenza di alcuna seria ed effettiva deduzione svolta in contrario dagli onerati) che i pregiudizi in parola possano ascriversi, al più, ove in concreto verificatisi, in capo alla ### 90 S.r.l., quale solo soggetto al quale sono state contestate le violazioni tributarie ed imputate le maggiori imposte e sanzioni qui lamentate da parte dei predetti.   Né diverse considerazioni possono operarsi, poi, con riferimento agli ulteriori pregiudizi di natura patrimoniale genericamente riferiti dai ### ai “costi” o alle “spese sostenute” per i “diversi gradi di giudizio” che sarebbero stati attivati in conseguenza degli accertamenti ai quali è stata assoggettata la società sopra indicata.   Ed infatti, in primo luogo, non può non rilevarsi, con riferimento a tale ulteriore voce di danno patrimoniale, che è del tutto mancata qualsivoglia più specifica prospettazione effettuata dagli attori onde individuare, innanzi tutto, sul piano assertivo, quali sarebbero stati in concreto tali “gradi di giudizio” e quali le “spese sostenute” in relazione agli stessi, essendosi gli onerati limitati a richiamare sbrigativamente, su tale profilo, la loro relazione tecnica di parte e rinviando quest'ultima, a sua volta, a una “sintetica” elencazione ad essa allegata, nella quale non è dato rinvenire, tuttavia, alcunché di specifico in merito a tali asseriti procedimenti (di certo non valendo ad assicurarne un'effettiva individuazione e un'indicazione del relativo oggetto il solo richiamo degli estremi degli avvisi di accertamento e del “grado” avanti al quale, sembrerebbe prospettarsi, questi ultimi siano stati impugnati; cfr. all. 12 sub doc. 1 cit. fasc. attoreo).   In secondo luogo, vi è inoltre da evidenziare, anche qui, che alcuna allegazione è stata effettuata, comunque, da parte degli onerati in merito ad esborsi eventualmente sostenuti in proprio, risultando persino pacifico che gli avvisi di accertamento che sarebbero stati interessati dai “gradi di giudizio” da loro fugacemente richiamati (se non altro per la parte che appare avere avuto, sulla scorta delle stesse prospettazioni attoree, una qualche connessione con la vicenda di cui si discute) siano stati, pur sempre, quelli emessi all'esito delle verifiche fiscali di cui si è detto, svoltesi esclusivamente a carico della ### 90 S.r.l., laddove i soli procedimenti che hanno interessato personalmente gli attori si riducono, per converso, ai due giudizi monitori da loro menzionati, volti all'ottenimento di documentazione bancaria da parte della ### le cui spese, tuttavia, sono state già riconosciute e liquidate a carico di quest'ultima nell'ambito dei relativi decreti d'ingiunzione (cfr. pag. 16 atto di citazione, ed ancora all. 12 cit., nonché doc. 3, 4 fasc.  attoreo).   Con la conseguenza che non è dato comprendere, anche in questo caso, in difetto di alcuna seria ed effettiva deduzione svolta dagli onerati, quali sarebbero stati i pregiudizi patrimoniali da loro riportati, a fronte di impugnazioni che (deve ritenersi, ragionevolmente) sono state proposte, comunque, pur sempre dalla società sopra indicata, quale soggetto destinatario, appunto, di tali contestazioni ed accertamenti fiscali, e non già di certo dagli odierni attori in proprio.   Non senza tacere, altresì, per completezza, che alcun minimo riscontro è stato offerto, in ogni caso, da parte di questi ultimi, con riferimento agli esborsi di cui si tratta, non avendo gli stessi dimostrato (o richiesto di dimostrare) che le spese che si trovano indicate nella “sintetica” elencazione già sopra richiamata siano state comunque sostenute in concreto, e per quale importo, quali elementi che, di certo, non possono dirsi comprovati da una siffatta mera elencazione, elaborata dagli stessi ### (o dai loro consulenti), e dal relativo richiamo operato nella relazione contabile di parte, e tantomeno avrebbero potuto essere accertati mediante la sola richiesta da loro avanzata, in via “istruttoria”, di espletamento di CTU contabile, considerato che - come è stato ripetutamente evidenziato dal giudice di legittimità, con