blog dirittopratico

3.891.114
documenti generati

v5.872
Motore di ricerca Sentenze Civili
CSPT
torna alla pagina iniziale

Serve aiuto? Cerca una risposta su dpForum!

Banca Dati della Giurisprudenza Civile

La Banca Dati gratuita "autoalimentata" dagli utenti di Diritto Pratico!


TRIBUNALE DI ISERNIA

Sentenza n. 269/2019 del 23-07-2019

principi giuridici

In tema di azione revocatoria ordinaria, ai fini della sussistenza del requisito soggettivo della scientia damni in capo al debitore e al terzo contraente, qualora l'atto dispositivo sia successivo al sorgere del credito, è sufficiente la consapevolezza del pregiudizio che la diminuzione della garanzia patrimoniale generica può arrecare alle ragioni del creditore, a prescindere da ogni elemento fraudolento, la cui prova può essere fornita anche a mezzo di presunzioni.

Gli atti dispositivi del fideiussore successivi alla prestazione della fideiussione, se compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti ad azione revocatoria, ai sensi dell'art. 2901, n. 1, prima parte, c.c., in base al solo requisito soggettivo della consapevolezza del fideiussore (e, in caso di atto a titolo oneroso, del terzo) di arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore, poiché l'acquisto della qualità di debitore del fideiussore nei confronti del creditore risale al momento della nascita del credito, sicché a tale momento occorre far riferimento per stabilire se l'atto pregiudizievole sia anteriore o successivo al sorgere del credito.

In tema di azione revocatoria ordinaria, nel caso in cui il debitore disponga del suo patrimonio mediante conferimento di beni, devono ritenersi in re ipsa l'esistenza e la consapevolezza (sua e del terzo acquirente) del pregiudizio patrimoniale che tali atti arrecano alle ragioni del creditore.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Azione Revocatoria Ordinaria: Onere Probatorio e Consapevolezza del Pregiudizio


La pronuncia del Tribunale di Isernia affronta un caso di azione revocatoria ordinaria, strumento giuridico volto a tutelare le ragioni del creditore di fronte ad atti dispositivi del debitore che possano pregiudicare la garanzia patrimoniale. La vicenda trae origine da un contratto di finanziamento stipulato tra una società e una debitrice, garantito da fideiussioni. A seguito di inadempimento, la società creditrice ha agito in revocatoria contro i fideiussori e la società beneficiaria di un conferimento di beni immobili da parte di uno dei fideiussori, contestando tale atto in quanto lesivo delle proprie ragioni creditorie.
Il Tribunale ha rigettato la domanda nei confronti di una delle convenute, in quanto non è stata fornita la prova dell'esistenza di un valido rapporto di credito tra la stessa e la società attrice. In particolare, la società attrice non ha prodotto in giudizio l'originale della fideiussione asseritamente rilasciata dalla convenuta, rendendo impossibile la verifica della sua autenticità.
Diversamente, la domanda è stata accolta nei confronti dell'altro convenuto, sia in proprio che in qualità di legale rappresentante della società beneficiaria del conferimento. Il Tribunale ha ritenuto sussistenti tutti i presupposti per l'esercizio dell'azione revocatoria. In primo luogo, è stata accertata l'esistenza di un valido rapporto di credito tra la società attrice e il convenuto, fondato sulla fideiussione rilasciata dal padre di quest'ultimo, di cui il convenuto è erede. Il Tribunale ha respinto l'eccezione di illiceità della garanzia fideiussoria, rilevando che si trattava di una garanzia specifica e non di una fideiussione omnibus, escludendo quindi la sussistenza di obblighi informativi in capo alla società creditrice.
Quanto al requisito oggettivo dell'eventus damni, il Tribunale ha ritenuto che il conferimento di beni immobili in una società rappresenti un atto idoneo a incidere negativamente sulla soddisfazione del credito, rendendo più incerta o difficile la riscossione. Incombeva sul convenuto l'onere di provare l'insussistenza di tale rischio, dimostrando l'esistenza di un patrimonio residuo sufficiente a soddisfare le ragioni creditorie, onere che non è stato assolto.
Infine, il Tribunale ha ritenuto sussistente anche l'elemento soggettivo della scientia damni. Poiché il credito era sorto anteriormente all'atto dispositivo, era sufficiente la consapevolezza del debitore e del terzo contraente del pregiudizio che la diminuzione della garanzia patrimoniale generica poteva arrecare alle ragioni del creditore. Tale consapevolezza è stata desunta dalla circostanza che il convenuto era sia debitore in qualità di erede del fideiussore, sia legale rappresentante della società beneficiaria del conferimento, configurando una coincidenza tra debitore e terzo contraente che rende evidente la conoscenza del pregiudizio arrecato al creditore.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

ATTENZIONE! Le sentenze sono di dominio pubblico. La diffusione dei provvedimenti giurisdizionali "costituisce fonte preziosa per lo studio e l'accrescimento della cultura giuridica e strumento indispensabile di controllo da parte dei cittadini dell'esercizio del potere giurisdizionale". Benchè le linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica non richiedano espressamente l'anonimizzazione sistematica di tutti i provvedimenti, Diritto Pratico ha scelto questa strada. Il processo di anonimizzazione è completamente automatizzato: puoi segnalare anomalie, richiedere oscuramenti e rimozioni tramite l'apposito modulo di contatto richiamabile cliccando sul simbolo che trovi in prossimità degli estremi di ogni provvedimento.

N.B.: La Banca Dati della Giurisprudenza Civile di Diritto Pratico non è, non vuole essere, né potrà mai essere un'alternativa alle soluzioni commerciali presenti sul mercato. Essendo aperta alla contribuzione di tutti, Diritto Pratico non può garantire l'esattezza dei dati ottenuti che l'utente è sempre tenuto a verificare.

Quanto ritieni utile questo strumento?

4.4/5 (25605 voti)

©2013-2026 Diritto Pratico - Termini di Servizio e informativa sul trattamento dei dati - Assistenza

pagina generata in 0.157 secondi in data 28 maggio 2026 (IUG:UM-7CDDBD) - 1877 utenti online