TRIBUNALE DI PALERMO
Sentenza n. 3230/2025 del 08-07-2025
principi giuridici
In materia di reddito di cittadinanza, l'assoluzione dell'istante nel giudizio penale per il reato di cui all'art. 7, comma 1, D.L. n. 4/2019, convertito in L. n. 26/2019, con la formula "perché il fatto non sussiste", determina il venir meno del presupposto per la revoca del beneficio disposta dall'### con conseguente diritto del ricorrente alla percezione del reddito di cittadinanza e irripetibilità delle somme richieste in restituzione.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.
testo integrale
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sintesi e commento
Revoca del Reddito di Cittadinanza: l'Assoluzione Penale Prevale sull'Accertamento Amministrativo
Una recente pronuncia del Tribunale di Palermo ha affrontato il tema della revoca del Reddito di Cittadinanza (RDC) a seguito di presunte false dichiarazioni, con particolare riferimento all'omessa indicazione di vincite al gioco. La vicenda trae origine dalla contestazione, da parte dell'INPS, di alcune presunte irregolarità nella domanda di accesso al beneficio, che avevano portato alla revoca del RDC e alla richiesta di restituzione delle somme già erogate. L'Istituto previdenziale contestava, in particolare, la mancata comunicazione di variazioni reddituali derivanti da vincite al gioco, ritenendo che ciò avesse determinato l'indebita percezione del sussidio.
Il soggetto interessato ha impugnato il provvedimento di revoca, contestando la fondatezza delle accuse e producendo una sentenza penale di assoluzione, emessa dal Tribunale di ###, con la formula "perché il fatto non sussiste". Tale sentenza, divenuta irrevocabile, scaturiva da un procedimento penale avviato a seguito delle stesse contestazioni mosse dall'INPS in sede amministrativa.
Il Tribunale di Palermo, esaminando la questione, ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno rilevato che la sentenza penale di assoluzione, con la formula piena "perché il fatto non sussiste", fa venir meno il presupposto su cui si fondava il provvedimento di revoca del RDC. In altre parole, l'assoluzione penale ha dimostrato che non vi erano state false dichiarazioni o omissioni rilevanti da parte del beneficiario, e che quindi non sussistevano i presupposti per la revoca del beneficio e la richiesta di restituzione delle somme percepite.
Il Tribunale ha quindi annullato il provvedimento di revoca del RDC, dichiarando che le somme richieste in restituzione non erano dovute e condannando l'INPS a corrispondere gli arretrati del reddito di cittadinanza, con decorrenza dalla data di sospensione della prestazione. La decisione si basa sul principio secondo cui, in presenza di una sentenza penale di assoluzione con formula piena, l'accertamento compiuto in sede amministrativa perde efficacia, prevalendo l'esito del giudizio penale.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.