CORTE D'APPELLO DI SALERNO
Sentenza n. 585/2022 del 18-05-2022
principi giuridici
In tema di responsabilità da cose in custodia, ai sensi dell'art. 2051 c.c., qualora il danno non sia l'effetto di un dinamismo interno della cosa, ma richieda che l'agire umano si unisca al modo di essere della cosa stessa, l'attore danneggiato deve dimostrare che lo stato dei luoghi presenti peculiarità tali da renderne potenzialmente dannosa la normale utilizzazione.
In tema di responsabilità da cose in custodia, ai sensi dell'art. 2051 c.c., l'onere probatorio gravante sul custode per liberarsi dalla presunzione di responsabilità presuppone che l'attore abbia, a sua volta, e in via prioritaria, fornito la prova della relazione tra l'evento dannoso lamentato e la cosa in custodia.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Responsabilità da Cose in Custodia: Onere Probatorio e Nesso Causale
La Corte d'Appello di Salerno si è pronunciata in merito a una controversia originata da un incidente occorso all'interno di un esercizio commerciale. Un individuo, all'epoca dei fatti minorenne, aveva subito lesioni a seguito di una caduta e del conseguente impatto con una vetrina. I genitori del ragazzo avevano citato in giudizio la società titolare dell'attività, invocando la responsabilità per cose in custodia ai sensi dell'articolo 2051 del codice civile.
Secondo la ricostruzione dei fatti prospettata dagli attori, la caduta sarebbe stata causata dal posizionamento irregolare di una moquette all'ingresso del locale. Nel tentativo di evitare la caduta, il giovane si sarebbe appoggiato alla vetrina, la quale si sarebbe frantumata, provocandogli lesioni. Il Tribunale di primo grado aveva rigettato la domanda risarcitoria, ritenendo non provato il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento dannoso.
La Corte d'Appello, pur confermando la decisione di rigetto, ha integrato la motivazione, richiamando i principi consolidati in materia di responsabilità da cose in custodia. I giudici hanno ribadito che, in base all'articolo 2051 del codice civile, il custode di una cosa è responsabile dei danni da essa cagionati, salvo che provi il caso fortuito. Tuttavia, l'onere della prova del nesso causale tra la cosa e il danno grava sull'attore.
Nel caso specifico, la Corte ha rilevato che gli attori non avevano fornito una prova sufficiente del nesso causale tra la caduta del ragazzo e le condizioni della moquette. Le testimonianze raccolte in primo grado erano risultate contraddittorie e non avevano permesso di accertare con certezza che la moquette fosse effettivamente posizionata in modo da costituire un pericolo per i clienti. Inoltre, la documentazione fotografica prodotta dalla società convenuta non evidenziava anomalie o imperfezioni nel gradino di accesso o nella moquette.
La Corte ha sottolineato che, nel caso di cose inerti, come nel caso di specie, è necessario che l'attore dimostri che lo stato dei luoghi presenti peculiarità tali da renderne potenzialmente dannosa la normale utilizzazione. In mancanza di tale prova, non può essere affermata la responsabilità del custode.
I giudici hanno inoltre ritenuto più verosimile la ricostruzione dei fatti fornita dalla società convenuta, secondo cui il ragazzo sarebbe entrato nel negozio correndo, nel tentativo di sfuggire a un gioco con un coetaneo. Tale ricostruzione, supportata da alcune testimonianze, appariva più compatibile con la violenza dell'impatto che aveva provocato la rottura della vetrina e le lesioni subite dal giovane.
Pertanto, la Corte d'Appello ha rigettato l'appello, confermando la sentenza di primo grado e condannando l'appellante al pagamento delle spese processuali.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.