CORTE DI CASSAZIONE
Ordinanza n. 10934/2025 del 26-04-2025
principi giuridici
La giurisdizione sulle azioni di indebito arricchimento spetta al giudice ordinario, trattandosi di istituto civilistico che dà luogo a situazioni di diritto soggettivo perfetto anche quando parte sia una pubblica amministrazione, salvo il limite interno del divieto di annullamento e di modificazione degli atti amministrativi.
La domanda di risarcimento del danno derivante da attività comportamentale della pubblica amministrazione non sorretta da alcun formale provvedimento, che pone le parti su un piano paritetico, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.
La domanda risarcitoria fondata sulla responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione, per violazione degli obblighi di buona fede e correttezza in una fase prodromica all'eventuale instaurazione di una procedura di evidenza pubblica, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Giurisdizione Ordinaria Competente in Controversie Derivanti da Detenzione Illegittima di Beni e Responsabilità Precontrattuale della Pubblica Amministrazione
La Suprema Corte si è pronunciata in merito a una questione di giurisdizione sollevata in una causa originata da un contratto di appalto per la costruzione di un ponte tra due comuni. L'impresa appaltatrice aveva subappaltato il montaggio e il noleggio di una struttura tubolare a sostegno del ponte. A seguito della risoluzione del contratto di appalto principale, l'ente pubblico aveva preso in consegna il manufatto, detenendo la struttura tubolare di proprietà della subappaltatrice.
Quest'ultima aveva quindi convenuto in giudizio l'ente pubblico, chiedendo il risarcimento dei danni per l'illegittima detenzione del bene, in subordine, un indennizzo per l'indebito godimento del ponteggio e, in alternativa, la condanna dei funzionari dell'ente, ritenuti responsabili per aver consentito l'esecuzione della prestazione. L'ente pubblico aveva eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo che la controversia rientrasse nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in quanto relativa a procedure di affidamento ad evidenza pubblica.
La Suprema Corte, investita della questione, ha rigettato l'eccezione, affermando la giurisdizione del giudice ordinario. I giudici hanno rilevato che la domanda di indennizzo era fondata sull'articolo 2041 del codice civile, relativo all'arricchimento senza causa, e che la domanda nei confronti dei funzionari pubblici si basava su un presunto rapporto contrattuale instauratosi direttamente tra questi e la società ricorrente. In entrambi i casi, la giurisdizione del giudice ordinario è pacifica.
Quanto alla domanda di risarcimento danni per l'illegittima detenzione del ponteggio, la Corte ha osservato che essa traeva origine da un'attività comportamentale dell'ente pubblico non supportata da alcun provvedimento formale, ponendo le parti su un piano paritetico e radicanando la giurisdizione in capo al giudice ordinario.
Infine, con riferimento alla pretesa risarcitoria fondata sulla responsabilità precontrattuale dell'ente, per aver creato un affidamento nella conclusione di un contratto di noleggio, la Corte ha escluso la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Ha sottolineato che, nel caso di specie, non si verteva in tema di conclusione di un contratto di appalto, ma solo della possibilità di continuare a fruire del ponteggio, e che la condotta contestata all'amministrazione si collocava in una fase antecedente all'eventuale instaurazione di una procedura ad evidenza pubblica. In assenza di una procedura formale e di impegni vincolanti, la Corte ha ritenuto che la controversia rientrasse nella giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una lesione di un diritto soggettivo solo occasionalmente connessa ad un procedimento amministrativo.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.