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Tribunale di Roma, Sentenza n. 10806/2024 del 25-06-2024

... depositata, sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 29.03.2022, sentite le parti ed esperito negativamente il tentativo di conciliazione, autorizzava i coniugi a vivere separati; affidava ad entrambi i genitori i figli, i quali avrebbero vissuto con la madre e si sarebbero trattenuti con il padre con le seguenti modalità: due pomeriggi a settimana (### e ###, dalle ore 16.30 fino alle 19.30; a fine settimana alternati dalle ore 09,30 del sabato fino alle 20,30 della domenica; nel periodo estivo i figli staranno col padre per due settimane, anche non consecutive, da concordare entro il 30 maggio di ogni anno; per metà delle festività natalizie da concordare tra le parti, ad anni alterni; per metà delle vacanze pasquali, ad anni alterni il giorno del proprio compleanno (la (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA PRIMA SEZIONE CIVILE composto dai magistrati: - dott.ssa ### - dott.ssa ### rel.  - dott.ssa ### riunito in camera di consiglio ha emesso la seguente S E N T E N Z A nella causa civile di primo grado iscritta al n. 74582 del ruolo generale degli affari contenziosi civili dell'anno 2021, avente ad oggetto separazione personale dei coniugi, vertente TRA - ### (###), nata a ### il ###, rappresentata e difesa dall'Avv. ### giusta procura speciale in atti; -ricorrente
E - ### (###), nato a ### il ###, rappresentato e difeso dagli avv.ti ### e ### giusta procura speciale in atti; -resistente
NONCHE' P.M. in persona del ### della Repubblica - interventore ex lege
OGGETTO: separazione giudiziale ### come da note di trattazione scritta per l'udienza di precisazione delle conclusioni del 28.02.2024. 
Ragioni di fatto e diritto della decisione Con ricorso ritualmente depositato e notificato, la sig.ra ### chiedeva la pronuncia della separazione dal coniuge sig. ### con il quale aveva contratto matrimonio concordatario in ### il ### (trascritto nei registri degli atti di matrimonio del predetto Comune, anno 2011, n. ###, parte 2, serie ###) esponendo che: dall'unione erano nati tre figli, ### (02/11/2012), ### (06/05/2014) e ### (20/01/2018), i quali risiedono unitamente a lei nella casa coniugale, di sua proprietà, sita in #### n. 360, dalla quale, nel novembre del 2019, il sig. ### si era allontanato; si era sempre dedicata alla cura della casa e della famiglia, lasciando, in concomitanza con la nascita del primo figlio, la sua occupazione lavorativa; il sig. ### era agente di commercio nonché imprenditore (amministratore unico e socio al 50% della società ###; l'unione era entrata in crisi e naufragata irrimediabilmente, nel mese di novembre 2019, a causa della scoperta dei tradimenti posti in essere dal marito, il quale, per l'effetto, lasciava la casa coniugale. 
Tanto premesso, la ricorrente, chiedeva venisse pronunciata la separazione, con addebito, l'affidamento dei figli a entrambi con collocamento presso di sé nella casa familiare; la regolamentazione della frequentazione padre figli, un assegno di mantenimento paterno per i figli di € 3.000 mensili, oltre al 100% delle spese straordinarie; un assegno per il di lei mantenimento di € 1.000 mensili. 
Con comparsa di costituzione e risposta, ### aderendo alle domande di separazione e affidamento condiviso dei tre figli, contestava tutte le argomentazioni e deduzioni della ricorrente, chiedendo di contro che le modalità di frequentazione con i figli fossero regolate nelle modalità indicate in comparsa; si dichiarava disponibile ad un assegno di mantenimento in favore della moglie di € 500 mensili, e un contributo per il mantenimento dei figli pari ad € 750 mensili (€ 250 per ciascun figlio), oltre ad un contributo forfettizzato e complessivo di € 250 per l'intera prole, o, in subordine, al rimborso del 50% delle loro spese straordinarie. 
In data ### il ### f.f., letti gli atti e la documentazione depositata, sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 29.03.2022, sentite le parti ed esperito negativamente il tentativo di conciliazione, autorizzava i coniugi a vivere separati; affidava ad entrambi i genitori i figli, i quali avrebbero vissuto con la madre e si sarebbero trattenuti con il padre con le seguenti modalità: due pomeriggi a settimana (### e ###, dalle ore 16.30 fino alle 19.30; a fine settimana alternati dalle ore 09,30 del sabato fino alle 20,30 della domenica; nel periodo estivo i figli staranno col padre per due settimane, anche non consecutive, da concordare entro il 30 maggio di ogni anno; per metà delle festività natalizie da concordare tra le parti, ad anni alterni; per metà delle vacanze pasquali, ad anni alterni il giorno del proprio compleanno (la madre per il proprio compleanno), il compleanno dei figli possibilmente con entrambi i genitori o dividendo pranzo e cena; il padre avrebbe corrisposto alla madre un assegno mensile di € 700 per il suo mantenimento e un assegno di € 1.350 (€ 450 per ciascun figlio) per il mantenimento dei tre figli, oltre al 50% delle spese straordinarie. 
Nel corso del giudizio, la richiesta del sig. ### di modificare i provvedimenti presidenziali riducendo l'assegno per moglie e figli (notifica del 02.11.2022, ad istanza dell'### delle ### del Preavviso di fermo amministrativo prot. n. 2022/### per l'importo di euro 15.282,95) veniva rigettata. 
Acquisita documentazione e pronunziata sentenza non definitiva di status n. 17573/2022 pubbl. il ###, il GI non ammetteva i capitoli di prova e rinviava la causa per la precisazione delle conclusioni, onerando le parti al deposito della documentazione fiscale aggiornata. La causa veniva trattenuta in decisione alla udienza del 28.02.2024 con termini di legge per comparse e memorie. 
Preso atto che con sentenza non definitiva sullo status è stata pronunciata la separazione personale delle parti, questo Tribunale è chiamato a pronunciarsi sulle ulteriori domande, segnatamente quelle riguardanti l'addebitabilità della separazione al sig. ### le modalità di affidamento e collocamento dei figli minori ### (02/11/2012), ### (06/05/2014) e ### (20/01/2018), il quantum per il loro mantenimento, la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento di un assegno per il mantenimento della moglie a carico del marito. 
Domanda di separazione La domanda di separazione deve essere accolta in quanto dalle allegazioni delle parti è risultata la frattura insanabile della comunione materiale e spirituale della coppia, tale da rendere inattuabile la prosecuzione della convivenza. 
La constatata indisponibilità delle parti ad una riconciliazione, per tutto il tempo in cui il processo si è protratto, dimostra che la convivenza coniugale è divenuta intollerabile, come già accertato dal Collegio con la pronuncia della sentenza non definitiva di status n. 17573/2022 pubbl. il ###. 
Addebito della separazione Le domanda di addebito della separazione formulata dalla parte ricorrente deve essere accolta.  ### ha posto a fondamento della propria domanda le relazioni extraconiugali intrattenute dal marito nel corso del matrimonio (in particolare tra l'ottobre 2017 e il novembre 2019, periodo durante il quale il sig. ### lasciava definitivamente la casa familiare).  ### d'altro canto, ha contestato l'addebitabilità della separazione deducendo che la crisi coniugale fosse risalente nel tempo, tanto che già dopo la nascita del secondo figlio il rapporto tra le parti si era irrimediabilmente incrinato, anche a causa delle ingerenze nella quotidianità familiare della suocera, sig.ra Napoli, la quale entrava liberamente nella casa familiare, detenendone ancora le chiavi, inserendosi in ogni questione e discussione, con compromissione della privacy della coppia. Peraltro, il sig. ### evidenziava che aveva già provato ad affrontare e risolvere le predette problematiche iniziando con la moglie una terapia congiunta (con la dott.ssa ###. 
Il Collegio ritiene provata la circostanza che le relazioni extraconiugali intrattenute dal marito con altre donne (### e ### siano state il motivo scatenante della frattura tra i coniugi. 
Invero dalla documentazione prodotta e dalle deduzioni delle parti è emerso quanto segue. 
Nel 2017 il sig. ### ha intrattenuto una relazione extraconiugale con ### come confermato da quest'ultima (cfr. trascrizione della conversazione telefonica fra la ### e la ### allegata al documento n.10 bis della memoria n. 2 della ricorrente). 
Successivamente il sig. ### ha intrattenuto una relazione extraconiugale con ### (cfr. conversazione chat fra la amante e la ### depositata al doc. 9 della memoria 2 della ricorrente e fotografie di cui al doc. 18 memoria 2 ###. 
Le predette relazioni non sono neppure specificamente contestate dal sig. ### La tesi difensiva del ### di una crisi matrimoniale preesistente, è infondata. 
Certamente la coppia ha affrontato, nell'arco di soli sei anni, la nascita di tre figli e la difficoltà di passare da una modello di coppia ad un modello genitoriale con tutte le difficoltà quotidiane che questo comporta, ma la nascita del terzo figlio (20.01.2018) conferma la progettualità familiare, molto forte ancora nel 2018, e il fatto che nessuno dei due avesse intenzione di porre termine al matrimonio. 
In questa ottica vanno letti i messaggi di riflessione sul loro matrimonio che ### ha inviato al marito, i quali dimostrano il rimpianto dei primi tempi dell'unione e reclamano l'attenzione dell'uomo, a cui la stessa non intendeva rinunciare, prima della scoperta dei tradimenti. 
Per quanto attiene alla “terapia di coppia” con la dott.ssa ### menzionata dal resistente allo scopo di mostrare una crisi coniugale pregressa, la ricorrente deduce che la Dott.ssa ### fosse una counselor, che svolgeva percorsi di saluto genesi e di crescita personale, alla quale si rivolsero per un percorso genitoriale volto a favorire una crescita consapevole dei propri figli. 
Posto che era onere del resistente documentare il motivo che aveva portato la coppia in terapia (sostegno genitoriale o terapia di coppia?), osserva il Collegio che proprio il percorso comune intrapreso conferma la volontà di entrambi di rinsaldare il matrimonio e di rafforzare la progettualità comune, confermata dalla nascita del terzo figlio. 
