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Tribunale di Terni, Sentenza n. 582/2024 del 08-07-2024

... da parte dell'attrice sull'oggetto del contratto al momento della sottoscrizione, per l'effetto annullare il contratto ### di investimento in azioni BPB concluso in data ###.12.2014 tra ### srl e CRO e condannare le banca intermediaria alla restituzione di quanto versato dall'attrice in esecuzione di detto contratto, pari a €. 104.688,15 e l'attrice stessa a restituire le azioni alla banca intermediaria; b) in via subordinata rispetto al punto a), accertare il grave inadempimento dell'intermediario per violazione dell'art. 21 c. 1 TUF consistito nelle carenze ed inesattezze informative da questi rese sulle azioni BPB acquistate dall'attrice in data ###.12.2014, per l'effetto, risolvere il predetto contratto ### di acquisto azioni e condannare la banca intermediaria alla restituzione di quanto (leggi tutto)...

R.G. 2205/2021 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TERNI SEZIONE CIVILE in persona del giudice dott.ssa ### ha emesso la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 2205 del Ruolo Generale Affari Contenziosi dell'anno 2021 del Tribunale di Terni, vertente TRA ### S.R.L. (C.F. ###), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. ### ed elettivamente domiciliata presso il suo studio, giusta procura in calce all'atto di citazione - attrice E ### S.P.A. (C.F. ###), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. ### ed elettivamente domiciliata presso il suo studio, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta - convenuta ### azioni di responsabilità e di invalidità contrattuale in tema di intermediazione mobiliare e risarcimento danni ### delle parti: come rassegnate alla udienza di precisazione delle conclusioni, da intendersi in questa sede integralmente richiamate e trascritte SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE I)Con atto di citazione ritualmente notificato, la ### S.R.L. conveniva in giudizio la ### S.P.A., rassegnando le seguenti conclusioni: “### all'###mo Tribunale di Terni, Giudice unico designando, contrariis rejectis, accertate le Qualificata Serial#: 68d09739c0566df5 12 causali in premessa: a) in via principale, accertare il dolo determinante da parte della banca intermediaria CRO consistito negli artifizi e raggiri posti in essere da quest'ultima tali da indurre in errore l'attrice o accertare l'errore essenziale e riconoscibile da parte dell'attrice sull'oggetto del contratto al momento della sottoscrizione, per l'effetto annullare il contratto ### di investimento in azioni BPB concluso in data ###.12.2014 tra ### srl e CRO e condannare le banca intermediaria alla restituzione di quanto versato dall'attrice in esecuzione di detto contratto, pari a €. 104.688,15 e l'attrice stessa a restituire le azioni alla banca intermediaria; b) in via subordinata rispetto al punto a), accertare il grave inadempimento dell'intermediario per violazione dell'art. 21 c. 1 TUF consistito nelle carenze ed inesattezze informative da questi rese sulle azioni BPB acquistate dall'attrice in data ###.12.2014, per l'effetto, risolvere il predetto contratto ### di acquisto azioni e condannare la banca intermediaria alla restituzione di quanto versato dall'attrice in esecuzione di detti contratti, pari a €. 104.688,15 e l'attrice stessa a restituire le azioni alle banca intermediaria; c) in via subordinata rispetto ai punti a-b), accertare il grave inadempimento dell'intermediario per violazione dell'art. 21 c. 1 TUF consistito nella mancata e/o non corretta valutazione di adeguatezza/appropriatezza al cliente degli investimenti proposti al momento della stipula del contratto ### di acquisto azioni BPB del 5.12-30.12.2014, per l'effetto risolvere il predetto contratto di acquisto e condannare le banca intermediaria alla restituzione di quanto versato dall'attrice in esecuzione di detti contratti, pari a €. 104.688,15 e l'attrice stessa a restituire le azioni alle banca intermediaria; d) in via subordinata rispetto ai punti a-b-c), accertare il grave inadempimento dell'intermediario per violazione dell'art. 21 c. 1bis TUF consistito nella mancata e/o non corretta segnalazione/gestione del conflitto di interessi tra quest'ultimo e la banca emittente i titoli (###, per l'effetto risolvere il contratto ### di acquisto titoli BPB menzionati ai punti precedenti e condannare la banca intermediaria alla restituzione di quanto versato dall'attrice in esecuzione di detto contratto del 5.12-30.12.2014, pari a €.  104.688,15 e l'attrice stessa a restituire le azioni alla banca intermediaria; e) in relazione ai punti a-b-c-d), condannare l'intermediario alla corresponsione degli interessi compensativi e moratori, nonché al risarcimento dei danni subiti dall'attrice, da liquidarsi anche in via equitativa. Con vittoria di spese.”. 
A fondamento della domanda esponeva quanto segue: -la società ### srl è titolare dei seguenti valori mobiliari emessi da ### di ### scpa, venduti dalla ### di ### di ### spa in data ###/2014, per i quali ha effettuato un esborso complessivo per i titoli azionari BPB di €. 104.668,15, oltre ad €.  70.182,00 per le obbligazioni subordinate; -la ### srl era cliente di lungo corso della ### di ### di ### spa, in particolare della filiale di ####, dove aveva acceso un dossier titoli e con la quale si era instaurato un rapporto di fiducia; -### direttore della ### aveva proposto alla amministratrice della società, signora ### il suddetto investimento in titoli azionari, in modo insistente e pressante; -la società non aveva mai investito denaro in valori mobiliari, come può evincersi dagli estratti conto del dossier titoli; -la stessa banca classificava la investitrice come cliente retail, dunque non professionale, né qualificato; -il personale della CRO rassicurava la signora ### che, nonostante si trattasse di titoli azionari e subordinati, la loro caratteristica consisteva nella sicurezza e nella convenienza, attestate dalla solidità della banca emittente, nella stabilità del prezzo, nella facile liquidabilità; -i titoli venivano presentati come dotati di ottimi rendimenti e capaci di produrre cedole con interessi a tassi di rendimento assai elevato, pagate sulle obbligazioni; - in data ### l'Assemblea dei soci BPB (su richiesta del ### decideva, contestualmente all'approvazione del bilancio 2015, la diminuzione del valore delle azioni di un 20% da € 9,53 a €. 7,50; -la signora ### chiedeva spiegazioni in filiale e i dipendenti della CRO la rassicuravano sul fatto che l'investimento continuava ad essere sicuro, che i titoli avrebbero recuperato il loro valore, che si trattava di difficoltà temporanee, che non inficiavano la liquidabilità futura dei titoli; -fino al 2017 detti titoli erano negoziati sul cosiddetto “mercato secondario” in cui era possibile comprare e vendere soltanto in caso di incrocio tra ordini di vendita e di acquisto, mentre dal giugno 2017 il valore dei titoli BPB era desumibile dalle quotazioni hi-mtf, un listino previsto per negoziare i titoli emessi dagli ### di credito non quotati in ### -detti titoli erano e sono tutt'ora “illiquidi”, in ragione delle limitazioni oggettive allo scambio.  -con il passare del tempo gli estratti conto del dossier titoli indicavano valori sempre più bassi, mentre sulla piattaforma hi-mtf i titoli BPB continuavano a perdere il loro valore, tanto che l'ultima quotazione era di €. 2,38 (novembre 2019); -i titoli sono stati prima sospesi e poi esclusi dalle negoziazioni dal 4-17.12.2019, contestualmente al commissariamento della BPB in data ### e alla sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria ex art. 70 TUB.  - la signora ### personalmente e la stessa società dedita ad altri affari, non avevano la conoscenza necessaria per comprendere i rischi dell'investimento proposto dalla banca; - la ### dopo essersi recata inutilmente presso la filiale per esporre le proprie rimostranze, aveva inviato una lettera di contestazioni alla CRO ed alla BPB in data ###, che la CRO riscontrava con lettera del 14.10.2020, affermando la correttezza delle procedure di vendita seguite nel caso concreto.  - la ### di ### veniva supportata con l'intervento del ### di ### dei ### e di ### (con l'immissione di liquidità per €. 1.600 milioni) e poi trasformata in società per azioni in data ###; il valore delle azioni della banca è attualmente pari a €. 0,00; -pendono processi penali a carico degli ex amministratori delegati della BPB per falso in bilancio, falso in prospetto informativo e false comunicazioni sociali; -in data ### si svolgeva la mediazione obbligatoria, con la partecipazione personale dell'amministratrice di ### srl, sig.ra ### mentre la CRO e la BPB non comparivano. 
Parte attrice in diritto deduceva in primo luogo la violazione dell'art. art. 21 c.1 lett. a) TUF e a tal fine ricostruiva le vicende della emittente connotate: -da una situazione di forti difficoltà patrimoniali, desumibili dal bilancio dell'anno 2015 (perdita netta di 390 milioni) e del 2018 (perdita netta di 420 milioni), correlate all'acquisizione di due banche “sostanzialmente fallite” (### e ### avvenuta proprio nel 2014, anno di vendita dei titoli alla cliente; -da provvedimenti sanzionatori della ### (delibere nn. 20583-20584-20722/2018) concernenti le irregolarità delle vendite e del collocamento delle azioni oggetto di causa; dalle vicende di rilievo penale a carico degli ex amministratori; dal commissariamento della banca;-dalla cessazione della negoziazione dei titoli ### Assumeva dunque che: -le azioni BPB vendute all'attrice non sono quotate in borsa e ab origine presentavano una condizione di illiquidità, elemento che rafforzava gli obblighi informativi in capo all'intermediario da individuare in una informativa ex ante ed ex post; -gli obblighi informativi debbono essere adempiuti in concreto ed in modo specifico, non assolvendo a detta finalità set informativi privi di specifiche indicazioni sulla natura e sui rischi dei titoli, né la sottoscrizione di clausole nelle quali il cliente si dichiari consapevole dei rischi dell'investimento o dichiari di conoscere condizioni e modalità dell'offerta; -l'intermediario ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto in relazione alle caratteristiche personali ed alla situazione finanziaria del cliente, come propriamente ritagliata sul singolo prodotto di investimento e quindi l'assolvimento degli obblighi informativi gravanti sull'intermediario implica la trasmissione, da parte di questo, di indicazioni idonee a descrivere la natura, la quantità e la qualità dei prodotti finanziari ed a rappresentarne la rischiosità; -nel caso di specie la banca non aveva offerto alcuna informazione al cliente in ordine al particolare rischio di perdita del capitale che connota le azioni non quotate ed aveva reso informazioni fallaci in ordine alla loro liquidabilità nel breve periodo ed alle caratteristiche di maggiore o minore sicurezza rispetto ai prodotti quotati; -l'intermediario CRO ha quindi adottato una condotta negligente nella esposizione delle informazioni alla cliente, alla quale aveva offerto una descrizione dei prodotti non corretta rispetto alle loro effettive caratteristiche, fuorviante e infedele.  -la vendita di azioni e di obbligazioni subordinate è stata eseguita dalla CRO nei confronti di persone di scarsa competenza, quale è la legale rappresentante della società attrice, che detiene un pacchetto azionario privo sostanzialmente di valore economico e che, ove avesse ricevuto informazioni corrette, non avrebbe effettuato tale tipologia di investimento.  -che la condotta della banca integra una forma di dolus malus rilevante in termini di artifizi e raggiri ovvero di errore essenziale e riconoscibile, in quanto ricadente su un elemento fondamentale del prodotto (la liquidità dei titoli), tale da indurre in errore l'esponente, con conseguente fondatezza della domanda di annullamento degli ordini di investimento e conseguente restituzione delle prestazioni eseguite in virtù del negozio annullabile ex art.  2033 c.c. o 2041 -tale condotta, ove non rilevante come motivo di annullamento dei contratti, integra in ogni caso una forma di grave inadempimento, che fonda la domanda di risoluzione contrattuale, con le conseguenti restituzioni delle reciproche prestazioni, oltre al risarcimento del danno.  ### evidenziava altresì la violazione dell'art. 21 c. 1 lett. b) TUF nella parte in cui impone all'intermediario di acquisire informazioni dal cliente e di acquisire mediante il questionario ### le informazioni relative alla competenza, conoscenza, esperienza, patrimonio, reddito, al fine di assegnare il profilo al cliente e proporre scelte di investimento con esso coerenti in linea con quanto previsto dal #### n. 16190/2007. 
Nel caso concreto, l'attrice era stata classificata come “retail” ai sensi della ### 2004/39/CE e l'unico questionario di profilatura datato 5.11.2014 evidenziava un profilo di rischio prudente, posto che l'obiettivo dell'investimento era di “proteggere nel tempo il capitale investito e ricevere flussi di cassa periodici anche contenuti, costanti e prevedibili” e la tolleranza di “una piccola parte del capitale investito”.  ### finanziaria della signora ### e della società da lei amministrata era praticamente nulla, come attesta il dossier titoli dalla stessa detenuto. 
La CRO non ha quindi eseguito in modo corretto le valutazioni obbligatorie imposte dall'art.  39 e ss. Reg. ### 16190/2007 violando così, anche in tal caso, l'art. 21 TUF, e conseguentemente non avrebbe dovuto proporre tale investimento alla cliente, la quale non aveva un profilo di rischio adeguato rispetto al prodotto proposto ed acquistato, in quanto la sua aspirazione era solo quella di mantenere il capitale investito. 
In ordine alla qualificazione giuridica della domanda, l'attrice assumeva che, nel caso di specie, viene in rilievo una forma di responsabilità contrattuale che comporta la risoluzione del contratto trattandosi di violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto di intermediazione finanziaria integranti un inadempimento grave e colpevole.  ### evidenziava altresì che l'operazione era stata eseguita in violazione dell'art. 21 comma 1 bis del ### che regola le attività di negoziazione nel caso di conflitto di interessi, imponendo l'adozione di ogni misura necessaria ad identificarlo, di misure organizzative tali da tutelare i clienti ed un obbligo informativo rafforzato in ordine alla sussistenza del conflitto, che nel caso concreto non era stato assolto: al momento dell'acquisto delle azioni ed obbligazioni subordinate ### la CRO non faceva presente all'esponente che l'operazione era eseguita in conflitto di interessi, trattandosi di titoli emessi dalla propria capogruppo, in totale mancanza di adeguata tutela ed informativa nei confronti del cliente. 
Da ultimo parte attrice precisava che l'ordine di acquisto del 5.12.2014 (contabilizzato il ###) aveva ad oggetto anche le obbligazioni BPB 30/12/21 6,5% SUB per il valore di €. 70.182,00 e considerato che per esse non sussiste un pericolo di mancato rimborso, la domanda veniva limitata all'annullamento parziale, ovvero alla risoluzione parziale dell'ordine, limitatamente all'acquisto dei soli titoli azionari. 
Si costituiva in giudizio la ### di risparmio di ### rassegnando le seguenti conclusioni, come precisate in sede di precisazione delle conclusioni: “In via preliminare: - accertare e dichiarare l'inammissibilità della domanda annullamento e/o di risoluzione e delle domande connesse e/o consequenziali, per le ragioni illustrate in atti; - accertare e dichiarare l'intervenuta prescrizione dei diritti e delle domande avversarie, per le ragioni esposte in atti. 
