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TRIBUNALE DI TERAMO

Sentenza n. 521/2023 del 25-10-2023

principi giuridici

In materia di inquadramento professionale, il lavoratore che agisca in giudizio per ottenere il riconoscimento del diritto al superiore inquadramento ha l'onere di provare le mansioni svolte, tanto sotto il profilo del loro contenuto oggettivo, quanto sotto il profilo degli aspetti qualitativi, il periodo di svolgimento delle suddette mansioni, e l'effettiva riconducibilità delle stesse a quelle proprie del livello vantato così come delineate dalle norme legali e contrattuali di riferimento.

Ai fini del riconoscimento del diritto all'inquadramento nella qualifica dirigenziale, il giudice deve accertare che il lavoratore, pur non essendo formalmente investito della qualifica, abbia svolto mansioni caratterizzate da elevata professionalità, responsabilità e autonomia, con potere di indirizzo e orientamento dell'attività aziendale, assumendo la corrispondente responsabilità ad alto livello.

Il diritto all'indennità fissa prevista dalla contrattazione collettiva per il personale dirigente è riconosciuto anche al lavoratore che, pur non avendo un contratto a termine, abbia svolto di fatto mansioni dirigenziali, in ragione del collegamento funzionale tra l'indennità e lo svolgimento di tali mansioni.

Il diritto agli incentivi per l'attività di progettazione e realizzazione di opere pubbliche, previsti dalla contrattazione collettiva, spetta al lavoratore che abbia svolto le relative attività, anche in assenza di un formale inquadramento dirigenziale, qualora sia accertato lo svolgimento di fatto delle mansioni corrispondenti.

N.B.: Le massime sono generate automaticamente e potrebbero contenere errori e imprecisioni.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.

sintesi e commento

Riconoscimento Giudiziale di Mansioni Dirigenziali e Diritto alle Relative Differenze Retributive in un Consorzio di Bonifica


La pronuncia in esame affronta la complessa questione del riconoscimento di fatto di mansioni dirigenziali in un ente pubblico economico, nello specifico un consorzio di bonifica, e le conseguenti implicazioni in termini di inquadramento contrattuale e retribuzione.
Il caso trae origine dal ricorso di un dipendente, assunto inizialmente con qualifica inferiore, che rivendicava il diritto all'inquadramento nella categoria dirigenziale, lamentando lo svolgimento di mansioni superiori rispetto al livello formalmente riconosciuto. Il dipendente sosteneva di aver esercitato, nel tempo, funzioni di coordinamento e gestione di risorse umane e progetti, assumendo responsabilità significative e agendo in rappresentanza dell'ente in diverse sedi istituzionali.
Il consorzio di bonifica si opponeva alla pretesa, argomentando che le attività svolte dal dipendente rientrassero nell'ambito della qualifica di appartenenza e che l'eventuale esercizio di mansioni superiori fosse stato limitato nel tempo e privo dei requisiti necessari per il riconoscimento della qualifica dirigenziale.
Il Tribunale, dopo aver esaminato la documentazione prodotta e ascoltato i testimoni, ha accolto il ricorso del dipendente. I giudici hanno accertato che, nel corso del rapporto di lavoro, il dipendente aveva effettivamente svolto mansioni superiori, proprie della categoria dirigenziale, con un grado di autonomia e responsabilità significativamente superiore rispetto a quanto previsto per la qualifica formalmente riconosciuta. In particolare, è emerso che il dipendente aveva gestito e coordinato un'ampia parte del personale dell'ente, aveva assunto la responsabilità di numerosi procedimenti amministrativi, apponendo la propria firma su delibere e atti transattivi, e aveva rappresentato l'ente in diverse sedi istituzionali.
Il Tribunale ha quindi riconosciuto il diritto del dipendente all'inquadramento nella qualifica di ### di ###, ritenendo che tale figura fosse la più adeguata a descrivere le mansioni effettivamente svolte. Di conseguenza, il consorzio di bonifica è stato condannato a versare al dipendente le differenze retributive maturate nel periodo di riferimento, nonché l'indennità fissa prevista per il personale dirigenziale e gli emolumenti relativi all'attività di progettazione e realizzazione di opere pubbliche.
La sentenza si basa su un'attenta valutazione delle prove raccolte nel corso del giudizio, con particolare riguardo alle testimonianze dei dipendenti del consorzio e alla documentazione relativa alle attività svolte dal ricorrente. Il Tribunale ha inoltre tenuto conto della normativa contrattuale collettiva di riferimento, individuando i tratti distintivi tra la qualifica di ### e quella di Dirigente, e verificando che le mansioni svolte dal dipendente rientrassero pienamente nell'ambito della seconda.
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testo integrale


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