Sono stati i tradimenti (rectius la loro scoperta) a porre fine alla relazione coniugale coincisa con l'uscita di casa del marito. La inosservanza dell'obbligo di fedeltà è in aperta violazione del necessario rispetto che deve presiedere al rapporto tra i coniugi, aggravata dalle modalità con cui sono avvenuti i tradimenti (relazioni parallele, contestuali alla terza gravidanza, e con ragazze dello stesso ambiente lavorativo) Da queste premesse deriva che sulla parte, la quale richieda l'addebito della separazione all'altro coniuge, grava di regola l'onere di provare sia la contrarietà del comportamento di questi ai doveri che derivano dal matrimonio, e sia l'efficacia causale di questi comportamenti nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza (su queste affermazioni di principio, in genere, cfr. Cass. 27 giugno 2006 n. 14840; 11 giugno 2005 n. 12383); ma che, laddove la ragione dell'addebito sia costituita dall'inosservanza dell'obbligo di fedeltà coniugale, questo comportamento, se provato, fa presumere che abbia reso la convivenza intollerabile, sicché, da un lato, la parte che lo ha allegato ha interamente assolto l'onere della prova per la parte su di lei gravante, e dall'altro la sentenza che su tale premessa fonda la pronuncia di addebito è
sufficientemente motivata.
 Pertanto, la domanda di addebito formulata dalla moglie a carico del marito deve essere accolta, avendo il marito determinato la irreversibile crisi coniugale con la sua condotta ### e collocamento dei figli minori Le parti concordano sull'affido condiviso dei figli ### (11 anni), ### (10 anni) e ### (6 anni) ad entrambi i genitori con collocamento presso la madre nella casa coniugale. 
Dall'istruttoria complessivamente svolta il Collegio ritiene che non vi siano ragioni per derogare al regime legale dell'affido condiviso dei figli -regime privilegiato per il corretto sviluppo e crescita dei minori-. Spetta ai genitori l'esercizio congiunto della responsabilità genitoriale per le questioni di maggior interesse per i figli #### e ### -decisioni riguardanti la relativa istruzione, educazione e salute-, da assumere di comune accordo tenendo conto della capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei medesimi, e l'esercizio disgiunto della responsabilità genitoriale per le sole questioni di ordinaria gestione e limitatamente a ciò che attiene all'organizzazione della vita quotidiana (ad esempio per la scelta delle persone da frequentare, per l'alimentazione, per le attività ludiche e di svago) nei periodi di tempo coincidenti con la permanenza presso di sé. 
Il Collegio dispone che i figli siano collocati presso il domicilio della madre (sita in #### n. 360), il padre li vedrà e terrà con sé con le seguenti modalità di frequentazione, che si modificano in accoglimento della domanda del padre, per allineare la posizione dei tre figli e in considerazione delle esigenze lavorative dello stesso: due pomeriggi a settimana, i figli ### e ### alternandoli con il figlio ### a settimane alterne con la madre, dalle ore 16:30 fino alle ore 19:30 quando li riporterà presso la casa della madre; a fine settimana alternati, tutti e tre i figli, dalle ore 09:30 del sabato fino alle ore 20:30 della domenica; - nel periodo estivo, per due settimane, anche non consecutive, da concordare entro il 30 maggio di ogni anno;- per metà delle festività natalizie da concordare tra le parti, ad anni alterni; - la vigilia di ### unitamente al giorno di ### ad anni alterni con il Lunedì dell'### unitamente al giorno seguente; - il giorno del proprio compleanno, che coincide con il compleanno della sig.ra ### (22 settembre), in orario mattutino fino al pranzo compreso, oppure in orario pomeridiano fino alla cena compresa, ad anni alterni; - il compleanno dei figli possibilmente con entrambi i genitori, o dividendo pranzo e cena ### economico - mantenimento dei figli Per determinare il contributo da porre a carico dei genitori per il mantenimento dei figli è necessario determinare la condizione reddituale e patrimoniale delle parti e considerare ai sensi dell'art. 337-ter c.c. le attuali esigenze dei figli, il tenore di vita goduto, i tempi di permanenza presso ciascun genitore la valenza economica dei tempi domestici e di cura assunti da ciascun genitore. 
La sig.ra ### non ha svolto alcuna attività lavorativa durante il matrimonio, occupandosi pressoché interamente della cura e dell'accudimento dei tre figli minori; ad oggi percepisce l'assegno per il suo mantenimento, come disposto in sede presidenziale, di € 700 mensili, l'assegno di € 1.350 per i figli e la metà dell'assegno unico di € 398,70 mensili. Oltre a ciò, la ricorrente è proprietaria della casa familiare ove risiede unitamente ai tre figli e riceve costante supporto dalla propria madre. 
Di contro, invece, il sig. ### come risulta dalla documentazione versata in atti (dichiarazioni dei redditi, fatture provvigioni mensili, estratti ccb, bilanci e ccb societari, contratti di finanziamento, cartelle esattoriali, dichiarazioni sostitutive di atto notorio), svolge l'attività di agente di commercio monomandatario per la società ### (con sede in ###, operante nel settore della vendita di prodotti alimentari ###, dichiarando un reddito mensile netto di circa 2.300 €. Il resistente è inoltre titolare del 50% delle quote societarie della ### (aperta nel 2017), società operante nel settore della ristorazione, ricoprendo la carica di amministratore gratuito e senza compenso. Con riguardo alla propria situazione debitoria, il ### ha rappresentato di essere gravato da un mutuo per l'estinzione di obbligazioni, la cui rata ammonta ad € 600 circa mensili (importo complessivo di 40.000 €, acceso nel 2021); deduce di essere gravato del pagamento delle rate delle imposte ### riuscendo a far fronte al componimento del predetto passivo grazie a prestiti ricevuti dai genitori e dagli amici, grazie ai quali sostiene anche le rate mensili di € 116 per il finanziamento dell'auto ### acquistata dopo un incidente stradale. 
Il Collegio evidenzia che il sig. ### non ha dimostrato i generici prestiti da parte di familiari e amici e che l'ammontare delle spese/finanziamenti sostenuti è indicativo di un tenore di vita più elevato rispetto ai redditi dichiarati e alla lamentata situazione di difficoltà economica, anche perché la ### nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio aggiornata, ha dichiarato ( senza che la controparte abbia contestato l'affermazione) che il marito le corrisponderebbe anche € 300 per la colf ed € 100 per la mensa scolastica. 
Alla luce di quanto sopra rappresentato, considerati i tempi di cura e accudimento di ciascun genitore nei confronti dei figli (assolutamente prevalenti quelli della madre), la loro età e le loro esigenze, appare equo confermare l'entità del contributo paterno per il mantenimento dei figli, che convivono con la madre, la quale si occupa in via esclusiva delle loro primarie esigenze, in € 1.350,00 mensili, confermandosi i provvedimenti presidenziali, somma da corrispondere alla madre presso il di lei domicilio, entro il giorno 5 di ogni mese, e successivo adeguamento automatico annuale secondo gli indici del costo della vita calcolati dall'### oltre spese straordinarie al 50% a carico di entrambi, in base al protocollo del tribunale di ### del 17.12.2014.  ### è così determinato, fatti salvi i provvedimenti provvisori emessi. 
Assegno di mantenimento per la moglie ### all'assegno di mantenimento per la moglie, in sede presidenziale è stato disposto un assegno di € 700 mensili a carico del marito, a fronte della richiesta di € 1.000 euro mensili richiesto dalla moglie e della disponibilità del marito a corrisponderle € 500 mensili. 
Come emerso dalle ricostruzioni prospettate e dalla documentazione prodotta, la sig.ra ### durante la vita matrimoniale, si è dedicata integralmente alla crescita dei figli #### e ### provvedendo a tutte le loro esigenze e necessità. Tale circostanza peraltro non è mai stata messa in discussione dal marito il quale ha potuto concentrare i propri sforzi sulla attività lavorativa. 
Invero, come risulta dalla documentazione patrimoniale e reddituale versata in atti, il sig. ### può contare, oltre che sul reddito derivante dalla sua attività di agente di commercio, sugli introiti derivanti dalla sua seconda attività di titolare (al 50%) di un locale ristorante con due sedi in zone centrali di ### come specificato nel precedente paragrafo. Tutto ciò premesso, dato atto dell'istruttoria complessivamente svolta, fatti salvi i provvedimenti provvisori emessi, il Collegio dispone che il marito versi alla moglie, per il di lei mantenimento, la cifra mensile di € 700, oltre adeguamento annuale secondo gli indici ### con decorrenza dal mese successivo alla pubblicazione della predetta sentenza. 
Spese di giudizio In considerazione delle ragioni della decisione e della pronuncia di addebito, le spese di lite seguono la soccombenza P. Q. M.  Il Tribunale definitivamente pronunciando, con l'intervento del Pubblico Ministero, ogni diversa istanza, eccezione respinta, dato atto che, con sentenza non definitiva n. 17573/2022 pubbl. il ###, è stata pronunciata la separazione personale dei coniugi ### nata a ### il ###, e ### nato a ### il ###, i quali hanno contratto matrimonio in ### in data ### a (registro agli atti dello stato civile dell'anno 2011, N. ###, Parte 2, ####), fatti salvi i provvedimenti provvisori emessi, così decide: - accoglie la domanda di addebito proposta da ### nei confronti di ### - affida i figli minori #### e ### ad entrambi i genitori, con esercizio condiviso della responsabilità genitoriale per le questioni di maggior interesse - riguardanti la relativa istruzione, educazione e salute - da assumere di comune accordo tenendo conto della capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli, ed esercizio disgiunto per le sole questioni di ordinaria gestione e limitatamente a ciò che attiene all'organizzazione della vita quotidiana, disponendone il collocamento presso la madre, alla quale assegna la casa familiare, sita in #### n. 360; - dispone che il padre tenga con sé i figli come disposto in motivazione; - determina in € 1.350,00 (€ 450 ciascuno) il contributo mensile dovuto dal padre per il mantenimento dei tre figli, da corrispondere alla madre presso il di lei domicilio entro il giorno 5 di ogni mese, con adeguamento automatico annuale secondo gli indici del costo della vita calcolati dall'### - dispone che entrambi i genitori corrispondano le spese straordinarie al 50%, secondo quanto indicato in motivazione; - determina in € 700 l'assegno mensile dovuto dal marito per il mantenimento della moglie da corrispondere alla stessa presso il di lei domicilio, entro il giorno 5 di ogni mese, oltre adeguamento annuale secondo gli indici ### - condanna ### al pagamento in favore di ### delle spese di lite che liquida in € 2000 oltre spese generali e contributi come per legge ### deciso in ### nella camera di consiglio del 07.06.2024 

