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Corte di Cassazione, Sentenza n. 11930/2025 del 06-05-2025

... esentati dal computo della distanza tra costruzioni su fondi finitimi di cui all'art. 873 c.c. e non anche dall'osservanza delle distanze stabilite a tutela delle vedute” (Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 26263 del 18/10/2018, Rv. 650781; conf. Cass. Sez . 2, Sentenza n. 12033 del 31/05/2011, Rv. 618112; Sez. 2, Sentenza n. 12299 del 04/12/1997, Rv. 510703). Il princip io, affermato in relazione al muro di cinta, a maggior ragione si applica al manufatto oggetto del presente giudizio. Questa Corte, proprio con riferimento all'ipotesi della realizzazione di un ascensore esterno all'edificio, ha affermato che “… l'articolo 3, comma 1, della legge n. 13 del 9 genna io 1989, prevede espressamente che "Le opere di cui all 'articolo 2 posso no essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a più fabbricati". ### 2 della legge in questione, richiamato dall'articolo 3, comma 1, dispone, invece, che "Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni d a attuare negli 7 edifici privati dirette ad eliminare le b arriere architettoniche di cu i all'articolo 27, primo comma, (leggi tutto)...

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Giudice/firmatari: Orilia Lorenzo, Oliva Stefano

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Corte d'Appello di Napoli, Sentenza n. 4822/2025 del 09-10-2025

... del proprio suolo, mentre entrambi i proprietari dei fondi finitimi debbono contribuire per tutta la restante altezza, pone una presunzione di proprietà del muro perfettamente paritetica alle scansioni verticali degli oneri di costituzione e conservazione; l'applicazione della detta norma determina quindi, che all'onere di manutenzione del tratto sottostante il compendio condominiale dovessero provvedervi entrambi i proprietari, atteso che il fenomeno di corrosione è derivato dal costante e lento ammaloramento del materiale tufaceo di cui è composto il muro divisorio; secondo la Ctu che “i fenomeni erosivi sono dovuti sia all'azione delle acque battenti sia a quelle dilavanti che provocano un fenomeno di alveolizzazione nel tufo nella coltre superficiale con parametri geometrici molto scadenti” concludendo, il Ctu (sempre in termini probabilistici) che dalla “morfologia e dalle condizioni geologiche e geomeccaniche si evince che le cause del dissesto siano attribuibili… sia alla mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia alla qualità del basamento tufaceo ed alle condizioni morfologiche con la progressiva erosione del fronte tufaceo con il conseguente arretramento ad (leggi tutto)...

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causa n. 1437/2019 R.G. - Giudice/firmatari: Cocchiara Alessandro, Mastroianni Paola

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Tribunale di Messina, Sentenza n. 2342/2024 del 23-10-2024

... articoli 873, 874, 885 e 877 c.c. e consente, nel caso di fondi vicini inedificati, che chi dei due proprietari dei fondi costruisca per primo determini le possibilità edificatorie del secondo. Il principio della prevenzione si applica anche nell'ipotesi in cui il regolamento edilizio locale preveda una distanza tra fabbricati maggiore di quella ex art. 873 c.c. e tuttavia non imponga una distanza minima delle costruzioni dal confine, atteso che la portata integrativa della disposizione regolamentare si estende all'intero impianto codicistico, inclusivo del meccanismo della prevenzione, sicché il preveniente conserva la facoltà di costruire sul confine o a distanza dal confine inferiore alla metà di quella prescritta tra le costruzioni e il prevenuto la facoltà di costruire in appoggio o in aderenza ai sensi degli artt. 874, 875 e 877 c.c.. ###. 873 del codice civile recita che: “Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri, nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore”. Orbene è evidente che, in relazione alla suddetta disposizione, il primo consulente nominato, #### è incorso in errore (leggi tutto)...

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causa n. 90000256/2007 R.G. - Giudice/firmatari: Monforte Simona

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Tribunale di Lamezia Terme, Sentenza n. 651/2023 del 01-08-2023

... esercizio, in via generale, che le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri (c.d. intercapedine) ma, al contempo, stabilendo che una distanza maggiore può essere prevista nei regolamenti locali. La disciplina codicistica in materia di distanze è così integrata da disposizioni regolamentari che hanno natura di fonte normativa secondaria, dettate a tutela dell'interesse generale ad un prefigurato assetto urbanistico (ed infatti non tollerano deroghe convenzionali). Le norme contenute nei regolamenti edilizi che stabiliscono le distanze fra le costruzioni e di esse dal confine sono volte non solo ad evitare la formazione di intercapedini nocive fra edifici frontistanti, ma anche a tutelare l'assetto urbanistico di una data zona e la densità degli edifici in relazione all'ambiente, finalità quest'ultima che viene realizzata dalle norme regolamentari stabilendo una distanza tra le costruzioni superiore a quella prevista dall'art. 873 c.c., in cui ciò che rileva è la distanza in sé delle costruzioni a prescindere dal loro fronteggiarsi o meno e dal dislivello dei fondi su cui insistono; ne consegue che una (leggi tutto)...

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causa n. 2442/2009 R.G. - Giudice/firmatari: Regasto Salvatore

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Tribunale di Massa, Sentenza n. 458/2023 del 17-08-2023

... esercizio, in via generale, che le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri (c.d. intercapedine) ma, al contempo, stabilendo che una distanza maggiore può essere prevista nei regolamenti locali. La disciplina codicistica in materia di distanze è così integrata da disposizioni regolamentari che hanno natura di fonte normativa secondaria, dettate a tutela dell'interesse generale ad un prefigurato assetto urbanistico (ed infatti non tollerano deroghe convenzionali). Le norme contenute nei regolamenti edilizi che stabiliscono le distanze fra le costruzioni e di esse dal confine sono volte non solo ad evitare la formazione di intercapedini nocive fra edifici frontistanti, ma anche a tutelare l'assetto urbanistico di una data zona e la densità degli edifici in relazione all'ambiente, finalità quest'ultima che viene realizzata dalle norme regolamentari stabilendo una distanza tra le costruzioni superiore a quella prevista dall'art. 873 c.c., in cui ciò che rileva è la distanza in sé delle costruzioni a prescindere dal loro fronteggiarsi o meno e dal dislivello dei fondi su cui insistono; ne consegue che una (leggi tutto)...

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causa n. 472/2018 R.G. - Giudice/firmatari: Pinna Elisa

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