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Tribunale di Foggia, Sentenza n. 3676/2023 del 07-12-2023

... inficiano la prova chiara fornita dai testimoni dell'attività lavorativa, delle sue modalità, del suo compenso e della disponibilità della ricorrente alle direttive dei titolari della ditta convenuta. Al contrario, una volta accertata l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, il datore di lavoro non ha fornito la prova della completa soddisfazione degli interessi economici della lavoratrice, nemmeno attraverso la prova testimoniale raccolta. 6. Alla ricorrente spettano quindi le differenze retributive spettanti per gli anni dal 1.1.2002 al 30.6.2016 per gg. 5 di lavoro alla settimana dalle 9,00 alle 13,00, detratti e. 250,00 mensili per ### 7° ### azienda commercio, servizi e terziario, la 13.ema mensilità e il ### come richiesto, individuando tale retribuzione come quella ex art. (leggi tutto)...

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI FOGGIA ### Il Giudice designato, dr.ssa ### nella causa iscritta al n. 2748/2019 R. G. 
Aff. Cont. ### in data ### ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 127 ter cpc. ha pronunciato la seguente sentenza mediante deposito della stessa T R A ### Avv. ### ricorrente E ### Avv. ### INPS Avv. ### Avv. ### resistenti ### retribuzione.  MOTIVI DELLA DECISIONE 1. Con ricorso depositato in data #### conveniva in giudizio ### titolare dell'omonima ditta, per: 1 Accertare e dichiarare che tra l'istante e la ditta resistente è intercorso un rapporto di lavoro subordinato a partire dal 01/04/2009 sino al 30.06.2016, da martedì al sabato, dalle ore 09.00 alle ore 13.00; 2 accertare e dichiarare il diritto dell'istante, in virtù delle mansioni effettivamente espletate, ad essere inquadrato nel 7° livello del C.C.N.L di riferimento (settore terziario); 3 accertare e dichiarare ex art. 36 della ### e del contratto di categoria menzionato (settore terziario), la ditta ### in persona del titolare, con sede in ### alla Via G. di ### 167, 169, 169/A, 169/B: - tenuta e per l'effetto condannarla al pagamento, in favore della ricorrente, dei contributi previdenziali maturati nel periodo lavorativo in oggetto, ovvero 01/04/2009 sino al 30.06.2016, presso l'### di previdenza nazionale competente; - tenuta e per l'effetto condannarla al pagamento in favore della ricorrente, per le causali alla narrativa del presente ricorso, a titolo di retribuzione differenze retributive, straordinari, mancata erogazione di 13ª mensilità e T.F.R., della complessiva somma di € 34.488,09; - condannare la stessa al pagamento degli interessi legali e danno da rivalutazione monetaria, oltre le spese di lite. 
Parte convenuta resisteva, instando per il rigetto dell'avverso ricorso. 
Veniva integrato il contradittorio con l'### Venivano assunti i testi ammessi e disposta ed espletata una CTU contabile. 
La causa era fissata in data odierna per la trattazione scritta si sensi e per gli effetti di cui all'art. 127 ter cpc. 
Pertanto, verificata la regolare comunicazione del decreto di fissazione della trattazione scritta della causa ed acquisite brevi note di trattazione delle parti, la causa è stata decisa come da sentenza contestuale depositata telematicamente. 
La domanda è parzialmente fondata e va accolta per quanto di ragione.  2. Preliminarmente, riguardo all'eccezione di prescrizione quinquennale per le richieste retributive sino al 12.10.2012, ovvero cinque anni indietro la nota di interruzione della prescrizione del 12.10.2017, a firma del difensore della ricorrente, si rileva innanzitutto che fattispecie in esame è sottoposta al regime di tutela obbligatoria e, pertanto, il termine di prescrizione decorre, non in corso di esecuzione del rapporto di lavoro, ma, a seguito della cessazione dello stesso e che, per altro verso, il calcolo del termine non è, certamente, a ritroso. Com'e noto, nei rapporti assistititi dalla cd "tutela obbligatoria", ossia quelli in cui il datore di lavoro occupa alle proprie dipendenze meno di 15 dipendenti, il dies a quo da cui far decorrere il termine quinquennale di prescrizione dei crediti retributivi si individua nella data di cessazione del rapporto. Diversamente, in presenza del requisito occupazionale della stabilità reale, la prescrizione decorre in costanza di rapporto, poiché dalla stabilità del rapporto, ossia dalla possibilità di ottenere la tutela reintegratoria, dipende l'esistenza, o meno, di una situazione psicologica di "metus" del lavoratore nel rivendicare i propri diritti. 
Peraltro con le modifiche di legge in regime di tutela avverso i licenziamenti illegittimi la giurisprudenza sulla decorrenza della prescrizione è cambiata anche nelle ipotesi di datori di lavoro con un numero di dipendenti superiori a 15.  3. La mansione allegata dalla ricorrente è quella di addetta alle pulizie, avendo provveduto a pulire i pavimenti dei locali, a pulire i mobili presenti sia in mostra per la vendita che per le eventuali fiere, a pulire i locali in occasione della ristrutturazione dello stesso punto vendita, nonché a tutto quanto necessitasse per la pulizia dei locali siti in Via G. ### 167, 169, 169/A e ###; trattasi di mansioni da inquadrarsi nel livello 7 del C.C.N.L. di riferimento ###. 
La ricorrente avrebbe lavorato a far data dal 01.04.2009 sino al 30.06.2016 dal martedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, percependo una retribuzione pari ad € 250,00 mensili, che le veniva corrisposta in contanti e restando soggetta al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, sig. ### 4. I testi confermano le circostanze di fatto dedotte dall'istante a sostegno delle proprie pretese. 
Il teste ### escusso all'udienza del 23.09.2021, dichiara: “Ho lavorato per la ditta ### come commesso dal 2001 al 2013, dapprima senza regolare assunzione e poi regolarizzato…### che quando ho lavorato io per la ### essa aveva tre negozi di cui due molto grandi di circa 500-600 mq e uno piccolo al corso di circa 50 mq che era più che altro un'esposizione...Confermo che la ricorrente lavorava dal martedì al sabato presso i negozi della ditta dalle 9 alle 13, il lunedì non lavorava perché la mattina i negozi erano chiusi. La ricorrente si spostava da un negozio all'altro tutti i giorni, iniziando da quello dove lavoravo io, per poi spostarsi nei classici…La ricorrente prendeva ordini da ### e veniva pagata sempre da lui in contanti e non firmava nessuna carta, tanto so perché ciò è capitato in mia presenza…La ricorrente puliva sia i locali, sia i mobili, la merce che veniva montata e smontata per essere consegnata ai clienti, si occupava anche della sistemazione dell'oggettistica…Non è vero che veniva in negozio saltuariamente, ma veniva a lavorare tutti i giorni…### posso precisare che avevamo l'abitudine io, la ### e il figlio di #### di prendere il caffè insieme tutte le mattine e poi io aprivo il negozio a cui ero addetto…### che la ricorrente doveva chiedere a ### il permesso di assentarsi….Ricordo che il ### mi avvisava se la ### sarebbe mancata a lavoro. So che la ricorrente non era regolarmente assunta. Nessuno oltre la ### si occupava delle pulizie. ### che i controlli dei dipendenti venivano fatti da ### e i suoi figli”. 
Il teste ### dichiara: “Ho lavorato sino al 2016 per la ditta Baldassarre… cominciato a lavorare per ### nel 2010-2011 e sono stato regolarizzato solo gli ultimi 2 anni. Confermo che la ricorrente è la cognata di ### io la conosco bene e tutti quanti in ditta la chiamavamo “zia Tonia”…### che io lavoravo come montatore e addetto al carico e scarico dei mobili…..### che lavoravo tutti i giorni perché tutti i giorni c'erano consegne, non si lavorava solo la domenica e il lunedì mattina. ### che per le consegne mi recavo spesso anche nei negozi sia per prendere merce esposta nei negozi da consegnare sia per ritirare bolle e altri documenti presso il negozio principale dove stavano ### e i suoi figli, zia #### e ### due commesse e ### la figlia di Tria…### che so che la ricorrente riceveva ordini dapprima dal ### che le diceva cosa fare, poi da ### Massimo….so che si lamentava che veniva pagata poco. Per quanto riguarda i permessi ricordo che la ricorrente chiedeva a ### se poteva allontanarsi per fare la spesa…posso riferire che quando andavo nei negozi la trovavo e qualche volta la trovavo anche il pomeriggio”. 
Il teste ### riferisce: “### i fatti di causa perché sono stato dipendente della ### dal 2002 al 2013 o 2014 come addetto al montaggio e trasporto… ### che la ricorrente ha lavorato per ### come addetta alle pulizie e che riceveva le direttive dal #### che io lavoravo in coppia col marito della ricorrente, sig. ### il quale era l'autista della ### io ero il suo collaboratore, pertanto frequentavo i negozi e vedevo la ### che lavorava. Posso confermare che la ricorrente ha lavorato tutti i giorni e tanto posso confermare con riferimento al periodo in cui anche io lavoravo per ### So che la ricorrente ha continuato a lavorare per ### perché me lo hanno riferito altri miei parenti, i quali lavoravano con lui…### che ho visto la ricorrente tutti i giorni al negozio, che la vedevo alle 9:00 quando andavo al negozio e poi la vedevo anche quando tornavo alle 13:00 e talvolta l'ho accompagnata proprio..### che la ricorrente occupava le 4 ore facendo le pulizie degli ambienti e dei mobili; in particolare, di quelli che erano stati venduti e dovevano essere consegnati. ### che il ### aveva due negozi ed un altro di sola esposizione e quindi la ricorrente faceva le pulizie in tutti e tre”. 
I testi hanno confermato le mansioni, gli orari di lavoro fissi, nonché la richiesta del permesso di assentarsi dal luogo di lavoro da parte della ricorrente; addirittura il teste ### ha confermato anche la modalità di pagamento in contanti. Hanno dichiarato che la ### lavorava in tutti e tre negozi (classici e moderno) secondo le direttive impartire dal ### e come la stessa fosse, stabilmente, inserita nell'organizzazione aziendale, tant'è che non vi era nessun altro che si occupasse delle pulizie e che tutti quanti in ditta la chiamavano addirittura, in modo familiare, “zia Tonia”.  5. ### deposizione testimoniale che non conferma l'attività lavorativa della ricorrente, ovvero quella della teste di parte resistente, sig.ra ### a tutt'oggi dipendente, appare lacunosa e, alquanto, contraddittoria. 
La teste afferma: “### dipendente del ### dal 2000. ### come addetta alle vendite. Come addetti alle vendite ci siamo io e i figli del signor #### che da quando lavoro, quando io arrivo il lunedì pomeriggio il negozio è pulito; non sono in grado di riferire chi lo pulisca, se vi sia un'impresa o una persona incaricata al riguardo” per, poi, in chiara contraddizione, dichiarare: “durante la settimana nel negozio si crea della sporcizia provvedo io velocemente a pulire con una spazzata od una pezza e che durante la settimana le pulizie non vengono fatte…non ho mai visto altre persone fare le pulizie….quando viene consegnato un mobile che sta nell'esposizione provvediamo noi stessi a pulirlo….confermo che il negozio di lunedì è in condizioni tali che si vede che è stato pulito rispetto a come stava il sabato….Gli orari di apertura al pubblico erano dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00. I giorni di chiusura settimanale erano la domenica ed il lunedì mattina”. 
Dunque analizzando quest'ultima deposizione testimoniale, appare non credibile che la teste, che lavora dal 2000, non sappia riferire come vanga gestita la pulizia del negozio, sebbene il lunedì lo trovi pulito rispetto a com'era il sabato.  ### canto chi poteva pulire il negozio se la domenica ed il lunedì mattina era chiuso? Poi afferma di non aver mai visto nessuno fare le pulizie…dunque non sa chi pulisce il negozio. 
Sicché la testimonianza resa è incongrua all'interno dei suo contenuto e contraddittoria con le univoche altre tre testimonianze assunte in giudizio. 
Infine, la considerazione che la teste sia ancora dipendente della ditta resistente fa insorgere il dubbio che possa avere reso dichiarazioni compiacenti.  6. Quindi vi è la prova di elementi sintomatici, tali da concretare indizi rivelatori della natura subordinata di tale rapporto, rappresentati: 1) dalla prassi del datore di lavoro di non regolarizzare l'assunzione dei dipendenti, riferita da due testi; 2) dalla natura continuativa, sistematica e non occasionale del lavoro prestato dalla ricorrente all'interno dei tre negozi della ditta; 3) dalla prestazione di tale attività secondo parametri temporali ben precisi sotto il controllo dello stesso ### o del figlio ### 4) dall'espletamento dell'attività lavorativa secondo le disposizioni impartite dal ### a cui doveva chiedere il permesso per assentarsi; 5) dalla considerazione che si trattava di spazi espositivi di 500 mq di negozio che dovevano essere puliti e riassettati. 
Nelle note di t.s. il procuratore del resistente insiste che tra la ricorrente e il sig. ### intercorresse un rapporto di parentela in quanto la sig.ra Tra è sorella della moglie del sig.  ### nonché richiama quanto riferito dal teste ### secondo cui la ricorrente e il resistente avrebbero avuto una lunga relazione da cui è nata anche una figlia. 
Invero tali circostanze non inficiano la prova chiara fornita dai testimoni dell'attività lavorativa, delle sue modalità, del suo compenso e della disponibilità della ricorrente alle direttive dei titolari della ditta convenuta. 
Al contrario, una volta accertata l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, il datore di lavoro non ha fornito la prova della completa soddisfazione degli interessi economici della lavoratrice, nemmeno attraverso la prova testimoniale raccolta.  6. Alla ricorrente spettano quindi le differenze retributive spettanti per gli anni dal 1.1.2002 al 30.6.2016 per gg. 5 di lavoro alla settimana dalle 9,00 alle 13,00, detratti e. 250,00 mensili per ### 7° ### azienda commercio, servizi e terziario, la 13.ema mensilità e il ### come richiesto, individuando tale retribuzione come quella ex art. 36 cost. it..  7. Con riferimento al quantum, il CTU ha calcolato la retribuzione spettante: “A seguito di tali conteggi, è possibile affermare che: • per l'anno 2002 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 5.278,11 mentre il TFR è pari ad euro 520,16; • per l'anno 2003 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 5.343,80 mentre il TFR è pari ad euro 524,78; • per l'anno 2004 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 5.453,70 mentre il TFR è pari ad euro 553,02; • per l'anno 2005 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 5.781,80 mentre il TFR è pari ad euro 577,31; • per l'anno 2006 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 5.865,82 mentre il TFR è pari ad euro 577,46; • per l'anno 2007 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 5.974,64 mentre il TFR è pari ad euro 586,18; • per l'anno 2008 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 6.260,05 mentre il TFR è pari ad euro 627,31; • per l'anno 2009 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 6.384,66 mentre il TFR è pari ad euro 628,59; • per l'anno 2010 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 7.740,22 mentre il TFR è pari ad euro 648,86; • per l'anno 2011 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 7.994,29 mentre il TFR è pari ad euro 668,16; • per l'anno 2012 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 8.114,45 mentre il TFR è pari ad euro 676,56; • per l'anno 2013 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 6.999,32 mentre il TFR è pari ad euro 692,13; • per l'anno 2014 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 8.441,31 mentre il TFR è pari ad euro 701,41; • per l'anno 2015 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 8.518,77 mentre il TFR è pari ad euro 710,28; • per l'anno 2016 la retribuzione ordinaria complessivamente spettante alla ricorrente è pari ad euro 4.301,06 mentre il TFR è pari ad euro 359,50 Tenendo conto di quanto già percepito dalla ricorrente per complessivi euro 39.000,00, è possibile affermare che la somma spettante alla signora ### sia complessivamente pari ad euro 70.163,63, di cui euro 59.452,00 a titolo di retribuzioni ed euro 10.711,63 a titolo di ###” La CTU non è stata contestata dalle parti ed è formalmente corretta ed utilizzabile ai fini decisori.  8. Deve tenersi conto che la ricorrente ha però chiesto la somma di inferiore importo di € 34.488,09 di cui per T.F.R. complessivo non percepito € 3.793,83, senza riferirsi alla somma maggiore o minore di giustizia. 
Sicché la condanna va limitata nell'ambito della domanda. 
Nei limiti della prescrizione quinquennale (messa in mora del 20.5.2019) spetta la regolarizzazione contributiva. 
Le spese, anche di CTU seguono la soccombenza.  P.Q.M.  definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da #### nei confronti di ### con ricorso depositato il ### , nella causa iscritta al n. 2748 /2019 R.G.A.C. così provvede: 1. dichiara che tra l'istante e la ditta resistente è intercorso un rapporto di lavoro subordinato a partire dal 01/04/2009 sino al 30.06.2016, da martedì al sabato, dalle ore 09.00 alle ore 13.00; 2. dichiara il diritto dell'istante, in virtù delle mansioni effettivamente espletate, ad essere inquadrata nel 7° livello del C.C.N.L di riferimento (settore terziario); 3. condanna la ditta ### in persona del titolare, con sede in ### alla Via G. di ### 167, 169, 169/A, 169/B: - al pagamento, in favore della ricorrente, dei contributi previdenziali maturati nel periodo lavorativo in oggetto a partire dai crediti contributivi maturati dal 20.5.2014 in poi presso l'### di previdenza nazionale competente; - al pagamento in favore della ricorrente, per le causali alla narrativa del presente ricorso, a titolo di retribuzione differenze retributive, mancata erogazione di 13ª mensilità e T.F.R., della complessiva somma di € 34.488,09, con interessi legali e danno da rivalutazione monetaria; 4 condanna la ditta al pagamento delle spese in favore della ricorrente, con distrazione, e dell'### liquidate in E. 4.600,00 ciascuno oltre rimborso delle spese generali, IVA e CAP come per legge. 
Foggia, 07/12/2023 .  

Il Giudice
Dott.ssa ### n. 2748/2019


causa n. 2748/2019 R.G. - Giudice/firmatari: Notarnicola Beatrice

2

Tribunale di Cagliari, Sentenza n. 542/2020 del 10-07-2020

... sostanza, quanto riferito dagli altri testimoni, seppur con riferimento a periodi diversi (la ### dal 2006 al 2008) ed il ### dal 1999 al 2012. Infatti costoro hanno rammentato di aver visto il ### al lavoro in segreteria ove curava pratiche amministrative, forniva informazioni varie, preparava il rendiconto (secondo quanto rammenta il ### sul punto contraddetto o non supportato da altri testimoni ), gestiva i bidelli, le donne delle pulizie, dava loro indicazioni su come procedere nel loro lavoro ed ancora si relazionava coi signori ##### e ### quali figure di riferimento per lo svolgimento del suo lavoro. Sulla scorta di tali concordanti risultanze istruttorie emerge che l'odierno ricorrente nell'espletamento del suo lavoro doveva osservare un determinato orario, posto che necessitava la sua (leggi tutto)...