Il giudice
estensore ### n. 74582/2021


causa n. 74582/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Ienzi Marta, Albano Filomena

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Giudice di Pace di Bari, Sentenza n. 111/2024 del 25-01-2024

... di cui dava lettura in udienza, con riserva di deposito di motivazione nei termini di legge. Nel merito si osserv a quan to seg ue . Bisogna evidenziare, che le procedure di omologazione e di taratura sono state rispettate atteso che l'omologazione sia un atto di approvazione del dispositivo elettronico del rilevamento dell'eccesso di velocità e che la taratura afferisca alla verifica period ica del p rototipo approvato . L' operatore ha altres ì' attestato la perfetta funzionalità dello strumento di rilevazione , essendo fidefacente quanto dallo stesso affermato. Inoltre, come avallato dall'ordinanza resa dalla Suprema Corte di Cassazione n° 8694 del 17 marzo 2022, l'esecuzione delle verifiche periodiche dello strumento di rilevazione elettronica della velocità deve essere dimostrata (leggi tutto)...

N.RG 4152 / 2023 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI Bari Sezione 06 SESTA SEZIONE Il Giudice di ### di Bari Dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al n. 4152 / 2023 Ruolo Generale contenzioso dell'anno 2023 TRA Parte istante: ### (###) rappr. e dif. dall'Avv. ### D'### (###) OPPONENTE E Controparte: COMUNE DI SAMMICHELE DI BARI (###) rappr. e dif. dall'Avv. ### (###) OPPOSTO Oggetto: opposizione a sanzione amministrativa. 
Conclusioni delle parti: A verbale di udienza del 17.01.2024 e negli atti di causa che qui abbiansi come integralmente trascritte.   Ragioni di ### e di ### della Decisione Ai sensi dell'art. 132 c.p.c. la sentenza deve contenere la concisa esposizione delle ragion i di fa tt o e di d iritt o della decisione.  ### della summenzio nata disposi z ion e non può non collocarsi nell'alveo della disciplina di semplificazione del procedimento già segnata dall'art. 281 sexies c.p.c. e ribadita dal disposto dell'art. 16 , comma 5 , D.Lgs. 5/2003 , diretta a contemperare il diritto della parte ad una motivazione in grado di palesarle le ragioni della decisione con le esigenze di ragionevole celerità dei procedimenti consacrata dall'art. 111 della ### Pertanto, ai sensi dell'art. 16 comma 5 L. 5/2003, la sentenza viene motivata in forma abbreviata mediante rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa con “l'esposizione delle ragioni di diritto” “ anch e c on riferime nt o a prece denti con formi” . 
Tutto ciò premesso quanto agli elementi di fatto nella prospettazione di parte ricorrente ed al rispettivo ricorso si rinvia a quest'ultimo atto mentre per la prospettazione dei fatti di parte resistente si rinvia alla memoria di costituzione e risposta. 
Con ricorso iscritto a Ruolo l'11.05.2023 , il sig. ### si opponeva al verbale di accertamento/contestazione n.895/2023 del 04.02.2023 per la violazione di cui all'art. 142, comma 9, in quanto in data ### il conducente del veicolo marca e/o modello #### AVANT ….. tg. ###  circolava in località ### di #### Km. 31+960 direzione ### in cui vige il limite di velocità di km/h 90.00 alla velocità di Km/h 144,40 , superando quindi il limite di km/ h 54, 40 ( al ne tto d ella decu rtata tol lera nza del 5%.)”. 
Il ricorrente eccepiva la nullità dell'accertamento per la mancata contestazione immediata della violazione, per la non attendibilità dello strumento di rilevazione elettronica della velocità , sollevando altre doglianze specificamente indicate nel ricorso introduttivo ,che in questa sede debbono intendersi come integralmente richiamate. 
Si costituiva i n giudi zio con mem ori a di costi tuzione dep ositat a presso la ### del Giudice di pace di ### il Comune di ### di ### in persona del sindaco in carica, il quale instava per il rigetto dell'opposizione in quanto infondata. 
Chiamata la causa il ### , riportandosi le parti ai propri atti e scritti difensivi ,il ###, questo giudice decideva la stessa e pronunciava dispositivo di sentenza di cui dava lettura in udienza, con riserva di deposito di motivazione nei termini di legge. 
Nel merito si osserv a quan to seg ue . 
Bisogna evidenziare, che le procedure di omologazione e di taratura sono state rispettate atteso che l'omologazione sia un atto di approvazione del dispositivo elettronico del rilevamento dell'eccesso di velocità e che la taratura afferisca alla verifica period ica del p rototipo approvato . L' operatore ha altres ì' attestato la perfetta funzionalità dello strumento di rilevazione , essendo fidefacente quanto dallo stesso affermato. 
Inoltre, come avallato dall'ordinanza resa dalla Suprema Corte di Cassazione n° 8694 del 17 marzo 2022, l'esecuzione delle verifiche periodiche dello strumento di rilevazione elettronica della velocità deve essere dimostrata o attestata con apposite certificazioni di omologazione e conformità ,non potendo essere provata con altri mezzi di attestazione o dimostrazione del loro corretto funzionamento. Nel caso in esame ,parte resistente ha provato che il dispositivo utilizzato sia stato approvato dal competente Ministero delle ### e ### e che sia stato sottoposto alle prove metrologiche ed alla taratura eseguite in loco ,come è dato evincere dal certificato di taratur a LA T ### OD_F R VEL _062_22. 
Per di più , il Ministero dei ### con i pareri resi nel 2020 e precisamente l'8 aprile e l'11 novembre ha affermato, con una sorta di “interpretazione estensiva” della terminologia utilizzata dal legislatore nell'art. 45, comma 6, del Cds e nell'art.  1 92 del Rego lam ento di Es ecu zione a l ### ce dell a S trada ,la totale complementarietà dei sistemi di approvazione /omologazione , che, di fatto, sono attestazion i ident iche, ri c hiedendo l'om o logazione, l' esis tenza di norme di riferimento , di carattere tecnic o, l'appr ovazione no. 
Nel corpo del verbale gravato veniva confermato dai verbalizzanti che fossero stati installati sul luogo della rilevazione dell'illecito, segnali di pre-avvertimento, spettando all'opponente la prova in ordine all'inidoneità di tale segnaletica. Nel caso di specie nel contesto fattuale dell'atto gravato veniva riportata la dicitura :”
Collocata i n posta zione rego larmente se gn alata e b en visib ile” , essendo la sussistenza del cartello di presegnalazione “ una circostanza oggettiva “ come avallato dagli ### ,costituendo attestazione di un “ dato direttamente rilevato dagl i accertato ri se nza mar g in e di apprez zamento “.  ### probatoria degli apparecchi di rilevazione elettronica della velocità perdura fino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base delle circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione, o funzionalità dell'apparecchio stesso, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente presuntivo e congetturale , connes se all'ido neità della ma nca nza di re v isione o manutenzione periodica dell'attrezzatura , att e a pregiudica r ne l'efficacia.  ### di velocità veniva rilevato attraverso l'apparecchiatura ### 512 D rilevatore 3148 Cpu 3086 . ### , come si evince “ per tabulas”, veniva tarato come da certificazione prodotta in atti ,risultando conforme al prototipo deposit ato p res so il ### stero delle ### r ut ture e dei ### Inoltre, secondo quanto contemplato dalla sentenza della Cassazione civile del 2005 n° 20686 confermata anche da successive pronunce di legittimità , la mancata contestazi one immedi ata de lla viol azio ne, pur qua n do possibile, non ha effetti invalidanti sul successivo provvedimento sanzionatorio ove si sia proceduto alla notifica degli estremi della stessa entro i termini previsti. ### motivazionale non consente di sindacare le modalità di organizzazione del servizio della P.A , che rientra nella sua discrezionalità amministrativa. 
Del resto, l'art. 201 bis Cds , così come novellato, fa riferimento ,in tema di contestazione immediata, alla condizione “quando è possibile” così come l'art. 384 del Regolamento di ### al ### non avendo tali precetti carattere esaustivo ma solo esemplificativo, dovendosi esaminare e vagliare la situazione in concreto senza che al ### sia consent ito sind acare sulla discrezionalità amministrativa , s e n on in t erm ini di ragi o nev olezza . Di c onseguenza, la contestazione differita dell'infrazione, necessaria nel caso specifico, deve contenere tutti gli estremi della violazione , anche se indicati in modo sintetico, tali da consentire al trasgressore di approntare una difesa come avvenuto nel caso in esame. Tra l'altro, il verbale di accertamento/contestazione è ricoperto da fede privilegiata in ordine ai fatti e/o agli atti che il p.u. attesti da lui compiuti o avvenuti alla sua presenza. Inoltre, non è ravvisata, come conseguenza dell'eccepita mancata presegnalazione da parte dell'opponente, la violazione dell'art. 142, comma 6 bis, Cds così come introdotto dall'art. 3, comma 1, lett b) , D.L. 3 agosto 2007, n° 117, afferente alla mancata prova dell'esistenza, nel luogo della presunta infrazione, di adeguato spazio di avvistabilità della postazione di controllo, che deve essere preventivamente segnalata e ben visibile. 
Infatti, secondo i più recenti orientamenti giurisprudenziali di legittimità ,vi deve essere una distanza massima e minima tra il cartello con l'avviso di controllo elettronico della velocità e la postazione di controllo , consentendo al conducente, con la previsione di una distanza minima , di adeguare la propria andatura ai limiti di velocità prescritti , senza dovere effettuare brusche frenate, che possano essere ulteriormente pericolose per il traffico. La distanza massima è contemplata in 4 Km. e la distanza minima di per sé non è prevista , richiedendosi, in ogni caso, che tra la segnaletica di preavvertimento e la postazione vi sia un ragionevole anticipo in modo da consentire all'automobilista di adeguare la propria andatura ai limiti di velocità consentiti. Si rileva che, in ogni caso, la distanza minima deve essere valutata caso per caso in base alla strada ed alla sua percorrenza , spettando al ricorrente la prova in relazione all'inidoneità della segnaletica, carente nel caso di speci e ( Cass . Ci v,. S ez. II°, Ordi nan z a n ° 2356 6 del 9.10.2017 ). 
Di contro, dalla documentazione versata in atti da parte resistente si evince la visibilità della postazione, avallata anche dalla presenza degli agenti in uniforme e dal posizionamento del cartello raffigurante lo stilema dell'organo procedente. 
La prova della commissione della violazione è data anche dal fotogramma allegato dall'Ent e evoca to in gi ud izio e co nserv ato a gli atti d el ### do essendo a disposizione del trasgressore.
Inoltre sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali non è necessaria l'autorizzazione del ### to , e ssendo sufficiente la presenza di segnaletica in “loco ” c he av visi d ella pre senza dell'apparecchio. 
Da quanto sopra argomentato consegu e che l' opposizione non possa essere accolta, risultando sforniti di supporti probatori i rilievi avanzati dal ricorrente . 
Le spese e d i comp e nsi del gi u dizio , sus s istend o giu sti m otivi, quali il comportamento processuale delle parti in causa , vengono compensate interamente tra le stesse con applicazione della sanzione pecuniaria al minimo edittale , sempre ritenut i sussisten ti i giu sti mot ivi c ome sopra indicati.   P.Q.M.  Il Giudice di pace di ### nella persona della dott.ssa ### definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da ### rapp.to e difeso dall'avv.  ### d'### così provvede: • Rigetta il ricorso per le dedotte causali e per l'effetto convalida il verbale di accertamento di violazione n. 895/2023 redatto dagli agenti della ### del Comune di ### di ### statuendo la sanzione pecuniaria in complessivi €. 543,00= oltre ad €.25,38= quali spese di notifica ed amministrative per un totale di €. 568,38=; Dispone che il ricorrente ### effettui il pagamento dell'importo di € . 56 8,38= entro t renta g iorni dalla comuni cazio ne della sentenza. 
La motivazione e la sentenza sarà pubblicata successivamente ai sensi di legge; Spese compensate tra le parti. 
Cosi deciso in ### lì 17-1-2024 

Il Giudice
di ### Dott. ###


causa n. 4152/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Tuozzo Maria

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Tribunale di Messina, Sentenza n. 487/2024 del 01-03-2024

... dell'escussione, in scioglimento della riserva assunta all'udienza del 21.05.2014 veniva ammessa anche consulenza tecnica d'ufficio allo scopo di accertare lo stato dei luoghi e tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della servitù, meno gravoso per il fondo servente, stante la richiesta formulata dagli attori ai sensi dell'art. 1068 comma 2 In data ### veniva depositato l'elaborato peritale. All'udienza del 20.01.2016 le parti precisavano le conclusioni e la causa veniva rinviata per la discussione orale. Seguivano alcuni differimenti fino all'udienza del 22.12.2021 - la prima davanti a questo giudicante frattanto subentrato nel ruolo - e la causa veniva rinviata per necessità di riorganizzazione del ruolo e studio delle cause mature per la decisione, con preferenza delle cause (leggi tutto)...

