... nonostante dette limitazioni, era stato addetto a svolgere turni e mansioni del tutto incompatibili col suo stato di salute, che gli avevano determinato l'insorgere di patologie a carico della colonna vertebrale e degli arti superiori che, divenute sempre più gravi, lo avevano costretto ad assentarsi ripetutamente dal lavoro.
Deduceva, conseguentemente, l'illegittimità del licenziamento intimatogli per superamento del periodo di comporto, dovendo ritenersi che la malattia fosse imputabile all'inadempimento della società resistente, per violazione degli artt. 2010, 2087 e 2049 c.c. e del D.Lgs. n. 81/2008.
Chiedeva, conseguentemente, condannare la ### S.p.A. a reintegrarlo nel posto di lavoro ed a corrispondergli un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto, dal giorno del licenziamento (20.10.2023) fino a quello dell'effettiva reintegra, oltre al versamento dei relativi contributi previdenziali;
chiedeva, inoltre, condannare la resistente al risarcimento del danno patrimoniale ex artt. 1218 e 1223 c.c. in relazione alla violazione dell'art. 2087 c.c. e del D.lgs.
81/2008, commisurato alla retribuzione non percepita per n. 239 giorni pari a € 17.745,75; in (leggi tutto)...
causa n. 936/2025 R.G. - Giudice/firmatari: Di Marco Maria Giuseppa, Caterina Greco