N. R.A.C.L. 3395/2014 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI CAGLIARI ### dott. ### in funzione di Giudice del ### ha pronunciato ai sensi dell'art. 83 comma 7 lett. h) del Decreto Legge n. 18/2020, convertito con ### n. 27/2020, all'esito di trattazione scritta, la seguente SENTENZA nella causa in materia di pubblico impiego, iscritta al n. 3395 del R.A.C.L. dell'anno 2014 promossa da: ### elettivamente domiciliato in ### presso lo studio dell'avvocato ### che lo rappresenta e difende giusta procura speciale apposta a margine del ricorso introduttivo; RICORRENTE CONTRO Comune di ### in persona del ### pro tempore, elettivamente domiciliato in ### presso la sede dell'Avvocatura Comunale, rappresentato e difeso dall'avvocato ### giusta procura speciale a margine della memoria di costituzione e difensiva; CONVENUTO
OGGETTO: accertamento rapporto di lavoro subordinato e diritto alle differenze retributive. 
Motivi della decisione Con ricorso depositato il 29 luglio 2014 ### ha esposto di aver lavorato continuativamente presso la ### di ### del Comune di ### dal 24 aprile 1999 al 9 dicembre 2013 in forza di plurimi contratti di collaborazione coordinata e continuativa con mansioni di impiegato esecutivo 6° livello. 
Ha proseguito deducendo di aver ripetutamente chiesto all'Ente datore di lavoro di procedere alla sua stabilizzazione sulla scorta delle vigenti disposizioni legislative in materia, senza tuttavia ottenere tale risultato. 
Da ultimo, il Comune di ### con nota del 4.12.2013 gli ha comunicato la volontà di recedere dal rapporto di lavoro in parola stante l'esistenza di diversi profili di illegittimità del relativo contratto, recesso che egli ha tempestivamente impugnato. 
Tanto premesso ha sostenuto che il rapporto di lavoro in discorso per la sua intera durata sia da ascrivere, avuto riguardo alle concrete modalità con le quali si è ininterrottamente svolto, all'area della subordinazione. 
Ha conseguentemente chiesto dichiararsi che a decorrere dal 23 aprile 1999 è intercorso tra le parti un rapporto di lavoro subordinato talchè egli vanta il diritto alla corresponsione delle differenze retributive calcolate detraendo il trattamento economico spettante ad un dipendente inquadrato nella categoria D, ovvero C, del ### detratto quanto percepito in forza dei contratti di collaborazione anzidetti, oltre alla relativa copertura assicurativa e previdenziale con pari decorrenza. 
Sotto altro profilo ha chiesto condannarsi controparte a provvedere alla sua reintegrazione nel posto di lavoro precedentemente ricoperto ed ancora al pagamento del risarcimento del danno ex art. 36 comma 5 del D.lgs. n. 165/2001. 
Inoltre ha instato perché si accerti l'insussistenza di una giusta causa alla base del recesso disposto dall'amministrazione e dunque per la condanna della stessa convenuta al risarcimento del danno subito, da commisurarsi alle retribuzioni e/o compensi che egli avrebbe percepito ove il rapporto di lavoro fosse pervenuto alla sua scadenza naturale, ossia fino alla data del 31.12.2016. 
Ha quindi concluso in conformità domandando l'accoglimento delle domande avanzate in causa, nell'ordine di priorità dettagliato nel ricorso introduttivo, con il favore delle spese di lite.  ### convenuta, ritualmente costituitasi in giudizio, ha dedotto la piena legittimità dei contratti per cui è causa, siccome effettivamente correlati ad una prestazione di collaborazione coordinata e continuativa coerente con la disciplina normativa che li regola, dunque riconducibili ad un rapporto cd. parasubordinato. 
In ogni caso ha escluso che possa procedersi alla richiesta conversione in un unitario contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato stante il chiaro divieto contenuto nell'art.  36 comma 5 del D.lgs. n. 165/2001 ed ha altresì negato che sussista la prova del danno asseritamente occorso al ricorrente, esaustivamente remunerato per le prestazioni svolte in favore dell'amministrazione. 
Ha quindi concluso perché le avverse domande vengano dichiarate inammissibili e/o improponibili o comunque infondate. 
La causa, istruita mediante interrogatorio libero delle parti, prova per testi e produzioni documentali, è stata infine rinviata alla data odierna per la trattazione scritta in conformità alla normativa indicata in epigrafe.  ***** 
La domanda proposta da ### è parzialmente fondata e merita di essere accolta nei limiti e per le ragioni che si passa ad esporre. 
Va in primis dato atto che la difesa ricorrente, alla udienza del 28 novembre 2014, ha dichiarato di rinunciare alla domanda principale, ossia quella volta ad ottenere la reintegrazione in servizio del ### Osserva poi il Tribunale che è da ritenersi pacifico, siccome debitamente documentato in atti né espressamente contestato dalla parte convenuta, che il ricorrente ha svolto nell'intero arco temporale durante il quale ha lavorato presso la ### di ### di ### compiti di tipo prettamente amministrativo-contabile. 
E' parimenti incontroverso che lo stesso ### ha intrattenuto con l'amministrazione comunale un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa protrattosi senza soluzione di continuità per circa 14 anni in virtù della stipulazione di più contratti, in taluni casi prorogati rispetto alla originaria scadenza fino alla sottoscrizione del successivo accordo. 
Più precisamente il primo di tali rapporti è sorto in virtù di una convenzione (### di collaborazione coordinata e continuativa) sottoscritta il ### per la durata di 3 mesi, poi prorogata fino al 31.10.1999 ed ancora fino al 31.1.2000, cui hanno fatto seguito, come detto, ulteriori contratti fino all'ultimo sottoscritto il ### che prevedeva una durata del rapporto per 6 anni (ossia dall'1.1.2011 al 31.12.2016). 
Con riguardo alla qualificazione dei rapporti di lavoro de quibus in termini di collaborazione va evidenziato che il nomen iuris che le parti abbiano inteso dare rapporto non ha valore dirimente ove risulti in contrasto con le concrete modalità attuative del rapporto medesimo ( Cass. n. 4500/2007, n. 22289/2014). 
In relazione alla effettiva natura dei rapporti di lavoro in disamina occorre richiamare l'insegnamento della Suprema Corte la quale ha più volte affermato che elemento indefettibile del rapporto di lavoro subordinato e criterio discretivo, nel contempo, rispetto a quello di lavoro autonomo è la subordinazione, intesa come vincolo di soggezione personale del prestatore al potere direttivo, organizzativo, di controllo e disciplinare del datore di lavoro ( Cass. n. 3418/2012). 
La subordinazione inerisce alle intrinseche modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative e non già soltanto al loro risultato, mentre hanno carattere sussidiario e funzione meramente indiziaria altri elementi del rapporto di lavoro (quali, ad esempio, la collaborazione, l'osservanza di un determinato orario, la continuità della prestazione lavorativa, l'inserimento della prestazione medesima nell'organizzazione aziendale e il coordinamento con l'attività imprenditoriale, l'assenza di rischio per il lavoratore e la forma della retribuzione), i quali al più valgono quali indizi della subordinazione stessa laddove non ne sia agevole l'apprezzamento diretto a causa di peculiarità delle mansioni, che incidano sull'atteggiarsi del rapporto ( Cass. n. 4476/2012 e, negli stessi termini, Cass. SS.UU. n. 379/1999). 
Ebbene dall'esame delle deposizioni testimoniali emerge la costante sottoposizione del ### alle istruzioni e/o direttive circa lo svolgimento del suo lavoro da parte di altri soggetti che all'interno della ### di ### ricoprivano posizioni di vertice a livello politico ovvero amministrativo. 
In tal senso risultano concordare i vari testimoni: ### musicista che frequentava per ragioni professionali la ### nel periodo 1999-2009 ha rammentato che il ricorrente lavorava in segreteria e che coordinava l'attività didattica e del personale, funzionando quale interfaccia tra il direttore artistico e quello amministrativo ed il corpo docente. 
Ha aggiunto che egli veicolava gli ordini del direttore artistico o di quello amministrativo, in particolare indicava i locali e gli spazi da utilizzare, trasmetteva gli elenchi dei nuovi iscritti, curava i conteggi del servizio prestato dai docenti oltre ad assolvere ad altri compiti analoghi. 
Si relazionava costantemente con il presidente ###altre figure apicali in seno alla ### (direttore artistico, vice direttore artistico, direttore amministrativo nonché alcuni consiglieri), dai quali riceveva ordini ed indicazioni sulle modalità di svolgimento dei compiti assegnatigli interloquendo, altresì, costantemente col personale dell'amministrazione comunale. 
Era poi presente in ufficio sia la mattina che il pomeriggio ed anche la sera per espletare il suo lavoro. 
Analoghe dichiarazioni ha reso ### già in servizio presso la ### come docente dal 2001 al 2012. 
La teste ha rammentato che il ### preparava i corsi, predisponeva le classi…ed era il referente dei docenti e che svolgeva tali compiti su indicazione dei soggetti più sopra indicati.  ### dipendente comunale e direttore amministrativo della ### dal marzo 2012, ha confermato che il ricorrente, esclusa la predisposizione del rendiconto, si occupava di tutti gli aspetti relativi alla segreteria ed al coordinamento complessivo delle attività del corpo docente e del personale non docente ricevendo istruzioni da lui o dalle altre predette figure apicali. 
Di limitato spessore dimostrativo la deposizione di ### già presidente del Cda della ### dal gennaio 2012 al febbraio 2013 posto che il teste ha solo rammentato una collaborazione nella stesura dei rendiconti ed una soggezione del ### alle direttive del direttore artistico dell'epoca. 
Le ultime deposizioni, rese da ### e ### ricalcano, nella sostanza, quanto riferito dagli altri testimoni, seppur con riferimento a periodi diversi (la ### dal 2006 al 2008) ed il ### dal 1999 al 2012. 
Infatti costoro hanno rammentato di aver visto il ### al lavoro in segreteria ove curava pratiche amministrative, forniva informazioni varie, preparava il rendiconto (secondo quanto rammenta il ### sul punto contraddetto o non supportato da altri testimoni ), gestiva i bidelli, le donne delle pulizie, dava loro indicazioni su come procedere nel loro lavoro ed ancora si relazionava coi signori ##### e ### quali figure di riferimento per lo svolgimento del suo lavoro. 
Sulla scorta di tali concordanti risultanze istruttorie emerge che l'odierno ricorrente nell'espletamento del suo lavoro doveva osservare un determinato orario, posto che necessitava la sua presenza allorchè erano presenti i docenti della ### ed i loro allievi, e dunque non era libero collocare i suoi impegni i fasce orarie scelte discrezionalmente. 
Quanto al tipo di compiti cui era concretamente assegnato è stato possibile accertare che non si è trattato affatto delle attività (particolarmente qualificate) che avrebbero dovuto giustificare la sua chiamata come collaboratore meglio descritte dall'art. 7 comma 6 del D.lgs. n. 29/1993 ( Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza, determinando preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione ) e successivamente del D.lgs. n. 165/2001 in termini ancor più rigorosi. 
Al contrario egli ha assolto, al di là delle deposizioni compiacenti (ad esempio quelle relative alla gestione dei bidelli e del personale addetto alle pulizie, che non necessita di alcun gestore trattandosi di compiti elementari e ripetitivi ben noti agli interessati ovvero quelle volte ad accreditare un ruolo di coordinatore del ### che, in realtà, si risolveva nella calendarizzazione delle lezioni e nella assegnazione dei locali destinati alle attività didattiche) mansioni di tipo eminentemente amministrativo quale addetto alla segreteria della ### Tali compiti ha svolto a diretto contatto col direttore amministrativo e con le altre figure dianzi richiamate dalle quali riceveva le direttive che poi eseguiva nei termini che si sono sinteticamente delineati. 
A riprova del carattere meramente fittizio del rapporto, nominalmente di collaborazione ma in fatto di tipo impiegatizio, va evidenziato che è stato via via prorogato per un cospicuo arco temporale (peraltro in mancanza di una apposita indicazione circa le ragioni che hanno reso necessario tale prolungamento del rapporto) a fronte di una prestazione lavorativa che non è mai mutata negli anni e che nemmeno risulta esser stata assoggettata a verifiche periodiche quanto alla qualità del lavoro svolto. 
In definitiva è emerso che l'odierno ricorrente presso la ### di ### del Comune di ### ha assolto per l'intero periodo per cui è causa compiti del tutto sovrapponibili a quelli del personale amministrativo in forza alla stessa amministrazione mediante uno stabile inserimento nel relativo ufficio amministrativo. 
In definitiva il rapporto di lavoro che è intercorso dal 23.4.1999 al 9.12.2013 tra il ### e la ### anzidetta e, per essa, il Comune di ### è affetto da nullità per violazione di norma imperativa, siccome dissimulante un rapporto subordinato per l'intero periodo nel quale si è articolato. 
Siffatta circostanza legittima il lavoratore, ai sensi dell'art. 2126 c.c., non già a chiedere la costituzione di un rapporto di impiego, seppure a tempo determinato, ma a rivendicare il trattamento retributivo e la contribuzione previdenziale per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione (cfr. Cass. n. 4856/2014, Cass. n. 20009/2005 e, da ultimo, Cass. n. 3384/2017). 
Passando alla verifica circa il quantum debeatur riconoscibile in favore del ricorrente, costituisce idoneo parametro di comparazione, in via equitativa, ex art. 36 Cost. il ### del ### ed ### utilizzato dalla difesa ricorrente come base di riferimento allorchè ha indicato quale figura professionale di riferimento quelle ascrivibili alla categoria ###. 
Al riguardo il Tribunale reputa potersi indicare quale profilo professionale di riferimento l'istruttore amministrativo, appunto inquadrato nella categoria ### del menzionato accordo collettivo (cfr. in particolare ### 31.3.1999 recante ### di ### e relative tabelle allegate, in atti e comunque conoscibile dal giudice in via autonoma, cfr. Cass. n. 19507/2014). 
Si tratta del personale adibito allo svolgimento di attività istruttoria nel campo amministrativo, tecnico e contabile, curando, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti di legge ed avvalendosi delle conoscenze professionali tipiche del profilo, la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati. 
Va di contro esclusa l'ascrivibilità dei compiti assolti dal ricorrente alla superiore categoria D, sia per carenza del requisito formale del possesso del diploma di laurea sia, sul piano sostanziale, per la mancata dimostrazione dello svolgimento di compiti di elevata complessità, comprendenti anche attività di studio, ricerca, analisi ed elaborazione di soluzioni con poteri decisionali autonomi (ed in tal senso risulta essere orientato lo stesso ricorrente, cfr. doc. 21 produzioni parte ricorrente). 
Se così è occorre fare riferimento ai conteggi prodotti in atti e segnatamente a quelli depositati dalla difesa ricorrente in data ###, sub doc. 3. 
Occorre precisare che il rapporto di lavoro che è intercorso tra le parti prevedeva un limite di 20 ore settimanali fino al 31.1.2000 e successivamente, dall'1.2.2000 al 9.12.2013, un limite di 30 ore settimanali. 
Deve altresì essere precisato, onde delimitare la base di calcolo, che le ore lavorative eccedenti tale limite risultano, per ammissione dello stesso ricorrente, esser state oggetto di appositi recuperi (cfr. pag. 13 del ricorso introduttivo) ed in ogni caso, se qualificate come lavoro straordinario, necessitavano di apposita autorizzazione preventiva ovvero motivata ratifica a posteriore, come da consolidata giurisprudenza elaborata soprattutto dal giudice amministrativo. 
Da qui l'insussistenza dei presupposti per la inclusione delle stesse nel relativo computo del credito maturato dal ### Al contrario spetta al ricorrente il trattamento economico pari allo stipendio tabellare, comunque denominato, per 13 mensilità, giacchè le ferie (nella specie fruite senza alcun corrispettivo) e la 13ma mensilità (a differenza della voce festività) costituiscono istituti di matrice legale e come tali debbono essere computati pur in presenza di un rapporto di lavoro invalido. 
Dunque il rapporto di lavoro in disamina è riconducibile ad un rapporto a tempo parziale in ragione del 55,5 % per il primo periodo, che per esigenze di semplificazione si ritiene di poter esaurire al 31.12.1999, e dell'83,33 % per il secondo (a partire dall'1.1.2000) sicchè i conteggi elaborati dalla difesa ricorrente vanno rideterminati in conformità a tali valori. 
Conseguentemente per il 1999 il valore tabellare inclusa la 13ma ed escluse le sole festività è pari ad euro 10.297,91 + 833,53 pari ad euro 11.131,44 lordi che parametrati all'impegno orario pari al 55,55 % determinano un credito pari ad euro 6.183,51 lordi, dai quali vanno detratti euro 5.551,91 con una differenza in favore del ricorrente pari ad euro 631,60 lordi comprensiva della 13ma mensilità. 
Per il restante periodo il dovuto paga giornaliera è pari ad euro 260.368,26 - euro 11.131,44 lordi (relativo all'anno 1999) pari ad euro lordi 249.236,82*83,3 % ossia euro 207.689,04 lordi dai quali vanno detratti euro 205.277,37 lordi con una differenza in favore del ricorrente pari ad euro 2.411,67 lordi ai quali si sommano euro 17.419,86 lordi per la 13ma mensilità (euro 20904,67*83,33 %). 
E' parimenti fondata la domanda volta ad ottenere la ricostruzione della posizione previdenziale, compreso il ### con il versamento della contribuzione dovuta per periodo in questione, anche in difetto di prova quanto alla spettanza di differenze retributive (cfr.  sent. n. 3314/2019) e senza che detta indennità possa ritenersi soggetta ad assorbimento in presenza di eventuali eccedenze sulla retribuzione minima contrattuale (cfr. Cass. sent.  18586/2016). 
La quantificazione del Tfr è agevolmente effettuabile, dovendosi utilizzare come riferimento per il corrispondente calcolo lo stipendio tabellare maggiorato con la 13ma mensilità per la categoria ###, come ricavabile dai diversi accordi collettivi ai quali la difesa ricorrente ha fatto riferimento e qui recepiti dal Tribunale nei termini fin qui esposti. 
Occorre nondimeno osservare che alla ricostruzione della complessiva posizione previdenziale del ricorrente potrebbe aver autonomamente proceduto l'Ente previdenziale cui il ### si è rivolto. 
Tuttavia si ritiene dover statuire sul punto anche in questa sede ###essendovi prova in atti dell'effettiva ricostruzione della relativa vicenda contributiva, né constando se tale operazione abbia effettivamente riguardato anche gli accantonamenti relativi alla indennità di fine rapporto. 
Ulteriore conseguenza che scaturisce dall'illecito posto in essere dall'amministrazione, esclusa come detto la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato ostandovi il chiaro disposto dell'art. 36 comma 5 del D.lgs. n. 165/2001 (cfr. Cass. sent. n. 384/2017), concerne il diritto del lavoratore al risarcimento del danno (cfr. Cass. SS.UU. n. 5072/2016, nonché negli stessi termini, Cass. ord. n. 16095/2016, che ha fissato il principio di diritto secondo il quale Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall'art. 36, comma 5, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dall'onere probatorio nella misura e nei limiti di cui all'art. 32, comma 5, legge 4 novembre 2010, n. 183, e quindi nella misura pari ad un'indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'art. 8 legge 15 luglio 1966, n. 604). 
Tale orientamento opera anche nella fattispecie in esame, concernente la reiterazione di ### contratti di collaborazione coordinata e continuativa. 
A tale riguardo la Suprema Corte ha chiarito che In tema di pubblico impiego privatizzato, qualora la P.A. faccia ricorso a successivi contratti formalmente qualificati di collaborazione coordinata e continuativa e il lavoratore ne alleghi l'illegittimità anche sotto il profilo del carattere abusivo della reiterazione del termine, il giudice è tenuto ad accertare se di fatto si sia instaurato un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato e a riconoscere al lavoratore, in assenza dei presupposti richiesti dalla legge per la reiterazione, il risarcimento del danno, alle condizioni e nei limiti necessari a conformare l'ordinamento interno al diritto dell'### europea (cfr. Cass. sent. 10951/2018). 
In tale arresto la Corte ha precisato che il risarcimento è riconoscibile in presenza di rapporti che, sebbene formalmente qualificati di collaborazione, si siano svolti nelle forme tipiche del lavoro subordinato, a condizione che degli stessi la parte abbia allegato la illegittimità anche in ragione del carattere abusivo della reiterazione del termine, condizione questa effettivamente sussistente nella specie, avuto riguardo al tenore del ricorso introduttivo del presente giudizio. 
Dovendo quindi procedersi alla quantificazione della misura della indennità spettante al lavoratore può essere valorizzato il dato relativo alla dimensione del datore di lavoro, certamente consistente sotto il profilo della complessiva dotazione organica, nonché il significativo periodo di lavoro effettivamente svolto alle dipendenze di quest'ultimo dal ricorrente, protrattosi per oltre 14 anni in virtù di plurimi rinnovi dei vari contratti di collaborazione. 
Sotto altro profilo sussiste nondimeno la piena consapevolezza da parte del ### (cfr. le varie missive che egli ha indirizzato all'amministrazione nel corso degli anni) circa lo svolgimento in fatto di attività di lavoro subordinato rispetto alla quale non ha ritenuto dover attivare alcuna iniziativa giudiziaria confidando, evidentemente, in una successiva stabilizzazione poi non concretizzatasi. 
Tale modus operandi, non appare giustificabile e rende pertanto opportuna la mitigazione del quantum risarcitorio avendo lo stesso lavoratore ricorrente concorso, in qualche modo, con la sua condotta al perpetuarsi di un modus operandi dell'amministrazione connotato da chiari profili di illiceità (come peraltro acclarati anche in altre sedi giudiziarie). 
Si ritiene pertanto poter riconoscere in favore della ricorrente una indennità pari a 8 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, oltre accessori di legge. 
A tale riguardo spetta al ricorrente la maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria ai sensi della legge n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, ma ciò solamente dalla data odierna al saldo (cfr. Cass. sent. n. 5953/2018). 
Non sussistono, di contro, le condizioni per il riconoscimento di un ulteriore risarcimento del danno, patrimoniale e non, posto che spettava al lavoratore interessato, gravato della prova al riguardo, dimostrare di aver patito un ulteriore specifico pregiudizio a cagione della vicenda lavorativa in esame. 
Va detto che al contrario il ### non ha allegato in causa ulteriori elementi atti a comprovare un apprezzabile vulnus correlato con l'attività lavorativa svolta presso la convenuta. 
Al contrario ha beneficiato di un trattamento di indubbio favore (il Comune di ### ben avrebbe potuto reperire nel suo organico uno o più dipendenti da assegnare alla ### di ### in pianta stabile) maturando una esperienza ed un accrescimento della sua professionalità che, in un contesto di gestione amministrativa ispirata a canoni di legalità, non avrebbe verosimilmente lucrato (quantomeno per un periodo temporale così ampio). 
Da ultimo va rigettata la domanda attorea volta ad ottenere il risarcimento del danno determinato dalla anticipata cessazione del rapporto di lavoro de quo. 
In proposito è sufficiente evidenziare che il rinnovo per 6 anni del contratto di collaborazione fino a tutto il 2016 senza l'indicazione delle specifiche ragioni sottese a tale scelta dell'amministrazione, in disparte l'insussistenza dei requisiti di professionalità richiesti dall'art.  7 comma 6 del D.lgs. n. 165/2001, legittimava senza dubbio l'amministrazione a recedere dal rapporto a cagione del vizio genetico dal quale era inficiato il contratto che lo ha costituito. 
Deve infine essere rigettata l'eccezione di prescrizione sollevata dal Comune di ### dovendosi a tale riguardo richiamare la giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo la quale la prescrizione rimane sospesa durante l'esecuzione di un rapporto di fatto non assistito da garanzie di stabilità (Cass. sent. n. 23472/2007, Cass. sent. n. 7310/2002). 
Ciò in quanto il rapporto di fatto derivante da violazione di legge delinea una situazione di soggezione per il lavoratore, esposto al potere del datore di determinare in qualsiasi momento la cessazione del rapporto di lavoro, e quindi di rifiutare di fatto la prestazione, del tutto assimilabile a quella del lavoratore soggetto al potere di recesso datoriale in costanza di un rapporto di lavoro perfettamente stabile, ma non assistito da garanzie di stabilità. 
Sempre la Corte di legittimità ha chiarito che il requisito della stabilità da cui dipende la decorrenza del termine quinquennale di prescrizione in costanza di rapporto vada verificato avendo riguardo non già alla normativa garantistica che avrebbe dovuto astrattamente regolare il rapporto, ma al concreto atteggiarsi del rapporto medesimo ed alla configurazione che di esso ne danno le parti nel corso dell'effettivo svolgimento, dipendendo solo da ciò la rilevabilità di una effettiva situazione psicologica di metus del lavoratore, tale da impedirgli di esercitare i propri diritti nei confronti del datore (cfr. Cass. sent. n. 6746/2012). 
Se dunque per il solo contratto stipulato il ### potrebbe ipotizzarsi una qualche stabilità del rapporto di lavoro (stante la prevista durata in ragione di 6 anni) deve darsi atto che la notifica del ricorso introduttivo del presente giudizio si è perfezionata nell'agosto 2014, dunque entro il quinquennio dall'inizio del rapporto di lavoro con conseguente interruzione del decorso del relativo termine di cui all'art. 2948 c.c.. 
Le spese di lite vanno compensate in ragione di 1/2, tenuto conto del rigetto della domanda volta alla conversione del rapporto a tempo indeterminato, poi oggetto di rinuncia, e della solo parziale fondatezza delle ulteriori domande volte ad ottenere un riconoscimento economico in favore del ricorrente. 
Per la restante parte seguono la soccombenza con liquidazione ai sensi del D.M. n. 55/2014 come da parte dispositiva ed applicazione dello scaglione fino a 52.000,00 euro, valori inferiori a quelli intermedi in ragione della non particolare complessità dell'accertamento in fatto e della discussione limitata al mero scambio di brevi note conclusionali.  P.Q.M.  Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni contraria eccezione e deduzione disattesa: 1.Dichiara la illegittimità dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa intercorsi tra le parti e delle relative proroghe per il periodo ricompreso tra il ### al 9.12.2013; 2.Accerta lo svolgimento di un lavoro di tipo subordinato a tempo parziale da parte del ricorrente alle dipendenze del Comune di ### nel medesimo periodo come da parte motiva, con inquadramento nella categoria ### del ### 3.Condanna il Comune di ### Al pagamento in favore del ricorrente di euro 20.463,13 lordi per i titoli di cui in motivazione, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria ai sensi della legge n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalle singole scadenze sino al saldo effettivo; Al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per il periodo dal 23.4.1999 al 9.12.2013 relativamente alla posizione del ricorrente, salva compensazione in sede ###quanto eventualmente già corrisposto agli ### a tal fine preposti per il medesimo arco temporale; Al versamento in favore dell'### degli accantonamenti annui per l'erogazione del Tfr maturato dal ricorrente nel periodo di lavoro per cui è causa, da quantificarsi come da parte motiva; Al pagamento in favore del ricorrente di una indennità a titolo risarcitorio pari ad otto mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto percepita, oltre accessori di legge come quantificati in parte motiva e con la decorrenza ivi indicata; 4.Rigetta per il resto.  5.Compensa le spese di lite in ragione di ½ e condanna il Comune di ### alla rifusione della restante parte in favore del ricorrente, liquidandola in euro 3.000,00 per compensi professionali ex D.M. n. 55/2014, oltre rimborso forfetario in ragione del 15 %, rimborso di 1/2 del C.U., ove corrisposto, ed oltre IVA e ### se dovute, nella misura di legge.  6.Dispone la distrazione delle spese di lite, come sopra liquidate, in favore del procuratore antistatario.  ### 10 luglio 2020.  

IL GIUDICE
### n. 3395/2014


causa n. 3395/2014 R.G. - Giudice/firmatari: Murru Giorgio

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Tribunale di Napoli Nord, Sentenza n. 3356/2023 del 13-07-2023

... dipendente possano essere sentiti come testimoni altri dipendenti, i quali abbiano instaurato, a loro volta, altri separati, analoghi giudizi nei confronti del comune datore di lavoro in quanto essi, in relazione a tale controversia, hanno un interesse di mero fatto che non comporta l'incapacità a testimoniare ex art. 246 c.p.c. anche nell'ipotesi in cui tali giudizi siano riuniti. Tali considerazioni sono condivise dalla costante giurisprudenza di legittimità (Cass. 21418/2015) secondo cui “l'interesse che determina l'incapacità a testimoniare, ai sensi dell'art. 246 c.p.c., è solo quello giuridico, personale, concreto ed attuale, che comporta o una legittimazione principale a proporre l'azione ovvero una legittimazione secondaria ad intervenire in un giudizio già proposto da altri (leggi tutto)...

TRIBUNALE DI NAPOLI NORD - ### REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice Unico del Tribunale di Napoli Nord in funzione di giudice del lavoro dott.ssa ### ha pronunciato all'esito del deposito di note sostitutive dell'udienza del 13 luglio 2023 ex art. 127 ter c.p.c., la seguente S E N T E N Z A nella causa iscritta al n. 10933/2021 TRA ### nato a Napoli il ###, rappresentato e difeso dagli avv.ti ### e ### presso il cui studio elettivamente domicilia, come in atti Ricorrente E ### S.R.L., in persona del legale rappresentante p.t.   Resistente contumace ### licenziamento e differenze retributive ### E IN DIRITTO DELLA DECISIONE Con ricorso depositato in data ###, il ricorrente in epigrafe ha dedotto quanto segue: - di aver lavorato alle dipendenze della società resistente dal 03.10.2019 al 31.01.2021 ma di essere stato regolarmente inquadrato solo fino al 30.09.2020; - di essere stato licenziato oralmente; - di aver svolto per tutto il periodo mansioni di autista, inquadrato nel livello ### del C.C.N.L. Logistica - ### - di aver lavorato dal lunedì al venerdì, dalle ore 04:00 alle ore 20:00 e il sabato dalle 08:00 alle 12:30; - di aver ricevuto la retribuzione indicata nei conteggi; - di aver goduto di una sola settimana di ferie nel mese di agosto; - di aver diritto alle differenze indicate nei conteggi a titolo di retribuzione per lo straordinario svolto, ### ex festività, indennità per ferie non godute, tredicesima e quattordicesima mensilità; - di non aver ricevuto alcunché a titolo di indennità di mancato preavviso e di ### Tanto premesso ha chiesto - previo accertamento della sussistenza tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato nel periodi non regolarizzato, nonché dell'intervenuto licenziamento orale - la condanna della società resistente al pagamento della somma di € 57.784,10, oltre interessi e rivalutazione. 
Il tutto con vittoria di spese e attribuzione. 
La resistente, nonostante la regolare notifica, è rimasta contumace. 
Acquisita la documentazione prodotta, esaurita l'istruttoria orale, all'esito del deposito di note sostitutive dell'udienza del 13 luglio 2023 ex art. 127 ter c.p.c., il Giudice ha deciso la causa con sentenza. 
Il ricorso è solo in parte fondato e va, pertanto, accolto nei limiti e per le ragioni di seguito esposte. 
Parte ricorrente ha allegato in ricorso di aver lavorato dal 03.10.2019 al 31.01.2021, ma di essere stata regolarmente inquadrata solo fino al 30.09.2020. 
Ha, inoltre, allegato di aver svolto sistematicamente lavoro straordinario non retribuito e di aver goduto di una sola settimana di ferie all'anno. 
Ciò posto, va in primo luogo ricordato che l'onere di provare l'esistenza degli elementi costitutivi della fattispecie (la durata della prestazione, nonché, al suo interno, la misura dell'effettivo impegno lavorativo in termini di giorni e ore) grava sul lavoratore che agisca per il riconoscimento del diritto al pagamento delle retribuzioni o di differenze di retribuzione, in ragione del generale principio di cui all'art. 2697 c.c., e ciò anche nell'ipotesi in cui non vi sia sul punto contestazione. 
Nel rito del lavoro, invero, trova applicazione il principio in base al quale la contumacia del resistente non equivale ad ammissione delle circostanze dedotte nel ricorso, né, al pari del silenzio nel campo negoziale, ad una manifestazione di volontà favorevole alle pretese dell'attore, il quale, pertanto, non è dispensato dall'onere probatorio sullo stesso gravante in ordine ai fatti costitutivi delle proprie pretese (cfr. Cassazione civile, lav., 20/07/1985, n. 4301; Cassazione civile, sez. lav., 13.11.1989, n. 4800). 
Con riferimento al lavoro straordinario, giova ribadire che spetta al lavoratore, il quale chieda il riconoscimento del compenso per lavoro straordinario, fornire la prova positiva dell'esecuzione della prestazione lavorativa oltre i limiti, legalmente o contrattualmente, previsti; tale statuizione costituisce proiezione del principio guida di cui all'art. 2697 c.c., configurandosi lo svolgimento di lavoro in eccedenza rispetto all'orario normale quale fatto costitutivo della pretesa azionata. E che la relativa prova debba essere “piena e rigorosa” è affermazione reiteratamente, e correttamente, ripetuta nelle massime giurisprudenziali. 
Grava quindi sul lavoratore, attore in giudizio, l'onere di provare non solo lo svolgimento di lavoro straordinario ma anche la sua effettiva consistenza, senza che al riguardo possano soccorrere valutazioni di tipo equitativo (### Cass. 9, febbraio 2009, n. 3194; 25 giugno 2006, n. 12434; 29 gennaio 2003, n. 1389; 17 ottobre 2001, n. 12695). 
Quanto, infine, alle ferie, la giurisprudenza ha costantemente affermato che “il lavoratore che agisca in giudizio per chiedere la corresponsione della indennità sostitutiva delle ferie non godute ha l'onere di provare l'avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati, atteso che l'espletamento di attività lavorativa in eccedenza rispetto alla normale durata del periodo di effettivo lavoro annuale si pone come fatto costitutivo dell'indennità suddetta, mentre incombe al datore di lavoro l'onere di fornire la prova del relativo pagamento” (Cass. sez. lav. sent.  8521 del 27.4.2015). 
Nel caso di specie, la perduranza del rapporto dal 01.10.2020 al 31.01.2021 è stata confermata dal teste ### escusso all'udienza del 12.01.2023, il quale - premesso di avere un giudizio in corso nei confronti della società resistente avente medesimo oggetto - ha dichiarato: “Ho lavorato per la resistente dal maggio 2019 al febbraio 2021, il ricorrente è arrivato dopo di me, ad ottobre 2019 ed è andato via un mese prima di me, a gennaio 2021”. 
Parimenti confermate dal medesimo teste sono le allegazioni attoree sulle ferie. Lo stesso ha, infatti, dichiarato: “ho avuto una sola settimana di ferie ad agosto, anche il ricorrente ha avuto una sola settimana di ferie”. 
Per quanto riguarda l'orario di lavoro, può dirsi confermato lo svolgimento della prestazione unicamente dal lunedì al venerdì dalle 07.00 alle 20.00 e il sabato dalle 08.00 alle 12.30, e ciò per le considerazioni che si vanno ad esporre. 
È opportuno richiamare le dichiarazioni dei testi sul punto. 
Il teste ### ha dichiarato: “consegnavamo sia in ### che nelle regioni limitrofe, #### e ### lavoravo dalle 3-4 di mattina alle 20.00, la mattina partivamo verso le 3-4 per andare fuori regione, una volta arrivati al luogo di consegna facevamo lo scarico, poi tornavamo alla cartiera, lì o ci facevano fare consegne nei dintorni o aspettavamo il pre-carico; alla cartiera rientravamo ad orari diversi a seconda di dov'era il cliente quindi poteva capitare a mezzogiorno come alle tre, in ogni caso ci tenevano sempre occupati fino alle 20.00, è capitato molto raramente di finire prima di quell'orario; quando facevamo le consegne in ### partivamo più tardi, intorno alle 7 di mattina e non facevamo una sola consegna ma diverse, 3-4; andavamo fuori regione almeno 4 volte a settimana, a volte anche 5; il ricorrente faceva il mio stesso lavoro e i miei stessi orari ### Io sono stato inquadrato e sono stato assunto da ### ma le direttive le dava insieme a lui anche il figlio ### preciso che i primi tempi prendevo il camion a ### per circa un annetto, dopodiché si sono spostati a ### e quindi partivamo da lì; incontravo il ricorrente la mattina quando andavamo a prendere il camion, alla cartiera, e il sabato; il sabato facevamo manutenzione del mezzo dalle 8.00 fino alle 12-13; le consegne le facevamo dal lunedì al venerdì; qualche volta è capitato di fare le consegne anche il sabato a ### da ### Risparmio”. 
Il teste ### escusso alla medesima udienza - premesso di avere anch'egli un giudizio in corso nei confronti della resistente avente medesimo oggetto - ha dichiarato: “Ho lavorato per la resistente per circa un anno, dal giugno 2020 al giugno 2021, il ricorrente già c'era quando sono arrivato. Preciso che ho fatto due periodi, il primo da giugno a ottobre 2020 e il secondo da marzo a giugno 2021. Il ricorrente c'era fino a ottobre 2020 quando io ho finito il primo periodo e quando sono tornato a marzo 2021 non c'era più. Io avevo la mansione di autista con carico e scarico della merce e consegna, in tutto il centro e sud ### Io guidavo una motrice da 9.60 mt, con portata di 150 quintali. Il ricorrente guidava un mezzo uguale. ADR: Io sono stato inquadrato e sono stato assunto da ### successivamente ho scoperto che il contratto decorreva da un momento successivo alla mia assunzione e che quindi ho lavorato all'inizio per un periodo a nero. ADR: Trasportavamo in genere cellulosa; facevamo consegne sia in ### che in altre regioni, quando andavamo fuori regione partivamo verso le 3-4 del mattino e non rientravamo prima delle 16-17 massimo; per le consegne in ### partivamo anche un po' più tardi, verso le 5-5.30 del mattino; consegnavamo prevalentemente fuori regione, almeno 3-4 volte a settimana; […] Una volta tornato in sede ###facevamo il precarico per il giorno dopo e poteva capitare di aspettare anche 2-3 ore in quanto c'erano altri mezzi davanti da caricare, altre volte ci veniva chiesto di fare navetta, ossia di andare a prendere la merce per il pre-carico nelle aziende a breve distanza per portarla in deposito e successivamente c'era il pre-carico, che poteva essere fatto o nel deposito, e in quel caso rimanevo lì, oppure nuovamente nell'azienda dove avevo prelevato la merce, e in quel caso dovevo tornarci; in definitiva, non finivamo mai di lavorare prima delle 20.00, prima di quell'orario non posavamo il camion in garage; ### Il sabato ci veniva chiesto, pena decurtazione dello stipendio, di scendere a lavorare su manutenzione e lavaggio del mezzo, lavoravamo alle 8.30-9 del mattino fino alle 13-14”. 
Occorre a questo punto valutare le dichiarazioni appena trascritte. 
In primo luogo, devono richiamarsi i principi vigenti nella circostanza in cui i testi intimati dalle parti abbiano un giudizio in corso nei confronti della resistente. 
Deve osservarsi come in una controversia di lavoro tra datore di lavoro ed un suo dipendente possano essere sentiti come testimoni altri dipendenti, i quali abbiano instaurato, a loro volta, altri separati, analoghi giudizi nei confronti del comune datore di lavoro in quanto essi, in relazione a tale controversia, hanno un interesse di mero fatto che non comporta l'incapacità a testimoniare ex art. 246 c.p.c. anche nell'ipotesi in cui tali giudizi siano riuniti. 
Tali considerazioni sono condivise dalla costante giurisprudenza di legittimità (Cass. 21418/2015) secondo cui “l'interesse che determina l'incapacità a testimoniare, ai sensi dell'art. 246 c.p.c., è solo quello giuridico, personale, concreto ed attuale, che comporta o una legittimazione principale a proporre l'azione ovvero una legittimazione secondaria ad intervenire in un giudizio già proposto da altri cointeressati. 
Tale interesse non si identifica con l'interesse di mero fatto, che un testimone può avere a che venga decisa in un certo modo la controversia in cui esso sia stato chiamato a deporre, pendente fra altre parti, ma identica a quella vertente tra lui ed un altro soggetto ed anche se quest'ultimo sia, a sua volta, parte del giudizio in cui la deposizione deve essere resa. 
Neanche l'eventuale riunione delle cause connesse (per identità di questioni) può fare insorgere l'incapacità delle rispettive parti a rendersi reciproca testimonianza, potendo tale situazione soltanto incidere sulla attendibilità delle relative deposizioni (tra le altre: Cass. n. 11034 del 2006; Cass. n. 9650 del 2003; Cass. n. 2618 del 1999; Cass. n. 32 del 1994; Cass. n. 6932 del 1987)”. 
Tali dichiarazioni, quindi, devono essere valutate con il massimo rigore dal punto di vista dell'attendibilità, sul chiaro rilievo che altrimenti due o più lavoratori ben potrebbero concordare deposizioni di comodo finalizzate ad ottenere incrementi patrimoniali.  ###à può essere misurata sotto il profilo intrinseco, ossia dando risalto al tenore delle dichiarazioni rese e valorizzandone la precisione, la chiarezza e la non contraddittorietà, e sotto il profilo estrinseco, ossia dando rilievo agli inequivoci riscontri tra la deposizione del teste e ogni altro elemento acquisito al giudizio. 
Nel caso di specie, la credibilità intrinseca dei testi si evince dal tenore delle loro deposizioni: in particolare, il fatto che i testi abbiano offerto dichiarazioni in alcuni punti anche vaghe o imprecise, lascia trasparire la genuinità delle stesse, le quali appaiono spontanee e tutt'altro che compiacenti, oltre ad essere, comunque, fondate sulla diretta percezione dei fatti. 
Per quanto concerne l'attendibilità estrinseca, si richiama quale indice di riscontro circa la durata del rapporto l'estratto contributivo depositato dal ricorrente a seguito di ordine di integrazione documentale, dal quale emerge che il datore ha provveduto a regolarizzare il rapporto anche per il periodo “a nero” dedotto in ricorso. 
È pur vero, però, che il tenore impreciso di alcune dichiarazioni non può che condurre a una delimitazione dell'accertamento svolto, nel senso sopra precisato: pertanto, la prova della durata della prestazione lavorativa va limitata all'orario dalle 07.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì e a dalle 08.00 alle 12.30 il sabato. 
Ed infatti, le affermazioni dei testi circa l'orario di inizio della giornata lavorativa si palesano: imprecise, atteso il riferimento alle “3-4 di mattina”; contrastanti, laddove con riferimento alle consegne in ### un teste fa riferimento alle 07.00 del mattino, l'altro alle 5.00-5.30; non sufficientemente circostanziate nel tempo, atteso che non è possibile determinare l'esatta frequenza con la quale le consegne venissero svolte in ### o fuori ### in ragione della genericità dei fatti narrati. 
Per tali ragioni lo straordinario accertato va limitato a un numero di 19,5 ore settimanali. 
Nulla può riconoscersi, poi, a titolo di lavoro festivo, attesa la assoluta genericità delle relative allegazioni, avendo il ricorrente dedotto nel ricorso di aver “lavorato, sebbene raramente, durante i giorni festivi”. 
Le carenze assertive riscontrate in ricorso precludono, ancora, il riconoscimento di somme a titolo di R.O.L. e festività soppresse, non essendo stata individuata la norma del ### sulla quale tali istituti - di natura convenzionale - troverebbero fondamento. 
Analogamente nulla spetta a titolo di tredicesima e quattordicesima mensilità, avendo il ricorrente operato rispetto alle stesse un mero richiamo ai conteggi, nei quali però tali emolumenti non figurano. 
Possono, pertanto, riconoscersi unicamente i ratei residui maturati relativamente alle ferie e ai permessi come risultanti dalla busta paga di novembre 2020 (pari a 124,86 ore per le ferie e 72,02 ore per i permessi). 
Va, invece, rigettata la domanda avente a oggetto l'indennità di mancato preavviso. Ed infatti, le allegazioni offerte in ricorso sulle circostanze relative alle modalità di cessazione del rapporto sono oltremodo generiche, non avendo il ### neppure individuato il soggetto che avrebbe esercitato il potere di recesso. 
Per quanto riguarda il quantum debeatur, lo stesso è determinato utilizzando quale parametro la retribuzione oraria risultante dalle buste paga in atti (pari a € 10,41). 
Per il percepito si tiene, invece, conto di quanto indicato nei conteggi. 
Quanto allo straordinario - atteso che non vi sono sufficienti allegazioni in ricorso circa le modalità di determinazione e calcolo dello stesso, non essendo stata richiamata la previsione collettiva della relativa maggiorazione - deve trovare applicazione il combinato disposto dell'art.  2108 c.c., dell'art. 5 d.lgs. 66/2003 e dell'art. 5 R.D. 692/1923, con conseguente maggiorazione del 10% della retribuzione oraria tabellare come sopra individuata. 
Sulle somme spettanti a titolo retributivo è stato, infine, calcolato il ### La società resistente va, pertanto, condannata al pagamento della somma di € 32.103,28, di cui € 3.554,91 a titolo di ### Sulla somma così individuata, annualmente rivalutata, sono dovuti gli interessi legali con decorrenza dalla data di maturazione del credito - coincidente nel caso del TFR con la data di cessazione del rapporto di lavoro - fino al saldo. 
Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, nei limiti del parziale accoglimento e tenuto conto della bassa complessità delle questioni trattate.  P.Q.M.  Il Giudice del lavoro, disattesa ogni altra domanda ed eccezione, così provvede: a) Accoglie il ricorso e per l'effetto condanna la società resistente ### s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento nei confronti del ricorrente ### della somma di € 32.103,28, di cui € 3.554,91 a titolo di ### oltre interessi e rivalutazione dalla data di maturazione del credito fino al soddisfo; b) Condanna la società resistente ### s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento nei confronti del ricorrente delle spese di lite, che si liquidano in € 3.500,00 oltre ### CPA e spese generali come per legge, con attribuzione. 
Manda la cancelleria per le comunicazioni.   Aversa, 19.07.2023 

Il Giudice
Dott.ssa ### n. 10933/2021


causa n. 10933/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Rosa Pacelli

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Tribunale di Roma, Sentenza n. 10390/2022 del 06-12-2022

... e complessa prova orale, con quattro testimoni per parte. Quanto alle dichiarazioni rese dai testimoni in ordine a fatti e circostanze da loro non direttamente appresi, bensì conosciuti da dichiarazioni di terzi, è opportuno chiarire sin d'ora che le stesse si qualificano come testimonianze de relato, tra le quali, per consolidata giurisprudenza, “occorre distinguere i testimoni "de relato actoris" e quelli "de relato" in genere: i primi depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto medesimo che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non sul fatto oggetto dell'accertamento, che costituisce il fondamento storico della pretesa; gli altri (leggi tutto)...