 TRIBUNALE di MESSINA Prima sezione civile _________________ VERBALE di ### (art. 281 sexies c.p.c.) Il giorno 1 marzo 2024, all'udienza tenuta dal G.U., dott.ssa ### viene chiamata la causa civile iscritta al n. 90000166/2011 R.G.. 
E' comparso, per gli attori, l'avv. ### il quale insiste nei propri atti difensivi e chiede che la causa venga decisa. 
E' comparso, per la convenuta, l'avv. ### in sostituzione dell'avv. ### la quale si riporta in atti, sui quali insiste; chiede che la causa venga decisa. 
IL G.U. 
Dispone darsi corso alla discussione orale; le parti discutono la causa. All'esito della camera di consiglio, il Tribunale pronuncia sentenza, con contestuale motivazione, dandone lettura in udienza.   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il giudice della prima sezione del Tribunale di Messina, dott.ssa ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n. 90000166 del ruolo generale per gli affari contenziosi dell'anno 2011, vertente TRA ### nato a ### il ###, C.F.: ###, ### nata a ### il ###, C.F. ###, e ### nata a ### il ###, C.F. ###, tutti residenti in ### via ### 145, elettivamente domiciliat ###presso lo studio dell'Avv. ### che lo rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente all'Avv. ### BERRITTA, giusta procura in atti; ATTORI
E ### nata a ### il ###, C.F.: ###, ivi residente ###, elettivamente domiciliata in #### n° 54, presso lo studio dall'Avv.  ### giusta procura in atti; CONVENUTA
OGGETTO: Servitù.  CONCLUSIONI: i procuratori delle parti hanno concluso come da verbale. 
CONSIDERATO IN FATTO Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., #### e ### proponevano actio negatoria servitutis nei confronti di ### chiedendo inibirsi alla stessa il passaggio sui terreni oggetto di causa.   A sostegno delle proprie pretese esponevano di essere proprietari di vari appezzamenti di terreno, siti nel Comune di ####, distinti in catasto al foglio 9 particelle 143, 153, 455, 498, 499, 502, 503 e 504; che con provvedimento del Tribunale di ### - ### di ### del 14.06.2010 (confermato in sede di reclamo il ###) erano stati condannati alla reintegra nel possesso della servitù di passaggio della ricorrente sulla stradella che, facendo ingresso dal loro terreno e attraversando anche altri fondi di proprietà di terzi, permetteva l'accesso a quello della ### che, pur essendo stato accertato lo spoglio a causa della realizzazione di un cancello di accesso sull'appezzamento di loro proprietà, ritenevano inesistente il diritto di passaggio della convenuta sui terreni sopra specificati. 
In particolare, lamentavano gli attori che i terreni di proprietà della ### non erano interclusi e che l'attuale passaggio sulla stradella di che trattasi, anche con mezzi pesanti, arrecava nocumento agli attori tenuto conto dei lavori che erano in procinto di iniziare su detti terreni, in esito all'approvazione di un piano di lottizzazione. 
Si costituiva in giudizio ### contestando le domande e proponendo, a sua volta, domanda riconvenzionale al fine di ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione del diritto di servitù di passaggio sul fondo dei ricorrenti. 
Al riguardo eccepiva preliminarmente l'inammissibilità della domanda ai sensi dell'art. 705 c.p.c., non avendo gli attori - secondo la ricorrente - dato completa esecuzione alla decisione emessa in sede ###avere provveduto al pagamento delle spese giudiziali liquidate in giudizio. 
Deduceva, in ogni caso, l'acquisto per usucapione del diritto di servitù di passaggio sulla stradella in questione, avendone sempre avuto il possesso sin dal 1987 e trattandosi, nel caso di specie, di ipotesi di servitù apparente derivante sia dall'esistenza del tracciato che dalla presenza di una sbarra di accesso, ribadiva l'interclusione del proprio fondo e negava l'esistenza di altre strade di accesso al suo terreno, compresa quella realizzata solo nel maggio 2010 da ignoti. 
All'udienza del 06.07.2011, tenuto conto che la proposizione di domanda riconvenzionale comportava un'istruzione non sommaria della causa, veniva disposto il mutamento del rito. 
All'udienza del 23.05.2011 venivano assegnati alle parti i termini di cui all'art. 183 comma 6 c.p.c. 
Con memoria ex art. 183 comma 6 n. 1 c.p.c. gli attori contestavano la fondatezza dell'eccezione di inammissibilità spiegata ex adverso, alla luce della natura della domanda proposta nonché per l'accessorietà delle statuizioni relative alle spese del giudizio, che esulano dal merito della pronuncia possessoria; riferivano di avere solo per mera tolleranza consentito il passaggio sulla strada e di avere autorizzato la ### all'apposizione della barra di protezione all'ingresso, senza riconoscimento di alcun diritto; deducevano infine la facoltà di avvalersi del diritto, riconosciutogli dall'art. 1068 c.c., di ottenere lo spostamento della servitù al fine di evitare i danni relativi all'utilizzazione economica del proprio fondo, offrendo alla convenuta un percorso alternativo ugualmente comodo. 
Con provvedimento dell'11.02.2013 il GOT ammetteva le prove testi dedotte dalla parte convenuta e, all'esito dell'escussione, in scioglimento della riserva assunta all'udienza del 21.05.2014 veniva ammessa anche consulenza tecnica d'ufficio allo scopo di accertare lo stato dei luoghi e tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della servitù, meno gravoso per il fondo servente, stante la richiesta formulata dagli attori ai sensi dell'art. 1068 comma 2 In data ### veniva depositato l'elaborato peritale. 
All'udienza del 20.01.2016 le parti precisavano le conclusioni e la causa veniva rinviata per la discussione orale. 
Seguivano alcuni differimenti fino all'udienza del 22.12.2021 - la prima davanti a questo giudicante frattanto subentrato nel ruolo - e la causa veniva rinviata per necessità di riorganizzazione del ruolo e studio delle cause mature per la decisione, con preferenza delle cause ultradecennali, all'udienza del 19.10.2022, successivamente rinviata per carico di ruolo fino all'udienza odierna, in cui la causa veniva assunta in decisione. 
RITENUTO IN DIRITTO Va preliminarmente esaminata la questione della inammissibilità del giudizio petitorio per la mancata esecuzione, all'atto della proposizione della presente azione, della decisione possessoria di cui alla ordinanza del Tribunale di ### del 28.12.2010, atteso il divieto di cui all'art. 705 c.p.c.. 
Al riguardo deve osservarsi che l'art. 705 c.p.c. sancisce il divieto per il convenuto nel giudizio possessorio di proporre il giudizio petitorio fino a quando il primo non sia stato definito e la decisione eseguita. 
Sul punto rileva la convenuta che gli attori non avrebbero dato completa esecuzione al provvedimento emesso all'esito del giudizio possessorio, stante il mancato pagamento da parte dei sigg. ### delle spese giudiziali liquidate dal Tribunale. 
Ciò posto, ritiene questo giudice che l'eccezione de qua debba essere rigettata. 
Ed infatti, come dedotto dagli attori, occorre innanzitutto evidenziare che la mancata esecuzione lamentata dalla convenuta riguarderebbe esclusivamente la statuizione del provvedimento possessorio riguardante le spese del giudizio e non anche il merito della pretesa (nel caso di specie sostanziatosi nella rimozione del lucchetto del cancello), avvenuto - per come riferito dalla stessa ### - in data ###.  ### parziale del provvedimento nei suddetti termini non può integrare gli estremi del divieto di cui all'art. 705 c.p.c., stante la pacifica natura accessoria della statuizione sulle spese giudiziali nonché tenuto conto della stessa ratio della norma, ispirata all'esigenza di ordine pubblico del ripristino immediato della situazione possessoria lesa o compromessa, che nel caso di specie è stata soddisfatta. 
Ed ancora si evidenzia che, traducendosi il divieto di cui all'art. 705 c.p.c. in una temporanea impossibilità di esercitare la giurisdizione, con una pronuncia sul merito della domanda per mancanza di una condizione di proponibilità della domanda medesima per effetto dell'indicata pendenza del procedimento possessorio (vedi Cass. civile n. 5679/85), deve riconoscersi efficacia sanante alla sopravvenuta esecuzione della decisione possessoria, posto che, ove insussistenti al momento della proposizione della domanda, le condizioni dell'azione possono utilmente sopravvenire in corso di causa, essendo sufficiente che esse sussistano al momento della decisione. 
Nel caso in esame la convenuta riferisce nelle note conclusionali che gli attori hanno successivamente proceduto, nel settembre 2014, al pagamento spontaneo delle spese giudiziali e deve, pertanto, affermarsi la proponibilità del presente giudizio petitorio. 
Nel merito gli attori hanno agito ai sensi dell'art. 949 c.c. (“Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la condanna al risarcimento del danno”) per accertare l'inesistenza di alcun diritto di servitù di passaggio a carico del loro fondo e a favore di quello della convenuta. 
Quest'ultima, dal canto suo, ha formulato la domanda riconvenzionale avente ad oggetto l'accertamento dell'intervenuto acquisto per usucapione del diritto di servitù di passaggio, che deve essere esaminata prioritariamente. 
Tutti i testimoni escussi in giudizio hanno riferito sui fatti di causa per averne avuto conoscenza diretta: ### (marito della convenuta) per avere utilizzato la strada in questione insieme alla moglie per raggiungere il terreno di proprietà della stessa; ### e ### per avere lavorato presso la campagna della ### rispettivamente 1-2 volte l'anno e 5-6 volte l'anno, utilizzando la stradella per raggiungere i fondi della convenuta.  ### che ### hanno confermato il passaggio sulla strada sin dal 1987, mentre ### ha riferito “ho effettuato i lavori in detti fondi circa 15 anni fa” (rispetto alla data dell'udienza di escussione dei testi, avvenuta il ###); tutti i testi escussi hanno inoltre riconosciuto nelle foto esibite la sbarra con lucchetto apposta nel punto di accesso dalla strada provinciale sul fondo dei ### riferendo - il ### - di averla apposta lui stesso, su autorizzazione dei ### con relativo lucchetto al fine di potervi passare solo loro e i sigg. ### e ### che trovavano la sbarra aperta o, in caso contrario, provvedeva a farli passare il ### In merito all'interclusione del fondo della #### ha poi affermato: “il terreno di mia moglie non è servito da strada pubblica e l'unico punto di accesso è quello di cui ho riferito”. 
