CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 13217/2019 del 16-05-2019
principi giuridici
In tema di condominio, l'utilizzazione delle parti comuni con impianto a servizio esclusivo di un appartamento esige il rispetto dell'art. 1102 c.c., comportante il divieto di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto, nonché l'osservanza delle norme del codice in tema di distanze, onde evitare la violazione del diritto degli altri condomini sulle porzioni immobiliari di loro esclusiva proprietà; tale disciplina non opera nell'ipotesi dell'installazione di impianti, quale è un impianto di ascensore, che devono considerarsi indispensabili ai fini di una reale abitabilità dell'appartamento, intesa come condizione abitativa che rispetti l'evoluzione delle esigenze generali dei cittadini e lo sviluppo delle moderne concezioni in tema di igiene, salvo l'apprestamento di accorgimenti idonei ad evitare danni alle unità immobiliari altrui.
L'espressione "eseguire un impianto ascensore per la scala A", contenuta in un regolamento condominiale contrattuale, nel suo significato letterale, non prefigura una modalità esecutiva né comporta una grave limitazione del diritto del singolo condomino, se non la sua stessa negazione, contraria sia alla legge che allo stesso regolamento condominiale, in assenza di una cessione espressa di tale facoltà.
testo integrale
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sintesi e commento
Installazione di Ascensore Condominiale: Limiti al Diritto del Singolo e Interpretazione del Regolamento
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha affrontato una complessa vicenda riguardante l'installazione di un ascensore in un condominio e l'interpretazione delle clausole del regolamento condominiale contrattuale. La controversia trae origine dall'impugnazione di una delibera assembleare relativa all'installazione di un ascensore in una delle scale del condominio. Un condomino, proprietario di alcune unità immobiliari, aveva proposto l'installazione a proprie spese, ma l'assemblea non aveva raggiunto il quorum necessario per l'approvazione.
Il condomino si era rivolto al Tribunale, chiedendo l'annullamento della delibera e l'accertamento del proprio diritto all'installazione dell'ascensore. Il Tribunale aveva rigettato la domanda, decisione confermata dalla Corte d'Appello. Quest'ultima aveva ritenuto che il regolamento condominiale autorizzasse l'installazione di un ascensore a servizio dell'intera scala, mentre l'ascensore proposto dal condomino avrebbe servito solo alcuni piani.
La questione è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha accolto parzialmente il ricorso. La Suprema Corte ha innanzitutto esaminato la questione della "non delibera", ossia la mancata approvazione della proposta di installazione dell'ascensore. Pur riconoscendo che in linea teorica non esiste una "non delibera", la Corte ha ritenuto che, nel caso specifico, il condomino non avesse un interesse concreto all'annullamento della delibera, in quanto il suo diritto all'installazione dell'ascensore derivava direttamente dal regolamento condominiale, indipendentemente dalla volontà assembleare.
Tuttavia, la Cassazione ha accolto il motivo di ricorso relativo all'interpretazione dell'articolo del regolamento condominiale che consentiva l'installazione di un ascensore per la scala. La Corte ha rilevato che l'espressione "eseguire un impianto ascensore per la scala" non implicava necessariamente l'obbligo di realizzare un ascensore a servizio dell'intera scala, né precludeva la possibilità di installare un ascensore limitato ad alcuni piani. Un'interpretazione restrittiva di tale clausola, secondo la Cassazione, comporterebbe una grave limitazione del diritto del singolo condomino, contraria sia alla legge che allo stesso regolamento condominiale.
La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata, rinviando la causa ad altra sezione della Corte d'Appello, affinché riesamini la questione alla luce dei principi enunciati, tenendo conto del diritto del condomino all'installazione dell'ascensore e della necessità di interpretare la clausola del regolamento condominiale in modo da non limitare eccessivamente tale diritto. La pronuncia sottolinea l'importanza di un'interpretazione letterale e sistematica delle clausole del regolamento condominiale, al fine di bilanciare i diritti dei singoli condomini con gli interessi della collettività condominiale.