TRIBUNALE DI ROMA ### REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice, dott.ssa ### lette le note di discussione scritta, all'esito della camera di consiglio, da lettura della seguente SENTENZA nella controversia iscritta al n. 3652/2022 R.G. 
TRA ### rappresentato e difeso dall'Avv. ### giusta procura allegata al ricorso, RICORRENTE E ### S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli Avv.ti ##### e ### per procura allegata alla memoria di costituzione, RESISTENTE OGGETTO: opposizione ai sensi dell'art. 1, comma 51, della legge n. 92/2012 all'ordinanza depositata in data ### nel procedimento n. 10856/2021 R.G.  dal Tribunale di Roma ai sensi dell'art. 1, comma 49, della legge n. 92/2012.  CONCLUSIONI: per le parti, come nei rispettivi atti difensivi, nei verbali e nelle note scritte di udienza. 
FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE Con atto di ricorso depositato in forma telematica il ### il ricorrente in epigrafe conveniva in giudizio ### S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, proponendo impugnativa, ai sensi dell'art. 1, comma 51, della legge n. 92/2012, nei confronti dell'ordinanza emessa in data ### nel procedimento n. 10856/2021 R.G. dal Tribunale di Roma, ai sensi dell'art. 1, comma 49, della legge n. 92/2012, di rigetto della impugnativa di licenziamento, intimato per giusta causa con provvedimento del 5/11/2020. 
A sostegno dell'opposizione, la parte ricorrente censurava la decisione emessa all'esito della fase sommaria, per mancata ammissione della istruttoria, intesa a dimostrare l'insussistenza della pretesa giusta causa di licenziamento, nonché l'illegittimità del recesso datoriale per genericità della contestazione e sua tardività, nonché, altresì, per carenza di proporzionalità tra i fatti contestati ed il provvedimento adottato. 
Tanto premesso, il ricorrente concludeva domandando l'accoglimento della impugnativa di licenziamento, con ordine di propria reintegra nel posto di lavoro o, in via subordinata, con attribuzione della tutela risarcitoria nella misura massima di legge. 
Ritualmente instaurato il contraddittorio, si costituiva in giudizio ### S.p.A., contestando la fondatezza del ricorso e concludendo per il suo rigetto. 
Fallito in udienza il tentativo di conciliazione, la controversia veniva istruita mediante l'acquisizione della documentazione prodotta, nonché con prova orale. 
Autorizzato il deposito di note scritte e disposta contestualmente con decreto, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, lettera b), n. 7), del D.L. 125/2020, la sostituzione della odierna udienza di discussione con lo scambio di note scritte, a cagione della emergenza sanitaria nazionale per il rischio di contagio da ###19, lette le note di discussione depositate dalle parti, la controversia veniva assunta nella camera di consiglio del 28/11/2022 e, entro il termine di cui all'articolo 1, comma 57, legge n. 92/2021, decisa. 
Così ricostruito l'iter processuale, l'opposizione è fondata, nei termini che seguono.  1. Costituisce principio interpretativo del tutto assodato in giurisprudenza quello secondo cui la regola dell'immodificabilità delle ragioni comunicate come motivo del licenziamento, operando come fondamentale garanzia giuridica per il lavoratore, il quale vedrebbe altrimenti frustrata la possibilità di contestare la risoluzione unilateralmente attuata e la validità dell'atto di recesso, ha carattere generale, e vale quindi per tutti i casi di assoggettamento del rapporto di lavoro a norme limitatrici del potere di recesso del datore di lavoro (cfr., per tutte, Cass., Sez. L, n. 18283 del 13/08/2009). 
È soltanto alla luce della causale indicata nella lettera di recesso che, pertanto, va affrontata la legittimità o meno dell'atto espulsivo, non potendo trovare ingresso, al fine di sorreggere il provvedimento datoriale, circostanze diverse.  1.2 La lettera di licenziamento del 5/11/2020 fa riferimento ai fatti già oggetto di dettagliata contestazione disciplinare con lettera del 21/7/2020, da intendersi qui integralmente trascritta. 
Quest'ultima, in specie, si sostanzia in una prima parte, nella quale sono riportate le dichiarazioni acquisite dalla ### dai propri dipendenti ############# e ### i quali hanno riferito di illegittimi comportamenti adottati dall'allora ### ed una seconda parte, in cui si contestano a ### una serie di indebiti accessi alle “### Clienti”.  1.3 Tanto premesso, occorre muovere dalla considerazione che, in fattispecie di licenziamento, l'articolo 5 della legge n. 604/1966 pone inderogabilmente a carico del datore di lavoro l'onere di provare la sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo addotti a sostegno del provvedimento espulsivo, sicché il giudice non può neppure avvalersi del criterio empirico della vicinanza alla fonte di prova (cfr. Cassazione, ### lavoro, sentenza n. 7830 del 29/3/2018). 
Gravava certamente, pertanto, sulla ### l'onere di dimostrare la giusta causa di licenziamento, ai sensi dell'articolo 2119 c.c..  2. Si debbono, a questo punto, esaminare le eccezioni preliminari sollevate da parte ricorrente.  2.1 In primo luogo, si palesa certamente infondata la censura di genericità della contestazione disciplinare, di contro dettagliata in n. 31 pagine più allegati, a nulla rilevando che non siano riportate tra virgolette le dichiarazioni acquisite dalle persone intervistate dalla ### attenendo, quest'ultimo, piuttosto, ad un profilo di merito e non già di specificità della contestazione disciplinare. 
Invero, in alcun modo può ritenersi leso il diritto di difesa dell'odierno ricorrente per non avere la ### riportato per esteso i verbali delle dichiarazioni rese dai dipendenti, essendo stati, piuttosto, chiaramente indicati i capi di addebito, in relazione a tutte le censure.  2.2 Parimenti non fondata è la censura di avvenuta violazione dell'articolo 44 del C.C.N.L. ABI, il quale, al comma 2, prevede che "### sia richiesto dalla natura della mancanza o dalla necessità di accertamenti in conseguenza della medesima, l'impresa - in attesa di deliberare il definitivo provvedimento disciplinare - può disporre l'allontanamento temporaneo del lavoratore/lavoratrice dal servizio per il tempo strettamente necessario”. 
Sicché, l'allontanamento dal servizio disposto dalla ### nel febbraio 2020 (documento n. 8 della memoria) non si configura come sanzione disciplinare, bensì come misura cautelare di natura provvisoria, che determina la quiescenza momentanea del rapporto di lavoro, caratterizzata dall'estromissione del dipendente dal posto di lavoro nel periodo necessario all'azienda per ricostruire debitamente i fatti che verranno poi contestati, e non comporta alcuna interruzione dell'anzianità lavorativa o del pagamento delle retribuzioni. 
Nel caso in esame, poi, il ricorso alla misura cautelare era ampiamente giustificato dalla natura delle segnalazioni anonime, aventi ad oggetto l'addebito di possibili irregolarità commesse da un dipendente in posizione apicale, accusato di avere esercitato un potere autoritario, al limite del dispotismo, nei confronti dei colleghi di ### tale, pertanto, da far temere l'impossibilità di conduzione degli accertamenti in un clima sereno, esente da condizionamenti.  2.3 Di contro, la censura di intempestività della contestazione disciplinare è parzialmente fondata. 
In linea generale, è noto che l'articolo 7, comma 2, dello ### dei ### prescrive che “il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa”, omettendo di indicare un termine perentorio per la contestazione disciplinare e per la conclusione del procedimento.  ### ormai consolidata giurisprudenza, anche di recente ribadita, in tema di licenziamento per giusta causa, l'immediatezza della comunicazione del provvedimento espulsivo rispetto al momento della mancanza addotta a sua giustificazione, ovvero rispetto a quello della contestazione, si configura quale elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro, in quanto la non immediatezza della contestazione o del provvedimento espulsivo induce ragionevolmente a ritenere che il datore di lavoro abbia soprasseduto al licenziamento ritenendo non grave o comunque non meritevole della massima sanzione la colpa del lavoratore; peraltro, il requisito della immediatezza deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo, più o meno lungo, quando l'accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessità della struttura organizzativa dell'impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso, restando comunque riservata al giudice del merito la valutazione delle circostanze di fatto che in concreto giustifichi o meno il ritardo (cfr. Cassazione, ### n. 15649 del 1/7/2010, Cassazione, ### n. 2513 del 31/1/2017, Cassazione, ### n. 2902 del 13/2/2015, Cassazione, ### n. 22388 del 22/10/2014, Cassazione, ### n. 18772 del 14/9/2011, nonché, anche, Cassazione, ### n. 19424 del 6/10/2005 e Cassazione, ### n. 11100 del 15/5/2006). 
È certo, tuttavia, che il principio di tempestività della contestazione non può prescindere dalla conoscenza del fatto da parte del datore di lavoro, come affermato costantemente dalla giurisprudenza proprio in materia di impiego privato (cfr. Cassazione, ### n. 21546 del 15/10/2007). 
Pertanto, ove sussista un rilevante intervallo temporale tra i fatti contestati e l'esercizio del potere disciplinare, la tempestività di tale esercizio deve essere valutata in relazione al tempo necessario per acquisire conoscenza della riferibilità del fatto, nelle sue linee essenziali, al lavoratore medesimo, la cui prova è a carico del datore di lavoro (cfr. Cassazione, ### n. 7410 del 26/03/2010). 
E, in ogni caso, ai fini della valutazione dell'immediatezza del provvedimento espulsivo, il lasso temporale tra i fatti e la contestazione deve decorrere dall'avvenuta conoscenza da parte del datore di lavoro della situazione contestata e non dall'astratta percettibilità o conoscibilità dei fatti stessi, sicché, in particolare, il datore di lavoro deve fornire la prova del momento in cui ha avuto la piena conoscenza dei fatti da addebitare al lavoratore (cfr. Cassazione, ### n. 21546 del 15/10/2007). 
Ribadendo tali condivisibili e consolidati principi, con recente pronuncia n. 19256 del 17/07/2019 la Suprema Corte ha respinto le censure formali svolte avverso una contestazione disciplinare emessa da un datore di lavoro l'1/06/2007, in relazione a fatti avvenuti sin dall'inizio dell'anno 2006 e, tuttavia, da questi appresi solo nel dicembre dello stesso anno, avendo parte datoriale avviato indagini interne, nel corso delle quali erano state svolte reiterate interviste del personale. 
La Corte ha così ritenuto “2.1. Le censure, sotto il profilo della violazione di norme di diritto, sono infondate. 2.2. Deve muoversi dal principio ripetutamente affermato da questa Corte - e qui condiviso - secondo cui la tempestività della contestazione deve essere valutata partendo dal momento dell'avvenuta conoscenza, da parte del datore di lavoro, della situazione contestata e non dell'astratta percettibilità o conoscibilità dei fatti stessi ( nr. 10356 del 2016; nr. 26304 del 2014; nr. 25070 del 2013; nr. 23739 del 2008; nr. 21546 del 2007). 2.3. Invero, la tempestività della contestazione e, poi, del licenziamento, la cui «ratio» riflette l'esigenza di osservanza della regola di buona fede e correttezza nell'attuazione del rapporto di lavoro, devono essere intesi in senso relativo, potendo essere compatibili, in relazione al caso concreto e alla complessità dell'organizzazione del datore di lavoro, con un intervallo di tempo necessario per l'accertamento e la valutazione dei fatti contestati, così come per la valutazione delle giustificazioni fornite dal dipendente (ex plurimis, Cass. nr. 20121 del 2015; nr. 9903 del 2015; nr. 1247 del 2015; nr. 20823 del 2013; nr. 20719 del 2013). In sostanza, il datore di lavoro deve procedere alla formale contestazione dei fatti addebitabili al lavoratore dipendente non appena ne venga a conoscenza e gli stessi appaiano ragionevolmente sussistenti. 2.4. La Corte di merito non si è discostata da tali principi; i giudici hanno considerato come il datore di lavoro fosse venuto a conoscenza dei fatti addebitati soltanto dopo il dicembre del 2006, a seguito di una indagine interna, nel corso della quale «momenti cruciali (erano state) le interviste con il ricorrente (4 aprile, 1 giugno e 15 giugno 2007»); ha, quindi, giudicato tempestiva la contestazione dell'1.6.2007, intervenuta contestualmente al progredire degli accertamenti stessi e, perciò, funzionale allo scopo suo proprio ovvero quello di contemperare, da un lato, la esigenza di una attenta ponderazione dei fatti, nell'interesse dello stesso lavoratore, dall'altro quella di consentire al medesimo lavoratore una adeguata difesa. 2.5. La verifica da parte del giudice del merito del momento storico in cui il datore di lavoro ha acquisito la conoscenza del fatto disciplinare costituisce, invece, un accertamento di fatto, sindacabile in sede di legittimità soltanto sotto il profilo del vizio della motivazione” (cfr. Cassazione, ### lavoro, sentenza n. 19256 del 17/07/2019, in motivazione). 
Sicché, in definitiva, qualora sussista una cesura temporale tra fatto e contestazione, è onere del datore di lavoro dimostrare che il differimento nella contestazione è addebitabile ad una ritardata conoscenza dei fatti ascrivibili al lavoratore o alle indagini necessarie per accertarli, fornendo tutti gli elementi legati al contesto specifico da cui trarre il convincimento che la contestazione sia stata tempestiva.  2.3.1 Condividendosi tali principi, si deve osservare che, come sopra già osservato, la contestazione disciplinare del 21/7/2020 ha ad oggetto due distinti aree di addebito, l'una riguardante i c.d. addebiti “comportamentali” e l'altra inerente all'indebita consultazione di “### Clienti” (documento n. 9 della memoria). 
Si tratta, com'è agevole apprendere alla mera lettura della lettera di contestazione, di profili di addebito tra di loro del tutto svincolati, solo occasionalmente connessi, avendo la ### motivato che, una volta ricevute le segnalazioni sul canale “Parlami” e iniziato l'istruttoria sugli addebiti c.d.  “comportamentali”, intendendo - evidentemente - approfondire l'indagine sul complessivo comportamento del dipendente segnalato, nel febbraio 2020 intraprese a suo carico “ulteriori verifiche ispettive”. 
Di talché, trattandosi di profili di addebito diversi, anche a livello istruttorio, l'eccezione di intempestività deve essere valutata nei confronti di ciascuno, poiché nulla impediva, naturalmente, alla ### di procedere a contestazioni distinte.  2.3.2 E, nel caso in esame, se l'eccezione di intempestività è certamente infondata con riferimento agli addebiti c.d. “comportamentali” - in relazione ai quali la ### ricevute le prime segnalazioni al canale “Parlami” nel dicembre 2019, ha convocato e ascoltato 10 dipendenti, due volte, in piena pandemia, concludendo l'istruttoria nel luglio 2020 - lo stesso non può dirsi per l'addebito relativo alle “### Clienti”. 
Invero, nel primo caso, la complessità dell'istruttoria condotta, in uno alla complessa articolazione datoriale e, non ultima, alla situazione di pandemia che ha imposto, proprio in quel periodo, la sospensione di ogni attività e la chiusura degli uffici, con necessità di ascoltare i dipendenti su piattaforma digitale, per poi riconvocarli per la sottoscrizione dei verbali, rende certamente tempestiva la contestazione di addebito.  2.3.3 Di contro, nel secondo caso, la ### si è limitata a delegare ai tecnici informatici l'estrazione dei dati, non compiendo in relazione agli stessi alcun ulteriore accertamento, sicché alla data del febbraio 2020, prima ancora della sospensione delle attività per la pandemia da coronavirus, ben avrebbe potuto procedere alla contestazione di addebito. 
Il teste Paoloni, già addetto all'### del ### richiesto di riferire gli accertamenti eseguiti dal suo ufficio in ordine alla contestazione relativa alle indebite inquiry sulle “### Clienti”, ha riferito che la ### non ritenne di dover contattare i clienti le cui schede erano state visualizzate dal ricorrente, negando, inoltre, di saper riferire se le verifiche compiute dall'### del ### furono limitate alla verifica delle inquiry di ### alle schermate iniziali delle “### Clienti”, o se, piuttosto, fossero stati delegati ai tecnici informatici ulteriori approfondimenti, relativi all'eventuale accesso ai sottomenu o alle schermate successive. 
Non avendo la ### ritenuto la necessità di compiere ulteriori attività istruttorie, una volta ricevuti i tabulati delle inquiry non autorizzate effettuate da ### non v'era alcun motivo di attendere la conclusione della complessa istruttoria disciplinare avviata per la verifica degli addebiti c.d.  “comportamentali”, trattandosi di fatti del tutto diversi e tra loro non collegati. 
Si è già detto, invero, che “il datore di lavoro deve procedere alla formale contestazione dei fatti addebitabili al lavoratore dipendente non appena ne venga a conoscenza e gli stessi appaiano ragionevolmente sussistenti” ( Cassazione, ### sentenza n. 19256 del 17/07/2019, cit).  2.3.4 Sempre in relazione all'addebito inerente le “### Clienti”, l'eccezione di intempestività è fondata anche sotto un ulteriore profilo. 
Con lettera del 21/7/2020 sono contestate all'odierno ricorrente n. 70 indebite inquiry su “### Clienti” di colleghi e clienti effettuate tra il febbraio 2018 e il febbraio 2020. 
Invero la ### tenuta alla conservazione dei dati, per propria disposizione interna, per un periodo di 24 mesi, ha esteso l'indagine a ritroso fino al tempo massimo consentito dal proprio archivio. 
Mai, tuttavia, in precedenza, aveva sollevato alcun rilievo nei confronti dell'odierno ricorrente per ipotetici indebiti accessi sulle “### Clienti”, trincerandosi dietro la giustificazione che gli alert sono impostati al raggiungimento di un numero di 6 accessi sospetti nell'arco di un mese, mai raggiunti da ### Tale modus operandi, nondimeno, è idoneo ad ingenerare nel dipendente la convinzione circa la legittimità del proprio operato, in quanto mai segnalato - né tantomeno sanzionato - dalla ### nonostante l'obbligo di quest'ultima di procedere a controlli periodici a campione. 
Si vedano, in tal senso, le dichiarazioni rese dalla teste ### la quale ha dichiarato che: “Le policy e direttive ### sull'utilizzo delle schede cliente sono quelle del “need to know”, cioè dell'utilizzo limitato all'effettiva necessità. Furono diramate circolari più restrittive poco prima, forse una settimana prima, che venisse allontanato l'odierno ricorrente. Posso dire che in precedenza se serviva il dato di un collega, che avesse rapporto in filiale, non ci si sarebbe fatto problema a prenderlo dalla Scheda Cliente, ma onestamente dopo i fatti che hanno riguardato il ricorrente nessuno di noi lo fa più. Per la mia esperienza, quando ho diretto la filiale di ### che era ad alta stagionalità, mi capitava con elevata frequenza che un cliente di passaggio mi chiedesse l'intervento su una carta smagnetizzata, la consulenza per un mutuo, qualsiasi altra necessità e che io, anche solo per capire chi avevo di fronte, ne aprissi la Scheda Cliente. In tal senso è sempre stata interpretata la “necessità” aziendale di consultazione delle schede cliente”, aggiungendo poi che “È chiaro però che con il passare del tempo anche chi le ha consultate possa non ricordare il nome di quel cliente e quale fosse la necessità effettiva che aveva portato alla consultazione della sua scheda”. 
Fino all'allontanamento del ricorrente, pertanto, era diffuso tra i dipendenti l'affidamento sulla legittimità dell'interpretazione della regola del “need to know” nel senso che qualsiasi occasione o necessità lavorativa, anche estemporanea, consentisse l'inquiry sulle “### Clienti”, tanto che la ### nonostante l'obbligo di controlli a campione, non aveva mai segnalato, sotto tale profilo, comportamenti anomali, tantomeno all'odierno ricorrente. 
Con la conseguenza che la tardività dell'accertamento effettuato nel febbraio 2020 a posteriori, su un arco temporale a ritroso di 24 mesi, peraltro contestato immotivatamente dopo ulteriori 5 mesi dal momento in cui il datore di lavoro ne era venuto a conoscenza, ha leso irrimediabilmente il diritto di difesa del lavoratore, il quale, già responsabile gerarchico di 27 filiali e di circa 230 risorse, sospeso cautelativamente dal servizio da ormai 5 mesi, non si vede come avrebbe mai potuto ricordare, nel luglio 2020, il motivo di inquiry da lui effettuate negli anni 2018 e 2019, vieppiù essendo impedito alla consultazione della relativa documentazione, in ragione della propria sospensione dal servizio. 
Tanto che, a dimostrazione dell'effettiva avvenuta lesione del diritto di difesa del lavoratore, in conseguenza della estrema tardività della contestazione, si pongono proprio le sue giustificazioni, censurate dalla ### quando ### tentando comunque di ricordare fatti tanto risalenti, ha confuso il nominativo di due clienti (### S.r.l. e ### S.r.l.), ha fatto riferimento a società alla data delle inquiry già fallite (### 2 S.r.l.), ha richiamato rapporti di conto corrente a quella data già estinti (### & ###, nonché ha mutato reiteratamente la propria difesa (### e altri), in tal modo confermando di non essere effettivamente in grado di ricordare con esattezza, a distanza di tanto tempo, la ragione delle inquiry effettuate. 
Quanto detto, a maggior ragione, è valido per le inquiry elencate all'allegato A della lettera di contestazione, riferite alle “### Clienti” del ricorrente stesso e di n. 7 colleghi di ### concentrate nell'arco temporale tra il ### e il ###, apprese dalla ### nel febbraio 2020 e contestate, con le altre, nel luglio 2020. 
Sicché, all'esito della compiuta istruttoria, nella presente fase di merito, senza necessità di esaminare la fondatezza di tale addebito, deve ritenersi che la contestazione disciplinare del 21/7/2021, limitatamente alla parte relativa alla censura di indebita consultazione delle “### Clienti”, sia irrimediabilmente viziata da intempestività, che ha impedito il diritto di difesa del ricorrente.  3. In tal senso da riformarsi l'ordinanza conclusiva della precedente fase sommaria, deve, a questo punto, esaminarsi la ben più articolata contestazione disciplinare estesa nella prima parte della lettera del 21/7/2020, nella quale sono riportate le dichiarazioni acquisite dalla ### da parte di n. 12 dipendenti, sopra elencati, in relazione alla quale l'eccezione di intempestività non è fondata. 
Ed invero, come già osservato dal giudice della precedente fase sommaria, è certamente vero che, in tema di licenziamento per giusta causa, ove vengano contestati al dipendente diversi episodi rilevanti sul piano disciplinare, pur dovendosi escludere che il giudice di merito possa esaminarli atomisticamente, attesa la necessaria considerazione della loro concatenazione ai fini della valutazione della gravità dei fatti, non occorre che l'esistenza della “causa” idonea a non consentire la prosecuzione del rapporto sia ravvisabile esclusivamente nel complesso dei fatti ascritti, ben potendo il giudice - nell'ambito degli addebiti posti a fondamento del licenziamento dal datore di lavoro - individuare anche solo in alcuni o in uno di essi il comportamento che giustifica la sanzione espulsiva, se lo stesso presenti il carattere di gravità richiesto dall'art. 2119 c.c.. (cfr Cass. n. 15524/2018). 
Sicché, anche ai fini della tutela applicabile, nonostante l'accertamento dell'intempestività di una parte della contestazione disciplinare, è necessario esaminare l'eventuale fondatezza dell'altra. 
Quale primo rilievo, si osserva che, nonostante la ### abbia posto a fondamento della contestazione disciplinare le dichiarazioni ricevute dai propri dipendenti ############# e ### - relative, nel complesso, alla rappresentazione gravissima di una gestione dispotica e clientelare dell'### basata su un sistema di intimidazioni, ricatti e ritorsioni nei confronti di tutti i dipendenti non compiacenti, di svilimento della linea gerarchica, controllo ossessivo dell'operato dei colleghi, intromissione nella loro vita privata, nonché, d'altro canto, di intrattenimento di relazioni personali a vantaggio di colleghe privilegiate nella carriera - tuttavia non ha prodotto in giudizio i verbali di audizione dei colleghi denuncianti, né le spontanee relazioni scritte acquisite dai dipendenti ### e ### Mentre nel corso del procedimento disciplinare, le accuse - si ribadisce, per fatti gravissimi - mosse al ricorrente sono state affidate unicamente alla sintesi riepilogativa che dei fatti appresi ha elaborato l'### del ### redigendo la lettera di contestazione, nel corso del presente giudizio di merito - esclusa la necessità di prova orale nella precedente fase sommaria - è stata ammessa ed esperita articolata e complessa prova orale, con quattro testimoni per parte. 
Quanto alle dichiarazioni rese dai testimoni in ordine a fatti e circostanze da loro non direttamente appresi, bensì conosciuti da dichiarazioni di terzi, è opportuno chiarire sin d'ora che le stesse si qualificano come testimonianze de relato, tra le quali, per consolidata giurisprudenza, “occorre distinguere i testimoni "de relato actoris" e quelli "de relato" in genere: i primi depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto medesimo che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non sul fatto oggetto dell'accertamento, che costituisce il fondamento storico della pretesa; gli altri testi, quelli "de relato" in genere, depongono invece su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni si presenta attenuata perché indiretta, ma, ciononostante, può assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità” (cfr. Cassazione, ### I, n. 8358 del 03/04/2007; Cassazione civile sez. I, 15/01/2015, n. 569).  4. Svolte tali premesse, in relazione ai fatti specifici oggetto di addebiti c.d. “comportamentali” si rinvia alla articolata lettera di contestazione disciplinare del 21/07/2021, da intendersi qui trascritta. 
In relazione agli stessi, sono stati ascoltati in aula i testimoni ### e ### già, rispettivamente, responsabile e addetto all'### del ### di #### già ### della filiale di #### già ### della filiale di ### e, successivamente, di #### dipendente addetta al ### autrice della prima segnalazione anonima al canale “Parlami”; ### Consulente First Investimenti nella filiale di #### già addetto alla filiale di #### cliente di ### All'esito della articolata istruttoria condotta, valutate complessivamente le dichiarazioni rese dai testimoni e la documentazione prodotta dalle parti, quantomeno in relazione agli episodi più salienti e/o connotati di maggiore gravità o disvalore, è emerso quanto segue.  4.1 Quanto al dedotto clima di tensione, timore, paura e prevaricazione ingenerato dai comportamenti dell'### la prima ad averne riferito in aula è stata la testimone ### fino all'1/3/2020 Responsabile del ### della ### nella sede di ### presente, nel corso del procedimento disciplinare, all'audizione dei dipendenti ######## e ### prima della sua destinazione ad altro incarico. 
In proposito, la teste ### ha riferito di avere avuto conferma del clima di tensione ingenerato dal ricorrente nell'### a lui affidata da #### dell'### - il quale pure mai aveva segnalato alcunché - nonché da ### che aveva citato l'esempio di una risorsa che aveva avuto problemi di ansia, tuttavia non nominata. 
La teste ### dal canto proprio, nulla ha riferito in tal senso; nonostante in ### dal 1998, per lunghi anni nell'### sicché collega e conoscente di tutti i dipendenti ascoltati dall'### del ### ha riferito, per ciascuno, di non avere mai udito lamentele nei confronti di ### del suo sistema di gestione dell'### di toni, contatti o provvedimenti ritenuti illegittimi, né tanto meno di un clima di tensione e sospetto. 
Il teste ### già addetto all'### del ### di ### fino al pensionamento, intervenuto nel giugno 2022 - subentrato nel febbraio 2020 nell'indagine disciplinare, presenziando all'audizione dei dipendenti ########## e ### alcune tenute con collegamento da remoto, in quanto già in periodo di pandemia - ha premesso come alcuni dipendenti siano stati richiamati, dopo la prima audizione, una seconda volta, perché confermassero quello che avevano già dichiarato, senza cadere in contraddizione, anche a miglior tutela del dipendente segnalato, verificando come, intervenuto nelle more il suo allontanamento, si erano sentiti più liberi di rendere dichiarazioni. 
Quanto al clima di tensione in ### il teste ### ha riferito come, fino alle due segnalazioni sul canale “Parlami”, nessuno dei dipendenti dell'### avesse mai segnalato alcunché di scorretto a carico dell'odierno ricorrente, neppure i dipendenti con i ruoli apicali più rilevanti, quali ### e ### i quali, richiesti di riferirne la ragione, avevano dichiarato, in sede di audizione, che di lui avevano paura, per il suo modo accentratore e ritorsivo, condotto anche facendo affidamento su una cerchia di fedelissimi. 
La generica esistenza di un clima di tensione in ### è stata, di contro, categoricamente esclusa dalla testimone ### la quale, piuttosto, ha riferito, in vari passaggi della sua lunga testimonianza, il clima di collaborazione, supporto ed anche frequentazione esterna che l'### aveva instaurato con molti dei colleghi di ### partecipando a cene e feste, andando a pesca con ### sostenendo chi si trovava in difficoltà, lei per prima, gravata in un periodo da gravi problemi di salute e incoraggiata proprio da ### che l'aveva esortata a non rinunciare al suo incarico di ### sollecitandola ad avere fiducia nella guarigione. 
Ha aggiunto, la teste ### di avere già riferito tali circostanze al collega ### dell'### del ### recatosi nella sua filiale appena prima della pandemia a farle domande sul ricorrente, senza che, tuttavia, delle sue risposte fosse mai redatto un verbale (tanto che non si rinvengono negli atti del procedimento disciplinare). 
La teste ### ha confermato il clima di terrore che si respirava in ### ma lo ha collocato solo dopo l'accorpamento delle due ### di ### affermando che in precedenza, nonostante ### fosse già suo ### nell'### di ### cui appartenevano le filiali di ### nelle quali lei lavorava, non vi erano mai stati problemi; non ha spiegato la ragione di un tanto sostanziale mutamento nell'atteggiamento dell'### Quanto a sé stessa, ha dichiarato che dopo l'estate del 2019 iniziò a ricevere "telefonate continue" del ricorrente, quasi quotidiane, durante l'orario di lavoro, nelle quali ### le chiedeva dove fosse e cosa stesse facendo, dandole poi indicazioni e facendole pressioni nel chiederle adempimenti da eseguire, citando un episodio in cui la chiamò addirittura da ### alle 8:00 del mattino, pur scusandosi per l'orario, perché in seguito impossibilitato per un convegno di lavoro, nonché l'episodio dell'appuntamento con il cliente ### Infine, la teste ### ha riferito di confidenze da lei ricevute da ### il quale, quando trasferito a ### le aveva detto che si era precostituito le prove per fare una causa di mobbing contro ### pur senza precisare quali contrasti avessero avuto. 
E' in atti, tuttavia, la conversazione telefonica tra ### e ### del 7/02/2020 (documento n. 13 del ricorso), nella quale i due interlocutori parlano lungamente ed in modo cordiale, tra l'altro, dei loro scarsi contatti telefonici pregressi e delle loro quasi inesistenti occasioni di incontro personale, nonché, poi, del clima di lavoro in ### del fatto che sia disteso, di ### che la ### definisce “una bravissima persona”, che lei conosce da tanti anni ed è eccellente nei risultati ed entrambi convengono di fidarsi delle sue valutazioni; sicché ### ribadito quanto sia importante per tutti e soprattutto per lui la serenità del clima di lavoro, afferma come appartenga certamente al suo ruolo di ### quello di spronarli continuamente ad ottenere risultati sempre migliori, sincerandosi, però, di averlo sempre fatto in maniera corretta; concludono la conversazione amichevolmente, dandosi appuntamento per la settimana successiva. 
È opportuno notare come tale conversazione si collochi prima dell'avvio del procedimento disciplinare a carico di ### destinatario della lettera di sospensione dal servizio solo il ###. 
Ascoltata in aula, la teste ### premesso di non avere mai personalmente avuto alcun problema con l'### ha riferito che c'era, invece, un gruppo di colleghi che di lui si lamentava, indicandoli in ###### e ### tutti tra di loro amici, ai quali "non stava bene… nulla", "tutto era motivo di contestazione", si lamentavano dei trasferimenti che ritenevano senza senso, delle e-mail riepilogative a fine giornata, della giovane età del nuovo ### ritenuto privo della necessaria esperienza, nonché della gestione meno tradizionale di ### rispetto al precedente ### Per quanto riguarda la sua esperienza personale alla filiale di ### la teste ### ha dichiarato che partiva con una produzione bassa, poiché avevano avuto dei problemi, ma con l'arrivo del nuovo ### di filiale e del nuovo ### erano stati adeguatamente supportati e la filiale aveva preso ad andare benissimo. 
