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Tribunale di Fermo, Sentenza n. 313/2025 del 03-06-2025

... Come detto la struttura sanitaria "risponde a titolo contrattuale dei danni patiti dal paziente, per fatto proprio, ex art. 1218 cod. civ., ove tali danni siano dipesi dall'inadeguatezza della struttura, ovvero per fatto altrui, ex art. 1228 cod. civ., ove siano dipesi dalla colpa dei sanitari di cui l'ospedale si avvale" (Cass. Sez. 3, sent. 3 febbraio 2012, n. 1620, Rv. 621457-01), e ciò "anche quando l'operatore non sia un suo dipendente" (Cass. Sez. 3, sent. 20 giugno 2012, n. 10616,; Sez. 3 - , Cass. Sent. n. 1043 del 17/01/2019). In applicazione dei principi generali sul riparto dell'onere probatorio in materia contrattuale, e in particolare di quelli dettati dalla già richiamata pronuncia del 2008, deve quindi ritenersi che gravi sul paziente danneggiato la prova della fonte negoziale e dell'attività svolta, del fatto dannoso (insorgenza o aggravamento della patologia) e del nesso causale tra quest'ultimo e la condotta dell'obbligazione, nonché l'allegazione dell'inadempimento quale comportamento astrattamente e causalmente idoneo alla produzione del danno, mentre è onere del parte convenuta provare, ove il creditore abbia assolto il proprio onere probatorio, la causa (leggi tutto)...

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causa n. 1275/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Giorgia Cecchini

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Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sentenza n. 1079/2026 del 23-03-2026

... sanitaria), in quanto, in caso di responsabilità contrattuale il pazientedanneggiato dovrà dimostrare l'esistenza dell'accordo contrattuale (con la struttura o con il dottore), l'aggravamento della patologia preesistente oppure la manifestazione di una nuova malattia o problematica che sia conseguenza dell'intervento del sanitario e quindi il nesso di causalità con l'azione o l'omissione del medico, mentre il medico è chiamato a provare il suo corretto adempimento oppure l'impossibilità della corretta prestazione per causa imprevedibile o inevitabile (cfr. anche art. 1256 co. 1 c.c.), quindi per fatto ad egli non imputabile (cfr. art. 1218 c.c.) o, in caso di errore imputabile, che lo stesso nel caso di specie non abbia avuto alcun ruolo rilevante nell'aggravamento o manifestazione della patologia lamentata. Si precisa che il paziente danneggiato deve denunciare non una qualsiasi mancanza di prestazione da parte del dottore, bensì un inadempimento c.d. qualificato ossia «astrattamente efficiente alla produzione del danno» (cfr. Cass. Civ., ###, 577/2008). Relativamente alla responsabilità extracontrattuale, invece, l'onere della prova è maggiormente sbilanciato a sfavore del (leggi tutto)...

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causa n. 2233/2019 R.G. - Giudice/firmatari: Anna Ruotolo, Maddalena Casale

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Tribunale di Napoli Nord, Sentenza n. 910/2026 del 16-03-2026

... legittimità secondo cui: «In tema di prova dell'inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del ### 6 di 9 suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell'inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell'onere della prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento, ed eguale criterio di riparto dell'onere della prova deve ritenersi applicabile al caso in cui il debitore convenuto per l'adempimento, la risoluzione o il risarcimento del danno si avvalga dell'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. (risultando, in tal caso, invertiti i ruoli delle parti in lite, poiché il debitore eccipiente si limiterà ad allegare l'altrui inadempimento, ed il creditore agente dovrà dimostrare il proprio adempimento, ovvero la non ancora intervenuta scadenza dell'obbligazione). Anche nel caso in cui sia dedotto non l'inadempimento dell'obbligazione, ma il suo inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera (leggi tutto)...

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causa n. 13099/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Giuseppe Di Leone

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Tribunale di Bari, Sentenza n. 2042/2026 del 01-04-2026

... dell'art. 1385 c.c., invece del risarcimento del danno, la ritenzione della caparra o la restituzione del suo doppio, con la conseguenza che, sebbene spetti al giudice di accertare che l'inadempimento dell'altra parte non sia di scarsa importanza, non è poi onere della parte adempiente provare anche il danno nell'an e nel quantum debeatur (“se la domanda di accertamento dell'avvenuta risoluzione di diritto del contratto per inadempimento” (…) “non è accompagnata dall'istanza di risarcimento del danno integrale ai sensi dell'art. 1453 c.c. e art. 1385, comma 3, c.c., non è precluso alla parte adempiente di instare per la ritenzione della caparra come azione risarcitoria semplificata rispetto a quella che consegue all'azione di risarcimento integrale giudiziale per la risoluzione costitutiva (Cass. 21838/2010)…tanto più che il contraente adempiente non chiede di conseguire un maggiore risarcimento nella corrispondente misura, [cosicché] affermare l'impossibilità dello jus retinendi della caparra in base al rilievo che l'art. 1385, comma 2, c.c. disciplina l'esercizio stragiudiziale del diritto di recesso e non la risoluzione giudiziale, ancorché dichiarativa e di diritto, (leggi tutto)...

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causa n. 7507/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Chiara Cutolo

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Corte d'Appello di Torino, Sentenza n. 681/2026 del 30-03-2026

... per il tardivo conseguimento del risarcimento del danno (c.d. “danno da ritardo”). Atteso quindi che tali interessi costituiscono la modalità liquidatoria del danno da ritardo, tale specifica voce di danno deve pur sempre essere specificamente allegata in fatto e provata (si veda Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4938 del 16/02/2023, Corte di Cassazione, ### U, Sentenza n. 1712 del 17/02/1995), mentre nel caso concreto è mancata la stessa allegazione del fatto costitutivo del danno. Gli interessi ex art. 1284, 1° comma, c.c. sono quindi dovuti dalla data della sentenza sino al saldo. Non può invece essere accolta la richiesta di applicazione del più elevato saggio di interessi di cui all'art. 1284, comma 4, c.c. in quanto non applicabile alle obbligazioni risarcitorie derivanti dall'inadempimento di obbligazioni diverse da quelle pecuniarie (Corte di Cassazione, ### 1, Ordinanza n. 28036 del 22/10/2025). La domanda di risarcimento del danno all'immagine, proposta in primo grado da parte appellata non è stata riproposta in sede di gravame. 5) La domanda avanzata dall'appellante ai sensi dell'art. 96 c.p.c. non può trovare accoglimento non potendosi sostenere che la mera (leggi tutto)...

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causa n. 601/2025 R.G. - Giudice/firmatari: Paola Ferrari Bravo, Rossana Zappasodi

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