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Tribunale di Gela, Sentenza n. 438/2024 del 22-07-2024

... ### potrà tenere con sé la figlia minore ### tutte le volte che lo richiederà, di comune accordo con il padre, con incontri settimanali, domenicali compatibilmente alle esigenze scolastiche, di salute e di vacanza della figlia minore. Nel caso di disaccordo la madre potrà tenere con sé la figlia due pomeriggi alla settimana il martedì ed il giovedì, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, nonché durante i fine settimana, a week-end alternati, secondo l'ordine attualmente corrente, e inoltre, nelle festività civili e religiose a rotazione con l'altro genitore e per quindici giorni consecutivi durante le vacanze estive da fissarsi nel mese di luglio o agosto. La sig.ra ### nulla deve a titolo di contribuzione al mantenimento mensile delle figlie ### e ### Il sig. ### nulla deve alla ###ra ### (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI GELA SEZIONE CIVILE Il Tribunale, in composizione collegiale, nelle persone dei seguenti magistrati: dott. ### dott.ssa ### dott. ### estensore ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. R.G. 698/2023 del Ruolo Generale Affari Civili e ### vertente TRA ### (C.F. ###), nato a ### il ###, elettivamente domiciliato presso lo studio dell'avv. ### rappresentante e difensore E ### (C.F. ###), nata a ### il ###, elettivamente domiciliata presso lo studio dell'avv. ### rappresentante e difensore ### E CON L'### del PUBBLICO MINISTERO Interveniente necessario #### congiunto - ### effetti civili ### delle parti: Le parti chiedono la conferma delle condizioni stabilite nel ricorso congiunto MOTIVI DELLA DECISIONE Con ricorso congiunto i coniugi ### e ### premesso di avere contratto matrimonio concordatario il ### - atto trascritto nei registri degli ### di matrimonio del comune di ### anno 2004 Parte II Serie A n. 247 - unione dalla quale sono nate due figlie: ### l'11.5.2001 e ### il ###, esponevano che con decreto del 13.2.2023 il Tribunale di ### aveva omologato le condizioni della loro separazione personale. 
Essendo trascorsi i termini di legge richiesti per addivenire allo scioglimento del matrimonio non essendosi medio tempore riconciliati chiedevano la pronuncia della cessazione degli effetti civili del matrimonio alle condizioni stabilite nel ricorso congiunto, di seguito riportate: “1) Dichiarare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, celebrato in ### il giorno 12/8/2000 e registrato presso l'### di Stato Civile del Comune di #### n. 247, Serie A, #### Uff. Anno 2000, ordinando all'### di Stato Civile del Comune di ### a mezzo rituale comunicazione, di procedere alla relativa trascrizione dell'emananda sentenza nei pubblici registri anagrafici; 2) ### che le parti continuino a vivere separati, portandosi reciproco rispetto, con reciproco consenso al rilascio del passaporto e di ogni documento valido per l'espatrio; 3) Confermare le condizioni contenute nel ### di ### del 13/2/2023 emesso dal Tribunale Civile di Gela” Concludevano, pertanto, chiedendo la pronuncia di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario contratto e la sostanziale conferma delle condizioni stabilite in sede di separazione consensuale (### all. n. 3 bis al ricorso: “I coniugi continueranno a vivere separatamente, portandosi reciproco rispetto ed assenso anche al rilascio e/o rinnovo del passaporto e carta d'identità; La casa coniugale di ### sita in ### n. 81 piano II viene assegnata ai fini esclusivamente abitativi al marito, ove risiede, per poterla abitare unitamente alle figlie ### e ### La figlia ### viene affidata in maniera esclusiva a ### con fissazione di residenza stabile della stessa presso la casa coniugale sita in ### n. 81, ove risiede, esclusivamente ed unitamente al padre ed alla sorella ### La signora ### potrà tenere con sé la figlia minore ### tutte le volte che lo richiederà, di comune accordo con il padre, con incontri settimanali, domenicali compatibilmente alle esigenze scolastiche, di salute e di vacanza della figlia minore. Nel caso di disaccordo la madre potrà tenere con sé la figlia due pomeriggi alla settimana il martedì ed il giovedì, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, nonché durante i fine settimana, a week-end alternati, secondo l'ordine attualmente corrente, e inoltre, nelle festività civili e religiose a rotazione con l'altro genitore e per quindici giorni consecutivi durante le vacanze estive da fissarsi nel mese di luglio o agosto. La sig.ra ### nulla deve a titolo di contribuzione al mantenimento mensile delle figlie ### e ### Il sig. ### nulla deve alla ###ra ### a titolo di assegno di mantenimento, tenuto conto dell'autonomia economica della stessa; Le spese mediche, scolastiche e straordinarie delle figlie ### e ### (siccome richiamate nel ### siglato avanti il Tribunale Civile di ### saranno a carico delle parti al 50% ciascuno; Il sig. ### si obbliga, pro bono pacis, alla remissione della querela sporta nei confronti della moglie ### che dichiara da subito espressamente di accettarla. Al contempo, ### si obbliga a rimettere ogni eventuale ### sporta nei confronti di ### rinunziando integralmente ad ogni eventuale azione esperibile nei confronti del marito, in conseguenza dei fatti dedotti nel presente giudizio. Con la sottoscrizione del presente accordo le parti dichiarano di non avere reciprocamente più nulla a pretendere per qualsiasi titolo o ragione, anche non espressamente dedotta nel ### di separazione pendente innanzi al Tribunale di ### al n. 121/2022 RG. I compensi di giudizio si intendono integralmente compensati tra le parti.”) La causa, a questo punto, veniva rimessa al collegio per la decisione.  *** 
Deve, in primo luogo, trovare accoglimento la richiesta di pronunciare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario contratto tra le parti in quanto sono trascorsi i termini richiesti dall'art.  3 L. 898/1970 senza che si sia ricostituita la comunione materiale e spirituale tra i coniugi. 
Inoltre, la domanda proposta dalle parti deve essere accolta in quanto il contenuto negoziale dell'accordo, riguardo l'affidamento della figlia minore e il mantenimento della prole non è in contrasto con l'interesse di questi ultimi e non contiene atti dispositivi di diritti indisponibili né viola norme inderogabili. 
Occorre rilevare che in ordine alla richiesta di disporre l'affidamento esclusivo della figlia ### al padre, questa possa essere accolta in quanto costituente la cristallizzazione delle condizioni di affidamento già vagliate positivamente da questo Tribunale in sede ###ragione delle particolari modalità che hanno determinato la disgregazione del nucleo familiare, meglio descritte nell'ordinanza dell'ordinanza presidenziale del 5.4.2022 (Cfr. allegato n. 4 al ricorso introduttivo), valutazione che il collegio ritiene di dover confermare. 
Ciò premesso, verificata la sussistenza di tutti i presupposti di legge - e tenuto conto che neppure il Pubblico Ministero ha proposto opposizione alle conclusioni spiegate dalle partiil collegio può prendere atto delle condizioni del divorzio proposte dalle parti nel ricorso introduttivo. 
Stante la mancanza di una parte soccombente nulla deve essere disposto sulle spese del giudizio.  P.Q.M.  Il Tribunale in composizione collegiale, uditi i procuratori delle parti, ogni contraria istanza, eccezione e difesa disattesa, definitivamente pronunziando: - DICHIARA la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto da ### nato a ### il ###, e ### nata a ### il ###, in data ###, trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune di ### al n. 247 ### A dell'anno 2000; - ### delle condizioni della cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto tra ### e ### in data ### (atto trascritto nei registri degli ### di matrimonio del comune di ### anno 2004 ### A n. 247) indicate in ricorso e riportate in parte motiva; - DISPONE che la presente sentenza, in copia autentica, venga trasmessa al competente ufficiale di Stato civile per le annotazioni e per le ulteriori incombenze di cui al d.P.R. 3 novembre 2000 n. 396, ai sensi dell'art. 152 septies disp.att. c.p.c.; - NULLA sulle spese ### deciso in ### nella camera di consiglio della Sezione Civile del Tribunale, il ###.  ### estensore ### n. 698/2023

causa n. 698/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Enea Pietro, Accardo Vincenzo

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sentenza n. 1326/2024 del 29-03-2024