Nel merito, in via principale: - rigettare tutte le domande formulate da parte attrice in quanto infondate in fatto e in diritto, per i motivi illustrati in atti. In via subordinata: - nella denegata e non creduta ipotesi in cui codesto ###mo Tribunale dovesse dichiarare l'annullabilità e/o la risoluzione degli investimenti per cui è causa, accertare e dichiarare l'esatto ammontare delle somme versate da parte attrice alla ### per l'acquisto dei titoli BPB oggetto del presente giudizio e disporne la restituzione entro i suddetti limiti, detratto il valore delle azioni assegnate a titolo gratuito ed ulteriormente detratte le somme percepite da controparte a titolo di dividendi e cedole maturati in relazione ai titoli ### nella misura esposta in narrativa, condannando in ogni caso parte attrice alla restituzione, in favore della ### dei titoli BPB oggetto di contestazione; - nella denegata e non creduta ipotesi in cui codesto ###mo Tribunale dovesse accertare una qualsivoglia responsabilità della ### nella vendita dei titoli BPB per cui è causa, quantificare le somme in ipotesi dovute dalla ### a titolo risarcitorio in un importo pari alla differenza tra il valore delle azioni BPB al momento dell'acquisto ed il controvalore residuo delle azioni al momento della domanda giudiziale, al netto delle azioni BPB assegnate a parte attrice a titolo gratuito, e ridurre ulteriormente il risarcimento in ipotesi riconosciuto in ragione ### del grave concorso colposo della controparte, ai sensi dell'art. 1227 cod. civ., nonché in ragione ### delle somme percepite da parte attrice a titolo di frutti civili degli investimenti nella misura esposta in narrativa; In via istruttoria: - rigettare tutte le istanze istruttorie avversarie in quanto inammissibili, esplorative ed irrilevanti. In ogni caso: - con vittoria di spese e competenze oltre accessori come per legge.” A fondamento delle difese assumeva: -che nessun funzionario aveva indotto parte attrice ad effettuare gli investimenti nei titoli della ### i quali costituivano espressione di autonome e consapevoli scelte di investimento in azioni, delle quali erano note le caratteristiche e i rischi, come esplicitati nei documenti informativi consegnati alla stessa; -che il richiamo alle delibere ### emanate nell'anno 2018 non è rilevante, non emergendo alcun elemento idoneo a provare che le contestazioni fossero riferibili alla specifica posizione dell'attore e, comunque, venendo in rilievo provvedimenti ancora sub iudice; -che il commissariamento della banca prova unicamente che è stato adottato un provvedimento ad esclusiva tutela di tutti i clienti; -che sono irrilevanti le vicende penali che avevano interessato alcuni esponenti della banca, trattandosi di provvedimenti non definitivi, relativi a fatti non direttamente riconducibili a CRO e privi di riscontro diretto con la fattispecie concreta; -che la società, cliente di lungo corso della banca, aveva sottoscritto in data ### un contratto quadro mediante il quale era stata informata in ordine alle principali caratteristiche ed ai profili di rischio connessi all'investimento in strumenti finanziari, ivi compreso quello di liquidità dei titoli non quotati ed aveva autorizzato in tale occasione la CRO ad agire in conflitto di interessi; -che la negoziazione dei titoli è stata preceduta da adeguata e approfondita informativa; -che la legale rappresentante della società investitrice, signora ### in data ### ha compilato il questionario di profilatura dal quale era emersa una propensione al rischio di livello medio; -che l'attrice aveva richiesto l'ammissione alla compagine sociale della ### mediante la sottoscrizione di 11.697 azioni, per un valore pari ad euro 104.688.15, dichiarando di conoscere ed accettare tutte le disposizioni contenute nello ### sociale, previa visione delle stesse e di assumere tutti gli obblighi relativi alla qualità di socio; -che tra le disposizioni dello statuto vi era l'art. 6, il quale rimetteva alla assemblea dei soci la determinazione annuale del prezzo delle azioni ### -che nella scheda di adesione sottoscritta dalla attrice e nel prospetto informativo ad essa consegnato erano illustrate in modo chiaro e puntuale le caratteristiche ed i rischi del prodotto ed il conflitto di interessi, informazioni mai sanzionate come non veridiche dalla ### -che la banca ha offerto una informativa accurata sia ex ante che ex post in ordine ai suddetti titoli ed al loro andamento; -che il principio di autoresponsabilità impone all'investitore di essere diligente nella disamina dei set informativi ad esso consegnati; -che è stata offerta idonea informativa alla mediante inoltro degli estratti conto, mai contestati; -che gli strumenti finanziari oggetto di causa sono intrinsecamente soggetti al rischio di liquidità, sempre evidenziati alla attrice da parte dei funzionari della banca; -che l'informativa è stata sempre puntuale con riferimento alla tematica del conflitto di interessi; -che l'investimento era adeguato rispetto al profilo di rischio risultante dal questionario ### compilato dalla legale rappresentante della società investitrice, avendo valorizzato la volontà della stessa di operare in strumenti finanziari a lungo termine, la conoscenza degli strumenti del mercato finanziario, i pregressi investimenti; -che le perdite della banca emittente sono state registrate dopo il perfezionamento dei suddetti ordini di acquisto a firma della signora ### -che parte attrice per diversi anni aveva mantenuto i titoli BPB nel proprio portafoglio, incassando nel corso del rapporto i relativi frutti civili, complessivamente pari ad euro 29.561,96 a titolo di cedole maturate sulle obbligazioni subordinate, senza opporre alcuna contestazione. 
Sul piano strettamente giuridico la ### con riferimento alle domande di annullamento e di risoluzione, invocava l'inammissibilità in ragione del fatto che le stesse erano state rivolte ai singoli ordini di investimento, privi di autonomia contrattuale, in quanto meramente esecutivi del contratto quadro e, quindi, esclusi dai rimedi contrattuali. 
Con riferimento alle domande di annullamento e di risarcimento, invocava la prescrizione per decorso del termine quinquennale, in ragione della decorrenza al momento della sottoscrizione degli ordini di acquisto. 
Con riferimento agli obblighi informativi, l'istituto di credito evidenziava che la banca aveva agito nel pieno rispetto dell'art. 21 TUF, avendo informato il cliente, sin dal momento della conclusione del contratto quadro, in ordine alla natura ed alle caratteristiche degli strumenti finanziari offerti, avuto particolare riguardo ai rischi legati all'acquisto di titoli ### in ragione della partecipazione piena al rischio economico a fronte della qualità di socio, della maggior rischiosità di un titolo di capitale rispetto ad un titolo di debito, e della maggior liquidità dei titoli trattati su mercati organizzati. Inoltre, i prospetti informativi relativi alle operazioni di acquisto del 2014, riguardanti specificamente l'acquisto di tali titoli, contenevano espressa informativa in merito al rischio di liquidità di azioni ed obbligazioni ### al rischio di perdite in conto capitale, al rischio di conflitto di interesse con l'emittente, ed all'incertezza sul valore economico suscettibile di oscillare al di sotto del prezzo di offerta. 
Parte attrice, infine, aveva espressamente dichiarato di aver esaminato i fattori di rischio relativi all'emittente, all'investimento in azioni ed obbligazioni al fine di effettuare un corretto apprezzamento dell'investimento, nonché di aver ricevuto le schede prodotto prima della sottoscrizione e di essere a conoscenza del conflitto di interessi, circostanze tutte rilevanti ai fini dell'applicazione del principio di autoresponsabilità sotto il profilo dell'esclusione del nesso causale tra condotta e danno e sotto il profilo dell'applicazione dell'art. 1227 c.c. ai fini anche della riduzione del quantum eventualmente spettante. 
La banca, dunque, invocava il corretto adempimento dell'informativa ex ante ed ex post all'investitore, anche con riferimento alla comunicazione ### 2009, contestandone comunque l'applicabilità alla fattispecie concreta. 
Deduceva, poi, l'irrilevanza della situazione economico - patrimoniale della banca emittente nell'anno 2015, in ragione del fatto che gli investimenti erano stati effettuati tra il 2010 e il 2014 e durante tali anni la banca aveva registrato utili significativi (21 milioni nell'anno 2014 e 17 milioni nell'anno 2013), che non lasciavano presagire le problematiche successivamente verificatesi. 
Con riferimento alla valutazione di adeguatezza, deduceva che la banca, nel rispetto della normativa vigente, aveva eseguito gli investimenti solamente dopo aver acquisito dal proprio cliente tutte le informazioni in merito alla situazione finanziaria, ai propri obiettivi di investimento ed all'esperienza maturata, sulla base dei questionari compilati e sottoscritti dal cliente, dai quali emergevano elementi significativi tali da ritenere che il profilo di rischio medio assegnato al cliente era corretto e tale da rendere l'acquisto di azioni ### aventi all'epoca un grado di rischio medio, adeguato rispetto al profilo di rischio dell'investitore. 
Con riferimento alla domanda di annullamento, evidenziava anche la mancanza di prova degli artifizi o raggiri, dell'errore, del nesso causale e dell'animus decipiendi, della essenzialità e della riconoscibilità dell'asserito errore, posto che CRO aveva posto l'attore nelle condizioni di apprezzare la natura, i termini, le condizioni e i rischi dell'investimento mediante la consegna dei documenti informativi; eccepiva, in ogni caso, la convalida di qualsivoglia vizio in ragione del contegno tenuto dall'attore nel corso del rapporto contrattuale (mantenimento dei titoli nel proprio dossier, percezione dei dividendi, mancata contestazione degli estratti conto ricevuti), integrante una forma di convalida tacita dei contratti, che preclude il rimedio caducatorio invocato. 
Con riferimento alle richieste risarcitorie evidenziava la mancata prova delle somme dovute a titolo restitutorio e risarcitorio in ragione della mancata prova dell'effettivo esborso sostenuto per l'acquisto dei titoli, nonché del nesso causale tra inadempimento e danno, potendo comunque essere riconosciuto esclusivamente quello pari alla differenza tra il valore dei titoli al momento dell'acquisto e quello esistente al momento della domanda risarcitoria, dovendosi al contempo considerare il concorso colposo di parte attrice. 
La convenuta, infine, contestava la domanda di pagamento di somme a titolo di interessi e rivalutazione. 
Acquisiti i documenti prodotti ed assunta la prova orale ammessa, la causa veniva rinviata all'udienza del 14.11.2023, per la precisazione delle conclusioni e, all'esito, era trattenuta in decisione, con assegnazione dei termini di rito per lo scambio degli scritti conclusionali. 
II)### controversia appare matura per la decisione senza il compimento di ulteriore attività istruttoria, dovendo essere integralmente confermata l'ordinanza emessa da questo giudice, che ha rigettato le ulteriore istanze istruttorie, in ragione delle considerazioni che seguono, fondate su un compendio probatorio univoco, che rende del tutto ultronea, in particolare, la ctu richiesta da parte attrice. 
Con riferimento al thema decidendum ed anche in considerazione delle deduzioni del difensore di parte attrice alla udienza di precisazioni delle conclusioni, rettificate nella comparsa conclusionale, l'odierna controversia verte sui titoli azionari acquistati dalla società attrice, per il tramite della amministratrice e legale rappresentante signora ### a seguito dell'ordine di acquisto sottoscritto in data ### (all. 1 alla citazione). 
Come la parte ha precisato sin nell'atto introduttivo, l'attrice ha compiuto due operazioni di investimento, una avente ad oggetto 11.697 azioni per un controvalore di euro 104.688,15 ed una avente ad oggetto le obbligazioni subordinate per un valore di euro 70.182,00, le quali sono state integralmente rimborsate alla scadenza stabilita del 31.12.2021 (si veda comparsa conclusionale di parte attrice). 
Parte convenuta contesta la prova dell'effettivo esborso da parte della attrice per l'acquisto delle azioni della BPB (pag. 30 della comparsa di costituzione), ma l'eccezione è priva di fondamento, posto che le stesse deduzioni di parte convenuta contenute proprio nell'incipit della comparsa di costituzione e ribadite nella comparsa conclusionale, contenenti il riepilogo delle azioni detenute dalla cliente, nonché tutta la documentazione relativa all'andamento del rapporto dalle sue origini al suo epilogo, prodotta in giudizio dalla stessa banca, consente di ritenere ampiamente provato l'esborso delle somme da parte della società attrice per l'acquisto delle azioni, in esecuzione dell'ordine di acquisto perfezionato nel mese di dicembre dell'anno 2014 per l'importo di euro 104.688,15, che circoscrive il thema decidendum dell'odierna controversia. 
III) In applicazione del principio processuale della "ragione più liquida", desumibile dagli artt. 24 e 111 Cost., la causa può essere decisa sulla base della questione ritenuta di più agevole soluzione (Cass. Sez. 5, Ordinanza n. 363 del 09/01/2019) e, nel caso concreto tale è la domanda di risoluzione, che appare fondata nei termini che di seguito si esporranno. 
Preliminarmente deve essere disattesa l'eccezione di inammissibilità della domanda sollevata dalla difesa della banca, che contesta l'azionabilità del rimedio con riferimento ai singoli ordini di acquisto, in quanto per giurisprudenza costante tale rimedio è esperibile nei confronti delle singole operazioni di investimento esecutive dei contratti, per violazione di doveri informativi nascenti dopo la conclusione del contratto quadro e indipendentemente dalla risoluzione di questo ultimo (Cass. n. 8997 del 31/03/2021 e successive conformi tra cui Ordinanza n. 10646 del 20/04/2023), escludendo che, con riferimento al singolo contratto di investimento, “la responsabilità dell'intermediario possa essere relegata nell'area della responsabilità precontrattuale” (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 16861 del 07/07/2017 in motivazione). 
Applicando i principi richiamati al caso di specie, deve escludersi che l'inadempimento degli obblighi gravanti sulla banca al momento della stipula dell'ordine di acquisto di azioni di cui è causa come allegato da parte attrice nel caso concreto possa ingenerare una responsabilità di tipo precontrattuale, mentre può comportare la risoluzione del singolo contratto di investimento, ove ne ricorrano i presupposti. 
Alla luce della suddetta qualificazione giuridica deve essere disattesa l'eccezione di prescrizione, venendo in rilievo nel caso concreto (contrariamente a quanto assume la banca che invoca una responsabilità di tipo precontrattuale), una responsabilità contrattuale, trattandosi di ordini di acquisito esecutivi di un precedente contratto quadro, con la conseguenza che l'azione principale caducatoria e quelle correlate di restituzione e di risarcimento del danno sono soggette al termine di prescrizione decennale. 
Considerato che il contratto di investimento è stato stipulato nel dicembre 2014 e la notifica della citazione, che ha efficacia interruttiva, è stata eseguita il ###, il termine di prescrizione sicuramente non è decorso. 
Parte attrice ha chiesto la risoluzione del contratto lamentando l'inadeguatezza della offerta di titoli azionari oggetto di causa, rispetto alla propensione al rischio del cliente. 
La Suprema Corte inquadra la fattispecie come una azione di responsabilità contrattuale assumendo che, in tema di intermediazione finanziaria, la responsabilità dell'intermediario che compia operazioni inadeguate quando dovrebbe astenersene, ha natura contrattuale, investendo il non corretto adempimento di obblighi legali facenti parte integrante del contratto-quadro intercorrente tra le parti, sicché il danno invocato dal cliente medesimo non può essere limitato al mero interesse negativo da responsabilità precontrattuale.  (Sez. 1, Sentenza n. 12262 del 12/06/2015). 
Tale qualificazione incide sull'onere della prova atteso che l'investitore deve allegare l'inadempimento, nonché fornire la prova del danno e del nesso eziologico tra il dedotto inadempimento ed il danno, nesso che ricorre solo se l'investitore, ove adeguatamente informato, avrebbe desistito dall'investimento.  ### deve anche provare la non scarsa importanza dell'inadempimento, che la giurisprudenza qualifica come condizione della azione (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 14649 del 11/06/2013 in motivazione). ###, invece, ha l'onere di provare di avere adempiuto alle proprie obbligazioni (ex multis Cass. n. 12362 /2018, in motivazione, nonché precedenti e successive conformi).  ###. art. 21, co. 1, lett. b), del TUF prevede che “nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitati devono: […] acquisire le informazioni necessarie dai clienti […].” Tenuto conto del tempo in cui sono stati eseguiti gli investimenti, alla presente vicenda trovano applicazione gli artt. 39, 40 e 41 del regolamento ### n. 16190/2007 (attuativo della direttiva ### n. 2004/39/CE, recepita in ### con d.lgs n. 164/2007 in vigore dal 01/11/2007). 
