blog dirittopratico

3.894.704
documenti generati

v5.874
Motore di ricerca Sentenze Civili
CSPT
torna alla pagina iniziale

Serve aiuto? Cerca una risposta su dpForum!

Banca Dati della Giurisprudenza Civile

La Banca Dati gratuita "autoalimentata" dagli utenti di Diritto Pratico!


CORTE D'APPELLO DI PALERMO

Sentenza n. 800/2023 del 20-04-2023

principi giuridici

Il diritto all'indennità per i miglioramenti apportati al bene oggetto di usufrutto, ai sensi dell'art. 985 c.c., sorge al momento della realizzazione delle opere migliorative ed è trasmissibile agli eredi dell'usufruttuario, divenendo esigibile qualora tali miglioramenti sussistano al momento della restituzione del bene al nudo proprietario.

Ai fini della valutazione dei miglioramenti di cui all'art. 985 c.c., la destinazione economica di un'abitazione non muta in ragione della categoria catastale, rilevando unicamente che, al momento della restituzione, il bene abbia un valore superiore rispetto all'inizio dell'usufrutto.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Trasmissibilità agli Eredi del Diritto all'Indennità per i Miglioramenti Apportati da Usufruttuario


La Corte d'Appello di Palermo si è pronunciata in merito a una controversia originata da lavori di ristrutturazione eseguiti da una persona, titolare di un diritto di usufrutto su un immobile di proprietà di un'altra. Alla morte dell'usufruttuaria, il suo erede ha citato in giudizio il nudo proprietario, chiedendo il pagamento di un'indennità per i miglioramenti e le addizioni apportate all'immobile durante il periodo di usufrutto.
Il proprietario dell'immobile si è opposto alla richiesta, eccependo, in primo luogo, il difetto di legittimazione attiva dell'erede dell'usufruttuaria, sostenendo che il diritto di usufrutto, essendo personale e non trasmissibile, si estingue con la morte del titolare, precludendo agli eredi l'esercizio di diritti non fatti valere in vita dall'usufruttuario. In secondo luogo, il proprietario contestava la natura dei lavori eseguiti, ritenendoli non miglioramenti, bensì abusi che avrebbero alterato la destinazione economica dell'immobile, in violazione delle norme che regolano l'usufrutto.
Il Tribunale di primo grado aveva accolto la domanda dell'erede, condannando il proprietario al pagamento di un'indennità. Quest'ultimo ha quindi proposto appello, riproponendo le proprie eccezioni.
La Corte d'Appello ha rigettato l'appello, confermando la decisione di primo grado. In particolare, i giudici hanno chiarito che, sebbene il diritto di usufrutto sia intrasmissibile agli eredi, il diritto all'indennità per i miglioramenti apportati all'immobile durante l'usufrutto è un diritto di credito che nasce con la realizzazione delle opere e diviene esigibile al momento della restituzione del bene al nudo proprietario, qualora i miglioramenti sussistano ancora. Pertanto, tale diritto si trasmette agli eredi dell'usufruttuario.
La Corte ha inoltre respinto la tesi del proprietario secondo cui le opere eseguite avrebbero alterato la destinazione economica dell'immobile. I giudici hanno precisato che la destinazione economica di un'abitazione non muta in base alla sua categoria catastale e che l'unico elemento rilevante, ai fini del riconoscimento dell'indennità, è che il bene abbia, al momento della restituzione, un valore superiore a quello che aveva all'inizio dell'usufrutto, per effetto degli interventi realizzati.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

ATTENZIONE! Le sentenze sono di dominio pubblico. La diffusione dei provvedimenti giurisdizionali "costituisce fonte preziosa per lo studio e l'accrescimento della cultura giuridica e strumento indispensabile di controllo da parte dei cittadini dell'esercizio del potere giurisdizionale". Benchè le linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica non richiedano espressamente l'anonimizzazione sistematica di tutti i provvedimenti, Diritto Pratico ha scelto questa strada. Il processo di anonimizzazione è completamente automatizzato: puoi segnalare anomalie, richiedere oscuramenti e rimozioni tramite l'apposito modulo di contatto richiamabile cliccando sul simbolo che trovi in prossimità degli estremi di ogni provvedimento.

N.B.: La Banca Dati della Giurisprudenza Civile di Diritto Pratico non è, non vuole essere, né potrà mai essere un'alternativa alle soluzioni commerciali presenti sul mercato. Essendo aperta alla contribuzione di tutti, Diritto Pratico non può garantire l'esattezza dei dati ottenuti che l'utente è sempre tenuto a verificare.

Quanto ritieni utile questo strumento?

4.4/5 (25657 voti)

©2013-2026 Diritto Pratico - Termini di Servizio e informativa sul trattamento dei dati - Assistenza

pagina generata in 0.002 secondi in data 2 giugno 2026 (IUG:7B-4BE4EB) - 1352 utenti online