... agli stessi in proporzione maggiore o minore rispetto a quella scaturente dalla rispettiva quota individuale di proprietà. In assenza di limiti posti dall'art. 1123 c.c., la deroga convenzionale ai criteri codicistici di ripartizione delle spese può arrivare a dividere in quote uguali tra i condomini gli oneri generali e di manutenzione delle parti comuni e finanche prevedere l'esenzione totale o parziale per taluno dei condomini dall'obbligo di partecipare alle spese medesime ( Cass. Sez. II, 25/03/2004, n. 5975; Cass. Sez. II, sent. N. 6844 DEL 16/12/1988). Viene, quindi, imposta, a pena di radicale nullità l'approvazione di tutti i condomini per le delibere dell'assemblea di condominio con le quali siano stabilitili i criteri di ripartizione delle spese in deroga a quelli dettati (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di ### - I Sezione Civile in persona del Gop Dott.ssa ### ha pronunziato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al numero 5244 del Ruolo generale degli affari civili contenziosi dell'anno 2012 Avente a oggetto: “### e ### impugnazione di delibera assembleare-spese condominiali” vertente TRA ###, (C.F. ###) rappresentata e difesa dall'Avv.to ### giusta mandato a margine al ricorso, presso il cui studio in ####, alla ### 4, elettivamente domicilia; -Ricorrente
E ###, (C.F. ###) in persona dell'amministratore l.r.p.t. rappresentato e difeso dall'Avv.to ### giusta mandato a margine alla comparsa di costituzione e risposta, presso il cui studio in S. ### C.V., alla ### -### Giglio n. 2, elettivamente domicilia; -Resistente
NONCHE' ########## P. LIGUORI & C.   -Terzi chiamati contumaci
Conclusioni: Le parti costituite hanno concluso come da memorie difensive, scritti conclusionali e verbali di causa in atti.  SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Dopo aver esaminato gli atti di causa e prima di procedere ad ogni loro definitiva valutazione, deve darsi atto che la presente sentenza viene estesa senza la concisa esposizione dello “svolgimento del processo” e, dunque, ai sensi del combinato disposto degli artt. 132 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c., immediatamente applicabili ai giudizi pendenti al momento dell'entrata in vigore della legge n. 69/2009, essa viene redatta indicando succintamente le ragioni di fatto e di diritto della decisione, ben precisando che, trattandosi di disposizione normativa dettata con la evidente finalità di accelerazione ai fini della produzione della sentenza, deve ritenersi consentito al giudice di pronunciare quest'ultima, considerando integralmente richiamati dalla presente pronuncia sia l'atto introduttivo, le comparse di costituzione dei convenuti, sia tutti gli altri scritti difensivi delle parti e i verbali delle udienze in cui la causa è stata trattata, istruita e discussa. 
Ai fini della decisione è sufficiente rappresentare che, con ricorso avverso la delibera assembleare del 09/10/2012, ### ha convenuto in giudizio, innanzi l'intestato Tribunale, il condominio indicato in epigrafe e, premessa la qualità di proprietaria dell'unità immobiliare posta all'ultimo piano dello stabile condominiale sito in ### alla via ### 35, scala b, int.7, ha dedotto che, nel marzo/aprile 2011, durante alcuni lavori condominiali per il ripristino della guaina bituminosa sui terrazzi di copertura costituenti lastrico condominiale - appaltati alla ditta ### (sita in S. ### C.V. alla via ### - si verificavano dei danni all'interno del proprio immobile, per i quali veniva richiesto il ripristino dello stato dei luoghi. 
Ha dedotto altresì che, l'amministrazione condominiale unitamente alla ditta appaltatrice, proponeva e concordava la pitturazione interna, previo rifacimento di parte degli intonaci interessati dalle infiltrazioni d'acqua, a proprie spese, con esonero da qualsiasi partecipazione di spesa per la condomina danneggiata. In conseguenza di ciò, veniva redatto il verbale di sopralluogo e transazione in data ###. 
Ha argomentato ulteriormente che, ultimati i lavori, perveniva lettera dell'amministratore condominiale con cui veniva richiesto il pagamento non solo del costo dei lavori di rifacimento del lastrico di copertura ma pure quello occorso per la pitturazione all'interno dell'appartamento, alla quale veniva opposto il diniego in forza di quanto concordato con l'atto di transazione sottoscritto dalle parti (condominio, condomina e ditta appaltatrice) in data ### e che, tale richiesta veniva avanzata sulla scorta di nuove tabelle millesimali mai approvate e rese note. 
In conseguenza di ciò, ha concluso: a) sospendere, inaudita altera parte, la delibera impugnata perché palesemente illegittima ed illecita oltre che lesiva del diritto di proprietà della ricorrente; b) accertare e dichiarare l'erroneità delle tabelle utilizzate perché lesive del diritto di proprietà della ricorrente; c) dichiarare la nullità e/o annullare la delibera condominiale impugnata perché in contrasto con la normativa in tema di condominio e perché palesemente viziata; d) accertare e dichiarare l'invalidità della delibera condominiale impugnata, con conseguente annullamento, perché in violazione delle pattuizioni contrattuali intercorse fra la condomina ricorrente e l'amministrazione condominiale, con particolare riferimento alla richiesta di pagamento non solo delle spese di ripristino dei lastrici e terrazzi ma anche del costo delle opere di ripristino delle pareti danneggiate dal condominio e per esso dalla ditta appaltatrice dei lavori; e) condannare il condominio al risarcimento del danno per mancato adempimento di quanto contrattualmente pattuito, per violazione delle norme di buona fede e correttezza nei contratti e per aver tentato con la detta delibera di appropriarsi indebitamente di somme non dovute con ciò perpetrando un indebito arricchimento; f) condannare il condominio al risarcimento del danno subito per la tentata lesione del legittimo diritto di proprietà della ricorrente; g) condannare il condominio alla rifusione delle spese di giudizio. 
Resisteva in giudizio con comparsa di costituzione e risposta il condominio che, contestando ogni avversa pretesa, chiedeva la reiezione di tutte le domande destituite di fondamento sia in fatto che in diritto, ordinandosi, in ogni caso, l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i condomini, litisconsorti necessari. Il tutto con vittoria di spese e competenze di giudizio, oltre iva e cpa come per legge.   Con ordinanza resa all'udienza del 4.6.2013 il G.U., ritenuta la sussistenza di gravi motivi, sospendeva la delibera assembleare impugnata e si riservava sulle eccezioni sollevate dalle parti con termini per note di giorni 30+30. 
Avverso il detto provvedimento il condominio proponeva reclamo, evidenziando la mancanza dei requisiti di legge per far luogo alla disposta sospensione della delibera. Il collegio accoglieva il reclamo proposto e, conseguentemente, revocava la relativa ordinanza, rimettendo le spese al definitivo. 
Con ordinanza del 4.11.2013 veniva ordinato l'integrazione del contraddittorio nei cnfronti di tutti i condomini del ### Istruita la causa, in seno alla quale venivano svolte le prove orali e la chiesta ctu, all'udienza del 30 ottobre 2023 la stessa veniva trattenuta in decisione con i termini ex art. 190 c.p.c. (60+20) per il deposito di comparse conclusioni e delle memorie di replica.  MOTIVI DELLA DECISIONE Questioni preliminari In via preliminare, si da atto che il procedimento è pervenuto sul ruolo di questo giudice in data ###. 
Sempre in via preliminare va dichiarata la contumacia dei chiamati in causa dei condomini ######## ed RTL di P. Liguori & C.   Ancora in via preliminare .si rileva che la legittimazione attiva e passiva delle parti risulta provata dai titoli. Gli stessi (copia convocazione assembleare - copia verbali assemblea - copia tabelle millesimalicopia del verbale di sopralluogo e transazione del 15.4.2011 - copia racc. a.r. del 5.6.12), unitamente al fatto che le parti non hanno contestato alcunché, consente di ritenere assolto l'onere probatorio in ordine alla legittimazione attiva e passiva delle stesse, sulla scorta del più recente orientamento giurisprudenziale in materia (Cass. SS.UU. n. 7305/2014). 
Ancora, preliminarmente, va dichiarata la piena procedibilità dell'impugnativa che, seppur con ricorso, è stata proposta entro il termine decadenziale dei trenta giorni dal ricevimento della raccomandata. 
In tema di condominio negli edifici, le impugnazioni delle delibere dell'assemblea, in applicazione della regola generale dettata dall'art. 163 c.p.c., vanno proposte con citazione, non disciplinando l'art. 1137 c.c. la forma di tali impugnazioni; possono, comunque, ritenersi valide le impugnazioni proposte impropriamente con ricorso, sempreché l'atto risulti depositato in cancelleria entro il termine stabilito dall'art. 1137 citato (Cass. S.U. 8491/2011). 
Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti (art.1137 c.c.). 
Calando i surriferiti principi al caso in esame, l'impugnazione oltre che valida è da considerarsi tempestiva; il ricorso è stato depositato nel termine di 30 giorni dalla notificazione del verbale, avvenuta il ### (cfr. notifica in atti). 
Nel merito Il ricorso spiegato dalla ### è fondato e va accolto nei limiti di cui si dirà. 
In relazione a quanto precede, forma oggetto dell'odierno scrutinio la domanda della ricorrente che lamenta l'approvazione, in assenza di quorum e di alcuna causa giustificatrice, delle nuove tabelle millesimali in sostituzione di quelle previgenti e, l'erroneità dei millesimi attribuiti all'unità immobiliare. ### inoltre, la presunta imputazione anche a suo carico delle spese di tinteggiatura, non dovute per espresso accordo transattivo. 
Tutto ciò premesso, va evidenziato che quelli lamentati sono, tutti, vizi di annullabilità della delibera impugnata, derivanti dalla mancanza di intellegibilità del quorum deliberativo in ordine alla delibera adottata in relazione al punto 4) all'ordine del giorno e della sua erroneità nel calcolo. 
Il criterio discretivo fra ipotesi di nullità ed ipotesi di annullabilità delle delibere assembleari è stato posto nel 2005 dalle S.U. della Suprema Corte, le quali hanno affermato che “ in tema di condominio negli edifici, debbono qualificarsi nulle le delibere dell'assemblea condominiale prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale o al buon costume), le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell'assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all'oggetto; debbono, invece, qualificarsi annullabili le delibere con vizi relativa alla regolare costituzione dell'assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali, in violazione delle prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o di informazione dell'assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione, quelle che violano norme richiedenti qualificate maggioranze in relazione all'oggetto” (cfr. Cass. civ., SS.UU. sent. N. 4806 del 07.03.2005). 
Più di recente le ### della Corte di Cassazione sono tornate sul punto e, dichiarando di voler dare continuità alla decisione del 2005, hanno evidenziato che, in ambito condominiale, il legislatore ha optato per una disciplina giuridica improntata ad un “chiaro favore” per la stabilità delle deliberazioni dell'assemblea dei condomini, che sono efficaci ed esecutive finché non vengono rimosse dal giudice, tant'è che l'art. 1137 c.c., nel testo successivo alla novella di cui alla legge 220/2012, prevede, in caso di deliberazioni illegittime, di regola la loro annullabilità, non già la loro nullità (cfr.  civ., SS. UU., sent. N. 9839 del 12.04.2021). 
Ove la delibera adottata dall'assemblea, quanto al suo profilo contenutistico, sia contraria ad una disposizione di legge la stessa è perciò di regola annullabile, eccettuate ipotesi residuali di delibere che si pongano in diretto contrasto con il contenuto precettivo di norme inderogabili, quali l'art. 1138, IV comma, c.c. e le norme richiamate dall'art. 72 disp. att. c.c. perciò annullabili e non già nulle le delibere adottate nel corso di un'assemblea riunitasi in violazione delle regole legislative che disciplinano la convocazione assembleare e la regolare costituzione dell'organo assembleare e, quindi, la corretta formazione della volontà assembleare. 
A ritenersi diversamente, le delibere condominiali affette da tali vizi potrebbero essere caducate in ogni tempo, data l'inapplicabilità alle ipotesi di nullità del termine di decadenza di cui all'art. 1137 c.c., così determinandosi una situazione di incertezza nella gestione degli interessi collettivi. 
Così esposto, deve rilevarsi in primo luogo l'impossibilità per la scrivente di verificare, ai fini della risoluzione della controversia in esame, la natura delle tabelle millesimali al fine di comprendere il quorum necessario per la loro revisione, non essendovi in atti il regolamento condominiale. 
Ed infatti, mentre parte attrice ritiene che le tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale abbiano natura negoziale e che, pertanto, per la loro revisione/approvazione era necessaria l'unanimità dei consensi dei condomini, il condominio resistente, negando il carattere consensuale delle stesse, riteneva sufficiente la maggioranza di cui all'art. 1136 co. II Sul punto occorre prendere le mosse dalla pronuncia n. 18477 del 9 agosto 2010 resa dalla Suprema Corte di Cassazione nella sua composizione più autorevole secondo cui allorquando “ i condomini approvano la tabella che ha determinato il valore dei piani e delle porzioni di piano secondo i criteri stabiliti dalla legge non fanno altro che riconoscere l'esattezza delle operazioni di calcolo della proporzione tra il valore della quota e quello del fabbricato; in sintesi, la misura delle quote risulta determinata in forza di una precisa disposizione di legge. Una operazione tecnica che non importa la risoluzione o la preventiva eliminazione di controversie, di discussione o di dubbi: il valore di una cosa è quello che è e il suo accertamento non implica alcuna operazione volitiva, ragion per cui il semplice riconoscimento che le operazioni sono state compiute in conformità al precetto legislativo non può qualificarsi attività “negoziale”. 
In tali casi, ovvero laddove le tabelle rispecchino i criteri fissati dal legislatore, per la Suprema Corte è sufficiente che l'approvazione, e parimenti la revisione delle tabelle, avvenga con la sola maggioranza prevista dall'art. 1136 cc. secondo comma:” il quorum deliberativo è, cioè, costituito dalla maggioranza degli intervenuti rappresentanti almeno la metà del valore dell'edificio”. Nello specifico la motivazione addotta dalla Corte può essere valorizzata dall'affermazione secondo cui le tabelle “non accertano il diritto dei singoli condomini sull'unità immobiliare di proprietà esclusiva, ma soltanto il valore di tali unità rispetto all'intero edificio, ai soli fini della gestione del condominio”. 
Le tabelle nel caso in esame costituiscono, dunque, solo uno strumento che traduce in termini aritmetici dei valori già esistenti senza incidere sui diritti dei condomini e, perciò, la Corte ha ritenuto non necessario il consenso di tutti. Il ragionamento della Corte è stato, poi, recepito dalla riforma del condominio del 2012 laddove, per quanto attiene la modifica o la revisione delle suddette tabelle, l'art. 69 delle disposizione attuative prevede al primo comma che “ i valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nella tabella millesimale di cui all'art. 68 possono essere rettificati o modificati all'unanimità, salvo poi aggiungere che i valori possono essere rettificati o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall'art. 1136, secondo comma, codice civile, nei seguenti casi: 1) quando risulta che sono conseguenza di un errore; 2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di una sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione dell'unità immobiliare, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione”. 