affermazioni di principio che rilevano, ai fini che occupano, con riferimento a tutte le pretese risarcitorie qui fatte valere dagli attori, come ancora si dirà anche nel prosieguo - “…è precluso al giudice predisporre indagini tecniche a solo scopo esplorativo… la consulenza tecnica d'ufficio… non è mezzo istruttorio in senso proprio, avendo la finalità di coadiuvare il giudice nella valutazione di elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che necessitino di specifiche conoscenze; deriva da quanto precede, quindi, che il suddetto mezzo di indagine non può essere utilizzato al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume, e non può trovare ingresso in causa, qualora la parte tenda con essa a supplire alla deficienza dello proprie allegazioni o offerte di prova ovvero a compiere una indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati” ( tra le molte, di recente, Cass. civ. n. 26048/2023).   Ed infine, e per concludere in merito ai pregiudizi patrimoniali di cui i ### hanno richiesto il ristoro in loro favore da parte della ### osserva il decidente che alcunché di ulteriore è dato trarre, già solo sul piano assertivo, dalla loro affermazione - effettuata nella memoria ex art. 1836 n. 1 c.p.c., in replica alle contestazioni svolte dalla BNL - secondo cui “gli attori… offrivano le loro prestazioni professionali siano esse consulenze, ricorsi, contabilità societarie, in maniera personale facendo confluire i compensi tanto sui conti correnti intestati alla ### 90 srl quanto sui loro conti personali (oggetto oggi di contestazione)”, ed analogamente “…facevano prelievi personali e lavorativi sui medesimi conti correnti”, dal momento che non si vede (né è stato spiegato dagli stessi) in quali termini ciò dovrebbe fare anche solo ipotizzare un pregiudizio da loro riportato in proprio in conseguenza degli esiti sfavorevoli degli accertamenti fiscali asseritamente derivati dall'indisponibilità della documentazione bancaria. La circostanza che vi sia stata una tale “confusione” tra le attività e/o le risorse economiche riferibili alla ### 90 S.r.l. e ai suoi soci ### e ### non vale, difatti, da sé sola, a superare il rilievo della distinta soggettività (e personalità giuridica) di tale società rispetto a quella degli attori e della diversità tra il loro patrimonio personale e quello facente capo alla prima, il solo - lo si ripete - interessato dall'addebito delle maggiori imposte e sanzioni, in virtù di quanto sopra già evidenziato, e/o dalle spese che sarebbero, in tesi, derivate dalla necessità per la medesima di contestare e impugnare (sia pure in termini rimasti del tutto indefiniti nelle stesse prospettazioni attoree, come si è detto) gli accertamenti fiscali emessi, di cui è stata resa destinataria. E nell'eventualità in cui i ### abbiano inteso lamentare, mediante la generica deduzione sopra richiamata, di avere perduto, se del caso, propri “compensi” o redditi personali “confusi” con il distinto patrimonio facente capo alla società, è evidente che ciò avrebbe loro imposto, anzitutto, di procedere a una puntuale allegazione di quali sarebbero stati tali denari asseritamente perduti ed in che modo ciò sarebbe verosimilmente da ricondurre, per di più, sotto il profilo causale ex art. 1223 c.c., all'inadempimento lamentato a carico della ### allegazione che, invece, è del tutto mancata in tutti i loro scritti difensivi depositati.   In virtù di quanto precede, la domanda proposta dagli attori per il risarcimento da parte della BNL dei danni patrimoniali asseritamente patiti quale conseguenza della violazione alla stessa contestata dell'obbligo di consegna di tutta la documentazione ai sensi dell'art. 1194 TUB dev'essere, pertanto, integralmente respinta, mancando, in via assorbente, qualsivoglia effettiva e specifica deduzione, prima ancora che alcuna prova, offerta dagli onerati in ordine a tali danni ed essendo senz'altro da escludere, come già illustrato in premessa, che una simile richiesta risarcitoria possa giustificarsi in virtù del solo asserito inadempimento in sé, imputato dai medesimi alla banca convenuta.   