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Banca Dati della Giurisprudenza Civile

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Tribunale di Spoleto, Sentenza n. 914/2024 del 21-12-2024

... a considerare la posizione della giurisprudenza è bene verificare se vi sono norme su cui poter fondare in modo preciso eventuali responsabilità. E questo pure considerando che di per sé l'erogazione del credito è perfettamente lecita, rientrando nelle attività fisiologiche dell'impresa bancaria (art. 10 T.U.B.), tanto più laddove il legislatore la incentivi in particolari situazioni emergenziali, come quella in esame. La Cassazione ha affermato, dunque, che l'erogazione del credito qualificabile come abusiva, poiché effettuata a impresa senza concrete prospettive di superamento della crisi, integra un illecito del finanziatore, per essere venuto meno ai suoi doveri di prudente gestione, ciò che lo obbliga al risarcimento ### il: 10/12/2025 n.2707/2025 importo 208,75 ove ne discenda l'aggravamento del dissesto favorito dalla continuazione dell'attività (Cass. Civ., sent n. 30 giugno 2021, n. 18610; Cass. Civ., sent n. 14 settembre 2021, n. 24725; Cass. Civ., sent n. 18 gennaio 2023, n. 1387). Contestualmente ha aggiunto che non c'è abuso se la banca “pur al di fuori di una formale procedura di risoluzione della crisi di impresa, abbia assunto un rischio non irragionevole, (leggi tutto)...

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causa n. 258/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Falfari Federico

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Tribunale di Reggio Calabria, Sentenza n. 728/2026 del 30-04-2026

... di posizioni lavorative non presenti nell'organico aziendale, è in chiara violazione della professionalità e fonte di danno risarcibile. In ordine all'onere di allegazione e prova del danno senza dubbio la descrizione delle modalità di lavoro , la rilevanza qualitativa del demansionamento, la durata del periodo demansionato , giacché le mansioni inferiori si discostano da quelle di appartenenza in termini di grado di autonomia e competenza in maniera apprezzabile, il fatto che si determinava secondo l'id quod plerunque accidit una confusione dei ruoli e l'aspettativa in capo ai pazienti ed ai visitatori che gli infermieri attendessero a detti compiti per l'erronea convinzione che essi rientrassero nelle loro incombenze, costituiscono plurimi elementi gravi, univoci e concordanti, fonte di presunzioni atte a sostenere la prova della lesione della dignità e dell'immagine dei lavoratori. La misura del danno può, proprio in considerazione delle circostanze appena illustrate, determinarsi attraverso il ricorso a criteri equitativi, trattandosi di danno il cui preciso ammontare non è suscettibile di prova ed appare anche possibile il ricorso ad un criterio, pur sempre oggettivo, quale è (leggi tutto)...

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causa n. 1445/2025 R.G. - Giudice/firmatari: Arturo D'Ingianna

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Tribunale di Brescia, Sentenza n. 145/2026 del 06-03-2026

... il magazzino della ditta per prelevare il furgone aziendale e dirigersi presso un'abitazione in ### dove, insieme al titolare, ha caricato sul mezzo vari attrezzi da lavoro, tra cui una motosega, un decespugliatore, una scala a pioli e un'accetta; in tale occasione, ### gli ha comunicato che il giorno seguente sarebbe passato a prenderlo intorno alle ore 4:30 con il furgone della ditta, in quanto avrebbero dovuto recarsi in provincia di ### per effettuare dei lavori di sistemazione e pulizia di un'area boschiva; la mattina del 25.08.2020, verso le ore 4:30, ### è passato a prenderlo presso l'abitazione ed insieme si sono recati in località ### nel Comune di ### sul ### in un'area boschiva con annesso capanno di caccia, ove gli è stato dato il compito di tagliare rami secchi di alberi di alto fusto mediante l'uso dell'accetta e della scala aziendale; privo di dispositivi di sicurezza in quanto non forniti, è salito sulla scala per effettuare il lavoro; verso le 10.30, mentre stava salendo sulla scala, arrivato al primo innesto, posizionato a circa 4 metri da terra, improvvisamente non sentendosi bene, ha chiamato il titolare girandosi con il busto ed è scivolato dal piolo con la (leggi tutto)...

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causa n. 1620/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Elda Geraci

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Tribunale di Napoli, Sentenza n. 2894/2025 del 20-03-2025

... una società di capitali non è esperibile quando il danno lamentato costituisca solo il riflesso del pregiudizio al patrimonio sociale, giacché l'art. 2395 c.c. e l'art. 2476, co. 6, c.c. esigono che il singolo socio sia stato danneggiato "direttamente" dagli atti colposi o dolosi dell'amministratore, mentre il diritto alla conservazione del patrimonio sociale appartiene unicamente alla società (così Cass. civ., Sez. I, 23/06/2010, n. 15220; Cass. civ., Sez. III, 22/03/2012, n. 4548). Il riferimento all'incidenza diretta del danno sul patrimonio del terzo determina, pertanto, ancor di più la necessità di un rigoroso esame del nesso di causalità adeguata tra il pregiudizio subito dal creditore, che deve essere specificamente allegato, ed il comportamento dell'amministratore. ### gli attori non hanno assolto l'onere su loro gravante, nemmeno indicando il danno diretto asseritamente cagionato non potendosi di certo ritenere la mancata percezione degli utili o la diminuzione di valore della quota di partecipazione un danno diretto del singolo socio, posto che gli utili fanno parte del patrimonio sociale fino all'eventuale delibera assembleare di distribuzione e la quota di partecipazione (leggi tutto)...

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causa n. 33824/2018 R.G. - Giudice/firmatari: Minucci Ornella, Leonardo Pica

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Tribunale di Napoli, Sentenza n. 2744/2026 del 31-03-2026

... il lavoratore che agisca per il riconoscimento del danno da infortunio deve allegare e provare la esistenza dell'obbligazione lavorativa e del danno, nonché il nesso causale di questo con la prestazione, mentre il datore di lavoro deve provare che il danno è dipeso da causa a lui non imputabile, e cioè di aver adempiuto al suo obbligo di sicurezza, apprestando tutte le misure idonee ad evitare il danno, e che gli esiti dannosi sono stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile (v. Cass. Civ., lav., 23.4.2008 n. 10529). Ne consegue che, per la previsione contrattuale di sicurezza, sulla base della quale risulta impostata la richiesta risarcitoria del ricorrente, il lavoratore è tenuto a dimostrare il danno subito ed il nesso causale tra lo stesso e il comportamento del datore di lavoro, oltre evidentemente all'occasione di lavoro; mentre il datore di lavoro deve dimostrare di aver fatto quanto possibile per evitare il danno, ai sensi dell'art. 1218 La fattispecie di cui all'art. 2087 c.c., infatti, non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, così che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell' attività lavorativa svolta, un danno alla (leggi tutto)...

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causa n. 3877/2025 R.G. - Giudice/firmatari: Roberto De Matteis, Cilento Annalisa

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