Diverso è, tuttavia, il caso in cui i condomini abbiano deciso di derogare ai criteri legali di ripartizione delle spese. Lo stesso art. 1123 c.c., prevede, infatti, che “le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore di proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione”. In tal caso, come chiarito dalla Corte, con sentenza 19651/2017, la relativa convenzione modificatrice della disciplina legale di ripartizione può essere contenuta o nel regolamento condominiale (che perciò si definisce di natura contrattuale), in una deliberazione dell'assemblea che venga approvata all'unanimità, ovvero con il consenso di tutti i condomini (cfr. Cass. Sez. II, 04/08/2016 n. 16321; Cass. Sez. II, 17/01/2003, n. 641). 
La natura delle disposizioni contenute negli artt. 1118, comma I, e 1123 c.c. non preclude, quindi, l'adozione di discipline convenzionali che differenzino tra loro gli obblighi dei partecipanti di concorrere agli oneri di gestione del condominio, attribuendo agli stessi in proporzione maggiore o minore rispetto a quella scaturente dalla rispettiva quota individuale di proprietà. 
In assenza di limiti posti dall'art. 1123 c.c., la deroga convenzionale ai criteri codicistici di ripartizione delle spese può arrivare a dividere in quote uguali tra i condomini gli oneri generali e di manutenzione delle parti comuni e finanche prevedere l'esenzione totale o parziale per taluno dei condomini dall'obbligo di partecipare alle spese medesime ( Cass. Sez. II, 25/03/2004, n. 5975; Cass. Sez. II, sent. N. 6844 DEL 16/12/1988). 
Viene, quindi, imposta, a pena di radicale nullità l'approvazione di tutti i condomini per le delibere dell'assemblea di condominio con le quali siano stabilitili i criteri di ripartizione delle spese in deroga a quelli dettati dall'art. 1123 c.c., oppure siano modificati i criteri fissati in precedenze in un regolamento contrattuale (cfr. Cass. Sez. II, 19/93/2010 n. 6714). 
Da quanto fin qui detto deriva che le tabelle millesimali hanno natura contrattuale solo se si basano su criteri di ripartizione delle spese diversi da quelli legali e che in tali casi la loro revisione/modifica è possibile solo con l'approvazione unanime di tutti i condomini. 
Sul punto è utile richiamare il principio espresso dalla Suprema Corte nell'ordinanza 1838 del 25 gennaio 2018 secondo cui “in tema di revisione e modificazione delle tabelle millesimali, qualora i condomini, nell'esercizio della loro autonomia, abbiano espressamente dichiarato di accettare che le loro quote nel condominio vengano determinate in modo difforme da quanto previsto negli artt. 1118 c.c. e 68 disp. Att., dando vita alla diversa convenzione di cui all'art. 1123 comma 1, ultima parte, c.c., le dichiarazioni di accettazione ha valore negoziale e, risolvendosi in un impegno irrevocabile di determinare le quote in un certo modo, impedisce di ottenere la revisione ai sensi dell'art. 69 disp. Att. C.c., che attribuisce rilievo esclusivamente alla obiettiva divergenza tra il valore effettivo delle singole unità immobiliari dell'edificio ed il valore proporzionale ad esse attribuito nelle tabelle. Ove, invece, tramite l'approvazione della tabella, anche in forma contrattuale (mediante la sua predisposizione da parte dell'unico originario proprietario e l'accettazione degli iniziali acquirenti delle singole unità immobiliari, ovvero mediante l'accordo unanime di tutti i condomini), i condomini stessi intendano (come del resto avviene nella normalità dei casi) non già modificare la portata dei loro rispettivi diritti d obblighi di partecipazione alla vita di condominio, bensì determinare quantitativamente siffatta portata (addivenendo, così, alla approvazione delle operazioni di calcolo documentate dalla tabella medesima), la semplice dichiarazione di approvazione non riveste natura negoziale, con la conseguenza che l'errore il quale, in forza dell'art. 69 disp. 
Att.c.c., giustifica la revisione delle tabelle millesimali, non coincide con l'errore vizio del consenso, ma consiste, per l'appunto, nella obiettiva divergenza tra il valore effettivo delle singole unità immobiliari ed il valore proporzionale ad esso attribuito”. 
Ancor, più di recente si è espressa sul punto la S.C con sentenza n. 6735 del 10 marzo 2020 affermando che “per l'atto di approvazione delle tabelle millesimali e per quello di revisione delle stesse è sufficiente la maggioranza qualificata di cui all'art. 1126 co. 2 c.c., ogni qual volta l'approvazione o la revisione avvengano con funzione meramente ricognitiva dei valori e dei criteri stabiliti dalla legge; viceversa, la tabella da cui risulti espressamente che si sia inteso derogare al regime legale di ripartizione delle spese, ovvero approvare quella diversa convenzione di cui all'art. 1123 co. 1 c.c., rilevando la sua natura contrattuale, necessità dell'approvazione unanime dei condomini”.  ### 69 delle norme di attuazione del codice civile, nella versione vigente ratione temporis, stabilisce che "i valori proporzionali dei vari piani o porzioni di piano possono essere riveduti o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, nei seguenti casi: 1) quando risulta che sono conseguenza di un errore; 2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale o di innovazioni di vasta portata, è notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano". 
La chiara formulazione della disposizione sta a significare che il diritto di chiedere la revisione o la modifica delle tabelle millesimali è condizionato dall'esistenza di uno o di entrambi i presupposti indicati (1- errore; 2- alterazione del rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano). 
Logico corollario è che, in base alla regola generale dell'onere probatorio (art. 2697 cc), la prova della sussistenza delle condizioni che legittimano la modifica incombe su chi intende modificare le tabelle, quanto meno con riferimento agli errori oggettivamente verificabili (v. Sez. 2, Sentenza n. 21950 del 25/09/2013 Rv. 629207). 
Ebbene, nel caso di specie, a fronte della contestazione sulla legittimità della modifica, sarebbe stato onere del ### deliberante dimostrare la sussistenza di tali condizioni. 
Tale prova, oltre a rimanere, invero, inerte ed insoddisfacente sul piano probatorio, è stata sconfessata ulteriormente dal consulente tecnico, #### del quale non è dato dubitare, le cui conclusioni risultano del tutto prive di vizi logici e/o di metodo che possano in qualche modo inficiare l'attendibilità dei risultati conseguiti, apparendo al contrario analiticamente motivate e chiare.  ### del Giudice, ad esecuzione del mandato conferito, ha rilevato come i millesimi indicati (secondo le nuove tabelle) per la proprietà della condomina ricorrente siano del tutto errati, in quanto eccedenti a quelli realmente di competenza. 
Dalla relazione si evince che i millesimi generali da attribuirsi alla condomina ### sono correttamente di 26,24 (tabella generale), evidentemente inferiori ai millesimi attribuiti secondo le cd. Nuove tabelle impugnate, le quali ultime riportano mill.mi 43,7131 (tabella generale). 
Non convince, a favore di parte convenuta, neppure che l'ausiliare del Giudice abbia rilevato che la revisione delle tabelle millesimali del ### in esame, venisse eseguita in riferimento alla conformità della destinazione d'uso riscontrate nella documentazione catastale delle singole unità immobiliari, oltre che al riscontro oggettivo. 
Sul punto, secondo la giurisprudenza costante della Corte di Cassazione, la modifica della destinazione d'uso di un'unità immobiliare non basta a determinare automaticamente l'obbligo di revisionare i valori millesimali preesistenti. 
Con la sua più recente sentenza emessa in materia (Cass. 4 ottobre 2016, n. 19797), la Suprema Corte ha riassunto in modo esaustivo i termini della problematica, chiarendo i motivi per cui la revisione delle tabelle millesimali deve essere esclusa quando viene modificata la destinazione d'uso di un'unità immobiliare. 
Nella sua motivazione la Corte ha innanzi tutto ricordato che la normativa di riferimento in materia è costituita dagli artt. 68 e 69 disp. att. cod. civ., ai sensi dei quali il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini e che tali valori, che devono essere ragguagliati in millesimi a quello dell'intero edificio ed espressi in un'apposita tabella allegata al regolamento, possono essere riveduti e modificati, anche nell'interesse di un solo condomino in due specifici casi, vale a dire quando risulta che sono conseguenza di un errore e quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, per effetto della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale o di innovazioni di vasta portata, viene notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano. 
La Corte ha quindi osservato che, nel condominio di edifici, i valori delle unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini e il loro proporzionale ragguaglio in millesimi al valore dell'edificio devono essere individuati con riferimento al momento dell'adozione del regolamento e che la tabella che li esprime è soggetta a rettifica soltanto quando vi siano errori, di fatto e di diritto, riferiti alla determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori. 
Richiamando la propria giurisprudenza precedente (Cass. 10 febbraio 2010, n. 3001), la Suprema Corte ha affermato quindi che, dovendosi tenere conto dell'esigenza della certezza dei diritti e degli obblighi dei singoli condomini che sono fissati nelle tabelle millesimali, non si possono considerare tali da comportare la revisione o la modifica delle tabelle: a) gli errori relativi alla determinazione del valore che non vengano indotti da quelli sugli elementi necessari al suo calcolo; b) i mutamenti successivi dei criteri di stima della proprietà immobiliare, pure quando abbiano determinato una rivalu­tazione disomogenea delle singole unità dell'edificio o alterato comunque il rap­porto originario fra il valore delle singole unità e tra queste e l'edificio. 
La Suprema Corte ha poi ricordato che: “ gli errori rilevanti con riguardo alla revisione delle tabelle devono determinare un'apprezzabile divergenza tra il valore attribuito nella tabella alle unità immobiliari e il valore effettivo delle stesse e inoltre devono essere verificabili obiettivamente, come avviene per le divergenze di estensione della superficie, di piano e simili; e che invece, con riguardo all'errore, resta esclusa, nella stima degli elementi necessari per la valutazione ai sensi dell'art. 68 disp. Att. Cod. Civ., la rilevanza dei criteri soggettivi, come i criteri d'ordine estetico e simili” (Cass., Sez. Un., 24 gennaio 1997, 6222) e chiarito che: “nello specifico, costituiscono errori essenziali che possono dare luogo a revisione delle tabelle millesimali gli errori che attengano alla determinazione degli elementi necessari per il calcolo del valore dei singoli appartamenti, come: a) l'estensione; b) l'altezza; c) l'ubicazione; d) l'esposizione e simili”. 
Questi tipi di errori, appena. menzionati, possono consistere: a) in errori di fatto, come l'erronea convinzione che un singolo appartamento abbia un'estensione diversa da quella effettiva; b) in errori di diritto, come l'errata convinzione che, nell'accertamento dei valori, si debba tenere conto di alcuni degli elementi che, ai sensi dell'art. 68 disp. att. cod. civ., sono irrilevanti a tale effetto. 
La Corte ha quindi ricordato come (Cass. 27 marzo 2001, n. 4421), al contrario, costituiscano errori non essenziali quelli determinati soltanto da criteri più o meno soggettivi con cui sia stata compiuta la valutazione dei singoli elementi necessari per la stima; infatti, l'errore di valutazione, di per sé considerato, non può essere mai ritenuto essenziale, dal momento che non costituisce un errore sulla qualità della cosa a norma dell'art. 1429, n. 2, cod. civ. e che (Cass. 10 febbraio 1994, n. 1367) la norma di cui all'art. 68 disp. att. cod. civ. prevede che, nell'accertamento dei valori dei piani o delle porzioni di piano, ragguagliati a quello dell'intero edificio, non si deve tenere conto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione e ha osservato che l'esclusione del canone locativo, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione si giustifica nel fatto che tali elementi non afferiscono all'obiettiva conformazione strutturale del piano o della porzione di piano in rapporto all'intero edificio, che invece dipende da altri fattori, dati dall'estensione, dall'altezza, dall'ubicazione e dall'esposizione. 
In conclusione, la Suprema Corte ha affermato il principio secondo cui la tabella che esprime i valori millesimali è soggetta a emenda solo in relazione a errori, di fatto e di diritto, che riguardano la determinazione degli elementi necessari al calcolo del valore delle singole unità immobiliari oppure a circostanze sopravvenute relative alla consistenza dell'edificio o delle sue porzioni, che incidano in modo rilevante sull'originaria proporzione dei valori; e che invece il mero mutamento della destinazione d'uso non determina la necessità di revisionare i millesimi. 
Ciò posto, nel caso di specie, la scrivente ritiene che, l'eventuale cambio di destinazione d'uso del cespite immobiliare oggetto di causa, non rientri in quei cambi di destinazioni tali da comportare una modifica delle tabelle millesimali. 
Pertanto, la delibera assembleare del 9.10.12, al punto n. 4( dell'ordine del giorno, oggetto di impugnativa, va annullata. 
Quanto ai danni che labilmente si assumono subiti, gli stessi, tra l'altro, risultano genericamente allegati e non vi è prova in atti, dovendosi rigettare la domanda alla quale, l'istante correla, sic et simpliciter, una nozione di danno in re ipsa non prevista dalla legge. 
Spese processuali ### che l'accoglimento della domanda è soltanto parziale e limitata solo ai profili di impugnazione, tenuto conto dei rapporti di “vicinato” che caratterizzano le controversie condominiali e del fatto che il presente giudizio ha ad oggetto anche questioni particolarmente controverse rispetto alle quali vi sono stati interventi chiarificatori da parte della giurisprudenza solo successivamente all'introduzione del giudizio medesimo, sussistono giusti motivi per compensare integralmente le spese processuali tra le parti. 
Le spese di CTU sono poste definitivamente a carico del ### P.Q.M.  Il Tribunale di ### - I Sezione Civile, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando sulla controversia R.G. 5244/2012, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa, così provvede: 1. Dichiarata la contumacia dei chiamati in causa dei condomini ######## ed RTL di P. Liguori & C.; 2. Annulla la delibera assembleare del 09.10.2012 relativamente al n. 4) dell'ordine del giorno; 3. Rigetta la domanda di risarcimento danni proposta da ### 4. Dichiara interamente compensate tra le parti le spese di lite; 5. Pone definitivamente a carico del ### le spese di ### Così è deciso in S. ### il ### Il G.o.p. 
Dr.ssa ### 

