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Tribunale di Castrovillari, Sentenza n. 583/2026 del 21-04-2026

... infatti, emerge che l'interdicenda risulta affetta da demenza grave, con decadimento cognitivo grave in soggetto già affetto da precedente ictus cerebrale; a causa di tali gravi patologie, che non le consentono di svolgere le attività di vita quotidiana senza un aiuto permanente, la stessa non è orientata nel tempo e nello spazio. A supporto di quanto documentato, peraltro, si rinviene la documentazione prodotta dal ricorrente e, in particolare, la relazione del dott. ### Suffragano, infatti, il quadro delineato in maniera univoca non solo l'esame della interdicenda, ma anche la consulenza redatta nel procedimento penale dal dott. ### (v. consulenza in atti). In particolare, dalla analisi delle risultanze istruttorie emerge in maniera pacifica il decadimento cognitivo e la demenza grave della interdicenda. Quanto documentato dal punto di vista sanitario trova riscontro nella audizione dei parenti e delle altre persone informate, da cui si evince che la ### non è autonoma, ha bisogno della continua e quotidiana assistenza per provvedere alle più elementari esigenze di vita. In sostanza, la patologia di cui soffre ### non le consente di tutelare adeguatamente e in modo autonomo i (leggi tutto)...

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causa n. 1230/2023 R.G. - Giudice/firmatari: Magaro' Beatrice, Caronia Alessandro

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Tribunale di Patti, Sentenza n. 232/2026 del 16-03-2026

... (peraltro in parte antecedente alla redazione del testamento del 17.1.2017) attesta unicamente la sussistenza della SLA in capo al de cuius (malattia neurodegenerativa che, però, in sé non esclude la piena capacità d'intendere e di volere) il quale, nondimeno, viene sempre valutato come “Paziente collaborante, orientato nel tempo e nello spazio” (cfr. referto del 18.5.2016), registrando “L' esame neuropsicologico …nel complesso, risultati indicativi di apprezzabile efficienza cognitiva. Le prove eseguite si collocano, infatti, nel range di norma per età e scolarità” (cfr. referto del 29.6.2016). Così anche negli allegati referti del 12.1.2017, del 4.4.2017 e del 10.10.2017 (quest'ultimo risalente a circa un mese dal decesso) il ### viene indicato come “paziente vigile, cosciente, orientato”. Ma v'è di più: neppure dalla prova per testi è emersa la dimostrazione che l'atto di ultima volontà impugnato sia stato redatto in condizione di demenza/incapacità idonea ad escludere le abilità cognitive del testatore in quel dato frangente, né è stato provato che il testatore sia stato condizionato e/o raggirato al fine di disporre mortis causa in favore della convenuta. (leggi tutto)...

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causa n. 1422/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Mario Samperi, Rosalia Russo Femminella

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Tribunale di Teramo, Sentenza n. 180/2026 del 02-03-2026

... ereditano il patrimonio del defunto in assenza di un testamento valido, secondo le norme della successione legittima stabilite dall'art. 565 c.c.; tale categoria di eredi include il coniuge, i discendenti (figli e nipoti), gli ascendenti (genitori e nonni), i collaterali (fratelli, sorelle e loro discendenti), gli altri parenti fino al sesto grado e, in ultima istanza, lo Stato. Gli eredi legittimari sono il coniuge, i figli e, in loro assenza, gli ascendenti del defunto; a tali eredi la legge riserva la quota di legittima, che non può essere ridotta o eliminata nemmeno dalla volontà del testatore. Se il testamento o le donazioni effettuate in vita dal defunto violano la quota riservata, i legittimari hanno il diritto di agire in giudizio per chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie eccedenti. A differenza degli eredi legittimi, che ereditano in assenza di un testamento, gli eredi legittimari sono, quindi, tutelati anche contro le disposizioni testamentarie che potrebbero lesionarne i diritti. Alla luce di quanto sopra, il fratello del de cuius è erede legittimo, ma non legittimario, pertanto, nel caso in esame, in presenza di un testamento valido, con cui il testatore (leggi tutto)...

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causa n. 1690/2018 R.G. - Giudice/firmatari: Silvia Fanesi

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Tribunale di Lecce, Sentenza n. 356/2026 del 30-01-2026

... di incapacità l'eccezione, spetta a chi impugni il testamento dimostrare la dedotta incapacità, salvo che il testatore non risulti affetto da incapacità totale e permanente, nel qual caso grava, invece, su chi voglia avvalersene provarne la corrispondente redazione in un momento di lucido intervallo” (Cass. n. 27351/2014, 3934/2018). In fattispecie analoga alla presente, ancora, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo cui “in tema di incapacità di testare a causa di incapacità di intendere e di volere al momento della redazione del testamento, il giudice del merito può trarre la prova dalle sue condizioni mentali, anteriori o posteriori, sulla base di una presunzione; posto che la relativa prova può essere fornita con qualsiasi mezzo, una volta dimostrata una condizione di permanente e stabile demenza nel periodo immediatamente susseguente alla redazione del testamento, spetta a chi afferma la validità del testamento la prova della sua compilazione in un momento di lucido intervallo” (Cass. n. 26873/2019). In altre parole, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, allorquando si discuta di annullamento del testamento per incapacità di intendere (leggi tutto)...

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causa n. 7974/2021 R.G. - Giudice/firmatari: Cigna Mario, Caterina Stasi

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Tribunale di Verona, Sentenza n. 245/2026 del 06-02-2026

... intendere e di volere al momento della redazione del testamento, il giudice del merito può trarre la prova dalle sue condizioni mentali, anteriori o posteriori, sulla base di una presunzione; posto che la relativa prova può essere fornita con qualsiasi mezzo, una volta dimostrata una condizione di permanente e stabile demenza nel periodo immediatamente susseguente alla redazione del testamento, spetta a chi afferma la validità del testamento la prova della sua compilazione in un momento di lucido intervallo (n.d.e. sottolineatura dell'estensore)”. In senso conforme anche Cass. 20961/2025. Sulla scorta di tali indicazioni, grava anzitutto su parte attrice dimostrare che, all'epoca di redazione del testamento, la testatrice si trovasse “in una condizione di permanente e stabile demenza nel periodo immediatamente susseguente” (in questo caso alla data dell'8 maggio 2018); in caso di dimostrazione di tale stato, spetta allora ai convenuti l'onere di dimostrare che la redazione del testamento è avvenuta in un intervallo di lucidità. Nel caso di specie gli attori non hanno dato prova dello stato di permanente e stabile demenza di ### nell'immediatezza della disposizione testamentaria. (leggi tutto)...

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causa n. 4998/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Claudia Dal Martello, Antonella Guerra

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