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Tribunale di Avellino, Sentenza n. 1028/2025 del 26-06-2025

... rapporto parentale e il danno morale conseguente alla morte del congiunto. La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che il danno da perdita del rapporto parentale è risarcibile solo qualora la morte del congiunto sia causalmente riconducibile alla condotta illecita del responsabile. Nel caso di specie, è stato espressamente allegato e non contestato che la morte di ### sia avvenuta per altra causa, non correlata all'evento di malasanità (c.d. premorienza). Il fatto che il decesso sia avvenuto per causa diversa dalla malasanità esclude il nesso di causalità tra la condotta del convenuto e la morte del de cuius. Pertanto, non essendo la morte di ### la conseguenza diretta della condotta negligente di [###, viene meno il presupposto causale per il risarcimento del danno iure proprio per perdita del rapporto parentale. La mera lesione all'integrità fisica del de cuius, pur grave, non è sufficiente a fondare il risarcimento dei danni iure proprio per i congiunti se essa non è stata la causa della morte. Quanto al danno patrimoniale spettante agli attori a titolo ereditario deve rilevarsi che non tutta la documentazione prodotta da parte attrice appare riferibile in maniera inequivoca (leggi tutto)...

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causa n. 221/2017 R.G. - Giudice/firmatari: Maila Casale

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Tribunale di Perugia, Sentenza n. 447/2024 del 21-03-2024

... infatti l'apertura dell'occhiello con il sostantivo «malasanità», subito seguito dall'aggettivo “assurda” che qualifica la morte del paziente mette in evidenza una netta affermazione di responsabilità poi approfondita nel corpo dell'articolo senza che mai sia rilevato che l'indagine non aveva ancora acquisito alcun elemento circa la colpevolezza dell'indagato all'infuori della consulenza dei familiari del morto. Si tratta di un'affermazione di responsabilità riferita senza dubbio al personale medico che si occupò della cura del paziente, considerato che i richiami all'omessa considerazione dei sintomi e alla mancata esecuzione di esami diagnostici (quale la coronografia), sottintendendo errori o ritardi nella diagnosi o nella valutazione dell'urgenza del caso, riconducono la responsabilità del fatto alla condotta medica e non alla sfera organizzativa, mai menzionata neppure indirettamente. Si legge nel corpo del testo: «qualcosa di intempestivo c'è stato perché altrimenti il finale sarebbe stato diverso» e più oltre è scritto: «ecco l'intempestività: l'intervento doveva arrivare prima, almeno a tre-sei ore dai sintomi che per l'accusa erano chiarissimi»; l'articolo riporta (leggi tutto)...

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causa n. 860/2018 R.G. - Giudice/firmatari: Muscato Gaia

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Tribunale di Roma, Sentenza n. 6160/2023 del 18-04-2023

... cirrosi, della insorgenza di epatocarcinoma e della morte della paziente ### sopraggiunta nel dicembre 2019; che il Ministero della ### avrebbe dovuto e potuto effettuare maggiori controlli che avrebbero molto probabilmente ridotto drasticamente, anche all'epoca degli eventi di specie, il rischio di contagio dei pazienti in generale e della paziente ### in particolare; che il personale della ### di ### dei ### di ### non era tenuto, per ridurre il rischio di contagio, a svolgere alcuna procedura sulle sacche di emocomponenti da trasfondere alla propria paziente; che, il danno biologico “permanente” ascrivibile all'infezione cronica da ### dall'epoca della diagnosi di infezione fino alla morte della ### era il seguente: nella misura del 7% con decorrenza dal marzo 1993, epoca della diagnosi sierologica di infezione da ### nella misura del 30% dal giugno 1999, epoca della diagnosi di epatite cronica attiva HCV correlata, per cui si rendeva necessario l'inizio di terapia con ### nella misura del 60% dal gennaio 2002 a causa della diagnosi di linfoma a cellule B con conseguente necessità di intervento di splenectomia e parziale pancreasectomia; nella misura dell'80% dal giugno 2015, epoca (leggi tutto)...

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causa n. 3131/2018 R.G. - Giudice/firmatari: Cianfarini Alberto

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