causa n. 5244/2012 R.G. - Giudice/firmatari: Ruotolo Anna, Maddalena Casale

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Tribunale di Napoli Nord, Sentenza n. 3296/2024 del 10-07-2024

... addebito. Sull'affidamento del figlio minore e sul diritto di visita ### al tema in oggetto, si osserva che le parti, pur essendo estremamente litigiose, hanno avanzato entrambe domanda di affido condiviso e non hanno fatto rilevare particolari criticità atte a giustificare una deroga alla regola generale di condivisione della genitorialità. La collocazione prevalente del minore va stabilita presso la madre, con la quale egli ha una propria consuetudine di vita consolidata. Nessuna statuizione va assunta in ordine all'ex casa coniugale, atteso che la stessa, nelle more del giudizio, è stata abbandonata per intervenuto sfratto. ### al calendario di incontri, si ritiene di dover stabilire quanto segue: salvo diversi accordi tra i coniugi, il padre potrà tenere con sé il minore due (leggi tutto)...

NRG 7452/2021 AC REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI NAPOLI NORD PRIMA SEZIONE CIVILE Il Tribunale riunito in ### di Consiglio nelle persone dei seguenti ### 1) Dott.ssa ### 2) Dott. ssa ### 3) Dott.ssa ### est.  ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 7452 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2021 (“separazione giudiziale”) riservata in decisione con ordinanza del 16.2.2024, TRA ### nato a Napoli il ### (C.F.:###), residente ###, elett.te dom.to in Mondragone ### alla Via degli ### 12, presso lo studio dell'Avv. ### che lo rapp.ta e difende, giusta procura in atti RICORRENTE E ### nata a #### il ### e residente ###### alla Via S. Nullo 26/13 C.F. ###, elett.te dom.ta in Mugnano di Napoli alla Via Napoli n° 143 presso lo ### legale ### rapp.ta e difesa dall'avvocato ### in virtù di procura in atti RESISTENTE NONCHÉ Il P.M. presso il Tribunale di Napoli Nord INTERVENTORE EX LEGE Conclusioni: come da verbali ed atti di causa nonché da memorie conclusionali. 
NRG 7452/2021 AC SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con ricorso depositato il #### premesso di essere sposato con ### dalla quale ha avuto un figlio, tuttora minorenne, per le ragioni indicate nell'atto introduttivo, chiedeva pronunciarsi la separazione personale dei coniugi, con addebito alla resistente, affidarsi in forma condivisa il minore, con collocazione prevalente presso la madre, assegnarsi alla stessa la casa coniugale, stabilirsi a proprio carico un contributo al mantenimento del figlio pari ad euro 300 mensili, oltre al 50% delle spese straordinarie, ed un mantenimento in favore della resistente pari ad euro 200 mensili, oltre altre richieste accessorie in merito all'auto ed al rinnovo dei passaporti. 
Con memoria difensiva depositata in data ### si costituiva la resistente, la quale, non opponendosi alla domanda di separazione, chiedeva disporsi l'affido condiviso del minore, con collocazione prevalente presso di sé, stabilirsi il calendario indicato in memoria, assegnarsi a sé la casa coniugale con onere di pagamento del canone locativo a carico del ricorrente, disporsi a titolo di mantenimento per sé euro 400 mensili e di contributo per il figlio euro 600 mensili, salvo modificare la domanda all'esito di accertamenti ulteriori, con il pagamento del 50% delle spese straordinarie sostenute in favore del figlio. 
All'esito della comparizione personale di entrambi i coniugi all'udienza del 17.11.2021 il ### preso atto del fallimento del tentativo di conciliazione, assumeva i provvedimenti provvisori ed urgenti, con ordinanza depositata in data ###, con la quale stabiliva l'affido condiviso del figlio ad entrambi i genitori con collocazione prevalente presso la madre, alla quale assegnava per l'effetto la casa coniugale, i cui oneri in punto di canone locativo erano posti a carico del ricorrente, stabiliva un calendario di visite, qui richiamato, onerava il ricorrente a contribuire al mantenimento del figlio con un assegno mensile di euro 300, oltre al 50% delle spese straordinarie, stabiliva altresì un mantenimento in favore della resistente pari ad euro 250 mensili. 
Con deposito di memoria integrativa parte ricorrente reiterava le conclusioni di cui al ricorso chiedendo confermarsi le statuizioni dell'ordinanza presidenziale e revocarsi l'onere a proprio carico di pagamento del canone locativo della casa coniugale, mentre parte resistente esplicitava la domanda di addebito nei confronti del ricorrente e chiedeva aumentarsi il mantenimento disposto con ordinanza presidenziale agli importi già indicati in ricorso introduttivo. 
Rimessa la causa dinanzi al GI, questi, rigettata la richiesta di modifica dell'ordinanza presidenziale, concedeva i termini ex art. 183 co. 6 c.p.c. e quindi, ammesse in parte le istanze istruttorie, disponeva procedersi con l'assunzione della prova orale. 
NRG 7452/2021 AC ### la prova orale e preso atto di quanto depositato dalle parti, con ordinanza del 16.2.2024 la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione, con concessione dei termini ex art. 190 c.p.c.. 
Il PM, in data ###, apponeva il proprio visto, con richiesta di pronuncia della separazione e conferma dei provvedimenti provvisori.  MOTIVI Sulla domanda di separazione La domanda di separazione giudiziale è fondata e merita, pertanto, accoglimento. 
Le risultanze processuali hanno ampiamente comprovato una crisi del rapporto coniugale di tale gravità da escludere, secondo ogni ragionevole previsione, la possibilità di ricostituzione di quell'armonica comunione di intenti e di sentimenti che di quel rapporto costituisce l'indispensabile presupposto. 
Sorregge tale convincimento il clima di indifferenza e distacco determinatosi ormai irreversibilmente tra le parti, quale si desume sia dalla condotta processuale (sono pesanti le accuse che le parti si formulano reciprocamente) che extraprocessuale (le parti da prima ancora dell'udienza presidenziale vivono in abitazioni differenti e il ricorrente ha creato un nuovo nucleo familiare). Da tale compendio di elementi si ricava, in modo univoco, il venir meno di ogni forma di comunione materiale e spirituale tra i coniugi per cui, essendosi peraltro la loro convivenza interrotta tempo fa e mai più ripristinata, ricorrono senza dubbio le condizioni previste dall'art. 151 c.c. e conseguentemente, in accoglimento del ricorso, deve essere pronunziata la loro separazione personale. 
Sulle domande di addebito formulate dalle parti reciprocamente. 
Si osserva in premessa che la dichiarazione di addebito della separazione richiede la prova che la irreversibile crisi coniugale sia stata cagionata esclusivamente dal comportamento volontariamente e consapevolmente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi. Deve sussistere, in altri termini, un nesso di causalità tra i comportamenti addebitati e il determinarsi dell'intollerabilità dell'ulteriore convivenza. 
Ai fini dell'accertamento del predetto nesso causale, il giudice deve valutare il comportamento di entrambi i coniugi nel suo complesso, tenendo conto che la violazione dei doveri matrimoniali deve essere la causa, e non l'effetto, della crisi del rapporto coniugale, restando in linea di principio irrilevanti, ai fini della pronuncia dell'addebito della separazione, i comportamenti successivi alla rottura del rapporto, e cioè quando sia provata l'esistenza di un'eventuale preesistente crisi già irrimediabilmente in atto. 
In punto di onere probatorio, grava sulla parte che richieda l'addebito della separazione all'altro NRG 7452/2021 AC coniuge, per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà o più in generale per violazione dei doveri derivanti dal matrimonio, la prova della relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre è onere di chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda, vale a dire l'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata violazione (Cass. Civ. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 3923 del 19/02/2018 (Rv. 647052 - 01). 
Ciò posto, parte ricorrente ha prospettato, a fondamento della richiesta di addebito un atteggiamento della resistente teso a recidere i rapporti del ricorrente con la sua famiglia di origine al punto da costringere il sig. ### ad allontanarsi dalla casa concessagli in comodato d'uso gratuito dai propri genitori per trasferirsi, in uno all'intera famiglia, in altra abitazione condotta in locazione per un canone di € 800,00 mensili, e a non contribuire al menage familiare. 
Parte resistente, dal suo canto, ha prospettato, a fondamento della propria domanda di addebito, il fatto che il ricorrente avesse intrapreso una relazione extraconiugale e per via di essa se ne fosse andato di casa a marzo 2021. 
Nessuna delle due domande è supportata da prova idonea: - Parte ricorrente non ha supportato con prova ammissibile i propri assunti né le dichiarazioni rese dalle testi escussi, madre e sorella del ricorrente, provano alcunché circa una causa della crisi che sia addebitabile alla resistente, deducendo di racconti offerti dal ricorrente di una situazione di crisi coniugale pregressa, di un litigio intervenuto in occasione di una quarantena a casa della madre del ricorrente, di un neppure circostanziato divieto di frequentare la casa del ricorrente se non con il permesso della ### il tutto senza una collocazione spazio temporale che supporti la prospettazione sottesa alla domanda. Si aggiunge che il riferito delle testimoni circa la datazione della relazione con ### solo nel 2022 è chiaramente parziale, verosimilmente per parziale conoscenza dei fatti (ragione per la quale non si ritiene di dover trasmettere gli atti in ###, attesa la circostanza della prenotazione del viaggio, di cui si dirà in seguito, nell'aprile 2021. Tale visione parziale inficia anche il resto delle deposizioni, rendendo evidente una scarsa conoscenza delle dinamiche della coppia; - Quanto a parte resistente, si evidenzia che non è configurata una non contestazione, come dedotto dalla difesa della stessa, in merito alle circostanze illustrate nella memoria di costituzione con riferimento alle ragioni della crisi coniugale, avendole controparte avversate con una prospettazione alternativa di esse contenuta in memoria integrativa, che le dichiarazioni rese dalla madre della resistente, teste escusso, sono in parte de relato ex parte actoris e pertanto prive di valenza probatoria ed in parte in contrasto con gli stessi NRG 7452/2021 AC assunti della resistente, laddove, nella comparsa di costituzione ella ha dedotto: “questi i fatti che portarono i coniugi a stabilire la casa coniugale in ### in ### alla ### dove la coppia aveva ritrovato una qualche serenità fino a quando il sig.  ### decideva di allontanarsi una prima volta ad ottobre del 2020 e dopo essere rientrato a casa nel mese di dicembre, dietro insistenza della sig.ra ### si allontanava definitivamente a marzo del 2021”, che le dichiarazioni rese dal fratello della resistente, relative in particolare alla conferma di aver visionato il contenuto dell'all. 7 alla comparsa, contenente una prenotazione effettuata ad aprile 2021 per maggio 2021, a nome ### e ### non provano che una relazione tra i due vi fosse ad ottobre 2020, quando si realizzò la prima cesura del rapporto coniugale che decretò l'incedere di una crisi. Tanto rende insufficiente la prova raccolta sotto il profilo causale. 
Da quanto premesso consegue il rigetto di entrambe le domande di addebito. 
Sull'affidamento del figlio minore e sul diritto di visita ### al tema in oggetto, si osserva che le parti, pur essendo estremamente litigiose, hanno avanzato entrambe domanda di affido condiviso e non hanno fatto rilevare particolari criticità atte a giustificare una deroga alla regola generale di condivisione della genitorialità. 
La collocazione prevalente del minore va stabilita presso la madre, con la quale egli ha una propria consuetudine di vita consolidata. 
Nessuna statuizione va assunta in ordine all'ex casa coniugale, atteso che la stessa, nelle more del giudizio, è stata abbandonata per intervenuto sfratto.  ### al calendario di incontri, si ritiene di dover stabilire quanto segue: salvo diversi accordi tra i coniugi, il padre potrà tenere con sé il minore due pomeriggi a settimana, il lunedì e il mercoledì, dalle 16.00 alle 20.00, nonché a fine settimana alterni, dalle ore 19.00 del venerdì alle ore 20.00 della domenica, il tutto compatibilmente con le esigenze del minore; il figlio durante le festività natalizie ad anni alterni sarà con il padre dal 23 dicembre al 30 dicembre o dal 31 dicembre al 6 gennaio. Per le festività pasquali, il figlio sarà ad anni alterni con l'uno o con l'altro genitore il giorno di ### o il Lunedì in ### mentre nel periodo estivo trascorrerà ad anni alterni con l'uno o l'altro genitore, compatibilmente con le esigenze di entrambi, o 15 giorni nel mese di luglio o 15 giorni nel mese di agosto, con le modalità che verranno concordate previo avviso scritto entro il 31 maggio di ogni anno. Le feste di compleanno e di onomastico del figlio minore saranno trascorse, ad anni alterni, con l'uno o l'altro genitore, ovvero condivise con festeggiamento comune, mentre la ### del ### la trascorrerà con il padre e la ### della ### con la madre. 
Si precisa che il calendario che precede potrà essere modificato su accordo delle parti, in specie NRG 7452/2021 AC legate alle esigenze lavorative della resistente, dedotte in atti, con anticipo di una settimana rispetto alla concreta necessità, con meccanismo di recupero la settimana successiva. 
Con riferimento all'alternanza dei weekend ed al previsto pernottamento, il calendario dovrà essere attuato in maniera tale da assicurare al minore la serenità di inserirsi gradualmente nel nuovo nucleo familiare, attese le possibili ripercussioni negative in punto di rapporti con la compagna del padre in raffronto con la madre e con il piccolo ### nuovo arrivato, rispetto alla cui nascita non è stato neppure dedotto se vi sia stata adeguata preparazione del minore. 
Rispetto a tale punto si prescrive ad entrambi i genitori un lavoro coeso di preparazione del minore e una collaborazione nell'affrontare la comunicazione con lui. 
Si evidenzia che tale accorgimento viene assunto sulla scorta delle reciproche recriminazioni tra le parti che lasciano intendere una scarsa comunicazione tra loro circa la gestione del figlio, in una sorta di competizione a chi sia il genitore più attento, stando al tenore delle memorie istruttorie. 
La prescrizione suddetta supera le ragioni poste a fondamento della richiesta di ammonimento versata in atti. 