Gli intermediari sono tenuti ad ottenere dal cliente le informazioni necessarie in merito all'esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento finanziario, alla situazione finanziaria e agli obiettivi di investimento, prevedendo che le informazioni di profilatura debbano includere, ove appropriate per le caratteristiche del cliente, per la natura e l'importanza del servizio e dell'operazione, nonché per la complessità ed i rischi del servizio, del prodotto o dell'operazione, “a) i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza; b) la natura, il volume e la frequenza delle operazioni su strumenti finanziari realizzate dal cliente e il periodo durante il quale queste operazioni sono state eseguite; c) il livello di istruzione, la professione o, se rilevante, la precedente professione del cliente.” Inoltre, ove pertinenti, le informazioni raccolte debbono includere “dati sulla fonte e sulla consistenza del reddito del cliente, del suo patrimonio complessivo, e dei suoi impegni finanziari” ( art. 39).  ### inoltre deve raccogliere informazioni anche in relazione ai “dati sul periodo di tempo per il quale il cliente desidera conservare l'investimento, le sue preferenze in materia di rischio, il suo profilo di rischio e le finalità dell'investimento”, se pertinenti (comma 4). 
In base all'art. 40 l'intermediario deve, poi, valutare che la specifica operazione consigliata “a) corrisponda agli obiettivi di investimento del cliente; b) sia di natura tale che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all'investimento compatibilmente con i suoi obiettivi di investimento; c) sia di natura tale per cui il cliente possieda la necessaria esperienza e conoscenza per comprendere i rischi inerenti all'operazione o alla gestione del suo portafoglio.” ### deve inoltre verificare “che il cliente abbia il livello di esperienza e conoscenza necessario per comprendere i rischi che lo strumento o il servizio di investimento offerto o richiesto comporta” (art. 41).  ###, quindi, in applicazione degli obblighi di buona fede che debbono presiedere alla esecuzione del contratto, deve compiere una valutazione di appropriatezza ed adeguatezza, che non viene meno neanche nella ipotesi in cui il cliente abbia rifiutato di fornire informazioni sulla propria situazione economica, patrimoniale, sugli obiettivi di investimento e sulla propensione al rischio. 
La modalità di acquisizione delle informazioni varia in relazione alla tipologia di cliente: l'approccio finalizzato alla acquisizione delle informazioni infatti dipende dalle caratteristiche del cliente ed in particolare se lo stesso è consumatore, investitore occasionale, cliente professionale o esperto.  ### ha l'onere di segnalare al cliente l'operazione non adeguata e ciò presuppone necessariamente una preliminare e corretta valutazione del prodotto che il cliente vorrebbe acquistare e dei rischi ad esso sottesi ed al contempo una leale acquisizione di tutte le notizie che consentano di inquadrare il cliente (età, professione, propensione al rischio, investimenti pregressi, capitale disponibile).  ### quindi deve conoscere il prodotto ed il cliente al fine di dare seguito ad investimenti adeguati ed appropriati. 
In base all'art. 23, comma ### l'onere della prova di aver assolto al particolare obbligo di diligenza grava sull'intermediario che deve dimostrare di avere agito con la diligenza richiesta (Cass. 8571/2018). 
I titoli della ### di ### erano strumenti finanziari che presentavano un rischio di illiquidità e di perdita del capitale investito e comunque il rischio di un non agevole disinvestimento nel breve periodo trattandosi di titoli non quotati nei mercati regolamentati, collocati dalla intermediaria in una posizione di conflitto di interessi con la banca emittente, elementi noti alla cliente sulla base dei prospetti informativi, ma che richiedevano l'acquisizione di più accurate valutazioni in relazione alle caratteristiche dell'investitore nel caso concreto ed una più attenta ponderazione del profilo di rischio allo stesso assegnabile. 
Nel caso di specie la cliente ha sottoscritto un questionario ### che evidenziava un profilo di rischio basso, mentre alla stessa è stato assegnato un profilo di rischio medio. 
Sin dalla stipula del contratto quadro, infatti l'investitore ha dichiarato di agire come cliente retail e come consumatore (all. 4 alla citazione) e quella effettuata era la prima operazione di investimento in capitale di rischio presso la ### come si evince dal dossier titoli in atti, rimasto immutato nel tempo quanto alla sua composizione (doc. nn. 2 e 3 allegati alla citazione). 
Nel questionario di profilatura emerge un basso profilo di rischio nonostante all'investitore sia stata assegnata una valutazione media, che solo in apparenza è coerente con il profilo di rischio medio assegnato all'epoca alle azioni della ### di ### Sul punto è utile ricordare che la cliente aveva dichiarato di avere quale obiettivo per i suoi investimenti quello di “proteggere nel tempo il capitale investito e ricevere flussi di cassa periodici (cedole, dividendi) anche contenuti, costanti e prevedibili”, dichiarando di accettare la perdita solo di “una piccola parte del mio capitale investito”, chiaro indice di una volontà fortemente conservativa (all. 31 alla citazione e all. 8 alla comparsa). 
Di scarso rilievo sono invece gli elementi valorizzati da parte convenuta per affermare l'adeguatezza dell'investimento, quale la volontà di operare in strumenti finanziari a lungo termine, perché questa volontà non è stata espressa in esclusiva, posto che la cliente ha espresso il desiderio di operare anche in strumenti a breve e medio termine, come emerge dal questionario di profilatura, con la conseguenza che, avendo il cliente indicato vari obiettivi temporali di investimento, anche di tipo conservativo, non si può ritenere che uno solo di essi, ossia quello a lungo termine, sia espressione della adeguatezza dell'investimento. 
Tale risposta, piuttosto, avrebbe imposto una diversificazione del portafoglio, che invece nel caso concreto non vi è stata, posto che il complessivo investimento si è concentrato in modo esclusivo sui titoli della ### di ### (cfr dossier titoli all. 3 alla citazione) e, in prevalenza, sulle azioni.  ### eseguito nel caso concreto appare distonico rispetto alla descrizione del profilo di rischio “medio” riportata nel questionario sottoscritto dalla cliente, laddove indica che “questo profilo si adatta ad un investitore che predilige le opportunità di crescita sia da strumenti di natura obbligazionaria sia, in misura minore, da quelli più rischiosi”. 
Nel caso di specie, invece, è provato documentalmente che l'investimento proposto dalla banca riguardava in massima parte azioni ed in misura inferiore obbligazioni della ### di ### con la conseguenza che persino rispetto alla descrizione riportata nella suddetta profilatura l'investimento in concreto effettuato era inadeguato. 
Il Tribunale ritiene che non possa essere valorizzata la consistenza patrimoniale e le risorse economiche della società, che la banca ritiene fosse “tale da poter far fronte anche a perdite” in quanto nel caso concreto trattandosi di una disponibilità derivante da una attività di impresa che, per sua natura, necessita di investimenti che non mettano in pericolo la liquidità aziendale, non poteva certamente legittimare la dispersione del patrimonio in investimenti inadeguati o inappropriati. 
Parimenti non si può desumere dalla disponibilità economica di somme di denaro una elevata propensione al rischio, che la legale rappresentante ha escluso non solo nel questionario di profilatura accettando solo modeste perdite, ma anche durante i colloqui con il promotore (si veda sul punto la deposizione della figlia della signora ###. 
Il Tribunale non ritiene di poter valorizzare ai fini del giudizio di adeguatezza le dichiarazioni della ### relative alla conoscenza degli strumenti finanziari e la dichiarazione relativa alle competenze acquisite nel settore degli investimenti, perché anche se la signora ha dichiarato che in passato ha investito in titoli azionari, ciò che rileva è il portafoglio effettivamente assegnato alla società, che era composto solo da azioni e obbligazioni della ### in assenza di prova investimenti pregressi o concomitanti attestanti una effettiva propensione ad investire in titoli connotati da caratteristiche di rischio analoghe a quelli di cui è causa. 
Infine assume rilievo da un lato l'età della donna (nata nel 1935) e dall'altro la sua professione, posto che ella amministrava una società che lavorava nel settore del ferro e dunque non poteva solo in ragione di essa aver acquisito una competenza specifica nel settore finanziario, non desumibile neppure dal dossier titoli dalla stessa detenuto presso la CRO formato in assoluta prevalenza dai titoli della BPB ed in mancanza di comprovati elementi da cui desumere lo sviluppo di particolari conoscenze personali nel settore finanziario. 
Il Tribunale ritiene che le risposte date dalla cliente relative ai pregressi investimenti in titoli azionari debbono essere poste in correlazione con le risposte alle domande nn. 17 e 18, in cui la parte ha dichiarato di effettuare meno di una operazione a trimestre e con un importo medio negli ultimi 12 mesi fino a 5.000,00 euro, elementi che denotano una volontà di protezione del capitale piuttosto che una propensione ad investimenti di medio rischio quali erano le azioni della BPB all'epoca dei fatti. 
Il profilo prudente che emerge dalle risposte al questionario è stato confermato dalla figlia della signora ### presente ad alcuni colloqui intercorsi con il funzionario della banca che ha assegnato i titoli alla istante. 
Tali valutazioni sono corroborate dalla età della donna e dalla provenienza del denaro investito dalla attività di impresa, che, ovviamente, non poteva tollerare la perdita di una consistente liquidità ed una condizione di non agevole smobilizzo dell'investimento nel tempo. 
La natura dei titoli (azioni non quotate in un mercato regolamentato e con rischi di illiquidità noti all'istituto di credito tanto da essere esposti nei prospetti informativi consegnati ai clienti) rendevano tale investimento non coerente con le caratteristiche del cliente nel caso concreto, a nulla rilevando le informazioni rese sul punto attraverso la consegna dei prospetti informativi, che sono inidonee a superare l'inadeguatezza della operazione, la quale doveva essere segnalata come tale al cliente ed eventualmente effettuata solo a seguito di una specifica autorizzazione scritta. 
Nel caso concreto la banca non ha assolto all'onere della prova della adeguatezza e appropriatezza della operazione rispetto alle caratteristiche della cliente, con riferimento alle quali sono emersi plurimi elementi che denotavano una scarsa propensione al rischio, una volontà conservativa del patrimonio e l'assenza di finalità speculativa, a fronte di un investimento connotato da profili di rischio che non si addicevano ad un cliente come la signora ### che non era esperta nel settore. 
La violazione della regola di condotta che doveva presiedere nel collocamento dei titoli implica un inadempimento di non scarsa importanza ai sensi dell'art. 1455 cc, con la conseguenza che deve essere accolta la domanda di risoluzione dell'ordine di acquisto dei titoli azionari della BPB perfezionatosi nel mese di dicembre 2014. 
In ragione degli effetti restitutori che conseguono alla declaratoria di risoluzione ( art. 1455 cc) la banca deve restituire l'intero ammontare dell'esborso eseguito in relazione all'investimento, pari ad euro 104.688,15, senza operare alcuna detrazione. 
La domanda della ### sul punto è generica e comunque indimostrata, posto che ella ha fatto riferimento alle somme “indicate nella narrativa” dei propri scritti difensivi, i quali tuttavia indicano l'importo delle cedole (euro 29.651,96) ossia dei proventi derivanti dalle obbligazioni subordinate della BPB detenute dalla cliente (all. 33 alla seconda memoria istruttoria della banca), che, rimborsate alla loro scadenza, come allegato da parte attrice nella comparsa conclusionale, non sono oggetto del presente giudizio. 
Ai sensi dell'art. 1458 c.c., alla risoluzione del contratto consegue sia un effetto liberatorio, per le obbligazioni che ancora debbono essere eseguite, sia un effetto restitutorio, per quelle che siano, invece, già state oggetto di esecuzione ed in relazione alle quali sorge, per l'"accipiens", il dovere di restituzione, anche se le prestazioni risultino ricevute dal contraente non inadempiente. Se tale obbligo restitutorio ha per oggetto somme di denaro, il ricevente è tenuto a restituirle maggiorate degli interessi calcolati dal giorno della domanda di risoluzione e non da quello in cui la prestazione pecuniaria venne eseguita dall'altro contraente (Cass Sez. 1, Ordinanza n. 6911 del 20/03/2018).  ### dal giorno della "domanda" non va intesa come riferita esclusivamente alla domanda giudiziale, ma comprende anche gli atti stragiudiziali aventi valore di costituzione in mora ai sensi dell'art. 1219 c.c ( Sez. 1 - , Ordinanza n. 9757 del 11/04/2024 e precedenti conformi tra cui Cass. S.U. n. 15895/2019). 
Sulle somma di euro 104.688,15 spettano dunque gli interessi legali, con decorrenza dal 13.8.2020 (data della lettera a firma del difensore di parte attrice -all. 10 alla citazione), rilevante ai fini della decorrenza degli interessi legali.  ### deve essere condannata alla restituzione dei titoli azionari conseguiti in esecuzione dell'ordine di acquisto delle azioni di cui è stata pronunciata la risoluzione. 
Il Tribunale non ritiene di poter riconoscere alcuna somma alla società istante a titolo risarcitorio, neppure con una liquidazione in via equitativa, mancando allegazione e prova di un danno, ulteriore e non ristorato per effetto dell'accoglimento della domanda restitutoria delle somme erogate per l'acquisto delle azioni oggetto del contratto risolto. 
Non sono accoglibili le deduzioni dell'istituto di credito che invoca l'art. 1227 cc in quanto nel caso concreto il cliente non era un investitore qualificato o professionale, ma un cliente retail dovendo essere valorizzato da un lato l'affidamento legittimamente riposto nell'operato dell'intermediario e, dall'altro, la mancanza di allegazione e prova di un comportamento del cliente “significativamente anomalo” o gravemente negligente al punto da configurare un concorso colposo del danneggiato (Cass. 29864/2011 e precedenti conformi). 
Le argomentazioni che precedono rendono ultronea la trattazione della altre tematiche affrontate dalle parti in lite nei rispettivi scritti difensivi. 
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, in applicazione dei parametri di cui al D.M. 55/2014 (aggiornato dal D.M. 147/2022), tenuto conto del valore della controversia (scaglione ricompreso tra euro 52.001,00 a 260.000,00) in base alla natura e alla complessità ### della stessa.  P.Q.M.  Il Tribunale di Terni, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando sulle domande proposte da ### S.R.L. nei confronti della #### S.P.A., ogni altra difesa, eccezione ed istanza disattesa, così provvede: -in accoglimento della domanda attorea, dichiara risolto il contratto di acquisto dei titoli azionari perfezionato in data ### e, per l'effetto, condanna la convenuta a restituire la somma di euro 104.688,15, oltre interessi legali dal 13.8.2020.  -condanna parte attrice alla restituzione dei suddetti titoli alla banca convenuta; -condanna la ### di ### di ### al rimborso delle spese di lite in favore della ### S.R.L. che liquida in complessivi euro 14.103,00 e titolo di compensi professionali, oltre al rimborso per spese generali, iva e cpa come per legge.  -condanna la ### di ### di ### ai sensi dell'art. 8, co. 4-bis d.lgs. 28/2010, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma pari al valore del contributo unificato dovuto per il giudizio. 
Terni, 5/7/2024 

