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CORTE DI CASSAZIONE

Sentenza n. 24976/2022 del 19-08-2022

principi giuridici

È affetta da nullità la delibera assembleare che, in assenza di unanimità e senza il rispetto delle previsioni normative in tema di risparmio energetico di cui alla legge n. 10 del 1991, disponga la soppressione dell'impianto centralizzato di riscaldamento, rimettendo ai singoli condomini la facoltà di dotarsi di impianti autonomi, in quanto tale decisione non si configura come trasformazione dell'impianto comune in impianti individuali, ma come mera abdicazione ad un servizio comune.

La declaratoria di nullità della delibera assembleare che abbia disposto la soppressione dell'impianto centralizzato di riscaldamento comporta il diritto del condomino al ripristino dell'impianto medesimo, non potendo essere opposta l'onerosità per gli altri condòmini, nel frattempo dotatisi di impianti autonomi, della realizzazione delle opere necessarie a tale ripristino, né l'eventuale possibilità per il condomino di ottenere, a titolo di risarcimento del danno, il ristoro del costo necessario alla realizzazione di un impianto di riscaldamento autonomo, salvo che sia dimostrata l'impossibilità assoluta del ripristino.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Distacco dall'Impianto Centralizzato: Limiti alla Delibera Condominiale e Diritto al Ripristino


La pronuncia in commento affronta la complessa questione del distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento in un condominio, analizzando i limiti del potere decisionale dell'assemblea condominiale e il diritto del singolo condomino al ripristino della situazione preesistente a una delibera ritenuta illegittima.
La vicenda trae origine dall'impugnazione di una delibera assembleare risalente al 1994, con la quale un condominio periferico, parte di un complesso più ampio, aveva autorizzato il distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento e acqua calda, invitando i condomini a dotarsi di impianti autonomi. La società attrice, divenuta proprietaria di un immobile nel condominio successivamente all'adozione della delibera, ne contestava la validità, chiedendo il riallaccio al servizio centralizzato.
Il Tribunale accoglieva la domanda, dichiarando la nullità della delibera. La Corte d'Appello, in un primo momento, riformava la sentenza, ritenendo carente l'interesse ad agire dell'attrice. Tuttavia, la Corte di Cassazione cassava tale decisione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame nel merito.
Nel giudizio di rinvio, la Corte d'Appello, pur confermando la nullità della delibera, rigettava la domanda di riallaccio all'impianto centralizzato, ritenendo che tale riallaccio avrebbe comportato un'eccessiva onerosità per gli altri condomini, nel frattempo dotatisi di impianti autonomi, e avrebbe leso il principio di solidarietà sociale.
La Suprema Corte, investita nuovamente della questione, ha cassato la sentenza d'appello, accogliendo il ricorso principale. I giudici di legittimità hanno chiarito che, sebbene la legge consenta al singolo condomino di distaccarsi dall'impianto centralizzato a determinate condizioni, la delibera assembleare che impone a tutti i condomini il distacco e la dismissione dell'impianto centralizzato è illegittima, a meno che non siano rispettate le prescrizioni normative in materia di risparmio energetico. Nel caso di specie, la delibera impugnata si limitava a disporre la soppressione dell'impianto centralizzato, senza prevedere alcuna misura per garantire il passaggio a impianti autonomi conformi alle normative sul risparmio energetico.
La Corte ha inoltre sottolineato che alla declaratoria di nullità della delibera assembleare consegue il diritto del condomino al ripristino della situazione preesistente, ossia al riallaccio all'impianto centralizzato. Non può essere considerata l'onerosità per gli altri condomini, nel frattempo dotatisi di impianti autonomi, della realizzazione delle opere necessarie a tale ripristino, né può essere invocato il principio di solidarietà sociale per negare tale diritto.
La pronuncia in commento ribadisce l'importanza del rispetto delle normative in materia di risparmio energetico nelle decisioni condominiali relative agli impianti di riscaldamento, e afferma il diritto del singolo condomino al ripristino della situazione preesistente a una delibera illegittima, anche a fronte di possibili oneri per gli altri condomini.
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Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


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