blog dirittopratico

4.065.139
documenti generati

v5.999
Motore di ricerca Sentenze Civili
CSPT
torna alla pagina iniziale

Serve aiuto? Cerca una risposta su dpForum!

Banca Dati della Giurisprudenza Civile

La Banca Dati gratuita "autoalimentata" dagli utenti di Diritto Pratico!


CORTE DI CASSAZIONE

Sentenza n. 7966/2023 del 20-03-2023

principi giuridici

La violazione dell'obbligo di tracciabilità dei flussi finanziari, mediante l'utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal bonifico bancario o postale o da altri mezzi idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni, costituisce causa di risoluzione di diritto dei contratti relativi alla filiera del gioco lecito.

La disciplina inderogabile in materia di tracciabilità dei flussi finanziari nel settore del gioco lecito, finalizzata alla prevenzione di infiltrazioni criminali e alla tutela degli interessi pubblici sottesi alla gestione del denaro raccolto, preclude la configurabilità di una discrezionale valutazione del comportamento delle parti secondo i canoni di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto.

Sussiste uno stretto collegamento negoziale tra il contratto stipulato con il concessionario della rete telematica statale per la gestione del gioco lecito e il contratto intercorrente tra l'esercente e il gestore degli apparecchi da gioco, in ragione della natura pubblica del denaro raccolto e degli interessi pubblici tutelati dalla normativa di settore.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente, mediante intelligenza artificiale, a partire dal testo anonimizzato del provvedimento. Possono contenere errori, omissioni o imprecisioni. Si raccomanda di verificare sempre il testo integrale del provvedimento stesso.

sintesi e commento

Tracciabilità dei Flussi Finanziari nel Settore del Gioco Lecito: Inadempimento Contrattuale e Collegamento Negoziale


Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha affrontato una complessa vicenda contrattuale relativa al settore del gioco lecito, focalizzandosi sull'importanza della tracciabilità dei flussi finanziari e sulle conseguenze dell'inadempimento delle relative disposizioni normative e contrattuali.
La controversia trae origine da un contratto stipulato tra una società, esercente attività di installazione di apparecchi da gioco, e un'altra società, titolare di un esercizio commerciale, per l'installazione di tali apparecchi. Il contratto prevedeva una ripartizione degli incassi e un rinnovo automatico, salvo disdetta. La società titolare dell'esercizio commerciale aveva comunicato l'intenzione di risolvere il contratto, adducendo una presunta violazione della normativa antiriciclaggio da parte della società installatrice, che avrebbe effettuato pagamenti in contanti anziché tramite bonifico.
Il Tribunale, in primo grado, aveva respinto le eccezioni della società titolare dell'esercizio commerciale, ritenendo che non sussistesse un collegamento negoziale imprescindibile tra il contratto stipulato tra le parti e il contratto di rete stipulato con il concessionario della rete per la gestione telematica del gioco lecito. Di conseguenza, aveva dichiarato la risoluzione del contratto per inadempimento della società titolare dell'esercizio commerciale, condannandola al risarcimento dei danni. La Corte d'Appello aveva poi dichiarato inammissibile l'appello proposto avverso tale decisione.
La questione è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha sottolineato come la normativa di settore imponga, in modo inderogabile, la tracciabilità di tutti i flussi finanziari relativi al gioco lecito, al fine di prevenire infiltrazioni criminali e garantire la trasparenza delle operazioni. In particolare, la Corte ha richiamato specifiche disposizioni normative che vietano l'utilizzo di denaro contante e impongono l'effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale, o altri strumenti idonei a garantire la piena tracciabilità delle operazioni.
La Corte ha evidenziato che la ratio di tale normativa risiede nella natura pubblica del denaro raccolto tramite il gioco lecito, che appartiene allo Stato sin dal momento della riscossione. Di conseguenza, gli interessi pubblici tutelati dalla normativa, quali la pubblica fede, l'ordine pubblico, la sicurezza e la salute dei giocatori, prevalgono su qualsiasi interesse privato.
Inoltre, la Corte di Cassazione ha affermato l'esistenza di uno stretto collegamento negoziale tra il contratto stipulato con il concessionario della rete e quello intercorrente tra l'esercente e il gestore, escludendo che, in tale contesto, possa porsi una valutazione del comportamento contrattuale delle parti secondo criteri di diligenza e buona fede.
In definitiva, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame, alla luce dei principi enunciati in materia di tracciabilità dei flussi finanziari nel settore del gioco lecito e di collegamento negoziale tra i contratti coinvolti.
N.B.: La sintesi è generata automaticamente, mediante intelligenza artificiale, a partire dal testo anonimizzato del provvedimento. Può contenere errori, omissioni o imprecisioni. Si raccomanda di verificare sempre il testo integrale del provvedimento stesso.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

ATTENZIONE! Le sentenze sono di dominio pubblico. La diffusione dei provvedimenti giurisdizionali "costituisce fonte preziosa per lo studio e l'accrescimento della cultura giuridica e strumento indispensabile di controllo da parte dei cittadini dell'esercizio del potere giurisdizionale". Benchè le linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica non richiedano espressamente l'anonimizzazione sistematica di tutti i provvedimenti, Diritto Pratico ha scelto questa strada. Il processo di anonimizzazione è completamente automatizzato: puoi segnalare anomalie, richiedere oscuramenti e rimozioni tramite l'apposito modulo di contatto richiamabile cliccando sul simbolo che trovi in prossimità degli estremi di ogni provvedimento.

N.B.: La Banca Dati della Giurisprudenza Civile di Diritto Pratico non è, non vuole essere, né potrà mai essere un'alternativa alle soluzioni commerciali presenti sul mercato. Essendo aperta alla contribuzione di tutti, Diritto Pratico non può garantire l'esattezza dei dati ottenuti che l'utente è sempre tenuto a verificare.

Quanto ritieni utile questo strumento?

4.4/5 (27394 voti)

©2013-2026 Diritto Pratico - Termini di Servizio e informativa sul trattamento dei dati - Assistenza

pagina generata in 0.006 secondi in data 25 ottobre 2026 (IUG:VY-C83C71) - 1554 utenti online