Inoltre, la teste ### ha riferito specificamente in ordine alla questione delle frequenti chiamate dell'### alla ### precisando come ciò fosse avvenuto nel periodo in cui, a causa della malattia e, successivamente, del decesso del marito della collega ### avvenuto nel novembre 2019, ### fu richiesta dall'### di coprire il portafoglio della collega rimasto improvvisamente scoperto e, dopo l'assegnazione a ### di affiancarla, in quanto giovane e inesperta. 
La teste ha, nello specifico, dichiarato che “le telefonate frequenti di ### alla collega ### si collocano in questo periodo di superlavoro ed erano inerenti la gestione del portafoglio della Di Paola” e che “### si lamentava perché non era più molto libera di spostarsi come voleva e si sentiva più controllata” e le diceva che "se ad esempio lei si trovava fuori, lui le chiedeva a fare cosa e poi comunque la sollecitava a rientrare prima possibile per seguire il portafoglio della Di Paola”. 
Il teste ### dal canto proprio, ha riferito che l'### voleva tenere tutte le informazioni all'interno della ### impedendo che pervenissero a strutture esterne, come l'### e, ad esempio, quanto alle fotografie della cena del 2018 a ### che "non se ne parlava per terrore". 
Poi ha aggiunto che ricevevano "più volte al giorno e-mail e chat su rete aziendale dal contenuto competitivo, nel senso che l'### sollecitava risultati, chiedeva quanto avessimo prodotto, più volte al giorno", precisando che in realtà tali e-mail non provenivano direttamente dall'### il quale, piuttosto, "scriveva raramente", essendo inoltrate dal suo vice, a parere del teste su impulso di ### In allegato alle note conclusive, la parte ricorrente ha reiterato la richiesta di acquisizione di una nota manoscritta a firma "###, che aveva già esibito in aula durante l'escussione del testimone, tuttavia non ammessa in quanto tardivamente prodotta, rispetto alla data di formazione del documento, ma ammissibile, entro l'udienza successiva, se offerta in produzione ai fini della valutazione dell'attendibilità del teste. 
La circostanza, tuttavia, che il manoscritto non sia univocamente riconducibile a ### essendo firmato unicamente "###, ne impedisce la valutazione ai fini dell'attendibilità del testimone. 
Infine, è in atti, già in allegato alle giustificazioni rese dal ricorrente nel corso del procedimento disciplinare, la e-mail inviata a tutti i colleghi d'### l'11/1/2019, dopo l'accorpamento delle ### e ### di ### ("cambia il nome, muta il perimetro della nuova commerciale ma, meno male, voi rimarrete sempre gli stessi ed io altrettanto con voi"), ricca di entusiasti encomi nei confronti di ciascuno: "io riparto da qui: dalla certezza di avere al mio fianco ### eccezionali in primis, colmi di valori importanti, lavorativi, responsabili e capaci di fare al meglio quello che la nostra ### ci chiede di fare… E questo per me è stato, è, e sarà una garanzia di ulteriore successo", assicurando la propria perdurante disponibilità per ciascuno ("continuate a chiamarmi per qualsiasi cosa sul cellulare, lo stesso dovrete fare con ### e da lunedì anche con ### Si aggiunge ### poi, per il suo specifico ### di competenza") e concludendo "insomma, rimane tutto così come già sappiamo, tranne la considerazione che ho di ### accresciuta e crescente ogni giorno che passa". 
Dello stesso tenore, forse ancora più personale, era, d'altro canto, la e-mail inviata a tutti i colleghi di ### il ###, nel quale ### esprimeva una riflessione personale, sui tempi della vita e del lavoro, concludendo che "le ore che si passano al lavoro fanno sempre parte di noi, stiamoci bene, usiamole saggiamente e voi, anche oggi, avete dato una grandissima dimostrazione di quanto giudiziosi e responsabili siate… detto ciò (mi sentivo di condividere con voi questo mio personalissimo pensiero e per questo, ripeto, non me ne vogliate), complimenti davvero a tutti (…)". 
Sicché, nell'apparente contrasto delle dichiarazioni acquisite, si osserva come il clima di terrore ed intimidazione sia stato in effetti confermato direttamente dai testimoni ### e ### dei quali, tuttavia, la prima solo per il periodo successivo all'accorpamento delle due ### di ### e ### avvenuto nell'anno 2019 e il secondo lamentando il continuo invio di e-mail competitive, su impulso del ricorrente. 
Quanto al primo profilo, la teste ### non ha spiegato per quale ragione l'### che tanto l'aveva apprezzata appena arrivato, solo l'anno precedente, ed aveva valorizzato ogni risorsa, fosse mutato così tanto dopo l'estate 2019 e, in specie, avesse preso a tempestarla di telefonate. 
La circostanza è ben spiegata, invece, dalla teste ### - lodata e apprezzata per la sua onestà dalla stessa ### che ne era amica da lunghi anni, nel corso della conversazione telefonica del 7/2/2020 con ### - che ha contestualizzato le chiamate dell'### alla collega nei mesi in cui quest'ultima aveva dovuto all'improvviso sostituire la ### nella gestione del suo portafoglio. 
Quanto al secondo profilo, sono in atti le e-mail inviate al personale da ### contenenti i risultati raggiunti, anche in specifiche ore della giornata, i complimenti al suo personale, l'incitamento a fare sempre meglio e di più, tutte redatte con toni assolutamente corretti, formali e di estremo apprezzamento.  ### canto, le testi #### e ### hanno concordemente riferito del clima sereno e collaborativo introdotto dal nuovo ### attento a supportare le risorse che attraversavano momenti di difficoltà personale. 
Sicché, valutando le dichiarazioni testimoniali alla luce della documentazione acquisita, non può che osservarsi come le e-mail che, in effetti, ### indirizzava ai colleghi di ### avessero un contenuto motivazionale, certamente competitivo, spesso con tratti personali, ed erano intessute di lodi e di riconoscimenti per i risultati raggiunti, che in effetti avevano portato, in quel periodo, l'### di ### ad eccellere in ### Di certo, tale pressione lavorativa poteva risultare scomoda a dipendenti meno capaci o motivati o addetti a filiali meno performanti, che si sentivano posti in competizione; e, tuttavia, per il suo contenuto e per i modi in cui condotta, non può per certo ritenersi travalicare il ruolo e le prerogative dell'### (cfr. e-mail citate, in atti). 
Mentre l'unica pressione che è stata dimostrata in giudizio è quella nei confronti di ### - restia ad essere controllata, fortemente persuasa dei propri titoli e delle proprie capacità e determinata ad ottenere ruoli di prestigio nella ### (cfr. telefonata del 7/2/2020) - in un limitato arco temporale di pochi mesi, per una ragione specifica, l'improvvisa scopertura di un portafoglio rilevante. 
Null'altro è stato provato in giudizio, essendo rimaste le residue dichiarazioni dei testimoni ### e ### sprovviste di riscontro, sicché, a fronte delle contrastanti affermazioni delle testimoni dirette #### e ### inidonee a supportare il convincimento del giudice. 
Quanto, in specie, all'affermazione del teste ### secondo la quale, in particolare, ### non aveva mai riferito alcunché a carico di ### per il timore di ritorsioni da parte sua, sono in atti due conversazioni telefoniche tra ### e ### nelle quali il primo parla reiteratamente di “un paio di cose” che ha dovuto per forza riferire all'### del ### ma “buttate lì”, non rilevanti, “ma erano cose talmente sciocche”, solo “a volte qualche situazione di tensione”, da lui comunque riferita in modo molto blando, mai circostanziato, avendo risposto, a specifica domanda, che con ### lui poteva esprimere le sue opinioni senza timori (documenti nn. 30 e 31 del ricorso). 
E può escludersi il sospetto, espresso da parte resistente, che ### avesse mentito, al telefono, temendo ritorsioni da parte di ### essendo sufficiente osservare che, quantomeno la telefonata del 29/7/2020, è stata fatta spontaneamente da ### e tale ### presumibilmente ### a ### per salutarlo, sapere come stava e farsi “tirare un po' su il morale” da lui, la cui mancanza tanto si sentiva in ### sì da potersi escludere, ascoltandola integralmente, che lo stesso potesse trovarsi in una qualsiasi situazione di soggezione psicologica nei confronti del soggetto da lui spontaneamente chiamato. 
Esaurito il tema generale del clima di tensione in ### si muove, a questo punto, ad esaminare, nel dettaglio, le risultanze dell'istruttoria in relazione ai quattro principali punti di censura inerenti la dipendente ### 4.2 Quanto al tema del trasferimento di ### da ### a ### la teste ### ha dichiarato che da un punto di vista logistico lo spostamento non fosse necessariamente disagevole e, purtuttavia, fosse contestato dalla dipendente in relazione alla specifica attività che lei doveva svolgere; pur non sapendo riferire se la ### in effetti, si rifiutò di spostarsi, la teste ha affermato che la stessa le riferì di essere stata, da quel momento, fatta oggetto di continue telefonate da parte di ### per sapere dove fosse, durante il suo orario di lavoro. 
Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### la quale ha riferito di avere appreso i fatti relativi alla collega ### solo dal volantino sindacale della ### diffuso nelle filiali. 
La teste ### invece, ha dichiarato di essere amica della ### sua collega a ### partecipe del riconoscimento nei confronti del nuovo ### il quale aveva mostrato di saper valorizzare le proprie risorse, avendo proprio per la ### creato un ruolo su misura, di Consulente gestore del ### di ### per valorizzare la sua pregressa professionalità. 
Ha riferito, anche, che proprio ### era stata la collega a congratularsi di più con lei per la sua nomina a ### di ### nel maggio 2019, avendo osservato come ### riconoscesse le loro professionalità, mai, al contrario, avendole esternato dubbi o problemi in relazione al suo operato. 
Quanto alle due filiali di #### e ### la teste ### ha confermato che si trovino alla distanza di 500 m l'una dall'altra, tanto che lei stessa, quando ### si spostava normalmente durante la giornata dall'una all'altra, pranzando in una e prendendo il caffè nell'altra, trattandosi di pochi minuti di percorrenza a piedi; d'altro canto, quanto al ruolo della ### ha riferito come non avesse necessità di "sede ###una specifica filiale, dovendo, piuttosto, girare tra le varie filiali dell'### a meno di dover passare a ### per prendere la macchina aziendale. 
È stata, indi, sentita in aula la diretta interessata, ### la quale ha ribadito, in vario modo, la sua netta contrarietà ad essere spostata da ### a ### nonostante vicine, trattandosi di uno spostamento da lei ritenuto irragionevole, a motivo di condizioni logistiche. 
La teste ### ha confermato quanto già riferito dalla collega ### in relazione all'inizio dei suoi rapporti con ### e cioè che lo stesso, appena arrivato, l'aveva valorizzata, dicendole addirittura che non intendeva tenere un “cavallo da corsa in scuderia” e l'aveva posta, lei che aveva perso il suo portafogli a ### per soppressione del posto ed era stata mandata a ### nel ### di ### mettendola a fare il lavoro che sapeva fare e che le piaceva. 
Nella lettera di contestazione disciplinare è contestato all'odierno ricorrente che la ### avrebbe lamentato di essere stata inviata da ### a ### in ragione del mancato invito di ### alla sua festa di compleanno per i 50 anni. 
Sentita in aula, la teste non ha confermato la circostanza, affermando, piuttosto, di avere invitato a tale festa solo le colleghe donne della filiale e che era stata una di loro, ### sua amica, a dirle che ### si era risentito per non essere stato invitato, precisando, tuttavia, "Fu lei l'unica a dirmi questa cosa, non lo seppi da altri. Assolutamente non me lo riferì ### Mele”, “io pensai che non fosse stata discreta, né nei miei confronti, né in quelli di Tito”, “lei fu l'unica ad ipotizzare un collegamento tra il mancato invito al ### alla festa di compleanno e l'ipotesi del mio trasferimento a ### Mattei”. 
Neppure la diretta interessata, pertanto, ebbe mai sentore che il proprio trasferimento a ### pur non gradito, fosse stato un'illegittima ritorsione al mancato invito alla propria festa di compleanno. 
La teste ### collega di ### a ### dal canto proprio, ha dichiarato che quest'ultima diceva in filiale che ### le aveva fatto sapere che doveva spostarsi a ### poiché il ### di quella filiale doveva aprire nuovi conti correnti ed era necessaria la sua collaborazione come ### ma che lei non aveva intenzione di andarci, tanto che di fatto non ci andò mai. 
Quanto alla nominata festa di compleanno, la teste ### ha dichiarato di avervi, in effetti, partecipato, confermando che erano state invitate solo le colleghe donne della filiale ed aggiungendo: "So che la mattina successiva, lavorativa, il ### le mandò per e-mail gli auguri e le[i] rispose a lui su ### con una fotografia di noi colleghe e la scritta “ci siamo divertite molto”, alla quale lui rispose che ne era contento con l'icona del pollice recto. 
Io lessi tale conversazione sul cellulare di ###. 
Nulla ha saputo riferire in proposito il teste ### il quale ha dichiarato di non essere mai stato a conoscenza di eventuali problemi della collega ### con l'attuale ricorrente, nonostante fosse stata per un periodo con lui a ### Di talché, esaminando l'esito dell'istruttoria, non può che rilevarsi, in primo luogo, che di tale paventato trasferimento di ### a ### non vi sia traccia in provvedimenti scritti o ordini di servizio, né si fece mai nulla, poiché la dipendente rifiutò di andare, nessuno la costrinse o adottò provvedimenti nei suoi confronti, "nel frattempo arrivò e trascorse l'estate, nessuno ne parlò più e io non mi spostai mai a ### ( testimonianza ###. 
Poiché non risulta che un dipendente di ### possa semplicemente rifiutare un trasferimento disposto da un proprio superiore, senza opporlo formalmente o chiedere l'intervento dell'### - come infatti è avvenuto per il trasferimento della stessa ### a ### di cui in seguito - deve ritenersi che, come riferito dal ricorrente, quello a ### si sostanziasse in una mera richiesta di temporaneo ausilio, senza modifica della sede di assegnazione, invisa alla dipendente e mai attuata, senza ritorsione alcuna. 
Il comportamento dell'### che pur avendo ritenuto che la filiale di ### necessitasse di ausilio nello sviluppo del portafoglio, per il quale sarebbe stato utile l'apporto di ### ha soprasseduto nella sua richiesta, poiché fortemente osteggiata dalla dipendente per ragioni di sua comodità logistica, denota, più che un atteggiamento dispotico nella gestione dell'### una disponibilità ad accogliere le istanze dei colleghi. 
E vale annotare come, diversamente da quanto riferito in aula dalla teste ### le asserite telefonate continue di ### alla ### non si collocano nel periodo immediatamente successivo al rifiuto della medesima di spostarsi a ### bensì, per stessa ammissione dell'interessata, in aula, ad un periodo successivo, dopo l'estate del 2019, sicché, per quanto riferito dalla teste ### in coincidenza con l'attribuzione in supplenza alla ### del portafoglio di ### Così come deve escludersi alcun collegamento tra il mancato invito alla festa di compleanno e il preteso trasferimento a ### negato dalla stessa interessata ### nello stesso modo non può ravvisarsi, per ragioni temporali, alcun nesso di consequenzialità tra il mancato trasferimento a ### e le telefonate di ### 4.3 Quanto al trasferimento di ### a ### la teste ### ha evidenziato come l'invio di una risorsa fosse stata richiesto dalla ### e che fu lei stessa ad individuare l'### di ### come quella che, fisiologicamente, essendo più vicina, poteva indicare un dipendente da mandare nella ### limitrofa, delegando, per tale ragione, all'HR di ### e all'### di valutare quali figure proporre. 
La teste ### ha riferito di avere appreso di tale trasferimento dal volantino sindacale della ### diffuso nelle filiali, che tuttavia, essendo chiaramente riferito alla vicenda del trasferimento della ### in una diversa ### con contestuali aperte accuse di molestie a carico di ### (documento n. 8 del ricorso), determinò un clima di forte tensione in ### tale per cui lei non ritenne di chiamare la collega, nonostante sua amica. 
Nella lettera di contestazione disciplinare si legge che la dipendente ### aveva riferito all'### del ### che, essendosi rifiutata di spostare la sua sede di lavoro a ### aveva subito quale conseguenza una vera e propria persecuzione, conclusasi con la proposta di trasferirla all'inizio del 2020 presso la filiale di ### La circostanza non è stata confermata in aula dalla diretta interessata, la quale, dopo avere riferito che il trasferimento a ### ipotizzato prima dell'estate 2019, restò inapplicato, senza che nessuno ne parlasse più, ha supposto tutt'altra motivazione, mai oggetto di contestazione disciplinare, a motivo del proprio ordine di trasferimento a ### riferendo di pretesi rapporti extra professionali tra ### e la ### poco discreta nel riferirli, che avevano provocato una serie di reazioni ritorsive nei confronti di tutte le colleghe destinatarie delle sue confidenze. 
In particolare, la ### ha attribuito a tale ragione non solo il proprio trasferimento a ### bensì anche il trasferimento di ### a ### e quello di ### a ### nell'impossibilità di mandarla a ### È, tuttavia, in atti la registrazione della conversazione telefonica tra ### e ### del 7/02/2020 (documento n.13 del ricorso), del tutto cordiale, nella quale la prima, dapprima, ammette di essere rimasta molto male per la mancata assegnazione a lei del portafoglio della ### pur affermando di sapere perfettamente che la decisione provenisse dall'### del ### ed ammettendo, alfine, che dovessero seguirsi strategie di pipeline anche sull'inserimento delle risorse giovani; e, poi, di avere appreso direttamente dall'### che la decisione di trasferirla a ### proveniva direttamente dall'### del ### e non da ### nonostante lei, in precedenza, avesse pensato che provenisse dall'odierno ricorrente. 
Nella conversazione, ### ben prima della instaurazione del procedimento disciplinare a suo carico, si dichiara dispiaciuto dei malintesi con la ### ribadendole più volte di non aver mai avuto intenzione di allontanarla, non avercela affatto con lei e di stimarla come risorsa, della quale non aveva alcuna intenzione di privarsi, tanto da essere stato il primo ad essere felice della revoca del suo trasferimento in altra #### la conversazione, la ### esprime le sue preoccupazioni sulla sua futura collocazione lavorativa, vista la soppressione del suo posto, la chiusura di filiali e la prevista riorganizzazione del ### temendo di esser messa a fare l'addetta di filiale ed affermando, piuttosto, che vuole essere valorizzata, in quanto risorsa molto competente, auspicando la propria nomina a #### la ascolta e le ribadisce in più occasioni “Io voglio che tu stai serena… questo a me mi interessa”, perché prima di essere suo direttore è un suo collega, e la ### replica, due volte, “questa è la cosa che apprezzo di più, grazie”, affermando di fidarsi di ### - che “è una persona pulita”, “con una faccia sola” e che le somiglia, perché ingenua come lei - che le ha sempre detto che non aveva capito l'### che è una persona corretta e se dice una cosa la fa, fino ad ammettere spontaneamente, ad un certo punto, verso la fine della lunga conversazione, che allora la ### aveva ragione quando le diceva che ### “non è un uomo che fa del male gratuitamente ci metto la mano sul fuoco”, sicché lui, di rimando, scherza “ma nemmeno a pagamento io faccio del male a qualcuno!”, tanto che, piuttosto, afferma, la gente si fida di lui, perché tratta sempre bene tutti. 
Infine, ### ribadisce a ### la sua assoluta fiducia e il suo interesse a che siano chiariti tutti gli eventuali malintesi tra di loro, inerenti all'ordine di trasferimento a ### essendo per lui prioritario che ci siano rapporti sereni e di fiducia con i colleghi. 
Quanto, poi, a ### anch'essa indicata come confidente della ### per ciò solo da allontanare da ### la ### ha riferito che un sindacalista, non precisato, le avesse detto che ### volesse spostarla ad altra sede, ma avesse poi soprasseduto in considerazione del lutto che la collega aveva subito, modificando lui stesso l'intenzione di trasferirla. 
Tutte tali circostanze sono estranee alla lettera di contestazione disciplinare e sono riportate solo per sottolineare come ### abbia reso, in aula, quale testimone, dichiarazioni diverse da quelle che risultano sintetizzate nell'addebito disciplinare. 
In carenza di produzione del verbale di audizione in sede disciplinare, debbono, per ciò solo, privilegiarsi quelle rese davanti al Tribunale, sotto giuramento, verbalizzate nell'immediatezza con sistema di dettatura vocale, alla presenza della teste, che poteva leggere il verbale sullo schermo dedicato e le ha confermate. 
Sempre con riferimento al proprio trasferimento a ### - originato, come si è visto, da una pretesa necessità di disperdere tutte le colleghe della ### che avessero ricevuto le sue confidenze - la teste ### ha riferito, in aula, di averlo vissuto come un atto ritorsivo nei propri confronti, anche perché lì inviata non già per fare il ### bensì soltanto l'addetto di filiale, in un luogo, peraltro, dove sussisteva un'incompatibilità familiare, in ragione di pregresse minacce rivolte a suo marito, nelle funzioni di Giudice di ### Nonostante la sussistenza di tali ragioni di sicurezza, la teste ha, tuttavia, riferito di avere ritenuto non opportuno parlarne, all'epoca, con l'### avendo addebitato a lui la decisione di spostarla, per allontanarla da ### ragione per la quale ritenne di rivolgersi ad un primo sindacalista, poi ad un avvocato lavorista e, infine, ad un secondo sindacalista della sigla ### successivamente autrice del contestato volantino sindacale diffamatorio, dal quale la stessa teste ha preso energicamente le distanze, sia con l'organizzazione sindacale (documento B del ricorso), che in aula. 
A confutazione di quanto sostenuto da parte resistente, che ha posto in dubbio la genuinità dello scambio di messaggi tra la ### e la ### in ordine alle lamentele della prima con l'organizzazione sindacale, per le falsità diffuse con il volantino, è sufficiente richiamare quanto riferito in aula dalla stessa teste ### la quale ha confermato il suo risentimento per la strumentalizzazione delle proprie dichiarazioni e le falsità diffuse senza la sua autorizzazione. 
Dalle dichiarazioni rese dalla stessa testimone in relazione all'assegnazione del portafoglio della collega ### si è appreso che, proprio nel periodo in cui fu disposta la sua assegnazione a ### la ### risultava perdente posto, avendo la ### ritenuto di sopprimere le figure degli ### sicché quello di ### aveva preso il posto di un gestore, mentre la teste, ### a ### era stata individuata come risorsa da destinare all'altra ### La teste ### ha dichiarato che ### fosse convinta che l'ordine di trasferimento fosse dipeso dal ### mentre l'### le aveva assicurato che era, invece, dipeso dalla ### in ogni caso, la collega le aveva personalmente riferito che se fosse stata nominata ### avrebbe accettato il trasferimento alla filiale di ### ma così, sentendosi demansionata, si sarebbe opposta. 
Ha aggiunto, a domanda, che il sindacalista di zona era ### cui anche ### aveva fatto fino a quel momento riferimento, il quale aveva sempre detto che ### era molto disponibile per i dipendenti quando c'era qualche problema, tanto da avere anche prevenuto le richieste di taluni. 
Nulla, in ordine all'ordine di trasferimento di ### a ### hanno saputo riferire i testimoni ### e ### Dal documento 17 di parte resistente si apprende che il #### comunicava "### un CP a ### più vicino di ### Dalla zona di #### sono circa 20 km. Per cortesia ci fate assieme una riflessione sopra poi ne parliamo”; ### rispondeva lo stesso giorno “ok ### Ho 3 nomi poi li comunico a ### per meglio valutare il più opportuno”; nella stessa giornata, ### riferiva a ### “### i nomi indicati da ### sono i seguenti: ####### part-time, ### Sono in ordine di “gradimento”; sicché ### il ### gli rispondeva “### Scusa, non ho capito. Gradimento di chi? ### o di ### Per favore parlaci, almeno con i primi due e decidiamo chi proporre. Grazie”. 
Dal documento 11 di parte ricorrente si apprende che il #### inoltrava a ### un messaggio ### evidentemente da lui ricevuto da terzi, del seguente tenore "### la collega ha 50 anni e 25 di servizio la distanza tra ### e sessa aurunca varia tra i 30 e i 38 km a seconda della strada. Il consenso non serve ma considerando che è separata con 2 figli il preavviso è di 45 giorni di calendario ciao”, aggiungendo "a te"; ### rispondeva con l'emoticon del pollice in su e chiedeva “quindi posso procedere se devo un po' forzare? O vado su altra?”, “Consiglio…”; e ### “l'altra è part-time?"; ### “yes", "e giovane", "forse figli pure più piccoli", ricevendo allora immediatamente la risposta da ### "vai su questa non chiudere troppo forte e poi ci parliamo”, al che ### risponde “okok” e chiede “sento ### se vuole venire a parlarci con me lunedì o mart al ###”. 
Segue, al documento 12 di parte ricorrente, la conversazione di messaggistica con ### contattato da ### il quale, tuttavia, legge in ritardo i messaggi ricevuti e promette di richiamarlo l'indomani, scrivendo "niente di urgente ci alleniamo [allineiamo? n.d.A.] su chi spedire giù”. 
Di talché, la vicenda del trasferimento di ### a ### viene contestata come illecita ritorsione di ### per il rifiuto di un trasferimento a ### in realtà mai formalmente disposto e comunque abbandonato già da mesi; viene riferita in aula dalla diretta interessata come ritorsione per la sua amicizia con ### mai oggetto di contestazione; è incontestato che sia dipesa da una richiesta della ### a seguito della quale l'### individuò l'### di ### come quella che più facilmente poteva cedere una risorsa; è documentalmente provato che discese da una concertazione tra gli ### e ### con l'### che, pur avendola indicata, insieme ad altri, aveva chiesto il loro consiglio e poi supporto per comunicarle il trasferimento; fu espressamente riferita all'interessata dall'### come decisione della ### e non dell'### fu bloccata, attraverso la segnalazione al canale “Parlami”, dalla ### la quale in seguito ammise, parlando con ### di aver capito che quell'ordine di trasferimento non era provenuto da lui, che, in effetti, non aveva ragione di privarsi di una risorsa, che non sarebbe stata sostituita.  4.4 Quanto all'episodio in cui ### aveva accusato un malore in filiale, la teste ### ha riferito di averlo appreso dal ### e dal ### i quali entrambi le avevano riferito che ### li aveva contattati chiedendo loro chi avesse disposto che la collega fosse accompagnata al ### e che tornasse a casa nel pomeriggio, definendola "una attrice". 
Nulla, in proposito, hanno saputo riferire i testimoni ##### e ### La teste ### diretta interessata, nulla ha potuto riferire, se non la conferma del suo malore, la chiamata dell'ambulanza e l'autorizzazione alla collega ### della filiale, ad accompagnarla. 
La teste ### invece, ha dichiarato di ricordare l'episodio poiché avvenne il giorno del suo compleanno, nel gennaio 2020, e che in quell'occasione, essendo al telefono con l'### per questioni di lavoro, ebbe occasione di dirgli cosa era appena successo, senza che lui manifestasse alcun risentimento perché era stato consentito alla ### di accompagnare la ### in ospedale, anzi domandando di essere avvisato delle condizioni della collega. 
Ha negato, la teste, di avere mai sentito l'### dire che la ### fosse un'attrice, riferendo, piuttosto, come in quell'occasione fu il ### ad ipotizzare che la collega avesse esagerato, per evitare il trasferimento. 
Parlano di tale episodio ### e ### nella già citata conversazione telefonica del 7/02/2020 (documento n. 13 del ricorso), lui si informa delle cause del malore da lei subito e delle sue condizioni di salute e, appreso che i medici le abbiano detto di evitare le condizioni di stress, le raccomanda di non farsi sopraffare dalle questioni lavorative, perché, come lui dice sempre ai colleghi, la vita personale è importante e se sul lavoro succede qualcosa che fa dispiacere bisogna chiarirla. 
Tali essendo le risultanze dell'istruttoria, deve escludersi che la ### sulla quale incombeva il relativo onere, abbia provato una qualsiasi espressione di risentimento di ### per la solidarietà mostrata dai colleghi di fronte al malore della ### né che lo stesso si sia espresso, nei suoi confronti, definendola "una attrice".  4.5 Quanto alla partecipazione di ### ad una riunione presso il cliente ### unitamente al collega #### della ### per la quale era stata rimproverata da ### non preventivamente avvisato, il teste ### ha riferito come l'### del ### procedette ad effettuare alcune verifiche, in specie ascoltando in proposito ### che confermò quanto riferito dalla collega. 
In assenza del verbale di audizione di ### come degli altri dipendenti, non può che osservarsi, tuttavia, come tale riscontro manchi finanche nella contestazione disciplinare del 21/7/2020, nella quale non si dà conto dell'avvenuta conferma da parte del medesimo delle dichiarazioni di ### in ordine allo specifico episodio occorso con il cliente ### Nulla, in proposito, hanno riferito i testimoni #### e ### La teste ### in aula, ha reso dichiarazioni parzialmente discordanti, affermando che di tale evento l'### era stato da lei previamente informato, tanto da sapere benissimo dove lei fosse e per quale ragione, in difformità da quanto apparentemente riferito all'### del ### posto che nella lettera di contestazione è invece scritto che "non si era preoccupata di chiedere direttamente a [### l'autorizzazione", essendosi assicurata che altri lo avesse fatto. 
Anche in tal caso, la mancata produzione in giudizio del verbale di audizione di ### in sede di indagine preliminare impedisce di verificare il contrasto tra le dichiarazioni e impone di privilegiare quelle rese nella veste di testimone, in aula. 
Essendo l'episodio fermamente smentito dal ricorrente, non può che concludersi che sia mancata la prova in giudizio di come si siano svolti i fatti, se effettivamente ### avesse preventivamente avvisato ### dell'impegno o se questi lo avesse appreso solo nell'immediatezza dei fatti e, in ogni caso, se le intimò di abbandonare la riunione con il cliente e rientrare immotivatamente in filiale, oppure se, come sostenuto dal ricorrente, la sollecitò unicamente a rientrare appena possibile per una pratica da ultimare, non appena conclusa la riunione e le necessarie convivialità. 
Sono esauriti, in tal modo, gli specifici punti di contestazione che hanno riguardato la persona di ### risultando complessivamente non provati - anche in ragione della contraddittorietà tra le dichiarazioni rese in aula dalla stessa testimone e quelle sintetizzate dall'### del ### nella lettera di contestazione disciplinare - o, comunque, significativamente ridimensionati, quantomeno sotto il profilo della loro illiceità. 
Si muove, pertanto, ad esaminare gli ulteriori capi di addebito.  4.6 Quanto alla censura che ### decidesse da solo i trasferimenti dei dipendenti, senza consultarsi con la linea gerarchica e senza neppure avvisare i direttori delle filiali interessate, la teste ### ha riferito di averlo appreso dai dipendenti ascoltati #### e ### che così le avevano riferito. 
Nulla, in proposito, ha riferito la teste ### se non di non essere mai stata a conoscenza di lamentele da parte dei colleghi o, specificamente, dei ### né del ### con il quale, peraltro, aveva frequenti occasioni di incontro e colloquio, avendo l'ufficio proprio sopra la sua filiale. 
La teste ### dal canto proprio, pur non potendo, per il suo ruolo, essere investita delle decisioni relative ai trasferimenti dei colleghi, ha riferito che, per quanto da lei osservato, i trasferimenti venivano disposti dall'### e, poi, semplicemente comunicati agli interessati, senza consultazione preventiva con i ### di filiale. 
Nella conversazione telefonica del 7/09/2020 (documento n. 31 del ricorso) ### ha affermato che in sede di audizione, durante l'istruttoria disciplinare, gli fu posta la domanda secca, “veloce veloce”, se lui fosse a conoscenza se ### comunicasse preventivamente ai ### di filiale gli spostamenti di colleghi da lui decisi, in tal modo essendo falsato il senso della sua risposta. 
Tali essendo le uniche acquisizioni istruttorie su tale tema, si osserva come dalla documentazione di causa emerga che ### interloquisse certamente con la funzione HR per la decisione dei trasferimenti, da lui proposti e dall'### del ### disposti. 
Quanto all'interlocuzione con i ### di filiale e il ### è emerso, nell'esame di fattispecie specifiche, di seguito riportate, che fosse solito raccogliere le loro segnalazioni e considerare le loro doglianze, disponendo una migliore dislocazione del personale al fine di promuovere l'efficienza di tutte le filiali. 
