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CORTE DI CASSAZIONE

Ordinanza n. 30177/2023 del 31-10-2023

principi giuridici

Nel giudizio di opposizione avverso il decreto di espulsione, la mancata pronuncia del giudice di pace su un motivo di opposizione che sollevi questioni di fatto decisive ai fini dell'accertamento di legittimità del provvedimento impugnato, integra vizio di motivazione rilevante ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., qualora si traduca in violazione di legge costituzionalmente rilevante.

Nel giudizio di opposizione avverso il decreto di espulsione, la mancata pronuncia del giudice di pace sulla questione relativa all'omessa notificazione del decreto espulsivo integra vizio di omessa pronuncia, rilevante ai sensi dell'art. 112 c.p.c., stante la nullità del provvedimento prefettizio non consegnato all'espellendo ai sensi dell'art. 13, comma 7, d.lgs. n. 286/1998.

Nel giudizio di opposizione avverso il decreto di espulsione, la mancata comparizione di entrambe le parti all'udienza non determina l'applicazione della disciplina del rinvio di cui all'art. 181 c.p.c., bensì la conseguente immediata decidibilità della causa, in ragione dell'esigenza di sollecita definizione dell'impugnativa di cui all'art. 18, comma 7, d.lgs. n. 150/2011.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Espulsione dello Straniero: Necessaria Valutazione del Radicamento Familiare e Corretta Notifica del Provvedimento


La Suprema Corte è intervenuta su un caso di espulsione, focalizzandosi su due aspetti cruciali: la corretta notifica del decreto di espulsione e la necessaria valutazione del radicamento dello straniero nel territorio italiano.
La vicenda trae origine dall'impugnazione di un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero. Il Giudice di Pace aveva rigettato l'opposizione presentata avverso il decreto prefettizio.
Il ricorrente ha sollevato diverse censure, tra cui la mancata pronuncia del Giudice di Pace sulla questione della nullità della notifica del decreto di espulsione e l'omessa valutazione, da parte del Prefetto, dell'incidenza del provvedimento sui suoi vincoli familiari, in particolare sulla frequentazione del padre, titolare di permesso di soggiorno a tempo indeterminato.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondate le censure relative alla mancata pronuncia sulla validità della notifica e all'omessa valutazione del radicamento familiare.
In particolare, la Corte ha sottolineato che la mancata notifica del decreto di espulsione al destinatario costituisce una nullità insanabile, non sanabile nemmeno dalla proposizione di tempestiva opposizione. La Corte ha evidenziato che il Giudice di Pace non si era pronunciato sulla questione relativa all'eccepita mancata notificazione del decreto espulsivo.
Inoltre, la Suprema Corte ha rilevato che il Giudice di Pace non aveva considerato il radicamento dello straniero in Italia, omettendo di valutare la natura e l'effettività dei vincoli familiari, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il Paese d'origine, elementi rilevanti ai sensi della normativa vigente in materia di immigrazione.
La Corte di Cassazione ha quindi cassato l'ordinanza impugnata, rinviando la causa al Giudice di Pace affinché si pronunci nuovamente, tenendo conto dei principi enunciati in materia di notifica del provvedimento di espulsione e di valutazione del radicamento familiare dello straniero.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


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