CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 25317/2022 del 24-08-2022
principi giuridici
Cittadinanza - Acquisto - Iure sanguinis - Natura permanente - Prova - Riconoscimento - Richiesta - Prova del fatto acquisitivo e della linea di trasmissione - Eccezione - Prova della fattispecie interruttiva - Onere - Sussistenza.
Cittadinanza - Perdita - Emigrazione - Naturalizzazione collettiva - Disciplina del codice civile del 1865 e della legge n. 555 del 1912 - Interpretazione restrittiva - Art. 11, n. 2, cod. civ. 1865 - Acquisto della cittadinanza straniera - Atto spontaneo e volontario - Necessità - Mera residenza all'estero e mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione - Sufficienza - Esclusione.
Cittadinanza - Diritto fondamentale - Natura permanente ed imprescrittibile - Perdita - Rinuncia - Volontarietà ed esplicitezza - Necessità - Rinuncia tacita - Ammissibilità - Esclusione.
Cittadinanza - Perdita - Accettazione di un impiego da un governo estero senza permissione del governo italiano - Art. 11, n. 3, cod. civ. abr. e art. 8, n. 3, della legge n. 555 del 1912 - Portata - Impieghi governativi implicanti obblighi di gerarchia e fedeltà verso lo Stato straniero - Limitazione - Mera attività lavorativa all'estero - Irrilevanza.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Cittadinanza Iure Sanguinis: Onere della Prova e Interpretazione Restrittiva delle Cause di Perdita
La Suprema Corte si è pronunciata in merito a una controversia concernente il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a discendenti di un emigrato italiano in ###. La questione centrale verteva sull'interpretazione delle norme del codice civile del 1865 e della legge sulla cittadinanza del 1912, in relazione alla perdita della cittadinanza italiana da parte degli avi dei ricorrenti, a seguito del decreto di grande naturalizzazione brasiliana di fine ###.
I ricorrenti contestavano la decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il riconoscimento della cittadinanza, ritenendo che gli avi avessero perso la cittadinanza italiana per rinuncia tacita, derivante dall'accettazione degli effetti della naturalizzazione brasiliana e dall'aver accettato un impiego dal governo estero senza autorizzazione.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame. I giudici di legittimità hanno ribadito alcuni principi fondamentali in materia di cittadinanza:
La cittadinanza iure sanguinis si acquista a titolo originario per nascita da genitori italiani, e lo status di cittadino ha natura permanente e imprescrittibile. Chi richiede il riconoscimento della cittadinanza deve provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre spetta alla controparte provare l'eventuale causa interruttiva.
Le norme sulla perdita della cittadinanza italiana devono essere interpretate restrittivamente, in quanto la cittadinanza è un diritto fondamentale. L'art. 11 del codice civile del 1865, nel prevedere la perdita della cittadinanza per chi abbia "ottenuto la cittadinanza in paese estero", richiede un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera, come una domanda di iscrizione nelle liste elettorali. Non è sufficiente la mera residenza all'estero o la mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione.
La rinuncia alla cittadinanza deve essere volontaria ed esplicita, non potendo desumersi da una tacita accettazione della cittadinanza straniera.
L'accettazione di un "impiego da un governo estero" senza autorizzazione, quale causa di perdita della cittadinanza, si riferisce solo agli impieghi governativi strettamente intesi, che implicano l'assunzione di obblighi di gerarchia e fedeltà verso lo Stato straniero, e non a qualsiasi attività lavorativa svolta all'estero.
La Suprema Corte ha sottolineato che la grande naturalizzazione brasiliana di fine ### non comportava l'automatica acquisizione della cittadinanza brasiliana, ma richiedeva un'ulteriore manifestazione di volontà da parte degli interessati, come l'iscrizione alle liste elettorali. Pertanto, la mera stabilizzazione di vita in ### e la mancata opposizione al decreto di naturalizzazione non possono essere considerate sufficienti a provare la rinuncia tacita alla cittadinanza italiana.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.