TRIBUNALE DI MILANO
Sentenza n. 6289/2019 del 27-06-2019
principi giuridici
L'occupazione abusiva di suolo pubblico, anche se temporanea e di breve durata, comporta l'obbligo di corrispondere l'indennità prevista dal regolamento comunale, calcolata in misura pari al canone che sarebbe stato determinato se l'occupazione fosse stata autorizzata, aumentato del trenta per cento, senza che rilevino le modalità o i beni materiali utilizzati per l'occupazione stessa.
In caso di occupazione abusiva di suolo pubblico, la presunzione di durata di trenta giorni antecedenti la data del verbale di accertamento, stabilita dal regolamento comunale, può essere superata da prova contraria idonea a dimostrare una durata inferiore.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Occupazione Abusiva di Suolo Pubblico: L'Importanza della Durata e della Stabilità
Una recente sentenza del Tribunale di Milano ha affrontato una controversia relativa all'occupazione abusiva di suolo pubblico e alla conseguente richiesta di indennità da parte del Comune. La vicenda trae origine da un verbale di contestazione elevato dalla ### nei confronti di una società, rea di aver posizionato temporaneamente del materiale edile su un marciapiede, occupando una superficie di nove metri quadrati. A seguito del verbale, il Comune ha emesso un invito al pagamento di una somma a titolo di indennità per l'occupazione abusiva.
La società ha contestato la pretesa del Comune, sostenendo che l'occupazione era stata di breve durata, limitata al tempo strettamente necessario per le operazioni di carico e scarico, e che i beni depositati non configuravano un'occupazione stabile del suolo pubblico. La società ha impugnato sia il verbale di contestazione che l'invito al pagamento.
Il Tribunale, nel valutare la questione, ha innanzitutto dichiarato inammissibile la domanda relativa al verbale di contestazione, richiamando i principi in materia di opposizione a sanzioni amministrative. Successivamente, ha preso atto dell'archiviazione del procedimento relativo al secondo verbale da parte del Comune, per tardiva notifica, dichiarando la carenza di interesse ad agire della società su tale punto.
Il fulcro della decisione si è concentrato sull'indennità per l'occupazione abusiva. Il Tribunale ha interpretato il regolamento comunale, evidenziando come esso preveda l'assoggettamento al canone per le occupazioni di suolo pubblico "di qualsiasi natura", sia permanenti che temporanee. Nonostante ciò, il giudice ha ritenuto rilevante la durata effettiva dell'occupazione. Sulla base delle testimonianze raccolte, è emerso che l'occupazione era durata circa un'ora, superando così la presunzione di legge di un'occupazione protratta per trenta giorni.
Di conseguenza, il Tribunale ha rideterminato l'ammontare dell'indennità dovuta, calcolandola in proporzione alla durata effettiva dell'occupazione e alla superficie occupata. La domanda di accertamento negativo dell'indennità è stata accolta solo parzialmente, limitatamente alla riduzione dell'importo. La domanda di annullamento dell'invito bonario è stata invece rigettata, in quanto esulava dai poteri del giudice ordinario annullare atti amministrativi al di fuori dei casi previsti dalla legge.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.