... fruita una pausa destinata anche alla consumazione del pasto.
Giova evidenziare, infine, che, in ordine al rimedio esperibile nell'ipotesi di mancata erogazione del buono pasto sostitutivo del servizio mensa, la Suprema Corte, con le recenti ordinanze n. 20621/2025
del 22.07.2025 e n. 20957/2025 del 23.07.2025, ha statuito che, una volta accertato il diritto alla fruizione del buono pasto e l'inadempimento del datore di lavoro, il lavoratore può agire non per ottenere un importo economico a titolo retributivo, atteso che l'attribuzione dei buoni pasto ha carattere assistenziale e il buono pasto non è monetizzabile, ma può agire per ottenere un ristoro economico a titolo di risarcimento del danno eventualmente parametrato al valore dei buoni pasto non fruiti.
Sulla scorta delle considerazioni che precedono, risulta, quindi, infondata l'eccezione di prescrizione sollevata dall'ASP ai sensi dell'art. 2948 c.c., venendo in rilievo il più ampio termine decennale applicabile nell'ipotesi in cui si chieda il risarcimento per equivalente del danno da inadempimento contrattuale.
6. La pretesa risarcitoria può, dunque, essere accolta limitatamente ai giorni di effettiva presenza con articolazione (leggi tutto)...
causa n. 1927/2024 R.G. - Giudice/firmatari: Valeria Salatino