Non può poi avere alcun seguito, ad avviso del giudicante, neppure l'ulteriore pretesa risarcitoria vantata dai ### in relazione ai pregiudizi da loro qualificati in termini di danni “non patrimoniali”.   Ed invero, in primo luogo, è stato lamentato dagli attori che, per effetto del comportamento negligente della banca e delle maggiori imposte e sanzioni addebitate in esito alle suindicate verifiche fiscali, sarebbe derivata a loro carico una “compromissione finanziaria”, da cui sarebbe poi conseguita anche una “illegittima segnalazione effettuata dall'istituto di credito de quo” presso la ### della ### d'### segnalazione in virtù della quale i medesimi hanno preteso un ristoro da loro quantificato, in via “equitativa”, in € 50.000,00 per ciascuno.   Prescindendo dal rilievo che non è dato nemmeno comprendere, per la verità, se il danno in tal modo prospettato sia stato riferito (come sembrerebbe potersi sostenere alla luce delle deduzioni articolate nell'atto di citazione) alla loro sfera “morale” e “reputazionale”, ovvero a un pregiudizio, anche qui, pur sempre di natura patrimoniale, in tesi derivato “dal mancato ottenimento di liquidità e finanziamenti” e/o dal necessario “rientro” e pagamento di quelli precedentemente ottenuti, oltre che da un assoggettamento a “diverse procedure esecutive immobiliari riguardanti le proprie proprietà e la loro abitazione familiare” (così come prospettato, invece, nella memoria attorea ex art. 1836 n. 1 c.p.c.), osserva il giudicante che è peraltro da escludere (sotto entrambi i versanti appena indicati) che vi sia stata, pure in questo caso, una sufficiente allegazione di pregiudizi riferibili in proprio ai ### e suscettibili di venire ricondotti, sotto il profilo causale, all'inadempienza che è stata lamentata a carico della banca per la mancata tempestiva ed integrale consegna della documentazione inerente i due conti correnti già sopra menzionati.   Ed infatti, sotto un primo profilo, non è stato neppure rappresentato, da parte degli onerati, quale sarebbe stata l'asserita segnalazione in ### “illegittima”, quando la stessa sarebbe stata effettuata dalla BNL e per quanto tempo sarebbe perdurata, e ciò, sebbene tale carenza assertiva sia stata specificamente contestata dalla convenuta sin dalla sua comparsa di risposta, alla quale alcuna ulteriore deduzione è stata fatta seguire, nondimeno, da parte dei ### anche nell'ambito della loro memoria ex art. 1836 n. 1 c.p.c., ove gli stessi si sono sostanzialmente limitati a richiamare, a tal proposito, la loro perizia di parte (si v. pag. 8-9 comparsa di risposta ### pag. 7-8 prima memoria attorea ex art. 1836 cit.).   È sufficiente scorrere, poi, tale perizia per avvedersi che nemmeno in quest'ultima è dato trarre alcunché di specifico sul punto, venendovi indicato soltanto che tale segnalazione sarebbe stata posta in essere a seguito della “revoca dei fidi precedentemente concessi” e/o dal “rientro anticipato su finanziamenti”, affidamenti e finanziamenti, però, non meglio individuati, ed analogamente, in alcun modo specificati con riferimento a tale loro asserita “revoca” o “rientro anticipato”, che non è dato quindi comprendere, a ben vedere, in quali termini sarebbero conseguiti - come si assume nella relazione in parola - dalle “maggior imposte commissionate nell'accertamento tributario” (cfr. ancora, perizia sub doc. 1 cit. fasc. attoreo).   Sotto ulteriore profilo, tenuto conto di tali sbrigative asserzioni e delle altrettanto indefinite deduzioni svolte dagli attori nei loro scritti difensivi, è di immediata evidenza, inoltre, che difetti del tutto un nesso di causalità giuridicamente rilevante tra la “illegittima segnalazione” di cui si va discorrendo e la vicenda oggetto di causa, relativa all'asserita responsabilità che sarebbe da ascrivere alla BNL per le maggiori imposte e sanzioni tributarie alle quali la ### 90 S.r.l. è stata assoggettata, non essendo stato neanche spiegato, per l'appunto, e tantomeno dimostrato, in che modo queste ultime avrebbero credibilmente condotto a una segnalazione in ### a carico (anche qui, non già della società stessa ma) dei ### in proprio, a dispetto del loro arbitrario assunto secondo cui la “predetta illegittima segnalazione …è diretta conseguenza della impossibilità per parte attrice di poter giustificare i movimenti bancari contestati”.   