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CORTE D'APPELLO DI SALERNO

Sentenza n. 722/2023 del 31-05-2023

principi giuridici

In caso di disconoscimento della paternità, il figlio maggiorenne ha diritto, previa domanda giudiziale, a conservare il cognome precedentemente attribuito qualora questo sia divenuto autonomo segno distintivo della sua identità personale.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Disconoscimento di Paternità e Diritto al Cognome: Un Equilibrio tra Status e Identità Personale


La Corte d'Appello è stata chiamata a pronunciarsi su un caso di disconoscimento di paternità, focalizzandosi in particolare sulla questione del cognome del soggetto interessato. La vicenda trae origine da un'azione legale promossa da una persona, al fine di disconoscere la paternità di un individuo precedentemente ritenuto suo padre legale.
Nel corso del giudizio di primo grado, era emerso che la madre della persona aveva avuto una relazione extraconiugale da cui era nata. A seguito di tale rivelazione, e dopo aver instaurato un rapporto con il padre biologico, la persona aveva intrapreso l'azione di disconoscimento. Il Tribunale aveva accolto la domanda, dichiarando che la persona non era figlia del padre legale e, conseguentemente, ne perdeva il cognome.
La decisione del Tribunale è stata appellata limitatamente alla questione del cognome. L'appellante sosteneva che il giudice di primo grado avesse errato nel disporre automaticamente la perdita del cognome paterno, in quanto ciò violava il diritto all'identità personale, sancito dall'articolo 2 della Costituzione e dall'articolo 6 del codice civile. L'appellante evidenziava, inoltre, che il padre legale non si era opposto al mantenimento del cognome.
La Corte d'Appello, nel riformare parzialmente la sentenza di primo grado, ha accolto l'appello. I giudici hanno richiamato il principio secondo cui il diritto al mantenimento del cognome, in caso di disconoscimento di paternità, è un diritto personalissimo che deve essere oggetto di una specifica domanda giudiziale. La Corte ha sottolineato che il cognome, nel tempo, può assumere un valore identificativo della persona, divenendo un elemento essenziale della sua identità personale e delle sue relazioni sociali.
Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto che, data l'età della persona, il cognome precedentemente attribuito rappresentasse un elemento essenziale della sua identità, tale da giustificare il suo mantenimento. Pertanto, la Corte ha revocato la statuizione relativa alla perdita del cognome paterno, autorizzando la persona a continuare a essere identificata con il cognome originario. La Corte ha compensato integralmente le spese di lite, tenuto conto della peculiarità della vicenda e della sostanziale neutralità delle parti non costituite.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
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testo integrale


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