... obbligatorio.
Su tali premesse, chiedeva all'adito Tribunale l'accoglimento della propria domanda.
R.G. n. 4669/2024
Costituitosi in giudizio, il ### “###” C.F. ### con sede ###persona del suo ###re p.t. Avv. ### (d'ora in poi “Condominio”) deduceva la nullità dell'atto di citazione per violazione dell'art. 11, L.
53/1994 e degli artt. 163 e 164 c.p.c.
Nel merito deduceva che il posto auto oggetto di causa rientrava nei parcheggi di proprietà comune, a norma dell'art. 1117 comma 2 n. 1 c.c., ed era quindi parte comune dell'edificio condominiale, potendo essere utilizzato da tutti i condòmini in maniera indistinta; che, in ambito condominiale, il condomino che deduce di aver usucapito la cosa comune, deve provare di averla sottratta all'uso comune per il periodo utile all'usucapione ossia di aver escluso il compossesso degli altri condòmini (c.d.
"interversione di fatto") eseguendo opere idonee ad impedire l'uso da parte degli altri, quali recinzioni con catene, cancelli e sbarramenti, non essendo sufficiente l'aver parcheggiato il proprio veicolo per 20 anni.
Su tali premesse, chiedeva all'adito Tribunale: in via preliminare, dichiarare l'inammissibilità dell'atto di (leggi tutto)...
causa n. 4669/2024 R.G. - Giudice/firmatari: Francesca Sequino