Al contempo si invitano le parti a valutare di seguire un percorso di riduzione del conflitto e un eventuale supporto per il minore qualora dovesse avere reazioni peculiari rispetto all'avvenuta creazione di un nuovo nucleo familiare da parte del padre, con il quale egli ha sempre avuto, per come si evince dalla relazione dei SS in atti, una relazione serena e forte, situazione che però non automaticamente resta immutata, se non si collabora al benessere del figlio, atteso che la detta fotografia si riferiva ad un'epoca in cui il ricorrente abitava ancora a casa della madre, non ad oggi, epoca in cui egli convive con la compagna, dalla quale ha avuto un figlio.   Mantenimento del figlio Va, senz'altro, riconosciuto l'obbligo di entrambi i genitori di contribuire al mantenimento del figlio. 
La madre, convivendo con lui, provvederà direttamente al relativo sostentamento, mentre va posto a carico del padre l'obbligo di corrispondere un assegno periodico.  ### alla misura dell'assegno soccorrono i criteri di cui ai numeri da 1 a 5 dell'art.  337 ter comma IV Passando alla disamina dei singoli criteri indicati dal legislatore per la determinazione del quantum del contributo paterno al mantenimento del figlio, vanno evidenziati: in primo luogo l'età del figlio con i relativi impegni di istruzione, di vita e di relazione; in secondo luogo, pur in considerazione della durata della convivenza coniugale, non NRG 7452/2021 AC sono emersi dagli atti dati che, con precisione, possano rappresentare il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di tale convivenza; in terzo luogo sono stati previsti ordinari tempi di permanenza del figlio presso il padre; di conseguenza la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti dallo stesso è meno rilevante rispetto a quella della resistente.  ### alle rispettive situazioni patrimoniali attuali dei coniugi, si osserva quanto segue: - Parte ricorrente ###atto della costituzione ha prodotto tre dichiarazioni dei redditi (2018/2019/2020) dalle quali si evince la titolarità esclusiva (è indicato in dichiarazione il possesso al 100%) di quattro immobili, dei quali uno locato, con canone annuale pari a 3840 euro, oltre all'indicazione, nella sola dichiarazione 2019, per la compartecipazione al 40% nell'impresa familiare, di una quota reddito pari ad euro 7615,00, nonché una nota informativa dalla quale si evince che lo stesso percepisce, oltre al detto reddito da locazione, un ulteriore reddito, a partire dal settembre 2020, di euro 500 mensili, verosimilmente riferito a beni in comproprietà con la madre e la sorella, di cui si dirà in seguito, non meglio indicato, è titolare di quattro autoveicoli, di cui uno in uso alla resistente, di un conto cointestato con la resistente (senza indicazione di altri conti), è gravato da un mutuo con rata mensile di euro 906, ad oggi scaduto e comunque mai documentato (stipula indicata 2017, durata 5 anni); all'udienza presidenziale, tenutasi in data ###, ha dichiarato di essere gestore di un negozio di ferramenta, già appartenuto al padre defunto, di guadagnare in media 1200- 1300 euro mensili, non documentati neppure in seguito, di essere in procinto di aprire un altro negozio per il quale pagava un affitto di euro 800 mensili da un anno, di abitare a casa della madre in via ### ha precisato di corrispondere alla moglie con grandi sacrifici 800 euro mensili oltre casa ed utenze e che i suoi genitori, e quindi oggi lui pro quota quale erede insieme alla madre e alla sorella, sono proprietari di sei appartamenti, uno dei quali è quello per il quale percepiva il fitto di 500 euro, un altro è abitato dalla sorella, un altro è libero e sarebbe stato disponibile per farci andare ad abitare mio figlio e mia moglie, un altro era locato e il fitto di euro 350 lo percepiva la mamma, altri due erano occupati da inquilini che non pagavano. Aggiungeva che l'immobile locato a suo nome (di 500 euro) e quello libero erano sotto sequestro per debiti pregressi del padre ( verbale di sequestro risalente al 2019). Ha poi riferito di un fitto di 320 euro mensili di un immobile appartenuto al padre, che evidentemente non è quello indicato in dichiarazione NRG 7452/2021 AC (ove si parla di immobile in titolarità al 100%), per il quale nel corso del giudizio ha dedotto di essere unico locatore solo per comodità, in quanto comproprietario insieme ad altri coeredi, e di aver in ogni caso provveduto alla risoluzione. 
All'indomani dell'ordinanza presidenziale con la quale veniva sostanzialmente confermato, anzi in maniera ridotta rispetto a quanto dedotto in presidenziale, l'onere economico che parte ricorrente avrebbe dovuto sostenere per moglie e figlio, interveniva, in data ###, la stipula di un contratto di finanziamento per 20.580 euro, le cui ragioni giustificative non sono state dedotte, con piano di rientro fino al 2028 ( produzione del 31.12.2022). Agli inizi di aprile 2022 interveniva, ancora, la risoluzione del contratto di locazione stipulato per il locale commerciale in cui avrebbe dovuto essere aperta la nuova unità lavorativa. A maggio 2022 avveniva la risoluzione del contratto di locazione di immobile ereditato pro quota dal padre per un canone di euro 320 mensili e interveniva anche una comunicazione della madre e della sorella di richiesta quota affitto per l'immobile di via ### richiesta prodotta in atti e firmata senza neppure l'allegazione di documenti identificativi. 
Ha in seguito dedotto che per via di perdite crescenti la determinazione di aprire un'altra unità locale dell'attività di ferramenta è stata accantonata, si aggiunge, tuttavia, che se a novembre 2021 il negozio nuovo non era ancora aperto, per come dedotto dal ricorrente in presidenziale, senza addurre perdite in corso all'epoca, la situazione è precipitata in maniera repentina ad aprile 2022. Il pagamento del canone per il detto nuovo locale, per come dichiarato, avveniva con i risparmi del padre, che però non sono stati neppure inseriti in alcuna indicazione reddituale. ###à paterna, quindi, aveva si delle passività, ma aveva anche un attivo, tant'è che nel corso del giudizio è intervenuto anche il dissequestro degli immobili ereditati. Sono inoltre numerosi anche gli immobili ereditati, pro quota, dal nonno, come da visura allegata alla memoria n. 2. 
Da quanto precede si ritiene che le dichiarazioni degli introiti dedotti dal ricorrente siano parziali, con ciò non intendendosi, come ha argomentato parte resistente, inattendibili le dichiarazioni fiscali versate in atti, peraltro non aggiornate alle ultime annualità, ragione per la quale non è stato disposto accertamento tramite PT, ma una potenzialità reddituale che va al di là di quanto formalmente dichiarato in capo a sé, atteso che già per il passato, quando il rapporto coniugale era ancora in essere, le possibilità reddituali andavano ben al di là dei 1200-1300 euro mensili dichiarati, se solo si considera che ad ottobre 2020, con la situazione reddituale dichiarata fiscalmente, il ricorrente si è contestualmente gravato di un canone locativo per la nuova casa coniugale di 800 euro mensili oltre spese, essendo NRG 7452/2021 AC pacificamente emerso che la resistente non lavorasse, e di un ulteriore canone locativo di 800 euro al mese per il nuovo locale commerciale. Non si ritiene attendibile che per il primo vi sia stata una implicita concessione delle coeredi madre e sorella, essendo piuttosto ipotizzabile una divisione di fatto degli immobili in comproprietà (alla sorella la casa da lei occupata, alla madre la casa da lei occupata oltre ad una locata ed altre due con inquilini morosi), oltre al contratto di locazione a sé intestato per un immobile già del nonno, per il quale il discorso dell'intestazione solo formale, con i relativi oneri fiscali che ne conseguono, appare inattendibile. Si ritiene, in altri termini, che le potenzialità reddituali degli immobili di cui il ricorrente è titolare o contitolare vadano valorizzate, alla luce di una delucidazione solo parziale dei propri redditi, ex art. 116 cpv. c.p.c., unitamente al fatto che il guadagno mensile per l'attività di ferramenta, dedotto nell'importo di circa 1200-1300 euro, è frutto di mera dichiarazione della parte, ma non supportato da alcun documento, neppure relativo all'andamento dell'impresa già appartenuta al padre. 
Parte resistente Ad oggi, dopo lo sfratto dall'ex casa coniugale per morosità, abita con il figlio in un immobile per il quale corrisponde 350 euro mensili di canone locativo, ed è occupata come commessa part-time a 30 ore per un guadagno mensile che si aggira tra i 430 e i 450 euro. 
Ciò posto, quanto alla misura del contributo da stabilirsi a carico del ricorrente, si ritiene che, alla luce di quanto evidenziato in merito alla sua situazione reddituale e delle valutazioni ivi espresse, nonché del fatto che una parte dell'assegno consente di coprire anche le spese legate all'abitazione in cui vive il minore con la madre, possa stabilirsi quale misura del contributo al mantenimento del minore gravante sul ricorrente la somma di euro 700 mensili. 
Va, altresì, posto a carico del ricorrente l'obbligo di contribuire, nella misura del 50%, alle spese mediche, non coperte dal ### di istruzione e straordinarie per il figlio, purché debitamente documentate, secondo le statuizioni previste dal ### vigente presso l'intestato Tribunale a far data dal 25.10.2019. 
Sul mantenimento richiesto dalla resistente per se stessa ### alla richiesta di assegno di mantenimento avanzata dalla resistente, il Collegio, aderendo ad un recente indirizzo di legittimità (ordinanza del 15 ottobre 2019, n. 26084), rileva che anche all'assegno di mantenimento (alla luce di quanto già previsto in materia divorzile dalla sentenza delle ### della Cassazione n. 18287 del 11 luglio 2018) vada riconosciuta una funzione NRG 7452/2021 AC mista assistenziale-compensativa-perequativa che si fonda sul principio di libertà, autoresponsabilità e pari dignità dei coniugi (art. 2, 3 e 29 Cost.). Il Collegio premette di essere ben consapevole che la separazione necessariamente comporta un impoverimento per entrambi i coniugi (dividendo ogni risorsa che prima era comune) e che generalmente, o meglio nella quasi totalità dei casi, altera gli equilibri fra gli stessi. E' necessario a tal fine indagare sempre il percorso matrimoniale sotto il profilo della durata dell'unione coniugale, delle scelte di vita compiute, dell'impegno prestato, delle rinunce e dei sacrifici fatti a favore della famiglia e dell'altro coniuge, della possibilità derivatane per quest'ultimo di migliorare la propria posizione economica, lavorativa, patrimoniale. ### separativo deve infatti certamente, compensare l'investimento compiuto nel progetto matrimoniale e perequare, in via peraltro del tutto tendenziale, i disagi economici che derivano dalla separazione. 
A tal riguardo, posto, con riferimento alle situazioni patrimoniali dei coniugi, quanto sopra già riassunto, nulla di preciso è stato provato circa il regime di vita goduto dai coniugi in costanza di convivenza, al netto di quanto sopra osservato con riferimento alla casa coniugale ed all'importo del relativo canone locativo. 
Se, quindi, da un canto si tiene conto del fatto che la resistente si sia attivata per reperire un'occupazione, all'indomani della separazione, dall'altro è pacifico che in costanza di matrimonio ella fosse casalinga, non essendo emerso che lo facesse per espresso suo rifiuto e non per accordo tra i coniugi, tant'è che le dichiarazioni reddituali versate in atti dal ricorrente la indicano quale soggetto fiscalmente a carico del marito e che, di conseguenza, ella abbia sacrificato una parte delle sue velleità per favorire la crescita professionale del marito. 
Ne consegue, per tale ragione, il riconoscimento di un assegno di mantenimento in favore della resistente che, tenuto conto dell'onere dalla stessa sostenuto per l'immobile locato, si stabilisce nella misura di 300 euro mensili.   Domande accessorie avanzata dal ricorrente e mai rinunciate ### alle domande di cui ai punti f) e g) del ricorso, esse sono inammissibili in questa sede, afferendo la prima a rapporti patrimoniali tra i coniugi da definirsi in altra sede ###connessi ex art. 40 c.p.c. alle questioni oggetto del presente giudizio (affido, mantenimento, addebito) e la seconda a materia di competenza del GT, la cu cognizione scatta solo in caso di disaccordo tra le parti o rifiuto del consenso. 
Spese di giudizio La regolamentazione delle spese di giudizio, considerata il rigetto delle reciproche domande di addebito e l'accoglimento parziale delle reciproche richieste, depone nel senso di una compensazione integrale delle spese di lite tra le parti. 
NRG 7452/2021 AC P.Q.M.  Il Tribunale di Napoli Nord, definitivamente pronunziando sulla controversia come innanzi proposta, così provvede: 1. Pronuncia la separazione personale dei coniugi ### nato a Napoli il ### e ### nata a #### il ###, ai sensi dell'art. 151, co. 1, c.c.; 2. Rigetta le domande di addebito formulate reciprocamente dalle parti; 3. Affida il figlio minore della coppia ad entrambi i genitori, con collocazione prevalente presso la madre; 4. Regolamenta il diritto di visita padre/figlio secondo le modalità indicate in parte motiva; 5. Impone alle parti le prescrizioni indicate in motivazione, suggerendo loro i percorsi pure ivi indicati per se stessi ed eventualmente per il figlio; 6. Dispone che ### versi a ### a far data dalla pubblicazione della presente sentenza, un assegno di € 700,00 mensili quale contributo al mantenimento del figlio entro il giorno cinque di ogni mese. Tale somma sarà annualmente ed automaticamente rivalutata, secondo gli indici ### delle variazioni dei prezzi al consumo per le famiglie d'impiegati ed operai; 7. Pone a carico di ### l'obbligo di contribuire, nella misura del 50%, alle spese mediche, non coperte dal ### ed a quelle straordinarie, purché documentate, sostenute nell'interesse del figlio; 8. Dispone che ### versi a ### un assegno di € 300,00 mensili quale mantenimento della stessa entro il giorno cinque di ogni mese. Tale somma sarà annualmente ed automaticamente rivalutata, secondo gli indici ### delle variazioni dei prezzi al consumo per le famiglie d'impiegati ed operai; 9. Dichiara inammissibili le residue domande accessorie avanzate dal ricorrente; 10. compensa integralmente tra le parti le spese di lite; 11. ordina che la presente sentenza sia trasmessa a cura della ### all'### dello Stato Civile del Comune di ### per l'annotazione di cui all'art. 69 lettera d) ### 396/2000 (atto n. 94, parte II, S. A, Reg. Atti Matrimonio anno 2013). 
Così deciso in ### nella camera di consiglio del 2.7.2024 