Il giudice
(dott.ssa ###


causa n. 2205/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Fratini Florido, Fratini Dorita

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Tribunale di Milano, Sentenza n. 7151/2024 del 17-07-2024

... della socia ###ra ### a causa del suo inadempimento nel pagamento dei corrispettivi di cui al contratto di assegnazione in godimento sub all. 1; • per l'effetto dichiarare risolto il contratto stipulato tra le parti il ###, avente ad oggetto: appartamento n. 2, ubicato in #### n 77, piano ### composto da 4 locali e relativo servizio, per complessivi mq. 100, identificati catastalmente come segue: foglio 59, mappale 128, subalterno 708; cantina n. 9; box n. 87, foglio 59, mappale 128, subalterno 159. • condannare, di conseguenza, la convenuta al rilascio delle unità immobiliari di cui sopra libere da sé, persone e cose sue, con immissione della cooperativa ricorrente nel possesso delle stesse e fissazione del termine per il rilascio; • condannare, altresì, la ###ra ### al pagamento in (leggi tutto)...

N. R.G. ###/2023 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di MILANO SEZIONE XIII CIVILE Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. ### ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile di I ### iscritta al n. r.g. ###/2023 promossa da: ### - #### (C.F. ###), (ora LUM - #### - ####, corrente in #### n. 19 (C.F. ###) con il patrocinio dell'avv. ### elettivamente domiciliata in ### 22 ### presso il difensore avv. ### RICORRENTE contro ### (C.F. ###) RESISTENTE - CONTUMACE OGGETTO: occupazione sine titulo ### della parte ricorrente: Voglia l'Illustrissimo Tribunale adito, respinta ogni contraria istanza, domanda ed eccezione, sia di merito che istruttoria: • dare atto della intervenuta esclusione dalla ### della socia ###ra ### a causa del suo inadempimento nel pagamento dei corrispettivi di cui al contratto di assegnazione in godimento sub all. 1; • per l'effetto dichiarare risolto il contratto stipulato tra le parti il ###, avente ad oggetto: appartamento n. 2, ubicato in #### n 77, piano ### composto da 4 locali e relativo servizio, per complessivi mq. 100, identificati catastalmente come segue: foglio 59, mappale 128, subalterno 708; cantina n. 9; box n. 87, foglio 59, mappale 128, subalterno 159.  • condannare, di conseguenza, la convenuta al rilascio delle unità immobiliari di cui sopra libere da sé, persone e cose sue, con immissione della cooperativa ricorrente nel possesso delle stesse e fissazione del termine per il rilascio; • condannare, altresì, la ###ra ### al pagamento in favore dell'odierna ricorrente della somma pari ad ### 5.519,26 (CINQUEMILECINQUECENTODICIANNOVE/26) come da scheda contabile allegata, oltre quelli che verranno a scadenza sino all'effettivo rilascio, oltre interessi nella misura di cui all'art. 1284, Comma IV° c.c. (se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali). 
Con rifusione delle spese, compensi professionali, oltre il rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15%, ### Avvocati e IVA di legge. Si oppone ad eventuali domande, eccezioni e/o deduzioni che venissero avversariamente formulate. 
Si deposita: scheda contabile aggiornata al 31.05.2024. 
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione Si premette che il contenuto della presente sentenza si adeguerà al canone normativo dettato dagli artt.  132, comma 2, n. 4 e 118 disp. att. c.p.c., i quali dispongono che la motivazione debba limitarsi ad una concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, specificando che tale esposizione deve altresì essere succinta e possa fondarsi su precedenti conformi. 
Con ricorso ex art.281-decies cpc #### adiva il Tribunale di ### esponendo: - che in data ### stipulava con ### atto di assegnazione in godimento di alloggio sociale in forza del quale concedeva in godimento alla stessa l'alloggio n. 2, ubicato in #### n 77, piano ### composto da 4 locali e relativo servizio, per complessivi mq. 100 ( foglio 59, mappale 128, subalterno 708), nonché la cantina n. 9 e il box n. 87 (foglio 59, mappale 128, subalterno 159) (doc. 1); - che la socia si era resa morosa per il mancato pagamento dei canoni e spese di locazione; - che era intervenuta delibera del CdA del 26.07.2023 di esclusione della resistente quale socio dalla cooperativa (doc. 5); - che tale delibera veniva comunicata all'interessata con raccomandata a/r del 27.07.2023 (doc. 6); - che, alla data del ricorso, i canoni e le spese di godimento non pagati maturati dalla resistente ammontavano a complessivi euro 11.783,98 (docc. 3-4); Ciò premesso, la parte ricorrente chiedeva la condanna della #### alla restituzione dell'immobile sopra citato e al pagamento della somma di euro 11.783,98 per canoni e spese dovuti e non corrisposti, oltre quelli successivi sino all'effettivo rilascio, oltre interessi nella misura di cui all'art. 1284, Comma IV° All'udienza del 17 gennaio 2024, ### non si costituiva e il Giudice, verificata la regolarità della notifica, dichiarava la contumacia della stessa. Sempre alla suindicata udienza, la parte ricorrente precisava che il debito della resistente per canoni di godimento alloggio e spese era pari ad ### 2.823,30 come da scheda contabile aggiornata (all. 7), avendo la stessa, per il tramite e con l'aiuto di familiari, provveduto ad effettuare diversi versamenti nel periodo successivo alla notifica del ricorso; infatti erano pendenti trattative volte a consentire alla resistente di sanare interamente il proprio debito.  ### veniva rinviata all'udienza del 16.04.2024 per la discussione orale ai sensi dell'art. 281- sexies. 
All'udienza del 16.04.2024, il difensore della parte ricorrente depositava nota di precisazione delle conclusioni con cui veniva precisato che il debito di ### risultava essere pari alla somma di ### 903,00 per canoni di godimento ed ### 2.823,30 per spese condominiali per un totale di ### 3.726,30, Il Giudice tratteneva la causa in decisione. 
La causa veniva rimessa sul ruolo, atteso che la ricorrente aveva chiesto in principalità un rinvio in pendenza di trattative (possibilmente non superiore a mesi tre), al fine di valutare la possibilità di sanare la posizione debitoria della resistente, e veniva fissata l'udienza di discussione dell'11.6.2024. 
Quindi, istruita la causa con produzioni documentali, la stessa veniva trattenuta in decisione, dopo la discussione della causa svolta dalla parte costituita ai sensi dell'art. 281-sexies cpc alla predetta udienza. In tale ultima udienza la ricorrente dichiarava che, da ultimo, il proprio credito aggiornato era pari a ### 5.519,26, come da scheda contabile che allegava Il Tribunale svolge le seguenti e concise riflessioni. 
In via preliminare, si ricorda che è assolutamente consolidato l'orientamento della Suprema Corte che statuisce che “la contumacia del convenuto, di per sé sola considerata, non può assumere alcun significato probatorio in favore della domanda dell'attore, perché, al pari del silenzio in campo negoziale, non equivale ad alcuna manifestazione di volontà favorevole alla pretesa della controparte, ma lascia del tutto inalterato il substrato di contrapposizione su cui si articola il contraddittorio” (Cass. n. 10948/2003); non è, pertanto, sufficiente la mancata contestazione dei fatti dedotti, posto che l'art. 115, comma 1 c.p.c. precisa che la relevatio ab onere probandi, che consegue alla non contestazione dei fatti affermati dalla controparte, opera solo con riguardo alla parte costituita. Al riguardo, si applica il principio per cui “l'esclusione dei fatti non contestati dal “thema probandum” per il principio della non contestazione, non può ravvisarsi in caso di contumacia del convenuto, non potendo la sua mancata costituzione in giudizio essere equiparata, quanto ad effetto probatorio, ad una confessione o ammissione di essi, con conseguente assoluzione dell'attore dall'onere di dimostrarli e del giudice dal potere-dovere di verificare tale assolvimento e comunque dall'accertamento dell'inesistenza di essi se risultante dal materiale probatorio acquisito” ( n.14623 del 23.6.2009). 
La contumacia non determina, quindi, la decisione della controversia, dovendo, comunque, il giudice di merito valutare se il fatto dedotto dall'attore sia inquadrabile nell'astratto parametro normativo. 
Si osserva, poi, che il creditore che agisca in giudizio per l'inadempimento o l'inesatto adempimento del debitore deve solo fornire la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto, posto che incombe sul debitore convenuto l'onere di dimostrare l'avvenuto esatto adempimento dell'obbligazione (### civile sez. un., 30 ottobre 2001, n. 13533; cfr. altresì ### civile sez. III, 28 gennaio 2002, n. 982; ### civile sez. lav., 16 luglio 1999, n. 7553; ### civile sez. I, 15 ottobre 1999, n. 11629; ### civile sez. II, 5 dicembre 1994, n. 10446; ### civile, sez. II, 17 agosto 1990 n. 8336; ### civile, sez. II, 31 marzo 1987 n. 3099). 
Le domande svolte dalla parte ricorrente in questa sede ###quanto la stessa ha offerto prova documentale del titolo posto a fondamento delle domande, ossia il contratto di assegnazione di alloggio sociale sottoscritto regolarmente dalle parti in data ### relativo all'appartamento n. 2, ubicato in #### n 77, piano ### composto da 4 locali e relativo servizio, per complessivi mq. 100 (foglio 59, mappale 128, subalterno 708), nonché la cantina n. 9 e il box n. 87 (foglio 59, mappale 128, subalterno 159), che prevedeva quale corrispettivo per il godimento dell'appartamento la corresponsione del canone annuo di euro 4.329,00 (oltre ###, nonché per il box euro 586,00 e per la cantina 21,00, oltre al rimborso delle spese. 
La ricorrente ha così assolto l'onere probatorio sulla stessa incombente in base alla regola processuale stabilita dall'art. 2697 c.c., giacché ha fornito la dimostrazione del fatto costitutivo delle pretese vantate (si veda Cass., sez. un., n. 13533/2001: “Il creditore, sia che agisca per l'adempimento, per la risoluzione o per il risarcimento del danno, deve dare la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto e, se previsto, del termine di scadenza, mentre può limitarsi ad allegare l'inadempimento della controparte: sarà il debitore convenuto a dover fornire la prova del fatto estintivo del diritto, costituito dall'avvenuto adempimento”). 
Si rileva, poi, che, nel presente giudizio, la parte convenuta è rimasto contumace e, ai sensi dell'art. 215 cpc, “la contumacia della parte contro la quale una scrittura è prodotta è di per sé sufficiente a dar luogo al riconoscimento tacito dell'atto; la disposizione in esame stabilisce la regola per cui il mancato assolvimento dell'onere del disconoscimento comporta il riconoscimento tacito della scrittura privata, che farà quindi piena prova della provenienza del documento da chi l'ha sottoscritto. La scrittura privata prodotta in giudizio si considera riconosciuta a seguito di omesso tempestivo disconoscimento ad opera della parte contro cui viene fatta valere ed è questo appunto il caso del convenuto contumace. 
La ricorrente ha inoltre dimostrato che, con la raccomandata del 19.06.2023 (doc. 2), la ### ha intimato alla resistente il pagamento del dovuto avvertendola che, in difetto, avrebbe proceduto alla sua esclusione; successivamente, rimanendo la raccomandata priva di riscontro, con delibera del 26.07.2023 il CdA della ricorrente ha deliberato in tal senso (doc. 5), comunicando tale provvedimento al socio con raccomandata del 27.07.2023 (doc. 6). La resistente, rimanendo contumace, non ha dedotto di essersi opposta a tale esclusione. 
Alla luce dei motivi sopra esposti, deve prendersi atto, quindi, della intervenuta esclusione della stessa dalla ### stante il suo inadempimento alle obbligazioni contrattuali relative al pagamento dei canoni e delle spese dovute. 
In ogni caso, il mancato pagamento dei canoni di locazione o comunque, come, di quelli in oggetto, conseguenti ad un accordo di assegnazione in godimento dell'alloggio sociale, costituisce, in ogni caso, di per sé un inadempimento di non scarsa importanza (ex multis Cass.24460/2005). 
La resistente, non costituendosi nel giudizio, non ha fornito elementi idonei a suffragare la legittimità del proprio comportamento (ad esempio dando prova dell'avvenuta impugnazione della delibera del Consiglio di ###, né ha contestato la debenza delle somme. 
Va, quindi, accolta la domanda di condanna al rilascio del bene. 
Allo stesso modo, merita accoglimento la domanda di condanna della resistente al pagamento, in favore della ### ricorrente, della somma di ### 5.519,26 come da scheda contabile aggiornata al 31.5.2024, per canoni e spese dovuti e non corrisposti, alla data del 31.5.2024 (tenuto conto dei pagamenti effettuati nelle more, di cui la ricorrente ha dato atto, nonché dei crediti nel frattempo maturati), nonché a pagare indennità di occupazione e spese eventualmente maturate e maturande successive a tale data fino alla data del rilascio, oltre agli interessi legali di cui all'art.  1284, comma IV, c.c dalla domanda fino al saldo. 
Le spese di lite, tenuto conto del valore della causa al momento della proposizione della domanda e dell'attività svolta, vengono poste a carico della parte soccombente e si liquidano come da dispositivo.  P.Q.M.  Il Giudice, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone: -dato atto della intervenuta esclusione dalla ### del socio ### a causa del suo inadempimento nel pagamento dei corrispettivi di cui al contratto di assegnazione in godimento, dichiara risolto il contratto stipulato tra le parti il ###, avente ad oggetto l'appartamento n. 2, ubicato in #### n 77, piano ### composto da 4 locali e relativo servizio, per complessivi mq. 100 (foglio 59, mappale 128, subalterno 708), nonché la cantina n. 9 e il box n. 87 (foglio 59, mappale 128, subalterno 159) e, per l'effetto, condanna ### a rilasciare il predetto appartamento, nonché la cantina ed il box, riconsegnando detti beni liberi da persone e sgombri da cose alla proprietaria ricorrente; - fissa per l'esecuzione la data del 16.8.2024; -condanna ### a pagare, in favore della ### COOP (ora LUM - ### - ####, la somma di euro 5.519,26, per canoni e spese dovuti e non corrisposti alla data del 31.5.2024, nonché a pagare indennità di occupazione e spese eventualmente maturate e maturande successive a tale data fino alla data del rilascio, oltre agli interessi legali di cui all'art. 1284, comma IV, c.c dalla domanda fino al saldo; -condanna ### al pagamento, in favore della ### COOP.  (ora LUM - ### - ####, delle spese processuali che liquida in € 264 per spese esenti ed € 3397 per compensi, oltre rimborso spese generali al 15%, CPA ed IVA come per legge.  ### 16 luglio 2024 ### 

causa n. 32779/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Chinigo' Rita, Canu Caterina

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Tribunale di Matera, Sentenza n. 997/2023 del 06-12-2023

... al ### con cui: a) comunicava una risoluzione ex lege del contratto e con effetto immediato, facendo seguito ad una precedente nota a firma del suo avvocato di fiducia inviata a mezzo pec ad altro avvocato, patrocinatore del ### b) invitava l'affittuario al saldo della debitoria pregressa, pari ad euro 2.520,00. Poiché non v'è prova che la pec precedente sia pervenuta nella sfera di conoscibilità del ### la raccomandata dell'08/11/2021 non può ritenersi bastevole per considerare verificatasi una risoluzione di diritto ricollegata alla diffida ad adempiere. Considerato, tuttavia, che, ai sensi dell'art. 5 Legge n. 203/1982, la morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto quando si concreti nel mancato pagamento del canone per (leggi tutto)...