In particolare, la teste ### rispondendo a domande sull'avvicendamento tra i colleghi ### e ### ha dichiarato di aver saputo da ### che il motivo fosse da ravvisare nella circostanza che il ### "si era lamentato che la filiale non andasse bene nel settore protezione, sicché fu poi disposto l'avvicendamento tra la ### e il collega ### il quale invece era best performer nelle polizze (…)"; analogamente avvenne per l'avvicendamento delle colleghe ### e ### Non è provata, sulla scorta di tali acquisizioni, la contestata violazione della linea gerarchica, né l'imposizione di un sistema dispotico di gestione del personale, tanto che ### senior investimenti, definito dalla teste ### il "braccio destro" di ### ha negato di avere espresso alcun risentimento o critica nei confronti del ricorrente, per le modalità di gestione dei trasferimenti.  4.7 Deve, a questo punto, esaminarsi l'addebito inerente i comportamenti sconvenienti tenuti ad una cena estiva nel 2018 presso lo stabilimento ### di ### di ### in specie tenuti nei confronti della collega #### i quali, alla lettura della lettera di contestazione, si connotano di particolare gravità, adombrando molestie, peraltro in pubblico, nei confronti di una collega. 
In proposito, la teste ### si è limitata a riferire quali colleghi aveva ascoltato in merito, non essendo presente all'evento; della collega ### ha potuto riferire che fosse ### dell'### ma dipendente non dell'### bensì del ### e che non avesse fatto alcuna segnalazione in relazione alla cena, essendo stata, piuttosto, contattata autonomamente, quasi due anni dopo, dall'### del ### Quanto alle dichiarazioni apprese dalla diretta interessata, la teste ### ha riferito che la stessa "disse che in una fase iniziale era nato come un gioco al quale lei si era prestata. Poi ad un certo punto questo scherzo era diventato un flirt insistente", che era pieno di colleghi, che ### le aveva fatto complimenti, l'aveva invitata a ballare, le aveva chiesto di negargli l'approvazione su una pratica, in un gioco che lei aveva accettato; e che, tuttavia, lui aveva continuato a versarle da bere, sino a che ad un certo punto aveva sentito necessità di recarsi sulla spiaggia a prendere aria, finendo poi per dar di stomaco davanti a tutti, senza che nessuno la aiutasse, limitandosi, soltanto uno, ad accompagnarla alla macchina, lasciandola poi sola, essendo già mezzanotte. 
Infine, la teste ### ha riferito che la collega ### le aveva riferito di essersi sentita in colpa, violata per ciò che era successo, per avere all'inizio accettato il gioco e per avere avuto il dubbio di non avere assunto solo alcol. 
Di tali ultime affermazioni, tuttavia, non v'è traccia nella lettera di contestazione disciplinare, sicché, per certo, non possono essere poste a fondamento del recesso.   In ordine alla cena ha riferito specificamente la teste ### presente, unitamente ai colleghi, la quale ha affermato di essere stata lei stessa ad invitare la collega ### ed anche il collega ### entrambi del ### che alla fine della serata vide allontanarsi insieme. 
In relazione ai fatti occorsi, la teste ### ha riferito di aver visto ### e la ### parlare durante qualche breve lasso di tempo, nel corso della serata, ma di non avere notato nulla di strano, se non per l'unica nota stonata, costituita dal fatto che la collega vomitò davanti a tutti, "perché probabilmente si era ubriacata, fatto spiacevole, per il quale neppure ritenni di chiamarla il giorno dopo, visto che non mi sembrava carino nei suoi confronti".  ### canto, la teste ### ha riferito come non vi fossero tavoli apparecchiati per cenare, con posti assegnati, bensì, unicamente, tavoli di appoggio, persone in piedi e persone sedute, con la pista per ballare, vicino alla spiaggia, e che il ricorrente era stato seduto accanto a lei. 
Il teste ### presente al secondo colloquio della dipendente ### ha riferito come quest'ultima non avesse mai fatto alcuna segnalazione, né parlato con alcuno, dei fatti occorsi quella sera, tanto da mostrarsi sorpresa di essere stata contattata, dopo tanto tempo, dall'### del ### reagendo in modo commosso. 
Il teste ha riferito che davanti a lui la ### raccontò di essere arrivata alla festa e di avere subito parlato con il ricorrente, il quale le si era rivolto per una pratica di credito, poi conducendola in un salottino a parlare, dicendo agli altri di lasciarli soli; iniziata, poco dopo, una conversazione personale, ### aveva continuato a riempirle il bicchiere di spumante, "in tal modo inducendola a bere troppo", tentando approcci con lei, invitandola esplicitamente a passare la notte insieme. 
La teste ### era personalmente presente alla cena, della quale ha dichiarato di mantenere un bel ricordo, riferendo come fosse la prima occasione conviviale in cui l'### da poco nominato, era con loro, in quanto invitato; ha precisato che si trattò di una cena in piedi sulla spiaggia, in una piattaforma, con la musica alta per poter ballare, e che lei vide la collega ### del ### che salutò, parlare con ### "il quale quella sera scambiò parole con tutti noi, avendoci appena conosciuto", aggiungendo che "nessuno si appartò quella sera, non era logisticamente possibile", trattandosi di una piattaforma sulla spiaggia, priva di tavoli per sede ###soltanto alcuni sgabelli per appoggiarsi o appoggiare le cose. 
Ha escluso, la teste, di avere notato "litigi, discussioni, circostanze di alcun tipo che potessero richiedere intervento", tra chiunque quella sera e comunque non di certo tra la ### e ### riferendo, piuttosto, di averli visti insieme scherzare e parlare normalmente, come nelle occasioni conviviali successive, in particolare, a suo ricordo, nella cena di ### del 2019, in cui erano entrambi presenti.   Soccorrono, a questo punto, le dichiarazioni della teste ### anch'ella presente alla cena e, secondo la lettera di contestazione disciplinare, prima denunciante di una situazione divenuta "talmente incresciosa che, man mano, tutti coloro che erano al [tavolo di ### si allontanavano", avendo questi "addirittura chiesto alla signora ### ‘scusa ci puoi lasciare soli?'”. 
Ascoltata in aula, la teste ### ha reso dichiarazioni sostanzialmente diverse, che vale la pena riportare: “### la cena estiva del 2018, fu un evento piacevole, un po' l'espressione della nuova gestione ### del ricorrente, più giovanile o più smart se si vuole, organizzata da lui e dal suo team per riunire un po' i colleghi. Organizzata in spiaggia, una sorta di apericena con la musica, il ### portò una cassa di champagne, mi ricordo. 
Fu un evento gradito dai colleghi e piacevole. Io andai con una collega di ### e non mi trattenni fino alla fine della serata. Mi ricordo che erano stati invitati, un po' per cortesia e un po' anche auspicabilmente per “ingraziarseli” due colleghi del polo crediti, ### e ### che vennero e con i quali io parlai. Ho visto ### e la ### ridere e scherzare insieme, ad un certo punto quando io mi avvicinai, dopo aver ballato, perché avevo posato la borsa vicino a dove stavano, il ricorrente mi si avvicinò, prendendomi il viso e chiedendomi, ma con tono carino, se potevo lasciarli soli. 
Anzi c'era la musica forte e io non sentii la prima volta e dovette ripetermelo. 
Ma fu un gesto comunque garbato. Non ho visto la collega ### vomitare, ero già andata via. Potrei dire che finché io ci sono stata sembravano entrambi un po' “alticci”, non che ci fosse nulla di male però era pur sempre un evento di lavoro. Null'altro posso riferire, era palese che flirtassero, ma in modo consenziente. La situazione era evidente, tanto che ad un certo punto la vice ### si è avvicinata a ### e lo ha invitato da un'altra parte perché tra i colleghi già si mormorava”. 
Nel racconto esposto in aula, la teste ### ha tutt'altro che riferito una situazione "talmente incresciosa" da far allontanare tutti presenti, imbarazzati, avendo riferito, piuttosto, di un evento piacevole, “espressione della nuova gestione ### del ricorrente, più giovanile o più smart se si vuole”, nonché di due colleghi, adulti pressoché cinquantenni, entrambi “alticci”, che flirtavano consensualmente ad una festa. 
Ha, poi, riferito di avere parlato con la collega ### evidentemente in seguito, di cose personali, ricevendo da lei la confidenza di essersi sentita in imbarazzo per avere vomitato quella sera davanti ai colleghi, poiché la conoscevano come ### e non doveva essere stata una bella scena, sicché la stessa ne attribuiva la responsabilità a ### “il quale la aveva lusingata e riempito il bicchiere per farla bere”, come se, ripensandoci il giorno dopo, l'avesse fatto apposta per metterla in imbarazzo davanti agli altri; ha negato, in ogni caso, che la collega le avesse mai detto che sembrava di stare alla Corte del ### Anche in tal caso, come in quelli precedenti, già esaminati, le dichiarazioni rese in aula dalla testimone ### appaiono divergere sostanzialmente da quelle sintetizzate dall'### del ### nella lettera di contestazione disciplinare. 
La teste ### anch'ella presente alla cena, ha dichiarato di non avere notato nulla di anomalo o di inopportuno, avendo visto ### e la ### parlare tra di loro quella sera, senza poter dire di aver notato nulla di particolare, né che flirtassero fra loro; ha aggiunto che, effettivamente, a fine serata la ### si sentì male e vomitò, ma parecchio tempo dopo avere parlato con l'### Infine, ha dichiarato che furono fatte altre feste, quella immediatamente successiva già nel settembre 2018 a ### cui, tuttavia, la ### non era presente - forse non invitata - mentre la teste ne ha ricordato la presenza ad una successiva, nel dicembre 2019, poco prima della sospensione di ### durante la quale i due si salutarono e parlarono tra loro. 
Il teste ### presente all'evento, ha riferito che erano circa una settantina di persone e “l'### oltre a tutto quanto era già previsto dall'organizzazione, portò numerose altre bottiglie, di vino o prosecco non lo ricordo. Riempiva il bicchiere a tutti, faceva bere tutti, ma lui non beveva”. 
Quanto alla collega ### ha riferito che ad un certo punto “mentre lui parlava con la collega ### si creò il vuoto intorno a loro, 70 persone ritennero di allontanarsi, evidentemente imbarazzate”; richiesto di precisare, ha aggiunto che “era una situazione sconveniente, parlavano tenendosi a distanza molto ravvicinata ed è evidente che la collega ### non fosse lucida”, avendo poi da altri appreso che in seguito abbia vomitato. 
Come si vede, i presenti alla cena, sentiti in aula come testimoni, hanno ricostruito i fatti in senso sostanzialmente difforme da quello che si evince dalla lettera di contestazione disciplinare. 
Piuttosto che di - gravissime - molestie nei confronti di una collega, perpetrate in pubblico, ipoteticamente finalizzate allo scopo di farla star male, vomitare e metterla in imbarazzo, tutti i testimoni presenti alla cena hanno riferito di avere osservato, nel corso di un evento conviviale piacevole, due adulti consenzienti che flirtavano, probabilmente avendo bevuto un po' troppo ("entrambi un po' alticci”, teste ###. 
A latere ogni considerazione datoriale sull'inopportunità di siffatto comportamento, anche in ragione dei ruoli rivestiti da entrambi - comunque non sanzionati disciplinarmente nei confronti della ### - deve escludersi che sia stato provato in giudizio che ### quella sera, abbia tenuto un comportamento in qualche modo sconveniente, scorretto, offensivo o intimidatorio nei confronti della collega.  ### addebito circostanziato rivoltogli dal teste ### - che pure, per altri episodi, si è espresso con evidente risentimento nei confronti dell'odierno ricorrente - è stato quello di avergli visto portare numerose bottiglie di champagne e riempire il bicchiere a tutti, anche alla ### mentre lui non beveva - seppure secondo la ### fossero “entrambi un po' alticci” - non potendosi non considerare, tuttavia, che nessuno ha riferito che lui la costringesse a bere, sicché, se le riempiva il bicchiere, doveva significare che fosse evidentemente vuoto. 
La stessa ### ha dichiarato che la richiesta di lasciarli soli, quella sera, fu un gesto garbato, tanto che, nonostante sia stata la prima accusatrice dell'odierno ricorrente, molto critica nei suoi confronti e, specificamente, delle sue frequentazioni femminili, non annotò nulla di anomalo. 
Ed infine, finanche la teste ### che in sede di audizione disciplinare ha ascoltato ### ha dichiarato che la diretta interessata le aveva riferito di essersi inizialmente prestata al gioco, ma che, tuttavia, ad un certo punto lo scherzo “era diventato un flirt insistente". 
Null'altro hanno notato gli altri presenti alla cena, se non un flirt tra due colleghi, forse inopportuno per il luogo e i ruoli e magari imbarazzante, ma di certo non addebitabile all'uno solo dei due, né connotato da comportamenti molesti, offensivi o prevaricatori a carico dell'odierno ricorrente, invero neppure specificamente indicati.  4.8 Quanto alla circostanza che, il giorno successivo, ### abbia intimato alle colleghe ### e ### di cancellare le fotografie della serata, la teste ### ha riferito di averlo appreso da ### il quale aggiunse che nello stesso modo si comportò lui il giorno successivo; analoghe dichiarazioni ha reso il teste ### anch'egli presente ad una audizione di ### In proposito, di contro, la teste ### ha escluso che qualcuno le abbia mai chiesto di cancellare foto e video di quella sera, che, anzi, lei ancora possiede in gran numero ed ha scambiato con i colleghi, come usualmente accade per tutte le feste. 
Concordi dichiarazioni ha reso la teste ### la quale ha confermato di avere tenuto foto e video di quella serata, anche scambiandoli con i colleghi, e che nessuno le abbia mai chiesto di cancellarli. 
Nulla, in proposito, ha riferito la teste ### pur presente alla serata. 
La teste ### ha dichiarato che sono girate tante foto e video dell'evento aziendale dell'estate 2018 a ### e che nessuno mai le chiese di cancellarli, precisando, anche, come il video l'avesse fatto proprio ### Il teste ### ascoltato in aula, ha affermato che il giorno successivo ### convocò le colleghe ### e ### entrambe della filiale di ### e, per quanto a lui riferito, intimò loro di non diffondere le fotografie scattate la sera precedente, tanto che appena tornarono in filiale tutte e due le cancellarono e così fece anche il teste. 
Il fatto, pertanto, sconosciuto a tutti testimoni presenti alla cena, è stato riferito unicamente da ### ma non perché da lui direttamente appreso, bensì perché a lui riferito dalle colleghe ### e ### mai ascoltate, neppure durante l'istruttoria disciplinare. 
Di contro, le testimoni #### e ### presenti all'evento, hanno dichiarato di essere tutte ancora in possesso di fotografie e video di quella serata, come di altre occasioni conviviali e la circostanza è provata dalla fotografia che ritrae due dei presenti (documento 32, già allegato alle giustificazioni del ricorrente), ben visibile la pedana con la band musicale ed i tavoli. 
Le dichiarazioni de relato del teste ### sono, pertanto, smentite dalle dichiarazioni dei testimoni diretti e dalla produzione documentale, restando irrilevante che il teste abbia dichiarato di avere lui personalmente cancellato le foto in suo possesso, anche in considerazione della circostanza che non ha riferito alcun fatto specifico, sconveniente o inopportuno, che avesse fotografato e tale da richiedere di non essere immortalato e diffuso.  4.9 Quanto all'assegnazione del portafoglio di ### la teste ### ha riferito di non ricordare quale fosse stata la collega assegnataria, rammentando unicamente di avere appreso dalla ### che fosse una Consulente Personal, la quale gestiva per la prima volta un portafoglio ### Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### La teste ### ha riferito che, durante l'assenza della collega ### il suo portafoglio clienti era stato dapprima affidato in gestione alla ### che tuttavia aveva già il suo intero, e poi ad una collega di ### che svolgeva il ruolo di “addetto” presso la filiale di ### in naturale prosecuzione del suo percorso di crescita professionale, aggiungendo, poi, che la titolare ### quando rientrata in servizio, provata dalla morte del marito, aveva chiesto di non avere più un portafogli da gestire. 
In ordine a tale episodio ha riferito anche la teste ### mostrando il proprio netto risentimento per l'avvenuta assegnazione del portafoglio della collega ### "a una giovane collega di ### che fino a quel momento aveva fatto l'addetto part-time, tanto che non riuscì a seguirlo e dopo pochi mesi chiese che le venisse tolto perché non riusciva a reggere la pressione", affermando di essersi sentita pretermessa, ritenendo di avere maggiori capacità e competenze. 
Ha precisato, la teste ### che proprio in quel periodo la ### aveva soppresso la figura dello ### quali erano, nell'### lei a ### e un altro collega a ### sicché quest'ultimo aveva preso il posto di un gestore, mentre lei, avendo perso il proprio ruolo, era stata trasferita a ### "mentre, a mio giudizio, sarei stata la persona più adatta a prendere il portafoglio della collega ### o un qualsiasi altro portafoglio". 
La teste ### dal canto proprio, ha riferito che ### che mai si era lamentata del ricorrente fino a quel momento, prese a farlo nel periodo in cui ### le chiese di dare una mano nella gestione del portafoglio di ### "poiché questo comportava un carico maggiore di lavoro per lei, che come sviluppatore era abituata a poter fare le sue cose con calma e anche a fare cose personali, attardandosi". 
Tuttavia, quando il ruolo della ### fu assegnato alla collega ### la teste ### ha riferito che la ### non fu comunque soddisfatta, poiché nel frattempo il suo ruolo di ### era stato soppresso, sicché, a quel punto, avrebbe preferito essere assegnata al portafoglio della ### vantando la sua pretesa maggiore competenza ed i suoi titoli di studio. 
Parlano di questo argomento ### e ### nella lunga conversazione telefonica del 7/02/2020 (documento n. 13 del ricorso), nella quale la prima esprime un giudizio professionale fortemente negativo sulla collega ### che “sta a zero, zero”, non sa leggere un bilancio e non è secondo lei in grado di gestire un portafoglio, che sarebbe stato molto meglio affidare a lei stessa, che è competente e che è laureata in ### a ### con 110 e lode, convenendo, poi, solo da ultimo, “però sono scelte vostre”. 
Sicché, è incontestato tra le parti che nel periodo di precaria, improvvisa, assenza di ### il suo portafoglio clienti fu temporaneamente assegnato in gestione alla ### all'epoca ancora titolare del ruolo di ### nell'### la quale, tuttavia, non apprezzò l'incombente, che si aggiungeva al ruolo già posseduto, coincidendo tale periodo con le maggiori chiamate dell'### che sollecitava la sua presenza in filiale o le chiedeva adempimenti (poco tempo dopo la ### assegnataria del portafoglio, chiese che le venisse tolto “perché non riusciva a reggere la pressione”, cfr. teste ###. 
In un periodo immediatamente successivo, rientrata la ### dopo il grave lutto familiare ed appreso che la stessa non intendeva proseguire nella gestione del suo portafoglio, lo stesso è stato assegnato in via definitiva a ### giovane collega inserita in un percorso professionale di crescita.  ### che nel frattempo aveva perso il suo ruolo di ### in quanto soppresso, si è opposta fermamente a tale scelta della ### vantando i propri maggiori meriti e screditando la competenza della collega. 
Tuttavia, non è né dedotto né provato che la scelta di attribuzione del portafoglio alla ### sia dipesa da ### tanto che, nella conversazione telefonica con la ### del 7/2/2020, lui mostra di non essere a conoscenza delle effettive competenze della collega e ne chiede conto all'interlocutrice, ipotizzando, poi, con lei, che vi fosse comunque una pipeline da rispettare, dovendo comunque la ### valorizzare e far crescere nuove risorse. 
In ogni caso, si tratta di una scelta aziendale certamente non irragionevole, avendo la ### affidato un portafoglio ad un gestore ### per il quale aveva previsto un percorso di crescita, mentre, d'altro canto, la ### perdente posto come ### era già stata individuata come la risorsa da cedere alla limitrofa ### 4.10 Quanto al trasferimento di ### da ### a ### e, quindi, preso atto della sua impossibilità in ragione dei benefici ex legge 104/1992 riconosciuti alla dipendente, a ### la teste ### ha riferito di averlo appreso dall'interessata, che lo aveva percepito come punitivo, quale conseguenza dell'impossibilità di disporre quello a ### precisando, tuttavia, di non ricordare se la ### avesse detto che i due ordini di trasferimento fossero stati o meno contestuali, cioè comunicati nel corso dello stesso incontro; ha riferito, poi, circostanze diverse, apprese dall'interessata, che cioè ### le avesse detto, in un'occasione, di guardarlo negli occhi quando parlavano e che una volta l'avesse ripresa perché teneva le mani in tasca. 
Nulla, specificamente, in proposito, ha saputo riferire la teste ### limitandosi ad osservare quanto fosse difficile spostare il personale tra ### e ### nonostante si trattasse di due filiali a soli 500 m di distanza, sicché, a maggior ragione, di quanto fosse difficile spostare il personale da ### a ### La teste ### ha riferito che la ### ha sempre lavorato a ### non essendosi mai mossa, e che mai le riferì di avere alcun problema con ### aggiungendo "ricordo anzi che lei e il marito lo invitarono a casa perché preparavano la pizza, era estate, non ricordo quando". 
Il teste ### ha riferito di conoscere ### avendo lavorato con lei a ### ma di non saper dire se avesse avuto problemi con l'### La teste ### come già visto, ha riferito circostanze diverse, neppure adombrate nella lettera di contestazione disciplinare, secondo le quali il trasferimento della ### avrebbe avuto origine nelle confidenze da questa ricevute da parte di ### in ordine alla sua frequentazione extralavorativa con il ricorrente. 
Ha dichiarato, poi, di aver ricevuto dalla collega lamentele in ordine al proprio immotivato trasferimento alla filiale di ### "nonostante le due 104", trasferimento che, tuttavia, non fu mai effettivamente disposto; infine, la teste ### ha anche riferito che la ### le fece leggere molte chat tra ### e la ### evidentemente a lei inoltrate, "ma nessun messaggio intimidatorio o aggressivo del ricorrente nei suoi confronti". 
La teste ### premesso che ### lavorava con lei a ### ha riferito che quando ### ne dispose il trasferimento a ### la ### “fece valere la sua 104, avendola avuta da poco anche per sua madre che assisteva a Formia”, precisando come il motivo del trasferimento fosse che il ### "si era lamentato che la filiale non andasse bene nel settore protezione, sicché fu poi disposto l'avvicendamento tra la ### e il collega ### il quale invece era best performer nelle polizze (…).  ### fu trasferita a ###. 
Nella conversazione telefonica del 7/09/2020 (documento n. 31 del ricorso), ### riferisce a ### che nel corso dell'audizione in sede disciplinare, ad insistenti domande se vi fosse stato qualcosa di anomalo durante il colloquio da loro tenuto con ### lui aveva dichiarato che l'unica particolarità era che aveva notato che alla collega tremasse un po' la mano - ma sotto la scrivania, sicché ### non lo poteva vedere - ma ciò solo in ragione di una reazione personale della stessa, poiché il colloquio era stato sereno e i toni sempre tranquilli, da parte di tutti, né tantomeno la collega era impaurita; ha ribadito più volte di non aver avuto la possibilità di far sapere a ### quanto avesse notato durante il colloquio, finché presente la collega ### avendoglielo potuto riferire, per garbo, solo dopo che si era allontanata.  ### ha affermato con certezza di avere dichiarato all'### del ### che osservò il tremore della mano della ### ma che il colloquio era assolutamente pacato e che solo dopo la sua conclusione ebbe modo di farlo sapere a ### essendo impossibile finché la collega era presente, in netto contrasto con quanto contestato all'odierno dipendente. 
Ha aggiunto, poi, che in quella sede ###sapere quali fossero le ragioni del trasferimento della collega, ma di ritenere che si trattasse di ragioni di servizio, mai avendo ipotizzato una ritorsione da parte di ### tantomeno perché la ### godeva dei benefici ex lege 104/1992, circostanza fattuale da lui riferita solo a specifica domanda, senza connessione con il trasferimento, tantomeno con un trasferimento a ### del quale si dichiarava non a conoscenza. 
Sulla scorta delle acquisizioni istruttorie, resta indimostrato quanto oggetto di contestazione, se solo si pensi che al colloquio di comunicazione del trasferimento fosse presente, oltre a ### ed alla ### solo ### le cui dichiarazioni sono state sintetizzate nella lettera di contestazione e, poi, in aula, de relato, dal teste ### in senso nettamente contrastante con quelle da lui riferite personalmente a ### durante una lunga conversazione telefonica tra i due.  ### canto, neppure le amiche della ### sue colleghe a ### né ### avevano mai ricevuto da lei confidenze in ordine a possibili comportamenti scorretti o intimidatori dell'### nei suoi confronti. 
Le dichiarazioni della ### poi, si pongono in senso opposto a quanto oggetto di contestazione, avendo indicato, quale motivo di un trasferimento a ### - comunque mai disposto - le confidenze ricevute dalla ### e non già il godimento di benefici ex legge n. 104/1992. 
In definitiva, i fatti, per come oggetto di specifica contestazione nella lettera del 21/07/2020, non possono ritenersi provati in giudizio.  4.11 Quanto all'episodio del mancato saluto da parte della ### a ### il giorno del funerale del marito di ### la teste ### ha riferito che il ### le avesse detto di essere stato chiamato da ### il giorno dopo e di avere giustificato il comportamento della ### dal canto proprio, non ha saputo riferire dopo quanto tempo intervenne il trasferimento della collega. 
La teste ### di contro, ha dichiarato in aula che la ### le aveva detto di aver saputo dalla ### che ### si fosse risentito perché lei “non lo aveva salutato al funerale di suo marito, nonostante lui fosse venuto apposta da Latina”, circostanza, tuttavia, estranea all'addebito disciplinare, nel quale, piuttosto, si fa riferimento alla censura di essersi risentito per il mancato saluto della ### e non già della ### Nulla, in proposito, hanno saputo riferire le testimoni ### e ### Le scarne acquisizioni istruttorie, sul punto, impediscono di ritenere il fatto provato, essendo stato unicamente riferito, de relato, dalla teste ### la quale lo avrebbe appresto, sempre de relato, dal teste ### in evidente contrasto con le dichiarazioni di ### 4.12 Quanto all'episodio del cliente ### per il quale ### sarebbe intervenuto, ingerendosi indebitamente nell'attività del gestore, scavalcandolo, la teste ### ha riferito di averlo saputo sia da ### che da ### precisando che fosse un cliente di quest'ultimo. 
Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### limitandosi ad escludere categoricamente che tanto il collega ### con il quale aveva frequenti occasioni di incontro, tanto il collega ### che pure incontrava nelle riunioni, si fossero mai lamentati con lei del ricorrente, né, tantomeno, della sua gestione dell'### o di indebite ingerenze nella loro attività. 
Nessuno degli altri testimoni ascoltati ha saputo riferire alcunché. 
Parlando della propria esperienza, la teste ### cliente "primaria" per la ### ha affermato che durante i suoi incontri con ### e ### l'### non era mai presente, "di fatto non sapeva neppure cosa facessimo, tanto che quando ci incontravamo perché lo passav[an]o a salutare mi chiedeva cosa stessimo facendo e come andasse". 
Anche in questo caso, le scarne risultanze istruttorie, limitate alle dichiarazioni de relato della teste ### che comunque contrastano con quelle della teste ### impediscono di ritenere provata la circostanza; d'altro canto, ### non si ingeriva, scavalcando il gestore e il ### neppure nella gestione dei clienti “primari”, come riferito dalla ### nonostante la vicenda particolare che avesse coinvolto quest'ultima, di cui infra.  4.13 Quanto ai “rapporti ambigui” intrattenuti con talune colleghe, la teste ### ha precisato che si trattasse di ##### e della ### non potendo ricordare, tuttavia, se tali informazioni avesse acquisito da ### da ### o da altri; solo in relazione alla ### era sicura che ne avesse parlato ### il quale le aveva detto trattarsi di una risorsa molto esuberante, ma non dotata di competenze tecniche adeguate. 
La teste ### anche personalmente, non ha riferito alcun comportamento scorretto da parte dell'### nei confronti delle colleghe, lei compresa. 
La teste ### che pure ha espresso il proprio netto risentimento per essere stata pretermessa nell'assegnazione del portafoglio della collega ### a vantaggio di una giovane collega di ### tuttavia, di quest'ultima non ha riferito neppure il nome, non ricordandolo, né ha mai affermando che fosse una delle fedelissime di ### per questo da lui favorita nella progressione di carriera. 
La teste ### per parte propria, ha dichiarato di non avere mai frequentato ### fuori dal lavoro, a parte le occasioni conviviali aziendali, ma di avere mostrato alla collega ### sue conversazioni ### con il ### nelle quali lui si complimentava con lei per i risultati del suo lavoro, "con frasi simpatiche, e io sentendomi gratificata, avendola vicina, gliele mostravo", precisando che si trattasse, comunque, sempre di conversazioni di lavoro ed escludendo, in ogni caso, di avere mai avuto alcun problema con l'### "non ho mai ricevuto telefonate ossessive, non mi ha mai creato problemi, non mi ha mai rivolto avances. Posso dire che con noi, consulenti first, era sempre molto protettivo". 
È in atti, già in allegato alle giustificazioni rese dal ricorrente nel corso del procedimento disciplinare, tra tante altre, la e-mail del 9/10/2019, inviata a numerosi destinatari, tra i quali ### nella quale ### scrive: "Stamane voglio scrivere solo a ### migliori first… ### davvero il mio ### Grazie per quanto fate tutti i giorni e io farò per Voi l'impossibile". 
Di tenore simile, tra tante, la e-mail del 31/7/2019 alle 11:46, a decine di destinatari: “siete uno spettacolo da guardare… ### quando a guardare ci sono anche gli altri… e siamo solo alle 11. Continuiamo. Grazie”. 
Nulla, in proposito, ha riferito il teste ### Il capo di contestazione è generico e tale vulnus non può non ripercuotersi - oltre che sul diritto di difesa del lavoratore - sulla prova, mancata in giudizio. 
Se i “rapporti ambigui” oggetto di contestazione fanno riferimento a relazioni personali extralavorative, le stesse non sono state in alcun modo provate; se fanno, invece, riferimento a favoritismi professionali, quali conseguenza di rapporti di amicizia o frequentazione, è sufficiente osservare che le uniche acquisizioni riguardano le lodi inviate a tutti i colleghi, per tipologia, settore, area di competenza o filiale, in ragione dei risultati raggiunti. 
Mentre le dichiarazioni de relato rese in aula della teste ### sono inficiate da estrema genericità, sia nel contenuto che nel riferimento alla fonte delle informazioni ricevute.  ### canto, non risultano promozioni o premi o trattamenti di favore nei confronti né di ### solo destinataria di lodi, come gli altri ### né di ### che ha proseguito la sua carriera anche dopo l'allontanamento di ### essendo dal 2021 in ### a ### né del ### che neppure è dedotto quando sia stata nominata all'incarico e se su impulso di ### 4.14 Un discorso a parte merita la questione del trasferimento del portafoglio clienti di ### da ### a ### e poi a ### in quanto oggetto di specifica contestazione disciplinare. 
La teste ### ha riferito che, nonostante non sia la prassi, il trasferimento di un portafoglio può essere autorizzato, ma certamente, il suo trasferimento reiterato non è consuetudine, ammettendo, poi, di avere appreso la circostanza riferita solo da ### ma di non averla personalmente verificata. 
Quanto alla riunione del luglio 2018 per la discussione delle pipeline di ### sicché per le nomine dei nuovi ### svoltasi a ### presso la ### la teste ### ha dichiarato di non ricordare se in quella sede fu decisa la nomina della ### come ### essendo raro che accada in riunioni di quel tipo, mentre è verosimile che in quel contesto la collega sia stata segnalata dall'### e dal suo vice come risorsa da far crescere e, quindi, da promuovere al ruolo di ### di filiale. 
Sul tema, la teste ### ha riferito che la regola in azienda è che il portafoglio clienti sia assegnato sulla filiale o sul consulente e che non si trasferisca per seguire quest'ultimo, ma che è anche vero che, piuttosto che perdere il cliente, la ### consente che il portafoglio - o, piuttosto, il singolo cliente - vengano trasferiti nella nuova sede dove si trasferisce il consulente che lo seguiva, aggiungendo, anche, come le sembrasse di ricordare che, ad un certo punto, la filiale di ### fosse stata chiusa ed i suoi clienti passati alla filiale di ### Sul punto è stata sentita come testimone la diretta interessata, ### la quale ha spiegato che, quando era ### a ### il portafoglio clienti da lei gestito era di 500 clienti, per 58 milioni di euro, radicato sulle filiali di #### e ### portafogli, pertanto, di elevata consistenza. 
Ha riferito che, quando è stata nominata ### della filiale di ### 3 dei 500 clienti che aveva fino ad allora gestito avevano fatto richiesta di mantenerla come consulente, senza, tuttavia, trasferire né i conti né i depositi titoli, che sarebbero rimasti nelle filiali di appartenenza, e la loro richiesta era stata approvata da ### responsabile investimenti, e dalla ### La teste ### ha riferito come, contestualmente, la stessa operazione fosse stata autorizzata per il suo omologo ### che aveva preso il suo posto, portando con sé una parte della clientela da lui già gestita presso la filiale di provenienza. 
