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CORTE DI CASSAZIONE
Sentenza n. 2861/2026 del 09-02-2026
principi giuridici
La notificazione del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, pur se tardiva, costituisce fatto costitutivo della fattispecie di assoggettamento incontestabile all'obbligo di pagare la sanzione, sicché il vizio del procedimento formativo del titolo esecutivo stragiudiziale derivante dal mancato rispetto dei termini prescritti per la notificazione deve essere fatto valere mediante tempestiva opposizione al verbale stesso, restando altrimenti preclusa la contestazione in sede di opposizione all'ingiunzione di pagamento.
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sintesi e commento
Tardività della Notifica del Verbale di Accertamento e Opposizione: Limiti e Condizioni
La Suprema Corte si è pronunciata su una questione relativa alla contestazione di un'ingiunzione di pagamento emessa da un Comune per sanzioni derivanti da violazioni del Codice della Strada. Il caso trae origine dall'opposizione presentata da un soggetto avverso un'ingiunzione di pagamento, motivata dalla presunta tardività della notifica del verbale di accertamento dell'infrazione. L'opponente sosteneva che la notifica fosse avvenuta oltre il termine di 90 giorni previsto dal Codice della Strada, determinando la decadenza del potere sanzionatorio dell'ente.
Sia il Giudice di Pace che il Tribunale avevano respinto l'opposizione, ritenendo che la mancata impugnazione tempestiva del verbale di accertamento precludesse la possibilità di sollevare la questione della tardività della notifica in un momento successivo, ovvero in sede di opposizione all'ingiunzione di pagamento.
La Corte di Cassazione, nel rigettare il ricorso, ha confermato l'orientamento dei giudici di merito, richiamando un consolidato principio di diritto. La Suprema Corte ha ribadito la distinzione tra il caso di omessa o invalida notifica del verbale, che impedisce all'interessato di prenderne conoscenza, e il caso in cui, invece, il verbale sia stato validamente notificato, seppur tardivamente. Solo nel primo caso, l'interessato può opporsi all'ingiunzione di pagamento eccependo la mancata conoscenza del verbale presupposto. Nel secondo caso, invece, grava sull'interessato l'onere di impugnare tempestivamente il verbale, facendo valere il vizio della tardività della notifica nei termini previsti dalla legge.
La Corte ha precisato che la notifica tempestiva del verbale non è un requisito di esistenza del titolo esecutivo, ma un requisito di validità. Pertanto, la violazione dell'obbligo di notifica tempestiva non impedisce la formazione del titolo esecutivo, ma ne costituisce un vizio formale che deve essere fatto valere attraverso l'opposizione al verbale stesso. In mancanza di tale opposizione, il verbale diviene titolo esecutivo e la pretesa sanzionatoria diviene incontestabile. La Corte ha evidenziato che l'estinzione del potere sanzionatorio, prevista dal Codice della Strada in caso di notifica tardiva, deve essere fatta valere nelle forme e nei termini previsti dalla legge, ovvero attraverso l'opposizione al verbale.
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