La prova orale espletata, della cui attendibilità non v'è motivo di dubitare, ha quindi permesso di concludere per l'esercizio del passaggio della convenuta sulla stradina in esame sin dal 1987 per l'accesso al fondo di sua proprietà. 
La CTU espletata nel corso del giudizio ha inoltre individuato la strada oggetto di causa. 
In particolare il consulente, ing. ### ha rilevato che “La stradella oggetto di causa, su cui la controparte ### rivendica il diritto di passaggio, si diparte dalla ### 11 attraversa prima la particella 502 di proprietà degli odierni attori, successivamente la particella 150 di proprietà ### - ### e termina all'interno della particella 145 di proprietà ### -### ubicata a valle del Torrente Sciarrudda. […] La stradella si presenta a fondo naturale, non recintata, e nel suo sviluppo da valle verso monte presenta una larghezza variabile compresa tra circa ml 2,20 e circa ml 2,30. 
All'ingresso dalla ### sono presenti un cancello carrabile in ferro a due ante della larghezza di circa ml 3,60 e subito dopo una sbarra in ferro della larghezza di circa ml 4,10, entrambi ubicati all'interno della proprietà ### mentre nella parte terminale a monte è presente altro cancello carrabile a due ante in ferro (colore verde) della larghezza di circa ml 3,60, ubicato questo all'interno della proprietà ### -### Lo sviluppo della stradella tra i due cancelli risulta pari a circa ml 11, di cui solo circa ml 45 all'interno della proprietà degli attori ### impegnando una superficie di circa mq 102.50.” (pag. 5 relazione di consulenza tecnica). 
Le risultanze della CTU non fanno altro che suffragare le dichiarazioni rese dai testi escussi, i quali hanno riferito che la convenuta percorreva sempre la stradella in esame per raggiungere il suo fondo. 
La servitù de qua risulta peraltro di natura apparente, come può evincersi dalle foto prodotte in atti, dalle risultanze della prova testi espletata nonché dalle stesse dichiarazioni degli attori. 
Il requisito dell'apparenza si identifica nella presenza di opere visibili e permanenti che per struttura e consistenza si rivelino in modo inequivoco destinate all'esercizio della servitù stessa e, rappresenta profilo del tutto distinto dalla conoscenza meramente soggettiva che il proprietario del fondo servente abbia dell'esercizio, in atto, della servitù (Cass. 8 febbraio 2023 n. 7900\2018, Cass. Sez. 2, Sentenza n. 12898 del 04/09/2003, Rv. 566542; negli stessi termini, cfr. anche Sez. 2, Sentenza n. 5020 del 30/05/1996, Rv. 497896). 
Non basta, dunque, che esistano opere o segni che consentano l'esercizio del diritto reale, ma occorre, altresì, “... la manifesta destinazione delle opere stesse per l'esercizio della servitù, in modo che i segni o le opere, nel contesto in cui si collocano, costituiscano un indice univoco del peso imposto al fondo vicino. Tale esigenza, nel caso di opere che ricadano interamente nel fondo servente, implica la presenza di un raccordo, almeno funzionale, dell'opera con il fondo dominante, in modo che risulti con chiarezza che l'opera è anche in funzione della utilità di questo” (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 6357 del 14/07/1997, Rv. 505933). 
Occorre, in altri termini, la dimostrazione di un quid pluris idoneo a dimostrare la specifica ed inequivoca destinazione delle opere all'esercizio della servitù (cfr.  Sez. 2, Sentenza n. 2994 del 17/02/2004, Rv. 570163; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 15447 del 10/07/2007, Rv. 598552). 
Nel caso di specie tale requisito dell'apparenza è riscontrabile nella sbarra di accesso in ferro, collocata all'interno della proprietà ### apposta proprio dal marito della convenuta per permettere il passaggio ad uso esclusivo al fine di raggiungere il fondo della ### La suddetta circostanza risulta essere stata provata dalla convenuta tramite le dichiarazioni dei testi escussi, nonché attraverso la produzione documentale che attesta l'esistenza della sbarra già nell'anno 1990 (all. 3 del fascicolo di parte convenuta) e non è stata oggetto di specifica contestazione da parte degli attori. 
Dunque, in presenza dei relativi presupposti, la domanda riconvenzionale della convenuta va accolta, e va dichiarato l'intervenuto acquisto per usucapione della servitù di passaggio a favore del fondo di sua proprietà, individuato al catasto terreni al foglio 9 del Comune di ### dalle particelle 114, 115, 490, 491, 133 e 134, e a carico del fondo identificato al ### del Comune di ### al foglio 9 particella 502, di proprietà di #### e #### sulla porzione di stradella che attraversa detto ultimo fondo per una superficie complessiva di mq 102.50, riportata negli allegati elaborati grafici (### 2 e 3) della relazione del #### della domanda riconvenzionale comporta il rigetto delle domande degli attori, logicamente incompatibili con l'accoglimento della prima. 
Rispetto alla dedotta facoltà, ai sensi dell'art. 1068 c.c., del proprietario del fondo servente di ottenere lo spostamento della servitù se l'originario esercizio è divenuto più gravoso per il fondo servente o se impedisce di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, si osserva quanto segue.  ###. 1068 c.c. subordina il trasferimento di una servitù prediale in un luogo diverso o su un fondo diverso da quello originario alla duplice condizione che l'originario esercizio sia divenuto più gravoso per il fondo servente, ovvero impedisca al proprietario di questo di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, e che venga offerto al proprietario del fondo dominante un luogo egualmente comodo. 
Nel caso di specie, all'esito della prova orale, stante l'offerta delle parti attrici in tal senso, è stata disposta CTU proprio al fine di tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della servitù che sia meno gravoso per il fondo servente. 
Il consulente, ing. ### ha rassegnato sul punto le seguenti conclusioni: “sulla base della conformazione attuale dei luoghi ritengo di potere affermare che non è possibile, cosi come richiesto, tracciare un percorso alternativo per l'esercizio della pretesa servitù che sia meno gravoso per il fondo servente di quello attualmente esistente. Il percorso alternativo indicato dalla parte attrice, con perizia giurata agli atti di causa, non può essere preso in esame poiché il relativo tracciato ricade su terreni di proprietà di altre ditte” (v. pag. 9 della relazione). 
In assenza, pertanto, dei presupposti necessari per il trasferimento della servitù in luogo diverso, la relativa domanda deve essere rigettata. 
Le spese di lite seguono il principio della soccombenza, come per legge, e dunque gli attori vanno condannati in solido alla rifusione in favore della convenuta. 
Le suddette spese vanno liquidate secondo il D.M. n. 147/2022, recante modifiche al decreto 10 marzo 2014 n. 55, facendo applicazione dell'art. 15 c.p.c. il quale prevede al primo comma che “il valore delle cause relative a beni immobili [812 c.c.] è determinato moltiplicando il reddito dominicale del terreno e la rendita catastale del fabbricato alla data della proposizione della domanda”. Il terzo comma prosegue disponendo che “se per l'immobile all'atto della proposizione della domanda non risulta il reddito dominicale o la rendita catastale, il giudice determina il valore della causa secondo quanto emerge dagli atti; e se questi non offrono elementi per la stima, ritiene la causa di valore indeterminabile”. 
In considerazione del fatto che non è presente in atti documentazione da cui è possibile ricavare il reddito dominicale dei fondi oggetto della controversia, al fine di applicare lo scaglione di riferimento indicato dalle parti attrici entro € 1.100,00, ritenendo la causa di valore indeterminabile, complessità bassa, ed applicando i valori minimi in ragione della effettiva complessità della controversia, le spese di lite vanno liquidate in € 3.809,00 (di cui € 851,00 per la fase di studio, € 602,00 per la fase introduttiva, € 903,00 per la fase istruttoria, ed € 1.453,00 per la fase decisoria), oltre spese spese generali, IVA e CPA come per legge da distrarsi in favore dell'avv. ### il quale ha reso la relativa dichiarazione.   Le spese di CTU sono poste definitivamente a carico degli attori in solido tra loro, e ne va disposta la proporzionale rifusione in favore della convenuta, ove da questa anticipate.  P. Q. M.  Il Tribunale, definitivamente pronunciando nel giudizio n. 90000166/2011 R.G.  vertente tra #### e ### contro ### così provvede: 1. Accoglie la domanda riconvenzionale della convenuta e per l'effetto dichiara l'intervenuto acquisto per usucapione della servitù di passaggio a favore del fondo di proprietà di ### individuato al catasto terreni al foglio 9 del Comune di ### dalle particelle 114, 115, 490, 491, 133 e 134, e a carico del fondo identificato al ### del Comune di ### al foglio 9 particella 502, di proprietà di #### e ### sulla porzione di stradella che attraversa detto ultimo fondo per una superficie complessiva di mq 102.50, riportata negli allegati elaborati grafici (### 2 e 3) della relazione del ### 2. rigetta le domande degli attori; 3. condanna gli attori in solido alla rifusione in favore della convenuta delle spese di lite, che liquida in € 3.809,00, oltre spese spese generali, IVA e CPA come per legge da distrarsi in favore dell'avv. ### il quale ha reso la relativa dichiarazione; 4. pone le spese delle espletate C.T.U. definitivamente a carico degli attori in solido tra loro, e ne dispone la proporzionale rifusione in favore della convenuta, ove da questa anticipate. 
Manda alla ### per quanto di competenza.   Così deciso in ### lì 24 gennaio 2024 Letto in udienza alle ore 20,00 Il Giudice (dott.ssa ### Alla redazione del presente provvedimento ha partecipato la dott.ssa ### funzionario addetto all'ufficio per il processo presso la I ### del Tribunale di ### 

