... soggetto nelle condizioni di ### con postumi pari al 90%, tetraplegico, e con enormi problemi anche comunicativo-relazionali, che necessita di assistenza costante, abbia un 10% residuo di capacità lavorativa, di talché finanche la decurtazione di un terzo andrebbe operata sul 100% d'incapacità lavorativa specifica.
Inoltre, la decurtazione nel caso in esame non può essere superiore ad un quinto, posto che, secondo l'id quod plerumque accidit, ad un danno biologico del 30% non corrisponde una perdita della capacità lavorativa generica, ovvero della capacità di produrre reddito, di pari importo, ma certamente inferiore, tanto più in un soggetto colpito da menomazione fin dalla nascita, che dunque avrebbe potuto impostare la propria formazione professionale in modo da valorizzare le residue ed ancora rilevanti risorse reddituali.
Dunque, il danno da incapacità lavorativa avrebbe dovuto essere quantificato nella complessiva somma, ad oggi, di euro 783.373,97 (euro 979.217,47 X 4/5).
Allora, la somma liquidata a tale titolo dal tribunale, pari ad euro 360.864,00, è tutt'altro che eccessiva e, anzi, si appalesa piuttosto errata per difetto (anche se in mancanza di impugnazione da parte dei (leggi tutto)...
causa n. 2093/2022 R.G. - Giudice/firmatari: Conte Giulia, Mori Dania, Randazzo Domenica Maria Lisa