Il giudice
estensore Dott. ssa ### dott.ssa ### n. 7452/2021


causa n. 7452/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Paone Antonella, Tabarro Alessandra

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Tribunale di Reggio Calabria, Sentenza n. 459/2024 del 02-04-2024

... dall'attore. Il sig. ### nonno della minore, presente ai fatti, ha precisato che “mentre percorrevamo un vialetto stretto per raggiungere la macchina, costeggiato da un muretto adiacente alla spiaggia…la bambina camminava insieme a noi e ad un certo punto la sentiamo gridare e, quindi, ci accorgiamo che, sul polpaccio, aveva un bel taglio e, chiedendole dove si fosse fatta male ci indicava il muretto da cui in effetti sporgevano delle lamelle di ferro sottile lunghe più o meno 3 - 4 cm”. ADR: …. In effetti c'era del sangue sulle lamelle di ferro”. ADR: “il muro non era in pietra ma in cemento armato e le lamelle spuntavano perpendicolarmente allo stesso”. Le stesse circostanze sono state descritte dalla nonna della minore, ### e, all'udienza dell'11.1.2023 anche dalla teste (leggi tutto)...

TRIBUNALE CIVILE DI REGGIO CALABRIA II^ SEZIONE CIVILE VERBALE ORDINANZA DI UDIENZA A ### del 2 aprile 2024 Nella controversia avente r.g. 1472/2019 proposta da ### contro COMUNE DI SCILLA nonché ### * * * 
Visto il decreto depositato il ###, con cui è stato disposto che la causa fosse definita ex art 281 sex cpc ed è stata sostituita la celebrazione dell'udienza mediante il deposito telematico di note scritte da valere anche quali note conclusive; preso atto della regolare costituzione delle parti e viste le rispettive note depositate nei termini concessi, con cui sono state precisate ed argomentate conclusivamente le rispettive posizioni ### pronuncia sentenza come segue:
Proc. n. 1472/2019 R.G.A.C TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA ### IN NOME DEL POPOLO ITALIANO __________________ Il Tribunale di Reggio Calabria, ### in composizione monocratica, nella persona del G.O.T. Dott.ssa ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 1472/2019 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi, vertente tra: ### (CF ###), nato a ### il ###, n.q. di genitore esercente la potestà genitoriale sulla figlia minore ### (CF###), rappresentato e difeso dagli Avv.ti ### GIOFFRÈ e ### presso cui è elettivamente domiciliato in ### d'### via Tenente Rechichi, 57, giusta procura in calce all'atto di citazione. Attore CONTRO COMUNE DI SCILLA (CF ###), in persona del ### legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso in forza di procura in calce alle 2 comparse di costituzione di nuovo difensore del 18.7.2022 e del 4.10.2022, giusta delibera della ### di conferimento incarico 69 del 01.04.2022 e n. 191 del 07.09.2022, dagli avv.ti ### e ### nonché, ### (C.F. ###), nata a ### il ###, rappresentata e difesa dall'Avv. ### presso il cui studio in ### n. 173, è elettivamente domiciliata MOTIVI DELLA DECISIONE 1. Con citazione del 20 marzo 2019 il signor ### agiva contro il Comune di ### per il risarcimento delle lesioni riportate dalla figlia minore ### in data 24 luglio 2016, a ### allorquando, percorrendo un viottolo che conduce alla spiaggia, si feriva alla gamba sinistra a causa della presenza di un ferro che sporgeva dal muro delimitante il detto viottolo. 
Sostenendo la responsabilità del Comune, che in qualità di proprietario aveva omesso la predisposizione di opportune opere manutentive, che avrebbero evitato il verificarsi dell' evento dannoso e non aveva esercitato la vigilanza e il controllo richiesti dall'art. 2051 c.c.; e sostenendo altresì che la bambina avesse riportato postumi permanenti del 6%, per come accertati a mezzo una consulenza medica di parte; formulava una richiesta di risarcimento per € 13.673,67, oltre accessori di legge, a tiolo di danno da invalidità temporanea e permanente. Con vittoria delle spese e competenze di causa da distrarsi. 
Documentava i fatti a mezzo corredo fotografico dei luoghi dell'incidente e certificati medici; chiedeva di provare con testi le circostanze dell'incidente e CTU medica per valitare le lesioni fisiche della bambina.  1.1 - Costituendosi in giudizio il Comune di ### eccepiva preliminarmente la nullità della citazione per difetto di notifica. 
Il GI all'udienza del 9 settembre 2019 accoglieva l'eccezione e rimetteva in termini il Comune per l'esercizio di tutte le facoltà processuali. Quindi, depositata comparsa di costituzione in data ### e chiesta ed autorizzata la chiamata di terzo, il Comune, citava in giudizio la sig.ra ### Sosteneva in particolare il Comune che, al momento dei fatti di causa, fosse in corso una concessione per l'occupazione di suolo pubblico in favore della terza chiamata - da cui pretendeva essere garantito e manlevato in ordine a ogni e qualsivoglia conseguenza risarcitoria connessa ai fatti di causa.
Nel merito, contestava detti fatti, di cui sosteneva non ci fosse adeguata prova e sosteneva l'omessa vigilanza dei nonni sulla nipotina quale causa primaria dell'accadimento, stante la piena visibilità dello stato dei luoghi, tale da ritenere interrotto ogni nesso di causalità con la presunta fonte di insidia; o, quantomeno, sussistente la concorrente responsabilità della parte danneggiata di cui andava indagato il comportamento. 
Chiedeva quindi respingersi la domanda in toto e in subordine dichiarare che la sig.ra ### era tenuta a garantirlo e manlevarlo. Produceva gli atti autorizzativi di conbcessione di uno spazio demaniale, emessi in favore della stessa.  1.2 - Si costituiva la terza chiamata la quale contestava radicalmente ogni addebito rilevando che dalla documentazione prodotta dal Comune era evidente che l'autorizzazione all'occupazione temporanea di spazio pubblico riguardava solo mq. 25,15 per il posizionamento di un chiosco nella zona terminale di ### della frazione ### e, dunque, nessun obbligo di ### doveva ritenersi in capo alla stessa per il viottolo di accesso alla spiaggia, che era posto altrove rispetto al chiosco e restava di completa pertinenza del Comune. 
Chiedeva quindi rigettarsi la pretesa del chiamante con la condanna al rimborso delle spese di causa, da distrarsi.  1.3 - In fase istruttoria, dopo avere escusso i testi ammessi, con provvedimento 13.5.2022, il GI - tenuto conto che il procuratore dell'ente aveva comunicato la sua sospensione/cancellazione dall'abo professionale per avere assunto un nuovo incarico, inconciliabile con la libera professione, rimettendo il mandato ricevuto dall'ente - sul presupposto che per consolidato orientamento la cancellazione volontaria dall'albo del difensore di una parte rientrasse tra le cause di interruzione, dichiarava l'interruzione del giudizio. 
Regolarmente riassunto dall'attore, il giudizio proseguiva con l'escussione dei testi e l'ammissione di CTU medica, all'esito della quale veniva mandato per la precisazione delle conclusioni. 
Disposta la trattazione della causa ex art 281 sex per l'odierna udienza e in modalità scritta ex art 127 ter cpc, venivano depositate le note scritte di tutte le parti in causa. 2. - Tutto quanto sopra premesso, l'esame degli atti e verbali di causa conduce a ritenere fondata la domanda nei soli limiti di quanto si dirà.  2.1 - E' noto che la responsabilità ex art 2051 c.c., dedotta dall'attore nei confronti del Comune di ### postula la sussistenza di un rapporto di custodia e di una relazione di fatto tra l'ente e la cosa stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la stessa. Il criterio è quello della responsabilità oggettiva del custode - che prescinde da qualunque connotato di colpa, che deve invece essere presente nell'ipotesi sub art 2043 c.c.. 
Il danneggiato, pertanto, non deve dimostrare il grado di negligenza del custode ma soffermarsi, a livello probatorio, sul collegamento fra cosa e danno, ossia dimostrare che l'evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa. La giurisprudenza ha inoltre elaborato e riconnesso anche all'ipotesi di cui all'art 2051, oltre che a quella ex art 2043 c.c., la nozione di insidia o trabocchetto cioè una anomalia della cosa, la cui imprevedibilità e non visibilità comporta una situazione di pericolo, in conseguenza della quale il soggetto subisce il danno (cfr. Cass. civile, sez. III, 13 maggio 2010, n. 11592). 
Ricorrendo queste ipotesi, a carico del custode resta solo la possibilità di offrire la prova contraria alla presunzione iuris tantum della sua responsabilità, mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità. E, al riguardo, la giurisprudenza è pacifica nel riferirsi ad una nozione di caso fortuito intesa in senso ampio, tale cioè da ricomprendervi sia il fatto naturale (ovvero la forza maggiore), sia quello del terzo, ovvero il fatto dello stesso danneggiato, ad esempio attraverso un uso improprio della cosa (cfr. Cass. civile, VI, 9 novembre 2017, n. 26533). Pertanto, è sulla base di queste premesse che deve essere fatto il vaglio di fondatezza della domanda.  2.2 - Ebbene, le risultanze istruttorie del giudizio confermano il fatto storico e la dinamica dello stesso.
I testi escussi all'udienza del 7.3.2022 (che sono stati poi risentiti all'udienza dell'11.1.2023 per conferma delle dichiarazioni già rese), presenti sui luoghi, hanno sostanzialmente confermato le circostanze indicate dall'attore. Il sig. ### nonno della minore, presente ai fatti, ha precisato che “mentre percorrevamo un vialetto stretto per raggiungere la macchina, costeggiato da un muretto adiacente alla spiaggia…la bambina camminava insieme a noi e ad un certo punto la sentiamo gridare e, quindi, ci accorgiamo che, sul polpaccio, aveva un bel taglio e, chiedendole dove si fosse fatta male ci indicava il muretto da cui in effetti sporgevano delle lamelle di ferro sottile lunghe più o meno 3 - 4 cm”. ADR: …. In effetti c'era del sangue sulle lamelle di ferro”. 
ADR: “il muro non era in pietra ma in cemento armato e le lamelle spuntavano perpendicolarmente allo stesso”. 
Le stesse circostanze sono state descritte dalla nonna della minore, ### e, all'udienza dell'11.1.2023 anche dalla teste ### la quale ha altresì precisato, riguardo al luogo dell'incidente, che “non c'era un lido proprio lì vicino; ### dove eravamo noi non c'è vicino una piazza con un chiosco”. ADR: noi eravamo più vicini ad un'altra piccola struttura balneare che si intravede nella terza foto del fascicolo di parte attrice, ma non so dire se fosse il chiosco della sig.ra ### ADR: Guardando la fotografia n. 1 (allegata alla memoria n. 2 dell'avv. ### credo che noi fossimo distanti più di 300 metri dal chiosco. 
