... nel procedimento a carico del ### per il reato di ingiuria.
Infatti, nessuna delle due indicate sedi «contenziose» è collegata al diritto azionato dal ricorrente, perché nella prima si contestava la pretesa sanzionatoria della PA e , q uindi, tutti i convenuti erano estranei, nel secondo, pu r essendovi una parzial e coincidenza so ggettiva, il fatto costitutivo della pretesa risarcitoria era l'ingiuria ascritta al ### e non l'illecita contestazione della guida senza patente perché sospesa.
Risulta corretta, quindi, la statuizione della Corte d'appello, la quale ha ritenuto, data la fissazione del dies a quo nel 14.7.1998, il maturare della prescrizione quinquennale, a fronte della prima richiesta di risarcimento svolta con la diffida inviata il ###.
3. Con il secondo motivo è denunciata, “violazione art. 47 d.p. r. 445/2000, art. 115 c.p.c., comma 1, e art. 167 c.p.c. (art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.) - omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto decisivo della controversia (art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.)”.
Il ricorrente sostiene che, sebbene la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà non costituisca prova per sé, esaurendo i suoi effetti (leggi tutto)...