Ed infine, e sotto un terzo profilo ancora, sono del tutti mancati elementi specifici in merito alle conseguenze pregiudizievoli, sia di ordine patrimoniale, sia di natura non patrimoniale, che da tale “illegittima segnalazione” sarebbero derivate agli odierni attori, considerato che, quanto al “mancato ottenimento di liquidità e finanziamenti” (e/o al “rientro” per mutui/affidamenti precedentemente ottenuti), alcunché è stato dedotto, né provato o richiesto di provare, dai medesimi in ordine a richieste di concessione di fidi e finanziamenti a loro denegate (così come pure a precedenti mutui/affidamenti già in essere ed in tesi revocati da uno o più istituti creditizi), non rilevando evidentemente, a tal proposito, le richieste (peraltro, anche queste ultime non meglio specificate dagli onerati nei loro scritti) avanzate ad istituti bancari da un soggetto terzo (la ###re S.r.l.) ed oltretutto neppure denegategli in virtù di informazioni acquisite dai sistemi di informazione creditizia, alla luce di quanto risulta dalla sola documentazione versata in atti, se si fa eccezione per un caso soltanto, tuttavia relativo (oltre che, pur sempre, alla società appena richiamata) a una richiesta risalente al 2012, ovverosia a un intervallo temporale in cui non risulta neppure che vi fossero segnalazioni di sorta, effettuate dalla BNL presso la ### di ### d'### (cfr. all. 17 sub doc. 1 fasc. attoreo, recanti copia dell'estratto della CR della ### d'### contenente segnalazioni riferite al ### e alla ### rispettivamente, dal 2015 e dal 2018, nonché copia delle missive di diniego della richiesta di finanziamenti rese alla ###re S.r.l. da taluni istituti di credito, tra cui quella sopra menzionata del 20.11.12 della ### dell'###.   Né diversamente è a dirsi con riferimento alle “diverse procedure esecutive immobiliari” che pure sarebbero conseguite alla “impossibilità per parte attrice di poter giustificare i movimenti bancari contestati”, ovvero - stando alle stesse deduzioni attoree - quali “conseguenze “a cascata” derivanti dal mancato ottenimento di liquidità e di finanziamenti”, tenuto conto che, oltre all'assorbente rilievo che non vi è stata alcuna specifica deduzione, né prova (come appena evidenziato), di tale “mancato ottenimento di liquidità e di finanziamenti” (a sua volta asseritamente scaturito, per di più, da una “illegittima segnalazione” della quale alcunché è stato indicato in atti da parte degli attori), nulla di ulteriore è stato dedotto e dimostrato, anche in tal caso, in merito a tali “procedure esecutive”, al relativo oggetto e a una loro credibile correlazione causale con la lamentata omessa consegna di documentazione di cui qui si discute.   E del pari, a non diverse conclusioni deve pervenirsi, ad avviso del decidente, con riferimento ai pregiudizi di natura non patrimoniale che risultano essere stati correlati dai ### alla compromissione della loro reputazione derivante dalla suddetta “illegittima segnalazione”, dal momento che (diversamente da quanto prospettato dai medesimi a mezzo della loro relazione di parte, cfr. ancora doc. 1 cit.) è ben noto che “pure in tema di illegittima segnalazione alla ### rischi il danno all'immagine ed alla reputazione, in quanto costituente «danno conseguenza», non può ritenersi sussistente in re ipsa, dovendo essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento” (cfr. tra le altre, Cass. civ. n. 6589/2023, e già Cass. civ. n. 7594/2018).   Infine, non ha miglior sorte, come si è anticipato, neppure la pretesa risarcitoria relativa ai danni biologici asseritamente riportati dai ### in virtù della condizione di “disturbo post traumatico” che sarebbe scaturita da “l'improvvisa sottoposizione a stress emotivo, a procedure esecutive come indiretta conseguenza delle cartelle di pagamento ricevute, la necessità di dedicare larga parte del tempo a disposizione a vicende giudiziarie, il tracollo economico che ne è derivato”.   