Infine, la teste ha precisato che i 3 clienti spostati avevano masse complessive di circa 1,5 milioni di euro, corrispondenti, grosso modo, a quanto portato con sé da ### a conferma di una prassi consueta in azienda, per agevolare il rapporto fiduciario tra cliente e gestore. 
In ogni caso, la teste ### ha escluso che in tale operazione sia intervenuto l'odierno ricorrente, da lei neppure interpellato, poiché questione non di sua competenza. 
Tanto che, a seguito del successivo trasferimento come ### a ### fu autorizzata a portare nuovamente con sé i medesimi tre clienti, senza che il nuovo ### che nel frattempo aveva preso il posto del ricorrente, pur avendoli interpellati, rilevasse nulla di anomalo, avendo appreso che “se fosse stato cambiato loro il gestore avrebbero lasciato la Banca”. 
Infine, la teste ### ha confermato che quando la collega ### fu promossa ### a ### portò con sé solo pochi clienti, circa 1 milione e mezzo di euro, rispetto ai 50 milioni di euro del suo portafoglio, secondo una prassi della ### tanto che, contemporaneamente, il collega ### che prese il suo posto, spostò anche lui alcuni clienti a ### in tal modo pareggiando i portafogli. 
Nulla, in proposito, hanno saputo riferire i testimoni ### e #### a ### di un presunto favoritismo nei confronti del ### sembra raccolto più dal risentimento di un altro gestore - evidentemente non seguito, nei propri spostamenti, dai propri clienti - che da una operazione anomala per la ### E' la stessa teste ### ad ammettere, infatti, che, pur non essendo la norma, sia consentito al gestore “portare con sé” alcuni clienti, che altrimenti lascerebbero la ### nell'interesse, evidentemente, di quest'ultima; e le sue dichiarazioni trovano pieno riscontro in quelle delle testimoni ### e ### e dell'interessata, ### che ha opportunamente indicato la quantificazione della massa trasferita - che risulta pari a solo il 2,58% del portafoglio gestito - e riferito che identica operazione fu autorizzata per il ### che prese il suo posto, in tal modo essendo parificati i portafogli. 
In tutte tali operazioni, in ogni caso, non è provato l'intervento di ### trattandosi di competenze del senior investimenti, da autorizzarsi in sede centrale, dalla #### a ### di avere favorito ### in quanto a lui vicina, consentendole di portare con sé il proprio intero portafoglio, quando trasferita, in spregio alle regole ed alle prassi della ### è risultato, pertanto, infondato.  4.15 Quanto ai trasferimenti delle colleghe ### e ### la teste ### nulla ha saputo riferire, ricordando solo, in linea generale, che ### all'epoca ### di filiale, avesse lamentato che ### agiva in maniera autoritaria, decidendo lui i trasferimenti. 
La teste ### ha riferito che quando lei arrivò come ### a ### trovò ### appena trasferita, mentre dopo la pandemia fu rimandata a ### circostanza che le fu comunicata dall'### La teste ### invece, ha riferito di aver saputo da #### che ### all'epoca suo direttore a ### si era lamentato con ### della collega ### confermando, lei stessa, di averla personalmente affiancata sui titoli e di avere riscontrato che "la collega proprio non aveva intenzione di impararli, sicché lo riferii a ### che se ne lamentò con ###; ha affermato che, per questa ragione, fu deciso lo scambio tra la ### e la ### la quale ultima, invece, voleva imparare i titoli ed anche il settore ### senza essersi mai lamentata del trasferimento da ### a ### Nulla, in proposito, hanno saputo riferire i testimoni #### e ### Sul tema, le acquisizioni istruttorie sono scarne ed incomplete, limitandosi alla conferma fattuale dell'avvenuto scambio (teste ### ed alle dichiarazioni de relato delle testimoni ### del tutto generiche, e ### quest'ultima, tuttavia, ha anche affermato di avere lei stessa personalmente riferito a ### suo ### si avere affiancato sui titoli, senza positivo esito, la collega ### Nella divergenza delle dichiarazioni apparentemente rese da ### alla ### ed alla ### (o, meglio, alla ### che lo riferì alla ###, gli unici dati fattuali riferiti in giudizio sono che quest'ultima affiancò la ### e si lamentò di lei con ### e che poco dopo fu disposto l'avvicendamento tra le due colleghe, arrivando a ### la collega ### intenzionata ad imparare i titoli. 
Poiché non è né dedotto né provato che la ### riferì ad altri che al proprio ### le lamentele sulla ### è ragionevole ritenere che sia stato proprio lui, ### a dolersene - con la ### o con ### è irrilevante - ottenendo l'avvicendamento delle risorse. 
I due trasferimenti risultano, in definitiva, giustificati da ragioni di servizio e disposti in adesione a una esigenza della filiale, che può ragionevolmente ritenersi essere stata rappresentata dal suo ### 4.16 Quanto al trasferimento di ### da ### a #### nulla ha saputo riferire la teste ### non ricordando neppure il nome del collega. 
Parimenti, nulla hanno saputo riferire i testimoni #### e ### La teste ### invece, che ne prese il posto come ### a ### ha riferito che ### era stato promosso al ruolo di ### e che assolutamente non si era trattato di un trasferimento disposto in seguito ad un alterco con ### “piuttosto il ruolo di responsabile leasing, che tuttora ricopre con molta soddisfazione, risultava a lui maggiormente gradito di quello di ### di filiale”, tanto che quando lei lo contattava, quotidianamente, avendo assunto la gestione dei suoi clienti, al telefono il collega le diceva “sono rinato, povera te che sei lì”. 
La teste ### in senso conforme, ha dichiarato che il collega ### è contentissimo al ### mentre a ### non si trovava bene, nulla avendo sentito di un suo eventuale alterco con #### a ### di aver disposto un trasferimento punitivo nei confronti del collega ### è, per vero, del tutto generico e, in ogni caso, non è stato confermato.  4.17 Quanto all'avvicendamento tra la ### e ### la teste ### ha riferito di avere appreso la circostanza da ### null'altro avendo accertato o potendo riferire. 
La teste ### dal canto proprio, ha riferito che incontrava il collega ### all'epoca ### della filiale di ### nelle riunioni, e che lo stesso non solo non si era mai lamentato, in sua presenza, dell'### ma neppure aveva mai espresso perplessità sull'avvicendamento dei colleghi ### e ### nelle filiali di ### La teste ### di contro, premesso che ### lavorava a ### e la ### a ### ha riferito che ### fosse molto bravo sulla protezione (polizze, etc.) e che i due colleghi furono invertiti per rendere più performante ### che risultava carente sui risultanti nella protezione, tanto che ### è tuttora lì e, ad oggi, è il ### della ### del ### La teste #### proprio a ### in senso sostanzialmente conforme, ha riferito, come sopra già visto, che i trasferimenti ebbero motivo nella circostanza che ### non andasse bene nel settore protezione, sicché fu disposto l'avvicendamento tra la ### e ### best performer nelle polizze, “tanto che il giorno che arrivò ne stipulò due, mentre noi non avevamo mai fatta nessuna”. 
Nulla, in proposito, hanno saputo riferire i testimoni ### e ### Anche in tal caso, come con riferimento all'avvicendamento dei dipendenti ### e ### il capo di accusa è affidato alla sintesi che l'### del ### ha operato delle dichiarazioni ricevute dal ### di ### nessun altro accertamento - sulla opportunità di tali trasferimenti - essendo stato disposto. 
I testimoni ascoltati in aula, invece, in quanto addetti alla filiale interessata dai trasferimenti, hanno riferito le necessità cui questi sopperivano. 
Nel caso specifico, poi, la circostanza che ad oggi, dopo lungo tempo dall'allontanamento di #### sia tuttora a ### e abbia assunto il ruolo di ### della ### è sintomatica della utilità del trasferimento all'epoca disposto, mai evidentemente revocato, neppure dal nuovo ### Il capo di addebito è risultato, pertanto, non provato.  4.18 Quanto all'episodio della richiesta di avvicinamento di ### a ### e della risposta che sarebbe potuto "marcire a ###, la teste ### ha confermato di averlo appreso dall'interessato, precisando che si sarebbe trattato di un trasferimento tra l'### di ### e l'### di ### In proposito, ha riferito specificamente la teste ### all'epoca ### della filiale di ### dove ### lavorava, fino al trasferimento a ### Ha premesso, la teste ### che mai il collega ### ebbe a lamentarsi con lei di eventuali problemi con l'### avendo peraltro da lui note positivissime e di crescita, concertate proprio tra la ### e ### i quali, insieme, lo avevano individuato come sostituto del ### nonostante la presenza in filiale di personale con maggiore anzianità. 
Ha spiegato, inoltre, come per ### avesse individuato un percorso di crescita per sfruttarne appieno le potenzialità, tanto che lo stesso, nonostante la giovane età e la limitata anzianità, è diventato in poco tempo ### in una filiale di ### Ha escluso che il collega le abbia mai riferito che, a fronte di una sua richiesta di avvicinamento a #### gli avrebbe risposto che piuttosto lo avrebbe fatto "marcire sul ###, osservando, peraltro, come dal luogo di residenza, in ### fosse molto più agevole raggiungere la zona di ### ad esempio nella città di ### piuttosto che molte zone della città di ### per lui lontanissime. 
La teste ### dal canto proprio, ha riferito che ### era “il pupillo di Tito”, da lui nominato ### poi ### fino a farlo attualmente diventare ### con una carriera brillantissima. 
Dei rapporti fra i due, la teste ha riferito "con lui parlavo e so che aveva grande stima del ### che la ricambiava", escludendo categoricamente che il collega le abbia mai parlato male di ### poiché, anzi, con lei ne parlava bene. 
Quanto alla richiesta di avvicinarsi a casa, la teste ha riferito che ### gliene parlò, riferendole come l'### gli avesse risposto che vi fosse per lui un percorso di crescita, effettivamente poi concretizzatosi. 
La teste ### ha riferito di avere lavorato con ### a ### e che "era sempre al fianco di ### a qualsiasi evento o festa”, “faceva parte dei giovani talenti ed aveva un iter professionale speciale”, tanto che ### gli affidò la cliente più importante dell'### che era scontenta e voleva lasciare la ### avendo molta stima in lui, in tal modo favorendolo e consentendogli di trarne benefici in termini di premi e di possibilità di promozione. 
Pur avendo lavorato, viaggiato e partecipato con ### a riunioni, la teste ha escluso che egli si sia mai lamentato con lei dell'### che le abbia riferito comportamenti scorretti o anche solo toni di voce troppo alti, né che le abbia mai raccontato l'episodio in cui ### gli avrebbe detto che “poteva marcire su Latina”. 
La teste ### poi, ha raccontato che, quando ### alla presenza di ### le propose come consulente a lei dedicato ### della filiale di ### le disse subito che sarebbe rimasto solo per un anno, tanto che ### lo avrebbe affiancato, proprio per assicurare la continuità della gestione dopo il suo trasferimento. 
Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### la quale ha dichiarato di non avere mai conosciuto ### È stato sentito, quale ottavo ed ultimo testimone, il diretto interessato, ### il quale, nonostante indicato dai colleghi come "il pupillo di ###, il giovane del quale l'### aveva tanta stima, la persona sempre al suo fianco "a qualsiasi evento o festa", richiesto di riferire i suoi rapporti con l'odierno ricorrente, li ha negati, dichiarando: "devo premettere che i miei contatti principali erano con il mio ### sicché ne avevo scarsi con l'###, muovendo immediatamente dopo al racconto dell'episodio relativo alla richiesta di avvicinamento a ### così descritto: "essendo per me, giovane e al primo stipendio, fortemente disagevole permanere in affitto a ### andai nella sua stanza per chiedergli di farmi ottenere un trasferimento a ### In quell'occasione ### alla presenza del suo vice ### mi disse che se io avessi inserito una richiesta di trasferimento sul portale della ### sarei potuto “marcire a Terracina” e, inoltre, mi avrebbe trasferito in una filiale dai risultati bassi, sicché io smettessi di avere visibilità". 
Dalle stesse dichiarazioni del testimone si è appreso che, nonostante molto giovane e assunto in ### solo nel novembre 2015, con inquadramento nella ### livello 1, dopo una prima esperienza nella filiale di ### già nel 2017-2018 era stato trasferito a ### dal precedente ### dove è rimasto per due anni e mezzo come ### essendo trasferito nel 2020 a ### quale ### divenuto dopo soli ulteriori 8 mesi ### di filiale. 
A specifica domanda, il teste ### ha ammesso di avere ricevuto la prima promozione, al livello 2 della ### grazie a ### "perché lui mi ha dato un incremento per merito circa 6 mesi prima del naturale ottenimento del livello".  ### canto, i risultati evidentemente raggiunti nei soli 2 anni e mezzo come ### a ### sotto la gestione dell'### odierno ricorrente, gli hanno consentito di ricevere un'ulteriore promozione all'### livello 3, contestualmente all'incarico di ### di filiale a ### seguita da ulteriori due promozioni ravvicinate nell'arco di un solo anno, dapprima all'### livello 4 e poco dopo a ###, con la previsione della imminente promozione a ###.   A specifica domanda, il teste ### ha ammesso: "### mi considerava una punta di diamante, questo è vero, me lo diceva sempre", lamentando, tuttavia, di non essere stato trattato come tale, per non essere cresciuto professionalmente nei due anni e mezzo come ### a ### La vicenda, per come ricostruita, non è credibile.  ### punta di diamante della ### pupillo dell'### che ha realizzato una carriera brillantissima in pochi anni, viveva, in realtà, una situazione di disagio causata proprio dal ### che tanto lo stimava e, tuttavia, non ne ha parlato mai con nessuno, non solo, quindi, con i ### indicati come i fedelissimi dell'odierno ricorrente, ma con nessun altro collega, infatti, non citato.  ### della richiesta di avvicinamento e della risposta intimidatoria e ritorsiva di ### non può essere riferito da altri che da lui, essendo presente unicamente il ### che la ### non ha ritenuto di sentire durante l'indagine disciplinare. 
E, pur tuttavia, le dichiarazioni del teste ### già reticenti nel riferire dei suoi rapporti invece unanimemente assidui e cordiali con ### non risultano credibili, avendo il teste mostrato sin dall'inizio della sua testimonianza un palese risentimento nei confronti del ricorrente, tanto che, all'iniziale domanda di quali fossero stati, negli anni di lavoro a ### i suoi rapporti con l'### dopo avere affermato che fossero scarsi, ha riferito subito, spontaneamente, dell'unico episodio dal forte connotato negativo, la richiesta di avvicinamento e la risposta che sarebbe potuto "marcire a Terracina” (si noti che l'### del ### nella lettera di contestazione, riporta la frase che "poteva anche marcire su Latina” e non su ###. 
Tale episodio sarebbe avvenuto "all'incirca dopo un anno" che ### lavorava a ### perciò, sulla base delle sue dichiarazioni, nell'anno 2018 o 2019. 
Ciò, tuttavia, contrasta, in primo luogo, con le dichiarazioni della teste ### cliente di ### estranea alle dinamiche aziendali interne, scevra da timori nel riferire davanti al Tribunale, la quale ha affermato di essere stata informata sin da subito che il consulente a lei presentato, ### "sarebbe andato via dopo un anno", tanto che, espresse le sue perplessità, poiché non voleva fare “da cavia”, ### le aveva assicurato che il senior investimenti ### sarebbe stato “il suo angelo”, nel senso che avrebbe seguito ### e comunque avrebbe assicurato la continuità dopo il suo trasferimento. 
Quanto al periodo, le dichiarazioni della teste ### coincidono con l'indicazione di ### avendo lei riferito che "in quel momento, era ancora il 2018”.  ### ha lamentato che ### lo considerasse, sì, una punta di diamante, ma non lo trattasse come tale "perché in due anni e mezzo sarei dovuto crescere e invece sono rimasto fermo lì” ed inoltre, presa visione del documento 20 del ricorso, contenente la sua pipeline, ha contestato “che era previsto per me un percorso di trasferimento a ### entro 24 mesi e devo dire che non è stato rispettato, visto che sono stato 2 anni e mezzo a Terracina”. 
La sua doglianza appare francamente infondata, se si consideri che lui stesso ha ammesso di essere arrivato a ### “nel 2017-2018” e di essere stato trasferito a ### nel 2020 "non ricordo in che mese. Posso dire che dopo il lockdown per la pandemia da coronavirus sicuramente sono rientrato qualche mese su ### ma ufficialmente ero ancora in carico alla filiale di Terracina”. 
Sostenere che la sua pipeline non sia stata rispettata, magari perché ostacolata da ### solo perché il suo trasferimento a ### è intervenuto non già dopo 24 mesi, come previsto, ma dopo all'incirca due anni e mezzo (in realtà non precisati), in piena pandemia da coronavirus, con la sopravvenuta chiusura delle filiali, è chiaro indice di dichiarazioni viziate da aperto risentimento nei confronti dell'odierno ricorrente. 
Di contro, sono fatti provati che la prima promozione di ### gli fu concessa con sei mesi di anticipo, per motivi di merito, grazie a ### che fu quest'ultimo ad affidargli la gestione del patrimonio della cliente ### i cui elevati volumi gli consentirono di crescere e di beneficiare di premi; che ### concertò per lui note positivissime e di crescita; che dopo all'incirca due anni e mezzo trascorsi a ### fu trasferito a ### ricevendo, nell'arco complessivo di 7 anni, ben 5 avanzamenti di livello, con l'imminente riconoscimento del sesto, già programmato. 
A ciò si aggiunge che tutte le testimoni ascoltate, sue colleghe, hanno riferito che ### parlasse sempre bene di lui, lo stimasse, lo volesse far crescere, tanto che, con il suo ### di filiale, aveva deciso di nominarlo vice, nonostante la presenza di colleghi con maggiore anzianità. 
Le complessive acquisizioni istruttorie contrastano apertamente con le dichiarazioni del teste ### il quale, mosso da evidente risentimento nei confronti del ricorrente, ha reso dichiarazioni spesso in contraddizione con gli altri testi, da ritenersi definitivamente inattendibili, tanto da richiedere il vaglio della locale ### della Repubblica.  4.19 Quanto all'episodio dei rimproveri umilianti al senior banker ### la teste ### ha riferito di averlo appreso dal racconto di ### che era presente, e di nessun altro degli intervistati. 
Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### aggiungendo che, nonostante i quotidiani contatti con ### quest'ultimo non le avesse mai riferito di avere assistito ad un episodio del genere e confermando, d'altro canto, gli ottimi rapporti tra ### e ### La teste ### in proposito, ha dichiarato che mai ### ebbe a riferirle di alcun episodio con il collega ### e che, per quanto a sua conoscenza, l'### non fosse solito gridare nei confronti di un collega davanti ad altri, tantomeno clienti, poiché estraneo al suo ruolo. 
Nulla, in proposito, hanno saputo riferire le testimoni ### e ### Il teste ### personalmente, ha riferito che un giorno, mentre stava facendo una consulenza a ### con ### ad #### chiese contezza ad ### responsabile senior prestiti, di un prestito personale rilevante fatto ad un altro cliente e, non essendone il collega a conoscenza, fu aggredito verbalmente da ### con tono di voce alto, in ### commerciale, davanti ai colleghi, essendosi la ### già allontanata, tanto da creare il gelo. 
Quale primo rilievo, si annota che il teste non è stato in grado di collocare temporalmente tale episodio, limitandosi ad affermare che “dopo poco tempo ### perse il ruolo di responsabile prestiti e divenne gestore corporate”. 
Presa visione del documento A allegato al ricorso, il teste ### ha riferito di non ricordarlo; alla sua mera lettura, si tratta di una e-mail inviata da ### l'1/10/2019 alle ore 13:43 ad ### e a decine di altri colleghi - tra i quali ### ma anche ############## con in copia per conoscenza ### e altri - con la quale l'### facendo seguito alla e-mail di ringraziamenti e saluti, non inviata a tutti, di ### trasferito alla ### lo ringrazia "di quanto fatto finora assieme, ma soprattutto per farti uno speciale "in bocca al lupo" per le stimolanti e prossime esperienze nella famiglia corporate", aggiungendo "intraprendere un nuovo importante percorso, frutto della propria expertise maturata a tutto tondo, è qualcosa che, secondo me, ci serve e ci consente di vivere il cambiamento in ottica di rinnovamento", concludendo "### ma tanto ci vediamo in ‘quel di ###. ###. 
Tale e-mail segue quella, già citata, di 10 mesi prima, l'11/1/2019, quando, dopo l'accorpamento delle ### e ### di ### in una e-mail piena di encomi rivolta a tutti i colleghi, ### scriveva di continuare a chiamarlo per qualsiasi cosa e “lo stesso dovrete fare con ### e da lunedì anche con ### Si aggiunge ### poi, per il suo specifico ### di competenza", in tal modo riconoscendo apertamente il ruolo di senior del collega, davanti a tutti. 
Tali e-mail non impediscono, naturalmente, la veridicità dell'episodio di aggressione verbale riferito dal teste ### e, pur tuttavia, già rilevata la acredine di quest'ultimo nei confronti dell'odierno ricorrente e la conseguente inattendibilità delle sue dichiarazioni, si pongono in contrasto con i riferiti rapporti aggressivi dell'### nei confronti del senior investimenti.  ### canto, non può non rilevarsi che le dichiarazioni del teste ### non siano state confermate, in primo luogo, dal diretto interessato, ### che l'### del ### non ha ritenuto di intervistare, durante il procedimento disciplinare. 
La circostanza, d'altro canto, che nessuno degli altri testimoni ne sapesse nulla, nonostante un fatto apparentemente tanto eclatante e asseritamente avvenuto davanti a tutti, nella filiale di ### e che del medesimo non abbiano riferito né ### pur asseritamente presente, né ### già ### di quella filiale, nonostante entrambi intervistati dall'### impedisce di ritenerlo provato in giudizio, quanto meno con i tratti di disvalore attribuitigli dal teste ### Le e-mail prodotte, infatti, dimostrano la considerazione professionale di ### nei confronti di ### sicché deve ritenersi che, se anche, in un'occasione, abbia ritenuto di muovere un rimprovero al senior prestiti, ciò, evidentemente, debba aver fatto con toni e modi tali da non suscitare il rilievo dei presenti, né da inficiare la considerazione che aveva di lui, ribadita apertamente quando è stato trasferito ad altro incarico. 
Di talché, neppure risulta credibile la adombrata ritorsività del successivo trasferimento di ### - che è indice, piuttosto, ancora una volta, del risentimento di ### nei confronti di ### - annotandosi come, piuttosto, ### sia stato spostato alla #### sempre a ### in un nuovo incarico che, dalle e-mail, l'interessato mostra di apprezzare e che non è né dedotto né provato fosse penalizzante per la sua carriera.  4.20 Quanto al trasferimento di ### per ritorsione alla maternità anticipata della moglie ### la teste ### ha riferito di averlo appreso, anche in tal caso, soltanto da ### La teste ### invece, ha potuto riferire quanto da lei direttamente appreso da ### che con lei aveva lavorato a ### proprio al rientro della maternità; premesso che in filiale avevano stanze vicine e che capitava loro spesso di pranzare insieme e di parlare, la teste ### ha escluso che la collega ### si sia mai lamentata con lei del trasferimento del marito, addebitandolo ad un'eventuale ritorsione di ### nei propri confronti, spiegando come, piuttosto, ### abbia lavorato in varie sedi, per l'esperienza e la specifica professionalità maturate. 
La teste ### dal canto proprio, ha riferito di avere lavorato con la collega ### a ### e di non avere mai ricevuto da lei la confidenza di alcuna doglianza nei confronti di ### tantomeno in relazione alla sua maternità a rischio, essendo piuttosto l'### sensibile ai problemi di salute dei dipendenti; quanto al marito, ha riferito come ### fosse un ### di portafogli di rilevante entità, sicché la sua attività era riduttiva nelle filiali piccole, aggiungendo poi che né lui né la moglie ebbero mai a lamentarsi del trasferimento a ### comunque deciso, come tutti i trasferimenti, dall'### del ### Nulla, in proposito, hanno saputo riferire le testimoni ### e ### Il teste ### richiesto di riferire sui rapporti con l'### dopo avere raccontato in aula dell'episodio che lo aveva riguardato, inerente la richiesta di avvicinamento a ### ha aggiunto: "Nel primo anno di lavoro a ### posso riferire un altro episodio, che riguardò la collega ### che aveva chiesto l'interdizione anticipata per maternità a rischio.  ### alla presenza mia e di ### disse che, non ritenendo fondata tale richiesta, non potendo punire la collega, avrebbe punito suo marito, trasferendolo in una filiale più lontana". 
Anche in tal caso, il primo rilievo è che, per quanto si apprende dalla contestazione disciplinare, in assenza di produzione del verbale di audizione, ### pur presente, non ha confermato l'episodio. 
Tale circostanza, unita alle considerazioni sopra estese in relazione all'episodio della pretesa aggressione verbale ad ### qui esattamente replicabili, impedisce di ritenere provato il fatto riferito, quanto meno con i tratti di disvalore attribuitigli dal teste ### confermando, piuttosto, ancora una volta, l'aperto risentimento di quest'ultimo nei confronti dell'odierno ricorrente.  4.21 Quanto all'operazione di investimento chiesta dalla cliente ### la teste ### ha dichiarato di aver appreso - anche in tal caso, unicamente - da ### che ### gli aveva ordinato di frazionare l'operazione per consentire il raggiungimento dei target del periodo successivo, nonostante il danno alla cliente, invitandolo anche a scusarsi con il ### di filiale ### la quale, da lui contattata, gli aveva risposto di assecondare gli ordini dell'### poiché era una persona potente, e che nel medio periodo ne avrebbe beneficiato. 
Il teste ### diretto interessato, sentito in aula, ha riferito di avere concluso una operazione presso la filiale di ### vantaggiosa sia per la cliente ### che per la ### ma che ### gli aveva telefonato la sera alle 19:00 sul suo cellulare privato, rimproverandolo per non avere rispettato “l'ordine di scuderia” di frazionare l'operazione, essendo stato il budget già raggiunto, ed intimandogli di chiedere scusa al suo ### obbedendo all'ordine, pur non condiviso, ha riferito di averla chiamata e che la ### si era messa a ridere, poiché forse si aspettava la sua telefonata, anticipatale da ### Presa visione del documento n. 21 allegato al ricorso, riportante uno scambio di conversazioni tra di lui e il ### (A: “over 4k di cui 75k rng e 75k gestito di II livello, inseriamo tutto nel pom ;)”; F: “Fantastici!!!!...bravi!!”; A: “### mi ha sfidato noi rispondiamo”, “domani dobbiamo replicare”, “è troppo forte ### ti stimola sempre”: F: “###!!.. 
Rispondete!!”) ha dichiarato di essersi espresso in tal modo per assecondare l'amicizia del suo ### con l'### poiché se non si fosse allineato avrebbe subito ritorsioni. 
Le circostanze riferite sono state smentite dalla teste ### la quale, all'epoca ### della filiale di ### premesso che la filiale al 31/12/2020 era la quinta in ### per rendimento, “macinando MOL da prodotti di investimento di € 90.000 al mese”, ha escluso che l'### abbia mai potuto dire a ### ad ### o a lei di frazionare l'operazione della cliente ### o di altri, “per raggiungere budget che già ampiamente raggiungevamo, in contrasto con l'interesse e le richieste della cliente”.  ###, ha affermato che ### non le abbia “mai assolutamente detto di essere stato rimproverato dall'### per l'operazione della cliente Pennacchia”, come, d'altronde, mai fece ### Il teste ### ha aggiunto di avere svolto accertamenti in relazione a tale episodio, limitando la verifica, tuttavia, all'operazione compiuta dal gestore, che si rivelò essere in effetti stata effettuata in unica soluzione; alcun accertamento fu compiuto in ordine ai rimproveri lamentati da ### non essendovi richiami scritti e non essendo stata ascoltata ### Anche in tal caso, poi, la lettera di contestazione disciplinare non fa menzione di eventuali dichiarazioni di ### in ordine a tale operazione, sicché deve intendersi che lo stesso non ne fosse a conoscenza o non ne abbia riferito all'### del ### La teste ### ha negato che vi fosse nell'aprile 2019 un “ordine di scuderia” di rallentare significativamente la produttività, limitando i MOL giornalieri e che, piuttosto, non avrebbe avuto senso e sarebbe stato contrario agli interessi dei clienti, riferendo, ulteriormente, che mai ### le aveva parlato di avere ricevuto ordini del genere. 
Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### La teste ### ha dichiarato di non essere a conoscenza di eventuali ordini dati a ### da parte di ### in ordine ad una operazione della cliente ### ma ha affermato che l'ordine del ### era, piuttosto, di non aspettare e di non frazionare le operazioni. 
Le dichiarazioni di quest'ultima risultano particolarmente significative, in quanto, all'epoca, la ### e ### erano entrambi ### seppur in filiali diverse (vedi la e-mail del 9/10/2019 alle 11:40, inviata ai "migliori first", tra cui loro due), sicché avrebbe dovuto essere senz'altro a conoscenza di eventuali "ordini di scuderia" di tal genere da parte dell'### La definitiva smentita dell'attendibilità di quanto dichiarato da ### si rinviene, poi, nelle dichiarazioni del ### la quale, oltre ad avere negato l'episodio, ha spiegato come la filiale di ### non avesse alcun motivo di frazionare un'operazione di tal genere, essendo già ai primi posti in ### per MOL da prodotti di investimento.  4.22 Quanto alle doglianze di ### è necessario svolgere una considerazione preliminare. 
Si legge nella contestazione disciplinare che ### all'epoca ### della filiale di ### fece pervenire all'### del ### in data ###, “una relazione spontanea” sullo stato di tensione emotiva e di stress subiti da quando ### era divenuto responsabile dell'### A latere ogni considerazione sulla effettiva spontaneità di una relazione inviata da un dipendente all'### del ### per lamentare comportamenti vessatori subìti da parte del proprio ### mai segnalati in precedenza, proprio nel momento in cui quello stesso ### sta conducendo un'indagine disciplinare nei confronti del medesimo, ormai sospeso dal servizio, deve necessariamente annotarsi come lo stesso non sia stato mai personalmente sentito nel corso dell'indagine disciplinare. 
Tanto che la teste ### ha dichiarato di non poter riferire nulla, non essendo stata presente all'audizione del collega - mai avvenuta - e il teste ### di non ricordare neppure il contenuto della relazione (“### dichiarazione spontanea che ricevemmo [oltre a quella di ### di cui infra, n.d.A.] l'ho letta ma in questo momento non la ricordo”). 
Nulla, d'altro canto, hanno riferito, in proposito, i testimoni #### e ### questi ultimi precisando di non conoscere il collega ### né la teste ### la quale ha dichiarato di conoscere il collega, ma di non avere mai parlato con lui dell'odierno ricorrente. 
La teste ### dal canto proprio, si è limitata ad affermare di avere incontrato ### nelle riunioni dei ### e di non avere mai ricevuto da lui lamentele nei confronti dell'### per eventuali comportamenti scorretti, chiamate ossessive o rimproveri ingiustificati. 
Infine, si osserva, sono in atti, già in allegato alle giustificazioni del ricorrente, lo scambio di messaggi tra ### e ### nel gennaio 2020, nel quale il primo ringrazia reiteratamente l'altro, con toni cordiali; nonché, anche, la dedica personale su un libro scritto proprio da ### "A ### uomo di successo (senza esserne schiavo), un romanzo sul successo". 
Le scarne - o nulle - risultanze istruttorie impediscono, a tutta evidenza, di ritenere provati i fatti oggetto di addebito.  4.23 Quanto ai rimproveri, anche per ragioni personali, relativi al sovrappeso o all'abbigliamento, di ### - pur reiterata la precedente perplessità sull'effettiva spontaneità della relazione scritta prodotta dall'interessato - si osserva come quest'ultimo sia stato, poi, ascoltato dall'### del ### durante un incontro in data ###. 
La teste ### tuttavia, ha dichiarato di non poter riferire nulla, non essendo stata presente all'audizione del collega. 
Il teste ### dal canto proprio, ha affermato che ### chiese di essere spostato, addirittura, su ### per lui lontana, pur di andarsene dall'area di ### essendo da lui dileggiato, anche per l'aspetto fisico e per l'abbigliamento; non ricordando la sequenza dei trasferimenti del collega, non ha saputo dire se lo stesso avesse, in seguito, fatto domanda di riassegnazione sull'### di ### La teste ### dal canto proprio, ha riferito che, pur incontrando il collega ### nelle riunioni, questi non le aveva mai riferito alcuna personale doglianza nei confronti di ### aggiungendo, piuttosto, come fosse stato proprio grazie a quest'ultimo che lui era divenuto ### a ### ricevendo anche una promozione, tanto da essere attualmente ### e ### di ### ha aggiunto, inoltre, che, a suo ricordo, ### chiese di tornare da ### a ### quando ### era ancora ### sicché, evidentemente, non doveva avere alcun problema a lavorare con lui; in ogni caso, ha ribadito come i trasferimenti tra diverse ### siano sempre disposti con il consenso del dipendente trasferito. 