causa n. 90000166/2011 R.G. - Giudice/firmatari: Fama Giovanna, Monforte Simona

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Tribunale di Napoli, Sentenza n. 4935/2024 del 28-06-2024

... essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di euro 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo (leggi tutto)...

TRIBUNALE DI NAPOLI ### REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice del Tribunale di Napoli in funzione di Giudice del ###ssa M. Rosaria Lombardi ha emesso a seguito di note depositate ex art 127 ter cpc la seguente SENTENZA nella causa n. 4199 del 2024 del R.G. L.,ART 1 Ln 107 del 2015 ,cui è stata riunita la n 4200 del 2024 vertente: TRA ### , ### rappresentati e difesi dall' Avv.Giovanna Sarnacchiaro RICORRENTI E MINISTERO DEL### E ### persona dei legale rappresentante pro tempore, RESISTENTE FATTO E DIRITTO Con distinti ricorsi del 20 febbraio 2024 riuniti per identità di materia i ricorrente in epigrafe convenivano in giudizio il resistente Ministero sopra indicato, chiedendo a questo Giudice l'accoglimento delle seguenti conclusioni: 1) Accertare e dichiarare l'illegittimità dell'art.1, comma 121, della L. n. 107/2015, con disapplicazione nella parte in cui non riconosce il diritto dei docenti a tempo determinato ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui tramite la ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente; 2) Per l'effetto accertare e dichiarare il diritto di parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con condanna dell'### convenuta all'attribuzione in favore del docente, per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 (###1) di € 500,00 (carta elettronica) PER CIASCUN ANNO SCOLASTICO in favore del ### e 2020/2021 e 2021/202 di € 500,00 (carta elettronica) PER CIASCUN ANNO SCOLASTICO in favore del ### 3) Per l'effetto, accertare e dichiarare l'illegittimità del comportamento dell'amministrazione resistente, e per l'effetto condannare il Ministero dell'### all'attribuzione in favore di parte ricorrente della carta elettronica per gli anni scolastici sopra specificati quale contributo economico alla formazione/aggiornamento della docente 4) ### il Ministero dell'### alla rifusione delle spese processuali, comprensivi di diritti, onorari, spese non imponibili, spese generali, come per legge da distrarsi in favore del sottoscritto avvocato che se ne dichiara anticipatario. 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024
In punto di fatto esponevano. ### di essere docente con contratto a tempo indeterminato presso la scuola ### attualmente in servizio presso l'istituto comprensivo NA 30 “Parini” di Napoli ### e di avere prestato servizio per cinque anni con contratti a tempo determinato negli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 , il ### decente tempo determinato per la scuola secondaria di secondo grado attualmente in servizio presso l'istituto superiore “G. Siani” di Napoli e di avere prestato servizio con contratti a tempo determinato negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024 Lamentavano di non avere pertanto mai ricevuto - in quanto insegnante precaria - la cd. ### prevista ai sensi dalla ### n. 107 del 13 luglio 2015 (###, art. 1 comma 121, istitutiva della stessa “### elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo nelle istituzioni scolastiche”, dell'importo nominale di € 500,00 (cinquecento/00) per ciascun anno scolastico. 
Evidenziavano che la carta docente, sin dalla sua istituzione, in applicazione del D.P.C.M. n. ### del 23.09.2015 sostituito dal D.P.C.M. del 28.11.2016, veniva assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti in periodo di formazione e prova, e quelli dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'art. 514 del D.lgs. del 16.04.1994 n. 297, e successive modificazioni, nonché quelli posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari con la sola esclusione dei docenti a tempo determinato. 
Sottolineava, inoltre, di avere svolto funzioni analoghe, se non identiche, a quelle svolte dai colleghi assunti a tempo indeterminato. 
In punto di diritto, deduceva la violazione dell''obbligo di formazione previsto dagli artt. 29, 63 e 64 del C.C.N.L. e della clausola 6 dell'accordo quadro del 18.03.1999 del principio di buon andamento della PA, di cui all'art. 97 della ### del divieto di discriminazione tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato, sancito nell'art. 3 della ### e ribadito nella clausola 4 dell'accordo quadro del 18.03.1999 e negli artt. 20 e 21 della ### Non si costituiva il Ministero per cui ne veniva dichiarata la contumacia.. 
A seguito del deposito di note di trattazione ex art 127 ter cpc, la causa veniva decisa. 
Preliminare all'esame del merito è l'esame della giurisdizione. 
Al riguardo si ritiene conformemente ai più recenti arresti della Corte di Cassazione, di applicare il criterio del petitum sostanziale che, “va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta pronuncia che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della "causa petendi", ossia della intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio ed individuata dal giudice con riguardo ai fatti allegati ed al rapporto giuridico del quale detti fatti costituiscono manifestazione” (ex multibus: Cass. civ. a Sezioni Unite, 12441/2022; cfr. anche Cass. ord. sez. un. civ. n. 25840/2016). 
Il ricorrente chiede l'erogazione del beneficio economico della “### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” strettamente legato alle condizioni di impiego, come si dirà, e previa disapplicazione del D.P.C.M. esplicativo della norma istitutiva dello stesso, fattispecie rientrante pienamente nei poteri del giudice ordinario in funzione di Giudice del #### del personale con contratto a tempo determinato dal beneficio della ### del docente viene censurata sotto i profili dell'irragionevolezza e della contrarietà ai principi di non discriminazione e di buon andamento della P.A. 
Tali profili denotano l'illegittimità degli atti di cui si chiede la disapplicazione rispetto ai parametri di sia di diritto interno desumibili dagli artt. 3, 35 e 97 ###, sia di diritto dell'### europea (e, in specie, alle clausole 4 e 6 dell'### quadro allegato alla direttiva n. 1999/70/CE). 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024
La normativa nazionale, art. 1, comma 121, della l. 13 luglio 2015, n. 107 (recante la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione), prevede che: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la ### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. ### dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del ### nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla ### non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. 
Il successivo comma 122, dell'art. 1 citato, demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ### di concerto con il ### dell'### dell'### e della ### e con il ### dell'### e delle ### la definizione dei criteri e delle modalità di assegnazione e di utilizzo della ### in questione. Il comma 124, dal canto suo, al primo periodo stabilisce che: “Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale”. 
In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.P.C.M. 23 settembre 2015, rubricato “modalità di assegnazione e di utilizzo della ### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”.  ###. 2 del citato D.P.C.M. individua i destinatari della suddetta ### elettronica, indicandoli al comma 1 nei “docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le ### scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova”. Il successivo comma 4 ribadisce che “la ### è assegnata, nel suo importo massimo complessivo, esclusivamente al personale docente a tempo indeterminato di cui al comma 1”.  ###. 4 del medesimo D.P.C.M. elenca, inoltre, le modalità di utilizzo della ### riproducendo in buona sostanza le previsioni dell'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015. 
Con il successivo D.P.C.M. del 28 novembre 2016, il ### ha quindi confermato che “la ### è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle ### scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari” (così l'art. 3). In base alla disciplina sopra riportata, dunque, il Ministero ha ritenuto che i docenti non di ruolo e con contratto a tempo determinato fossero esclusi dalla cerchia dei destinatari della ### di cui trattasi. 
La Suprema Corte nella recente pronuncia n 29961 del 2023 ha enunciato i seguenti principi di diritto cui questo Giudice intende uniformarsi 1) ### di cui alla L. 107 del 2015, art. 1, comma 121, spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dellaL. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1, o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 2, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al Ministero.  2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui allaL. n. 107 del 2015, art. 1, comma 121, non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024 diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della ### secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione. 
Posto che la funzione docente è connessa alla formazione in servizio, obbligatoria, permanente e strutturale e che, peraltro, nessuna norma collettiva di settore prevede una distinzione, tra le attività formative del personale a tempo determinato e quelle del personale a tempo indeterminato, si condivide la ricostruzione della giurisprudenza di merito e di quella amministrativa, immune da vizi logici, nella quale si riscontra che la normativa nazionale disciplinante la carta elettronica docente è stata recentemente oggetto di esame da parte della Corte di Giustizia dell'### con esame di tutte le questioni rilevanti, anche in merito alla fattispecie in esame (### di Torino, ### Lav., 17 giugno 2022, n. 1009/2022; ### Stato, VII sez., 16 marzo 2022, n. 1842/2022). Sotto il primo profilo, va condiviso quanto argomentato dal ### di Stato, nella citata pronuncia, a proposito della disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal C.C.N.L. di categoria: “questa va letta in chiave non di incompatibilità, ma di complementarità rispetto al disposto dell'art.  1, commi da 121 a 124, della l. n. 107/2015.   ### di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'### l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la ### del docente,- trattasi pertanto di un beneficio economico volto precipuamente al piano formativo e di aggiornamento e non a quello delle dotazioni lavorative individuali in senso stretto,-di tal ché si può per tal via affermare che di essa in astratto sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio - la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento - che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”. 
Sotto il secondo profilo, nell'ordinanza della ### pronunciata il ###, nell'ambito della causa C-450/2021, su pronuncia pregiudiziale circa l'interpretazione della clausola 4, punto 1 e della clausola 6 dell'### quadro sul lavoro a tempo determinato, nell'ambito di un giudizio del tutto sovrapponibile a quello in esame, la ### ha evidenziato che: a) la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sancisce il divieto, per quanto riguarda le condizioni di impiego, di trattare i lavoratori a tempo determinato in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile, per il solo fatto che essi lavorano a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive; b) per quanto riguarda la nozione di «condizioni di impiego» ai sensi di tale clausola 4, punto 1, il criterio decisivo per determinare se una misura rientri in tale nozione è proprio quello dell'impiego, vale a dire il rapporto di lavoro sussistente tra un lavoratore e il suo datore di lavoro e che l'indennità ex art. 1 c. 121 della L. 107/2015 deve essere considerata come rientrante tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro; c) spetta al giudice del rinvio, che è il solo competente a valutare i fatti, stabilire se il lavoratore/la lavoratrice, nei periodi in cui era alle dipendenze del Ministero in forza di contratti di lavoro a tempo determinato, si trovasse in una situazione comparabile a quella dei lavoratori di ruolo nel corso del medesimo periodo.  ### dopo aver stabilito, sulla base degli elementi forniti dal giudice del rinvio, la piena comparabilità della situazione della ricorrente nel procedimento principale, con quella dei docenti assunti a tempo indeterminato, ha rilevato, al punto 46, che non esiste una ragione oggettiva che giustifica la differenza di trattamento tra i docenti stabilmente inseriti nell'organico del Ministero Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024 dell'### ai quali la carta elettronica è stata riconosciuta, ed i docenti assunti in forza di contratto a tempo determinato, a cui la carta predetta è stata negata e che la “mera natura temporanea del lavoro (…) non può dunque costituire di per sé una ragione oggettiva, ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro”. 
Inoltre, con riferimento alle condizioni di impiego, la ### nella sentenza citata ha ribadito che «33- … per quanto riguarda la nozione di «condizioni di impiego» ai sensi di tale clausola 4, punto 1, dalla giurisprudenza della Corte risulta che il criterio decisivo per determinare se una misura rientri in tale nozione è proprio quello dell'impiego, vale a dire il rapporto di lavoro sussistente tra un lavoratore e il suo datore di lavoro (sentenza del 20 giugno 2019, ####/18, punto 25 e giurisprudenza ivi citata). 34- La Corte ha pertanto ritenuto che rientrino in detta nozione, tra l'altro, le indennità triennali per anzianità di servizio (v., in tal senso, sentenza del 22 dicembre 2010, ### e ####/09 e ###/09, punto 50, e ordinanza del 18 marzo 2011, ####/10, non pubblicata, punto 32), le indennità sessennali per formazione continua (v., in tal senso, ordinanza del 9 febbraio 2012, ####/11, non pubblicata, punto 38), la partecipazione a un piano di valutazione professionale e l'incentivo economico che ne consegue in caso di valutazione positiva (ordinanza del 21 settembre 2016, Álvarez ####/15, punto 36), nonché la partecipazione a una carriera professionale orizzontale, che dà luogo a un'integrazione salariale (ordinanza del 22 marzo 2018, Centeno Meléndez, ###/17, non pubblicata, punto 47). 35- Nel caso di specie, anche se spetta, in linea di principio, al giudice del rinvio determinare la natura e gli obiettivi delle misure in questione, occorre rilevare che dagli elementi del fascicolo sottoposto alla Corte da tale giudice risulta che l'indennità di cui al procedimento principale deve essere considerata come rientrante tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro. 36- Infatti, conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il Ministero, e di valorizzarne le competenze professionali. Inoltre, dall'adozione del decreto-legge dell'8 aprile 2020, n. 22, il versamento di detta indennità mira a consentire l'acquisto dei servizi di connettività necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il Ministero, dei loro compiti professionali a distanza. Il giudice del rinvio precisa altresì che la concessione di questa stessa indennità dipende in modo determinante dall'effettiva prestazione del servizio da parte di tali docenti. 37- Orbene, tutti questi elementi soddisfano il criterio decisivo richiamato al punto 33 della presente ordinanza.» ### ha pertanto concluso, dichiarando che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di euro 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”. 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024
Occorre, quindi, in applicazione dei principi suesposti, considerata la natura delle mansioni del tutto equiparabili, anche sotto il profilo delle competenze professionali richieste, a quelle svolte dal personale docente di ruolo, ritenere l'arbitrarietà dell'esclusione dei ricorrenti dal beneficio indicato fondato sulla mera temporaneità del rapporto essendo il nucleo essenziale dell'attività di docente l'insegnamento. 
In particolare i giudici di legittimità nell'analizzare la normativa hanno precisato che “l'impostazione della norma è stata invece diversa, nei termini appunto di sostegno alla didattica su un piano di durata almeno annuale, ritenendosi (v. il collegamento con il ### che fosse in tal modo da perseguire l'interesse ultimo all'educazione cui anche la formazione del docente è indubbiamente finalizzata (v. anche, sul nesso tra formazione attraverso ### e servizio scolastico, Cass. 31 ottobre 2022, n. ###, con cui l'istituto è stato ritenuto da applicare anche ai c.d. "educatori").” E quindi, “ è allora evidente che l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'"anno scolastico" non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”. 
In tale prospettiva come sottolineato dalla Suprema Corte “ verrebbe ingiustificatamente alterata se ad individuare i presupposti per il godimento del beneficio bastasse una mera sommatoria di giorni numericamente pari a quelli che un certo docente, con particolari condizioni di lavoro quali il part time, deve svolgere o se addirittura il raffronto andasse verso chi non svolge al momento attività didattica o se ancora dovesse valorizzarsi, al fine di estendere a tutti il beneficio, il fatto che un docente di ruolo occasionalmente inizi a prestare servizio ad anno scolastico in corso” Sicuramente la discriminazione sussiste nella fattispecie di cui all'art 4 comma 1 e 2 della L.n 124 del 1999. 
Calando i suddetti principi nella fattispecie concreta può senz'altro affermarsi il diritto dei ricorrente al beneficio per gli anni indicati in ricorso essendo stati stipulati i contratti sino al 30 giugno Tutto ciò premesso, deve essere dichiarato il diritto dei ricorrenti ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 tramite la ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con riferimento agli anni scolastici 2019 .2020; 2020-2021; 2021 -2022.per il Barbaro mentre per il ### solo per l'anno scolastico 2021/2022 . 
Non può infatti riconoscersi per l'anno 2020 -2021 trattandosi di supplenza terminata al 9 giugno 2024 . 
Si condivide , infatti la Suprema Corte che anche di recente cfr Ordinanza di inammissibilità il 24 marzo 2024 sulla questione di pregiudizialita emessa dal ### presidente della Corte di cassazione in relazione al presente quesito”se il beneficio di cui all'art. 1, commi 121 e 122 della legge n. 107 de13 luglio 2015 (“### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”), spetti ai titolari di contratti di supplenze temporanee di cui all'art. 4, terzo comma, l. n. 124/1999 .In particolare ### ha sottolineato che lo strumento di formazione in oggetto è connesso temporalmente alla didattica annua ed infatti “sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari” che espletano il loro lavoro secondo analoga taratura, cosicché essi “allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile” con i docenti di ruolo “devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento. 
I giudici di legittimità hanno quindi precisato che: “un giudizio comparativo svolto su situazioni lavorative particolari finisce per astrarre completamente il raffronto da quanto sta alla base della scelta legislativa, il che non appare corretto”, poiché “la connessione dell'attribuzione della ### ad una didattica annua verrebbe ingiustificatamente alterata se ad individuare i presupposti per il Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024 godimento del beneficio bastasse una mera sommatoria di giorni numericamente pari a quelli che un certo docente, con particolari condizioni di lavoro quali il part time, deve svolgere o se addirittura il raffronto andasse verso chi non svolge al momento attività didattica o se ancora dovesse valorizzarsi, al fine di estendere a tutti il beneficio, il fatto che un docente di ruolo occasionalmente inizi a prestare servizio ad anno scolastico in corso”. 
Risulta difficile riscontrare quindi in presenza di contratti di supplenza breve successivi, per insegnamenti con oggetto differente o impartiti presso istituti scolastici diversi o scuole di ordine diverso, quella situazione che è alla base delle scelte del legislatore che ha riconosciuto il beneficio in questione . 
Nella fattispecie in esame come si evince dalla documentazione prodotta il ricorrente in ragione della data di cessazione non avrebbe partecipato alla fase relativa agli scrutini finali né agli esami al termine del percorso che comporta una diversità di situazioni che giustifica il mancato riconoscimento dellacarta nelle annualità indicate In ogni caso al di del contratto prodotto non vi è prova che la parte abbia preso servizio alla data indicata diversamente dai successivi . 
Conformemente a quanto deciso da Giudice dalla Cassazione nella sentenza n 29961 del 2023 essendo i ricorrenti interni al sistema scolastico pubblico alla stessa compete l'attribuzione della ### secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione La domanda è, dunque, fondata nei limiti di cui in motivazione . 
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in applicazione dei minimi tabellari, attesa la serialità della controversia PQM Così provvede : 1) Accoglie per quanto di ragione il ricorso e dichiara il diritto di ### per gli anni scolastici; 2018/2019 2019/2020, 2020/2021 2021/2022 2022 /2023 ed il diritto di ### per l' anno scolastico, 2021/2022 ad usufruire nel rispetto dei vincoli di legge, con le medesime modalità ed alle stesse condizioni con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, del beneficio della ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente 2) ### parte resistente al pagamento delle stesse liquidate in € 1600,00 oltre CU spese generali IVA e CPA se dovuti con attribuzione Si comunichi Napoli 27 giugno 2024 IL GIUDICE Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 28/06/2024

