TRIBUNALE DI NAPOLI NORD
Sentenza n. 3095/2022 del 01-09-2022
principi giuridici
Nel caso di mandato congiunto a più difensori, il pagamento degli onorari ad uno di essi non libera il cliente dall'obbligo di corrispondere gli onorari anche agli altri codifensori, salvo che sia stata richiesta un'unica parcella senza indicazione separata delle prestazioni di ciascuno, implicando ciò una reciproca sostituzione nelle singole attività.
In tema di liquidazione dei compensi professionali, qualora una controversia si concluda con una transazione, il valore della causa, ai fini della liquidazione, deve essere determinato con riferimento alla somma effettivamente corrisposta in base all'accordo transattivo, e non al valore iniziale della domanda.
In tema di contratto d'opera professionale, l'inadempimento del professionista che abbia progettato opere non rispondenti alle esigenze del committente e che abbia tenuto un comportamento ostruzionistico nella consegna degli elaborati progettuali, legittima l'eccezione di inadempimento del committente stesso con riguardo al pagamento del corrispettivo per le prestazioni non correttamente eseguite.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Compenso Professionale e Inadempimento Contrattuale: Un Equilibrio Giudiziale
La pronuncia in esame scaturisce da una complessa vicenda giudiziaria che vede contrapposti un avvocato e un architetto, entrambi professionisti, per questioni relative al pagamento di compensi professionali. L'avvocato aveva citato in giudizio l'architetto per ottenere il pagamento di parcelle relative a diverse attività legali svolte in suo favore in precedenti procedimenti. L'architetto, a sua volta, si era costituito in giudizio contestando le pretese dell'avvocato e formulando domanda riconvenzionale, chiedendo il pagamento di compensi per prestazioni professionali di progettazione e direzione lavori eseguite in favore dell'avvocato stesso.
Il Tribunale, dopo aver riunito i diversi procedimenti promossi dall'avvocato, ha parzialmente accolto sia la domanda principale che la domanda riconvenzionale.
Con riferimento alla pretesa dell'avvocato, il giudice ha riconosciuto il diritto al compenso per l'attività legale effettivamente svolta, rideterminando però il quantum dovuto alla luce delle tariffe professionali applicabili al momento dell'espletamento delle singole prestazioni e tenendo conto di un precedente provvedimento giudiziale che aveva già liquidato il compenso di un altro avvocato che aveva collaborato nella difesa dell'architetto. In particolare, il Tribunale ha escluso il diritto al compenso per la fase decisoria di un giudizio in cui l'avvocato era stato sostituito da un altro legale prima della pronuncia della sentenza.
Quanto alla domanda riconvenzionale dell'architetto, il Tribunale ha accertato l'esistenza del rapporto professionale con l'avvocato, ma ha parzialmente accolto l'eccezione di inadempimento sollevata da quest'ultimo in relazione alla progettazione e realizzazione di alcuni arredi per lo studio legale. Il giudice ha ritenuto provato che gli arredi realizzati non fossero conformi alle specifiche richieste e che l'architetto avesse tenuto un comportamento ostruzionistico nella consegna dei disegni progettuali, giustificando così il mancato pagamento del corrispettivo per tali prestazioni. Di conseguenza, il Tribunale ha ridotto l'importo dovuto all'architetto, escludendo dal calcolo le voci relative agli arredi contestati e riducendo proporzionalmente gli onorari di consulenza.
Infine, il Tribunale ha rigettato la domanda di risarcimento danni per lite temeraria formulata dall'architetto, stante la parziale soccombenza dell'avvocato. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti, in ragione della reciproca soccombenza.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.