TRIBUNALE DI VICENZA
Sentenza n. 660/2022 del 14-04-2022
principi giuridici
In tema di responsabilità medica, qualora la consulenza tecnica d'ufficio non accerti il nesso causale tra le omissioni dei sanitari e il decesso del paziente, ma accerti che tali omissioni hanno determinato la perdita di chance di sopravvivenza, il risarcimento del danno per tale perdita non può essere riconosciuto d'ufficio, in assenza di specifica domanda, anche subordinata, da parte dell'attore.
In tema di responsabilità medica, accertata la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e dei medici per negligente esercizio della professione, è risarcibile il danno biologico e morale subito dal paziente a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, consistente nella tetraplegia flaccida e nella consapevolezza della perdita delle residue possibilità di sopravvivenza, anche in assenza di nesso causale tra le omissioni e il decesso.
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testo integrale
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sintesi e commento
Omessa Diagnosi di Lesione Midollare e Responsabilità Sanitaria: Profili Risarcitori
La pronuncia in commento affronta un caso di responsabilità medica derivante da presunta negligenza nella gestione di un paziente politraumatizzato a seguito di un incidente stradale. Il paziente, dopo essere stato trasportato presso una struttura ospedaliera, era stato sottoposto ad accertamenti diagnostici che non avevano evidenziato lesioni alla colonna vertebrale. Tuttavia, nelle ore successive, il paziente aveva manifestato sintomi, quali ipomobilità degli arti e ritenzione urinaria, che avrebbero dovuto indurre il personale medico ad approfondire gli accertamenti diagnostici, in particolare mediante risonanza magnetica. Tale esame, eseguito solo il giorno successivo, aveva evidenziato una frattura vertebrale con anterolistesi, che aveva reso necessario il trasferimento del paziente presso un altro ospedale per un intervento chirurgico. Il paziente era deceduto alcune settimane dopo a causa di una paralisi dei muscoli respiratori derivante dal grave danno midollare.
Gli eredi del paziente avevano quindi promosso un'azione legale nei confronti della struttura sanitaria e dei medici che avevano avuto in cura il loro congiunto, chiedendo il risarcimento dei danni subiti sia iure hereditatis che iure proprio. In particolare, gli attori lamentavano la negligenza dei sanitari per non aver tempestivamente diagnosticato la lesione midollare e per aver omesso di adottare le adeguate misure terapeutiche.
Il Tribunale, dopo aver disposto una consulenza tecnica d'ufficio medico-legale, ha accertato la sussistenza di una condotta negligente da parte di alcuni dei medici convenuti, in particolare per aver sottovalutato i sintomi manifestati dal paziente e per aver ritardato l'esecuzione della risonanza magnetica. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che non fosse stato provato il nesso di causalità tra la condotta negligente dei sanitari e la morte del paziente. In particolare, il consulente tecnico d'ufficio non era stato in grado di stabilire con certezza se, anche in caso di tempestiva diagnosi e trattamento, il paziente sarebbe sopravvissuto.
Il Tribunale ha quindi rigettato le domande di risarcimento del danno da perdita della vita, sia iure successionis che iure proprio, non avendo ritenuto provato il nesso causale tra le omissioni accertate e il decesso. Il giudice ha invece accolto le domande di risarcimento del danno biologico e del danno morale iure successionis, ritenendo che la condotta negligente dei sanitari avesse determinato un peggioramento delle condizioni di salute del paziente, causandogli una tetraplegia flaccida e gravi sofferenze psicologiche. Il Tribunale ha quindi condannato la struttura sanitaria e i medici ritenuti responsabili al risarcimento di tali danni, quantificati in via equitativa.
La sentenza in commento offre spunti di riflessione in merito alla responsabilità medica per omessa diagnosi e alla difficoltà di provare il nesso di causalità tra la condotta negligente dei sanitari e l'evento dannoso. In particolare, la pronuncia evidenzia l'importanza di una tempestiva e accurata valutazione dei sintomi del paziente, al fine di evitare ritardi diagnostici che possono compromettere le chances di guarigione.
Si consiglia di leggere sempre il testo integrale del provvedimento.