CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 2146/2021 del 29-01-2021
principi giuridici
Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno decorre non dal momento in cui il danno si verifica, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere usando l'ordinaria diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, una sufficiente conoscenza della rapportabilità causale del danno lamentato; tale conoscenza non può limitarsi alla mera percezione della non straordinarietà dell'evento dannoso, ma deve estendersi alla conoscibilità delle carenze di progettazione e manutenzione delle opere, qualora la fattispecie necessiti, per identificarne la rapportabilità causale, di una specifica indagine tecnico-scientifica.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Prescrizione del Diritto al Risarcimento Danni da Alluvione: Necessaria la Conoscenza della Rapportabilità Causale Tecnica
La Suprema Corte si è pronunciata in merito alla decorrenza del termine di prescrizione del diritto al risarcimento dei danni derivanti da un'esondazione fluviale, focalizzandosi sul momento in cui il danneggiato acquisisce o avrebbe potuto acquisire una conoscenza adeguata della connessione causale tra l'evento dannoso e le eventuali carenze progettuali o manutentive delle opere idrauliche.
La vicenda trae origine da una richiesta di risarcimento danni presentata dagli eredi di alcuni soci di una società, a seguito dell'esondazione di un fiume avvenuta nel 1992. I ricorrenti sostenevano che l'evento fosse riconducibile a difetti di progettazione e manutenzione delle opere idrauliche realizzate. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, pur riconoscendo la legittimazione attiva degli eredi, aveva rigettato la domanda ritenendo il diritto al risarcimento prescritto.
I ricorrenti hanno impugnato la decisione, lamentando, tra l'altro, la violazione dell'articolo 2935 del codice civile, che disciplina la decorrenza della prescrizione a partire dal momento in cui il diritto può essere fatto valere. A loro avviso, il Tribunale aveva erroneamente individuato il dies a quo della prescrizione nella data dell'esondazione, senza considerare la necessità di una conoscenza specifica, di tipo tecnico-scientifico, per poter collegare l'evento dannoso alle carenze delle opere idrauliche.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando come il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche avesse compiuto un errore di sussunzione, traendo dalla norma sull'inizio della prescrizione conseguenze giuridiche non coerenti con la fattispecie concreta. I giudici di legittimità hanno ribadito che, in casi come questo, la decorrenza della prescrizione non può essere ancorata alla mera percezione dell'evento dannoso, ma deve tener conto del momento in cui il danneggiato, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, è in grado di comprendere la rapportabilità causale tra il danno subito e le eventuali responsabilità connesse a difetti tecnici delle opere.
La Corte ha sottolineato che, nel caso specifico, la sussistenza di "carenze di progettazione e di manutenzione delle opere idrauliche" rappresentava un elemento determinante per l'accertamento della responsabilità, e che tale elemento non poteva essere conosciuto o conoscibile in modo atecnico, ovvero prescindendo da una specifica indagine tecnica. Pertanto, la semplice conoscenza dell'esondazione non poteva essere considerata sufficiente per far decorrere il termine di prescrizione.
La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, in diversa composizione, affinché riesamini la questione alla luce dei principi enunciati dalla Suprema Corte, valutando se, e quando, i danneggiati abbiano avuto la possibilità concreta di acquisire una conoscenza adeguata della rapportabilità causale tra l'esondazione e le carenze tecniche delle opere idrauliche.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.