Per un verso, osserva il giudicante come sia mancata, in definitiva, anche in questo caso, un'adeguata allegazione e dimostrazione di tali pretesi danni biologici, essendosi gli attori affidati, pure a tal riguardo, al solo richiamo della loro perizia contabile e ai relativi allegati, questi ultimi recanti, però, esclusivamente due isolate relazioni psicodiagnostiche, di analogo tenore per entrambi gli istanti e redatte nel lontano mese di marzo 2012, mentre alcunché è stato dedotto, né dimostrato o richiesto di dimostrare, da parte dei medesimi, sia in merito alla loro concreta sottoposizione a un trattamento farmacologico a seguito di tali valutazioni, sia in ordine a successive ulteriori visite e terapie da loro effettuate sino alla data dell'odierno giudizio, onde suffragare l'asserita sussistenza di un danno biologico permanente consolidatosi a loro carico ( all. 18, 19 sub doc. 1 fasc. attoreo; nella giurisprudenza di legittimità, si v. inoltre, tra le altre, Cass. civ. n. 5119/2023, che ha evidenziato che “…per danno biologico deve intendersi non la semplice lesione all'integrità psicofisica in sé e per sé, ma piuttosto la conseguenza del pregiudizio stesso sul modo di essere della persona… il danno da lesione della salute, per essere risarcibile, deve avere per effetto la compromissione d'una o più abilità della vittima nello svolgimento delle attività quotidiane, nessuna esclusa: dal fare, all'essere, all'apparire. Se non avesse alcuna di queste conseguenze, la lesione della salute non sarebbe nemmeno un danno medico-legalmente apprezzabile e giuridicamente risarcibile …Una diversa soluzione …risulta… non conforme a diritto, in quanto… si consentirebbe, in tal modo, il risarcimento d'un danno in re ipsa, e cioè affermato in astratto e non accertato in concreto…”).   Per altro verso, ed anche prescindendo da quanto appena evidenziato, vi è inoltre da rilevare, in via assorbente, che non vi è in atti alcun idoneo elemento offerto dagli onerati relativamente a un nesso di causalità tra tale loro asserito pregiudizio e l'inadempienza lamentata in questa sede a carico della ### il che, come è evidente, vale comunque a farne escludere una risarcibilità, sia pure soltanto in via equitativa, da parte di quest'ultima.   Ed infatti, è di tutta evidenza che alcunché di serio e conducente è dato trarre, sul punto, dalle relazione sopra richiamate, dal momento che le stesse risultano avere riportato a tal riguardo soltanto quanto è stato riferito dal ### e dalla ### nel corso della loro visita e, per la verità, neppure hanno menzionato, in maniera chiara, la vicenda di cui qui si discute quale ragione alla quale ricondurre eziologicamente il loro lamentato stato di stress emotivo, richiamando, piuttosto, non meglio precisate “problematiche sul lavoro” e “vicende giudiziarie subite” (cfr. ancora all. 18, 19 cit.).   Alcun adeguato elemento ulteriore, sul piano assertivo e probatorio, è stato offerto, inoltre, dagli attori a tal proposito, essendosi limitati questi ultimi soltanto ad addurre una condizione di stress che sarebbe conseguita - come anticipato - a “procedure esecutive” scaturite “come indiretta conseguenza delle cartelle di pagamento ricevute”, procedure che, tuttavia, sono rimaste - si è già detto - assolutamente prive di concreti riscontri nella loro esistenza, nell'oggetto e nella loro riconducibilità alla vicenda che occupa e che non si vede, per la verità, neppure in che modo potrebbero essere state plausibilmente “conseguenti” a quest'ultima (se non altro in difetto di alcuna ulteriore allegazione né prova fornita dagli interessati), a fronte di violazioni e avvisi di accertamento che è pacifico non siano stati destinati ai ### ma esclusivamente alla ### 90 S.r.l. . E così, parimenti, non integra una seria e concreta prospettazione in punto di nesso di causalità con l'inadempienza qui contestata alla BNL il riferimento operato dagli istanti alla loro necessità di “dedicare larga parte del tempo a disposizione a vicende giudiziarie” e/o al “tracollo economico che ne è derivato”, al cospetto di indagini fiscali e di accertamenti che ne sono scaturiti che hanno interessato esclusivamente la società suddetta e, per di più, in assenza, comunque, di alcuna adeguata specificazione e dimostrazione offerta dagli onerati in merito alla loro concreta verificazione.   