Ai fini di causa, quindi, all'attore danneggiato competeva dimostrare due elementi che risultano entrambi acquisiti al giudizio: 1) che il danno è stato cagionato da una specifica cosa (nel caso che ci riguarda, i ferri sporgenti dal muro che costeggia il percorso per accedere alla spiaggia o andare via dalla stessa 2) che parte convenuta ha un effettivo potere fisico sulla cosa medesima, trattandosi di bene demaniale nella piena disponibilità dell'ente al quale inerisce il dovere di custodia e vigilanza in modo da impedire che essa produca danni a terzi. 
Nulla di contrario a tutto ciò è stato provato dal Comune. 
Intanto non è vero che sia dubbio il luogo in cui si è verificato l'incidente in questione, poichè non solo la foto n. 1 allegata al fascicolo della terza chiamata indica esattamente la collocazione del suo chiosco - che la teste ### esclude avere a che fare con il luogo in cui la minore si è fatta male - che è perfettamente individuabile anche dalla cartina planimetrica dei luoghi allegata al verbale di accertamento a firma dell'arch. Azzarà, prodotto dal Comune, distante da dove i testi descrivono l'accadimento. Ma, soprattutto, il Comune non ha provato - semmai ciò fosse stato necessario, per come si dirà di qui a poco - che l'area pertinente al muro in cemento armato da cui sporgevano i ferri insidiosi, sia stata oggetto dell'autorizzazione per circa 26 mt quadrati concessa alla sig.ra ### E' vero infatti che, come evidenzia Cass. Pen. sentenza 27540/2020, “La posizione di garanzia è sempre dell'ente locale, tenuto al monitoraggio e al controllo, per prevenire le situazioni di pericolo”. La “delega” ad un terzo non esonera il Comune dagli obblighi di controllo e monitoraggio, propedeutici a mettere in sicurezza i luoghi specifici di proprietà comunale o sotto la sua diretta gestione. Così anche #### n. 41507 del 24/12/2021. 
Nel caso in esame, è di tutta evidenza che la presenza dei ferri d'armatura sporgenti dal muro adiacente il percorso seguito dai bagnanti fosse una situazione di cui doveva comunque farsi carico l'ente committente di quel lavoro, custode dell'area; non certo il privato titolare del chiosco e concessionario dell'area, ammesso che quella situazione rientrasse nell'area oggetto della sua autorizzazione. La chiamata del terzo si rivela pertanto ingiustificata e va rigettata la domanda di garanzia avanzata dal Comune di ### 2.3 - NéInfine, non è possibile ritenere - come suggerisce ancora la difesa dell'ente - che la causa esterna atta ad escludere la responsabilità del Comune possa essere rappresentata dal comportamento del danneggiato. E' noto infatti che perché possa ritenersi capace di interrompere il nesso causale ed escludere integralmente la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., detto comportamento deve avere due caratteristiche: deve essere stato colposo e non prevedibile da parte del custode”( C. Cass., Sez. III, 31/10/2017, n. 25837); intendendo per imprevedibile una condotta eccezionale, inconsueta, mai avvenuta prima, inattesa da una persona sensata.
Infatti, quand'anche si possa intravedere un comportamento negligente o disattento della minore e dell'adulto che l'accompagnava, su cui si dirà meglio nel prosieguo, non si può però ritenere che un tale comportamento fosse imprevedibile per l'Ente. 
E' infatti assolutamente da escludere che l'Ente non potesse prevedere che la presenza dei ferri sporgenti dal muro, in un'area a così alta densità di frequentazione di adulti e bambini, in piena stagione estiva, avrebbe potuto costituire causa di danni a terzi. 
Sicché, tenendo conto di ciò, l'unico modo per superare la presunzione di colpa a proprio carico era per l'Ente quello dimostrare di avere adottato tutte le misure idonee a prevenire i danni derivanti dalla cosa (### 3, ### n. 13222 del 27/06/2016). 
Prova che nel caso in esame non c'è stata.  3 - Sotto altro profilo, però, le circostanze evidenziate dalla difesa dell'ente e risultate anche in giudizio sono tali che non è possibile escludere una corresponsabilità di parte attrice. 
Difatti, i luoghi in cui è avvenuto l'incidente, ed in particolare “la passerella, o viottolo, o piattaforma in cemento” - come la si voglia chiamare - nonchè il muro che la delimita e da cui sporgevano i ferri, non erano certamente sconosciuti alla ragazzina e ai suoi nonni, tant'è che la sig.ra ### nella sua deposizione testimoniale dice espressamente “…Non era la rima volta che andavamo in quella spiaggia, ci siamo andate tante altre volte, la conosciamo bene ed è quello il percorso che si fa per andare alla macchina”. Né è possibile ritenere che la situazione si fosse modificata negli ultimi giorni o che lo stato dei luoghi non fosse evidente a chiunque e tale che e avrebbe dovuto allertare l'attenzione e la cautela della minore ma soprattutto degli adulti che la accompagnavano. 
Sicché è da escludere che la situazione rappresentata dal sig. ### possa essere definita come imprevedibile o non visibile. 
E ciò, in sostanza, conduce a ritenere che non sia stata posta in essere un'adeguata vigilanza nei confronti della piccola ### - che evidentemente correva e si muoveva da sola - prestandole adeguata attenzione proprio in ragione dello stato dei luoghi, che erano noti, ed indirizzandone e controllandone coscienziosamente i movimenti, sì da impedirle di andare a finire a ridosso dei ferri sporgenti dal muro. 
Pertanto, sia pure nel giusto bilanciamento tra prevenzione e cautela sotteso alla responsabilità per custodia (cfr. Ordinanza 9315 del 3.4.2019) si ritiene ricorrere comunque una ipotesi di piena corresponsabilità ex art 1227 c.c. della parte attrice nell'incidente in questione che determina l'abbattimento del risarcimento dovuto, poichè va esclusa la parte ascrivibile al comportamento dello stesso danneggiato o - come nella specie - del soggetto gravato dell'obbligo di vigilanza sul minore (cfr ### ordinanza n. 26088/2023) 4 - Quanto al danno riportato dalla minore ### la documentazione medica a sostegno della domanda prova la natura e l'entità della lesione e il CTU dott. ### conferma l'esistenza del nesso eziologico tra l'urto e le lesioni riscontrate, definendo gli esiti di carattere permanente conseguenti al sinistro in esame come: “### cicatriziali di pregressa ferita lacero contusa al 1/3 prossimale di gamba sinistra con lieve/sfumato pregiudizio estetico”.; cui il perito ritiene congruo assegnare un valore di danno biologico del 2% (in cui è stata già considerata l'incidenza del danno estetico)ì lieve). Nonché, uno stato di malattia per un totale di 36 ### giorni, così suddivisi: ITP (75%) pari a 5 giorni; ITP (50%) pari a 10 giorni; ITP (25%) pari a 21 giorni. Non rilevate spese mediche documentate.  4.1 - Sulla base di tutto ciò, utilizzando le tabelle di ### per la liquidazione del danno non patrimoniale nascente da invalidità micropermanente, da considerarsi nel valore puro senza incrementi, non ricorrendo, né essendo state provate specifiche circostanze di particolare sofferenza, all'attore, nella qualità detta, competerà un risarcimento complessivo pari a €. 3.832,25, di cui €.  1.361,25 di risarcimento per invalidità temporanea. 
Lo stesso andrà decurtato alla metà in ragione dell'accertata corresponsabilità di parte attrice. 
Poiché si tratta di debito di valore e l'importo dovuto è liquidato all'attualità, consegue che sulla somma effettivamente dovuta, devalutata alla data del fatto - 24.7.2016 - devono essere calcolati (secondo Cass. s.u. n. 1712/1995) gli interessi c.d. compensativi, in base al tasso legale, sulla somma di anno in anno rivalutata fino alla data del deposito della presente sentenza. E sull'importo ottenuto vanno poi calcolati gli interessi legali fino al soddisfo.  5. - Le spese della causa seguono la soccombenza e, tenuto conto dei parametri di cui al DM 55/2014, si liquidano - in ragione del valore in concreto accertato - in complessivi €. 2.850,00, di cui €. 298,00 per spese vive anticipate. Oltre rimborso forfettario del 15% sull'importo dovuto per compenso, iva e cap, se dovuti. Le stesse si compensano per un mezzo in ragione dell'accertata corresponsabilità della parte attrice.  5.1 - Quanto al rapporto di chiamata, tenuto conto che l'ente se n'è assunto la responsabilità risultando però soccombente nei confronti della sig.ra ### le spese nei confronti della terza, liquidate come in dispositivo, vanno poste a suo carico.  P.Q.M.  Il Tribunale di Reggio Calabria, ### in composizione monocratica, nella persona del Giudice Onorario dott.ssa ### definitivamente pronunciando nella causa promossa da ### nella qualità detta, contro Comune di ### nonché ### - disattesa ogni contraria domanda eccezione e deduzione, così provvede: 1. Accerta e dichiara la responsabilità del Comune di ### nell'incidente occorso alla minore ### il ### sulla spiaggia di ### di ### 2. Accerta e dichiara altresì la corresponsabilità della stessa parte attrice, nella qualità di genitore esercente la potestà genitoriale sulla minore, nell'incidente in questione nella misura di 1/2; 3. Conseguentemente, condanna il Comune di ### a pagare ad ### , nella qualità, la somma complessiva di €. 1.916,13, già considerata la quota di corresponsabilità; oltre interessi compensativi nella misura legale sulla somma devalutata alla data del sinistro - 24.7.2016 - e di anno in anno rivalutata fino alla data del deposito della presente sentenza; oltre i successivi interessi legali dal deposito della sentenza fino all'effettivo soddisfo; 4. Condanna l'ente convenuto al rimborso in favore dell'attore delle spese e competenze di causa nella misura di €. 2.850,00, di cui €. 298,00 per spese vive anticipate. Oltre rimborso forfettario del 15% sull'importo dovuto per compenso, iva e cap, se dovuti.  5. Compensa per metà detta liquidazione e la distrae in favore degli avv.ti ### gioffrè e ### che ne hanno fatto richiesta.  6. Rigetta la domanda di garanzia svolta dal Comune di ### ai danni della terza chiamata ### e lo condanna a rimborsare alla stessa la somma di €. 2.500,00 a tiolo di spese e competenze di causa, oltre rimborso forfettario del 15% e Cap e Iva se dovuti. Distrae la liquidazione in favore dell'avv. ### 7. Pone interamente a carico del Comune soccombente le spese della consulenza tecnica d'ufficio già liquidata con decreto del 13.12.2023. 
Così deciso in ### il ### Il GOT Dott.ssa

causa n. 1472/2019 R.G. - Giudice/firmatari: Luisa Sorrenti

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Tribunale di Roma, Sentenza n. 2136/2024 del 06-02-2024

