TRIBUNALE DI ANCONA
Sentenza n. 352/2022 del 15-03-2022
principi giuridici
La cessione di ramo d'azienda, pur non simulata, ma finalizzata a sottrarre ricchezza alla società cedente in stato di decozione, mediante il trasferimento dei rapporti commerciali più redditizi ad una società neocostituita, integra una condotta fraudolenta idonea a fondare la responsabilità degli amministratori e del liquidatore che abbiano concorso alla realizzazione dell'operazione.
In caso di cessione dei beni sociali in violazione dei doveri di corretta gestione del patrimonio, il danno risarcibile è pari al valore dei beni non rinvenuti, accertato in sede di azione revocatoria fallimentare.
L'utilizzo del patrimonio sociale per finalità illecite o estranee all'oggetto sociale, quali il pagamento di debiti usurari contratti da soci o da altre società, configura una distrazione di fondi idonea a fondare la responsabilità degli amministratori che abbiano disposto tali pagamenti.
Integra una condotta lesiva degli interessi sociali e dei creditori il pagamento di somme a soggetti terzi con i quali la società non intrattiene rapporti commerciali o societari, configurandosi come pagamenti indebiti idonei a fondare la responsabilità degli amministratori che li abbiano disposti.
L'amministratore che abusi del credito bancario, mediante l'utilizzo di ### per fatture non contabilizzate e in assenza di un valido rapporto commerciale sottostante, è responsabile del danno arrecato alla società.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Responsabilità degli Amministratori di SRL: La Mala Gestio e le Conseguenze Patrimoniali
La pronuncia in commento trae origine da un'azione di responsabilità promossa da una società a responsabilità limitata in liquidazione contro i suoi ex amministratori e liquidatori, nonché contro alcuni soci. La società attrice lamentava una serie di atti di mala gestio che avrebbero depauperato il patrimonio sociale, conducendo al fallimento.
Il Tribunale ha esaminato diverse operazioni contestate, tra cui la cessione di un ramo d'azienda a una società di nuova costituzione, operazione ritenuta fraudolenta in quanto finalizzata a sottrarre alla società in difficoltà i rapporti commerciali più redditizi, in particolare con un importante cliente. I giudici hanno evidenziato la rapidità con cui è stata costituita la nuova società, i legami familiari tra i soggetti coinvolti nelle operazioni, la coincidenza di sede e oggetto sociale tra le due società e, soprattutto, la contestuale messa in liquidazione della società cedente. Nonostante ciò, il Tribunale ha ritenuto non provato il danno derivante da tale operazione, non essendo stato quantificato in modo adeguato l'effettivo pregiudizio subito dalla società fallita.
Un'altra operazione contestata riguardava la vendita di tutti i beni della società a un'altra impresa, operazione che era già stata oggetto di revocatoria fallimentare da parte del Tribunale di un'altra città. In questo caso, i giudici hanno ritenuto sussistente la responsabilità degli amministratori e dei soci che avevano deliberato l'atto, in quanto consapevoli dello stato di insolvenza della società e della natura pregiudizievole dell'operazione. Il danno è stato quantificato nel valore dei beni non rinvenuti a seguito della revocatoria.
Il Tribunale ha poi esaminato una serie di prelievi di somme di denaro dai conti correnti sociali, destinati a soggetti estranei all'attività della società. In questo caso, i giudici hanno ritenuto provata la responsabilità degli amministratori che avevano disposto tali pagamenti, in quanto privi di una valida giustificazione e lesivi degli interessi della società.
Infine, è stato contestato l'utilizzo abusivo del credito bancario, attraverso l'addebito di effetti insoluti relativi a fatture non contabilizzate e apparentemente prive di un valido rapporto commerciale sottostante. In questo caso, il Tribunale ha ritenuto responsabile l'amministratore in carica al momento dei fatti.
In definitiva, il Tribunale ha accolto parzialmente le domande della società attrice, condannando gli ex amministratori e liquidatori, nonché i soci, al risarcimento dei danni accertati, in relazione alle singole operazioni ritenute illegittime.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.