Con la conseguenza che, tenuto conto di quanto sin qui rilevato, deve senz'altro escludersi che avrebbe potuto disporsi (e che possa disporsi nella presente sede ###riferimento ai danni in parola, una consulenza tecnica d'ufficio, atteso che - anche a volersi prescindere dalla carenza di elementi assertivi e istruttori offerti dagli attori persino con riferimento alla stessa esistenza in sé di tali danni - comunque quest'ultima si presenterebbe irrilevante ai fini del decidere, in difetto di un nesso di causalità debitamente allegato e suffragato dagli onerati a fondamento di tale loro pretesa risarcitoria.   In virtù degli assorbenti rilievi che precedono, le domande proposte dai ### devono essere, pertanto, integralmente respinte.   La regolamentazione delle spese di lite segue infine la soccombenza, con conseguente condanna degli attori, in solido tra loro, ex artt. 91 e 97 c.p.c., al rimborso delle stesse in favore della ### Spese che devono liquidarsi tenendo conto del valore della causa (da ricondurre allo scaglione tra € 520.000,01 e € 1.000.000,00; arg. Cass. civ. n. 4187/2017, che ha evidenziato che “il principio per il quale, ove siano state proposte più domande, alcune di valore indeterminabile ed altre di valore determinato, la controversia deve essere ritenuta, nel complesso, di valore indeterminabile, opera solo laddove l'applicazione dello scaglione tariffario previsto per le cause di valore indeterminabile consenta il riconoscimento di compensi superiori rispetto a quelli che deriverebbero facendo applicazione dello scaglione applicabile in ragione del cumulo delle domande di valore determinato”) e in applicazione dei parametri di cui al D.M. n. 55/2014 e s.m.i., nella versione risultante dalle modifiche da ultimo introdotte con il D.M. n. 147/2022 (cfr. art. 6 di tale decreto, secondo cui “Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano alle prestazioni professionali esaurite successivamente alla sua entrata in vigore”, e già Cass. civ. n. 17577/2018, che ha evidenziato che “### connessione tra sentenza e liquidazione delle spese di lite ha per corollario la necessità che il giudice, quando provveda alla liquidazione suddetta, applichi la legge vigente al momento in cui la sua decisione viene a giuridica esistenza, a nulla rilevando che l'attività difensiva si sia svolta sotto l'impero d'una legge diversa”).   Considerati tali parametri e la riduzione del 50% di cui all'art. 4 del decreto citato, giustificata dall'esiguità dell'attività difensiva espletata, alla luce del carattere meramente documentale dell'istruttoria svolta e della scarsa entità e complessità delle questioni in fatto e in diritto oggetto di trattazione, si perviene quindi a un importo dovuto alla BNL per compensi di € 14.598,00 (con esclusione di una maggiore liquidazione, quale quella pretesa da quest'ultima nella nota spese depositata, per le ragioni appena evidenziate), cui si aggiungono il rimborso forfettario per spese generali ex art. 22 D.M. n. 55/2014 cit. e iva e cpa come per legge.  P.Q.M.  Il Tribunale di ### definitivamente pronunciando sulla causa civile di primo grado indicata in epigrafe, ogni ulteriore e diversa istanza, eccezione e deduzione assorbita o disattesa, così provvede: - Respinge integralmente le domande proposte da ### e ### nei confronti della ### del ### S.p.a.; - ### e ### in solido tra loro, ex artt. 91 e 97 c.p.c., al rimborso in favore della ### del ### S.p.a. delle spese processuali per il presente giudizio, che liquida in € 14.598,00 per compensi, oltre al rimborso forfettario per spese generali, iva e cpa come per legge. 