R.G. n. 1229/2023 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI MATERA Sezione Agraria Il Tribunale di Matera, sezione agraria, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori magistrati: Dott. ###ssa ###ssa ### relatore ##### D'### ha emesso la seguente SENTENZA nella presente controversia iscritta a ruolo con RG n. 1229/2023, avente ad oggetto il rilascio di un fondo agricolo per morosità dell'affittuario e pagamento dei canoni scaduti ed insoluti, promossa da ### (c.f: ###), rappresentata e difesa dall'avv.  ### (c.f.: ###), elettivamente domiciliata presso lo studio professionale di quest'ultimo in ####, via ### n. 41; ricorrente nei confronti di ### (c.f.: ###)), rappresentato e difeso dall'avv. ### (c.f.: ###), con domicilio eletto presso lo studio professionale di quest'ultimo in ####, via ### n. 28; resistente #### E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 I. Con ricorso depositato in data #### adiva il Tribunale di Matera, affinché, accertata l'intervenuta risoluzione del contratto di affitto dell'08/08/2008 per morosità dell'affittuario, ### fosse condannato: a) al pagamento dei canoni scaduti e rimasti insoluti per euro 6.450,00 oltre interessi, e di quelli a scadere, oltre al risarcimento del danno da ritardato rilascio; b) alla restituzione del fondo occupato; c) alla rideterminazione del canone nella misura corrispondente alla reale estensione del fondo e alla sua nota vocazione colturale, con condanna del convenuto a versare la differenza dovuta così come accertata oltre interessi come per legge; d) al ripristino del fondo nello status quo ante rispetto alle trasformazioni indebitamente operate dal resistente. 
All'uopo riferiva: di aver stipulato con ### un contratto di affitto, in data ###, avente ad oggetto il fondo di sua proprietà sito in agro di ### identificato in catasto al foglio 6 part. 629 di HA 00.48.51 circa; di aver convenuto un canone di affitto pari ad euro 150,00 l'anno con durata di anni 15 dall'11/08/2008 al 10/08/2023; di aver inviato all'affittuario, in data ###, una prima nota pec con la quale gli aveva chiesto il pagamento dei canoni arretrati per le 12 mensilità a decorrere dal 15/12/2020, oltre interessi, e, in data ###, un'ulteriore lettera raccomandata a.r. con la quale gli aveva comunicato la risoluzione del contratto per morosità, invitandolo all'immediato rilascio del fondo rustico, oltre al pagamento dei canoni insoluti; di avergli, quindi, recapitato, il successivo 27/05/2022, una nuova nota raccomandata ar con cui gli aveva comunicato il diniego del rinnovo del contratto, ribadendo la volontà di ottenere l'immediata restituzione del terreno. 
Rappresentava, quindi, di essere stata costretta ad avviare un primo procedimento di conciliazione dinanzi alla ### - ### per le ### e ### stante l'inerzia dell'affittuario. Procedimento conclusosi il ### senza il raggiungimento di alcun accordo, in cui però il ### aveva riconosciuto che l'importo del canone di locazione annuo era stato determinato tra le parti in maniera così esigua, non corrispondente alla reale estensione del fondo e alla sua vocazione colturale, solo in quanto l'affittuario si era obbligato a porre in essere tutte le attività necessarie per il miglioramento del terreno ,che sarebbero state compensate in ragione del minor costo del canone annuale come concordato, salvo però dichiararsi disponibile al rilascio del terreno dietro il versamento della somma di euro 20.000,00 per migliorie apportate; di aver, quindi, avviato dinanzi la medesima ### di cui sopra, in data ###, altro procedimento di conciliazione, avente ad oggetto la rideterminazione del canone di affitto. la Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 richiesta, tuttavia, non aveva seguito, poiché la struttura non provvedeva a convocare le parti nei termini stabiliti dagli artt. 46 comma 5 Legge n. 2023/1982 e 11 d.lgs. n. 150/2011. 
II. ### si costituiva in giudizio il ###, resistendo a tutte le avverse pretese: la domanda di parte ricorrente era improcedibile, per il mancato esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione in ordine alla quantificazione dell'indennità di miglioramento; dal 2008 sino al 27/05/2022, non era mai pervenuta alcuna richiesta di pagamento dei canoni di fitto, sicché il credito a tale titolo preteso fino al 2017 era prescritto ex art. 2948 c.c.; non avendo mai concordato preventivamente la rinuncia alle migliorie, rivendicava il diritto al riconoscimento dell'indennità relativa, corrispondente ai miglioramenti da lui effettuati come risultanti al momento della cessazione del rapporto in relazione al valore attuale di mercato del fondo non trasformato; egli, inoltre, aveva diritto di ritenere il fondo fino al pagamento da parte del locatore dell'indennità per i miglioramenti de quibus, oltre a pretendere la compensazione parziale del credito altrui con il proprio. 
Sosteneva di essere stato impossibilitato a coltivare il fondo e a ritrarne i frutti, in ragione del diniego del fratello della ### proprietari di fondi attigui, a consentirgli l'esercizio della servitù di passaggio sul suo terreno e che proprio detta situazione aveva indotto la ricorrente a comunicargli il mancato rinnovo del contratto. 
III. All'udienza del 06/12/2023, tenutasi ai sensi dell'art. 127ter c.p.c, entrambe le parti hanno insistito nelle difese come innanzi, chiedendo che la causa fosse decisa. 
IV. Il ricorso deve trovare accoglimento per quanto di ragione. 
IV.1. E' destituita di fondamento l'eccezione di improcedibilità dell'azione giudiziaria promossa dalla ### Per orientamento pacifico della giurisprudenza, «in materia agraria il tentativo di conciliazione deve essere sempre preventivo, attivato cioè prima dell'inizio di qualsiasi controversia agraria, atteso che la norma di cui all'art.  46 della legge n. 203 del 1982, inderogabile e imperativa, non consente che il filtro del tentativo di conciliazione possa essere posto in essere successivamente alla domanda giudiziale. Ne consegue che l'esperimento preventivo del tentativo di conciliazione di cui al citato articolo costituisce condizione di proponibilità della domanda la cui mancanza, rilevabile anche d'ufficio nel corso del giudizio di merito, comporta la definizione della causa con sentenza dichiarativa di improponibilità» (v. Cass civ. sez. III sentenza n.13793 del 31/05/2018, sez. II sentenza n.8306 del 23/04/2015, ### III sentenza n. 19436 del 15 luglio 2008; Tribunale Castrovillari sentenza n.847 del 20/10/2020). 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 Nel caso che ci occupa, la ### ha proposto due tentativi di conciliazione obbligatoria, aventi ad oggetto, il rilascio del terreno occupato, il pagamento dei canoni insoluti ed il risarcimento del danno da occupazione, il primo, e il ricalcolo del canone di affitto, il secondo. Nel presente giudizio, la ricorrente, oltre alle domande innanzi, ha chiesto il ripristino dello status quo ante dei luoghi con l'eliminazione delle trasformazioni eseguite dal ### Ebbene, il resistente ha eccepito l'improcedibilità del ricorso poiché la ### non avrebbe promosso la conciliazione con riguardo alla quantificazione dell'indennità sui miglioramenti. 
Domanda, però, che è stata avanzata dal resistente in via riconvenzionale e che, pertanto, avrebbe dovuto essere oggetto di un tentativo obbligatorio di conciliazione da parte sua: l'art. 11 comma 3 d.lgs. n. 150/2011, infatti, dispone che “chi intende proporre in giudizio una domanda relativa a una controversia nelle materie indicate dal comma 1 è tenuto a darne preventiva comunicazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all'altra parte e all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio”; «in materia di contratti agrari, la "domanda", in relazione alla quale va esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione, deve essere intesa nel significato onnicomprensivo di istanza volta al riconoscimento di un diritto o comunque alla tutela di un bene della vita avente scaturigine in un contratto agrario, non assumendo alcuna rilevanza, a tali fini, la sequenza procedimentale attivata (ordinaria o semplificata) o la modalità di proposizione seguita (in via principale o riconvenzionale)» (così Cassazione civile sez. VI ordinanza n.### del 11/11/2022). 
IV.2. Non può trovare accoglimento la domanda di riconoscimento dell'indennità per i miglioramenti avanzata dal resistete.  ###. 16 Legge n. 203/1982 prevede a proposito che “1. Ciascuna delle parti può eseguire opere di miglioramento fondiario, addizioni e trasformazioni degli ordinamenti produttivi e dei fabbricati rurali, purché le medesime non modifichino la destinazione agricola del fondo e siano eseguite nel rispetto dei programmi regionali di sviluppo oppure, ove tali programmi non esistano, delle vocazioni colturali delle zone in cui è ubicato il fondo. 2. La parte che intende proporre la esecuzione delle opere di cui al primo comma, in mancanza di un preventivo accordo, deve comunicare all'altra parte e all'ispettorato provinciale dell'agricoltura, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, corredata di progetto di massima, la natura, le caratteristiche e le finalità delle opere di cui si chiede l'esecuzione all'altra parte. 3. ### provinciale dell'agricoltura, non appena ricevuta la comunicazione di cui al comma precedente, convoca le parti, che possono farsi assistere dalle rispettive organizzazioni professionali, ai fini di tentare un accordo in ordine alla proposta e ai connessi regolamenti di rapporti tra le parti. Nel caso in cui non si raggiunga tale accordo, l'ispettorato, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, si pronuncia, Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 motivando, in senso favorevole o contrario in ordine alle opere richieste di cui al primo comma, riscontrata anche la congruità delle medesime; indica altresì eventuali modificazioni tecniche al progetto presentato ed assegna, in caso di giudizio favorevole, un termine per l'inizio e la ultimazione delle opere. 4. La decisione deve essere comunicata, a cura dell'ispettorato, ad entrambe le parti. 5. Qualora venga adottata una decisione favorevole, il proprietario del fondo deve fare conoscere, entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma precedente, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, se egli stesso intenda eseguire le opere. 6. In caso di dichiarazione negativa o di silenzio, l'affittuario può procedere senz'altro anche se la proposta delle opere di cui al primo comma è stata fatta dal locatore, alla esecuzione delle medesime. Qualora il proprietario comunichi di voler eseguire direttamente le opere di cui al primo comma con le eventuali modifiche stabilite dall'ispettorato, deve iniziare ed ultimare le relative opere entro i termini assegnati dall'ispettorato stesso. 7. Se il proprietario non dà inizio alle opere di cui al primo comma o non le ultima entro i termini di cui al comma precedente, l'affittuario può eseguirle a sue spese. ### è tenuto a comunicare, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al proprietario e all'ispettorato la sua decisione di surrogarsi al locatore nella esecuzione o nel completamento delle opere”. 
Il successivo art. 17 dispone, quindi, che “### che ha eseguito le opere di cui al primo comma dell'articolo 16 ha diritto ad una indennità corrispondente all'aumento del valore di mercato conseguito dal fondo a seguito dei miglioramenti da lui effettuati e quale risultante al momento della cessazione del rapporto, con riferimento al valore attuale di mercato del fondo non trasformato. Le parti possono convenire la corresponsione di tale indennità anche prima della cessazione del rapporto. Se non interviene accordo in ordine alla misura dell'indennità prevista dal comma precedente, essa è determinata, a richiesta di una delle parti, dall'ispettorato provinciale dell'agricoltura, la cui deliberazione, agli effetti dell'art. 634 c.p.c., costituisce prova scritta del credito per l'indennità stessa. 
All'affittuario compete la ritenzione del fondo fino a quando non gli sia stata versata dal locatore l'indennità fissata dall'ispettorato oppure determinata con sentenza definitiva dall'autorità giudiziaria”. 
È ammessa la possibilità dell'affittuario di rinunciare preventivamente al diritto ai miglioramenti solo se la rinuncia riveste la forma scritta ed è inserita in un contratto di affitto di fondo rustico, stipulato con l'assistenza delle organizzazioni professionali, ai sensi dell'art. 45 Legge n. 203/1982. 
In mancanza di tale presupposto, la rinunzia preventiva è nulla, poiché essa è diretta a regolamentare un diritto dell'affittuario in maniera diversa da quella stabilita dall'art. 17 Legge 203/1982, art. 17 (così ex multis Cassazione civile sez. VI ordinanza n.27740 del 29/10/2019).  ###à si determina con riferimento al momento della cessazione del contratto che si identifica con la data in cui il rapporto è dismesso alla scadenza contrattuale o legale, o con quella di anticipata risoluzione, con correlativo rilascio del terreno. Qualora il rapporto non venga dismesso alla Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 scadenza (o all'atto della sua anticipata risoluzione), risultando la stessa controversa, il momento della cessazione del rapporto va individuato nella data fissata dalla sentenza di condanna al rilascio del fondo (che coincide, ex lege, con l'annata agraria in cui la sentenza è pronunciata), posto che da tale momento il proprietario concedente può ottenere coattivamente il rilascio del fondo ed il conduttore può far valere il diritto agli eventuali miglioramenti apportati (v. Cassazione ordinanza sez. III ordinanza n. 28008 del 31/10/2019). 
Nel caso che ci occupa, il contratto di fitto di fondo rustico stipulato tra le parti non prevedeva alcuna clausola di rinuncia dell'affittuario all'indennità sui miglioramenti, sicché astrattamente il ### ben avrebbe potuto rivendicarla in questa sede. Sennonché, difetta a monte la prova di un accordo tra le parti in ordine ai miglioramenti da eseguire, che avrebbe dovuto essere necessariamente specifico e non poteva essere sostituito efficacemente da un assenso generico per tipi e/o categorie di opere, così come previsto nel contratto dell'08/08/2008, in cui è riportato: “il proprietario autorizza sin d'ora l'affittuario ad eseguire, nei terreni e fabbricati dati in affitto, tutte le opere di miglioramento fondiario e di adeguamento tecnologico che riterrà opportuno realizzare, allo scopo di migliorare i redditi, le condizioni di vita, di lavoro e di produzione”. 
La giurisprudenza di legittimità, infatti, ritiene che il diritto all'indennità riconosciuto all'affittuario, ai sensi dell'art. 17 Legge n. 203/1982, presupponga necessariamente il preventivo consenso del concedente, che può essere anche tacito, purché: si sostanzi in una manifestazione di volontà autorizzativa che specifichi la natura, le caratteristiche e le finalità degli interventi migliorativi; in ogni caso, debba precedere e non seguire l'esecuzione delle opere; non consista in una semplice tolleranza del locatore, ma si concreti in una chiara ed inequivoca manifestazione di volontà volta ad approvare le innovazioni eseguende (v. Cassazione Sez. III ordinanza n. ### del 21/11/2019). 
Premesso che la memoria di costituzione non specifica neppure quali interventi di miglioramento sarebbero stati realizzati, la violazione del procedimento di cui all'art. 16 citato e la mancata dimostrazione da parte del resistente dell'accordo con la locatrice sul singolo intervento di miglioramento preclude in radice la possibilità di riconoscere in capo al ### il diritto all'indennità relativa. 
Il rigetto della domanda di indennità per i miglioramenti del fondo rustico determina in via conseguenziale l'accertamento della insussistenza del diritto dell'affittuario a ritenere il terreno fino al pagamento della stessa: infatti, «il diritto di ritenzione, che è riconosciuto in via generale dall'art. 1152 e si configura come una situazione non autonoma ma strumentale all'autotutela di altra situazione attiva Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 generalmente costituita da un diritto di credito, è contemplato in favore dell'affittuario di fondo rustico nell'art. 20 della legge 3 maggio 1982, n. 203 (così come lo era, già, nell'art. 15 della precedente legge n. 11 del 1971) in stretta correlazione al diritto di credito per le indennità spettanti al coltivatore diretto per i miglioramenti, le addizioni e le trasformazioni da lui apportati al fondo condotto, sicché, presupponendo l'esistenza di un credito derivante dalle opere indicate e realizzate dal coltivatore diretto, non è scindibile dall'esistenza di detto credito o dall'accertamento di questo. 
Pertanto, eccepito dall'affittuario che si opponga all'esecuzione del rilascio di un fondo rustico il diritto di ritenzione a garanzia del proprio credito per i miglioramenti apportati al fondo, il giudice non può limitarsi ad accertare l'esistenza delle opere realizzate dall'affittuario, ma deve verificarne anche l'indennizzabilità, rigettando l'eccezione ove tale verifica dia esito negativo» (v. Cassazione sentenza n. 27990 del 31/10/2019). 
IV.3. Va rigettata la domanda della ricorrente di ricalcolo del canone convenuto. 
Sul punto va innanzitutto precisato che il contratto di fitto fissa il canone annuale ad euro 150,00, senza specificare la correlazione di un importo così esiguo né alle condizioni del terreno né all'impegno dell'affittuario di effettuare determinati miglioramenti. Il Tribunale, salve le ipotesi tassativamente previste dalla legge (si pensi esemplificativamente all'art. 1384 c.c. sulla riduzione della penale), non ha la possibilità di ingerirsi sul contratto tanto da rimodulare le prestazioni economiche che dovessero risultare inique per un contraente. 
Nel caso che ci occupa, poi, il meccanismo dell'equo canone, inderogabile in peius a tutela dell'affittuario contraente debole, è venuto meno all'indomani della pronuncia della ### 318/2002, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli artt. 9 e 62 Legge n.203/1982. Le parti, dunque, sono libere di contrattare l'entità del canone, con l'unico limite, nel caso di conduttore coltivatore diretto, previsto dall'art. 9 Legge n. 567/1962 che vieta le regalie, le prestazioni, le onoranze e qualsiasi compenso dovuto dall'affittuario, a qualsiasi titolo, oltre il canone di affitto e sancisce la nullità di diritto delle eventuali pattuizioni contrarie. 
IV.4. E' fondata solo in parte l'eccezione di prescrizione del credito sollevata dal resistente. 
Non v'è in atti alcun atto di interruzione della prescrizione quinquennale, ex art. 2948 n. 3 c.c., antecedente al 27/05/2020, che sia stato inviato dalla ### al ### personalmente, essendo del tutto irrilevanti, ai fini di cui all'art. 2943 comma 4 c.c., le sollecitazioni fatte pervenire dalla creditrice al debitore per il tramite del difensore di quest'ultimo, che non ne ha la rappresentanza sostanziale. Altrettanti ininfluenti risultano le raccomandate ar e le relative ricevute depositate dalla ricorrente senza le lettere spedite con queste. 
Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 Va, pertanto, dichiarato estinto il diritto della ### ai canoni di fitto maturati nel quinquennio antecedente al 27/05/2020 e quindi fino al 27/05/2015; poiché nel contratto di fitto non era previsto il giorno entro cui il canone avrebbe dovuto essere pagato, deve ritenersi che l'adempimento avrebbe potuto essere legittimamente effettuato entro l'ultimo giorno del mese, ergo, la prescrizione ha riguardato tutti i canoni maturati fino al mese di aprile 2015.  * 
La ricorrente ha depositato agli atti la nota raccomandata a.r. dell'08/11/2021 inviata al ### con cui: a) comunicava una risoluzione ex lege del contratto e con effetto immediato, facendo seguito ad una precedente nota a firma del suo avvocato di fiducia inviata a mezzo pec ad altro avvocato, patrocinatore del ### b) invitava l'affittuario al saldo della debitoria pregressa, pari ad euro 2.520,00. Poiché non v'è prova che la pec precedente sia pervenuta nella sfera di conoscibilità del ### la raccomandata dell'08/11/2021 non può ritenersi bastevole per considerare verificatasi una risoluzione di diritto ricollegata alla diffida ad adempiere. 
Considerato, tuttavia, che, ai sensi dell'art. 5 Legge n. 203/1982, la morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto quando si concreti nel mancato pagamento del canone per almeno una annualità (È in ogni caso applicabile il terzo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508, secondo cui “Non può essere dichiarata risoluzione del contratto per morosità, qualora l'affittuario, convenuto in giudizio, dimostri un credito per somme pari o superiori all'importo del canone non pagato, comunque versate e a qualunque titolo, durante il corso del rapporto, o per le spese fatte ai sensi del primo comma dell'art. 16 della legge 11 febbraio 1971, n. 11) e la morosità del ### alla data di ricezione della raccomandata 16/04/2021, era pacificamente superiore, a quella lettera può attribuirsi in ogni caso il valore di una comunicazione di volersi avvalere della previsione di legge sulla risoluzione del contratto per morosità in caso di mancato pagamento immediato del debito pregresso. 
Poiché detto pagamento non è avvenuto e il resistente ha assunto una condotta incompatibile con la volontà di sanare l'inadempimento, in mancanza di altri elementi che consentano di retrodatarla, può ritenersi verificatasi la risoluzione di diritto del contratto per colpa del conduttore alla data del 27/09/2022. Ferma la restituzione del terreno nei termini di cui all'art. 47 Legge n. 203/1982, il locatore ha, dunque, diritto al pagamento dei canoni maturati dal mese di maggio 2015 fino al mese di settembre 2022, rivalutati, fin dall'origine, in base alle variazioni del valore della moneta secondo Sentenza a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 gli indici ### e maggiorati degli interessi di legge ex art. 8 comma 6 d.lgs. n. 150/2011. Dal mese di ottobre 2022 fino all'effettivo rilascio del terreno, invece, lo stesso ha diritto ad avere un'indennità da occupazione sine titulo che, in mancanza di dati specifici sulla redditività del bene, può quantificarsi in misura pari al canone di fitto pattuito rivalutato come innanzi, in ossequio ai principi affermati dalle ### nella sentenza n. ### del 15/11/2022. 
V. Le spese processuali seguono la soccombenza e sono liquidate complessivamente - in applicazione dei parametri di cui al DM n. 147/2022, considerata l'entità del diritto riconosciuto (scaglione euro 1.100,01-5.200,00), secondo valori prossimi ai medi - come in dispositivo.  P.Q.M.  ACCERTA e ### l'intervenuta risoluzione ex art. 5 Legge n. 203/1982, in data ###, del contratto di fitto stipulato dalle parti l'08/08/2008; accertatone il diritto, ### al pagamento in favore della ricorrente dei canoni di fitto, scaduti ed insoluti, dal mese di maggio 2015 fino al mese di settembre 2022, rivalutati, fin dall'origine, secondo l'indice ### e maggiorati degli interessi di legge ex art. 8 comma 6 d.lgs. n. 150/2011 fino all'effettivo pagamento; DICHIARA prescritto il credito relativo ai canoni di fitto antecedenti al mese di maggio 2015; accertatone il diritto, ### al pagamento in favore della ricorrente dell'indennità di occupazione pari ad euro 150,00 mensili dal mese di ottobre 2022 fino all'effettivo rilascio del terreno; ### al rilascio, in favore della ricorrente, del terreno sito in ####, identificato in catasto al foglio 6 part. 629, nei termini di cui all'art. 47 Legge n. 203/1982; RIGETTA la domanda di ricalcolo del canone di fitto avanzata dalla ricorrente; RIGETTA la domanda riconvenzionale proposta dal resistente; ### alla rifusione delle spese processuali sostenute dalla ricorrente, che liquida in complessivi euro 2.552,00 per compenso professionale, oltre al 15% per spese generali, iva e cpa come per legge, da versare all'### ai sensi dell'art. 133 d.P.R. n. 115/2002, essendo la ricorrente ammessa in via provvisoria al patrocinio a spese dello Stato. 
Così deciso nella camera di consiglio del 06/12/2023.  ###ssa #### a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023 R.G. n. 1229/2023 N.B. In caso di diffusione pubblica del presente atto, è fatto obbligo di oscurare tutti gli elementi che consentano l'identificazione delle persone coinvolte.  ### a verbale (art. 127 ter cpc) del 06/12/2023

