TRIBUNALE DI SALERNO
Sentenza n. 2499/2022 del 07-07-2022
principi giuridici
Nei contratti della pubblica amministrazione, la clausola che subordina il pagamento del compenso al professionista al verificarsi di una condizione mista, dipendente sia da fattori esterni sia dall'attività della stessa amministrazione, impone a quest'ultima di comportarsi secondo buona fede ai sensi dell'art. 1358 c.c., attivandosi per favorire l'avveramento della condizione. L'inosservanza di tale obbligo comporta l'applicazione dell'art. 1359 c.c., con conseguente responsabilità contrattuale dell'amministrazione.
Il principio di buona fede oggettiva e correttezza, espressione del principio costituzionale di solidarietà, è applicabile anche nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, sia quando quest'ultima agisce iure privatorum, sia quando esercita poteri autoritativi, imponendo un comportamento improntato alla lealtà e alla salvaguardia degli interessi della controparte.
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testo integrale
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sintesi e commento
Buona Fede Contrattuale e Responsabilità della Pubblica Amministrazione: Un Caso di Prestazione d'Opera Intellettuale
La pronuncia in esame affronta una controversia relativa a un contratto di prestazione d'opera intellettuale tra un professionista e un Comune, in relazione a un incarico di supporto giuridico-amministrativo per l'istituzione di una sede farmaceutica comunale.
Il professionista, dopo aver ricevuto l'incarico a seguito di una procedura di selezione, aveva svolto le attività richieste, redigendo e consegnando la documentazione necessaria. Tuttavia, il Comune aveva successivamente comunicato la sospensione dell'incarico a causa di problematiche legate all'autorizzazione alla gestione della farmacia. Nonostante la successiva risoluzione di tali problematiche, il Comune aveva inopinatamente deciso di affidare l'incarico a una diversa società, senza riconoscere il lavoro svolto dal professionista.
Il professionista, ritenendo di aver adempiuto ai propri obblighi contrattuali, aveva quindi agito in giudizio per ottenere il pagamento del compenso pattuito, lamentando l'inadempimento del Comune e la violazione dei principi di buona fede e correttezza. Il Comune si era difeso eccependo, tra l'altro, che il compenso era subordinato al "buon fine" della procedura e che, in ogni caso, l'incarico era stato sospeso.
Il Tribunale ha esaminato la vicenda alla luce dei principi generali in materia di contratti e, in particolare, del principio di buona fede oggettiva che deve improntare i rapporti contrattuali, anche quando una delle parti è una Pubblica Amministrazione. Il giudice ha qualificato la clausola contrattuale che subordinava il pagamento del compenso al "buon fine" della procedura come una condizione sospensiva mista, dipendente sia da fattori esterni (l'autorizzazione alla gestione della farmacia) sia dalla condotta del Comune (l'attivazione per la prosecuzione dell'iter amministrativo).
Richiamando la giurisprudenza della Corte di Cassazione, il Tribunale ha affermato che la Pubblica Amministrazione, anche quando agisce iure privatorum, è tenuta a comportarsi secondo buona fede e a non frustrare le aspettative della controparte contrattuale. Nel caso di specie, il Comune, pur avendo la facoltà di modificare le proprie scelte amministrative, non poteva farlo in modo da pregiudicare ingiustificatamente il diritto del professionista al compenso per il lavoro svolto.
Il Tribunale ha quindi ritenuto che il Comune avesse violato il principio di buona fede, impedendo il verificarsi della condizione sospensiva e, di conseguenza, ha applicato la fictio iuris di cui all'articolo 1359 del Codice Civile, considerando la condizione come avverata e condannando il Comune al pagamento del compenso pattuito, a titolo di risarcimento del danno.
La sentenza sottolinea l'importanza del principio di buona fede nei rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione, evidenziando come quest'ultima, pur godendo di poteri discrezionali, debba esercitarli nel rispetto dei diritti e degli interessi legittimi della controparte contrattuale.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.