Così deciso in ### in data ###.  

Il Giudice
dott.ssa ###


causa n. 7333/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Nardi Federica

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Tribunale di Lecce, Sentenza n. 2631/2024 del 22-07-2024

... di € 1.819,32 quale penale dell'inadempimento contrattuale imputabile all'odierno appellato. Tanto premesso chiedeva l'accertamento e la dichiarazione del diritto alla restituzione della somma specificata o alla maggiore o minore somma ritenuta di giustizia, oltre interessi e rivalutazione monetaria dal fatto fino al soddisfo. Con vittoria di spese e competenze del doppio grado di giudizio da distrarsi in favore del difensore antistatario. A seguito della notifica dell'atto di appello si costituiva ### a sua volta, chiedendo la nullità ed il rigetto dei motivi di appello proposti da controparte e per l'effetto, la conferma della sentenza di primo grado, con parziale riforma della stessa nella parte relativa alla compensazione delle spese. Con vittoria di spese e competenze di lite da (leggi tutto)...

R.G.N. 7958/2020 TRIBUNALE DI LECCE ### REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il giudice dott.ssa ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di appello avverso la sentenza n. 26/2020, emessa dal Giudice di ### di ### (ex ufficio del giudice di pace di ###, tra ### S.n.c., in persona del legale rappresentate p.t., rappresentata e difesa dall'avv. ### procuratore domiciliatario; Appellante e ### rappresentato e difeso dall'avv.to ### procuratore domiciliatario; Appellato e ### S.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avv.to ### procuratore domiciliatario; ### del processo ### come da note di trattazione scritta redatte per l'udienza del 14.11.2023 Con atto di citazione in appello depositato il ### la ### S.n.c. in persona del legale rappresentante p.t. chiedeva la riforma della sentenza emessa dal Giudice di ### di ### n. 26/2020, dep. il ### poiché, ritendo non provati i fatti costitutivi della domanda, la rigettava. 
Rappresentava, invece, parte appellante che il Giudice di ### cure non avesse compiuto un'esatta ricostruzione dei fatti, ritenendo erroneamente come non dovuto il pagamento di € 1.819,32 quale penale dell'inadempimento contrattuale imputabile all'odierno appellato. 
Tanto premesso chiedeva l'accertamento e la dichiarazione del diritto alla restituzione della somma specificata o alla maggiore o minore somma ritenuta di giustizia, oltre interessi e rivalutazione monetaria dal fatto fino al soddisfo. Con vittoria di spese e competenze del doppio grado di giudizio da distrarsi in favore del difensore antistatario. 
A seguito della notifica dell'atto di appello si costituiva ### a sua volta, chiedendo la nullità ed il rigetto dei motivi di appello proposti da controparte e per l'effetto, la conferma della sentenza di primo grado, con parziale riforma della stessa nella parte relativa alla compensazione delle spese. Con vittoria di spese e competenze di lite da distrarsi in favore del procuratore antistatario. 
Si costituiva anche ### S.p.A. chiedendo, alla luce dell'assenza di domande formulate nei suoi confronti, di accertare e dichiarare l'intervenuto giudicato implicito sulla sentenza appellata relativamente alle statuizioni a lei rivolte. Con vittoria di spese e competenze di lite di entrambi i gradi di giudizio. 
La causa veniva istruita attraverso l'acquisizione del fascicolo di primo grado. 
Il Giudice, all'udienza del 14.11.2023, ritenuta la causa matura per la decisione, concedeva i termini per il deposito di conclusionali e repliche ai sensi dell'art. 190 c.p.c.  **** **** ****  ### è fondato e, come tale, merita accoglimento per le ragioni di seguito esposte. 