causa n. 1229/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Quartarella Antonia, Disabato Giuseppe

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Corte di Cassazione, Ordinanza del 28-06-2024

... one di prime cure, costituito dall'inadempimento di ### tenuto conto che quest'ultimo non aveva i mpugnato inci dentalmente la decisione del Tribunale e nemmeno aveva riproposto in modo espresso le deduzioni e conclusioni di primo grado. Sicché, non avendo i motivi di gravame minimamente messo in discussione l'ordinanza di primo grado, nella parte in cui aveva presupposto l'inadempimento di ### (contestandosi, piuttosto, la parte dell'ordinanza nella quale si era affermato che i rimedi apprestati al dedotto inadempimento sarebbero stati quelli di cui all'art. 1489 c.c.), la Corte, nel riqualificare la domanda, avrebbe escluso l'inadempimento all'obbligazione del venditore di 8 di 19 costituire il diritto d'uso a fini di parcheggio, sebbene il ### non avesse proposto appello incidentale né (leggi tutto)...

ORDINANZA sul ricorso (iscritto al N.R.G. 29886/2019) proposto da: ### a (C.F.: ###), rappresentato e difeso da sé medes imo ex art. 86 c.p.c., elettivamente domiciliat ###### piazza ### presso la cancelleria della Corte di cassazione; - ricorrente - contro CURRÒ ### (C.F.: ###), rappresentato e difeso, giusta procura in calce al controric orso, dall'Avv. ### elettivamente domiciliat ###, presso lo studio dell'Avv.  ### ; - controricorrente - e nei confronti di CURRÒ ### (C.F.: ###); - intimata - Vendita - Costituzione diritto uso per parcheggio - ### con servitù passaggio in favore di fondo di terzi R.G.N. 29886/19 C.C. 13/6/2024 2 di 19 avverso la sentenz a della Corte d'appello di Messina 637/2019, pubblicata il 6 agosto 2019; udita la relazione della causa svolta nell a camera di consiglio del 17 giugno 202 4 dal ### relatore ### letta la memoria illustrativa deposi tata nell'interesse del ricorrente, ai sensi dell'art. 380-bis.1. c.p.c. 
FATTI DI CAUSA 1.- Con ricors o ex art. 702-bis c.p.c. (secondo l a versione vigente ratione temporis), depositato il 14 novembre 2011, ### adiva il Tribunale di Barcellona Pozzo di ### chiedendo che fosse accertato, vers o ### e ### il suo diritto d'uso ad un posto auto allocato nella particella n. 1216, in ragione della costituzione di tale diritto con l'atto pubblico di vendita immobiliare del 23 maggio 20 07, con l'adozione dell'ordine ai resis tenti di costituirlo, a loro cura e spese, nella porzione di terreno non gravata dal diritto di servitù di pas saggio in favore del f ondo d i terzi (che ne avevano reclamato il pi eno ese rcizio) e con la loro condanna al risarcimento dei danni subiti per la mancata fruizione del pos to auto, nella mi sura equitati vamente determinata di euro 100,00 mensili o in quella diversa, mag giore o mi nore, ritenuta di giustizia, con decorrenza dal maggio 2011 sino alla creazione e alla messa a disposizione del posto auto. 
Si costituiva in giudizio ### il quale chiedeva che le domande a vversarie fossero riget tate, in quanto infondate in fatto e in diritto, eccependo c he l'esercizio del diritto d'uso in 3 di 19 favore del ric orrente, stante la larghezza del terreno, non era incompatibile con la servitù di passaggio costituita e trascritta a favore del fondo di ### sicché l'istante avrebbe potuto e dovut o far valere l e propri e ragioni nei confront i del ### . 
Esponeva altresì : A) che aveva comunque dato dispo nibilit à ad allocare il posto auto in favore del ### nella parte di terreno non gravata da servitù di passaggio, purché le spese f ossero sostenute dal ### ste sso, proposta non accetta ta da controparte; B) che la costituzione del diritto d'uso, in favore del ricorrente, non era stata condizione essenziale per la conclusione della compravendita dell'unità immobiliare, nella quale era precisato che l'immobile era trasferito con le servitù esistenti da cui era gravato. 
Si costituiva in giudizio anche ### la quale eccepiva il proprio difetto di legittimazione passiva, in quanto la costituzione del d iritto d'uso di un posto auto era avvenuta a cura del solo ### , quale proprietario esclusivo della particella 1216 su cui il diritto gravava. 
Quindi, il Tribunale adito, con ordinanza depositata il 20 novembre 2017, rigettava le domande spiegate, ritenendo che, a fronte della sussistenza di un diritto reale in favore del fondo di un terzo sulla cosa venduta, che ne diminuiva il godimento e che non era stato di chiarato nel contratto né conosciuto, il comprat ore avrebbe potuto richiedere solo la risoluzione del contratto oppure la riduzione del prezzo, ai sensi dell'art. 1489 2.- Con atto d i citazione notificato il 23 novembre 2017, proponeva appello avverso la pronuncia di primo grado ### il quale lamentava: 1) l'erronea interpretazione 4 di 19 della domanda, con la quale non era stata richiesta la costituzione di un diritto d'uso ad un posto auto, ma il semplice accertamento di un preesistente diritto all'uso; 2) l'erronea motivazione dell'ordinanza, nella parte in cui aveva qualificato la doma nda come azione ex art. 1489 c.c., benché la cosa venduta non fosse gravata da alcun onere o diritto reale non apparente, riguardando la richies ta di accertamento del diritto d'uso una particella estranea alla ve ndita, rimasta di pr oprietà dell'alienante, parzialmente gravata da servitù di passaggio in favore del fondo di un terzo; 3) l'erronea esclusione della legittimazione passiva di ### che - benché non fosse proprietaria dell'area su cui era stato costituito il diritto d'uso - si era comunque obbligata a consentire tale costituzione; 4) l'err oneo rigetto della doma nda risarcitoria, nonostante fosse a mmissibile la liquidazione equitativa, in quanto - per l'attore - sarebbe stato estremamente difficile, se non impossibile, fornire la dimostrazione del quantum del danno per il mancato utilizz o di un p osto auto, sulla scorta delle affermazioni non c ontestate dalle controparti; 5) l'erronea disposizione della condanna del ricorrente alla ref usione delle spese di lite. 
Si c ostituiva nel giudi zio di impugnazion e ### la quale concludeva per il rigetto del gravame , insistend o nell'eccezione di carenza della sua legittimazione passiva. 
Si co stituiva altresì nel giudizi o d'appell o ### il quale chiedeva che l'appello fosse respinto nel merito. 
Decidendo sul gravame interpo sto, la C orte d'appello di Messina, con la sentenza di cui in epigrafe, rigettava l'appello e, per l'effetto, confermava la pronuncia impugnata. 5 di 19 A sostegno dell'adottata pronuncia la Corte di merito rilevava per quanto di interesse in questa sede: a) che dalla formulazione letterale della domanda si evinceva che essa era diretta al mero accertamento del diritto d'uso e non alla sua costituzione, poiché tale diritto era stato già costituito con il contratt o di compravendita; b) che, così qualificata la domanda proposta, ne discendeva che essa non potesse essere ricondotta nell'ambito applicativo (e all'esperimento delle correlate azioni) dell'art. 1489 c.c., non controvertendosi su eventuali oneri o diritti reali di terzi sull'unità immobiliare acquistata dall'appellante, tali da determinarne una diminuzione di valore, ma sull e obbligazioni derivanti dalla costituzione del diritto d'uso a favore del ### su una porzione di terreno di proprietà di ### che - attraverso la sottoscrizione del contratto - aveva assunto l'obbligo di individuare la porzione di terreno di sua proprietà sulla quale il ### avrebbe dovuto esercitare tale diritt o d'us o; c) c he, in ogni caso, la domanda non poteva trovare accoglimento, poiché la servitù d i passaggio sulla porzione della part icella n. 1216 a favore (del fondo) di ### pe, per un verso, non face va venir meno il d iritto d i proprietà d i ### e, per altro verso, non era in sé osta tiva dell'esercizio del diritto d'us o reclamato dall'appellante, poiché l'adempimento dovuto dal ### ben avrebbe potuto avere ad oggetto una porzione di terreno gravata da servitù, ove tale servitù e il diritto d'uso del ### fossero stati compatibili; d) che, invero, già nel giudizio di primo grado, ### aveva eccepito che l a larghezza del sito oggetto di servitù di passaggio a favore del fondo di ### sarebbe stata sufficiente a garantire al ### l'esercizio del suo 6 di 19 diritto d'uso per un posto a uto, senza limitare o impedire l'esercizio della servitù di passaggio, sicché, a fronte di tal e eccezione, l'originario ricorrente non aveva dato alcuna prova che il suo diritto d'uso e la servitù a favore del fondo del ### fossero, invece, incompatibili, limit andosi a dedurre che il ### lo aveva diffidato a parcheggiare nella parte di terreno gravata da servitù; e) che era conse guentement e fondata l'eccezione del ### secondo la q uale, in asse nza di prova dell'incompati bilità del diritto d'uso reclamato dall'appellante con la servitù di passaggio in favore del fondo di ### il ### avrebbe dovuto rivolgere a quest'ultimo le domande finalizzate all'accertamento e all'esercizio del diritto d'uso ovvero sarebbe stato opportuno che l'accertamento del suo diritto fosse stato chiesto in contraddittorio anche con ### senza che questa possibilità integrasse un'ipotesi di litisconsorzio necessario; f) che, dunque, mancando la prova di un oggettivo impedi mento imputa bile a ### in ordine all'esercizio del diritto d'uso costituito a favore del ### la domanda non poteva che essere rigettata; g) che l'infondatezza della domanda principale facev a venir meno il presupposto del preteso diritto al risarcimento dei danni, di cui, in ogni cas o, il ### a non aveva dato alcuna pr ova circa la sua sussistenza e la sua entità, non potendosi nella fattispecie ritenere che il danno fosse in re ipsa.  3.- Avverso la sentenza d'appello ha proposto ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi, ### Ha resistito, con controricorso, ### È rimasta intimata ### ia, alla q uale il ricorso è stato notificato a titolo di mera litis denuntiatio. 7 di 19 4.- Il ricorrente ha depositato memoria illustrativa.  RAGIONI DELLA DECISIONE 1.- Preliminarmente deve essere di sattesa l'eccezione sollevata dal controricorrente circa l'asserita inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza. 
Per c ontro, l'esposizione contenut a nell'atto introduttivo del giudizio di legittimità consente di acquisire una conoscenza sostanziale e processuale delle risulta nze relative al giudizio di merito, s ufficiente per ben intendere i l s ignificato e la portata delle critiche svolte avverso l'impugnata sentenza.  2.- Tanto premesso, con il primo motivo il ricorrente denuncia, ai sensi dell'art. 360, pri mo comma, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt. 1453 c.c. e 333, 343, 346 e 329, secondo comma, c.p.c., per avere la Corte di merito riesaminato l'intera fattispecie oggetto del giudizio di primo grado e i l presupposto f ondamentale della decisi one di prime cure, costituito dall'inadempimento di ### tenuto conto che quest'ultimo non aveva i mpugnato inci dentalmente la decisione del Tribunale e nemmeno aveva riproposto in modo espresso le deduzioni e conclusioni di primo grado. 
Sicché, non avendo i motivi di gravame minimamente messo in discussione l'ordinanza di primo grado, nella parte in cui aveva presupposto l'inadempimento di ### (contestandosi, piuttosto, la parte dell'ordinanza nella quale si era affermato che i rimedi apprestati al dedotto inadempimento sarebbero stati quelli di cui all'art. 1489 c.c.), la Corte, nel riqualificare la domanda, avrebbe escluso l'inadempimento all'obbligazione del venditore di 8 di 19 costituire il diritto d'uso a fini di parcheggio, sebbene il ### non avesse proposto appello incidentale né riproposto espressamente l'eccezione sollevata in primo grado, in ordine all'assenza di alcun suo inadempimento, in ragione della compatibilità tra l'esercizio del costituito diritto d'uso del posto auto e l'esercizio della servitù di passaggio in favore del fondo del terzo. 
Osserva l'i stante che la riproposizione delle ec cezioni, ove non fosse stato necessario spiegare appello incidentale, avrebbe dovuto essere specifica, non es sendo all'uopo sufficiente il generico richiamo alle difese svolte in primo grado.  2.1.- Il motivo è infondato. 
E ci ò benché il richi amo alle motivazi oni già ampiamente esplicitate dalla parte appellata negli atti e verbali di causa del procedimento di primo grado, da doversi intendere come riportate e trascritte - richiamo come contenuto nella comparsa di costituzione di ### nel giudizio di gravame -, fosse del tutto gener ico e, quin di, inidoneo a determinare la riproposizione delle eccezioni sollevate nel giudizio davanti al Tribunale (Cass. Sez. 3, Ordinanza n. 25840 del 13/11/2020; Sez. 6-3, Ordinanza n. 22311 del 15/10/2020; ### 2, Sentenza n. 10796 del 11/05/2009). 
Nondimeno, l'accertamento dell'inadempimento dedotto dal ricorrente nel giudizio di prime cure ben p oteva e doveva avvenire a cura della Corte d'appello, all 'esito della corretta qualificazione della domanda (non rientrante nella previsione di cui all'art. 1489 c.c.), posto che la pretesa di accertamento del diritto d'uso è stata di sattesa dall'ordinanza del ### ale sulla scorta del riferimento al mer o deductum (ossia della asserita 9 di 19 preclusione di tale acce rtamento in ragio ne della ricond uzione della fattispecie nell'alveo della previsione c he regola l'ipotes i della cosa alienata gravata da oneri o da diritti di godimento di terzi), senza alcuna verifica dell'eff ettiva esiste nza dell'inadempimento stesso. 
A fron te della ric hiesta dell'appellante circa la dichiarazione del diritto all'uso di un posto auto sulla particella n. 1216 e circa il conse guente accertamento dell'obbligo degli ap pellati di mettere a di sposizion e dell'appellante un posto auto su una frazione di tale particella, non oggetto dei diritti di terzi, il giudice d'appello, una volta escluso che tale petitum fosse precluso, in ragione del diver so inquadramento sistematico dell'azione, non ricadente nella previsione di cui all'art. 1489 c.c., avrebbe dovuto verificare l'effettiva integrazione di tale inadempimento, come in realtà è accaduto. 
Ed inv ero, la verifica della compatibilità dell'esercizio del diritto d'uso riconosciuto in contratto con l'esercizio della servitù di passaggio in favore del fondo di un terzo costituiva passaggio indispensabile per ritenere leso il bene dell a vita ogge tto di causa, sul q uale nessun a ccertamento era stato svolto dal ### 3.- Con il second o moti vo il ricorrente prospetta, ai sensi dell'art. 360, prim o comma, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt. 1453, 1065 e 1067, secondo comma, c.c., per avere la Corte territoriale ritenuto che l'adempimento dovuto dal ### in ordine al riconoscimento del diritto d'uso a fini di parcheggio, avrebbe potuto avere ad oggetto una porzione di 10 di 19 terreno gravata da servitù, ove tale servitù ed il diritto di uso del ### fossero stati compatibili. 
Obietta l'istante che, allorché il titolo fosse stato inequivoco, non a vrebbero potuto coesistere sullo stesso terreno un preesistente diritto di servitù volontaria di passaggio con un sopravvenuto diritto d'uso a scopo di parcheggio di una parte del terreno già destinato all'esercizio della servitù di passaggio. E ciò perché l 'aver mutato le c ondizioni dei luoghi di esercizio della servitù di passaggio, con la collocazione di uno stabile parcheggio d'auto, non avrebbe costituito un disagio minimo e trascurabile in relazione alle pregresse modalità di transito e, al contr ario, avrebbe costituito turbativa del diritto di godimento della servitù, idonea a limitare il diritto al libero accesso al fondo da parte del proprietario del fondo dominante. 
Senonché dai documenti de positati d al ricorrente sarebbe risultato che la suindicata particell a n. 1216 era sottop osta ad una servitù volont aria in ampliame nto, concessa da ### in favore (del fondo) di ### con scrittura privata a utenticata dell'8 febbraio 1978, con l a quale era ampliata di ml. 7 ,00 l a larghezza d ella stradella d i cui alla preesistente servitù di passaggio larga ml. 3,00, costituita due anni prima con atto del 16 giugno 1976, in modo da costituire una stradella della larghezza di ml. 10,00, come da planimetria sottoscritta e allegata alla scrittura privata autenticata. 
