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Banca Dati della Giurisprudenza Civile

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ATTENZIONE: 2 provvedimenti con gli stessi estremi!

TRIBUNALE DI NAPOLI

Sentenza n. 4949/2022 del 19-05-2022

principi giuridici

Il condominio, quale custode dei beni e servizi comuni, risponde ai sensi dell'art. 2051 c.c. dei danni cagionati alla porzione di proprietà esclusiva di uno dei condomini derivanti da vizi o difetti di manutenzione delle parti comuni, salvo che provi il caso fortuito.

In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento dannoso è provato qualora le infiltrazioni d'acqua provengano da una parte comune dell'edificio condominiale, essendo irrilevante la causa specifica dell'allagamento.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Responsabilità del Condominio per Infiltrazioni da Condutture Fecali Vetuste: Onere della Prova e Limiti della Polizza Assicurativa


La pronuncia in esame affronta una controversia relativa a infiltrazioni d'acqua in un appartamento, derivanti da una condotta fecale condominiale vetusta. La proprietaria dell'immobile danneggiato ha citato in giudizio il condominio e la proprietaria dell'appartamento sovrastante, chiedendo il risarcimento dei danni subiti. Il condominio, a sua volta, ha chiamato in causa la propria compagnia assicurativa, al fine di essere manlevato in caso di soccombenza.
Nel corso del giudizio, è emerso che le infiltrazioni erano state causate dal deterioramento della condotta di scarico delle acque fecali, un bene comune condominiale. Il Tribunale ha quindi valutato le responsabilità e le relative coperture assicurative.
I giudici hanno rigettato l'eccezione di nullità dell'atto di citazione sollevata dalla compagnia assicurativa, ritenendo che l'atto contenesse gli elementi essenziali per identificare la pretesa risarcitoria. Nel merito, il Tribunale ha accertato che le infiltrazioni provenivano dalla condotta fecale condominiale, la cui manutenzione rientra nella responsabilità del condominio in quanto custode dei beni comuni.
In applicazione dell'articolo 2051 del codice civile, che disciplina la responsabilità per danni cagionati da cose in custodia, il Tribunale ha condannato il condominio al risarcimento dei danni subiti dalla proprietaria dell'appartamento danneggiato. Il condominio non è riuscito a fornire la prova liberatoria del caso fortuito o di un elemento esterno che avesse interrotto il nesso causale tra la condotta e i danni.
Tuttavia, il Tribunale ha ridimensionato l'entità del risarcimento richiesto, tenendo conto dello stato di manutenzione precario dell'immobile danneggiato già prima delle infiltrazioni. Pertanto, il risarcimento è stato quantificato in un importo pari a quello indicato nell'atto di accertamento del danno conservativo sottoscritto dall'attrice.
Infine, il Tribunale ha rigettato la domanda di manleva proposta dal condominio nei confronti della compagnia assicurativa. L'analisi delle clausole contrattuali ha rivelato che la polizza assicurativa copriva i danni derivanti da rotture accidentali degli impianti idrici e igienici, ma non quelli causati da usura, corrosione o difetto dei materiali, come nel caso di specie.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

TRIBUNALE DI NAPOLI

Sentenza n. 4949/2022 del 22-09-2022

principi giuridici

Il diritto del lavoratore di ottenere dall'### in caso di insolvenza del datore di lavoro, la corresponsione di emolumenti retributivi inerenti agli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro ha natura di diritto di credito ad una prestazione previdenziale, distinto ed autonomo rispetto al credito vantato nei confronti del datore di lavoro, che si perfeziona al verificarsi dei presupposti previsti dall'art. 2 della l. n. 297 del 1982, richiamato dagli artt. 1 e 2 del d.lgs. n. 80 del 1992.

In materia di prestazioni a carico della ### di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, l'azione giudiziaria può essere proposta, a pena di decadenza, entro il termine di un anno dalla data di comunicazione della decisione del ricorso pronunziata dai competenti organi dell'### o dalla data di scadenza del termine stabilito per la pronunzia della predetta decisione, ovvero dalla data di scadenza dei termini prescritti per l'esaurimento del procedimento amministrativo, computati a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di prestazione.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Il Diritto del Lavoratore al TFR e la Tutela Previdenziale in Caso di Insolvenza del Datore di Lavoro


La pronuncia in esame affronta una questione di rilevante interesse nel diritto del lavoro, concernente il diritto del lavoratore di ottenere dall'###, in caso di insolvenza del datore di lavoro, la corresponsione del trattamento di fine rapporto (TFR).
Il ricorrente aveva adito il Tribunale chiedendo l'accertamento del proprio diritto a percepire dal ### di ### somme a titolo di TFR e retribuzioni relative alle ultime tre mensilità del rapporto di lavoro. La società convenuta, in persona del legale rappresentante, si era opposta alla domanda, chiedendone il rigetto.
Il Tribunale ha parzialmente accolto la domanda del lavoratore. Il giudice ha richiamato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui la natura previdenziale delle prestazioni a carico del ### di garanzia comporta per il lavoratore l'onere di presentare domanda amministrativa all'###. Tale domanda, come precisato dalla Suprema Corte, può essere proposta solo dopo la verifica dell'esistenza e della misura del credito, accertata in sede di ammissione al passivo fallimentare o di liquidazione coatta amministrativa, oppure a seguito dell'infruttuoso esperimento dell'esecuzione forzata in caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedure concorsuali.
Nel caso di specie, il Tribunale ha rilevato che il lavoratore aveva ottenuto una sentenza di condanna nei confronti della società datrice di lavoro per il pagamento del TFR. Inoltre, il lavoratore aveva dimostrato di aver presentato istanza di intervento nella procedura esecutiva promossa da un altro creditore nei confronti del datore di lavoro, procedura che era stata poi dichiarata estinta.
Il Tribunale ha quindi rigettato l'eccezione di improcedibilità sollevata dalla difesa, ritenendo che il lavoratore avesse provato di aver presentato domanda all'### ed esperito il ricorso amministrativo. Il giudice ha altresì escluso la decadenza del diritto del lavoratore, richiamando la normativa in materia di termini per l'azione giudiziaria relativa alle prestazioni a carico della ### di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
Nel merito, il Tribunale ha ritenuto fondata la domanda del lavoratore limitatamente al TFR, condannando l'### al pagamento della relativa somma, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria. Il giudice ha invece respinto la domanda relativa alle ultime tre mensilità, ritenendo che, a seguito di una sentenza di reintegra, tali somme andassero qualificate come parte del risarcimento del danno.
Infine, il Tribunale ha disposto la compensazione parziale delle spese processuali, condannando la parte resistente al pagamento della restante metà, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


Il testo anonimizzato del provvedimento è riservato agli Utenti Professionali ed è visibile tramite permalink solo previa accettazione dei Termini di Servizio. Poiché la corretta interpretazione delle decisioni giurisdizionali richiede specifiche competenze tecniche, la lettura autonoma da parte di soggetti non qualificati non sostituisce in alcun modo una consulenza legale ed è inidonea per valutare casi concreti o assumere iniziative, per le quali resta indispensabile rivolgersi a un Avvocato.

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