causa n. 4199/2024 R.G. - Giudice/firmatari: Lombardi Maria Rosaria

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Tribunale di Latina, Sentenza n. 821/2024 del 27-06-2024

... essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero dell'istruzione, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI LATINA ### in persona del giudice del lavoro ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al numero 2845 nel ruolo generale dell'anno 2022 promossa da NAPOLITANO MICHELANGELA, rappresentata e difesa dall'Avv.to ### CONTRO MINISTERO DEL###, in persona del legale rappresentante pro tempore, convenuto contumace.  MOTIVI DELLA DECISIONE 1. La presente sentenza, pronunciata all'esito dell'udienza svolta ex art. 127 ter, c.p.c., depositata in via telematica, viene redatta senza la concisa esposizione dello svolgimento del processo e con una motivazione limitata alla succinta enunciazione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi, così come previsto dagli artt. 132 n. 4) c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c. nonché sulla scorta del criterio della “ragione più liquida”, in forza del quale la causa può essere definita sulla base di una questione ritenuta di più agevole soluzione, in quanto assorbente, senza che sia necessario esaminare tutte le questioni in contestazione tra le parti (v. Cass. VI-L ord. 28/05/2014, n. 12002, Cass. sez. un. 9936/14; in senso conforme da ultimo n. 25509/2014 e Cass. n. 27953/2018).  2. Con ricorso depositato in data ###, la parte ricorrente in epigrafe conveniva in giudizio il Ministero dell'### al fine di sentire accogliere le seguenti conclusioni: “1) Accertare e dichiarare l'illegittimità dell'art.1, comma 121, della L. n. 107/2015, nella parte in cui non riconosce il diritto dei docenti a tempo determinato ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui tramite la ### elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente; 2) Per l'effetto accertare e dichiarare il diritto della ricorrente ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con condanna dell'### convenuta al pagamento in favore della ricorrente per 3 anni scolastici della complessiva somma di €1.500,00………(€ 500,00 PER CIASCUN ANNO, ### accessori come per legge; 3) Per l'effetto, accertare e dichiarare l'illegittimità del comportamento dell'amministrazione resistente, e per l'effetto condannare il Ministero dell'### al pagamento in favore della ricorrente dell'importo di € 1.500,00, oltre accessori come per legge, quale contributo alla formazione del ricorrente”. 
Il tutto con il favore delle spese di lite, da distrarsi in favore del procuratore dichiaratosi antistatario.  3. Il Ministero, benchè regolarmente convenuto, restava contumace.  4. Istruita documentalmente, la causa veniva rinviata per la discussione all'odierna udienza e, all'esito della stessa (celebrata con modalità di trattazione scritta) decisa mediante deposito telematico della sentenza completa di contestuale motivazione.  5. Il ricorso è fondato e deve trovare accoglimento per le ragioni di seguito concisamente esplicitate.  6. Deve prioritariamente essere affermata la giurisdizione dell'intestato Tribunale, atteso che parte ricorrente agisce non per ottenere l'annullamento di atti di macro-organizzazione, bensì per conseguire riconoscimento di un diritto soggettivo che assume derivi direttamente dalla legge, da interpretare in conformità al principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori precari, sancito dalla direttiva europea 1999/70/CE.  7. Sempre in via preliminare deve rilevarsi come la parte ricorrente abbia documentato di non essere fuoriuscita dal sistema scolastico, in tal guisa rendendo effettivamente prospettabile un concreto ed attuale pregiudizio alla propria professionalità laddove perduri l'inibizione alla fruizione della carta, circostanza, questa, che radica l'interesse attoreo a coltivare il presente giudizio. 
Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione, nella recente sentenza n. 29961/2023 (cui si farà ampio rinvio anche nel prosieguo del percorso motivazionale) ha avuto modo di chiarire che “nel caso di docenti precari cui la ### non sia stata attribuita tempestivamente, impone di connettere l'effetto estintivo non all'ultimarsi della supplenza, ma alla fuoriuscita di essi dal sistema scolastico. È infatti in quel momento che si verifica il venir meno dell'interesse bilaterale alla formazione che governa appunto il momento estintivo del diritto alla fruizione delle utilità conseguenti all'attribuzione della ### Docente”.  8. Ciò posto, volgendo allo scrutinio del merito della controversia, giova prima di tutto ricostruire brevemente il dettato normativo inerente al beneficio rivendicato in ricorso, denominato “### del Docente” e, di seguito, anche solo “Carta”.  ###. 1, comma 121, L. 107/2015 che ha introdotto la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, così dispone: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la ### elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. ### dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del ### nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla ### non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.”. 
Con previsione del tutto coerente, il ### n. ### del 25.09.2015, adottato ai sensi del comma 122, nel definire le modalità di assegnazione e di utilizzo della ### ha indicato come suoi destinatari i docenti di ruolo a tempo indeterminato delle scuole statali. Altresì la nota del Ministero dell'### n. 15219 del 15.10.15, nel fornire alcune indicazioni operative in ordine alla ### ha ribadito la sua assegnazione unicamente ai docenti di ruolo, escludendo, invece, i docenti a tempo determinato. 
Le disposizioni in esame, quindi, prevedono coerentemente tra loro l'assegnazione della carta elettronica al solo personale docente di ruolo assunto con contratto a tempo indeterminato, espungendo dall'alveo dei possibili aventi diritto i docenti assunti dall'amministrazione scolastica con contratto a tempo determinato, in violazione della legge nazionale e di settore propria. 
La richiamata disciplina, come correttamente rilevato in ricorso, determina una violazione del principio di cui alla clausola 4 dell'### quadro sul lavoro a tempo determinato (CES - ### - ### che al 1° comma dispone “Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”. 
Il tenore dell'indicata normativa induce quindi a ritenere, in ragione di un'interpretazione di carattere sistematico, che il diritto-dovere formativo proclamato e ribadito dalle citate disposizioni riguardi non solo il personale di ruolo, ma anche i precari, non essendovi nessuna distinzione tra le due tipologie di lavoratori nella normativa citata e considerato altresì che entrambe le categorie di docenti parimenti garantiscono la qualità del servizio scolastico in ragione del loro aggiornamento professionale.  ### della carta elettronica al solo personale docente di ruolo si rileva, dunque, una scelta legislativa illegittima in quanto contraria al dettato degli artt. 3, 35 e 97 Cost. 
In merito è intervenuta la Corte di Giustizia Europea, che, con ordinanza del 18 maggio 2022, ha così deciso: “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro #### e ### sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del Ministero dell'istruzione, e non al personale docente a tempo determinato di tale Ministero, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l 'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”. 
La menzionata pronuncia della Corte di Giustizia ha valorizzato il fatto che dalle norme interne, in particolare dall'art. 282 del d.lgs. n. 297/1994 nonché dall'art. 63 e dall'art. 1 della l. n. 107/2015, emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale. Ed infatti, il comma 1 del predetto art. 282 stabilisce che “l'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente (…) inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari; come approfondimento della preparazione didattica; come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didatticopedagogica”; l'art. 395, comma 2, lett. a), del medesimo ### specifica, altresì, che “I docenti delle scuole di ogni ordine e grado, oltre a svolgere il loro normale orario di insegnamento, espletano le altre attività connesse con la funzione docente, tenuto conto dei rapporti inerenti alla natura dell'attività didattica e della partecipazione al governo della comunità scolastica. In particolare, essi: a) curano il proprio aggiornamento culturale e professionale, anche nel quadro delle iniziative promosse dai competenti organi”. 
A loro volta gli artt. 63 e 64 del ### del ### prevedono rispettivamente che (art. 63) “La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica di sviluppo delle risorse umane. L'### è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio. La formazione si realizza anche attraverso strumenti che consentono l'accesso a percorsi universitari, per favorire l'arricchimento e la mobilità professionale mediante percorsi brevi finalizzati ad integrare il piano di studi con discipline coerenti con le nuove classi di concorso e con profili considerati necessari secondo le norme vigenti. Conformemente all'### sottoscritta il 27 giugno 2007 tra il ### per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e le ### sindacali, verrà promossa, con particolare riferimento ai processi d'innovazione, mediante contrattazione, una formazione dei docenti in servizio organica e collegata ad un impegno di prestazione professionale che contribuisca all'accrescimento delle competenze richieste dal ruolo” e che (art. 64) “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”. 
Tali previsioni pongono a carico dell'### l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, "strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio" (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). 
Tra tali strumenti può e deve essere compresa la ### del docente, sicché per tale via si può affermare che della medesima devono ritenersi destinatari anche i docenti a tempo determinato, così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l.  107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio -la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamentoche consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna. 
Pertanto, non essendovi ostacolo insormontabile nel tenore letterale del disposto dell'art. 1, comma 121, cit., anche in ragione delle statuizioni ed argomentazioni svolte dalla Corte di Giustizia può e deve essere adottata una interpretazione conforme al diritto eurounitario ed alla ### con estensione del beneficio anche ai docenti tempo determinato assimilabili a quelli a tempo indeterminato, essendo indubbio che la cd. carta docente rientri nelle «condizioni di impiego» che, ai sensi della clausola 4 dell'### quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato, i quali «non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive, in un' ottica interpretativa costante nella giurisprudenza della Suprema Corte (v. 