Con l a conseguente diminuzione dell'esercizio della servitù volontaria di passaggio, oggettivamente resa più incomoda, restringendo lo spazio r iservato al passaggio del t itolare della servitù. 11 di 19 4.- Con il terzo motiv o (collega to e subordinato al precedente) il ricorrent e c ontesta, ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt.  1453 e 2697, secondo comma, c.c., per avere l a Corte distrettuale sostenuto che, anche in presenza d i un titolo costitutivo non equivoco, sarebbe stata giuridicamente possibile la coesis tenza sullo stesso terreno di un preesistente diritto di servitù v olontaria di passaggio carrabile e d i un sopravvenut o diritto d'uso a fini di parcheggio dello stesso terreno destin ato all'esercizio della servitù, pon endo inammissibilment e l'onere della dimostrazione dell'incompatibilità a carico del ### con la conseguente inversione dell'onere probatorio. 
Espone l'istante che, secondo la ricostruzione della sentenza impugnata, ### avrebbe provato i l prop rio esatto adempimento, non soltanto mettendo a disposizione del ### un posto auto sul medesimo spezzone della particella n. 1216 ove già sussisteva l a servitù di passaggio precedentemen te e volontariamente concessa al terzo, ma anche perché non avrebbe dovuto essere il ### a provare la c ompatibilità d i detta collocazione del diri tto d 'uso del posto auto con il preesistente diritto di servitù a favore del fondo del terzo. 
Sicché sarebbe stato posto a carico del ### che aveva reclamato l'esatto adempimento, l'onere di provare che il citato adempimento, in concreto, non fosse stato esatto, in quanto incidente sul concreto esercizio della servitù di passag gio del terzo e sull'util ità che il fondo di quest'ultimo avrebbe potuto trarre da detta servitù. 12 di 19 Ad av viso del ricorrente, sarebbe st ata illegittima anche l'affermazione secondo cui il ### avrebbe dovuto rivolgere al terzo l e domande finalizzate all'accertamento d ell'esercizio del diritto d'uso, in quanto il ### non avrebbe avuto alcun titolo, né diritto, nei confronti del terzo, per convenirlo in giudizio, né per parcheggiare sulla stradella ove il terzo esercitava dal 1978 la servitù di passaggio sull'intero spazio, esponendolo dunq ue ad un'actio confessoria che il terzo a vrebbe potuto facilme nte esercitare nei suoi confronti.  4.1.- I d ue motivi che prec edono - i q uali possono essere scrutinati congiuntamente, attesa la loro connessione logica e giuridica - sono fondati nei termini che seguono.  4.2.- Ora, l'accertamento dell'effettiva costituzione del diritto di parcheggio su una frazione della particella n. 1216, come da contratto di vendita del 23 maggio 2007, particella sulla quale insisteva un concorrente diritto di servitù di passaggio in favore del fondo di un terzo, con la conseguente verif ica della compatibilità tra tali diritti, avrebbe presup posto un'indagine svolta su un duplice livello, nella fattispecie del tutto carente. 
Per un verso, avr ebbe richiesto un'anal itica disamina del titolo costitutivo del diritto di servitù preesistente, allo scopo di acclarare se la coesistenza del diritto d'uso sulla stessa area, a scopo di parcheggio dell'auto, incidesse sul contenuto essenziale dell'altrui diritto di servitù, come determinato dal ti tolo costitutivo, nei ter mini in cui detto titolo avesse stabilito la specifica estensione dell' utilitas oggetto di quello stesso di ritto, ossia la sua specifica larghezza. 13 di 19 Infatti, a fronte d i un titol o costitutivo che determini la larghezza della str adella su cui si esercita il passaggio, ogni restringimento ne determina una lesione del contenuto. 
Per al tro verso, ove il titolo non avesse stabilito una larghezza minima assicurata del la stradell a su cui esercitare il passaggio, avrebbe dovuto essere valutata la ricorrenza di una diminuzione dell'esercizio della servitù attraverso la previsione del diritto d'uso per un posto auto, alla stregua della circostanza che, pur riducendo la larghezza dello spazio di fatto disponibile a tal fine, la servitù fosse o me no conservata secondo quelle dimensioni che non avessero c omportato una rid uzione o una maggiore scomodità dell'esercizio della servitù, lasciando integra l'utilitas fundi. 
Dunque, la verif ica avrebbe dovuto svolgersi su due piani complementari: uno pregiudiziale, in chi ave comparativa, in ordine all'incidenza del posto auto sulla larghezza eventualmente prescritta dal titolo, quale contenuto essenziale non alterabile - aspetto struttural e della conformità al titolo -; e l'altro , subordinato ed eventuale, in chiave pondera tiva, relativo all'incidenza della riduzione della larghezza, no n prefi ssata in termini rigidi dal tit olo, sul p ieno e agevole perseguimento dell'utilità del fondo per il quale la servitù era stata costituita - aspetto funzional e della congruità rispetto alla natura e alla estensione dell'utilitas oggetto di quello s tesso di ritto - ( Sez. 2, Sentenza n. 10990 del 03/11/1998; ### 2, Sentenza 4585 del 19/04/1993; ### 2, Sentenza n. 7360 del 16/06/1992; Sez. 2, Sentenza n. 3125 del 23/06/1978; ### 2, Sentenza 2845 del 30/10/1973; ### 2, Sentenza n. 656 del 09/03/1973). 14 di 19 E tanto conformemente all'orientamento a mente del quale, in tema di servitù prediali, l'art. 1063 c.c. s tabilisce una graduatoria delle fonti reg olatrici dell'estensione e del l'esercizio delle servitù, ponendo quale fonte primaria il titolo costitutivo del diritto, mentre i precetti dettati dai successivi artt. 1064 e 1065 c.c. rivestono carattere meramente sussidiario. Tali precetti, pertanto, possono trovare applicazione soltanto qua ndo il titolo manifesti al riguardo la cune o imprecisi oni non superabili mediante l'impiego di adeguati criteri ermeneutici; ove, invece, il contenuto e le modalità di esercizio ri sultino puntualmente e inequivocabilmente determinati dal titolo, a questo soltanto deve farsi riferimento, senza possibilità di ricorrere al criterio (c.d. del minimo mezz o) del soddis facimento del bi sogno del fondo dominante col minor aggravio del fondo servente (Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 2388 del 26/01/2023; ### 2, Ordinanza n. 23455 del 26/08/2021, proprio con precipuo riguardo alla compatibilità della servitù di passaggio con il parcheggio di autovetture lungo il tragitto destinato al pas saggio; ### 2, Se ntenza n. 18011 del 23/06/2021; ### 2, Sentenza n. 15046 del 11/06/2018; ### 2, Sentenza n. 26052 del 10/12/2014; ### 2, Sentenza n. 13535 del 20/06/2011; ### 2, Sentenza n. 5434 del 05/03/2010; ### 2, Sentenza n. 7639 del 30/03/2009; ### 2, Sentenza n. 8853 del 10/05/2004; ### 2, Sentenza n. 7795 del 28/05/2002; ### 2, Sentenza n. 3286 del 03/04/1999). 
Solo alla luce di tali coordinate avrebbe potuto essere accertata la c oesistenza dei diritti d'uso e di servitù ovvero la causazione, attraverso la previsione del postumo diritto d'uso a scopo di parcheg gio e x art. 1067, secondo comma, c.c. di un 15 di 19 impedimento tendente a diminuire l'esercizio della servitù o a renderlo più incomodo. 
Per c onverso, l'apprezzamento valutativ o del giudice del merito non è stato condotto nel ris petto dei predetti criteri di ermeneutica, di cui non è stata data ragione con idonea motivazione.  4.3.- In secondo luogo, la Corte territoriale ha sostenuto: A) che, a fronte dell' eccezione soll evata dall'alienante ### circa il fatto che la larghezza del sito oggetto di servitù di passaggio a favore del fondo di ### sarebbe stata sufficiente a garantire all'acquirente ### o ### l'esercizio del suo diritto d'uso per un posto auto, senza limitare o impedire l'esercizi o della servitù di passaggio, l'originario ricorrente (che aveva allegato l 'inadempimento all e prescrizioni del contratto) non aveva dato alcuna prova che il suo diri tto d'uso e la servitù a favore del fond o del ### f ossero inv ece incompatibili, limitandosi a dedurre che il ### lo aveva diffidato a parcheggiare nella parte di terreno gravata da servitù; B) che era conseguentemente fondata l'eccezione del venditore, secondo la quale, in assenza di pr ova dell'incompatibilità del diritto d'uso reclamato dal compratore con la servitù di passaggio in favore del fondo del terzo, il compratore avr ebbe dovuto rivolgere a quest'ultimo le dom ande finalizzate all'accerta mento e all'esercizio del diritto d'uso ovvero sarebbe stato opportuno che l'accertamento del suo diritto fosse stato chiesto in contraddittorio anche con il terzo, senza c he questa possibilità integrasse un'ipotesi di litisconsorzio necessario. 16 di 19 Ebbene, non era onere della parte che ha contestato l'inadempimento in ordine alla costituzione dell'emarginato diritto di uso di un'area da destinare a posto auto forn ire la dimostrazione dell'incompatibilità con il diritto di servitù, ma avrebbe dovuto essere, per contro, la parte verso cui la domanda di adempimento è stata diretta a dimostrare che il diritto d'uso e la servit ù di passaggio insistenti sulla stessa area fossero compatibili. 
E ciò in applicazione dei principi sulla distribuzione dell'onere della prova, configurando tale possibilità di coesistenza, a fronte della deduzione (e dimostrazione) della insistenza di una servitù di passaggio sulla stessa area sulla quale era stato costituito il diritto d'uso a parcheggio, un fatto i mpeditivo della pretesa azionata dall'acquirente (Cass. Sez. 6-3, Ordinanza n. 3587 del 11/02/2021; ### 3, Sentenza n. 826 del 20/01/2015; ### 1, Sentenza n. 15659 del 15/07/2011; ### 3, Sentenza n. 3373 del 12/02/2010; ### U, Sentenza n. 13533 del 30/10/2001). 
Questo anche in relazione alla vicinitas della prova, essendo stato l'alienante a concludere i c ontratti con il terzo, volti a regolare an e quomodo di tale servitù di passaggio. 
E d'altronde l'esistenza non prevista in contratto, sulla stessa area di s edime sulla q uale è stato costituito il diritto d'uso in favore dell'acq uirente, di un diritto di servitù di passaggio in favore del f ondo di un ter zo lascia presagire la potenzi ale incompatibilità dei diritti reali di godimento convergenti sul medesimo bene, s alvo che il venditore non ne dimostri la compatibilità in concreto. 17 di 19 Si rientra, infatti, nell'ambito di diritti reali minori riconosciuti in via convenzionale a titolari diversi, insistenti sullo stesso bene, le cui facoltà di godimento che ne connotano il contenuto sono naturaliter in virtuale conflitto: da un lato, la facoltà del titolare del diri tto d'uso di usufruire dell'area per mante nervi parcheggiata la propria auto; dall'altro, la facoltà del titolare della servitù di passaggio di esercitare sulla stessa area il transito ai fini di soddisfare l'utilitas del proprio fondo. 
Con l e conseguenti ricadute ex art. 2697 c.c. nel caso di mancanza della prova di tale asserita compatibilità.  5.- Con il quarto motivo il r icorrente si d uole, ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., della violazione e falsa applicazione dell'art. 1226 c.c. e degli artt. 167 e 115 c.p.c., per avere la Corte del gravame reputato che il ### non avesse dato alcuna p rova circa la sussistenza e l'e ntità del danno emergente, non applicando al caso di specie i criteri sulla facoltà di avvalersi della liquidazione equitativa. 
Sostiene il ricorrente che, per contro, vi sarebbero stati tutti i presupposti per liquidare equitativamente il da nno figurati vo, costituito dal valore locativ o del cespite, avval endosi di presunzioni gravi, precise e concordanti, poiché, a fronte della tutela risarcitoria per il mancato godimento di un diritto reale, il nocumento sarebbe stato in re ipsa. 
Peraltro, l'istante ha precisato che aveva dedotto, senza alcuna contestazione a cura della controparte, che via ### del Comune di ### era sprovvista di parcheggi nelle vicinanze degli immobili in questione e che dal 9 maggio 2011 l'attore, a causa del l'indisponibilità del posto auto costituito con l'atto di 18 di 19 vendita, era stato costretto a l asciare il proprio veicolo - incustodito e a rischio di sanzion i amministrat ive e di danni al mezzo per urti accidentali - sulla strada provinciale, che peraltro, nel tratto interessato, era stretta e pericolosa.  5.1.- La censura è assorbita dall'accogli mento delle precedenti dogli anze, poiché - dovendo essere rivalutata la sussistenza dei fatti costitutivi della tutela risarcitoria rivendicata - dovrà essere rivalutato anche il profilo attinente all'esistenza di un danno e alla sua liquidazione.  6.- In de finitiva, il secondo e il terzo motivo del ricorso devono essere accolti, nei sensi di cui in motivazione, mentre il primo motivo va respinto e il quarto è assorbito. 
La sentenza impugnata va dunque cassata, limitatamente ai motivi accolti , con rinvio della causa alla Corte d'appello di Messina, in diversa composizione, che deciderà uniformandosi ai seguenti principi di diri tto e tene ndo conto dei rilievi svolti, provvedendo anche alla p ronuncia sulle spese del giudizio di cassazione.  “Ai fini dell'accertamento della compatibilità del diritto d'uso costituito su un'area da destinare a parcheggio della propria auto con il diri tto di servitù di passaggio riconosciuto in via convenzionale sulla stessa area di sedime in favore del fondo di un terzo, la verifica deve svolgersi su due piani complementari: uno pregiudiziale, in chiave comparativa, in ordine all'incidenza del posto auto sulla larghezza eventualmente prescritta dal titolo, quale contenuto essenzia le non alterabile (aspetto strutturale della conformità al titolo); e l'altro, subordinato ed eventuale, in chiave valutativa, relativo all'incidenza della riduzione di una 19 di 19 larghezza, non prefissata in termini rigidi dal titolo, sul pieno e agevole perseguimento dell'utilità del fondo per il quale la servitù era stata cos tituita (aspetto funzionale della congruità rispetto alla natura e alla estensione dell'utilitas oggetto di quello stesso diritto)”.  “Sul pi ano della distribuzione de ll'onere probatorio, non è onere della parte che ha contestat o l'i nadempimento in ordine alla costituzione del diritto d'uso di un'area da destinare a posto auto fornire la dimostrazione dell'incompatibilità con il diritto di servitù di passaggio in favore del fondo di un terzo, ma deve essere, per contro, la parte verso cui la domanda di adempimento è stata diretta a dimostrare che il diritto d'uso e la servitù di passaggio insistenti sulla stessa area di sedime sono compatibili”.  P. Q. M.  La Corte Suprema di Cassazione accoglie, nei sensi di cui in motivazione, il secondo e il terzo motivo del ricorso, rigetta il primo motivo e dichiara assorbito il quarto motivo, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia la causa alla Corte d'appello di Messina, in diversa composizione, anche per la pronuncia sulle spese del giudizio di legittimità. 
Così deci so in ### nella camera di consiglio della ### 

causa n. 29886/2019 R.G. - Giudice/firmatari: Giusti Alberto, Trapuzzano Cesare

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Giudice di Pace di Montecorvino Rovella, Sentenza n. 144/2024 del 23-04-2024

... esecuzione dei lavori appaltati e la risoluzione del contratto di appalto per inadempimento contrattuale, alla restituzione dell'acconto corrisposto di euro 3.740,30 ed al risarcimento dei danni materiali e morali subiti. A tal fine gli istanti premettevano che erano proprietari dell'unità immobiliare sita in #### al ### n. 40 identificato in catasto al foglio 7 p.lla 291 sub. 56 e che in data ### veniva stipulato contratto di appalto con la #### COSTRU ZIONI SRLS (P.IVA ###), in persona del l.r.p.t., al fine di ristrutturare l'immobile indicato e che al contratto di appalt o veniva allegato, come parte integrante e sostanziale del medesimo, un capitolato tecnico dei lavori da eseguire. Specificavano gli attori che tali lavori consistevano nella “### degli infissi esterni e rimozione degli (leggi tutto)...