Giova premettere che il rapporto che si instaura tra agenzia intermediaria e viaggiatore ha natura di mandato con rappresentanza, dunque allo stesso si applica la normativa codicistica di riferimento ed in specie, l'art.  1719 c.c. secondo cui: “Il mandante, salvo patto contrario, è tenuto a somministrare al mandatario i mezzi necessari per l'esecuzione del mandato e per l'adempimento delle obbligazioni che a tal fine il mandatario ha contratte in proprio nome (1705 e ss)” e l'art. 1720 comma 2 c.c. per il quale: “il mandante deve (…) risarcire i danni che il mandatario ha subiti a causa dell'incarico”. 
Tale veste giuridica è riconosciuta anche dalla giurisprudenza maggioritaria, la quale sostiene che: “Il contratto di organizzazione di viaggio concluso da un agente intermediario per il viaggiatore dà luogo ad un rapporto diretto tra viaggiatore e organizzatore di viaggi, ma tra il viaggiatore e l'intermediario che faccia constare tale sua qualità nei documenti di viaggio sorge anche un contratto di mandato caratterizzato da poteri di rappresentanza.” (Cass. civ n. 16868/2002). 
Pertanto, prosegue la Corte, “il viaggiatore è tenuto, ex art. 1719 Codice civile, a somministrare all'intermediario i mezzi necessari per l'esecuzione del mandato e qualora l'agente, in forza di questo rapporto, assuma l'obbligo verso l'organizzatore del pagamento del corrispettivo e delle penali per l'annullamento del viaggio, il viaggiatore è tenuto a rimborsargli i fondi eventualmente anticipati per tali pagamenti.” Nel caso di odierna analisi, il ### al momento della sottoscrizione del contratto con la ### s.n.c. prendeva conoscenza ed accettava le varie condizioni, tra cui quelle riferibili alla penale per l'annullamento del viaggio (cfr. contratto sottoscritto dal ###. 
Dunque, accertata la legittimità della pretesa restitutoria da parte dell'agenzia viaggi nei confronti dell'odierno appellato, occorre occuparsi dell'onere probatorio, gravante in capo alla stessa intermediaria, in relazione all'effettivo pagamento della penale nei confronti della fornitrice ### Nel caso di specie, l'onere probatorio risulta pienamente soddisfatto, in quanto la ### s.n.c. allega al proprio atto introduttivo (già del giudizio di primo grado) il documento riferito al bonifico bancario effettuato a ### riferito al codice identificativo del viaggio prenotato e poi cancellato dal ### Dunque, essendo ampiamente dimostrato che l'odierna appellante ha assunto ed anche adempiuto l'obbligo di pagamento della penale per l'annullamento del viaggio di cui è causa, l'odierno appellato è tenuto a rimborsare quanto anticipato dalla stessa per tale pagamento. 
Per tutte queste ragioni, in accoglimento dell'appello, si accerta e dichiara il diritto dell'appellante alla restituzione delle somme di cui in narrativa e per l'effetto, si condanna l'appellato al pagamento in favore dell'agenzia viaggi della somma di € 1.819,32 oltre interessi e rivalutazione monetaria dalla data della domanda e fino all'effettivo soddisfo.  ### dell'appello comporta, in applicazione del principio di soccombenza, la condanna della parte appellata al pagamento delle spese del doppio giudizio, liquidate come in dispositivo. 
Infine, si dà atto dell'intervenuto giudicato implicito sulla sentenza appellata relativamente alle statuizioni nei confronti della ### S.p.A.  P.Q.M.  Il Tribunale di ### II sezione civile, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando, accoglie l'appello proposto da ### s.n.c., e condanna parte appellata al pagamento, in favore della appellante, della somma di € 1.819,32 oltre interessi dalla data della domanda e fino all'effettivo soddisfo, nonché delle spese di lite da distrarsi in favore del procuratore antistatario, che liquida in € 1.265,00 per la prima fase e in € 1.278,00, per la seconda fase per compensi, oltre IVA e CAP come per legge e spese forfettarie al 15%. 
Condanna altresì parte appellata al pagamento delle spese di lite in favore del terzo appellato, che liquida in € 1.065,00 per compensi, oltre IVA e CAP come per legge.  ### 15.07.2024 ### 

causa n. 7958/2020 R.G. - Giudice/firmatari: Agnese Di Battista

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