blog dirittopratico

3.813.123
documenti generati

v5.61
Motore di ricerca Sentenze Civili
CSPT
torna alla pagina iniziale

Serve aiuto? Cerca una risposta su dpForum!

Banca Dati della Giurisprudenza Civile

La Banca Dati gratuita "autoalimentata" dagli utenti di Diritto Pratico!


TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA

Sentenza n. 104/2024 del 25-01-2024

principi giuridici

In materia di orario di lavoro nell'ambito dell'attività infermieristica, il tempo di vestizione e svestizione dà diritto alla retribuzione, trattandosi di obbligo imposto dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene riguardanti sia la gestione del servizio pubblico sia la stessa incolumità del personale addetto, qualora sia stata effettuata prima dell'inizio e dopo la fine del turno.

Nel rapporto di lavoro subordinato, il tempo necessario a indossare l'abbigliamento di servizio costituisce tempo di lavoro anche quando l'eterodirezione non derivi da esplicita disciplina d'impresa, ma risulti implicitamente dalla natura degli indumenti o dalla specifica funzione che devono assolvere.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Riconoscimento del diritto alla retribuzione per il tempo di vestizione e svestizione della divisa in ambito sanitario


Il Tribunale di ### si è pronunciato in merito al diritto di un lavoratore del settore sanitario alla retribuzione per il tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa di lavoro. La controversia è nata dalla richiesta di un infermiere professionale che rivendicava il riconoscimento come orario di lavoro e la conseguente retribuzione del tempo dedicato alle operazioni di vestizione e svestizione, quantificato in circa 30 minuti per turno. L'Azienda Sanitaria Provinciale convenuta è rimasta contumace.
Il giudice, richiamando consolidata giurisprudenza di legittimità, ha evidenziato come il diritto alla retribuzione per il tempo di vestizione sussista qualora tale attività sia soggetta a eterodirezione, ovvero quando l'obbligo di indossare la divisa derivi da specifiche disposizioni aziendali o sia intrinseco alla natura dell'attività svolta, in particolare per esigenze di sicurezza e igiene connesse al servizio pubblico e alla tutela del personale.
Nel caso specifico, il Tribunale ha rilevato l'esistenza di un regolamento aziendale che prevedeva un'eccedenza oraria di 15 minuti per ciascuna fase di vestizione e svestizione, subordinando però il riconoscimento di tale tempo alla timbratura del cartellino. Il lavoratore, basandosi sulle timbrature, ha ricalcolato le somme dovute, quantificando il credito in un importo inferiore rispetto a quello inizialmente richiesto.
Il giudice ha accolto parzialmente la domanda, condannando l'Azienda Sanitaria al pagamento della somma ricalcolata dal lavoratore, maggiorata degli interessi e della rivalutazione monetaria. La decisione si fonda sul principio secondo cui, nel settore sanitario, l'attività di vestizione e svestizione della divisa, imposta da esigenze di sicurezza e igiene, rientra nell'orario di lavoro e deve essere retribuita, anche in assenza di una specifica previsione contrattuale, purché sia dimostrabile l'effettivo tempo impiegato attraverso sistemi di rilevazione delle presenze. La domanda di indebito arricchimento, proposta in via subordinata, è stata assorbita dalla decisione principale. Le spese di giudizio sono state poste a carico dell'Azienda Sanitaria, in ragione della sua soccombenza.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

ATTENZIONE! Le sentenze sono di dominio pubblico. La diffusione dei provvedimenti giurisdizionali "costituisce fonte preziosa per lo studio e l'accrescimento della cultura giuridica e strumento indispensabile di controllo da parte dei cittadini dell'esercizio del potere giurisdizionale". Benchè le linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica non richiedano espressamente l'anonimizzazione sistematica di tutti i provvedimenti, Diritto Pratico ha scelto questa strada. Il processo di anonimizzazione è completamente automatizzato: puoi segnalare anomalie, richiedere oscuramenti e rimozioni tramite l'apposito modulo di contatto richiamabile cliccando sul simbolo che trovi in prossimità degli estremi di ogni provvedimento.

N.B.: La Banca Dati della Giurisprudenza Civile di Diritto Pratico non è, non vuole essere, né potrà mai essere un'alternativa alle soluzioni commerciali presenti sul mercato. Essendo aperta alla contribuzione di tutti, Diritto Pratico non può garantire l'esattezza dei dati ottenuti che l'utente è sempre tenuto a verificare.

Quanto ritieni utile questo strumento?

4.4/5 (24591 voti)

©2013-2026 Diritto Pratico - Termini di Servizio e informativa sul trattamento dei dati - Assistenza

pagina generata in 0.004 secondi in data 4 aprile 2026 (IUG:LH-3E71F3) - 5569 utenti online