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CORTE DI CASSAZIONE

Ordinanza del 29-01-2024

principi giuridici

Nel caso di scoperta di documenti suscettibili di giustificare l'appello revocatorio, ai sensi dell'art. 396, comma 2, c.p.c., la proroga del termine per l'appello opera esclusivamente qualora il fatto revocatorio sia scoperto nel corso del termine per impugnare, ma in un momento in cui manchino meno di trenta giorni alla scadenza dello stesso, al fine di consentire la conversione del motivo di revocazione in motivo d'appello, senza ampliare il termine per l'impugnazione ove il fatto revocatorio emerga in un momento anteriore.

Il ricorso per cassazione deve contenere, a pena di inammissibilità, un'esposizione chiara e specifica dei fatti di causa e delle ragioni di diritto poste a fondamento dell'impugnazione, non potendo supplire a tali carenze la lettura della sentenza impugnata.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Inammissibilità del Ricorso per Cassazione per Difetto di Autosufficienza e Specificità


La Suprema Corte si è pronunciata sull'inammissibilità di un ricorso per cassazione avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato tardivo l'appello proposto da una società contro una decisione del Tribunale. Quest'ultima aveva rigettato l'opposizione all'esecuzione promossa dalla società stessa a seguito di un pignoramento immobiliare, a cui aveva aderito un soggetto terzo in qualità di preteso proprietario dell'immobile.
La Corte d'Appello aveva ritenuto irrilevante la presunta scoperta di documenti falsi ai fini della proroga del termine per l'appello, in quanto tale scoperta era avvenuta ben prima della scadenza del termine stesso.
La ricorrente ha impugnato tale decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione e l'errata interpretazione delle disposizioni del codice di procedura civile relative all'applicabilità della proroga del termine per l'appello in caso di scoperta di documenti falsi.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando un duplice vizio. In primo luogo, ha evidenziato la carenza di autosufficienza del ricorso, in quanto le vicende processuali e sostanziali erano esposte in modo tale da rendere necessario, per la loro comprensione, la lettura della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che il requisito dell'autosufficienza impone al ricorrente di fornire una sintesi chiara e completa dei fatti e dello svolgimento del processo, in modo da consentire alla Corte di Cassazione di comprendere il senso dei motivi di ricorso senza dover ricorrere ad altre fonti.
In secondo luogo, la Corte ha riscontrato un difetto di specificità del ricorso. Ha osservato che la ricorrente si era limitata a contrapporre una tesi diversa a quella del giudice d'appello, senza chiarire in cosa quest'ultimo fosse incorso in errore. La Corte ha sottolineato che il ricorso per cassazione deve contenere una critica puntuale e precisa delle statuizioni del giudice di merito, al fine di dimostrarne l'erroneità.
La Suprema Corte ha aggiunto, ad abundantiam, che la tesi sostenuta dalla ricorrente era comunque priva di fondamento. Ha precisato che la proroga del termine per l'appello in caso di scoperta di documenti falsi è prevista solo quando tale scoperta avviene in prossimità della scadenza del termine stesso, al fine di consentire la proposizione del gravame entro un termine congruo. Nel caso di specie, la scoperta era avvenuta ben prima della scadenza del termine, e quindi non poteva giustificare la proroga.
La Corte ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese di lite e ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


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