blog dirittopratico

3.871.607
documenti generati

v5.855
Motore di ricerca Sentenze Civili
CSPT
torna alla pagina iniziale

Serve aiuto? Cerca una risposta su dpForum!

Banca Dati della Giurisprudenza Civile

La Banca Dati gratuita "autoalimentata" dagli utenti di Diritto Pratico!


CORTE D'APPELLO DI NAPOLI

Sentenza n. 2053/2022 del 05-05-2022

principi giuridici

Nel licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, ove ne ricorrano i presupposti di applicabilità, il datore di lavoro, oltre a provare la sopravvenuta inidoneità e l'impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni compatibili, anche inferiori, è tenuto a dimostrare l'impossibilità di adottare accomodamenti ragionevoli, intendendosi per tali le modifiche e gli adattamenti necessari e idonei a tutelare il lavoratore, senza che ciò comporti un onere eccessivo o sproporzionato per il datore di lavoro.

Il licenziamento disposto per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, in violazione dell'obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli, è ingiustificato e comporta l'applicazione della tutela reintegratoria attenuata di cui all'art. 18, comma 7, della legge n. 300/1970.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Licenziamento per Inidoneità Fisica: Obblighi di Repêchage e Accomodamento Ragionevole


La Corte d'Appello di Napoli si è pronunciata su un caso di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica di un lavoratore, confermando la decisione di primo grado che aveva annullato il licenziamento e disposto la reintegrazione del dipendente.
Il lavoratore, impiegato presso una società ferroviaria dal 1999, era stato licenziato a seguito di un accertamento medico che ne aveva rilevato l'inidoneità fisica allo svolgimento delle mansioni di ### Ferroviario. La società aveva motivato il licenziamento con l'impossibilità di adibirlo a mansioni equivalenti o inferiori. Il lavoratore aveva impugnato il licenziamento, contestando la genericità della comunicazione e l'omesso adempimento dell'obbligo di repêchage, evidenziando inoltre l'origine professionale della patologia.
Il Tribunale aveva accolto il ricorso, annullando il licenziamento e ordinando la reintegrazione, ritenendo che la società non avesse adeguatamente adempiuto all'obbligo di ricercare soluzioni alternative al licenziamento. La società ha quindi presentato reclamo alla Corte d'Appello, contestando la valutazione delle prove e l'applicazione delle norme in materia di tutela dei lavoratori disabili.
La Corte d'Appello ha rigettato il reclamo, confermando la sentenza di primo grado. I giudici hanno ribadito che, in caso di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta, il datore di lavoro non solo deve dimostrare l'impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni equivalenti o inferiori (il cosiddetto obbligo di repêchage), ma deve anche provare di aver valutato la possibilità di adottare "accomodamenti ragionevoli" per consentire al lavoratore di continuare a svolgere la propria attività lavorativa.
La Corte ha evidenziato che la società si era limitata a sostenere l'assenza di posizioni lavorative compatibili con le limitazioni del lavoratore, senza però dimostrare di aver compiuto uno sforzo concreto per individuare soluzioni organizzative alternative, come ad esempio la rimodulazione dell'orario di lavoro o la diversa ripartizione dei compiti. I giudici hanno sottolineato che l'obbligo di "accomodamento ragionevole" impone al datore di lavoro di andare oltre il mero adempimento dell'obbligo di repêchage, valutando tutte le possibili soluzioni per tutelare il posto di lavoro del dipendente divenuto inabile.
La Corte ha inoltre respinto l'argomentazione della società secondo cui il lavoratore non avrebbe provato di trovarsi in una situazione di handicap fisico. I giudici hanno evidenziato che l'inidoneità parziale del lavoratore era stata accertata dalla stessa società e posta alla base del licenziamento, e che la patologia era stata riconosciuta come di natura professionale in un altro giudizio.
Infine, la Corte ha confermato l'applicazione della tutela reintegratoria attenuata, prevista dall'art. 18 della legge n. 300/1970, in quanto il licenziamento era stato disposto in violazione dell'obbligo di "accomodamento ragionevole".
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

ATTENZIONE! Le sentenze sono di dominio pubblico. La diffusione dei provvedimenti giurisdizionali "costituisce fonte preziosa per lo studio e l'accrescimento della cultura giuridica e strumento indispensabile di controllo da parte dei cittadini dell'esercizio del potere giurisdizionale". Benchè le linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica non richiedano espressamente l'anonimizzazione sistematica di tutti i provvedimenti, Diritto Pratico ha scelto questa strada. Il processo di anonimizzazione è completamente automatizzato: puoi segnalare anomalie, richiedere oscuramenti e rimozioni tramite l'apposito modulo di contatto richiamabile cliccando sul simbolo che trovi in prossimità degli estremi di ogni provvedimento.

N.B.: La Banca Dati della Giurisprudenza Civile di Diritto Pratico non è, non vuole essere, né potrà mai essere un'alternativa alle soluzioni commerciali presenti sul mercato. Essendo aperta alla contribuzione di tutti, Diritto Pratico non può garantire l'esattezza dei dati ottenuti che l'utente è sempre tenuto a verificare.

Quanto ritieni utile questo strumento?

4.4/5 (25357 voti)

©2013-2026 Diritto Pratico - Termini di Servizio e informativa sul trattamento dei dati - Assistenza

pagina generata in 0.011 secondi in data 15 maggio 2026 (IUG:OS-CDE5D0) - 3149 utenti online