... l'opera sia stata positivamente verificata, anche per facta concludentia, spetta al committente, che l'ha accettata e che ne ha la disponibilità fisica e giuridica, dimostrare l'esistenza dei difetti e delle conseguenze dannose lamentate, giacché l'art. 1667 c.c. indica nel medesimo committente la parte gravata dall'onere della prova di tempestiva denuncia delle difformità e dei vizi ed essendo questo risultato ermeneutico in sintonia col principio della vicinanza al fatto oggetto di prova (Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 6161 del 07/03/2024; ### 2, Ordinanza n. 21230 del 19/07/2023; ### 2, Ordinanza n. 12723 del 10/05/2023; ### 2, Sentenza n. 7267 del 13/03/2023; ### 2, Ordinanza n. 2223 del 25/01/2022; ### 2, Sentenza n. ### del 13/12/2021; ### 2, Ordinanza n. 10149 del 16/04/2021; ### 2, Sentenza n. 19146 del 09/08/2013; ### 2, Sentenza n. 23923 del 27/12/2012)1.
La Suprema Corte ha, quindi, statuito che qualora il committente - come nella fattispecie che oggi ci occupa - eserciti le azioni di cui alla garanzia speciale per le difformità ed i vizi, l'onere probatorio ricade sull'appaltante che abbia la disponibilità dell'opera.
Applicando tali coordinate ermeneutiche alla fattispecie che (leggi tutto)...
causa n. 871/2024 R.G. - Giudice/firmatari: Alberto Cecconi, Luigi Pagano, Adria Alessandra Antonini