CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 7966/2023 del 20-03-2023
principi giuridici
La violazione dell'obbligo di tracciabilità dei flussi finanziari, mediante l'utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal bonifico bancario o postale o da altri mezzi idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni, costituisce causa di risoluzione di diritto dei contratti relativi alla filiera del gioco lecito.
La disciplina inderogabile in materia di tracciabilità dei flussi finanziari nel settore del gioco lecito, finalizzata alla prevenzione di infiltrazioni criminali e alla tutela degli interessi pubblici sottesi alla gestione del denaro raccolto, preclude la configurabilità di una discrezionale valutazione del comportamento delle parti secondo i canoni di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto.
Sussiste uno stretto collegamento negoziale tra il contratto stipulato con il concessionario della rete telematica statale per la gestione del gioco lecito e il contratto intercorrente tra l'esercente e il gestore degli apparecchi da gioco, in ragione della natura pubblica del denaro raccolto e degli interessi pubblici tutelati dalla normativa di settore.
testo integrale
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sintesi e commento
Tracciabilità dei Flussi Finanziari nel Settore del Gioco Lecito: Inadempimento Contrattuale e Collegamento Negoziale
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha affrontato una complessa vicenda contrattuale relativa al settore del gioco lecito, focalizzandosi sull'importanza della tracciabilità dei flussi finanziari e sulle conseguenze dell'inadempimento delle relative disposizioni normative e contrattuali.
La controversia trae origine da un contratto stipulato tra una società, esercente attività di installazione di apparecchi da gioco, e un'altra società, titolare di un esercizio commerciale, per l'installazione di tali apparecchi. Il contratto prevedeva una ripartizione degli incassi e un rinnovo automatico, salvo disdetta. La società titolare dell'esercizio commerciale aveva comunicato l'intenzione di risolvere il contratto, adducendo una presunta violazione della normativa antiriciclaggio da parte della società installatrice, che avrebbe effettuato pagamenti in contanti anziché tramite bonifico.
Il Tribunale, in primo grado, aveva respinto le eccezioni della società titolare dell'esercizio commerciale, ritenendo che non sussistesse un collegamento negoziale imprescindibile tra il contratto stipulato tra le parti e il contratto di rete stipulato con il concessionario della rete per la gestione telematica del gioco lecito. Di conseguenza, aveva dichiarato la risoluzione del contratto per inadempimento della società titolare dell'esercizio commerciale, condannandola al risarcimento dei danni. La Corte d'Appello aveva poi dichiarato inammissibile l'appello proposto avverso tale decisione.
La questione è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha sottolineato come la normativa di settore imponga, in modo inderogabile, la tracciabilità di tutti i flussi finanziari relativi al gioco lecito, al fine di prevenire infiltrazioni criminali e garantire la trasparenza delle operazioni. In particolare, la Corte ha richiamato specifiche disposizioni normative che vietano l'utilizzo di denaro contante e impongono l'effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale, o altri strumenti idonei a garantire la piena tracciabilità delle operazioni.
La Corte ha evidenziato che la ratio di tale normativa risiede nella natura pubblica del denaro raccolto tramite il gioco lecito, che appartiene allo Stato sin dal momento della riscossione. Di conseguenza, gli interessi pubblici tutelati dalla normativa, quali la pubblica fede, l'ordine pubblico, la sicurezza e la salute dei giocatori, prevalgono su qualsiasi interesse privato.
Inoltre, la Corte di Cassazione ha affermato l'esistenza di uno stretto collegamento negoziale tra il contratto stipulato con il concessionario della rete e quello intercorrente tra l'esercente e il gestore, escludendo che, in tale contesto, possa porsi una valutazione del comportamento contrattuale delle parti secondo criteri di diligenza e buona fede.
In definitiva, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame, alla luce dei principi enunciati in materia di tracciabilità dei flussi finanziari nel settore del gioco lecito e di collegamento negoziale tra i contratti coinvolti.