... patrimoniali enormi (la perdita della falange ungueale del mignolo sinistro in un violinista;
l'abbassamento del visus in un pilota di aerei di linea; la riduzione della capacità respiratoria in un calciatore professionista); mentre, per contro, postumi rilevanti possono produrre danni patrimoniali minimi od addirittura inesistenti (es. l'anchilosi dell'articolazione coxofemorale in un direttore di banca; l'amputazione di un piede in un notaio). Di conseguenza, dal punto di vista medico legale non può mai affermarsi, con certezza, che da un certo grado di invalidità «biologica» derivi necessariamente un certo danno patrimoniale, né tantomeno che questo possa calcolarsi direttamente applicando la stessa percentuale di invalidità stabilita per il primo.
Deve anzi escludersi, in radice, la plausibilità logica di un tale criterio di quantificazione della capacità lavorativa perduta.
Una percentuale può prestarsi a misurare l'invalidità, che è in generale pensabile come identica per soggetti della stessa età, dello stesso sesso e con identici postumi, ma non l'incapacità, la quale è estremamente soggettiva, e varia a seconda del tipo di lavoro svolto dalla vittima. Deve in altre parole (leggi tutto)...