... che, sebbene spetti al giudice di accertare che l'inadempimento dell'altra parte non sia di scarsa importanza, non è poi onere della parte adempiente provare anche il danno nell'an e nel quantum debeatur (“se la domanda di accertamento dell'avvenuta risoluzione di diritto del contratto per inadempimento” (…) “non è accompagnata dall'istanza di risarcimento del danno integrale ai sensi dell'art. 1453 c.c. e art. 1385, comma 3, c.c., non è precluso alla parte adempiente di instare per la ritenzione della caparra come azione risarcitoria semplificata rispetto a quella che consegue all'azione di risarcimento integrale giudiziale per la risoluzione costitutiva (Cass. 21838/2010)…tanto più che il contraente adempiente non chiede di conseguire un maggiore risarcimento nella corrispondente misura, [cosicché] affermare l'impossibilità dello jus retinendi della caparra in base al rilievo che l'art. 1385, comma 2, c.c. disciplina l'esercizio stragiudiziale del diritto di recesso e non la risoluzione giudiziale, ancorché dichiarativa e di diritto, con conseguente onere, aleatorio, di dimostrare an e quantum del danno a norma dell'art.
1385, comma 3, c.c., significa attribuire al nomen (leggi tutto)...
causa n. 7507/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Chiara Cutolo