Cass 27/7/2018, n. 20015 e precedenti ivi richiamati al punto 5, nonché Cass 5/3/2020, 6293)” Da ultimo, a dirimere ogni eventuale residuo dubbio ermeneutico, è intervenuta la Suprema Corte con la recentissima sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023, emessa a seguito di rinvio pregiudiziale ex art. 363bis c.p.c., pronuncia (cui questo Tribunale ritiene di aderire condividendone le motivazioni ex art. 181 disp. att. c.p.c.) che ha chiarito che “la destinazione della ### ai soli insegnanti di ruolo, che si è detto costituire uno dei profili di indirizzo del nuovo istituto, intercetta tuttavia il tema, più intrinseco alla disciplina dei rapporti di lavoro, del divieto di discriminazione dei lavoratori a termine. 
La Corte di Giustizia 18 maggio 2022, sulla premessa che il beneficio della ### attenga all'ambito delle “condizioni di impiego” (punti 35-38) ed escludendo che il solo fatto della durata dei rapporti possa costituire ragione obiettiva (punto 46), ha ritenuto che, in presenza di un «lavoro identico o simile» e quindi di comparabilità (punti 41-43), la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro allegato alla ### 1999/70/CE ed il principio di non discriminazione ivi sancito ostino ad una normativa nazionale che riservi quel beneficio ai soli docenti a tempo indeterminato. In breve, la ### pur introdotta con quei fini generali di tutela di una certa dimensione temporale del servizio educativo, che non vanno dimenticati perché frutto di una scelta del legislatore, si interseca con il piano dei rapporti di lavoro dei singoli, con quanto ciò comporta sotto il profilo della cura della parità di trattamento in questo ambito. È allora evidente che l'avere il legislatore riferito quel beneficio all' “anno scolastico” non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura. Quanto appena detto consente dunque di dire, muovendosi lungo i concetti propri della Corte di Giustizia, che sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari. Essi, infatti, allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile, devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento”. 
In relazione al profilo temporale, e quindi al concetto della cd. “didattica annua”, afferma la Corte nell'indicato pronunciamento che l'annualità didattica richiesta dal legislatore ai fini dell'attribuzione della carta elettronica risulta soddisfatta in caso di supplenze annuali ex art. 4 commi 1 e 2 della legge 124/1999: “Il comma 1 di tale disposizione prevede che «alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento che risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l'intero anno scolastico (c.d. vacanza su organico di diritto, n.d.r.), qualora non sia possibile provvedere con il personale docente di ruolo delle dotazioni organiche provinciali o mediante l'utilizzazione del personale in soprannumero, e sempreché ai posti medesimi non sia stato già assegnato a qualsiasi titolo personale di ruolo, si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale docente di ruolo». Il richiamo all' “annualità” della supplenza, intesa in senso di annualità didattica è qui esplicito. Ma, non diversamente, il comma 2 stabilisce che «alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento non vacanti che si rendano di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell'anno scolastico (c.d. vacanza su organico di fatto, n.d.r.) si provvede mediante il conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche», ivi compreso il caso in cui vi sia necessità di copertura per ore di insegnamento che non concorrono a costituire cattedre o posti orario. La relazione tra supplenze e didattica annua è dunque anche qui chiaramente enunciata. Si tratta, in entrambi i casi, di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo. Rispetto a queste tipologie di incarico, che sono quelle che qui fa valere il ricorrente, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo. In estrema sintesi, l'obiettivo di politica scolastica ed educativa che calibra quello speciale beneficio sul piano della “didattica annua” non consente, per i docenti a tempo determinato che, essendo chiamati a lavorare sul medesimo piano didattico temporale e risultano quindi, da ogni punto di vista, comparabili, un diverso trattamento.”. 
Il giudice di legittimità ha quindi concluso: “###. 1, co. 121 cit. è dunque in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4, punto 1, dell'### È stato del resto ripetutamente affermato che la clausola 4 dell'### esclude in generale ed in termini non equivoci qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato, sicché la stessa ha carattere incondizionato e può essere fatta valere dal singolo dinanzi al giudice nazionale, che ha l'obbligo di applicare il diritto dell'### e di tutelare i diritti che quest'ultimo attribuisce, disapplicando, se necessario, qualsiasi contraria disposizione del diritto interno (v.  28 novembre 2019, n. ###, con richiamo a Corte di Giustizia 8 novembre 2011, ### quest'ultima da inserire in un costante indirizzo che in ultima analisi risale fino a Corte di Giustizia 9 marzo 1978, ### in senso analogo, v., anche Corte Costituzionale 11 luglio 1989, n. 389 e, ancor prima, Corte Costituzionale 5 giugno 1984, n. 170). Nel caso di specie, la disapplicazione non deve, però, essere totale, ma limitata, come indicato anche dal Pubblico Ministero, all'esclusione dei lavoratori precari - qui nei termini di cui si è detto - dal beneficio. In altre parole, l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'### quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla ### ai solo insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L. 124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio.”. 
Pronunciamento, quello sopra riportato, cui consegue disapplicazione della normativa interna, ovvero dell'art. 1, comma 121, L. 107/2015, in quando in palese contrasto con la clausola 4 dell'### e, per l'effetto, il riconoscimento ai docenti destinatari di supplenze annuali ovvero fino al termine delle attività didattiche del diritto ad usufruire della carta elettronica. 
Invece, laddove venga stipulato un contratto temporaneo ex art. 4, comma 3, l. n. 124/1999, l'impegno richiesto ha un orizzonte temporale limitato, per cui non potrebbe attivarsi la ### (l'attivazione avviene infatti all'inizio dell'anno scolastico: v. art. 5 ### 28.11.2016) in difetto della certezza, al momento della stipula, di una prestazione funzionalmente connessa ad attività didattica di durata almeno annuale. 
La circostanza che, poi, di fatto, le supplenze temporanee si protraggano fino al termine delle attività didattiche costituisce evento che non potrebbe comunque giustificare ex post l'attribuzione del beneficio poiché, come detto, questo è strutturalmente concepito come sostegno che accompagna una attività che deve svolgersi continuativamente affinché la programmazione didattica possa raggiungere le sue finalità.  9. Rapportando i principi appena enunciati alla concreta fattispecie dedotta in giudizio, disapplicata la normativa interna contrastante con quella comunitaria, il Tribunale ritiene che sussistano i presupposti per l'equiparazione della parte ricorrente ai docenti di ruolo, essendo stata documentalmente asseverata la prestazione del servizio presso l'amministrazione per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 in forza di incarichi annuali, ovvero fino al termine delle attività didattiche, non rilevando la natura a termine degli incarichi svolti né la pluralità di sedi di servizio.  9.1. Ne discende, quindi, l'accertamento del diritto della parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la carta elettronica di cui all'art.1 comma 121 L. n. 107/2015 per gli anni scolastici sopra indicati.  10. Di conseguenza dev'essere accolta anche la domanda di condanna per come formulata nelle conclusioni, potendosi desumere che con la locuzione “pagamento (…) quale contributo alla formazione del ricorrente” la parte ricorrente abbia inteso chiedere l'attribuzione in forma specifica del vantaggio economico mediante accredito sulla ### dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico.  ### infatti, ha una destinazione vincolata che non appare suscettibile di conversione nel corrispondente valore monetario, il quale una volta ricevuto, potrebbe essere dal beneficiario distratto verso spese non inerenti la propria formazione professionale. 
Anche su questo profilo si è espressa la Corte di Cassazione nella sentenza sopra richiamata (n. 29961/2023), ove è stato chiarito che “ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della ### secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L.  724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione”. 
Ne consegue il riconoscimento del diritto della parte ricorrente, per gli aa.ss. 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, alla fruizione del bonus di € 500,00 annui tramite l'attribuzione della ### di cui all'art. 1 comma 121 della legge 107/2015, per un totale di € 1.500,00 oltre interessi e rivalutazione dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.  11. Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano nella misura indicata in dispositivo in relazione ai parametri indicati dal D.M. n. 55 del 2014, come modificato dal D.M. 147 del 2022, in considerazione del valore della causa (scaglione € 1.101 - € 5.200), dell'attività processuale svolta (assenza di fase istruttoria), liquidate nei minimi in considerazione della serialità del contenzioso. 
In punto di spese si osserva che il valore parametrico fissato nel DM 55/2014, pur a seguito delle modifiche introdotte dal d.m. 37/2018, in base al quale la liquidazione deve ritenersi inadeguata ove inferiore ai parametri minimi indicati nel d.m., trova il suo limite in ogni caso nell'eccezionalità della situazione riscontrabile nel caso specifico, nel quale si ritenga opportuno operare una diversa valutazione, da esplicitare attraverso puntuale motivazione, che sia tuttavia rispettosa del principio di adeguatezza del compenso in relazione all'importanza dell'opera prestata ed al decoro della professione che l'art. 2233 comma 2 pure impone di considerare (arg. Corte d'Appello di Roma sez. lav. 17.11.2022 n. 4368). 
Per le ragioni sopra esposte le spese di lite possono essere liquidate nella misura indicata in dispositivo la quale risulta - in considerazione della serialità del contenzioso e tenuto conto altresì dell'importanza, natura, difficoltà dell'affare, risultati conseguiti, numero e complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate - congrua rispetto dell'attività difensiva svolta.  P.Q.M.  Il Tribunale di Latina, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da NAPOLITANO MICHELANGELA nei confronti di MINISTERO ### (R.G. 2845/2022), ogni contraria domanda, eccezione e difesa respinte, così provvede: - accerta il diritto della parte ricorrente ad usufruire per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 della ### elettronica del docente di cui all'art.1, comma 121, L.  107/2015; - condanna il Ministero convenuto ad attribuire alla parte ricorrente il beneficio economico tramite la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente nella misura di € 1.500,00, oltre accessori come in parte motiva; - condanna il Ministero convenuto alla rifusione in favore di parte ricorrente delle spese di lite, che liquida in euro 800,00, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge, da distrarsi. 
Così deciso in ### 27/06/2024 

IL GIUDICE
dr.ssa ### n. 2845/2022


causa n. 2845/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Avarello Valentina

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