La teste ### ha confermato che ### attualmente ###, andò a ### per fare carriera, prendendo il grado, e poi tornò prendendone un altro, tanto che passò da ### a ### in meno di 2 anni; ha, poi, affermato di avere saputo che, quando stava a #### aveva chiesto di tornare su ### quando ancora c'era ### sicché evidentemente non doveva avere nessun problema con lui; in nessuna occasione, d'altro canto, il collega le aveva riferito di avere problemi con l'### Nulla, in proposito, hanno saputo riferire i testimoni ### e ### che hanno entrambi dichiarato di non conoscere il collega ### mentre la teste ### ha dichiarato di conoscere il collega, ma di non avere mai parlato con lui dell'odierno ricorrente. 
Si osserva, in primo luogo, che la circostanza che il trasferimento su ### comportò un avanzamento di carriera esclude che sia stata accettata da ### al mero scopo di allontanarsi dall'### di #### canto, le testi ### e ### hanno entrambe ricordato che il collega fece domanda di rientro su ### quando l'### non era ancora stato allontanato, sicché, a tutta evidenza, non doveva avere problemi a lavorare con lui. 
Degli altri episodi, nulla è stato riferito, sicché deve necessariamente concludersi che le risultanze dell'istruttoria non abbiano fornito supporto alcuno all'addebito di comportamenti vessatori, ridicolizzanti o umilianti nei confronti di ### 4.24 Quanto ai rapporti tra ### e ### la teste ### ha affermato che erano ottimi, professionalmente validi, per quanto da lei osservato, aggiungendo come ### suo predecessore alla direzione della filiale di ### fosse grato a ### per averlo fatto crescere professionalmente, mai, in ogni caso, essendosi lamentato con lei per eventuali comportamenti scorretti subiti. 
La teste ### non fu presente all'audizione di ### Di lui la teste ### ha riferito che è un collega di grande esperienza, veterano della loro piazza, inquadrato come ###, il quale, almeno con lei, non si era mai espresso in modo critico nei confronti dell'### anche se "forse risentiva un po' del fatto che il nuovo ### gli lasciasse meno deleghe rispetto ai predecessori". 
Ha aggiunto come ### fosse il senior investimenti, sicché lavorava a stretto contatto con ### e di lui parlava, erano amici, "andavano insieme a pesca subacquea, a fare cene, uscivano", "si stimavano sul lavoro e fuori", mentre, per la sua esperienza, non era affatto vero che ### impedisse la linea di comando, tanto che il suo referente rimaneva ### che la teste sentiva due volte al giorno, mentre ### non lo sentiva mai.   Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### la quale ha dichiarato di non avere mai parlato del ricorrente con ### La teste ### premesso che ### era il suo diretto referente, ha affermato che mai si era lamentato con lei dell'### o aveva detto che fosse un accentratore, riferendo, piuttosto, come fosse stato proprio ### a volere ### all'epoca ### a ### come proprio braccio destro.  ### voce discorde è quella del teste ### il quale, di contro, ha riferito che quando ### era ### a ### avevano le stanze adiacenti, sicché gli capitava di sentire le sue telefonate con l'### "e il tono aggressivo di quest'ultimo, che gli chiedeva risultati, e di udirne la voce, nonostante non vi fosse il vivavoce inserito", aggiungendo "mi ricordo di averlo sentito una volta che diceva ‘### è giovane lo devi spremere'”. 
Al documento n. 30 del ricorso c'è la registrazione della lunga telefonata, del tutto amichevole, fatta il ###, pochi giorni dopo la notifica della contestazione disciplinare, da ### e ### [si immagina ### a ### per salutarlo, sapere come sta e farsi “tirare un po' su il morale” da lui, nella quale ### - allontanatasi ### e rimasto solo con ### - auspica che si avveri il sogno di vedere presto tornare ### in ### e parla di “un paio di cose” che ha dovuto per forza riferire all'### del ### ma “buttate lì”, non rilevanti, “ma erano cose talmente sciocche”, solo “a volte qualche situazione di tensione”, da lui comunque riferita in modo molto blando, mai circostanziato, avendo sicuramente risposto, a specifica domanda, che poteva esprimere le sue opinioni senza timori. 
Quasi a giustificazione di tali dichiarazioni, ha riferito che l'### del ### gli contestasse come fosse assurdo che lui non conoscesse situazioni gravi da poter riferire a carico dell'odierno ricorrente, come se stesse in un'altra ### Al telefono con #### auspicando che la situazione si risolvesse in un nulla di fatto, ha dichiarato di avere firmato davanti all'### del ### una dichiarazione, della quale, tuttavia, non gli era stata rilasciata una copia, e lamentato di essere stato l'unico ad avere avuto in seguito le “note abbassate”, da lui ritenuta una ritorsione per non avere riferito all'### del ### quello che volevano sentirsi dire. 
Segue, al documento n. 31 del ricorso, la lunga e nuovamente amichevole conversazione del 7/09/2020, stavolta solo tra ### e ### in cui, dopo avere parlato di ferie, vacanze e rispettive famiglie, discorrono dei risultati delle filiali e ### dice che vanno bene, seppure “si scordano” i numeri di quando c'era ### Poi parlano di nuovo delle dichiarazioni rese da ### all'### del ### anche in un successivo incontro, e lui ribadisce di non avere lamentato nulla di rilevante a carico del suo ex ### anzi avendo riferito cose positive, come gli incontri in ### che erano stati bei momenti di aggregazione, in cui si poteva parlare e discutere e avere occasione di esprimere le proprie opinioni. 
Ad un certo punto, al telefono, ### legge una parte della lettera di contestazione disciplinare, quella che riguarda, nello specifico, le sue dichiarazioni e ### risponde “ma non esiste proprio!”, dichiarando che lui non si è mai fatto parte attiva di accuse nei confronti di ### e affermando di essere stato strumentalizzato; nega, in ogni caso, di essersi sentito scavalcato da ### o di essere stato da lui mortificato, avendo piuttosto dichiarato che solo all'inizio, provenendo dalla direzione di filiale, era stato da lui “stoppato”, mentre poi, acquisita esperienza, gradualmente ### gli aveva riconosciuto autonomia, delegandolo e lasciandogli infine “carta bianca” e che esattamente questo aveva riferito in sede ###certo già che lui non lasciasse spazio agli altri.  ### canto, ### dichiara di avere riletto il verbale della seconda audizione del 6/08/2020, prima di firmarlo, e che il testo fosse, in effetti, conforme alle sue dichiarazioni, seppure, poi, le circostanze positive da lui riferite non erano state considerate nella valutazione disciplinare (deve annotarsi, incidentalmente, come la contestazione disciplinare sia del 21/07/2020, sicché la seconda audizione di ### del 6/08/2020 si collochi necessariamente dopo). 
La genuina reazione indignata di ### all'udire la lettura della lettera di contestazione disciplinare, nella parte in cui riporta le asserite accuse da parte sua, fa dubitare fortemente che la sintesi operata dall'### del ### corrisponda a ciò che l'interessato voleva effettivamente esprimere. 
Si percepisce, piuttosto, nel corso della lunghissima telefonata, la pregressa amicizia fra i due e il disagio di ### per la situazione che si è venuta a creare, della quale si sente immotivatamente concausa.  ### canto, non si condivide il dubbio, espresso da parte resistente, di non genuinità delle dichiarazioni rese da ### al telefono, per asserito timore di ritorsioni da parte di ### poiché la prima telefonata, del 29/7/2020, è stata spontanea, fatta da ### insieme alla collega ### per salutare l'amico ### e farsi tirare su il morale da lui, tanto da non essere registrata dall'inizio; la seconda, invece, del 7/9/2020, è intervenuta in un momento in cui ### non poteva non essere a conoscenza dell'enorme mole di accuse mosse al suo ex ### ormai sospeso da quasi 7 mesi, tanto da risultare fortemente improbabile che temesse ritorsioni da parte sua, in ambito lavorativo.  ### fra i due, peraltro, è confermata dalla teste ### la quale, mostrando la propria genuinità, dopo avere affermato che, a suo parere, forse il collega ### risentiva un po' del fatto che ### gli lasciasse meno deleghe rispetto ai predecessori, ha aggiunto come i due fossero però amici, uscissero insieme, andassero a pesca e a cena, si stimassero sul lavoro e fuori, riferendo di una contiguità esattamente coincidente con il tono delle telefonate ascoltate. 
In senso sostanzialmente analogo si è espressa la teste #### ad affermare che ### trattasse male ### è il teste ### della cui inattendibilità, tuttavia, si è già detto, annotandosi unicamente come risulti difficile credere che, da una stanza all'altra, si possa sentire la voce dell'interlocutore di una conversazione telefonica che non sia in viva voce.   4.25 Quanto ai rapporti tra ### e ### ed alle doglianze riferite dal primo all'### del ### nei confronti del secondo, la teste ### ha dichiarato che, per quanto appreso dall'interessato, c'era in ### un clima teso, non sereno, poiché i colleghi avevano timore di esporsi per eventuali atteggiamenti ritorsivi di ### citando l'esempio di una risorsa che aveva avuto problemi di ansia, per la quale, d'accordo con ### avevano ritenuto di non fare segnalazioni, per non esporla ulteriormente. 
Anche in tal caso, tuttavia, nella lettera di contestazione disciplinare non si rinviene la conferma di tale episodio nelle dichiarazioni di ### dei cui rapporti con ### si è appena detto. 
Quanto ai rapporti tra ### e l'### la teste ### ha riferito che mai il collega, parlando con lei, aveva esternato di avere alcun problema con l'odierno ricorrente, raccontando, piuttosto, un contrario episodio specifico: "quando venimmo a sapere della sua sospensione cautelativa, io fui chiamata dalla collega ### la quale mi propose, in sede di riunione - già convocata dall'### del ### per il giorno successivo a ### per la presentazione del nuovo ### che avrebbe sostituito il ricorrente - di raccogliere delle firme in sostegno del ### chiedendomi di proseguire la catena e chiamare altri colleghi. Così feci e chiamai proprio ### il quale aderì molto volentieri a prestare supporto al ricorrente. La riunione fu poi trasformata in collegamento da remoto sulla piattaforma di ### per la pandemia da coronavirus, sicché la raccolta firme non fu più fatta". 
Di talché, secondo la teste, ### era, piuttosto, un sostenitore di ### e mai avrebbe potuto essere altrimenti, poiché, se anche fosse stato vero che l'### basasse le sue scelte gestionali sulla base dell'empatia con i colleghi, allora "proprio ### non avrebbe avuto nulla di cui lamentarsi, poiché evidentemente sarebbe dovuto rientrare, secondo tale ricostruzione, tra i colleghi favoriti dall'### essendo da lui stato nominato ### di filiale". 
Nulla, in proposito, ha saputo riferire la teste ### la quale ha dichiarato di non avere mai parlato con il collega ### né il teste ### nonostante suo collega a ### La teste ### di contro, ha dichiarato che ### suo collega nella filiale di ### stava nel gruppo ### e, pur non avendolo mai personalmente sentito parlare male di ### tuttavia, faceva parte del gruppo ### di ### sicché sicuramente era coinvolto nei loro discorsi di critica all'### quanto al collega personalmente, tuttavia, ha dichiarato che fu promosso proprio da ### che lo fece diventare ### tanto che ### parlava di lui molto bene e mai le disse che secondo lui faceva preferenze tra i colleghi e induceva coloro che avevano problemi a chiudersi in loro stessi, per timore. 
Per sua esperienza, poi, ha riferito che, ad esempio, la collega ### chiese personalmente a ### di essere sollevata dall'incarico di gestore di portafoglio, in ragione delle sue condizioni familiari, poiché non riusciva a gestirlo, e l'### la accontentò. 
Parlano, tra tanti altri, anche di quest'ultimo argomento ### e ### nella conversazione telefonica del 7/02/2020 (documento n. 13 del ricorso), e lui ricorda di essersi messo subito a disposizione della collega ### non appena lei gli aveva confidato le sue gravi problematiche familiari. 
Infine, già in allegato alle giustificazioni rese del ricorrente, si rinviene lo scambio di messaggi tra ### e ### nel quale il primo lo saluta cordialmente, inviandogli foto di un corso e scrivendo "Dir buongiorno… ### ad altissimo livello!”. 
Rileggendo la contestazione disciplinare, gli addebiti fondamentali mossi all'odierno ricorrente sulla base delle dichiarazioni ricevute da ### constano nell'avere basato le proprie scelte gestionali sulla empatia, nell'avere portato coloro che si trovavano in situazioni di momentanea difficoltà anche di salute a chiudersi in se stessi e nell'avere generato un clima di tensione e paura, oltre al richiamo agli episodi della gestione del cliente ### e del trasferimento del portafoglio del ### già esaminati. 
Orbene, essendo incontestato che ### sia stato promosso ### di filiale proprio da ### appare difficile che lui potesse lamentare l'empatia nelle scelte dell'### e i favoritismi, come osservato dalle testimoni ### e ### Quanto, invece, alla censura che inducesse i colleghi che avevano problemi, anche di salute, a chiudersi in loro stessi, piuttosto che a confidarsi con lui, occorre, in primo luogo, rilevare come la circostanza sia riferita in modo del tutto generico, senza riferimento specifico ad alcun collega; in ogni caso, è smentita - si ricorda - dalla teste ### la quale ha riferito la sua personale esperienza, di un grave problema di salute e della necessità di assentarsi e curarsi e del sostegno ricevuto dall'odierno ricorrente. 
Nello stesso senso, d'altronde, ### nonostante prima accusatrice di ### ha riconosciuto, parlando con lui, che la collega ### era stata subito agevolata, quando aveva rappresentato all'### la grave malattia del marito. 
Infine, quanto al clima di tensione e paura, lo stesso appare difficilmente compatibile con il tono scherzoso e confidenziale dei messaggi ### scambiati tra ### e ### nonché, per certo, con l'adesione immediata alla proposta di raccolta firme per sostenerlo nel corso del procedimento disciplinare.  4.26 Quanto alla gestione della cliente ### ed ai rilievi mossi all'operato del ricorrente da ### nulla ha saputo riferire la teste ### La teste ### invece, ha dichiarato di conoscere la cliente, "rilevantissima per la ### a livello economico", in seguito anche sua cliente a ### affermando che, pur non sapendo riferire nel dettaglio se la stessa avesse chiesto o meno di trasferire il conto corrente da ### a ### mantenendo il gestore a ### "era una cliente che aveva sempre molte richieste" e che "in casi del genere la ### privilegia le esigenze e le richieste del cliente, ovviamente per non perderlo". 
Per quanto a sua conoscenza, in ogni caso, la gestione della cliente ### non determinò la necessità di un intervento dell'### né incrinò i rapporti tra ### e ### È stata sentita personalmente la diretta interessata, ### cliente di ### da 30 anni, definita “primaria” per volumi di reddito, titolare di tre conti societari nella filiale di ### e di un conto personale nella filiale di ### Ascoltata in aula, ha premesso che nell'anno 2018 aveva deciso di spostare i conti correnti dall'### di ### all'### di ### in ragione di forti dissapori con il ### dell'### di ### dott. ### avendo, invece, poi soprasseduto su tale decisione, quando aveva appreso da ### che l'### sarebbe stato sostituito. 
Ha, quindi, riferito che il nuovo ### odierno ricorrente, appena arrivato l'aveva convocata per un incontro conoscitivo e, ascoltate le sue rimostranze, le aveva proposto di iniziare a lavorare insieme, rimandando la decisione sul trasferimento dei conti. 
Ha affermato, tuttavia, di avere avuto la sensazione che la sua decisione di lasciare il conto corrente personale nella filiale di ### non fosse stata ben accolta da ### tanto che, alla fine, aveva deciso di spostare a ### anche i conti societari, pur essendo residente a ### La teste ha riferito, nel dettaglio, della proficua collaborazione intrapresa con la filiale di ### il cui ### era il suo vecchio amico ### e nella quale le era stato affidato come consulente ### giovane, ma preparato, secondo le assicurazioni fattele da ### e da ### con la promessa che quest'ultimo lo avrebbe comunque affiancato, assicurando la continuità dopo il trasferimento di ### previsto dopo un anno. 
La teste ha precisato che, nonostante il trasferimento dei conti a ### le capitava di recarsi occasionalmente a ### da ### per effettuare delle operazioni, essendo ivi residente, e che, ciò nonostante, non aveva mai avuto occasione di parlare con lui né del lavoro di ### né della supervisione di ### "con la fusione delle aree sembrava andasse tutto benissimo, feci addirittura una cena invitando a casa mia ##### e ###. 
Il teste ### ha confermato di essere stato individuato come consulente di riferimento per la cliente ### precisando tuttavia che la stessa era affidata a lui "ma sempre in condivisione con il senior ### e con l'### Io personalmente non l'ho mai incontrata da solo, c'era sempre quantomeno presente il senior ###; in contrasto con quanto riferito dalla teste #### ha, poi, aggiunto che: "anche quando ### non era presente agli incontri con la cliente, veniva sempre preventivamente informato da me e da ### sulle operazioni che dovevamo svolgere".  ### ha, pertanto, smentito l'addebito che si legge nella lettera di contestazione, in esito alle dichiarazioni ricevute da ### secondo cui ### si sarebbe risentito poiché la ### aveva chiesto di trasferire il conto da ### a ### mantenendo il gestore a ### ritenendo che si trattasse di una personalizzazione del rapporto voluta da ### La diretta interessata, ha riferito, infatti, le circostanze in modo diametralmente opposto, affermando come, piuttosto, l'atteggiamento di ### di fronte alla sua scelta di lasciare il conto corrente personale nella filiale di ### le avesse fatto decidere di spostare, piuttosto, da ### a ### i conti societari, nonostante ciò fosse per lei più scomodo, essendo residente ###generale, sui rapporti tra ### e ### la teste ### ha riferito che spesso li vedeva seduti vicini, alle cene, che si facevano battute in modo scherzoso, da amici, mai essendo stata resa partecipe di problemi tra di loro. 
La teste ### pur non avendo mai lavorato con ### ha dichiarato che il collega la chiamò dopo l'allontanamento di ### per esprimerle il suo supporto, dicendole "che gli era toccata la stessa sorte e che anche lui aveva attacchi di panico e andava dallo psicologo". 
La teste ### ha dichiarato di conoscere il collega, ma di non avere mai parlato con lui dell'odierno ricorrente. 
La teste ### ha riferito che ### un giorno che era andata in filiale a trovarlo, le aveva detto che ### gli aveva comunicato di averlo inserito in un elenco di colleghi da sottoporre all'### del ### per un eventuale trasferimento a ### "ma di riflettere almeno una settimana sulla proposta perché avrebbe comportato una modifica di vita", aggiungendo di ricordare di avergli chiesto, in quell'occasione, se l'### fosse tenuto ad avvisarlo preventivamente e di essersi sentita rispondere che "in effetti era stato carino". 
In ogni caso, "### era entusiasta dell'idea di questo trasferimento, che comportava di fatto una promozione" e, in effetti, dopo un po' fu trasferito a ### tempo dopo, incontratolo nuovamente, aveva appreso da ### che stava avendo dei problemi con la moglie a causa del suo trasferimento a ### e, in un'occasione ancora successiva, durante una conversazione piuttosto accesa, lui le aveva detto che la colpa del suo trasferimento era da attribuirsi a ### Con riguardo al collega ### il teste ### si è limitato a riferire che fosse il ### di ### in particolare della filiale alla quale si appoggiavano per le operazioni della cliente ### e "che fu trasferito a ### e dopo un po' ebbe dei problemi di salute rilevanti e rientrò a ###, senza che mai avessero occasione di parlare di questioni che riguardassero l'### Quanto al rilievo, espresso dallo stesso ### alla ### riportato nella lettera di contestazione disciplinare, secondo il quale ### gli avrebbe negato l'autorizzazione di Log da una filiale di ### in una giornata nella quale, a causa dello sciopero dei trasporti, non riusciva a raggiungere la filiale di ### nella quale era stato trasferito, è in atti, già in allegato alle giustificazioni rese dal ricorrente, lo scambio di messaggi tra i due, nel quale alla domanda di ### "### cortesemente se venerdì è sciopero treni è possibile appoggiarmi a via ###", ### rispondeva "### A ### pre[f]erisco di no. C'è Sezze o ### Fammi sapere così avviso il ddf”, ricevendone, in risposta, il ringraziamento di ### che prometteva di fargli sapere. 
Sicché, a fronte di una ricostruzione complessiva di normali rapporti lavorativi, smentita la censura di immotivato diniego di Log da una filiale di ### in un giorno di sciopero, l'unica nota negativa resta il messaggio inviato da ### a ### che lo ha riferito in udienza, non risultando dalla contestazione disciplinare che lo avesse già riferito all'### del ### Tuttavia, con tale messaggio ### non ha riferito alcun fatto specifico a carico dell'odierno ricorrente, limitandosi ad esprimere la propria solidarietà alla collega e ad affermare che gli era toccata la stessa sorte e che doveva andare dallo psicologo. 
Così riferito, tuttavia, il messaggio è troppo generico ed insufficiente a chiarire se il disagio di ### derivasse dal trasferimento a ### - che lui personalmente addebitava a ### - come già riferito dalla teste ### con le conseguenti difficoltà familiari, o da ulteriori comportamenti specifici dell'### tuttavia alla ### non indicati. 
Per il resto, le ulteriori dichiarazioni testimoniali acquisite non forniscono la prova di alcun atteggiamento scorretto addebitabile all'odierno ricorrente.  5. Così esaminati i principali motivi di addebito contenuti nella lettera di contestazione disciplinare del 21/7/2020 - potendosi ritenere assorbiti, nella motivazione, gli altri, sui quali, in ogni caso, i testimoni ascoltati non hanno riferito, sicché nulla è emerso in proposito - si deve rammentare che la giusta causa di licenziamento è stata ravvisata dal datore di lavoro nella rappresentazione gravissima di una gestione dispotica e clientelare dell'### basata su un sistema di intimidazioni, ricatti e ritorsioni nei confronti di tutti i dipendenti non compiacenti, di svilimento della linea gerarchica, controllo ossessivo dell'operato dei colleghi, intromissione nella loro vita privata, nonché di intrattenimento di relazioni personali a vantaggio di colleghe privilegiate nella carriera.  ### istruttoria condotta non ha confermato tale gravissima prospettazione, consentendo, piuttosto, di apprendere che certamente ### avesse introdotto un nuovo modello di gestione dell'### competitivo e dinamico - una “nuova gestione manageriale (…), più giovanile o più smart”, secondo la teste ### - gradito ai più, ma inadeguato per alcuni, che percepivano con ansia o fastidio la pressione sui risultati richiesta dal nuovo ### con e-mail e contatti che, seppure dai modi formali e sempre corretti, avevano un chiaro intento incentivante a confrontarsi con i risultati delle altre ### a fare meglio e a produrre sempre di più. 
Tale atteggiamento gestionale non è certamente censurabile, portando risultati alla ### - infatti realizzati - a condizione, naturalmente, che sia condotto con toni, modi e tempi che non travalichino i limiti incomprimibili di rispetto personale e professionale, nonché le attribuzioni e i compiti di ciascuno e promuovano la crescita individuale dei dipendenti, nell'interesse primario dei clienti e della ### In ciò si sostanzia, infatti, la contestazione mossa da ### nei confronti di ### nell'aver esercitato il proprio potere gestionale travalicando, in numerosissimi casi, i limiti della correttezza e del rispetto nei confronti dei colleghi, dei clienti e, in ultima analisi, della ### stessa. 
Tuttavia, l'istruttoria condotta ha smentito la sussistenza dei fatti più gravi - la cena estiva allo stabilimento ### di ### di ### il trasferimento punitivo di ### a ### il trasferimento ritorsivo di ### a ### il favoritismo nel trasferimento del portafoglio clienti di ### e gli altri, sopra esaminati - e ricondotto i residui a personali dissapori o fraintendimenti, fisiologici negli ambienti di lavoro. 
Di talché, richiamando le argomentazioni svolte per ciascun fatto addebitato, sopra esaminato, da estendersi, per analoghe considerazioni, nei confronti di quelli minori, comunque oggetto di esame, deve escludersi che sussistano i c.d. addebiti “comportamentali”, sia singolarmente che nella loro complessità, in quanto per gran parte risultati smentiti o comunque non provati in giudizio e, per il residuo, in ogni caso, privi del carattere di illiceità, poiché commessi nel lecito esercizio del potere gestionale, seppur risultato non gradito a taluni.  6. Tanto è sufficiente per valutare che difettino, quanto ai c.d. addebiti “comportamentali”, i presupposti della giusta causa di licenziamento, per insussistenza del fatto, come contestato. 
In proposito, infatti, occorre richiamare il principio che “sul concetto di "fatto", (…), in sede di legittimità, si è affermata la tesi che la tutela reintegratoria ex art. 18 co. 4 legge n. 300 del 1970, oltre che quella della assenza ontologica del fatto, comprende anche l'ipotesi del fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità (Cass. n. 20540 del 2015; Cass. n. 29062 del 2017/ Cass. n. 3655 del 2019)” (cfr. Cassazione, ### n. n. 3076 del 10/02/2020). 
In punto di conseguenze, si osserva che la tutela reintegratoria ex articolo 18, comma 4, legge n. 300/1970, invocata in via principale da parte ricorrente, applicabile ove sia ravvisata l'insussistenza del fatto contestato, comprende sia l'ipotesi di assenza ontologica del fatto che quella di fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità (cfr. Cassazione, ### n. sentenza n. 3076 del 10/02/2020, cit.), “sicché in tale ipotesi si applica la tutela reintegratoria, senza che rilevi la diversa questione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e fatto di modesta illiceità” (cfr. Cassazione, ### n. 20540 del 13/10/2015). 
La Corte di Cassazione ha infatti precisato che "### alla tutela reintegratoria, non è plausibile che il legislatore, parlando di "insussistenza del fatto contestato", abbia voluto negarla nel caso di fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, ossia non suscettibile di alcuna sanzione, restando estranea al caso presente la diversa questione della proporzione tra fatto sussistente e di illiceità modesta, rispetto alla sanzione espulsiva (Cass. 6 novembre 2014 n.23669, che si riferisce ad un caso di insussistenza materiale del fatto contestato). In altre parole, la completa irrilevanza giuridica del fatto equivale alla sua insussistenza materiale e dà perciò luogo alla reintegrazione ai sensi dell'art.18, quarto comma, cit.” (Sentenza n. 20540 del 13/10/2015, cit.). 
Sul piano degli effetti, pertanto - assorbite le conseguenze della tardività della contestazione disciplinare con riguardo all'addebito di illegittima consultazione delle “### Clienti” - trova applicazione l'istituto della tutela reale, previsto dall'articolo 18, comma 4, della legge n. 300/1970, come modificato dalla legge n. 92/2012, con la conseguenza che ### deve essere condannata alla reintegrazione dell'odierno ricorrente nel posto di lavoro, oltre che a corrispondergli una indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto, dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, nella misura massima di 12 mensilità, come per legge, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali.  ### alla misura della retribuzione da assumere a parametro, emerge dalla busta paga di gennaio 2020, in atti (documento n. 51 del ricorso), che è corretto il rilievo di parte resistente, invero non contestato, sicché la stessa deve essere determinata nella misura di € 5.640,68, non potendo essere inclusi, nel calcolo, le voci indennitarie di € 16,20 e € 116,10. 
All'importo capitale del risarcimento del danno da licenziamento, trattandosi di credito da lavoro, vanno aggiunti rivalutazione monetaria ed interessi legali, questi ultimi da computarsi sul capitale via via annualmente rivalutato (cfr., per tutte, Cass., S.U., 29/1/2001, n. 38), secondo la previsione generale dell'art. 429 c.p.c.. 
Il principio contenuto nell'articolo predetto in tema di rivalutazione monetaria dei crediti di lavoro trova applicazione, infatti, anche nel caso di crediti liquidati a titolo di risarcimento del danno da licenziamento illegittimo, i quali, sebbene non siano sinallagmaticamente collegati con una prestazione lavorativa, rappresentano pur sempre l'utilità economica che da questa il lavoratore avrebbe tratto ove la relativa esecuzione non gli fosse stata impedita dall'ingiustificato recesso della controparte (cfr. per tutte, Cass., sez. lav., 11235 del 21/5/2014).  6.1 ### infine, all'eccezione di parte resistente volta ad ottenere la detrazione, dalla somma liquidata a titolo di risarcimento, di quanto eventualmente percepito o percepibile dal ricorrente a titolo di retribuzione o comunque di compensi per attività lavorativa svolta nel periodo successivo alla cessazione del contratto di lavoro (cd. aliunde perceptum o percipiendum), la stessa deve essere rigettata, avendo la resistente prospettato la circostanza non come allegazione, bensì come mera eventualità, sicché anche la prova documentale richiesta sul punto avrebbe avuto carattere meramente “esplorativo” (cfr., in termini, Cass., sez. lav., 27/07/2000, n. 17751, Cass., lav., 22/10/2010, n. 21763, Cass., sez. lav., 25/10/2010, n. 21815). 
Piuttosto, il ricorrente ha prodotto in giudizio la domanda di attribuzione della indennità di disoccupazione c.d. Naspi, trasmessa il ###, subito dopo il licenziamento, i solleciti alla ### e la comunicazione dell'### di ammissione al beneficio con decorrenza dall'11/11/2020 (documenti nn. 47-50 del ricorso), sicché risulta documentalmente il suo stato di disoccupazione. 
In ogni caso, poi, il ridotto periodo temporale tra l'irrogazione del licenziamento e la pronuncia della presente sentenza, nonché la previsione di una limitazione legale della indennità risarcitoria nel limite massimo di 12 mensilità, sono idonee a contenere la misura dell'attribuzione patrimoniale in favore del lavoratore.  6.2 Infine, dall'indennità così determinata non può essere detratto quanto dal lavoratore percepito, nel periodo, a titolo di indennità di disoccupazione, in ossequio al principio consolidatosi nella giurisprudenza di legittimità (cfr.  n. 11835/2018, Cass. n. 7794/2017; Cass. n. 2447/2009; Cass. n. 2716/2012), cui in questa sede si intende dare seguito, secondo il quale, “in tema di aliunde perceptum, le somme percepite dal lavoratore a titolo di indennità di mobilità non possono essere detratte da quanto egli abbia ricevuto come risarcimento del danno per il mancato ripristino del rapporto di lavoro, atteso che detta indennità opera su un piano diverso dagli incrementi patrimoniali che derivano al lavoratore dall'essere stato liberato, anche se illegittimamente, dall'obbligo di prestare la sua attività, dando luogo la sua eventuale non spettanza ad un indebito previdenziale, ripetibile nei limiti di legge” (cfr. Cassazione, ### n. 11835 del 15/05/2018). 
Avvalora, del resto, tale orientamento, la mancanza di definitività e di stabilità nel tempo della erogazione, perché l'### previdenziale, allorquando gli sarà comunicata la riammissione in servizio del ricorrente nel posto di lavoro senza soluzione di continuità, dovrà provvedere alla ripetizione di quanto corrisposto, essendo venuto meno ex tunc il presupposto del diritto dell'assicurato alla prestazione, con la conseguenza che le relative somme non possono configurarsi come un effettivo incremento patrimoniale del lavoratore detraibile dall'ammontare del risarcimento del danno dovuto dal datore di lavoro.  7. Le spese di lite vanno liquidate come in dispositivo alla luce della regola generale sulla soccombenza, in ossequio ai parametri indicati nelle tabelle allegate al D.M. n. 147/2022, in vigore dal 23/10/2022, con riguardo allo scaglione di valore della causa, alla complessità delle difese e della istruttoria risultata necessaria.  P.Q.M.  Lette le note di discussione scritta, definitivamente pronunciando, ogni diversa domanda, eccezione o istanza disattese, in riforma dell'ordinanza 10856/2021 R.G. emessa dal Tribunale di ### il ###, annulla il licenziamento intimato da ### S.p.A. a ### con lettera del 5/11/2020 e, per l'effetto, condanna la società resistente a reintegrarlo nel posto di lavoro, nonché al pagamento di un'indennità risarcitoria, commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto di € 5.640,68, dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, entro il limite delle 12 mensilità, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali, come per legge, nonché al versamento dei relativi contributi previdenziali ed assistenziali.  ### inoltre, ### S.p.A. al pagamento delle spese di lite, che liquida in complessivi € 8.000,00, oltre rimborso forfettario spese generali, i.v.a.  e c.p.a., come per legge. 
Dispone la trasmissione di copia degli atti di causa alla ### della Repubblica presso il Tribunale di ### per ogni sua determinazione in ordine alle dichiarazioni rese dal testimone ### all'udienza del 10/10/2022.  ### 6/12/2022.  ### n. 3652/2022

