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TRIBUNALE DI FERRARA
Sentenza n. 463/2023 del 19-06-2023
principi giuridici
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sintesi e commento
La rilevanza del consenso informato nel trattamento sanitario e la responsabilità del medico
Una recente pronuncia giurisprudenziale ha affrontato un tema di grande rilevanza nel campo della responsabilità medica: la corretta acquisizione del consenso informato del paziente e le conseguenze derivanti dalla sua omissione o incompletezza. La vicenda trae origine da un intervento chirurgico eseguito su un paziente, a seguito del quale quest'ultimo ha lamentato conseguenze negative sulla propria salute.
Il paziente ha adito le vie legali, contestando, tra le altre cose, la violazione del diritto all'autodeterminazione terapeutica, lamentando di non essere stato adeguatamente informato sui rischi e le alternative terapeutiche disponibili prima di sottoporsi all'intervento. In particolare, il paziente sosteneva che, se fosse stato pienamente consapevole delle possibili complicanze, avrebbe potuto optare per un trattamento diverso o, addirittura, rinunciare all'intervento.
Il Tribunale, investito della questione, ha esaminato attentamente la documentazione medica e le testimonianze raccolte, concentrandosi in particolare sulla completezza e comprensibilità delle informazioni fornite al paziente prima dell'intervento. I giudici hanno ribadito il principio fondamentale secondo cui il consenso informato non è una mera formalità burocratica, ma un diritto inviolabile del paziente, strettamente connesso al diritto alla salute e alla dignità della persona.
La sentenza ha evidenziato come il medico abbia l'obbligo di fornire al paziente informazioni chiare, complete e comprensibili, relative alla natura dell'intervento, ai benefici attesi, ai rischi prevedibili, alle possibili complicanze e alle alternative terapeutiche disponibili. Tale obbligo informativo deve essere adempiuto in modo da consentire al paziente di prendere una decisione libera e consapevole, basata su una piena comprensione della situazione.
Nel caso specifico, il Tribunale ha accertato che le informazioni fornite al paziente erano insufficienti e generiche, non consentendo allo stesso di comprendere appieno i rischi specifici dell'intervento e le possibili alternative terapeutiche. Di conseguenza, i giudici hanno ritenuto che il consenso informato non fosse stato validamente acquisito e hanno riconosciuto la responsabilità del medico per violazione del diritto all'autodeterminazione terapeutica del paziente. La sentenza ha sottolineato che, anche in assenza di errori nell'esecuzione dell'intervento, la violazione del diritto al consenso informato può configurare un danno risarcibile, in quanto lesivo della libertà di scelta del paziente e della sua dignità personale.
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