... o a quell'importo maggiore o minore che sarà riconosciuto dal Tribunale adito;- condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento di tutti gli ulteriori danni, subiti dal C.L.T. per effetto del mancato ritiro dei veicoli in giacenza. - Con vittoria di spese, competenze ed onorari di lite”. Con comparsa depositata in data 15-6- 2021 (rispetto alla prima udienza del 16-6-2021) si è costituito in giudizio il convenuto ### di ### rassegnando le seguenti conclusioni: “In via principale, respingere integralmente la domanda di condanna avanzata da parte attrice, perché infondata in fatto e in diritto e comunque non provata. In via subordinata, nella denegata ipotesi in cui ###mo Tribunale dovesse ritenere sussistenti i crediti vantati dal C.L.T., accertare e/o (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA ### Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di I ### iscritta al n. r.g. 57421/2020 promossa da: C.L.T. CONSORZIO LAZIALE TRAFFICO A R.L. (C.F. ###), in persona del legale rapp.te p.t., con sede in ### alla ### 31, elettivamente domiciliata in ### 47, presso lo ### dell'Avv. ### dal quale è rappresenta e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, all'Avv. ### come per mandato in atti -.  ATTORE ### (GIÀ ### (C.F. ###), in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall'Avv. ### (C.F.  ###) in virtù di procura generale alle liti per atto del Dott. #### in ### rep. 1353 del 1°luglio 2020, e presso lo stesso elettivamente domiciliata negli uffici dell'### sita in ### via del ### di ### n. 21 - CONVENUTO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E ### Con atto di citazione notificato in data ### C.L.T. ### S.r.l. ha convenuto nel presente giudizio civile ### al fine di sentir accolte le seguenti conclusioni: “- accertare e dichiarare l'inadempimento di ### già ### di ### in persona del ### p.t., in relazione al mancato pagamento degli oneri di custodia inerenti le vetture in giacenza nei depositi del C.L.T. sino alla data 3 novembre 2015 ed in ogni caso per le motivazioni in atto;- per l'effetto, condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento della somma di ### 1.170.986,36 o a quell'importo maggiore o minore che sarà riconosciuto dal Tribunale adito;- condannare ### già ### di ### in persona del ### p.t. al pagamento di tutti gli ulteriori danni, subiti dal C.L.T. per effetto del mancato ritiro dei veicoli in giacenza. - Con vittoria di spese, competenze ed onorari di lite”. Con comparsa depositata in data 15-6- 2021 (rispetto alla prima udienza del 16-6-2021) si è costituito in giudizio il convenuto ### di ### rassegnando le seguenti conclusioni: “In via principale, respingere integralmente la domanda di condanna avanzata da parte attrice, perché infondata in fatto e in diritto e comunque non provata. In via subordinata, nella denegata ipotesi in cui ###mo Tribunale dovesse ritenere sussistenti i crediti vantati dal C.L.T., accertare e/o dichiarare che nulla è dovuto a causa della lesione dei doveri di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto. In via ulteriormente subordinata, ridurre le pretese in misura proporzionale all'incidenza di tale violazione. In via istruttoria, disporre, se necessario, CTU contabile al fine di effettuare i relativi conteggi. Il tutto, con riserva di meglio precisare e/o integrare le proprie eccezioni, deduzioni, di merito ed istruttorie, nonché conclusioni, in sede di memorie ex art. 183, co. 6, c.p.c., anche in ragione dell'ulteriore eventuale attività difensiva svolta da c.p. Con vittoria di spese e compensi del grado di giudizio”. Il giudice ha concesso i richiesti termini ex art. 183 VI comma c.p.c., poi ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni. In seguito al trasferimento del primo istruttore ad altro ufficio, è subentrato dal 5-9-2022 nel ruolo il Dott.  ### il quale all'udienza di definitive conclusioni del 13-9-2023 ha trattenuto la cuasa in decisione concedendo alle parti i termini di cui all'art. 190 c.p.c. (60 + 20 gg.) per il deposito di comparse conclusionali e repliche. 
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione Le tappe dei rapporti intercorsi tra la parte attrice e ### parte convenuta sono documentate ed indicate come segue in citazione: “- nel 2005 il CLT è risultato aggiudicatario della gara per il servizio rimozioni con durata biennale; - nel 2008 è stata indetta una nuova gara ad evidenza pubblica dichiarata deserta; - successivamente, nel 2010 è stata indetta una nuova procedura di gara ad evidenza pubblica; - tale procedura è stata impugnata con ricorso proposto dal ### ricorrente (#### II, R.G. 109/2011) con il quale lo stesso CLT ha contestato la totale assenza di remuneratività della gara; nel corso del giudizio è stata espletata una verificazione che ha dimostrato proprio la contestata assenza di remuneratività, in esito alla quale l'### ha annullato in autotutela gli atti di gara; - in esito all'annullamento in autotutela, l'### ha indetto una nuova procedura di gara nel 2014; - anche tale procedura di gara è stata impugnata dal ### (#### II, R.G. 12275/2014) per le medesime ragioni ed annullata dal ### con sentenza del 4.8.2015, 10610, che ha rilevato ancora una volta la assenza di remuneratività della gara [...] Nelle more della pubblicazione della sentenza del ### da ultimo menzionata, che ha annullato […] la precedente procedura di gara, l'### è corsa nuovamente ai ripari indicendo la nuova procedura d'urgenza. - In data ### è stato pubblicato dal ### di ### di ### l'Avviso di cui al ### n. 109157, al fine di avviare una indagine esplorativa, ai sensi dell'art. 57, comma 6, del D.Lgs. n. 163/2006, per l'acquisizione di manifestazioni d'interesse aventi ad oggetto la partecipazione ad una gara informale per la concessione, ex art. 30 del D.Lgs. n. 163/06, del servizio di rimozione veicoli in sosta d'intralcio e/o pericolo nel territorio di ### ed attività connesse. 
La procedura è stata indetta al fine di consentire la continuità del servizio nelle more della decisione del ### relativa al ricorso presentato da CLT per l'annullamento della gara precedentemente bandita ed anche in considerazione dell'imminente avvio del ### straordinario. La durata della concessione è stata indicata in 17 mesi. - Al predetto Avviso del 18.05.2015 ha risposto il CLT manifestando il proprio interesse alla partecipazione - In esito a tale manifestazione il ### ha ricevuto ### di invito ### n. 123284 del 5.6.15 con la quale è stato invitato a presentare la migliore proposta, secondo le modalità di cui al già menzionato invito ed ai relativi allegati (### e #### di contratto, ### - ### economico). - ### ha presentato la propria offerta nei termini e secondo le modalità indicate nella disciplina di gara. - In data ###, all'esito della riunione della ### preposta alla valutazione delle offerte, è stata provvisoriamente disposta l'aggiudicazione della concessione nei confronti del ### unica azienda ad aver presentato offerta. - Con successiva ### n. 855 del 26.6.15 è stata formalizzata l'aggiudicazione con riserva e con nota ### n. 143231 del 26.6.15 il CLT è stato invitato ad avviare in urgenza il servizio dal 1.7.15 (ovviamente in continuità con il servizio mai interrotto), nelle more delle necessarie verifiche da espletarsi da parte della stazione appaltante […] Tuttavia, all'esito di tale fase, la stazione appaltante ha adottato la ### n. 1498 del 3.11.2015 con la quale, dopo aver ritenuto non accoglibili le controdeduzioni esposte da CLT e dalle interessate, ha disposto l'esclusione di CLT ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. g), del D.Lgs.  163/2006, in ragione delle violazioni ravvisate in capo ai due consorziati, non convalidando l'aggiudicazione provvisoria e dichiarando la gara deserta ed #### ATTIVITÀ ### E ##### CONTRATTUALE”. ###à svolta dal ### attore, in esecuzione dei sopra menzionati rapporti di appalto di servizi, è stata “il servizio di rimozione delle autovetture e/o il bloccaggio dei veicoli nonché la gestione delle operazioni complementari e successive come a titolo esemplificativo la custodia dei mezzi rimossi e operazioni c.d. di “svincolo” ovvero la materiale restituzione del veicolo rimosso al proprietario con incasso delle tariffe dovute per il servizio di rimozione e custodia nei depositi giudiziari delle varie consorziate”. Nell'atto di citazione è stato, altresì evidenziato che sussistono tuttora in deposito “innumerevoli vetture in custodia”, trattandosi di “mezzi non reclamati dai legittimi proprietari”, “in assenza di atti amministrativi autorizzativi alla demolizione (atto finale delle procedure iniziate con gli atti di diffida)”. Il corrispettivo previsto per il suddetto servizio, descritto in citazione, è consistito “nella misura delle tariffe corrisposte dal contravventore al momento del ritiro dell'auto sulla base delle tariffe comunali in vigore. La fattura era emessa a nome del CLT che tratteneva l'intero importo e versava all'amministrazione una quota parte rappresentata del “ribasso d'asta” ovvero dalla percentuale indicata in sede di partecipazione al bando di gare di appalto”. Circa le modalità di pagamento del corrispettivo, sempre in base agli assunti della citazione e degli allegati, le stesse si realizzavano “attraverso la riscossione diretta, ad opera del ### della tariffa al pubblico vigente determinata (ed aggiornata) dall'### comunale, salvo il successivo versamento al ### da parte del ### delle somme corrispondenti ai ribassi offerti”. Dal punto di vista del pagamento del corrispettivo, pertanto, il negozio intercorso tra le parti, come descritto dalla parte attrice in citazione, ha caratteristiche più affini al rapporto concessorio, essendo concesso alla parte contraente della ### di poter realizzare l'utile d'impresa mediante l'incasso della tariffa dovuta dal pubblico trattenendone una parte e rimettendo al ### di ### le somme corrispondenti ai ribassi offerti. In base all'art. 9 del ### di appalto, secondo la difesa di ### a carico del concessionario sarebbe gravato ogni onere conseguente al mancato ritiro dei veicoli. Non risultando prospettate modalità alternative di remunerazione e/o di pagamento del corrispettivo per il servizio appaltato, in riferimento alle prestazioni non previste come suscettibili di remunerazione in modo alternativo (ovvero mediante previsione espressa in contratti scritti con la pubblica amministrazione), non può configurarsi nel caso di specie azione contrattuale di adempimento o di pagamento del corrispettivo in denaro come preteso e quantificato in citazione. Pertanto, non risultando formulata in modo esplicito nel presente giudizio domanda ex art. 2041 c.c., la domanda attorea di pagamento (con modalità diversa rispetto al meccanismo del recupero tariffario) va dichiarata inammissibile non potendo direttamente scaturire dai contratti descritti in citazione. Considerata la tardiva costituzione in giudizio di ### con le conseguenti decadenze di rito, tenuto conto altresì dell'andamento delle vicende dei rapporti contrattuali intercorsi, delle controversie giudiziali tra le parti, dell'oggettiva difficoltà della materia trattata, nonché dei comportamenti reciproci delle parti, che hanno determinato negli anni il protrarsi di situazioni non ancora definite, si reputano sussistenti giustificati motivi per la compensazione delle spese del presente giudizio.  P.Q.M.  Dichiara inammissibile la domanda di parte attrice C.L.T. ### a r.l.. Spese compensate.  ### 5-2-2024 

Il giudice
Dott. ### n. 57421/2020


causa n. 57421/2020 R.G. - Giudice/firmatari: Persico Pietro

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