... all'obbligo di mantenere il bene in buono stato di manutenzione, secondo le generali previsioni codicistiche e quelle particolari di cui al contratto del 1999, con conseguente condanna del al risarcimento del danno patito, costituito dai costi di ripristino del bene e dai canoni non fruiti per tutto il tempo necessario per riottenere la disponibilità dell'immobile, imputabile, secondo la allegazione della convenuta, alla condotta non sorretta da buona fede tenuta dal conduttore. Infine, ha chiesto la refusione delle spese sostenute nei diversi procedimenti ante causam svoltisi tra le parti.
Per ragioni di ordine logico ed espositivo, ed in assenza di questioni di rito o di merito che abbiano carattere assorbente, occorre partire dalla disamina delle voci di danno di cui il ricorrente ha chiesto il ristoro nell'ambito della sua domanda principale, per poi passare all'analisi delle domande riconvenzionali svolte dalla società convenuta.
Partendo quindi dai danni allegati dal quale conseguenza dei lavori di ristrutturazione intrapresi da sull'immobile in cui si trovava l'ufficio del primo, a partire dal giugno 2009, va premesso che l'art. 1584, comma 1, c.c. (che sancisce il diritto del (leggi tutto)...
causa n. 1050/2015 R.G. - Giudice/firmatari: Andrea Milesi