CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 9863/2023 del 13-04-2023
principi giuridici
In tema di responsabilità civile, la prevedibilità del pericolo da parte del danneggiato, unitamente all'adozione di cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, può interrompere il nesso eziologico tra la cosa in custodia e l'evento dannoso, configurando un comportamento imprudente del danneggiato idoneo a costituire causa esclusiva del danno.
Il richiamo alle categorie di insidia o trabocchetto, in tema di responsabilità civile, concerne situazioni di possibile danno non suscettibili di essere agevolmente previste e superate con l'ordinaria diligenza, rilevanti ai fini dell'accertamento della rilevanza eziologica del comportamento del danneggiato.
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testo integrale
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sintesi e commento
Prevedibilità del Pericolo e Responsabilità del Danneggiato: Limiti alla Responsabilità del Custode
La Suprema Corte si è pronunciata su un caso di risarcimento danni conseguenti a una caduta su un sentiero, ribadendo principi fondamentali in materia di responsabilità civile. La vicenda trae origine dalla domanda di risarcimento presentata da un soggetto che, percorrendo un sentiero pedonale, aveva subito una rovinosa caduta, riportando lesioni personali. L'attore attribuiva la responsabilità dell'accaduto alla presenza di materiale scivoloso sul percorso, lamentando la mancata manutenzione da parte dell'ente proprietario.
Sia il Tribunale che la Corte d'Appello avevano rigettato la domanda risarcitoria, ritenendo che la caduta fosse imputabile alla condotta imprudente del danneggiato. In particolare, i giudici di merito avevano evidenziato la visibilità del sentiero, la presenza di un corrimano e la percepibilità del materiale presente sul terreno, elementi che avrebbero dovuto indurre il soggetto a una maggiore cautela.
La Suprema Corte, nel confermare la decisione di secondo grado, ha sottolineato come la prevedibilità del pericolo giochi un ruolo cruciale nell'accertamento della responsabilità. I giudici hanno ribadito che, quanto più una situazione di potenziale danno è facilmente riconoscibile e superabile con l'ordinaria diligenza, tanto più incisiva deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento negligente del danneggiato. In tali circostanze, la condotta imprudente può addirittura interrompere il nesso causale tra la cosa e l'evento dannoso, escludendo la responsabilità del custode.
La Corte ha precisato che il riferimento all'insidia o al trabocchetto, spesso utilizzato in giurisprudenza, deve essere inteso come una situazione di pericolo non facilmente prevedibile e superabile con l'ordinaria diligenza. Nel caso di specie, la Corte d'Appello aveva accertato che il rischio di caduta era ampiamente prevedibile, escludendo la sussistenza di un'insidia e attribuendo la causa esclusiva del danno alla condotta imprudente del danneggiato.
La Suprema Corte ha inoltre chiarito che, in presenza di un accertamento positivo della causa esclusiva del danno, rappresentata dalla condotta del danneggiato, non trova applicazione la regola sull'onere della prova gravante sul custode, il quale sarebbe tenuto a dimostrare il caso fortuito. Tale regola, infatti, opera solo in assenza di elementi idonei a ricostruire la dinamica dell'evento dannoso.
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