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TRIBUNALE DI PALERMO

Sentenza n. 2147/2025 del 16-05-2025

principi giuridici

La mancata comunicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale al condomino determina l'annullabilità della delibera, impugnabile nel termine di trenta giorni decorrente dalla comunicazione del verbale, gravando sul condominio l'onere di provare l'effettiva conoscenza dell'avviso da parte del destinatario.

È onere dell'amministratore condominiale, nell'adempimento degli obblighi di diligenza connessi al mandato, accertarsi della residenza o sede del condomino al fine di effettuare le comunicazioni, non potendo presumersi la conoscenza dell'avviso di convocazione o del verbale di assemblea in ragione della mera spedizione a un indirizzo diverso dalla residenza del condomino, ancorché ivi risieda un familiare, in assenza di formale elezione di domicilio o autorizzazione al ritiro della corrispondenza.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Validità della Delibera Condominiale: Onere della Prova sulla Comunicazione al Condomino


La pronuncia del Tribunale di ### si concentra sulla questione della validità di una delibera condominiale, contestata per presunta mancata comunicazione dell'avviso di convocazione al condomino interessato.
Nel caso specifico, un condomino ha impugnato una delibera assembleare che approvava il bilancio consuntivo di un anno e il preventivo dell'anno successivo, lamentando di non aver ricevuto l'avviso di convocazione all'assemblea. Il condominio si è difeso sostenendo di aver regolarmente inviato l'avviso tramite posta, eccependo quindi la tardività dell'impugnazione per decorrenza dei termini.
Il Tribunale ha accolto la domanda del condomino, annullando la delibera nella parte impugnata. La decisione si fonda sul fatto che il condominio non ha fornito prova sufficiente della corretta comunicazione dell'avviso di convocazione al condomino. In particolare, è emerso che l'avviso era stato recapitato ad un indirizzo dove risiedeva la sorella del condomino, la quale aveva ritirato la comunicazione senza dichiarare di essere convivente o incaricata al ritiro della posta per conto del fratello.
Il giudice ha sottolineato che è onere dell'amministratore del condominio accertarsi della residenza effettiva del condomino per effettuare le comunicazioni, soprattutto in presenza di elementi che suggeriscano un diverso domicilio. La diligenza richiesta all'amministratore include la verifica dei dati anagrafici e l'aggiornamento del registro condominiale, anche attraverso la collaborazione dei condomini. La mancata prova di tale diligenza ha portato il Tribunale a ritenere non dimostrata la conoscenza effettiva, da parte del condomino, dell'avviso di convocazione, con conseguente annullamento della delibera impugnata.
N.B.: Il commento è generato automaticamente e potrebbe contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

testo integrale


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