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Le risposte inviate dagli Uffici NEP possono racchiudere, in una sola PEC, atti, relazioni di notificazione, verbali, ricevute e dati XML con nomi ripetuti o poco comprensibili. Trascina il messaggio ricevuto: l'app apre anche i messaggi PEC annidati e ricostruisce in una dashboard leggibile destinatari, modalità, esiti e documenti.
Conserva sempre il messaggio sorgente e i documenti informatici originali: dashboard, ZIP e rapporto sono strumenti di consultazione e non li sostituiscono.
Nel Processo Civile Telematico le richieste di notificazione e le richieste relative a determinate attività esecutive possono essere trasmesse all'Ufficio NEP competente mediante deposito telematico. Il professionista invia la richiesta con gli atti e i dati necessari; l'ufficio la prende in carico, svolge l'attività richiesta e restituisce per via telematica i documenti prodotti. La risposta che arriva nella casella dell'avvocato non è quindi una semplice e-mail di accompagnamento, ma può costituire il contenitore di una vera restituzione documentale.
La restituzione varia secondo la richiesta e l'attività svolta. Nel caso di una notificazione può comprendere l'atto notificato e la relazione di notificazione. Nel caso di un pignoramento può comprendere il verbale, gli atti, le relazioni riferite ai diversi destinatari e le ricevute delle notificazioni eseguite via PEC. Accanto ai documenti destinati alla lettura umana possono essere presenti file XML contenenti dati strutturati utilizzati dai sistemi del Processo Civile Telematico e dai software professionali.
La struttura tecnica del messaggio non coincide con la rappresentazione mostrata dal programma di posta. Una PEC salvata in formato EML o MSG può contenere al proprio interno il messaggio certificato postacert.eml, altre e-mail allegate, ricevute di accettazione o di avvenuta consegna, documenti firmati digitalmente e file tecnici. Gli allegati possono trovarsi a livelli diversi e, in alcune restituzioni, più relazioni o più atti possono essere presentati con lo stesso nome. Per l'avvocato diventa così difficile capire immediatamente quale relata appartenga a un determinato destinatario e quale documento costituisca l'atto effettivamente restituito.
Il formato MSG aggiunge un ulteriore livello di complessità perché è il contenitore utilizzato da Microsoft Outlook, mentre EML conserva il messaggio secondo il formato ordinario della posta elettronica. Il lettore supporta entrambi; quando il gestore o il programma di posta lo consente, è comunque opportuno conservare anche l'EML della PEC ricevuta.
Una relazione di notificazione può essere restituita come PDF firmato in formato CAdES, normalmente riconoscibile dall'estensione .p7m. Il P7M è la busta informatica firmata e deve essere conservato come documento originale. Al suo interno può trovarsi un PDF che il lettore estrae per consentirne l'apertura immediata nel browser. Il PDF estratto rende più agevole la consultazione, ma non sostituisce la busta CAdES dalla quale proviene.
Non tutte le restituzioni hanno la medesima forma. La relazione può essere un documento autonomo oppure può risultare manoscritta o apposta all'interno della scansione dell'atto firmato. Per questo il lettore non si limita a cercare un file chiamato “relata”, ma utilizza anche i dati XML, le impronte dichiarate e, quando necessario, il testo estraibile dai PDF.
File come Relata.xml e Pignoramento.xml non sono normalmente pensati per essere letti direttamente dall'utente. Possono contenere il numero cronologico, l'anno, i dati delle parti, la natura dell'atto, l'esito, la modalità della notificazione e i riferimenti ai documenti allegati. La presenza e la disposizione dei campi dipendono dal tipo di restituzione e dallo schema tecnico applicabile.
Particolarmente utili sono le impronte indicate come HashRelata e HashAtto. Quando presenti, permettono di confrontare l'impronta dichiarata nell'XML con quella calcolata sui documenti ricevuti e di individuare con maggiore affidabilità la relazione o l'atto cui i dati si riferiscono. Se l'hash non è disponibile o non conduce a un'associazione univoca, il lettore prova a utilizzare l'indirizzo PEC del destinatario e le informazioni ricavate dal testo. L'eventuale associazione automatica resta sempre visibile e deve essere controllata sul documento.
Dopo il caricamento, l'app apre i messaggi annidati, inventaria gli allegati, calcola le impronte SHA-256, estrae i contenuti leggibili dalle buste CAdES riconosciute e interpreta i dati XML UNEP supportati. La dashboard riunisce destinatari, indirizzi PEC, modalità, esiti, date risultanti dai documenti, relazioni associate, atti e ricevute. Le relazioni che non possono essere collegate con sufficiente affidabilità rimangono consultabili e vengono conservate in una cartella separata dello ZIP.
I comandi Apri, PDF e P7M distinguono la consultazione dal download. Il PDF è il contenuto leggibile, mentre il P7M è il documento firmato ricevuto. Il rapporto HTML offre una sintesi destinata alla lettura; l'archivio ZIP organizza invece originali, contenuti estratti, relazioni, ricevute e dati tecnici senza eliminare i file che l'app non è riuscita a classificare.
Il messaggio EML o MSG dal quale parte l'analisi deve essere conservato insieme agli allegati originali. Il rapporto e lo ZIP aiutano a comprendere e ordinare la restituzione, ma non costituiscono una nuova relazione di notificazione, non certificano l'esito e non sostituiscono i documenti informatici ricevuti. Quando il riepilogo deve accompagnare una produzione documentale, è prudente mantenere evidente il collegamento con il messaggio sorgente e con le buste CAdES originali.
Le impronte SHA-256 identificano con precisione i file analizzati e permettono di verificare che il medesimo contenuto sia richiamato nel rapporto. Non equivalgono, tuttavia, alla verifica completa della validità del certificato di firma digitale. Il lettore non stabilisce la validità giuridica della notificazione, non determina il momento del suo perfezionamento, non calcola termini processuali e non sostituisce l'esame professionale della relazione e degli altri documenti.
L'analisi avviene nella memoria del browser utilizzando le librerie distribuite insieme all'app. Il file EML o MSG e i suoi allegati non vengono caricati sul server. Soltanto un'eventuale successiva condivisione del rapporto o dello ZIP con servizi esterni costituisce un trattamento ulteriore, da valutare tenendo conto del segreto professionale e della presenza di dati personali o giudiziari.
La struttura delle richieste e delle risposte scambiate con gli Uffici NEP è definita dalle regole tecniche del Processo Civile Telematico e dagli schemi pubblicati dal Ministero della giustizia. Per un inquadramento istituzionale sono disponibili la sintesi del flusso tra avvocati e Uffici NEP e la pagina del Portale dei Servizi Telematici dedicata agli schemi XSD per i depositi presso gli Uffici NEP. Le modalità operative possono essere integrate da indicazioni del singolo ufficio; occorre quindi verificare anche le istruzioni pubblicate dall'Ufficio NEP competente.
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