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI MONTECORVINO ROVELLA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO ************ 
Il giudice di Pace Avv. ### ha pronunziato la seguente Sentenza Nella causa civile promossa da: ### e ### rappresentati e difesi dall'avv. ### CONTRO 2 Emme costruzioni srls CONVENUTA Contumace Oggetto: ### danni ### delle parti come da verbale del 5.6.2023.   N. 868/2021 R.G. 
Sentenza n. 144/2024 pubbl. il ###
RG n. 868/2021
Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Si premette che la presente motivazione viene redatta in forma sintetica, in conformità alla riforma degli artt. 132 cod. proc. civ. 118 Disp. Attuaz. cod. proc. civ. di cui alla legge 69/2009, direttamente applicabile alla fattispecie. 
Con atto di citazione ritualmente notif icato gli odierni attori hanno convenuto in giudizio la ### COSTR UZIONI SRLS al fine di sentirla co ndannare, previo accertamento della mancata esecuzione dei lavori appaltati e la risoluzione del contratto di appalto per inadempimento contrattuale, alla restituzione dell'acconto corrisposto di euro 3.740,30 ed al risarcimento dei danni materiali e morali subiti. 
A tal fine gli istanti premettevano che erano proprietari dell'unità immobiliare sita in #### al ### n. 40 identificato in catasto al foglio 7 p.lla 291 sub. 56 e che in data ### veniva stipulato contratto di appalto con la #### COSTRU ZIONI SRLS (P.IVA ###), in persona del l.r.p.t., al fine di ristrutturare l'immobile indicato e che al contratto di appalt o veniva allegato, come parte integrante e sostanziale del medesimo, un capitolato tecnico dei lavori da eseguire. 
Specificavano gli attori che tali lavori consistevano nella “### degli infissi esterni e rimozione degli apparecchi igienico sanitari, posa in opera di vaso in vitroeous-china con cassetta ad incasso, posa in opera ### doccia da 70x70 cm in extra clay con gruppo incasso, posa in opera ### in vitroeous-china, ### in FVU di colore bianco a 2 battenti con inferriata in ferro di protezione e ### incassata, BOX doccia vetro trasparente, ### in polietilene ad alta densità PE 80 per condotte gas, ### blindato in acciaio con battente tamburato, posa in opera mobile con lavabo incassato compreso di rubinetteria, ### e posa in opera di n. 3 lucernari marca velux con tapparel la, revisione caldaia, revisione pressione termosifoni e sostituzione galleggiante e per tali lavori veniva concordato un prezzo di € 6.739,00 (art. 3 contratto appalto) da corrispondere secondo le modalità indicate: a) acconto del 40% ad inizio lavori; b) secondo acconto e saldo con ### in fattura (art. 5) e che in data ###, con bonifico veniva versato l'acconto concordato. 
Specificavano ancora gli istanti che il contratt o d'appalto prevedeva l'obbligo per la società convenuta di iniziare i lavori per il giorno 14.12.2020, mentre la loro ultimazione sarebbe dovuta avvenire entro e non oltre 30 giorni lavorativi, e comunque i detti lavori dovevano essere completati in ogni loro parte ed a perfett a regola d'arte entro il ### (art. 2 contratto di appalto). 
Deducevano gli istanti che gli unici lavori eseguiti dalla ditta convenuta erano relativi Sentenza n. 144/2024 pubbl. il ###
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Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024 alla sostituzione dei servizi igienici e che in conseguenza del mancato completamento dei lavo ri, l'immobile in ques tione aveva riportato ingenti danni ed in particolare, all'interno dell'immobile si erano verificate continue e copiose infiltrazioni nella camera da letto, soggiorno e bagno, tanto da essere stati costretti a spostare il letto e altri mobili per evitarne il danneggiamento ed a trasferirsi, durante il periodo invernale, a casa dei genitori della ### Erano stati costretti a dormire con il balcone chiuso per la mancata installazione dell'inferriata di sicurezza, con notevoli disagi durante il periodo estivo, a causa della mancata installazione delle zanzariere. 
Precisavano gli istanti che con pec del 25.05.2021 la società convenuta riconosceva il proprio inadempimento contrattuale senza però mai comunicare la nuova data di inizio dei lavori e che la pec del 01.06.2021 con la quale si diffidava la società a comunicare la data di inizio dei lavori entro e non oltre 3 giorni restava senza riscontro. 
Poiché vani erano stati i tentativi di risoluzione bonaria della c ontro versia gli attori adivano la Giustizia del ### di ### di ### per ottenere, previo accertamento dell'inadempimento contrattuale, il ristoro dei danni subiti. 
Il giudizio, regolarmente iscritto a ruolo, veniva assegnato all'udienza del 20.12.2021. 
Nessuno si costituiva in giudizio per la 2 ### srls.  ### ammetteva i mezzi istruttori in conformità alle richieste formulate da parte attorea ed alle successive udienze provvedeva alla escussione dei testi. Esperita idonea ### all'udienza del 5.6.23, sulle rassegnate conclusioni di parte attorea, il ### assegnava la causa in decisione.  MOTIVI DELLA DECISIONE Preliminarmente va dichi arata la pr oponibilità e la pro cedibilità della proposta domanda e, la competenza di questo ### a conoscere della stessa. 
Ancora preliminarmente si osserva che non risulta controversa la legittimazione delle parti nelle rispettive qualifiche di committente (gli odierni attori) ed appaltatore (parte convenuta) per il lavoro relativo al co ntratto di appalto stipulato in data ### 0 nell'immobile degli istanti. 
Occorre brevemente dar conto delle risultanze istruttorie: Il testimone ### ha riferito di essere amica di ### e spesso andava a trovarla a casa. Ricordava che dovevano eseguire dei lavori di ristrutturazione della cas a a ### o F aiano al ### e che la ditta incar icata non aveva completato i lavori ad esclusione della sostituzione dei servizi igienici. 
Riferiva che in conseguenza della mancata sostituzione dei lucernari si erano verificate Sentenza n. 144/2024 pubbl. il ###
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Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024 delle infiltrazioni in casa in particolare nella camera da letto, soggiorno e bagno ed a causa delle stesse infiltrazioni la ### era stata costretta a spostare il letto ed altri mobili ed a mettere delle bacinelle sul letto. La testimone riferiva che ### nel corso di una videochiamata, le aveva fatto vedere le infiltrazioni di acqua nella camera da letto e piang eva per il forte nerv osismo. Riferiva ancora, che a causa della m ancata installazione delle inferriate ### ed il marito erano stati costretti a dormire con gli infissi chiusi con il conseguente disagio per il caldo estivo, e nel periodo invernale a causa del mancato allaccio alla tubatura del g as, c on conseguent e mancato funzionamento dei termosifoni, erano rimasti senza riscaldamento e senza acqua calda.  ### e ### per il mancato completamento dei lavori erano stati costretti a trasferirsi a casa dei genitori di ### che abitano a ### dove si erano sistemati in una cameretta con un divano letto e le valige con i ricambi. Dic hiarava che l'amica si lamentava molto con lei del disagio e dei problemi legati al lavoro in smart working ed aveva assistito personalmente ai litigi di ### con la sorella per la condivisione degli spazi comuni di casa dei genitori di ### Il testimone ### fratello dell'attore ### riferiva che i lavori di ristrutturazione dovevano iniziare nel mese di dicembre 2020 ed essere completati nel mese di gennaio 2021 ma la ditta 2emme costruzioni provvedeva solo alla sostituzione dei servizi igienici e non completava la sostituzione degli infissi e neanche le opere di allacciamento alla tubatura del gas. Riferiva ancora che la mancata sostituzione degli infissi aveva causato numerose infiltrazioni in casa danneggiando le pareti delle varie camere: soggiorno, cucina, bagno e camera da letto. In particolare ricordava che quando andava a casa del fratello aveva visto che erano stati costretti a spostare i mobili per evitare il danneggiamento degli stess i. Per tali problemi ### e ### erano stati costretti a trasferirsi a casa dei genitori di ### per il periodo ### 2020 e fino a Marzo/Aprile 2021 e sistemarsi in una cameretta con molti problemi anche di convivenza con i familiari di ### Lo stato dei luoghi veniva riconosciuto dai testimoni escussi nelle fotografie esibite ed allegate agli atti. 
Tanto premesso in fatto in diritto si osserva che la fattispecie in esame va inquadrata nel paradigma giuridico dell'art. 1218 c.c. ai sens i del qual e: "Il debito re che non esegu e esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del dan no, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da Sentenza n. 144/2024 pubbl. il ###
RG n. 868/2021
Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024 causa a lui non imputabile". In riferimento all'inadempimento contrattuale, la Corte di cassazione, nella sentenza numero 15328/2018, ha chiarito che chi, a fronte di tale evento, decida di agire per chiedere la risoluzione contratt uale, il ris arcimento del danno o l'adempimento ha l'onere di provare solo la fonte del proprio diritto e il relativo termine di sc adenza, limitandosi ad allegar e la circostanza dell'inadempimento della controparte. Data questa prova, è il debitore che deve dimostrare il fatto estintivo della pretesa dell'attore. 
Nella fattispecie per la evidenziata contumacia di parte convenuta nulla risulta allegato da parte della stessa che possa giustificare la mancata esecuzione dei lavori appalti ### premesso deve r itenersi che la dom anda proposta dall'attore deve ritenersi sufficientemente provata ed è, pertanto, meritevole di accoglimento. 
I danni lamentati da parte attrice, non s olo trovano adeguato risc ontro nella documentazione esib ita e nelle testimonianze raccolte, ma sono s tate ampiamente accertate - per entità e tipologia - nella consul enza tecnica d' ufficio del CTU ing.  ### il quale, dopo aver analiticamente elencato i lavori non eseguiti dalla società incaricata ha precis ato che “A causa della manca ta esecuzione di parte dei lav ori appaltati, gli attori hanno subito alcuni danni. In particolare la mancata rimozione e sostituzione degli esistenti lucernai ha comportato infiltrazioni e gocciolamenti di acqua piovana all'interno dei locali. Dette infiltrazioni, unitamente a quelle dovute alla rimozione di alcune mattonelle sulla parete esterna del terrazzino a livello, hanno determinato in alcuni punti della camera da letto e del soggiorno screpolature, macchie di umidità, rigonfiamenti dell'intonaco e della pittura nonché formazione di muffe. Per il ripristino di quanto precedentemente specificato e conseguente alle infiltrazioni, sono richiesti i seguenti interventi: - scartavetratura delle superfici interessate dalle infiltrazioni, stuccatura d elle stesse, tinteggiatura delle pareti e dei soffitti. Per la quantificazione dei danni riportati dalla proprietà attrice si stima a corpo la somma di eu ro 1.500,00. 
Nel co ndividere pienam ente le risultanze del dett o elab orato peritale si rit iene equo quantificare il danno subito dall'istante nella somma di euro 1.500,00. 
Parte istante ha altresì richiesto il riconoscimento del danno morale. 
Sentenza n. 144/2024 pubbl. il ###
RG n. 868/2021
Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024
Tale domanda a parere di questo ### non può trovare accoglimento in ossequio agli insegnam enti della S.C. "ove poi la C orte d'appello a vesse in teso liquidare in via equitativa un danno non patrimoniale da mancato godimento dell'imm obile, vi sarebbe da rilevare che anche tale pregiudizio, oltre a no n risulta re analiticamente e tempestivamente allegato, non sarebbe risarcibile, in quanto il fatto illecito non costituisce reato e non ha leso interessi della persona" Cassazione civile, n. 4534 del 22 febbraio 2017. Non ricorre, in altri termini, alcuna delle condizioni richieste dall'art. 2059 c.c. per la risarcibilità del danno non patrimoniale, secondo quanto stabilito dalle ### con la nota sentenza 26972 del 2008, le quali hanno alt resì precisato che il mer o disagio o fastidi o non costituisce un danno risarcibile. 
Gli attor i hanno altresì richiesto la res tituzione della somma di euro 3.740,30 quale importo corrisposto all'impresa 2 ### come da bonifico allegato agli atti. 
Tale domanda appare meritevole di accoglimento per quanto di ragione in quanto gli attori hanno offerto prova documentale (bonifico del 9.12.20) dell'effettuato pagamento. 
Va però osservato che l'appaltatore ha comunque eseguito alcuni lavori, come risulta accertato nell'ambito del presente giudizio (sostituzione dei san itari), lavo ri che in mancanza di una stima certa vengono valutati equitativamente da questo ### nella somma di euro 700,00.  ### all'istante va riconosciu to a titolo di rimborso del pagamento effettuato la somma di euro 3.040,30. 
Sulle somme così riconosciute vanno altresì riconosciuti la rivalutazione monetaria e gli interessi legali dalla domanda alla data di pubblicazione del presente provvedimento. 
Parte convenuta va altresì condannata al pagamento del costo della espletata CTU che si liquida nella complessiva somma di euro 400,00 come da documentazione allegata agli atti (fattura n° 3 del 18.2.22 ing. ###. 
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo con attribuzione al procuratore dell'attore dichiaratosi antistatario.  P.Q.M.  Sentenza n. 144/2024 pubbl. il ###
RG n. 868/2021
Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024 ### di ### di ### definitivamente pronunziando nella causa iscritta al R.G. N° 868/21 , cosi provvede: 1-Accoglie la domanda attorea per le suesposte motivazioni e dichiarata la risoluzione contrattuale del contratto di appalto intercorso tra le parti condanna la convenuta al pagamento della somma di euro 1.500,00 per il risarcimento del danno cagionato e della somma di euro 3.040,30 per la restituzione delle somme anticipate dai committenti oltre rivalutazione monetaria ed int eressi dalla domanda alla data di pubbl icazione del presente provvedimento.  2- ### la convenuta al pagamento del costo della espletata CTU di euro 400,00.  3- ### la convenuta alla rif usione delle competenze di g iudizio che vengono liquidate in euro 1.330,00 di cui € 125,00 per spese, con attribuzione al procuratore degli attori antistatario.  ### 18.4.2024 ### Dott.ssa ### n. 144/2024 pubbl. il ###
RG n. 868/2021
Repert. n. 89/2024 del 23/04/2024

causa n. 868/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Cesarano Anna

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