causa n. 3652/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Cerroni Laura

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Corte d'Appello di Salerno, Sentenza n. 2234/2022 del 28-12-2022

... e serviva i gelati” Inattendibili e compiacenti sono le dichiarazioni in merito all'orario di lavoro di turni di 4 ore giornalieri riferiti da testimoni di parte resistente, #### e ### Quanto da loro dichiarato è smentito dalla stessa ditta resistente ### che nella sua memoria di costituzione riconosce alla lavoratrice di aver svolto l'attività lavorativa per un turno di 7 ore ossia che “Nel turno pomeridiano rispettava l'orario di lavoro dalle h 14.30 alle h 21.00 con trenta minuti di pausa” Alla luce di quanto fin qui detto, dunque, resta provato l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato svolto dalla lavoratrice ### alle dipendenze della ditta ### dal 3/09/2016 al 15/12/2018 tutti i giorni della settimana, compreso il sabato e la domenica, con orari non (leggi tutto)...

### dell'Avv. ### A. Balzico, 9 (84122) ### ☏️ ### - ### Mail ### Pec ### Corte di Appello di ### in Appello Per la ###ra ### nata lo 01/11/1995 a ### codice fiscale ###, residente ###, elett.te dom.to in ### alla Via A. Balzico n. 9 presso e nello studio dell'avv. ### codice fiscale: ###, che la rappr.ta e difende per procura speciale in calce al presente atto. Ai sensi dell'art. 13 co 3 bis del TU n. 115/2002 si dichiara che l'indirizzo PEC è ### Appellante contro la A.M. ### s.r.l., in persona del legale p.t. sig. ### P. Iva ###, con sede in #### alla ### rappresentata e difesa, dall'avv.  ### codice fiscale ###, PEC ###, e dall'avv. ### codice fiscale ###, PEC ###, e dall'avv. ### codice fiscale ###, PEC ###, unitamente ai quali è elettivamente domicilia presso lo ### legale ### in (84135) ### alla via G.B. Vitagliano n 20; Appellata l' I.N.P.S. - ### - codice fiscale ### - con sede in persona del Presidente p.t., rappresentato e difeso dall'avv. E. Sciaraffa, codice fiscale ###, in virtù di procura generale in data ###, 80974/21569 Rep, per notar dott. ### di ### ed elettivamente domiciliat ###presso l'Avvocatura Distrettuale dell'### PEC ###, Appellato per l'integrale riforma della sentenza N 2234/2022 emessa inter partes dal Tribunale di ### dott. ### in funzione di Giudice del ### di I° grado nel giudizio ex art 414 cpc N. 8658/2019, il ###, pubblicata il giorno 28/12/2022, non notificata con la quale il Giudice adito, così ha provveduto: “definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da ### nei confronti della società A.M. ### srl e dell'### con ricorso depositato in data ### e ritualmente notificato, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione reietta, così provvede: 1) ### il ricorso; 2) ### la parte ricorrente al pagamento in favore della società resistente delle spese di lite, che vengono liquidate in euro 3.200,00 per compenso, oltre Iva e ### se dovute come per legge, e rimborso spese generali; 3) ### la parte ricorrente al pagamento in favore del resistente ### delle spese di lite, che vengono liquidate in euro 1.800,00 per compenso, oltre Iva e ### se dovute come per legge, e rimborso spese generali; ### deciso in ### in data ###” Presupposti processuali Con ricorso (N. 8658/2019 RGL) depositato in data ### la lavoratrice ### adiva il Tribunale di #### esponendo di aveva svolto l'attività lavorativa alle dipendenze della resistente A.M. ### s.r.l., dal giorno 03.09.2016 al giorno 15.12.2018, allorquando veniva licenziata oralmente e senza preavviso, e di aver lavorato tutti i giorni della settimana dal lunedì alla domenica per un minimo di 7 ore giornaliere con turno dalle 7 alle 14,30 ovvero dalle 14,30 alle 21,30 presso l'esercizio commerciale della società sito al ### di ### con le mansioni di barista e cassiera, maturando un credito complessivo di €uro 31.292,03 per come analiticamente specificato in ricorso.   Sosteneva la ricorrente che, oltre a non essere stata retribuita in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato, di aver subito un danno diretto ed indiretto per non essere stata inquadrata contrattualmente perché il datore di lavoro non ha mai inteso formalizzare il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non ha provveduto ad effettuare l'assunzione con l'avviamento al lavoro mediante l'invio del modello telematico ### e, di conseguenza, il datore di lavoro non ha versato i contributi previdenziali obbligatori di legge e, per tale ragione, chiedeva la chiamata in causa dell'### per per la verifica e l'accertamento della posizione contributiva della ricorrente e per la sua regolarizzazione previdenziali non versati.   La causa iscritta al N. 8658/2029 ed assegnata al Giudice dott. L. ### che fissata con decreto cronol. ###/2019 del 03/12/2019 l'udienza di discussione per il ###. 
Notificato il ### ricorso e decreto, si costituiva la A.M. ### s.r.l., che impugnava la domanda e ne chiedeva il rigetto, in quanto infondata in fatto e in diritto, pur riconoscendo a pag 3 della memoria che “sig.ra ### per quasi tutto il primo anno, ha lavorato solo due giorni a settimana ma non come barista bensì come commis di barman, ovvero affiancava ed esplicava le mansioni di ausilio alla barista” e che “### anni successivi, la ricorrente ha lavorato per non più di tre o quattro giorni a settimana, sempre di ausilio ai baristi. Nel turno pomeridiano rispettava l'orario di lavoro dalle h 14.30 alle h 21.00 con trenta minuti di pausa.” Con provvedimento del 8/04/2022 veniva autorizzata la chiamata in causa dell'### che, costituitasi ritualmente in giudizio, eccepiva il difetto di legittimazione passiva, l'improponibilità/improcedibilità della domanda e l'intervenuta prescrizione.   Instauratosi il contraddittorio tra le parti, veniva espletata l'attività istruttoria e fissata l'udienza del 28/12/2022 per la discussione con termine per il deposito di note conclusive a cui seguiva la sentenza oggetto del presente appello, che è ingiusta e meritevole di censura per i seguenti ### I. Violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato ex artt. 112, 113, 116 cod. proc. civ., totale stravolgimento del petitum e della causa petendi, mancanza e contraddittorietà, illogicità e apoditticità della motivazione La sentenza impugnata è viziata sotto il profilo della corrispondenza ex artt. 112 e segg.  cod. proc. civ. tra il chiesto ed il pronunciato.   Ed invero come risulta per tabulas dal giudizio di I° grado, l'appellante, aveva chiesto al Giudice del ### in accoglimento del ricorso, tra l'altro, il riconoscimento “ in favore della ricorrente, della somma totale di €. 31.292,03 (Euro trentuno mila duecentonovantaduemila/03), a titolo di spettanze per differenza paga, festività, tredicesima, indennità di trasferta, lavoro straordinario, indennità sostitutiva ferie, mancati riposi compensativi, indennità sostitutiva preavviso e trattamento di fine rapporto, oltre accessori ex. art 429 c.p.c., tutto come specificato analiticamente nel conteggio di cui in premessa, ovvero nella somma diversa e maggiore che dovesse accertarsi in corso di causa anche a mezzo ctu - oltre accessori di legge, interessi legali dalla maturazione dei singoli crediti al soddisfo, con ogni conseguenza di legge anche in relazione agli obblighi previdenziali ed assicurativi.” Senonchè a fronte di tale chiara domanda, il Giudice di prime cure, invece di articolare la sentenza sui singoli punti, anche alla luce del riconoscimento del rapporto di lavoro , non contestato dalla ditta resistente, delle copiose considerazioni svolte dalla presente difesa, stravolgeva completamente il thema decidendum, ignorando i limiti previsti dal petitum e causa petendi così come proposti, argomentava e decideva con una motivazione stringata in relazione al rapporto di lavoro rigettando la domanda introduttiva argomentando che “ la parte ricorrente, pur ricadendo sulla stessa il relativo onere probatorio ex art. 2697 cod. civ., non ha fornito un riscontro adeguato alle asserzioni contenute nell'atto introduttivo del giudizio (cfr., tra le altre, Cass. n. 11530/2013; Cass. 16951/2018) né mediante la prova documentale né mediante la prova orale.” Tralasciando ogni riferimento in merito alla posizione assunta dalla parte resistente, oggi parte appellante, che non ha negato ed anzi ha riconosciuto il rapporto di lavoro ed al fatto che a apg. 3 della memoria di costituzione e risposta del 2.9.2020 abbia sostenuto che “sig.ra ### per quasi tutto il primo anno, ha lavorato solo due giorni a settimana ma non come barista bensì come commis di barman, ovvero affiancava ed esplicava le mansioni di ausilio alla barista” e che “### anni successivi, la ricorrente ha lavorato per non più di tre o quattro giorni a settimana, sempre di ausilio ai baristi. Nel turno pomeridiano rispettava l'orario di lavoro dalle h 14.30 alle h 21.00 con trenta minuti di pausa.” Tale decisione che si ritiene non solo ingiusta ma, anche, contra legem e lesiva del diritto consacrato dall'art. 36 della ### Il giudice di I° grado ha omesso ogni pronuncia sulla parte della domanda introduttiva relativa alla richiesta economica e dei contributi previdenziali.   Il credito è stato ampiamente provato dalla ricorrente sul piano testimoniale con i testi introdotti dalla stesso datore di lavoro.   Al contrario del disposto dell'art. 112 c.p.c. che impone che il Giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa, il Giudice di prime cure ha inteso omettere di pronunciarsi su ogni altra questione e senza motivare in alcun modo la sua decisione. Nulla ha poi detto il Giudice in merito alla posizione previdenziale dell'odierna appellane che ha svolto, per stessa ammissione della A.M. ### s.r.l.,, l'attività lavorativa con il vincolo della subordinazione in nero ossia senza contratto, senza il riconoscimento della copertura previdenziale, senza le garanzie e le tutele previste dalla legge e privando la lavoratrice di poter usufruire della disoccupazione (### e della liquidazione a chiusura del rapporto di lavoro. Tutti titoli non riconosciuti dal Giudice di I° grado che sul punto in motivazione non ha speso una riga.   Tutto ciò, a discapito della lavoratrice e della sua sicurezza.   II. Omessa, insufficiente motivazione sull'unico punto deciso ed erroneità, contraddittorietà ed illogicità della motivazione, errata valutazione delle prove.   La sentenza impugnata risulta altresì errata e carente per non aver tenuto in conto l'ampia prova fornita dalla ricorrente da cui emerge in modo chiaro ed inequivocabile la piena fondatezza del credito azionato dalla lavoratrice.   Anche se le considerazioni fin qui svolte sarebbero sufficienti a motivare l'accoglimento del presente gravame, l'annullamento dell'impugnata sentenza si impone anche per l'illogica, errata e contraddittoria motivazione.   Anzi sul punto il giudice di prime cure ha omesso qualunque motivazione in ordine alle ragioni del non accoglimento della domanda incentrando la motivazione della sentenza soltanto su alcune domande e non altre, argomentando in merito all'infondatezza o meno della domanda e senza spendere una parola, sul lavoro nero svolto dalla lavoratrice e sui titoli azionati (ratei non mensili non percepiti e TFR non corrisposto dal datore di lavoro alla lavoratrice alla fine del rapporto di lavoro e spettanti alla stessa (ricostruzione della posizione previdenziale in relazione al rapporto di lavoro subordinato non contestato e provato per testimoni, ratei non percepiti e TFR non corrisposto dal datore di lavoro alla lavoratrice alla fine del rapporto di lavoro).   Il giudice di prime cure ha tralasciato di considerare che al lavoratore subordinato, anche in nero, alla fine del rapporto di lavoro spetta sempre per legge il ### La lettura della parte motiva della sentenza impugnata consente di evidenziarne, altresì, il carattere assolutamente sintetico, soprattutto, in ordine agli elementi essenziali della controversia, nonché degli errori, posti alla base dell'ingiusta decisione in cui è incorso il giudice di primo grado laddove non ha omesso di argomentare sulla mancato riconoscimento della liquidazione del ### dei ratei retributivi e dei contributi previdenziali obbligatori non versati dal datore di lavoro per i tre anni di lavoro subordinato svolto dalla lavoratrice dal giorno 03.09.2016 al giorno 15.12.2018, presso l'esercizio commerciale della ### sito al ### di ### In ordine a tale motivo di appello, preme sottolineare che l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali rappresenta la massima garanzia, costituzionalmente rilevante, del nostro sistema di diritto, sancito sia dal sesto comma dell'art. 111 della ### sia dall'art. 132 c.p.c.. Dalla lettura dell'art. 360, n. 5, c.p.c. si ricava, altresì, che la motivazione deve essere sufficiente, nel senso che deve contenere ragioni oggettivamente idonee a giustificare la decisione. Con specifico riferimento al requisito della “sufficienza”, è consolidato l'orientamento secondo cui: “i provvedimenti aventi veste di sentenza possono contenere una motivazione concisa e non richiedente espliciti riferimenti a tutte le argomentazioni, allegazioni e prospettazioni delle parti che devono intendersi implicitamente disattese se incompatibili con la soluzione giuridica adottata e con l'iter argomentativo seguito; tuttavia, si è anche precisato che la sufficienza e la razionalità della motivazione implicano un raffronto tra le ragioni della decisione e le risultanze probatorie, sicché l'unico obbligo di motivazione non può dirsi adempiuto se in ordine alla prova di un fatto controverso il giudice si limiti ad affermare che il fatto è provato senza indicare le fonti di prova da cui trae il relativo convincimento” (Cass. 2198/2003).   Nel caso de quo, il Giudice di prime cure si è limitato a ritenere infondata la domanda su una singolare interpretazione della prova testimoniale resa dai testi comunque introdotti senza considerare quanto riferito dai testimoniale a favore della lavoratrice ossia che la lavoratrice ha svolto l'attività lavorativa seppure per come indicato dalla ### nella memoria di costituzione e risposta dove si afferma” “La sig.ra ### per quasi tutto il primo anno, ha lavorato solo due giorni a settimana ma non come barista bensì come commis di barman, ovvero affiancava ed esplicava le mansioni di ausilio alla barista. Fu la stessa ricorrente a chiedere di lavorare solo due giorni alla settimana perchè non aveva pregresse esperienze lavorative, e chiese di non essere subito assunta perché la famiglia doveva beneficiare degli ammortizzatori sociali e lei voleva lavorare solo saltuariamente. ### anni successivi, la ricorrente ha lavorato per non più di tre o quattro giorni a settimana, sempre di ausilio ai baristi. Nel turno pomeridiano rispettava l'orario di lavoro dalle h 14.30 alle h 21.00 con trenta minuti di pausa” Dunque, controparte ### non ha contestato il rapporto di lavoro dedotto ma ha contestato la mansione svolta dalla lavoratrice ed il quantum chiesto in ricorso.   Sul punto non vi è traccia in sentenza. Tale mancanza consente di ritenere la motivazione insufficiente, poiché, non solo nel ragionamento del giudice è riscontrabile il mancato o deficiente esame di punti decisivi della controversia, ma addirittura, l'estrema concisione della motivazione in diritto rende impossibile l'individuazione del thema decidendum e delle ragioni poste a fondamento del dispositivo (Cass. Civ. n. 13990/2003). 
Purtroppo, leggendo l'impugnata sentenza si evidenzia la sua lacunosità.   Dunque, nel merito l'appello è fondato e và accolto in ogni sua parte poiché la lavoratrice ha svolto l'attività lavorativa presso l'esercizio ###1 di ### alla ### n 106, presso il ### dal 03/09/2016 fino al 15/12/2018, tutti i giorni della settimana dal lunedì alla domenica per un minimo di 7 ore giornaliere con turno dalle 7 alle 14,30 ovvero dalle 14,30 alle 21,30, senza che il rapporto di lavoro venisse formalizzato, per volontà del datore di lavoro, che non ha inteso provvedendo all'assunzione della lavoratrice con l'avviamento al lavoro mediante l'invio del modello telematico ### e non ha, così, nemmeno, versato i contributi previdenziali di legge, realizzando un indebito arricchimento. Nel diritto del lavoro vige il cosiddetto «principio di effettività» in base al quale non conta tanto ciò che risulta dalle carte, ma l'effettiva realizzazione di una attività di lavoro dipendente soggetta al potere direttivo e di controllo del datore. Quindi, anche se il rapporto di lavoro si realizza «di fatto», l'azienda è soggetta a tutte le norme e obblighi previsti per quella determinata categoria di dipendente, obblighi di natura retributiva, contributiva e di sicurezza. Con la conseguenza che, oltre alle sanzioni di legge, in caso di accertamento del sommerso, il datore dovrà versare al lavoratore in nero le differenze per le retribuzioni maturate e non versate (o non dimostrabili attraverso assegni o altra documentazione bancaria), oltre ai relativi contributi, al Tfr e alle varie indennità di legge. Sul punto, per affermazione espressa della ditta resistente, è acclarato che la lavoratrice ha lavorato di fatto ed in concreto, nel periodo dal 03/09/2016 fino al 15/12/2018, quale lavoratore subordinato prestando la propria prestazione di lavoro dipendente soggetta al potere direttivo e di controllo del datore di lavoro A.M. #### che è tenuta per la prestazione ricevuta al pagamento in favore della ricorrente delle differenze retributive maturate e non versate (o non dimostrabili attraverso assegni o altra documentazione bancaria), oltre ai relativi contributi, al Tfr e alle varie indennità di legge quali differenze retributive rispetto ai minimi previsti dal ### le ferie non godute ed ai permessi non riconosciuti, agli straordinari diurni o notturni.   La ricorrente sia con l'atto introduttivo e sia con l'istruttoria ha dato prova della sussistenza del rapporto di lavoro subordinato alle dipendente della ### nel bar ubicato presso il ### in ### dal 03/09/2016 fino al 15/12/2018 come barista ed addetta alla cassa, tutti i giorni della settimana dal lunedì alla domenica per un minimo di 7 ore giornaliere con turno dalle 7 alle 14,30 ovvero dalle 14,30 alle 21,30 svolgendo l'attività lavorativa in regime di subordinazione e sotto le direttive del datore di lavoro con la mansione svolta in concreto di barista, addetta al banco ed alla somministrazione delle consumazioni ai tavoli e facendo le consegne anche ai negozi all'interno del ### nonché provvedendo alle pulizie dell'esercizio e, per esigenze aziendali, ha svolto diverse mansioni non inquadrabile in un unico livello normativo e retributivo.   Piena prova, è stata data anche in merito all'orario di lavoro svolto dalla ricorrente per l'intero periodo lavorativo, anche, a volte, nei giorni festivi.   ###à lavorativa ha avuto e si è svolta con le caratteristiche della subordinazione ed il tipo di contratto in concreto esistente era a tempo indeterminato con orario pieno alle dipendenze della ### Tanto è emerso chiaramente dalla documentazione versata in atti (anche le foto che ritraggono la lavoratrice all'interno del bar e con la divisa) e dai testimoni escussi che, indifferenti, hanno confermato i fatti narrati nel ricorso introduttivo.   Infatti, tutti i testi escussi all'udienza del 16/12/2022 hanno confermato la prestazione ed il vicolo della subordinazione svolta dalla ricorrente dal settembre 2016 al dicembre 2018.   In particolare, il teste ###ra Caravano Danielao, ha riferito di aver visto la lavoratrice lavorare presso il bar del ### dal settembre 2016 al dicembre 2018 sia nei giorni feriali che in quelli festivi, sia nella fascia oraria della mattina che del pomeriggio ed anche di sera. La teste ha riferito di aver visto la lavoratrice preparare il caffè alla macchina e servire le consumazioni alla clientela sia al banco che ai tavoli dell'attività commerciale, e di averla incontrata anche in occasione di consegne presso i negozi circostanzi al bar ed all'interno del ### Il teste ha riferito di aver visto la lavoratrice che effettuava le pulizie del bar. Di egual tenore la dichiarazione testimoniale del teste #### indifferente, che ha confermato le circostanze dedotte nel ricorso introduttivo. In particolare il teste ha riferito di aver visto la lavoratrice al lavoro nei giorni festivi e nel fine settimana ogni volta che si recava al bar nel centro commerciale e ciò è avvenuto anche nei giorni feriali.   Dello stesso tenore tutti gli altri testimoni escussi, comunque introdotti, hanno confermato la circostanza che la ricorrente ha svolto l‘attività lavorativa nel periodo settembre 2016 al dicembre 2018.   Il teste di parte resistente, #### dipendente della ditta, compiacente, ha riferito di aver lavorato con la lavoratrice nel periodo 2016 al 2018 e che la lavoratrice per un primo periodo - primo anno - ha lavorato per due giorni alla settimana per er cic lavorato per il primo anno (2016/2017) due giorni a settimana a volte nei giorni feriali - [circostanza inverosimile dall'ovvietà che se i giorni lavorativi erano due a settimana di sicuro erano concentrati nei giorni festivi e nei fine settimana - sabato e domenica e festivi e di pomeriggio - in occasione della maggiore presenza degli avventori] , ed a volte nei giorni festivi, nel secondo periodo e fino al termine del rapporto di lavoro la lavoratrice avrebbe lavorato sia nei giorni feriali che nei giorni festivi. Il teste, invero, ha sostenuto, falsamente che la lavoratrice svolgeva attività di aiuto macchinista (barista addetto alla macchina del caffè) escludendo ogni altra mansione. Del medesimo segno la testimonianza del teste di parte ricorrente ###ra ### che, alle dipendenze della ditta resistente nel periodo 2016 al 2018, ha riferito di aver avuto come collega di lavoro la ricorrente ### che svolgeva l'attività lavorativa di aiuto barista e che “nel primo anno ha lavorato per due giorni il sabato e la domenica”, e “nell'anno 2018” avrebbe lavorato e/4 giorni a settimana. Per il teste la “ricorrente svolgeva le mansioni di banconista” e “preparava il cono gelato e serviva i gelati” Inattendibili e compiacenti sono le dichiarazioni in merito all'orario di lavoro di turni di 4 ore giornalieri riferiti da testimoni di parte resistente, #### e ### Quanto da loro dichiarato è smentito dalla stessa ditta resistente ### che nella sua memoria di costituzione riconosce alla lavoratrice di aver svolto l'attività lavorativa per un turno di 7 ore ossia che “Nel turno pomeridiano rispettava l'orario di lavoro dalle h 14.30 alle h 21.00 con trenta minuti di pausa” Alla luce di quanto fin qui detto, dunque, resta provato l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato svolto dalla lavoratrice ### alle dipendenze della ditta ### dal 3/09/2016 al 15/12/2018 tutti i giorni della settimana, compreso il sabato e la domenica, con orari non inferiore di 7 ore giornaliere con turno dalle 7 alle 14,30 ovvero dalle 14,30 alle 21,30, senza che il rapporto di lavoro venisse formalizzato, per volontà del datore di lavoro, che non ha inteso provvedendo all'assunzione della lavoratrice con l'avviamento al lavoro mediante l'invio del modello telematico ### e non ha, così, nemmeno, versato i contributi previdenziali di legge, realizzando un indebito arricchimento.  ###, all'atto della risoluzione del rapporto, ha maturato nei confronti della ditta ### tutte le indennità come riportate nel conteggio analitico allegato al ricorso introduttivo del giudizio - tra cui il ### le spettanze per differenza paga, festività, tredicesima, indennità, lavoro straordinario, indennità sostitutiva ferie, mancati riposi compensativi, oltre accessori ex. art 429 c.p.c..   La richiesta quantificata in ricorso nasce dall'osservanza di quanto disposto dalla contrattazione collettiva e dalla normativa di categoria applicata. In particolare le somme richieste corrispondono alla disciplina normativa e retributiva prevista da ### per i dipendenti del settore ### - ### - vigente in costanza di rapporto. 
Di conseguenza detto importo va riconosciuto per intero alla lavoratrice, ovvero, andrà liquidato secondo l'equo apprezzamento del Giudice, per come provato anche in relazione all'art. 36 della ###, all'art. 2099 c.c. e 2120 Per tutti questi motivi, sulla base delle difese svolte e delle risultanze istruttorie del giudizio di I° grado, si insiste per l'accoglimento delle seguenti Conclusioni Voglia Codesta Eccellentissima Corte d'Appello, previa fissazione dell'udienza di discussione, in accoglimento dei motivi di appello contenuti nel presente ricorso, riformare integralmente la sentenza N. 2234/2022 pubbl. il ### emessa inter partes dal Tribunale di ### dott. L ### in funzione di Giudice del ### di I° grado, non notificata e, per l'effetto, 1) In via preliminare annullare l'impugnata sentenza perché emessa in violazione assoluta dell'art. 112 e segg. cod. proc. civ. per non essersi il Giudice di I° pronunciato sull'intera domanda del giudizio di primo grado; 2) Nel merito, riformare la sentenza impugnata, e, per l'effetto, accertata la subordinazione e che la ricorrente/appellante ha lavorato come da ricorso alle dipendenze della resistente dal 3/09/2016 al 15/12/2018 a tempo indeterminato tutti i giorni della settimana dal lunedì alla domenica con turni di 7 ore continuativi svolgendo la propria attività lavorativa sotto le direttive e in rapporto di subordinazione rispetto al datore di lavoro, condannare la ditta convenuta A.M. #### al pagamento, in favore della lavoratrice ricorrente ### della somma totale di €. 31.292,03 (Euro trentuno mila duecentonovantaduemila/03), a titolo di spettanze per differenza retributive, festività, tredicesima, indennità di trasferta, lavoro straordinario, indennità sostitutiva ferie, mancati riposi compensativi, indennità sostitutiva preavviso e trattamento di fine rapporto, oltre accessori ex. art 429 c.p.c., ovvero nella somma diversa che dovesse ritenersi accertata e provata anche a mezzo CTU che si chiede di disporre ovvero e che si riterrà di giustizia - oltre accessori di legge, interessi legali dalla maturazione dei singoli crediti al soddisfo, con ogni conseguenza di legge anche in relazione agli obblighi previdenziali ed assicurativi, disponendo che l'### provveda in danno del datore di lavoro alla regolarizzazione dei contributi a favore della lavoratrice appellante; 3) Con vittoria di spese, diritti ed onorari di ambedue i gradi di giudizio con attribuzione al procuratore antistatario. 
Ai sensi dell'art. 14 del TU delle spese di giustizia - dpr 115/2002 - si dichiara che il valore del presente giudizio è di € 31.292,03 ed è esente dal versamento del contributo unificato essendo la ricorrente nelle condizioni di cui all'art. 9 c 1 bis del dpr 115/2002 il cui reddito è inferiore ad €. 31.884,48.   Si produce: 1) copia sentenza impugnata; 2) fascicolo di parte del primo grado del giudizio. 
Salvis juribus ### 28/06/2023 Avv. ##### S.P.A. NG CA 3 Serial#: 18b124b2ec5267a7d40c48e28a303a29

Giudice/firmatari: Balestrieri Damiano Antonio

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